Obama: una straordinaria occasione di abbronzatura globale

circumnavigando il fenomeno nella leggerezza di un naviglio libero da zavorre ideologiche, fieramente felice di vivere in Italia senza dilemmi dell’essere Bruni

Tutti vogliamo entrare nel corso del tempo, aprire le vele della nostra imbarcazione ideale nel mare del cambiamento che abbiamo intuito essere importante, epocale, ma difficile da spiegare come le teorie della Fisica quantica sull’infinitamente piccolo e l’incommensurabilmente grande. La vittoria di Barack Obama, “Una cosa straordinaria per il mondo – secondo Massimo Cacciari – di rilievo culturale antropologico incalcolabile negli effetti che potrà avere”, ci ha coinvolti oltre le previsioni e ognuno ha reagito a suo modo.
Carla Bruni, première dame di Francia, prende spunto da una valutazione di melanina sulla pelle di Obama fatta da Berlusconi per dichiarare che si vergogna di essere italiana. Lei sta bene dov’è – non ne sentiamo la mancanza – vicino al marito Nicolas preoccupato per l’Europa. Il Sarkozy inquieto che scrive il 3 ottobre una lettera ai membri del Consiglio europeo sulla grave mancanza di fiducia che scuote l’economia mondiale invitandoli presso il Consiglio di Bruxelles ad accordarsi per assicurare il rispetto del quadro giuridico dell’Unione europea.
Trattasi di ambasce da economia globalizzata, o “economia canaglia” come definita nel testo di Loretta Napoleoni che prende in esame il lato oscuro del nuovo ordine mondiale. Fenomeno nuovo secondo l’esperta di economia, derivato da cause complementari e interagenti in tempi diversi come le teorie liberiste di Thatcher e Reagan, la caduta del muro di Berlino e il conseguente rapporto perverso tra democrazia e schiavitù seguito alla trasformazione in “democratici” di 118 paesi sui 63. Paradossalmente dopo l’abbattimento del muro di Berlino è cresciuta la schiavitù decolonizzata passata negli anni ’90 a 27 milioni di persone. Schiavi nell’economia “globalizzata e canaglia” che ha sviluppato prodotti canaglia quali oggetti come taroccate borse di Gucci, farmaci falsi, pesce pescato illegalmente, latte tossico di plastica alla melamina. Legami con prodotti innocenti come un pezzo di formaggio della Kraft che appartiene alla Philip Morris multinazionale del tabacco. O della nostra fede nuziale “contaminata” dalla schiavizzazione nelle miniere d’oro dei bambini del Congo da parte dei signori della guerra.
Vincoli mondiali che amplificano ogni minima perturbazione locale al tutto universale. Processi globali irreversibili ormai trasformati in sistema caotico sensibile e reattivo come la teoria della fisica dell’entanglement di Dean Radin per cui oggetti separati sul piano fisico possono non esserlo se osservati sul piano della fisica dei quanti.
La separatezza tra gli oggetti sul piano macroscopico che si dissolve e un numero incredibile di relazioni stabilite da coppie di particelle nello spazio e nel tempo è la spiegazione, e l’effetto farfalla che ne deriva non è soggetto a predizioni deterministiche stabilite dal libero arbitrio. I vari livelli del sistema caotico reattivo interagiscono tra il caos e le proprietà frattali – da cui i modello polifrattale di interconnessione dal livello molecolare fino alla globalità del sistema nervoso.
Libero arbitrio che secondo Chris King in “Chaos, Quantum-transactions and Consciousness” dimostra come l’equazione energia-momento-massa di Einstein pone gli oggetti quantici di fronte a biforcazioni superabili attraverso scelte (vedi Accles, Penrose e Hameroff) di sistemi viventi influenzati non solo dalla causalità, ma anche dalla retro causalità. Ciò a dire che gli esiti delle scelte non sono determinabili a priori dal sistema che sfugge ad un approccio puramente deterministico. Di conseguenza si ottengono due effetti: da una parte si generano strutture ordinate che prendono la forma di strutture frattali; dall’altra, una piccola perturbazione locale può essere amplificata fino a diventare un evento che coinvolge tutto il sistema. L’esempio classico è quello degli attrattori di Lorenz, osservati in meteorologia, rispetto ai quali si giunge a ipotizzare che il battito d’ali di una farfalla in Amazzonia possa causare un uragano negli Stati Uniti.

Siamo perciò tutti irrimediabilmente legati nella politica come per la fisica. Ecco il grande interesse alla magia delle formule vincenti e alle rare previsioni azzeccate in economia sociale.
L’accademia di Stoccolma ha premiato Paul Krugman con il Nobel per un’originale teoria del commercio internazionale concepita nel 1979 quando il 55enne docente a Princeton era fresco di laurea. Le sue pubblicazioni sul New York Times amate dai Liberal e odiate dai Conservatori, denigrate e contestate per decenni, hanno azzeccato negli oltre 500 articoli che ha scritto, previsioni sui crac e sulle difficoltà economiche dell’America. Si chiede Massimo Gaggi sul Corsera se questo barbuto anti Bush, già collaboratore di Clinton con alterne fortune, diverrà un principe della consulenza per Barack Obama.
Ormai consapevoli in ogni parte del mondo che siamo tutti imbarcati insieme nel cataclisma generale osserviamo la formula Obama che, allo stesso modo delle teorie della fisica, non deriva da una solo aspetto del sociale della politica e dell’economia. Il suo successo proviene dal basso, da sommatorie cioè di molecole in interazione rispecchiata poi nella totale immagine del mondo, cioè Internet.
Formule magiche scoperte nel tempo e nello spazio della politica si sono rivelate possibili come la straordinaria occasione di Barack Obama oggi. Forse. Anna Guaita in “Buona Fortuna Obama!” (Messaggero 4 novembre) lo definisce un possibile nuovo Franklin Delano Roosevelt, e apprezzando l’eleganza dello spirito democratico di John McCain che lo ha chiamato “il mio Presidente”, rende giustizia al corale plauso per la vittoria del Senatore dell’Illinois. Ma concordano in tanti, a partire da Walter Veltroni già entusiasta di lui in tempi non sospetti fino a Massimo D’Alema, Fassino e Franceschini; da Gentiloni ad Anna Finocchiaro, a Vannino Chiti e con qualche nota critica nello stesso PD, il filosofo Cacciari; dal Prc di Franco Giordano fino alla destra di Gasparri e Storace per arrivare a Berlusconi, e alla sua frase augurale pronunciata davanti al premier russo Medveded: “E’ giovane, bello, e… abbronzato!.”
Sapete qual è la più straordinaria conseguenza di questa affermazione? Che dal 4 novembre ad oggi non si parla d’altro. A torto o a ragione, in rivoli di considerazioni e critiche, giustificazioni e condanne, tutte interessanti per carità, tranne l’infelice battuta di madame Sarkozy, che non avendo fatto alcunché per migliorare l’Italia non si sa di che cosa si lamenti o recrimini.
Berlusconi prorompe nel fattore Obama oscurando di colpo Veltroni e tutti i meritevoli riconoscimenti in tema di primogenitura. Una battuta e si spazzano via il kennediano “I care” e l’attuale pragmatico “Si può fare”, versione nostrana dell’obamiano “Yes, we can”.
Non si saprà mai se Mike Bongiorno faceva le sue gaffe a caso o ci cascava lui stesso. Fatto sta che gli hanno dato la fama e l’ingresso permanente nei testi di storia dello spettacolo.
Berlusconi entra con la sua battuta in primo piano ogni volta che a qualsiasi titolo si parla di Barack Obama, e vi resta a lungo protagonista seppure sull’onda della polemica. Si va bene, Mike è un uomo di spettacolo e lui è il presidente del Consiglio, ma serve ribadirlo? O dovremmo invece osservare il video scanzonato del nuovo presidente Usa http://it.youtube.com/watch?v=RsWpvkLCvu4 , dire “Quante storie per un po’ di melanina!” e aggiungere: “Non ne parliamo più… non importa”, dimostrando di credere che la sua voleva essere davvero una carineria, non invece una voluta frase propulsiva sulla scena della politica internazionale, per far dimenticare Veltroni che per primo aveva creduto in Obama.
La cosa che non si capisce è come mai gli si da’ addosso dopo le esperienze del passato che lo hanno fatto crescere il maniera inversamente proporzionale alle attestazioni di disistima dei suoi avversari. Tra tutti forse solo D’Alema ha capito che se si vuol fare un favore a Silvio Berlusconi si deve parlar male di lui. Gli altri non ci riescono.
Se fingessimo di credere che la frase sul nuovo presidente d’America voleva essere una carineria potremmo anche prestare fede all’ipotesi che con la poliedricità propria del presidente del Consiglio egli possa passare dall’essere il miglior amico di Bush al più attento osservatore delle teorie obamiane.
Da imprenditore forse potrebbe egli stesso far proprie, almeno in parte, le teorie di B.O. sull’investimento per l’ambiente. Cinque milioni di posti di lavoro nel futuro degli Usa, e da noi quanti possibili?
E’ previsto che la BP, come ha già iniziato a fare in gran Bretagna, potrebbe aiutare Obama nel riconvertire gli investimenti in attività di energia pulita. Se da qui partisse un percorso virtuoso in progetti di crescita coniugati al rispetto dell’ecologia ne saremmo felici.
Se le previsioni si riveleranno azzeccate, pur nel difficilissimo impegno del nuovo presidente d’America, anche per dare impulso a cambiamenti in zone di sofferenza come l’Africa, a giusto titolo il Kenia avrebbe il 4 novembre come ricorrenza nazionale. Per festeggiare un cambiamento che auspichiamo nella stessa data potremmo celebrare l’inizio del cambiamento in Italia. Con investimenti per milioni di posti di lavoro in energia pulita, programmazione e semplificazione del problema giustizia con cause risolte a sentenza in pochi mesi data l’efficienza di moderni uffici e preparatissimi addetti ai lavori. Festeggiare riforme vere della scuola con investimenti nella ricerca e cancellazione dell’infame sistema del nepotismo e le assunzioni parentali; festeggiare mari puliti e fiumi trasparenti, incremento economico da immondizia riciclata; pianificazione delle Pari opportunità per tutti con l’abbassamento del gap che penalizza le donne nei luoghi delle decisioni. Festeggiare una Sanità sana e moderna snella nelle prenotazioni di alto livello nella qualità delle prestazioni e luoghi sicuri per chi va in giro di giorno o di notte. Festeggiare il rimpadronirsi della città da parte delle donne in assenza di malintenzionati, stalker o criminali. Festeggiare la crescita dei posti li lavoro veri con stipendi di sostanza e portafogli adatti a comprarsi un po’ di futuro. Festeggiare il prodotto non canaglia di una economia blasonata e riconoscibile da un “Marchio etico” di qualità che da tanto cerco di promuovere, con il quale si rende riconoscibile il fatto che nessun bambino e nessun tipo dell’esistente è danneggiato dalla produzione dello stesso.

Se così fosse il 4 novembre potrebbe esserci una triplice festa internazionale di Italia-Kenia-Stati Uniti. Se l’effetto Obama avesse apportato modifiche agli errori del governo Berlusconi sarebbe grandioso festeggiare e obbligatoriamente rammentare a tutti i partecipanti abbronzati o no che mentre avveniva il principio del cambiamento noi ci eravamo preoccupati di una battuta sull’abbronzatura di Obama. Neanche fosse stato il battito d’ali della farfalla in Amazzonia.

Wanda Montanelli, 11 novembre 2008

104 Responses

  1. ETTORE Says:

    STRAORDINARIA TU, MA NON CONDIVIDO L’ANALISI SALVIFICA SU QUESTO COVERNO.
    ETTORE

  2. Silvia Says:

    Wanda carissima,non si può dire la verità e poi un minimo di partito preso lo devi avere! Decidi cosa scegliere, ma tutto il cesto e senza capare.
    Silvia

  3. v. Says:

    Mi permetto di segnalare:
    http://marginaliavincenzaperilli.blogspot.com/
    grazie
    buona giornata
    v.

  4. Marta Says:

    il testoè di respiro libero come le donne spesso sanno trovare. E’ un’analisi che condivido. Andiamo alla sostanza dei fatti. Che cosa faremo noi?
    Marta

  5. SAVERIO Says:

    DIAMO I PESO CHE OBAMA HA, VISTO IL FALLIMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE DI GEORGE W. BUSH, MA NON CARICHIAMOLO DI TROPPE ASPETTATIVE. ASPETTARSI TROPPO E’ UN PERICOLO PER IL NUMERO DI INIZIATIVRE CHE FISIOLOGICAMENTE NON SARANNO UN SUCCESSO, E NON E’ IL CASO CHE ANCHE IL MEDIO RISULTATO NON SIA CONSIDERATO BENE PERCHE’ INFERIORE A QUANTO CI SI ASPETTAVA.
    SAVERIO

  6. Lanfranca Says:

    Molto colto l’articolo. Sono però in accordo con l’affermazione di M.me Carla Bruni che non ha fatto altro che sintetizzare le voci di condanna per l’imbarazzante dichiarazione del suo ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
    Lanfranca

  7. Anna Rossi Says:

    Veramente una penna d’eccezione! Complimenti Wanda! La capacità di governare il dubbio per analisi che trovano radici negli angoli più oscuri.

    Fermarsi fino all’esaurimento del folklore e dell’arroganza con cui l’affare Italia avanza da anni non vi ha stancato!

    Credo che i mass-medi abbondino in questo tipo di operazione epurando lentamente e pedissequamente ogni capacità reattiva e cognitiva.

    Tornare a spulciare gli angoli servirà a fare pulizia o almeno a fare ognuno del nostro meglio…il che non è poco ed urge.

    Le nostre teste dovrebbero incontrarsi fra gli interstizi di assurdo e dare una nuova “ragione” agli umani.

    Piccoli passi per lunghe distanze.

    Cordialmente
    Anna Rossi

  8. Teatro delle donne Says:

    INVITO
    CONFERENZASTAMPA

    stagione 08|09_TEATRO MANZONI di Calenzano
    e AUTRICI A CONFRONTO_ festival nazionale sulla drammaturgia delle Donne XVII edizione

    martedì18novembre ore 12.00
    sala APT
    via Manzoni, 16 Firenze

    Teatro delle donne

  9. MARIA CRISTINA Says:

    MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE
    In preparazione del 22 NOVEMBRE 2008
    Corteo di donne autorganizzato
    ROMA,22 NVEMBRE 2008 P.zza della Repubblica,ore 14.00
    INDECOROSE E LIBERE!
    http://flat.noblogs.org/

  10. Carolalibera Says:

    che meraviglia!!
    ciao ragazze.
    Carola

  11. Gina Loversi Says:

    Vi invito a teatro:

    “Sette donne, nessun uomo. Un universo femminile esplorato dall’Autore agli albori di un nuovo faticoso assestarsi dei rapporti uomo-donna. Ma soprattutto un atto di amore, quasi una sorta di venerazione maschile nei confronti della misteriosa, insopprimibile, gioiosa tenacia e vitalita’ femminile. ‘Whale Music’ e’ insieme genuinamente tenera, caustica e ferocemente anti-maschile, ha scritto il Daily Mail. Anthony Minghella, lo sceneggiatore e regista premio Oscar di “Il paziente inglese”, “Il talento di Mr. Ripley” e “Cold Mountain”, ha scritto, con “Whale Music”, una commedia toccante ma non consolatoria, attraversata da umori spesso corrosivi e insieme sostenuta da uno strenuo senso di fiducia verso la vita. Lopera e’ al Teatro Orologio (Via de’ Filippini 17/a) di Roma dal 19 novembre al 28 dicembre”.
    Andiamoci ne vale la pena:
    http://www.teatroorologio.it/
    Gina Loversi

  12. Leo Says:

    Festeggiare riforme vere della scuola con investimenti nella ricerca e cancellazione dell’infame sistema del nepotismo e le assunzioni parentali.
    Avete capito si?
    Leo

  13. MOVIMENTO NONVIOLENTO Says:

    LA “CARTA” DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
    Il Movimento Nonviolento lavora per l’esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
    e internazionale, e per il superamento dell’apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
    scopo della creazione di una comunita’ mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
    Le fondamentali direttrici d’azione del movimento nonviolento sono:
    1. l’opposizione integrale alla guerra;
    2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l’oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
    geografica, al sesso e alla religione;
    3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
    4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell’ambiente naturale, che sono
    patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
    contaminazione sono un’altra delle forme di violenza dell’uomo.
    Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
    dell’uccisione e della lesione fisica, dell’odio e della menzogna, dell’impedimento del dialogo e della liberta’ di informazione e di critica.
    Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l’esempio, l’educazione,
    la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
    noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
    di organi di governo paralleli.
    PER SAPERNE DI PIU’
    * Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: http://www.nonviolenti.org;

  14. Piera C. Says:

    per i nostri figli e le incognite del momento spero in una società migliore, della pace e della prosperità nel lavoro. complimenti a Wanda per l’articolo.
    Piera

  15. k40 Says:

    Non illudetevi. In America è possibile arrivare alla Casa Bianca partendo da posizioni sociali svantaggiate come quella di Obama (o come quella di Carter, che vendeva noccioline). Ma in Italia non si può fare. La nostra massoneria non lo permette.
    Perciò non illudetevi di vedere mai una donna in un posto di potere. A meno che la cosa non sia stata “concordata” con i poteri forti.

  16. Renato Says:

    la manifestazione di domani per l’Università può e deve essere solo un primo passo.
    il vero obiettivo per l’italia deve essere quello della valorizzazione dei giovani.
    in italia chi ha capacità è confinato in un angolo e se non è agganciato a qualche papavero non riesce a trovare un lavoro degno di questo nome.
    su questo aspetto sì, ha ragione carlà, c’è da vergognarsi di essere italiani.

  17. Anna Rossi Says:

    k40 Says:

    Novembre 13th, 2008 at 10:12
    Non illudetevi. In America è possibile arrivare alla Casa Bianca partendo da posizioni sociali svantaggiate come quella di Obama…..

    Sei tu che non devi illuderti.
    La nostra massoneria è solo un estensione della massoneria mondiale…una sorta di cibo casareccio che con i suoi difetti porta alla ribalta intrecci di personaggi che più che servire una causa sono degli esecutori spietati ma di media intelligenza.

    Al contrario chi tenta di governare il mondo dividendolo in blocchi organizzati secondo teorie selettive sono altri…e a quanto pare ci stanno riuscendo…

    Quando il tam tam finanziario colpisce ogni aspetto dell’economia mondiale c’è un concertista a suonarlo.

    Quando i beni primari rispondono a delle multinazionali c’è un concertista a farle funzionare.

    Quando anche in Germania gli studenti si sollevano c’è un concertista che non vuole più un’Europa preparata.

    Quando si divide si impera…ed è qui che le DONNE devono infilarsi.

    Il NAZISMO non è mai morto.

  18. Anna Rossi Says:

    ….c’è da vergognarsi di essere italiani.

    Renato

    Assolutamente no. Antropologicamente ho segnato il mio territorio con azioni quotidiani, abitudini culturali e lingua e stile.
    Sono italiana e pretendo la comunità civica solidale e coesa.

    Le persone preparate danno fastidio perchè non rispondono alle regole di “generali” incapaci a governare secondo principi democratici e non dittatoriali.

    Solo le azioni intelligenti di masse salde nei principi del rispetto possono contrastare l’avanzamento di una nuova schiavitù umana.

    E’ finito il tempo della condivisione con i draghi di situazioni intollerabili che non fanno altro che partorire corrotti ed annullare la capacità di pensare.

    Attenzione ai manovratori perchè il fine è sempre lostesso: rinchiudere le pecore nell’ovile (quando va bene) o mangiarsele quando queste sono convinte che nessun altro olocausto potrà mai verificarsi.

    Alla fine della seconda guerra mondiale abbiamo detto che nessun altro eccidio simile si sarebbe più verificato…arrivò il nazismo.

    Se è vero che tanto mi da tanto il tempo trascorso sta a significare un nuovo piatto da servire a quella comunità di “scellerati” che non comprendono e non voglio comprendere che oltre il muro delle guerre e della fame…qualcuno si frega le mani e avanza con il suo disegno.

    meditate!

  19. Barbara Says:

    che ne dite dell’articolo sull’Espresso che fa il conto delle furbizie di Brunetta?
    Barbara

  20. Lilly Micheli Says:

    sono totalmente d’accordo con Wanda perchè gli investimenti sull’ambiente risolveranno l’economia dell’Italia, e anche quella degli altri paesi europei e mondiali. Prima lo si capisce meglio è.
    Lilly

  21. Longo Pasquale Says:

    Spazio Zero ha sparato…a zero sulla Casta, ma nessuno si vergogna e in trasmissione criticano gli altri senza ammettere che ognuno di loro è membro della Casta. Non solo Brunetta ma tutti devono essere sottoposti a verifiche degli introiti mensili, quelli leciti,quelli sconosciuti ai più e quelli illeciti. Non ne se salva nessuno, non per qualunquismo ma per amore di verità.
    L.P.

  22. diritti gobali Says:

    Microcriminalità, furto, traffici ambigui, turbativa dell’ordine sociale vengono applicati ad un gruppo in quanto sono propri della maggioranza di quel gruppo, e non escludono certo una minoranza o una frangia virtuosa. Se si vuole il bene di questo popolo, la sua dignità di persona, la dignità dei suoi figli, la loro crescita dignitosa, oggi non si può rifiutare la stanzialità; non si possono chiudere gli occhi di fronte ad una situazione di degrado materiale e morale.
    http://www.peacelink.it/mailing_admin.html

  23. Luigi Says:

    diamoci un taglio e facciamo veder chi siamo andando a manifestare.non si ottiene alcunchè restando inermi,il massimo è capitare di essere pestati
    Luigi

  24. MARCELLO Says:

    LE CONTRADDIZIONI DEL SUD SONO DA CAPIRE ANCHE NELLE POTENZIALITA’. SONO MERAVIGLIATO PER L’INTELLIGENZA E PERSPICACIA DEI NAPOLETANI E MIA MOGLIE CHE E’ DI POZZUOLI E’ OLTRE AD ESSERE MOLTO MODERNA UNA DONNA CHE SI FA RISPETTARE PUR TENENDO ME IN CONSIDERAZIONE. PERO’ MI CHIEDO COME HANNO FATTO AD ACCETTARE DI RESTARE PER DIECI ANNI NELL’IMMONDIZIA, E SE SI AVRA’ LA POSSIBILITA’ DI BONIFICARE, NON SOLO I RIFIUTI DI CASA MA TUTTI I RIFIUTI TOSSICI CHE SI SONO TROVATI NELLA ZONA DI BAGNOLI. PER CHI HA A CUORE L’AMBIENTE COME MI PARE VOI NON PUO’ NON INTERESSARSI DELL’AMIANTO CHE A QUINTALI E’ STATO SOTTERRATO SUL SUOLO DOVE C’ERA L’ILVA E GLI ALTRI STABILIMENTI.
    LE DONNE POSSONO E DEVONO PROTEGGERE I BAMBINI CHE HANNO DIRITTO A NON VIVERE IN UN TERRITORIO DA DAY AFTER.
    MARCELLO

  25. Avv. Franco Critelli Says:

    Complimenti, per il coraggio e la dignità. La pari opportunità, deve essere una realtà, piuttosto che un’ipotesi di scuola. Perciò, affinchè gli abusi non si ripetano più! I minori e le donne, sono le parti più nobili del pianeta, difendiamoli sempre e comunque nella pari dignità. Auguri.
    Avv. Critelli del foro di Catanzaro

  26. La cosa piu' urgente: la formazione alla nonviolenza. Says:

    Dal mensile “Letture” n. 651 del novembre 2008 col titolo “Eduardo Galeano
    un curioso a cuore aperto” e il sommario “Considerato uno dei piu’ significativi intellettuali del nostro tempo, il giornalista e scrittore uruguaiano è passato in Italia per presentare il suo nuovo libro. Lo accompagna l’amico di sempre, Gianni Mina’”.
    Il libro e’ un omaggio alla diversita’ umana. Una delle domande che mi pongo ad esempio e’: Adamo ed Eva erano neri?
    Perche’ la storia dell’uomo inizio’ in Africa, da li’ provengono i nostri avi che sono partiti alla conquista del pianeta. Il sole ebbe il compito di assegnare il colore della pelle. Quindi la domanda e’: saremo tutti noi africani immigrati?
    Eduardo Galeano

  27. Gianni Nicotera Says:

    A proposito di amianto rispondo a Marcello per dire che il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, uno dei proprietari della Eternit disposto a risarcire i familiari delle vittime dell’amianto. Indagato per i casi di oltre duemila lavoratori ammalati o morti per il contatto con il minerale-killer ha preso questa iniziativa. Il procuratore aggiunto di Torino, Raffaele Guariniello, ha chiesto il rinvio a giudizio per disastro doloso in relazione ai tumori che hanno colpito gli ex dipendenti delle filiali di Cavagnolo (Torino), Casale Monferrato (Alessandria), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli).
    Le vittime: 1.378 a Casale, 118 a Cavagnolo, due a Rubiera e 384 a Bagnoli, dove fino all’apertura delle indagini il problema non era noto. 697 operai gravemente malati. E poi altre vittime tra i semplici cittadini. E molte mogli di dipendenti si sono ammalate probabilmente per aver lavato in casa le tute dei mariti.
    Msa a bagnoli si scava e più si scava più si trovano veleni.
    Gianni Nicotera

  28. Virna Says:

    ho letto il suo profilo su Facebook, e poi questo sito. Lei è meravigliosa.
    Virna

  29. Luisa Says:

    la nostra Italia che è un centro di cultura e di turismo deve tornare in mano a chi ha le capacità di farla crescere e sviluppare in tutti i naturali tesori che possiede. Ed a partire dall’università e dalla ricerca si arriva a risultati di ogni genere, inclusi quelli commerciali. Trascurare questo fattore è come essere ciechi e sordi e privi di cognizioni che vanno l’oltre il guadagno immediato.
    Luisa

  30. Livia O. Says:

    So che in Turchia si compiono un elevato numero di elitti d’onore, e che squadre speciali formate da esperti nel campo sociale e familiare saranno inviate nei villaggi delle provincie per debellare il fenomeno. Prima che un delitto d’onore venga commesso di farà prevenzione a tappeto. In Turchia, negli ultimi due anni le donne sono state vittime della violenza familiare e ci sono stati circa tre omicidi al giorno. Anche in Italia c’è un’alta incidenza di violenza controle donne e immagino che la prevenzione in tal modo non è stata nemmeno pensata. O forse mi sbaglio. Spero di avere informazioni dalle amiche che ne sanno più di me.
    Livia

  31. Anna Rossi Says:

    Livia O. Says:
    Novembre 17th, 2008 at 16:44

    Il disonore apportato alla famiglia, ad un clan o ad una comunità è il risultato della percezione di difesa che si innesca quando qualcuno o qualcuna compie atti che vanno contro la tradizione o il sentire che fino a quel momento accomuna una parte sociale.

    Nelle società in cui il diritto paritario è ignorato o addirittura sconosciuto, ossia non contemplato nelle relazioni, gli omicidi in nome dell’onore non si contano più e vengono applicati sia a uomini che donne.

    Lo stato patriarcale dominante infligge alle donne che partecipano alla vita pubblica, tentando un integrazione socio/politica, colpisce inesorabilmente l’idea “femmina” e con violenza palese o pragmatica persecuzione la isola dai contesti vitali della vita umana.

    La relazione fra la violenza contro le donne del mondo è sempre di origine culturale.

    Le cause che scatenano simili violenze sono da ricercare nel sospetto che sia la riproduzione umana che il potere sociale femminile potrebbero rivelarsi fattori emergenti in grado di spiazzare il controllo dell’organizzazione globale.

    Attaccare le donne e ricacciarle all’angolo con ruoli marginali rimane dunque la pratica più seguita sia nelle democrazie che nelle tirannie.

    Naturalmente questo olocausto mondiale ha come fiancheggiatori i credo religiosi. Dalla Bibbia al Corano alle sette conservatrici ebraiche finanche le sette asiatiche …arriva il messaggio che il sentire maschile prende corpo dalla reputazione che si basa su quel che i maschi sentono e non su quello che anche le femmine potrebbero sentire.

    La purificazione della famiglia avviene dunque nell’azione di riequilibrio del pensiero patriarcale ogni volta che è evidente un tentativo di affermazione da parte di un elemento femminile.

    Per parlare della Turchia, ad esempio, un fenomeno recente è anche quello del “suicidio d’onore”. Molti casi di morte hanno visto che all’origine dei suicidi era stata fatta una forte pressione o addirittura ordinato alla donna di uccidersi.
    Ricordiamo a tal proposito l’investigazione delle Nazioni Unite (by Yakin Erturk) circa i suicidi sospetti “contro” ragazze curde, in regioni poco abitate della Turchia, che apparivano a volte come incidenti e che risultarono e risultano “delitti d’onore”.

    Potrei nominare decine di stati medioorentali e asiatici a riguardo che l’elaborazione del concetto patriarcale sarebbe lo stesso.

    L’occidente attuale vive la dominanza maschile facendo applicare la dominanza del genere cosiddetto “forte” attraverso sofferenze ricattatorie che annientano la centralità dell’individuo lentamente ed in maniera anestetica. Una risposta inadeguata o meglio non assertiva vede scatenare come replica la stessa violenza che nelle culture tribali è di solito repentina.

    In Occidente si assiste addirittura ad un’importazione, causa i flussi migratori, delle pratiche del delitto d’onore. I maschi della famiglia non perdonano i no ai matrimoni combinati, agli stili “liberali” del vestire e della gestione del tempo.

    Credo che il pensiero dominante sia quello di rinchiudere in spazi preordinati l’elemento femminile perchè decisamente più attivo e meno spietato quindi rivoluzionario e pericoloso.
    In fondo la stessa ideologia viene applicata dalle mafie nei confronti del popolo: “non dare mai abbastanza affinchè nessuno possa sentirsi di essere autonomo ed indipendente”.
    La miseria e l’ignoranza fanno il resto.

    La violazione degli insegnamenti islamici, il pensiero buddista che all’interno lascia una quantità di pratiche immensa, un cristianesimo persecutore per secoli del genere femminile, un animismo africano intessuto di sacrifici umani in nome di un patriarcato tribale, gli stessi libri sacri ebraici che richiamano al padre, al fratello ed al marito come unici difensori (non si sa di cosa) dell’osservanza delle leggi…hanno contribuito a rallentare un processo meraviglioso che si chiama uguaglianza e ci richiama tutti al rispetto dei diritti umani.

    Diritti violati puntualmente che ricadono sui bambini per allargarsi a macchia d’olio e devastare tutti…indiscriminatamente.

    Se gli uomini e le donne di questo tempo non hanno ancora capito che nessuna spalla può più sostenere il sangue degli innocenti facendo finta che nulla stia accadendo…sbagliano.

    Nessun essere umano nasce educato all’amore…per questo noi donne abbiamo il dovere di testimoniarlo lontano da qualsiasi forma di assoggettazione e sudditanza.
    Dove ci voltiamo possiamo condividere l’oppressione e l’ingiustizia. Non abbiamo bisogno di altre consapevolezze nè di dimostrare un coraggio che ci appartiene antropologicamente.
    Il nostro personale deve essere l’humus del nostro vivere e non un elemento da tenere separato.
    Se nella convinzione dell’esperienza dolorosa, nel nostro piccolo vivere quotidiano, saremo capaci di ricacciare l’umiliazione e di sedurre noi stesse…allora nessun domini spregevole potrà mai più essere perpretato.
    Se l’italiana Wanda e tante altre magnifiche nel mondo si impongono culturalmente senza voler competere..è perchè il mondo dei silenzi è crollato lasciando le nostre esistenze prive di senso se prive di un’identità collettiva da integrarsi in un nuovo linguaggio umano.

    La nostra fisicità deve essere un inno alla vita non una gabbia per topi.

  32. ANIMA/CORPO Says:

    In occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle
    donne (25 novembre) il gruppo romano Maschile Plurale promuove un incontro nazionale aperto a uomini e donne sul tema : Che genere di violenza ? Roma,
    domenica 23 novembre dalle 10 alle 17 – Sala Luigi Pintor in Via dello Scalo San Lorenzo n. 67
    DomaniDeA@www.women.it

  33. Virna Says:

    Lo sviluppo del Paese passa dalla ripresa delle nascite e l’incentivazione demografica. siamo destinati a divenire un popolo di anziani anche se il desiderio di maternità esiste ed è purtroppo ostacolato, e se non lo fosse porterebbe le donne a un tasso di fecondita’ che risponde esattamente a quello che la demografia considera ottimale per il nostro tipo di società. Se un popolo non fa figli è la speranza del futoro che manca. Le interviste ai giovani in protesta danno chiarimenti sulla paura del buio futuro. “Ridateci il futuro” dicono e non è solo uno slopgan ma un’esigenza sentita profondamente.
    Virna

  34. Anna Rossi Says:

    Virna Says:
    Novembre 18th, 2008 at 18:42

    Le ultime generazioni purtroppo dovranno sostenere il peso dei debiti che gravitano sulle loro teste.
    C’è di più.
    Il nuovo ordine europeo impone una universalità dei servizi postali, giudiziari, scolastici, ospedalieri etc.il cui passaggio attuale è segnato dall’implosione dei sistemi nazionali a favore di quelli europei concordati in sedi private di cui i cittadini dell’Europa ignorano sia i contenuti che gli obiettivi.

    Basterebbe leggersi alcune direttive che ci si rende conto di una concertazione finalizzata ad una omologazione di sistema che non tiene conto delle diversità culturale ma ci vede benissimo nella spinta ad una centralizzazione delle stanze dei bottoni fuori dal concetto di Stato.

    Il passaggio intermedio è il federalismo. Dividi et impera per intenderci.

    Tutto avrebbe senso se fosse cadenzato e soprattutto condiviso con i cittadini europei.

    Questo non avviene per il semplice fatto che troppi no (guardate al NO francese alla Costituzione europea e quello irlandese al trattato di Lisbona) sono dietro la porta quando i principi di uguaglianza, legalità e fratellanza non sono chiaramente condivisi.

    E’ stato accertato che dove l’informazione corretta raggiunge la popolazione i processi di cambiamento sono più lenti a causa dei requisiti di democrazia che i cittadini pretendono.

    In Italia è stato firmato il trattato di Lisbona a gran voce da tutti i rappresentanti dei partiti. Quanti di voi hanno letto il Trattato di Lisbona?
    A quanti di voi è capitata l’opportunità di leggerne una parte perchè informati dai mezzi di stampa?

    Nessuno oltre agli addetti ai lavori per un motivo o per un altro.

    I nostri giovani dovranno guardare avanti scavalcando le macerie e cominciando a ricostruire con nuove alleanze e nuovi obiettivi il futuro che non c’è…quello che è stato loro negato da una classe di corrotti ed ipocriti.

    Idem per le donne che ancora sono attestate in posizioni di attesa sterile.

    In poche parole se vogliamo qualcosa dobbiamo andarcela a prendere e se il mercato non la offre più dovremo ricostruirla.

    Nessuno riconsegna il futuro scippato…non questa rappresentanza sociale.

    Le organizzazioni di lotta e di proposta dovranno essere in grado di imporre modelli autonomi alternativi e funzionanti e meritocratici fuori dagli schemi di propaganda.

    Le coalizioni associative rappresenteranno così, e solo così, la voce di tutti all’unisono.

    Gli opportunisti, chi delinque sui finanziamenti di Stato, chi opera con fini personalistici a danno della comunità etc. saranno inevitabilmente isolati davanti all’attenta supervisione di organizzazioni anticorporative ma solidali e popolari.

    Smettiamola di elemosinare sostegno dove il piccone è l’arma demolitrice e la parola l’espressione della menzogna.

    Volti nuovi e menti libere.
    Le mediazioni finiranno per corrompere chi il potere ancora non lo conosce.

  35. Anna Rossi Says:

    RISPOSTA AD UNA ISCRITTA ONERPO:
    Carissima,
    voglio inviarti questo stralcio di relazione, a conferma della passione che mi muove verso il secondo processo globalizzante del pianeta: l’affermazione del genere femminile..
    Ti invito cordialmente a leggermi affinchè sia chiara e condivisibile la linea di fattibilità per l’obiettivo comune che è quello di far volare in alto la donna.
    i miei più cari saluti.
    Anna r.
    ————————————————————-
    Roma, 01/10/2008

    L’elaborazione delle angherie e dei soprusi, che hanno vittimizzato la figura delle donne, non deve tener conto del colore politico (quando questo le distingue) nè della classe sociale nè della religione e tantomeno del colore della pelle.

    Tutte le donne, indistintamente, portano con sè una sottile paura con la quale condividono un disagio sociale.

    Dalla violenza sessuale a quella morale perpretate in famiglia, in strada e sul lavoro tutte sanno quanto alto sia il prezzo dell’affermazione e più spesso della sopravvivenza verniciata di sorrisi e compiacimenti.

    Per riparare i danni dei luoghi comuni, delle culture in cui imperversa una tradizione che ci penalizza…
    Per combattere la negligenza che aggrava la tutela della condizione femminile,,,
    Per affermare la volontà di esistere davanti alla prepotenza…

    la strada da percorrere è quella dell’unità.

    Dobbiamo proteggerci e sostenerci e assisterci l’un l’altra.
    La nostra formazione di gruppo coeso nasce dall’emergenza di una nuova visione del mondo che vede le donne venire allo scoperto.
    Per secoli il genere femminile ha lavorato in silenzio preparando il ristoro ad altri…ma noi dimenticheremo l’assenza di riconoscimento…e perdoneremo solo se in grado di ristorarci tutti insieme nella condivisione di una società disciplinata ed attenta.

    Nessun progetto “contro” questo o quello, nessuna ricerca di risarcimento umano o materiale, nessun compromesso a danno delle generazioni future.

    Oggi è arrivato un tempo di rinascita in cui il risveglio femminile deve andarsi a cercare nuovi mezzi di confronto e nuove categorie in cui riconoscersi.

    C’è una necessità in primis che si chiama lavoro e dalla quale dipende la scelta di organizzare la propria esistenza.

    Il nostro atteggiamento non può essere quello di chiedere o di restare in attesa di un compiacimento ma deve modularsi sulle note del pretendere e dell’andarsi a prendere quel che ci appartiene.

    Vi rammento che il fiume di impopolarità che attraversa le rivendicazioni femminili va sempre verso il mare e non trova sosta…

    Abbiamo lasciato il femminismo e l’associazionismo ideologico dietro le spalle . Il tempo è scaduto.

    Ora che il serbatoio è carico di una nuova volontà a procedere anche la modulazione dei nostri pensieri deve trasformarsi in fiume, il fiume in cui nuotano tutte le forme femminili del mondo contemporaneo disposte ad ostacolare chi aggredisce l’evoluzione.

    La mia intenzione è stata di essere volutamente di parte poichè ho voluto sottolineare l’appello ad unirci nell’obiettivo di contare, di contarci e di portare il conto.

    Uomini straordinari affiancano il concetto paritario, uomini di rigore e di pretesa dello sviluppo umano. Uomini che appaiono a volte come delle pietre rare ma che hanno compreso che la politica del “contro” si annienta con la condivisione e l’equità.

    Vogliamo che aumentino, vogliamo che rappresentino davvero il braccio forte “dell’opportunità fatta uomo”.

    Se è vero che la bellezza salverà il mondo
    la forza lo sosterrà….

    Un cordiale saluto a tutti.

    Prof. Anna Rossi
    Docente di Business English
    e
    Responsabile Relazioni Esterne di O.N.E.R.P.O.
    Osservatorio Nazionale ed Europeo delle Pari Opportunità

  36. gelosupolitica-web Says:

    la spartizione delle sedie in Rai è una aggiunta, come se ve ne fosse bisgno, alla serie delle prove di mercato. Non si salva nemmeno chi alza la voce per abbaiare alla luna.
    gelosupolitica

  37. FRANCO BARZAGHI Says:

    SI VANTANO DI ESSERE PARTITI DELLA MODERNITA’MA COME VEDETE CARE SIGNORE E’ PEGGIO DEI VECCHI SCAFATI DEL PARLAMENTO E DELLE COMMISSIONI. SI LITIGANO FINO ALL’ULTIMO STRAPUNTINO NON SOLO LE POLTRONE.MA HO IL DUBBIO SE VILLARI SI DIMETTE.STAREMO A VEDERE.
    FRANCO BARZAGHI

  38. Gigi Says:

    tutti dicono che la politica di Bush sull’economia e sul problema terrorismo è stata deleterea.
    non lo so, probabilmente è vero (anche senza probabilmente).
    ciò di cui mi stupisco, però è che nessuno mette in luce il fatto che è stata tragica anche la politica adottata sul fronte ambiente e inquinamento.
    quì si discute ancora su kyoto, sui parametri di contenimento dell’inquinamento. E’ patetico!!Ma lo volete capire che kyoto è ormai vecchiume? E’ strasuperato!!! Ma quando lo capiremo tutti? Quando sarà troppo tardi per porre rimedio ai danni che stiamo realizzando?
    Bisogna ridurre le emissioni almeno del 50 per cento in tempi brevissimi (pochi anni) altrimenti finiremo tutti male.

  39. alemacri Says:

    S P I F F E R I . . .

    La vicenda del “pizzino” di Omnibus (il bigliettino con cui, in diretta tv su La7, Latorre – braccio destro di Massimo D’Alema – sembrerebbe aver suggerito a Bocchino – uomo di fiducia di Gianfranco Fini – la risposta da dare a Donadi dell’Idv) era probabilmente stata sottovalutata da Tonino.
    L’ex pm potrebbe decidere, con ritardo, di “cavalcarla” nelle prossime ore…

  40. gelosupolitica-web Says:

    Calvalcando cavalcando si arriva lontano…ma non si sa.
    gelosupolitica

  41. Anna Rossi Says:

    Se è vero che Kyoto è da rivedere con un pedale sull’accelleratore è anche vero che i commenti da salotto politico non servono a nulla.mi riferisco al pizzino di a torre che non stupisce più di tanto visto che nella barca delle “bocche larghe” ci stanno bene e ci restano senza un minimo di dignità.
    Detto questo continuiamo a lavorare sul nuovo e non facciamo polemiche che gonfiano di interesse personaggi compromessi e corrotti.
    Villari o non Villari è ormai chiaro che la tendenza a governare calpestando la repubblica parlamentare si è trasformata in fatto compiuto.
    Vorrei che tutti rientrassimo nell’ordine di idee che queste corporazioni vanno buttate fuori dai gangli vitali della società.
    La linea costruttiva del confine ideologico è crollata davanti all’interesse privato. L’Italia della VERGOGNA si è presentata ancora una volta nuda e nessuno inorridisce.
    Questa gente ha messo le mani in tasca ai cittadini mentre parlavano loro menzognamente…e noi ancora cerchiamo di capire il perchè ed il percome.
    Non ci sono altri dei all’infuori del benessere personale. Si chiama familismo.
    Sono belve assetate del sangue degli innocenti. Teatranti ripetitivi di cui paghiamo ancora le stagioni politiche.
    Condannati, prescritti, corrotti e viziati. Massoni di serie B che servono il potere centrale. Arricchiti dal nulla che si sentono padreterni. Chi danneggia la comunità sociale non può avere cariche istituzionali.
    Questo è il punto…i loro teatri non fanno neppure storia per quanto meschini e banali.
    L’Italia è solo un anello delle esercitazioni sulla corruzione…un anello che tiene bene per l’ignoranza e la presunzione di chi è stato scelto a fare il capò.
    Parliamo di noi, delle NOSTRE ideei, dei NOSTRI progetti.

  42. silvia Says:

    il pericolo è nell’appropriazione indebita dei partiti e nelle spartizioni dei poteri lasciando al di fuori le donne.
    Silvia

  43. Livia e Davide Says:

    E’ una vergogna! Avevano promesso che non li avrebbero abbattutti e invece l’hanno fatto.
    I bellissimi pini secolari di piazza Venezia (una decina) sono stati segati per i lavori della metropolitana.
    Come se non bastasse, ieri un cavallo è stato ucciso in centro a Roma da un camionista che l’ha investito.
    Il mondo non è solo nostro, esistono anche gli animali e le piante.

  44. Anna Rossi Says:

    Quale è l’alternativa reale al sistema economico capitalistico?

    Un tempo la morale socialista poggiava sull’alleanza degli intellettuali con la classe operaia oggi le moderne democrazie si fondano sul sistema dei partiti politici.

    Se il funzionamento dei partiti stabilisce lo stato di salute di una democrazia quando questi ultimi si riconoscono tutti per la capacità di conservarsi una posizione di dominio accumunandosi a fare professione di democrazia indistintamente…questo come si chiama?

    I dominatori nuovi del campo economico, dapprima esclusi dal potere, pensate davvero che considerino le masse non sfruttabili?

  45. FRANCO BARZAGHI Says:

    VILLARI E’TOMO TOMO. MA CARE SIGNORE E’ STATO ELETTO E HO CAPITO CHE NON HA NESSUNA INTENZIONE DI ANDARSENE. IMPARATE COME SI FA A NON FARSI FARE FESSI.
    FRANCO BARZAGHI

  46. Sandra Gargiulo Says:

    ma le pare Barzaghi… noi non ci avrebbero mai messo a capo della commissione di vigilanza Rai. C’è qualche rappresentante del gentil sesso nella contesa? No tutti maschi, solo e sempre.
    Sandra Gargiulo

  47. SAVERIO Says:

    Un profesore può non presentarsi mai a lezione, non fare esami, non essere produttivo e nessuno lo licenza, questo è il motivo che fa decadere la scuola, l’università. Le baronie è ora che finiscano. Il mondo della politica oltre ai tagli indiscriminati dovrebbe fare leggi di scrematura delle zavorre. Chi non merita non deve restare in docenze che non fanno della qualità della scuola il primo punto del progetto di formazione.
    SAVERIO

  48. ilbiviofapaura Says:

    Eluana non muore della patologia da cui è affetta, muore di fame e di se­te. Anzi viene fatta morire, quindi si tratta di eutanasia secondo il professor Franco Cuccu­rullo, rettore dell’Università di Chieti e presi­dente del Consiglio superiore di sanità.
    Si apre una deriva pericolosa daq cui non sarà facile tornare indietro.
    Ilbiviofapaura-group

  49. Anna Rossi Says:

    Nell’arena politica si sente inneggiare alla liberazione di tutto il genere umano in nome della giustizia (sociale?9 e dell’uguaglianza.
    In realtà l’organizzazione partitica è volta a conservare un dominio anche se immeritato e volto all’oligarchia.

    Le idee etiche ed i valori altro non sono che armi per ingaggiare questa lotta di supremazia e costruire una parvenza generosa di bontà universale che possa celare i reali interessi particolari in gioco.

    Per rispondere a Saverio:
    Nessuno dei “riformatori” sociali si è mai preoccupato di creare meccanismi che ostacolino baronie e familismi.
    Perchè???
    La risposta è semplice: il potere politico (di questo trattasi quando i dirigenti ospedalieri o i prof di cattedra o i direttori della TV di Stato o gli amministratori di Enti pubblici etc.) va difeso, conservato e TRAMANDATO.

    La propensione dei “capi” ad emergere a qualsiasi costo e l’incapacità delle masse di evitare di essere manovrate sono due elementi che andrebbero combattuti fuori dall’arena e a gran voce.

    Perchè questo accada abbiamo bisogno dell’alleanza con gli intellettuali: Finchè questi si tengono fuori alla ribalta verranno solo i corrotti ed i manovrati.

    Il meccanismo dell COOPTAZIONE, attribuzione di cariche onorofiche prive di reali poteri rende innocue, per l’ininfluenza dell’opposizione, le figure promosse che finiscono per fondersi con l’élite senza avere mai voce in capitolo.

    Per ovviare a questo dramma solo le sollecitazioni esterne dei sottogruppi di massa possono pretendere comportamenti limpidi…o quasi.

    La diffidenza si abbatte a colpi di innovazione e non di conservatorismo.

    Diffidiamo di quella borghesia che viene dal nulla perchè non sarà mai generosa e finirà per prendersi tutto.

  50. Anna Rossi Says:

    FRANCO BARZAGHI Says:
    Novembre 20th, 2008 at 22:02

    FRANCO BARZAGHI, ma lei davvero crede che qui si stia dormendo?
    Ci sono donne che preferiscono tacere e stare a guardare perchè non hanno i coraggio e sono alleate antropologiche di un sistema che ci rema contro.
    Ce ne sono altre, allenate, che moltiplicano il coraggio anche per le altre.
    Stia tranquillo, al momento opportuno i conti verranno tirati e non ce ne sarà per nessuno.
    A buon intenditore poche parole!

  51. Carmine Says:

    il sistema che rema contro, il destino che è crudele, ma voi donne vi date tante giustificazioni e non tenete in conto che lo stesso sistema che colpisce voi torchia chiunque non è sostenuto da forti appoggi e spinte. Il Paese non è diviso in maschi e femmine, ma in raccomandati e non raccomandati.
    Carmine

  52. Nina Says:

    L’amarezza di Carmine è trasformata in rabbia di studenti che come me pagano le tasse nonostante il reddito familiare sia di 1200 euro, e ne pagano tante. Troppe per in poco che viene dato in cambio. Scusate, ma non posso fare l’elogio del disordine che regna nelle università italiane. Sono tra quelle persone che gli esami li fanno sul serio e di andare a letto con un vecchio babbione per un trenta e lode non mi passa dall’anticamera del cervello. Però la rabbia c’é, e talvolta tanto forte da pensare di spaccare tutto.
    Nina

  53. La stafetta contro la violenza Says:

    Un saluto a tutte per comunicarVi in quale riviste e trasmissioni potete trovare notizia della nostra Staffetta:
    Pagina 144 televideo RAI Nazionale oggi 22 nov. e lunedì 24 nov;
    Noi donne on line;
    Punto Donna martedi 25 Novembre ore 12.20 Rai 3;
    Su Confidenze del 21 Nov è presente un editoriale
    http://www.donnenews.it/news.php?id=389

  54. Gina Loversi Says:

    La drammaturgia si occupa della violenza sulle donne, e porta in scena le violenze subite, testi autobiografici, episodi storici.
    La XVII edizione del Festival nazionale sulla drammaturgia contemporanea delle donne “Autrici a confronto” il 25 novembre nel Teatro dell’Orsa di Reggio Emilia, con l’opera – Nudi di fronte al male… le ombre della violenza sulle donne -Tra le altre rappresentazioni anche un memorandum teatrale su Anna Politkovskaja.
    Gina

  55. Anna Rossi Says:

    (1) Carmine Says:
    Novembre 21st, 2008 at 19:04

    (2) Nina Says:
    Novembre 22nd, 2008 at 12:35

    1- Per Carmine

    ti sembra davvero, da questi interventi, che stiamo ancora sul pezzo del sistema che rema contro e del destino che si abbatte crudele sul genere femminile?
    Io direi che per non divenire statue di sale guardiamo lontano con progettualità ed intraprendenza. Le ferite non sanate rigurgiteranno sempre ma è con la collaborazione viva di tutti che guariremo.
    Nessuno ha mai detto che il paese è diviso fra maschi e femmine.Il tempo dell’apartheid di genere non è mai esistito se non per quanto riguarda l’imposizione tirannica di una mentalità che esclude e sopprime l’elemento femminile.
    Direi piuttosto che l’andazzo della corruzione è in mano agli uomini semplicemente perchè sono loro nelle stanze dei bottoni.
    In quanto alle raccomandazioni quest’ultimi sono ovunque nel mondo..diciamo che in Italia il problema del familismo è un cancro mediterraneo che coinvolge tutti e tutte.

    2- Per Nina

    Ulisse intimò a suo figlio per contenere l’ira per un momento più propizio alla caciata dei Proci.
    Credi davvero che le università italiane avrebbero potuto sottrarsi alle inezioni di decadenza se non si volesse privatizzarle?
    Credi davvero che le richieste di “alcuni” (perchè il marcio esiste da sempre e ovunque) Prof. possano farci scandalizzare più di tanto?
    C’è un vecchio detto che suona così:
    “Se sei bello si vede se sei buono si sa”
    Non sempre chi compra e chi si vende riesce a restare a galla.
    Facciamo il nostro dovero con metodica attitudine senza curarci di chi pretende di saltare il fosso con le stampelle.
    Dobbiamo ricominciare a stare sulle nostre gambe nonostante le ingiustizie ed il malaffare.
    C’è tanto buono che non si vede e tanta buona fede che lavorano sottobanco.
    Spaccheremo tutto e lo faremo insieme ma al momento giusto.

    Cordiali saluti
    Anna Rossi
    Resp. relazioni esterne ONERPO

  56. alemacri Says:

    C O O P T A Z I O N E E
    R I N N O V A M E N T O

    E’ la pratica partitica della “cooptazione” che sta paralizzando la politica italiana impedendo qualsiasi forma di ricambio vero.
    Funziona così: il capo si sceglie un vicecapo un po’ più fesso di lui, il vicecapo si sceglie un braccio destro più fesso di lui, questi uno ancora più fesso, e così via la catena arriva fino all’ultimo dei fessi, che proprio per il fatto di essere, invece, un po’ troppo fesso, si sceglie uno più bravo di lui.
    Solo allora si ha il rinnovamento.

  57. Stefania Mariani Says:

    alemacri Says:
    Novembre 24th, 2008 at 15:28

    C O O P T A Z I O N E E
    R I N N O V A M E N T O

    Problema centrato. Ecco perchè siamo contornati da imbecilli a doppio petto, pseudo-moralizzatori del pubblico che non mollano i doppi stipendi (anche se due padroni nello stesso momento non si possono servire), donne scadenti prestanome, consulenze figlie del familismo, servi dell’informazione o di dove butta la corrente.
    Quando la classe dirigente è scadente è tutta l’opera che scade. Quando le pecore dormono i lupi se le mangiano.

  58. Mariella Says:

    arriverà il momento di un cambiamento epocale come i più illuminati si aspettano. chi potrà mai dire che non lo si sapeva che fine fanno gli imbecilli?
    Mariella

  59. alemacri Says:

    L A C A F F E T T I E R A D E L S E N A T O R E V I L L A R I

    Sembra che il senatore Villari, da buon napoletano, conosca tutte le battute di Eduardo a memoria.

    “Sul becco io ci metto questo coppitiello di carta… pare niente, questo coppitiello ci ha la sua funzione…”

  60. Paola Says:

    Perche’ nessuno parla in tv o nei telegiornali del fatto che oggi è la giornata contro la violenza sulle donne?
    Noi donne non meritiamo attenzione neppure quando subiamo violenza? Di cosa è conveniente parlare in televisione, delle veline e dei reality? E’ solo questo che interessa? Che tristezza che ho nel cuore!
    Meno male che ci siete voi del Comitato e qualche associazione di settore, altrimenti noi donne non avremmo neppure questo filo di voce.
    Vi ringrazio per quello che fate, a nome di tutte le donne (anche le veline). Purtroppo, però, devo anche dirvi che la Montanelli e il suo movimento di opinione non bastano. Le donne dovrebbero acquistare potere, entrare nel consiglio di amministrazione della RAI e delle altre importanti aziende che contano in Italia. Fino ad allora rimarremo in una specie di riserva. E i mezzi di comunicazione continueranno a dedicare i loro palinsesti a isole, fattorie e talpe.
    Perdonate lo sfogo…

    Paola da Pistoia

  61. Anna Rossi Says:

    Paola Says:
    Novembre 25th, 2008 at 12:43

    Purtroppo, però, devo anche dirvi che la Montanelli e il suo movimento di opinione non bastano. Le donne dovrebbero acquistare potere, entrare nel consiglio di amministrazione della RAI e delle altre importanti aziende che contano in Italia. Fino ad allora rimarremo in una specie di riserva….…

    Paola da Pistoia

    Capisco il tuo sfogo ma non è proprio come dici tu.
    Proprio in virtù della scesa in campo delle donne sia in politica che in altre sfere che stiamo lavorando, progettando, relazionando, partecipando a tavoli, incontri, conferenze, pubblicazioni, interviste….
    Secondo te chi ti prende e ti inserisce in un contesto dove sono “oggi” gli uomini (spesso scadenti e furbi) o poche donne (imposte dagli uomini che non rappresentano le donne anzi vi remano contro) a cambiare le carte in tavola per l’uguaglianza e il diritto alle stesse opportunità?

    Bisognerà pure andarsele a prendere quelle posizioni o stiamo ancora ad aspettare la manna dal cielo?

    Bisognerà pure far gruppo, gruppi, lavorare in sinergia con altri ed allargare il numero tanto da non contarci più?

    bisognerà pure lasciare scetticismo e rabbia dentro al cassetto ed armarci di nuovo di sana passione e volontà a procedere?

    Bisognerà da subito. Noi che abbiamo capito che il tempo delle ricriminazioni e delle false promesse è scaduto siamo in marcia. Presto si uniranno molti lungo il cammino.
    Stai con noi.
    Cammineremo insieme senza rabbia nè timori.
    Il futuro ha un’altra visione del mondo da regalarci.

    Anna Rossi
    resp.relazioni Esterne ONERPO

    Consultaci http://www.wandamontanelli.it/CdD/

  62. FRANCO BARZAGHI Says:

    POCHI GIORNALI HANNO SCRITTO DELLA GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE. LO SAPETE CHE COSA HO LETTO OGGI CHE LE DICHIARAZIONI DELLA POLLASTRINI CHE ERA MINISTRA DELLE PARI OPPORTUNITA’ ERANO PER LA QUESTIONE DEL PARTITO E NIENTE PER VOI DONNE.
    FRANCO BARZAGHI

  63. Alda Bencivenga Says:

    Nell’ambito della rassegna “Novembre donna” del Comune di Venezia, domani alle 17.30, alla Scoletta dei Calegheri a San Tomà, si svolgerà una conversazione sul libro “Teresina. Una storia vera”, alla quale parteciperanno l’autore, Gianguido Palumbo, Maria Teresa Sega, ricercatrice di Esistenza, Memorie e Storie delle donne in Veneto, Gabriela Camozzi, responsabile del Centro Donna, Gianfranco Bonesso, funzionario dell’assessorato comunale alle Politiche sociali, Gualtiero Bertelli e Linda Caorlin del Canzoniere Popolare Veneto. “Teresina” racconta la vita di una donna veneziana molto particolare, nata povera nel 1923 e morta altrettanto povera nel 1980 a soli cinquantasette anni. L’opera, nata in collaborazione con l’associazione Esistenza, Memoria e Storia delle donne in Veneto, e’ dedicata alla Giornata mondiale contro la violenza sulle donne che ricorre oggi.
    Alda, Mestre

  64. Non violenza Says:

    Su 300 omicidi registrati nel 2007, il 21% e’ di mogli o fidanzate. Il Viminale li chiama “conflitti familiari e delitti passionali”. In realta’ è una strage silenziosa. Che le donne scelgono di combattere facendo da sole.
    Perche’ le donne italiane manifesteranno domani a Roma contro la violenza di genere? Per rispondere un eufemismo vale piu’ di mille parole. “Conflitti
    familiari e delitti passionali” e’ la definizione romanzesca usata dal Viminale per oltre sessanta donne uccise tra le pareti di casa nel giro di
    sei mesi.
    Da luglio a dicembre 2007 – sono gli ultimi dati disponibili – il ministero dell’Interno ha contato in Italia circa 300 omicidi: tra lotte nella
    criminalita’ organizzata e regolamenti di conti tra spacciatori, spunta un
    21% di mogli e fidanzate, adulte e ragazzine massacrate da un partner, da un amico, da un parente. Ma le forze dell’ordine non hanno il coraggio di
    chiamarli con il loro nome, omicidi. Usano una bella perifrasi pericolosamente simile a un’attenuante culturale, che fornisce un quadro esatto dello stato dell’arte nel nostro paese, dove non esiste il reato di persecuzione ossessiva (il cosiddetto stalking), non c’e’ un piano nazionale contro la violenza sulle donne, manca una legge quadro che riconosca e
    finanzi i centri antiviolenza diffusi sul territorio.
    Cosi’, ancora una volta, le donne decidono di fare da se’ e – alla vigilia della giornata mondiale contro la violenza di genere del 25 novembre – si
    mettono in rete per diventare riferimento e pungolo delle istituzioni. Per questo è stata costituita “D.i.Re” (Donne in Rete contro la violenza),
    l’associazione nazionale che riunisce circa 50 centri antiviolenza di tutta
    Italia, che da oltre vent’anni lavorano per prevenire e contrastare un crimine diffuso ma spesso non riconosciuto come tale (gli altri 50 si uniranno alla rete appena avranno maturato cinque anni d’anzianita’ sul
    campo).
    “Le donne sono migliorate rispetto al passato, quando si presentavano anche con quindici anni di maltrattamenti alle spalle” racconta Marisa Guarneri,
    presidente della Casa delle donne maltrattate di Milano. “Oggi sono piu’
    informate, piu’ consapevoli, e si muovono prima”. Nel frattempo, purtroppo,
    e’ peggiorata la qualita’ della violenza maschile: “Si e’ fatta piu’ feroce: una volta le donne sopportavano e questo conteneva il fenomeno. Adesso si allontanano, se ne vanno per ricostruirsi una vita, e gli uomini non sono in grado di accettare questo progredire della liberta’ femminile”. Nel 2007 circa 20.000 persone si sono rivolte ai centri antiviolenza D.i.Re e circa
    7.000 donne sono state accolte per colloqui e consulenze. A questi dati vanno poi aggiunte le 22.000 chiamate giunte al centralino 1522 del ministero delle Pari Opportunita’ e quelle ai servizi sociali, consultori e
    ospedali. Manca all’appello il mondo sommerso delle donne che ancora subiscono nel silenzio. Non esistono dati precisi, ma nel 2006 l’Istat ha stimato quasi 7 milioni di episodi di violenza di genere.
    Centro di ricerca per la pace

  65. L'INVITO DI CREAZZO PER NATALE Says:

    Postato il 25-nov-2008 21.43

    Cari amici,
    l’invito a partecipare a questa manifestazione è una bellissima occasione per scambiarsi gli auguri di Natale in una cornice indimenticabile, con la ragione di un premio che è un omaggio alla bontà che si rinnova da 18 anni a Creazzo con enorme successo:
    Noi vi aspettiamo, orgogliosi di fare parte di una comunità che crede e plaude ancora i valori più veri!
    catals
    Gli altoparlanti in difesa dei cittadini

  66. Paola Says:

    Ringrazio la dirigente ONERPO Rossi per la gentile riposta.
    Fa piacere sapere che comunque qualcosa si stia muovendo.
    Spero che insieme riusciremo a superare tutti i pregiudizi e i soprusi che colpiscono noi donne.

  67. Barbara Says:

    sono contraria a questa politica economica del governo.
    si pensa ad aiutare chi ha meno, e questo va certamente bene, ma bisogna anche aiutare chi non è ancora tecnicamente “povero” ma non ce la fa ad acquistare nulla oltre che la spesa.
    solo così riprenderanno i consumi e la crisi verrà sconfitta.
    la classe media lavora e produce per tutti, non puù continuare ad essere la più penalizzata.

  68. Carmine Says:

    c’è un salto alto come le cascate nel Niagara che divide i ricchi vecchi e nuovi e la piccola borghesia col proletariato. L’arricchimento di pochi non fa muovere i consumi e l’accaparramento di ricchezze seguito al passaggio dalle lire all’euro ha portato alla povertà di troppa gente. Per cambiare si deve capire che bisogna dare una svolta ai consumi con tanti soldi nelle tasche della gente. Il pollo di Trilussa non è più disponibile, nemmeno per la statistica. La gente ora fa la fila per l’uovo fritto.
    carmine

  69. Anna Rossi Says:

    Come è bello il contraddittorio quando “qualcuno” parla addosso all’interlocutore. Continuo a non capire come si possa insistere nell’invitare ai talk-show di informazione politica (se la vogliamo chiamare informazione!) certi personaggi dallo sport preferito quello di accodarsi e scimmiottare la corrente o l’uomo del momento.
    Parole prive di obiettività.
    Frasi trite e ritrite apprese in corsi di “image” tendenti ad ipnotizzare i telespettatori.
    Gli italiani non ci guadagnano niente da questo circo mediatico.
    I prezzi salgono vertiginosamente per mancanza di controlli.
    E’ vero. Noi italiani non siamo mai stati bravi a fare supervisione e manutenzione. Lasciamo invecchiare i nostri beni quasi non li pagassimo. Ci lasciamo vendere le infrastrutture quasi non ci appartenessero. Ci lasciamo appecoronare come non aventi diritto al voto. Eppure le cose stanno come stanno.
    Inciuciano, cementificano, straguadagnano alle nostre spalle…riusciranno i nostri eroi?

  70. Gelosupolitica Says:

    la società è una giungla e si deve provedere col machete per farsi largo guardandosi dai pericoli, da chi può rubarti una radice, un posto in capanna o il machete stesso.
    gelosupolitica-web

  71. Ass.Mondo Nuovo Says:

    INVITO ASSOCIAZIONE CULTURALE MONDONUOVO

    Incontro-dibattito sul tema:
    “Anch’io preferisco la preferenza!”
    Sabato 29 Novembre 2008 ore 17,30 Aula Magna dell’Istituto Tecnico Commerciale
    “Leonardo Da Vinci” Via Col. Magistri – Milazzo
    Coordina Giovanni Frazzica,
    Presidente dell’Associazione culturale Mondo Nuovo
    Relatore Antonio Saitta,
    Docente di Diritto costituzionale e Diritto pubblico comparato presso la Facoltà diGiurisprudenza dell’Ateneo di Messina
    Ass. Culturale Mondo Nuovo

  72. Renato Says:

    IERI SI E’ MANIFESTATO ALLA SAPIENZA, CON L’ONDA CHE NON REFLUISCE MA SOMMERGE LE FRASI FATTE E L’ARRETRATEZZA CULTURALE VERSO CUI SI PORTERA’ L’UNIVERSITA’ ITALIANA. MI CHIEDO SE E’UNA VOLONTARIA DECISIONE FAR SCAPPARE I NOSTRI RICERCATORI E ANCORA DI PIU’ MI CHIEDO DOVèE’ L’OPPOSIZIONE IN ITALIA.
    HA RAGIONE MASSIMO CACCIARI, IN ITALIA OBAMA LO AVREBBERO SOFFOCATO NELLA CULLA, MAI UN PARTITO DEMOCRATICO LO AVREBBE CANDIDATO. SI STA SOFFOCANDO IL TALENTO DI NOI GIOVANI E VENDENDO IL NOSTRO FUTURO ALLE LOGICHE DELLA CASTA.
    Renato

  73. Silvia Says:

    ma è poi vero che da noi le novità non sono capite e che si punta a ripresentare il vecchiume come prodotto di giornata.
    Silvia

  74. Lilly Micheli Says:

    ho seguito con attenzione, in quanto costretta a stare a casa per l’inflenza, tutti i tg di questa ultima settimana. Si ascoltano dichiarazioni mediamente banali, ma non mi pare che ci si renda conto dell’infiltrazione nella politica di sistemi violenti di sopraffazione dei più deboli. Leggo sul blog l’auspicio di un sovvertimento pacifico del modo di governare e fare politica. Come voi amiche sono convinta che questa rivoluzione pacifica verrà dalle donne, ma molte ancora dobbiamo convincerle ad avere fiducia in se stesse e nella forza da tirar fuori per metterci in gioco dove c’è bisogno di noi.
    Lilly

  75. Anna Rossi Says:

    SI STA SOFFOCANDO IL TALENTO DI NOI GIOVANI E VENDENDO IL NOSTRO FUTURO ALLE LOGICHE DELLA CASTA.

    Renato Says:
    Novembre 29th, 2008 at 10:52

    Caro Renato,
    più volte sono intervenuta in merito poichè come docente mi chiamo in causa a riguardo del tema istruzione.

    La logica delle caste non esiste. Se fosse una logica sciatta e “sgangherata” come dicono a Roma…avrebbe un minimo di ratio come barlume d’idea.

    E’ l’istruzione intesa come sapere che viene sabotata. Il motivo è uno solo: la stoltezza dei molti al servizio delle tasche da riempire dei pochi.

    Un tempo si battevano le mani sotto il balcone a piazza Venezia e l’Italia conobbe la tirannia. Il plebiscito popolare fu il lasciapassare dei legacci alla libertà.

    La piazza fu fondamentale. E se lo fu allora come lo fu in India con Gandhi dovrebbe esserlo anche ora.

    Eppure il laccio al collo agli studenti, ai professori (non ai baroni che dovrebbero essere invitati e “controllati” nelle loro angherie), ai ricercatori si fa sempre più stretto.

    Scrissi in un mio intervento precedente del terrorismo all’istruzione attuato con metodologie diverse al fine di spazzare via la capacità di formulare un pensiero proprio dei giovani.

    …in Algeria si distruggono le scuole, in Cambogia si sono eliminati i maestri ed i professori, in Argentina si fanno sparire nel nulla, in America si indebitano le famigle, in Gran Bretagna le scole sono di serie A,B,C, Z con un numero di dispersi altissimo…nella ricca Europa (non sono in Italia) dove questo non si può palesemente fare…si portano le situazioni al collasso (vedi Alitalia, Ferrovie, Telecom…ecc.) fino a farle implodere.

    Il talento dei giovano è già stato venduto a chi deciderà di pagare il prezzo più alto, come si sono vendute le infrastrutture.

    Ciò è potuto accadere perchè non siamo stati vigili e non abbiamo la cultura della supervisione del bene collettivo.

    Eppure io non dispero.
    Credo fermamente che se si vuole ripartire la spinta propulsiva deve venire dal basso.
    Questa volta non ci si potrà più affidare ai falsi padri della patria.
    Chi ama i suoi figli li preserva dal dolore gratuito dell’indigenza. Il danaro dei contribuenti deve essere vigilato.

    Sareste content di sapere che chiunque può mettere le mani nelle vostre tasche e fare del vostro danaro quel che vuole?
    Ammesso che ne fosse autorizzato il minimo che si richiederebbe è un resoconto dettagliato dell’impiego dello stesso.

    Se questo non accade di chi è la colpa?

    dicansi per la sanità, per i trasporti, per la tutela ambientale, per i rifiuti, per i prodotti insani della terra che ricadono sugli alimenti, per le politiche dei prezzi che vedono l’Italia al primo posto per picchi inflazionistici…ecc.

    Non giocatevi l’orgoglio di essere gli uomini del domani, i futuri protagonisti di un mondo nuovo e non gli zombies camminanti sulle macerie…siate coerenti con i vostri sogni ed andatevi a prendere quel che è banalmento sano e giusto.

    Le promesse vi tradiranno ancora perchè l’onore non corrisponde più alla parola data (e neppure a quella scritta).Sigh!

  76. Alex Says:

    A partire da gennaio, con la crisi dei consumi finalmente appalesatasi in tutta la sua gravità (purtroppo!) e il bilancio degli acquisti tra i più negativi in assoluto dai tempi della guerra, l’Italia, destra e sinistra, capirà forse che è ora di cambiare.

  77. Stefania Mariani Says:

    Consumare per tenere in vita la macchina capitalistica senza regole…che comunque finisce per sfruttare i popoli più poveri. La nostra manodopera non interessa chi governa l’Europa. Non è vero che costiamo troppo…loro vorrebbero che lavorassimo gratis. Credo che sarebbe ora di ritornare ai campi, abbandonati e vilipesi come raccontava ieri la Gabbanelli a Reporter. Il Parmiggiano Reggiano non è aumentato perchè serve da prodotto civetta nei supermercati e quindi è acuistato dalle grandi catene sottocosto(e no si può permettere di abbassarne neppure la qualità). E’ tutto in mano agli speculatori senza scrupoli.
    Torniamo alla terra. Chi può. Vale a dire invece di piantare la bella pianta, piantiamo frutta e verdura.
    Naturalmente piccole cooperative possono optare in questo. Chi vive in città ha già perso in partenza.
    Quando manca il lavoro bisogna tornare alla terra e riorganizzarsi.
    Che faranno tasseranno l’orto questi ladri?
    La DAEWOO ha acquistato una buona parte del territorio coltivabile del Madacascar. In cambio lavoro per gli abitanti. questa sì che è fortuna! Mancherà il cibo perchè la speculazione non permette nè la qualità nè il prezzo. I terreni non riposano e noi ci stiamo ammalando di cancro.
    Altro che consumi!

  78. Stefania Mariani Says:

    …dimenticavo…credo che siano preoccupati molto perchè di questo passo le tasse non le pagherà più nessuno. Allora vedremo attaccati i nostri beni solidi. Il mattone crollerà, prima se lo mangeranno le banche per gli insoluti, poi sarà la volta del mercato. Ci avete fatto caso, in TV sono per lo più pubblicità di auto. Una volta era il formaggino ora le auto. Crescono le pseudo/finanziarie che prestano danaro liquido nonostante non dovremmo più contrarre debiti. Non facciamo debiti! Mettiamo su la nostra sopravvivenza. A pancia piena si ragiona meglio sul futuro. Guardate loro che gonfi di tutto se ne inventano sempre una!!!!

  79. Movimento Nonviolenzaincammino - Chiama l'Africa Says:

    Care amiche e cari amici
    senza aver avuto molto tempo per prepararla, eccoci alla vigilia della Settimana per la pace in Congo, che avra’ luogo da martedi’ 2 dicembre fino
    a domenica 7 a Roma, nella Chiesa dei Congolesi, Chiesa della Nativita’, a Piazza di Pasquino, nei pressi di Piazza Navona.
    Tutti e tutte siete invitati a partecipare anche solo per un giorno.
    Ecco qualche informazione.
    * Settimana per la Pace nella Repubblica Democratica del Congo da martedi’ 2 dicembre 2008 a domenica 7 dicembre, a Roma, alla Chiesa dei Congolesi, la
    Chiesa della Nativita’ in Piazzale di Pasquino, nei pressi di Piazza Navona.
    * Spirito e scopo della Settimana
    La Settimana vede riuniti gruppi e persone accomunati dalla volonta’ di fare qualcosa per la pace in Congo. Ci riuniamo per dare del nostro tempo e impegno per essere con il popolo congolese digiunando, informandoci, riflettendo, informando, facendo pressione sulle autorita’, pregando,
    parlando con le persone, ciascuno secondo le sue modalita’… Il digiuno,
    nella modalita’ possibile a ciascuno, e’ un modo di partecipare alla sofferenza del popolo congolese e di metterci disarmati di fronte alle persone che incontreremo, in particolare le autorita’. Vogliamo far sapere
    al mondo che c’e’ una guerra, in Congo, che cosa essa significa per ilpopolo congolese, quali sono le cause e i possibili rimedi. Cercheremo di contattare le autorita’ politiche e religiose, i giornalisti e la
    popolazione: accogliendoli nella chiesa o andando in delegazione a
    incontrarli…
    Centro di ricerca per la pace

  80. Lilly Micheli Says:

    la catastrofe verrà dalla morià di api. Che ne pensa Wanda così sensibile all’ambiente?
    Lilly

  81. GAIA LORENZI Says:

    PRIMA DI AFFRONTARE TEMATICHE COME LA MORIA DELLE API E L’AMBIENTE, A CUI TUTTE TENIAMO MA CHE CI PORTEREBBERO LONTANO E FUORI STRADA, CREDO CHE WANDA MONTANELLI DOVREBBE OCCUPARSI DEL VERGOGNOSO STATO IN CUI VENIAMO FATTE STARE IN ITALIA NOI DONNE, RIDOTTE A BAMBOLE DA COPERTINA E COSTRETTE AD ACCETTARE OGNI TIPO DI COMPROMESSO PER POTER GUADAGNARE UN POCO DI SPAZIO.

  82. alemacri Says:

    S P I F F E R I . . .

    Secondo i soliti bene informati Massimo baffino D’Alema sarebbe pronto a lanciare nell’arena politica – pur di vincere la perenne guerra fratricida con Uòlter – la candidatura di Anna Finocchiaro a leader PD.
    E poi dite che le donne non ottengono spazi…

  83. Gloriko K. Says:

    Турок Says:
    Dicembre 2nd, 2008 at 07:16

    هبو ضحايا الاضطهاد
    ضحايا جوع الاضطرار
    بركان الفكر قي اتقاد
    هذا آخر انفجار
    هيا نحو كل ما مر
    ثوروا حطموا القيود
    شيدوا الكون جديد حر
    كونوا انتم الوجود

  84. Anna Rossi Says:

    ….CREDO CHE WANDA MONTANELLI DOVREBBE OCCUPARSI DEL VERGOGNOSO STATO IN CUI VENIAMO FATTE STARE IN ITALIA NOI DONNE, RIDOTTE A BAMBOLE DA COPERTINA…..

    GAIA LORENZI Says:
    Dicembre 2nd, 2008 at 15:36

    Forse, Gentile Gaia, non si è ancora accorta che sia la Dott.ssa Wanda che tutte noi non stiamo facendo altro che occuparci della promozione femminile nella società.
    Abbiamo speso una vita intera affinchè la consapevolezza della centralità di ogni individuo possa divenire l’elemento di differenza nobile che distingue l’essere umano dalla bestia.
    Per noi, donne che lavoriamo in “squadra”, coese e spinte da passione vera per la libertà, la lotta contro la discriminazione che subordina ed umilia è di primaria importanza.
    Per noi questa società che si declama civile è imbarbarita a causa dell’assenza delle donne, della loro voce, della loro verità.
    Con noi tanti uomini meravigliosi che non potrebbero fare altro che desiderare un modello femminile compiuto che possa pariteticamente confrontarsi.
    La pace, la guerra, l’amore devono essere condivisi. Se una delle parti subisce l’altra non c’è scambio e non può funzionare.
    Lo so, aspettare stanca, ma noi donni saremo robuste e pazienti…nulla non ci verrà dato che non ci appartenga…
    Cordialmente
    Anna Rossi
    Resp-Relaz. Esterne ONERPO

  85. Anna Rossi Says:

    Lilly Micheli Says:
    Dicembre 2nd, 2008 at 14:25
    la catastrofe verrà dalla morià di api. Che ne pensa Wanda così sensibile all’ambiente?
    Lilly

    Se le api scomparissero dalla terra non ci sarebbero più fioriture nè frutti.
    Sarebbe la fine della terra così come noi la conosciamo e la viviamo.
    Questo non lo dico io ma la scienza.
    A memoria qualche sito:

    http://www.greenplanet.net/content/view/21061/1/

    http://www.apitalia.net/weblog/archives/82

  86. Antonia Montalti Says:

    L’Italia ha il più basso tasso di occupazione femminile specialmente al Sud. Siamo pari a Malta paese in cui non esiste la possibilità di divorziare.
    Abbiamo anche la più bassa natalità d’Europa ed i nostri giovani escono da casa a 28 anni a causa di un mondo del lavoro immerso nel precariato e attaccato sotto tutti i profili.

    Ma torniamo alla donna.
    La donna italiana è compressa in una mentalità molto vicina a quella del secolo scorso.
    Le donne non sono più prolifiche a causa di questa mentalità e già non lo erano sotto il fascismo di Mussolini. In quel periodo ci fu molta propaganda per incentivare a procreare e non si può dire che fosse colpa della disoccupazione femminile (all’epoca le donne erano lontanissime dall’idea di partecipare concretamente alla vita civile in maniera indipendente).
    Le cause di ieri erano insicurezza e protezione nei confronti del futuro, una sorta di conservazione dei beni esistenti. Oggi è l’impossibilità a garantire lo standard primario di qualità della vita.
    Credo che le donne italiane in questo abbiano avvertito già da un secolo circa la loro emarginazione e si siano difese.
    La mentalità arretrata dunque è voluta da chi non investe pubblicamente mirando alla donna.
    Si parla di famiglia e la donna continua così a fare da ammortizzatore sociale.
    Le donne non ci cascano e non fanno comunque figli.
    Nel nord Europa le aziende che aprono asili nido godono della detassazione. In Italia tutto è restato per anni su carta ma nulla è accaduto nela realtà che potesse contribuire ad organizzare la vita lavorativa delle mamme e dei papà.
    Pensate alla detassazione degli straordinari (fa un pò ridere visto che vige quasi il divieto nelle aziende di farli)e comunque quale donna di fabbrica potrebbe farli (ricordiamoci che nelle fabbriche la presenza maschile è largamente superiore)?
    Il problema a questo punto mi sembra sempre lo stesso:
    nessuno di questi pensatori maschilisti del Welfare ha intenzione di investire in un’inversione di marcia a modello nordico.
    Fra il gusto retrò di una donna chiusa fra le mura a prendersi cura di anziani e figli o nipoti e la necessità di andare a lavorare per il carovita…nessuno se la sente di cambiare le carte in tavola e allentare la morsa alle donne sempre più inoccupate e sole.
    la tendenza a favorire l’occupazione maschile o garantire stipendi più alti agli uomini è una realtà che tradisce la voglia di conservare uno stato sociale dei generi che chiede invece strada.
    L’Australia, paese in cui la crisi del lavoro comincia a farsi sentire a causa di una globalizzazione di mercato senza regole e con una finanza altamente discutibile, la prostituzione è già aumentata del 10% ed i costi delle prestazioni si sono quasi dimezzati.

    Che succederà qui da noi???

    Rivedremo scenari da Napoli e Livorno dopo la liberazione da parte degli americani nella seconda guerra mondiale???

    Per fame e disperazione ci ritroveremo un mercato di carne più ampio e disilluso??

    Se posso dare un consiglio a tutte le donne che non lavorano fuori casa e che sono molto brave nei lavori domestici…è giunto il momento di organizzarsi e vendere questi servizi casalinghi a chi non li paga e continua a sfruttare la figura femminile a volte con disprezzo e disonestà.

    Calzini e mutande e camicie e gestione della casa hanno un prezzo e non possono essere date per scontate continuando a tenere la suola delle scarpe sulla testa delle donne.
    Questo è il mio punto di vista.
    I doveri vanno rispettati ed i diritti anche.
    quando la bilancia pende abissalmente solo da una parte basta togliere qualche peso.
    Alla prossima!
    Tonia

  87. Altieri Says:

    Ammazziamo le Api con il Contributo Comunitario…
    Commento a “Il Piatto è servito”, di Piero Riccardi – Report Rai 3 – di Giuseppe Altieri Studio Agernova
    Accademia Mediterranea per l’Agroecologia e la Vita
    Ricordo a Tutti che i Programmi Europei prevedono dal 1992 e dal 2000 sotto forma obbligatoria, i Pagamenti Agroambientali a copertura delle minori produzioni e maggiori costi più un 20% di “transazione” per tutti gli agricoltori biologici, in quanto “acquisti di Servizio per la collettività”. Sono stati stanziati oltre 50.000 milioni di € dal 2007 al 2013, che aumenteranno ancora con il travaso di fondi dal sostegno al reddito degli agricoltori (PAC) all’Agroambiente (acquisto di servizi benfici per la collettività), nei prossimi anni; e spesi oltre 15.000 milioni di € dal 2000 al 2006. Le Regioni, purtroppo, invece di dare adeguati Pagamenti agli agricoltori Biologici, concedono loro delle “elemosine”, ovvero appena 200 €/ha, ad esempio per i cereali, o meno, rispetto ai massimali previsti dall’UE di 600 €/ha per le coltivazioni erbacee e 900€/ha per quelle arboree; Tali Pagamenti consentirebbero a tutti gli agricoltori di produrre in modo Biologico, e alla collettività di risparmiare le cifre spaventose spese per curarsi dai danni dei pesticidi e diserbanti, notoriamente cancerogeni…
    la spesa sanitaria, pardon per la Malattia, delle Regioni ha ormai superato l’80% dei Bilanci Regionali…
    Gli Agricoltori Biologici oggi hanno attuato ricorsi sui cosiddetti Piani regionali di Sviluppo Rurale delle Regioni Umbria, Marche, Campania e Toscana, al fine di ottenere i giusti pagamenti agroambientali, che consentirebbero una riconversione globale dell’agricoltura intensiva, ovvero quella che impega pesticidi in quantità… (riconversione individuata come obiettivo prioritario della Politica Agricola Europea per ridurre i pesticidi) e non solo di quella marginale (in montagna non si usano certo pesticidi in quantità) o di chi è convinto per proprie motivazioni a produrre biologico, che in ogni caso va sostenuto.
    Gli agricoltori convenzionali oggi sono schiavi dei Venditori di Pesticidi, che spesso coincidono col mercato, in quanto ritirano anche il grano (cereali pagati un prezzo da fame… prendere o lasciar marcire) e ti minacciano se non usi pesticidi, che loro vendono, …di non ritirare il raccolto (lo stesso avviene per l’uva fornita alle cantine sociali produttrici di vini avvelenati, o da chi ritira ortaggi e frutta che devono essere puliti esteticamente, al limite della pornografia… e belle inzuppate di pesticidi chimici, come abbiamo visto.
    Mentre lo zolfo e il rame vengono abbandonati, nonostante siano innocui ed efficaci nella cura delle malattie, come dimostrano migliaia di agricoltori Biologici che rappresentano il 10% dell’Agricoltura Italiana
    Nonostante un Intervento della Corte dei Conti UE, le Regioni sperperano ancora i fondi agroambientali per finte riduzioni dei Pesticidi, chiamate Agricoltura Integrata (nella Chimica, ndr) , laddove nei disciplinari sono consentiti Pesticidi Chimci assolutamente inutili, Mancozeb e altre porcherie cancerogene, compresi anche i “concianti e geodisinfestanti” che ammazzano le api…
    Ed attenzione, i Neonicotinoidi di cui parla il servizio di Report, sono stati vietati solo come concianti, ma si potranno ancora usare sulle piantine e sulle coltivazioni in dosi molto più altre e pare che si concentrino addirittura nei fiori… (povere Api). Inoltre le ditte chimiche potranno ancora usare altri “concianti chimici”, non meno tossici per le Api, per l’ambiente e per l’uomo.
    Bisogna vietare immediatamente tutti i i pesticidi chimici di sintesi inutili, in quanto non necessari (come i concianti contro gli insetti) o tecnicamente sostituibili con mezzi biologici, lo prevederebbe anche la legge fitosanitaria nazionale 194, soprattutto in caso di tossicità accertata per le Api e non solo. Invece…
    Ammazziamo le Api con il contributo Comunitario…
    Saluti a Piero Riccardi
    Ottimo Lavoro, peccato ridotto a meno della metà della trasmissione
    Prof. Giuseppe Altieri

  88. Marcello G. Says:

    Sembrerebbe che questo sia il tempo che non ha pazinza per i progetti a lungo termine. Ovunque si rscontra l’impazienza del profitto subitaneo.
    Mercanti di bassa lega che non faranno mai cose buone per la comunità…questo è l’occidente civile che di civile gl è rimasta la facciata ipocrita e perbenista dei luoghi comuni.
    Non sarà il cristianesimo protagonista di Magdi Cristiano (secondo nome dopo la conversione al cattolicesimo)Allam a iniettare quell’etica comportamentale svilita dalle pessime abitudini materialistiche. Non sarà la jihad islamica a imporre moderatezza e giustizia. Non saranno i protestanti con le multinazionali e le democrazie da esportare. Non saranno gli ebrei delle banche nè dei mercati globali a ricordarci che arriverà un Messia a liberarci da questo inferno.
    Saremo invece noi, ogni singolo individuo, noi, armati di itezza e buona volontà a rivedere e tentare di ridare un senso umano e generoso allo scorrere della vita senza necessariamente infierire come belve sui nostri fratelli.
    L’idea portante è quella del sostegno a chi opera per una giustizia sociale, un mondo equo che non vuole guerre ma un ordine disciplinato delle cose ed il rispetto delle idee altrui quando queste non privano l’altro di decoro.
    Tutto gira intorno al potere e a dire la verità annoia ed irretisce questa corsa smodata verso il personalismo e lo stare bene a dispetto degli altri.
    Diceva Hegel: Nessun uomo sarà mai libero finchè non lo sarà l’ultimo degli uomini.
    Da notare c’è anche che un tempo i “grandi” lasciavano testimonianza nell’arte e nel sapere del loro mandato sulla terra. Ora l’unica testimonianza sono alcune nazioni armate fino ai denti e la miseria che dilaga sottobraccio all’ignoranza coatta.
    Mi consola il fatto che toccato il fondo si risale.
    Compriamo biologico doc….e soprattutto parliamone, parliamone sempre.

  89. Mariarosa Says:

    voi che siete così addentro all’ecolologia potete delucidarmi su dove si trovano i gruppi di acquisto biologici e quelli diretti: produttore- acquirente. Abito a Caserta ma dalle mie parti non trovo i negozi che la televisione nel programma di raitre ha rappresentato.
    Mariarosa

  90. Piera C. Says:

    Io la tessera non l’avrò anche se ho figli e famiglia numerosa non sono alla fame, ma in fondo la fornitura di pane e latte e un po’ di companatico per chi deve lesinare anche su quello non mi pare un’dea talmente nefasta da criticarla a priori. Chi critica alla fine che coa ha fatto? Meglio poco che niente.
    Piera

  91. Gianni Nicotera Says:

    rispondo a mariatosa sui centri di acquisto. Penso che intende dire i G.A.S. , centri Acquisto Solidale. Sono in molte parti della penisola. Se vai a vedere il sito trovi tutte le informazione.
    a disposizione per altro che vuoi sapere. Saluti
    Gianni Nicotera

  92. ilbiviofapaura Says:

    Che vergogna la questione morale!!! Solo un gran casino che segnala il fondo del precipizio.
    Ilbiviofapaura-group

  93. Anna Rossi Says:

    LA QUESTIONE MORALE????

    La battaglia ossessiva a finanziamenti illeciti e tangenti rischia di nascondere problemi ben più spinosi che la nostra società continua ad ignorare fingendosi vittima di un sistema che ha sempre conciliato benessere e corruzione. Potrà sembrare assurdo quanto detto ma fino a ieri abbiamo prosperato spartendoci il benessere. Fino a ieri. Oggi la corruzione cleptomane è ben celata dietro ad un potere in combutta con il mondo degli affari.
    I corrotti esponenti della vecchia guardia sono stati coinvolti dagli scandali ma i nuovi modelli si sono rafforzati come le zanzare che a forza di disinfestazioni divengono più pericolose e resistenti.
    Le istituzioni democratiche non hanno bisogno di moralizzatori dalla scarsa capacità politica, cosa che in realtà è avvenuta al grido di “guerra alla corruzione”.
    In Italia il problema dell’informazione è un vero cancro. Nel mentre che le testate di giornale o i vari tg si dedicano agli scandali ed alla propaganda “dell’annuncio”, i sistemi dell’istruzione pubblica o gli episodi di malasanità sono emarginati perchè indeboliti sul dialogo delle problematiche intrinseche.
    Il dibattito pubblico è stato talmente monopolizzato dalla battaglia contro la corruzione che la percezione collettiva ha finito per dirigersi verso l’interesse delle misure necessarie ad affrontare un male che nel mentre ha cambiato forma fino a generare una classe politica di corrotti autoregolamentati.
    Migliorare la qualità della vita è un percorso che necessita di pazienza e di rispetto della legge attraverso magistrature oneste ed indipendenti.
    Le norme più importanti della Repubblica sono spesso quelle non scritte. Le alleanze fra la politica, gli affari, l’informazione, la religione e la questione morale non possono essere confinate alla logica del business.
    Inaccettabile è che la regressione neo-corporativa continui a colpire i cittadini comuni con esempi riduttivi di moralizzazione che spostano l’interesse generale dai veri problemi del paese.
    Abbiamo bisogno di persone autorevoli che facciano davvero la loro parte e non di persone trasformiste che assertivamente obbediscono al potere di turno.
    La democrazia è responsabilità dialettica. Oggi ben pochi sembrano indignarsi davantiagli scandali. Paradossalmente il fenomeno è trasversale e investe delicati punti dello snodo istituzionale.
    Lo stato di diritto sembra essere eluso da conflitti di interesse che coinvolgono tantissimi esponenti delle istituzioni.
    Si parla di valori ma siamo anni luce distanti dai nostri padri costituenti.
    Le masse non si indignano e non reclamano proprio come accade quando regna il clima da basso impero.
    Reagire ed affermare equilibri più avanzati nella vita sociale e nelle sue espressioni istituzionali è l’antitodo all’abulico qualunquismo altrimenti saranno gli interessi economico-finanziari a vincere. La coerenza e la dignità non possono essere considerate come unità a se stanti ma devono essere pretese come prezzo da pagare a chi firma responsabilità civiche e politiche.
    La questione morale, vecchia come l’uomo, può essere argomentata solo se non si riluncia alle proprie responsabilità altrimenti la fine del mese, dura e sudata, finirà per coincidere con i primi giorni dello stesso.
    Cordialmente

    Anna Rossi
    Resp. Rel. Esterne ONERPO

  94. Lina Says:

    per il problema delle api un fisico ha dichiarato che si può ripilire l’aria dall’inquinamento elettromagnetico. Voglio auspicare che i nosti governanti prendano ptovvedimenti adeguati a risolvere il gravissimo peoblema di sopravvuvenza della specie.
    Lina

  95. Longo Pasquale Says:

    Il commento di Cossiga:
    “Veltroni ha perso il palazzo della Regione in Abruzzo, ma la gente dimentica che il leader del Pd è di fatto già insediato alla Casa Bianca a
    Washington”.
    Vuol dire che per la Pdl non c’è trippa in America, ma per me è solo una battuta di gusto dubbio.
    Longo Pasquale

  96. Diritti globali Says:

    viviamo in un paese ove un ex presidente della repubblica affetto da delirio d’onnipotenza dice che bisognerebbe bastonare insegnanti e studenti.. sopratutto i piu’ giovani infiltrando sbirri in borghese
    nei cortei come quando c’era lui?
    Diritti Globali

  97. e tra poco gli OGM in Italia Says:

    La scapa che vola non basta… chi rimedia al danno irreversibile all’ambiente da parte degli OGM cui sono stati obbligati a coltivare gi Iracheni
    Ogm che trasferiscono geni virali ai virus del sangue inducendo Leucemie e linfomi oltre al cancro… tanto chi se ne accorge con il casino del Plutonio e dell’uranio impoverito
    poveri Iracheni… ma i Italia tra poco sarà lo stesso
    con lentata degli OGM prevista per il 2009 e con gli Inceneritori
    i nostri bambini hanno il cancro il doppio che in nord europa…
    ci svegliamo o no?
    saluti Prof. Giuseppe Altieri
    Agernova

  98. Anna Rossi Says:

    …..ci svegliamo o no?

    saluti Prof. Giuseppe Altieri
    Agernova

    La breve storia della nostra repubblica ci racconta dei lunghi sonni italiani.
    Sovente il risveglio doloroso e traumatico ha lasciato a terra molti innocenti prima di accedere alla più banale fra le consapevolezze: la tirannia prima o poi ingoia tutto e tutti.

    L’Italia vive il torpore della decadenza.

    Le campane suoneranno ancora…speriamo non a morto!!!

  99. Anna Rossi Says:

    DALL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE PILOTI AVIAZIONE CIVILE……

    Lettera aperta al Presidente del Consiglio

    Signor Presidente del Consiglio,

    nel giorno in cui ai dipendenti della ex Alitalia cominciano ad arrivare le prime lettere di cassa integrazione, si apprende, ormai senza stupore, che questa sera festeggera’ a Villa Madama – quindi a spese dei cittadini – con la cordata ormai nota dei “capitani coraggiosi” per la nascita della nuova compagnia di bandiera (di bandiera?).

    Mancano pochi dettagli dopo tutto: l’acquisizione di AirOne, la ricapitalizzazione di Cai, la scelta del partner straniero e le assunzioni di 12.639 lavoratori. Bazzecole.

    Tra un cin cin e l’altro, ci starebbe un minuto di silenzio per i 9.000 esuberi e per i 3 miliardi di debiti che gli italiani si vedranno addossare sotto forma di tasse e gabelle varie gia’ nei prossimi mesi.

    Ma il ministro Matteoli (quello che ha il figlio pilota, entrato dopo l’11 settembre ad assunzioni bloccate) ha appena dichiarato che anche se un solo esubero verra’ reintegrato fra un anno, cio’ sara’ la dimostrazione che il piano di CAI avra’ funzionato. Parole che aprono la speranza, che fanno vedere un raggio di luce in fondo al tunnel.

    Per questo, signor Presidente del Consiglio, mentre nei saloni di Villa Madama rievocherete, col sorriso sulle labbra, le schermaglie con quei bamboccioni privilegiati e irresponsabili dei piloti, che grazie al pugno di ferro siete certi di indurre alla firma coatta del peggior contratto mai scaturito da una mente umana nella storia dell’aviazione commerciale di tutto il mondo, in quei momenti di ilarita’, sappia, che la categoria dei piloti si unira’ idealmente a voi, perche’ l’ottimismo – come lei suggerisce – aiuta.

    L’ottimismo ti fa vedere rosa anche cio’ che e’ nero, poi magari dopo un po’ ti accorgi che avevi visto male… Come per l’Alitalia, in fondo non e’ cosi’?

    Gridiamo con toni entusiastici che la compagnia di bandiera e’ salva e che l’italianita’ sara’ preservata, facciamolo dire ogni giorno, mille volte, per tanti giorni, per mesi…
    Diciamo che non c’e’ alternativa a quella dei “capitani coraggiosi”, diciamolo ogni giorno, mille volte, per mesi… Arringhiamo contro i piloti italiani (che fino a qualche anno fa erano i migliori al mondo) e diciamo che l’Alitalia e’ morta a causa del loro corporativismo, per i pulmini che li vanno a prendere per portarli in aeroporto, per gli hotel a tre stelle in cui dormono (e perche’ non in un motel sulla tangenziale?), per i quaranta giorni di ferie l’anno che includono notti, sabati, domeniche, Natale, Pasqua e feste comandate, diciamolo tutti i giorni, mille volte, per mesi…

    Dopo mesi, ma basta anche meno, qualcuno ci credera’, a poco a poco, tutti ci crederanno. Non e’ cosi’ che funziona?

    Ecco perche’ qualcuno ha annunciato trionfante che e’ pronto ad assumere piloti di compagnie straniere se quelli italiani saranno cocciuti, e qualcuno ha detto “ben gli sta, tutti a casa”.

    Ecco perche’ qualcuno ha detto a denti stretti che le rotte dimezzano e poi ha ululato che ci sara’ l’ingresso di un partner straniero che garantira’ la mobilita’ di un paese (civile, diciamo noi), e qualcuno ha
    detto “Si, bravi, e’ quello che ci vuole!”.

    Su qualcosa si urla e su altro si glissa. Si glissa sul debito, sul compenso del commissario, sul cash che dovrebbe garantire CAI, sul ritardo imbarazzante dello partenza della “NUOVA COMPAGNIA DI BANDIERA”.

    Si vede, signor Presidente del Consiglio che dietro questa operazione unica nella storia del nostro amato Paese, c’e’ la regia di un grande Comunicatore. Vendere il prodotto e’ un’arte. Bisogna stare attenti,
    pero’. E’ come vendere una Vuitton taroccata: prima o poi il manico ti rimane in mano.

    Buon Natale, signor Presidente del Consiglio, a nome dei piloti italiani.

    Roma, 5 dicembre 2008

  100. Stefania Mariani Says:

    L’auto, la casa, il computer, l’istruzione dei figli. Per decenni restii a indebitarsi, gli italiani scoprono il piacere di pagare domani. Più di un cittadino su due firma cambiali. E banche, multinazionali e finanziarie fanno a gara per conquistarlo

    di Roberta Carlini
    Tasso zero. Tasso sottozero. Prendi oggi, paghi quando vuoi. Minirate e maxipremi. Da quando gli italiani hanno smesso di fare le formiche, come un’orda è calato sulla Penisola il popolo dei promotori dell’indebitamento: finanziarie e banche, grandi multinazionali e piccoli intermediari, società collegate alle case produttrici o da esse del tutto autonome. Tutti decisi a sfruttare quella prateria di mercato che si è aperta da qualche anno in Italia; e a tramutare l’antica virtù privata degli italiani, quella del risparmio, speculare al pubblico vizio del debito di Stato, nel business del futuro: il debito delle famiglie. Perché quando le formiche cominciano a fare le cicale, il formicaio diventa un grande affare.
    ……
    Una guerra che si combatte su ogni fronte e che finora ha fatto una vittima sicura: la scomparsa dello sconto per chi paga subito.
    Basta guardare le pubblicità delle offerte speciali: tutte giocate sulle rate, la loro diluizione, i loro tassi.
    Ma se uno vuole pagare tutto subito e chiede uno sconto, la risposta è no. Com’è possibile? Perché chi vende fa di tutto per non essere, apparentemente, pagato? Giuseppe Bertola, uno degli economisti italiani che più ha studiato il settore, sul fenomeno delle promozioni finanziarie al consumo ha scritto un paper pubblicato sull”International Economic Review’. Vi si dimostra che con le vendite a rate il commerciante riesce ad attuare un sogno da manuale del monopolista, diversificare i prezzi a seconda delle disponibilità del compratore: in sostanza, divide il suo mercato tra la clientela che può pagare subito e gli altri. Quelli che, senza le rate, non potrebbero permettersi l’acquisto, sono tutti clienti conquistati, con uno sconto sugli interessi anziché sul valore immediato del bene.

    Dov’è il trucco? “L’obiettivo è agganciare il cliente”, dice Ivano Daelli, dell’ufficio studi di Altroconsumo: “Invogliarlo a comprare, con la prospettiva di piccole rate, beni che magari non aveva in programma di acquistare, ma che sono molto di moda. O anticipare l’acquisto di beni soggetti a rapidissimi cambiamenti tecnologici, come i computer”.

    Subito dopo, scatta la fase due: “Metterlo nella rete dei prodotti finanziari. Per prima cosa, gli regalano una revolving card”. Le carte revolving sono l’ultima moda dell’Italia del debito: le cita anche l’ultimo rapporto Censis, notando che sono cresciute del 300 per cento in cinque anni. Si tratta di una linea di credito per un importo fisso, di solito non molto alto, che si ricostituisce man mano che si rimborsa, con ampia flessibilità per il debitore: che può decidere di anticipare il rientro dal debito quando ha i soldi, e che appena paga può indebitarsi di nuovo per l’importo rimborsato. “Solo che in questo caso i tassi non sono zero, ma vanno dall’8 al 20 per cento”, dice Daelli. Un prodotto conveniente per le finanziarie, ma da maneggiare con cura: sarà per questo che le carte revolving in circolazione sono ben 12 milioni, ma quelle attive solo 5 milioni.
    La lista dei prodotti finanziari da vendere è lunga, e ogni nominativo di persone a cui segnalarli vale oro: si tratta di clienti di cui si conoscono l’attitudine a indebitarsi, la capacità di reddito, i gusti. Per questo con le promozioni sui tassi “c’è un doppio interesse commerciale: quello del venditore a vendere e quello della finanziaria ad arricchire il suo database”, spiega Roberto Anedda, direttore marketing di PrestitiOnline. Il meccanismo è semplice: “Lo sconto lo fa il venditore, che riceve dalla finanziaria un importo inferiore a quello del prezzo reale di vendita”, spiega Giuseppe Piano Mortari, direttore operativo di Assofin: “Ma la sua convenienza cresce al crescere del numero dei clienti che lui porta alla finanziaria”. I clienti del futuro: quelli che colmeranno il gap tra l’Italia e il resto dei paesi Ocse quanto ad attitudine a indebitarsi; quelli che useranno il credito al consumo come una delle forme per diversificare il proprio portafogli, mantenendo insieme risparmi di qua, debiti di là; quelli che continueranno a far crescere il business, secondo le previsioni, a passo di carica…

    VALE ANCORA LA PENA INDEBITARSI???????

  101. roberto nacci Says:

    C’E’ UN GIUDICE A MILANO DI NOME GANDOLFI CHE FA BEN SPERARE, NONOSTANTE GLI AVVILENTI TEMPI DELLA GIUSTIZIA!

  102. Silvia Says:

    “Esiste un giudice a Berlino?”.
    Sì esiste e ce ne sono migliaia che non vogliono altro che i governi semplifichino la macchina farraginosa per dare giustizia a chi l’aspetta con fiducia.
    Complimenti Wanda . Tieni duro che a CHI LA DURA LA VINCE!.
    Silvia

  103. Alessandra Says:

    La legge italiana è lenta ma credo vi si possa confidare.
    Abbiamo tutte le ragioni per chiedere una società più giusta ed equilibrata. Spiace che la via giudiziaria sia l’unica che avete (che abbiamo) ma l’importante è raggiungere l’obiettivo.

  104. MASSIMO Says:

    Tutte le belle parole sarebbero più significative se venissero da un pulpito palesemente basato su una ideologia superata. Potrebbero avere un senso molto più compiuto se si basassero su fatti ed osservazioni della vita reale IMPRESCINDIBILMENTE dalla colorazione dell’ottica che inquadra.
    Il capo DiPietro dovrebbe essere un simbolo ma alla resa dei conti si comporta in modo da essere attaccato dalle sue stesse costole a mezzo Magistratura.
    EMBLEMATICO di questa colorazione. NON SENTO PROPOSTE DI ALCUN GENERE, ma solo attacchi generici denigrativi.
    Quello che declamate come mondo migliore privo di sopraffazione, passa innanzitutto per la PROPOSIZIONE CONCRETA di migliorie nella VERA ED UNICA direzione a favore del POPOLO ITALIANO TUTTO.

    Massimo (Cinisello)

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