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	<title>Commenti a: QUELL’ OTTUSA GUERRA CONTRO I PRINCIPI DEMOCRATICI</title>
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	<description>Il Blog ufficiale di Wanda Montanelli</description>
	<lastBuildDate>Mon, 07 May 2012 17:26:22 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Anna Rossi</title>
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		<dc:creator>Anna Rossi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 10:14:36 +0000</pubDate>
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		<description>Eccolo lì il capolinea globale. Prevedibile, impietoso, scontato. L&#039;informazione filtra storie la cui essenza è priva dell&#039;umano senso dell&#039;esistere degli esseri umani. Cloache di menzogne che rovesciano sul popolo sempre più plebeo una determinazione ad assoggettarlo senza pari. Vengono sconvolti gli ordini vitali più elementari. Spinte astute convogliano come treni di deportati le paure e gli egoismi di ognuno di noi che indebolito non vuole più vedere nè sentire nè parlare. Pian piano si chiudono i rubinetti dell&#039;ossigeno fino a piegare corpi e distruggere quello spirito vitale eterno che ci contraddistingue dagli altri esseri viventi. L&#039;utilitarismo delle leggi di un mercato truccato ci deruberanno di ogni ricchezza prima fra le tutte la libertà di pensiero. 
Quando si verifica una tragedia il colpevole non è un&#039;entità unica ma una concertazione di comportamenti deliberatamente colposi.
Anche i furbetti non troveranno riparo questa volta.
Il coraggio! Ah! Sì! Il coraggio di dire no come i bambini. Questo passo elementare è stato il primo a scomparire. L&#039;indifferenza ha fatto il resto. E ora, come padri e madri che non filiano più o non hanno mai filiato restiamo a guardare il mondo che viene come se non ci appartenesse. D&#039;altronde siamo figli delle storie e con le storie e delle storie non si ciba l&#039;uomo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Eccolo lì il capolinea globale. Prevedibile, impietoso, scontato. L&#8217;informazione filtra storie la cui essenza è priva dell&#8217;umano senso dell&#8217;esistere degli esseri umani. Cloache di menzogne che rovesciano sul popolo sempre più plebeo una determinazione ad assoggettarlo senza pari. Vengono sconvolti gli ordini vitali più elementari. Spinte astute convogliano come treni di deportati le paure e gli egoismi di ognuno di noi che indebolito non vuole più vedere nè sentire nè parlare. Pian piano si chiudono i rubinetti dell&#8217;ossigeno fino a piegare corpi e distruggere quello spirito vitale eterno che ci contraddistingue dagli altri esseri viventi. L&#8217;utilitarismo delle leggi di un mercato truccato ci deruberanno di ogni ricchezza prima fra le tutte la libertà di pensiero.<br />
Quando si verifica una tragedia il colpevole non è un&#8217;entità unica ma una concertazione di comportamenti deliberatamente colposi.<br />
Anche i furbetti non troveranno riparo questa volta.<br />
Il coraggio! Ah! Sì! Il coraggio di dire no come i bambini. Questo passo elementare è stato il primo a scomparire. L&#8217;indifferenza ha fatto il resto. E ora, come padri e madri che non filiano più o non hanno mai filiato restiamo a guardare il mondo che viene come se non ci appartenesse. D&#8217;altronde siamo figli delle storie e con le storie e delle storie non si ciba l&#8217;uomo.</p>
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		<title>Di: Gloria K.</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2011/08/19/quell%e2%80%99-ottusa-guerra-contro-i-principi-democratici/comment-page-1/#comment-4463</link>
		<dc:creator>Gloria K.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 13:58:43 +0000</pubDate>
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		<description>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/25/diritti-delle-donne-calpestati-deuropacontro-violenze-national-action-plan/173126/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/25/diritti-delle-donne-calpestati-deuropacontro-violenze-national-action-plan/173126/" rel="nofollow">http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/25/diritti-delle-donne-calpestati-deuropacontro-violenze-national-action-plan/173126/</a></p>
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		<title>Di: Anna Rossi</title>
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		<dc:creator>Anna Rossi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 14:43:28 +0000</pubDate>
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		<description>VI PREGHEREI DI LEGGERLA:

•gianni di francia scrive: 
16 novembre 2011 alle 19:02
Vorrei fornire qualche elemento di critica costruttiva su quanto scritto dalla signora Pamela, della quale apprezzo lo spirito costruttivo e sopratutto la buonafede che emerge dalle sue parole.
Cara Pamela, nel leggere il suo post non posso che rendermi conto di come ciò che Cremaschi chiama il Bocconismo, ma che si potrebbe semplicemente definire Liberismo, Milton Friedmanismo eccetera, sia ormai diventato senso comune, “mainstream”, ovvero “Ideologia”.
Ebbene, dovrebbe essere felice e soddisfatta, in quanto questo insieme di dottrine ed insegnamenti di cui la Bocconi non rappresenta altro che uno dei tanti laboratori, questo pensiero “unico” è al comando dell’economia in quasi tutto il globo da quasi quarant’anni. A partire dal ‘73, c’è chi dice anche da prima, ovunque nel mondo le politiche degli stati, le ricette di innumerevoli Think Tank, le raccomandazioni delle istituzioni transnazionali tipo FMI o Banca Mondiale, non fanno altro che ripetere, fino alla noia, le stesse ricette. Ebbene, avete vinto, avete plasmato le economie del pianeta, sia attraverso “Shock Treatment” come raccomandava Milton Friedman e come applicato dal buon Pinochet in Cile nel 73, oppure attraverso lente ma continue erosioni del welfare, dei salari e del tenore di vita della classe dei produttori, attuate nel corso degli ultimi decenni nei paesi ad economia avanzata, Nord America ed Europa in primis; avete plasmato il mondo a vostra immagine e somiglianza. Ripeto, avete vinto. Qual’è il problema? C’è ancora qualche tenue resistenza in Italia o in Francia? Le pensioni di anzianità? L’articolo 18? Non siete ancora riusciti ad instaurare un nuovo feudalesimo, una classe di ricchissimi e potenti magnati che controlla l’intero ciclo di produzione della ricchezza, mantenuto da masse di ignari servi della gleba? Mi faccia capire, è questo l’obiettivo del vostro liberismo? Beh, siamo sulla buona strada, complimenti.
Tornando a cose concrete: licenziamento facile anche per chi ha il tempo indeterminato, giusto? Così è più facile assumere, dite. Bene: siete pronti, voi Bocconiani, ad appoggiare la creazione di un sistema di sostegno al reddito come esiste nei paesi scandinavi, ad esempio? Tipo: io lavoro per le Ferrovie della Stato, vengo licenziato perché non ci sono più soldi da trasferire agli enti locali che finanziano il trasporto pubblico, i soldi servono a pagare il 7% di interesse sul debito pubblico contrattato sul mercato secondario. Va bene, vengo licenziato. Me li date 1600/1800 euro al mese di sussidio di disoccupazione, nel mentre mi industrio a trovare un’altra occupazione che mi permetta lo stesso tenore di vita che avevo in precedenza? Si?? Siete sicuri, cari bocconiani, che in Italia siamo capaci si mettere su un tale sistema di integrazione del reddito per i disoccupati che permetta di fare a meno delle protezioni a cui hanno diritto i lavoratori a tempo indeterminato? Se sì, sapete come finanziare tale sistema di tipo scandinavo? Dove li volete prendere i soldi? Sa, cara Pamela, non basterebbe mica l’abolizione della pensione di anzianità per finanziare un welfare di questo tipo…eh no. Ci vorrebbe il recupero totale dei 200 mld annui di evasione fiscale, cosa che, come ben sa, non è possibile fare dall’oggi al domani, ma che richiede anni e anni di pianificazione, di cambiamento nella cultura e nella mentalità delle persone. A me, lavoratore dipendente a tempo indeterminato, si chiede di rinunciare allegramente alle protezioni che garantiscono a me, mia moglie, i miei figli di avere un tenore di vita appena decente, giusto? E mi dica, Pamela, a quel signore settantenne al quale ogni mese pago l’affitto, signore mite ed educato che nella mia città possiede un centinaio di appartamenti, alcuni in fitto, altri vuoti, tanti dai quali percepisce rendite non dichiarate….ebbene, di questo mite vecchietto i cui rampolli passano giornate intere sui yacht in costiera amalfitana a sniffare cocaina, voi della Bocconi vi occupate mai? Perché io sento solo parlare di pensioni di anzianità, di “rigidità” (che significa poi che io e mia moglie non andiamo a dormire sotto i ponti, ecco la rigidità) di popolazione che invecchia (e mi dica come mai abbiamo il 30% di disoccupazione giovanile….non ci sono troppi vecchi e pochi giovani che lavorano? Com’è che abbiamo tutti ’sti ragazzi a spasso mentre si ripete il mantra che siamo diventando vecchi!!! No, dico, MATEMATICAMENTE siamo tutti vecchi quindi le aziende dovrebbe fare a cazzotti per assumere giovani, no? Matematicamente, dico….): Pamela, non si rende conto che questo discorso è pura ideologia? Noi in Italia ce li abbiamo tutti questi signori ricchi che sono disposti a rischiare il proprio capitale per fare impresa? Rischiare significa mettere i soldi di tasca propria, non fare le scalate coi soldi delle banche, salvo poi mettere il debito contratto nel bilancio della Telecom di turno…. Ci sono questi capitalisti puri che sono disposti a rischiare la propria ricchezza perché hanno un’idea, vogliono produrre qualcosa di innovativo e che richiede l’apporto di tanti giovani lavoratori, operai o ingegneri o genetisti che siano, ai quali possano offrire uno stipendio sicuro e decente, in modo che non vadano a dare tale prezioso contributo, quello dell’intelligenza e dell’ardimento della gioventù, ad altre economie più saggiamente amministrate. Se ci fossero in Italia questi capitalisti, ed io penso che ci siano, ma non in un numero tale da costituire “sistema”, bene, allora possiamo sederci ad un tavolo, io lavoratore e tu capitalista, e pensare al futuro di questo paese. Cara Pamela, guardiamoci intorno, però. Lo sappiamo bene chi sono e cosa fanno i signori italiani che possiedono gli strumenti finanziari, i capitali necessari per fare impresa. Sappiamo bene come i nostri Della Valle, Ligresti, Benetton, giusto per dire qualche nome che mi viene in mente adesso, che tipo di “impresa” preferiscono: questi signori prediligono quel tipo di capitalismo che gli anglosassoni hanno definito con un termine davvero efficace: tollbooth economy, economia del pedaggio. Funziona così: io ricco finanziere faccio pressione sui politici, che tanto frequentiamo gli stessi salotti, per farmi pagare sempre meno tasse, anno dopo anno, meno tasse….mi faccio fare regolamenti dall’agenzia delle entrate che recepiscano l’ultima moda dell’abolizione del controllo sui movimenti dei capitali. Quindi, se prima dovevo pericolosamente portare il cash oltre confine, adesso per depositarlo sul conto corrente in Svizzera o Jersey, grazie alla deregulation, è tutto molto facile e LEGALE. Quindi alla povera agenzia delle entrate le entrano meno soldini, perché i ricchi come me li portano tutti all’estero, e quindi il ministero del tesoro deve fare l’asta di BOT o di BTP più consistente, anno, dopo anno. Ecco il debito pubblico. Crisi. Oddio che facciamo adesso? Facile: i salariati con trattenuta alla fonte stanno là come pecore da tosare…. TOSIAMOLE! Amato, Ciampi, Dini, Berlusca, Prodi eccetera eccetera dove sono andati a prenderli i soldi per fare le manovre finanziarie? Dai vari Benetton, Ligresti, Tronchetti? No, dai lavoratori. Negli ultimi decenni è stato messo su un enorme processo di trasferimento di ricchezza, ovvero redistribuzione del reddito, dal monte salari al monte profitti/rendite. Sia chiaro, non direttamente: la cosa avrebbe generato conflitti; semplicemente riducendo sempre di più il contributo alla fiscalità generale richiesto alla classe del profitto/rendita, “starving the beast” come disse Ronald Reagan, affamando la bestia, ovvero impoverendo lo stato sul fronte delle entrate, generando crisi di bilancio a ripetizione, e dunque la necessità di mettere sù manovre di bilancio per recuperare ciò che mancava, sottraendolo al “parco buoi”, il popolo della ritenuta alla fonte. Ma ve le spiegano queste cose alla Bocconi? Glie lo chiedo solo per curiosità.
Ah, cara Pamela, un’ultima cosa, e le chiedo scusa fin da ora perché si tratta di pura polemica questa, ma in qualche modo rientra nella discussione.
Non sarebbe meglio, anziché avere la carità della borsa di studio dai ricchi proprietari della Università Bocconi, avere una scuola pubblica ben finanziata che impieghi i migliori insegnanti, professori e ricercatori disponibili sul mercato, pagandoli in modo adeguato, e sopratutto una scuola i cui ranghi non siano aperti solo ai ricchi, o a pochi meritevoli fortunati come lei, ma a tutti, e ripeto, tutti i MERITEVOLI? In Svezia hanno speso “barche” di soldi per mettere su scuole nei peggiori ghetti delle peggiori periferie, dotandole dei migliori insegnanti del paese, ben pagati ovviamente, delle strutture più all’avanguardia, insomma le migliori scuole nei peggiori posti per la gente più povera e disagiata. Lo hanno fatto per un semplice motivo: la ricchezza di una nazione è inversamente proporzionale alla disuguaglianza vigente in tale nazione.
La saluto, cara Pamela, augurandomi che lei possa un giorno riscoprire, nel corso dei suoi studi che spero vivamente continuino per tutta la sua carriera, le idee di economisti che avevano a cuore non solo i numeri, ma le vite concrete di persone in carne ed ossa, quali..che so, Keynes, Caffè, lo stesso professore di Monti, Tobin ma anche, perché no, Karl Marx.
In bocca al lupo,
Gianni Di Francia,
ferroviere a tempo indeterminato (chissà per quanto ancora…)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>VI PREGHEREI DI LEGGERLA:</p>
<p>•gianni di francia scrive:<br />
16 novembre 2011 alle 19:02<br />
Vorrei fornire qualche elemento di critica costruttiva su quanto scritto dalla signora Pamela, della quale apprezzo lo spirito costruttivo e sopratutto la buonafede che emerge dalle sue parole.<br />
Cara Pamela, nel leggere il suo post non posso che rendermi conto di come ciò che Cremaschi chiama il Bocconismo, ma che si potrebbe semplicemente definire Liberismo, Milton Friedmanismo eccetera, sia ormai diventato senso comune, “mainstream”, ovvero “Ideologia”.<br />
Ebbene, dovrebbe essere felice e soddisfatta, in quanto questo insieme di dottrine ed insegnamenti di cui la Bocconi non rappresenta altro che uno dei tanti laboratori, questo pensiero “unico” è al comando dell’economia in quasi tutto il globo da quasi quarant’anni. A partire dal ‘73, c’è chi dice anche da prima, ovunque nel mondo le politiche degli stati, le ricette di innumerevoli Think Tank, le raccomandazioni delle istituzioni transnazionali tipo FMI o Banca Mondiale, non fanno altro che ripetere, fino alla noia, le stesse ricette. Ebbene, avete vinto, avete plasmato le economie del pianeta, sia attraverso “Shock Treatment” come raccomandava Milton Friedman e come applicato dal buon Pinochet in Cile nel 73, oppure attraverso lente ma continue erosioni del welfare, dei salari e del tenore di vita della classe dei produttori, attuate nel corso degli ultimi decenni nei paesi ad economia avanzata, Nord America ed Europa in primis; avete plasmato il mondo a vostra immagine e somiglianza. Ripeto, avete vinto. Qual’è il problema? C’è ancora qualche tenue resistenza in Italia o in Francia? Le pensioni di anzianità? L’articolo 18? Non siete ancora riusciti ad instaurare un nuovo feudalesimo, una classe di ricchissimi e potenti magnati che controlla l’intero ciclo di produzione della ricchezza, mantenuto da masse di ignari servi della gleba? Mi faccia capire, è questo l’obiettivo del vostro liberismo? Beh, siamo sulla buona strada, complimenti.<br />
Tornando a cose concrete: licenziamento facile anche per chi ha il tempo indeterminato, giusto? Così è più facile assumere, dite. Bene: siete pronti, voi Bocconiani, ad appoggiare la creazione di un sistema di sostegno al reddito come esiste nei paesi scandinavi, ad esempio? Tipo: io lavoro per le Ferrovie della Stato, vengo licenziato perché non ci sono più soldi da trasferire agli enti locali che finanziano il trasporto pubblico, i soldi servono a pagare il 7% di interesse sul debito pubblico contrattato sul mercato secondario. Va bene, vengo licenziato. Me li date 1600/1800 euro al mese di sussidio di disoccupazione, nel mentre mi industrio a trovare un’altra occupazione che mi permetta lo stesso tenore di vita che avevo in precedenza? Si?? Siete sicuri, cari bocconiani, che in Italia siamo capaci si mettere su un tale sistema di integrazione del reddito per i disoccupati che permetta di fare a meno delle protezioni a cui hanno diritto i lavoratori a tempo indeterminato? Se sì, sapete come finanziare tale sistema di tipo scandinavo? Dove li volete prendere i soldi? Sa, cara Pamela, non basterebbe mica l’abolizione della pensione di anzianità per finanziare un welfare di questo tipo…eh no. Ci vorrebbe il recupero totale dei 200 mld annui di evasione fiscale, cosa che, come ben sa, non è possibile fare dall’oggi al domani, ma che richiede anni e anni di pianificazione, di cambiamento nella cultura e nella mentalità delle persone. A me, lavoratore dipendente a tempo indeterminato, si chiede di rinunciare allegramente alle protezioni che garantiscono a me, mia moglie, i miei figli di avere un tenore di vita appena decente, giusto? E mi dica, Pamela, a quel signore settantenne al quale ogni mese pago l’affitto, signore mite ed educato che nella mia città possiede un centinaio di appartamenti, alcuni in fitto, altri vuoti, tanti dai quali percepisce rendite non dichiarate….ebbene, di questo mite vecchietto i cui rampolli passano giornate intere sui yacht in costiera amalfitana a sniffare cocaina, voi della Bocconi vi occupate mai? Perché io sento solo parlare di pensioni di anzianità, di “rigidità” (che significa poi che io e mia moglie non andiamo a dormire sotto i ponti, ecco la rigidità) di popolazione che invecchia (e mi dica come mai abbiamo il 30% di disoccupazione giovanile….non ci sono troppi vecchi e pochi giovani che lavorano? Com’è che abbiamo tutti ’sti ragazzi a spasso mentre si ripete il mantra che siamo diventando vecchi!!! No, dico, MATEMATICAMENTE siamo tutti vecchi quindi le aziende dovrebbe fare a cazzotti per assumere giovani, no? Matematicamente, dico….): Pamela, non si rende conto che questo discorso è pura ideologia? Noi in Italia ce li abbiamo tutti questi signori ricchi che sono disposti a rischiare il proprio capitale per fare impresa? Rischiare significa mettere i soldi di tasca propria, non fare le scalate coi soldi delle banche, salvo poi mettere il debito contratto nel bilancio della Telecom di turno…. Ci sono questi capitalisti puri che sono disposti a rischiare la propria ricchezza perché hanno un’idea, vogliono produrre qualcosa di innovativo e che richiede l’apporto di tanti giovani lavoratori, operai o ingegneri o genetisti che siano, ai quali possano offrire uno stipendio sicuro e decente, in modo che non vadano a dare tale prezioso contributo, quello dell’intelligenza e dell’ardimento della gioventù, ad altre economie più saggiamente amministrate. Se ci fossero in Italia questi capitalisti, ed io penso che ci siano, ma non in un numero tale da costituire “sistema”, bene, allora possiamo sederci ad un tavolo, io lavoratore e tu capitalista, e pensare al futuro di questo paese. Cara Pamela, guardiamoci intorno, però. Lo sappiamo bene chi sono e cosa fanno i signori italiani che possiedono gli strumenti finanziari, i capitali necessari per fare impresa. Sappiamo bene come i nostri Della Valle, Ligresti, Benetton, giusto per dire qualche nome che mi viene in mente adesso, che tipo di “impresa” preferiscono: questi signori prediligono quel tipo di capitalismo che gli anglosassoni hanno definito con un termine davvero efficace: tollbooth economy, economia del pedaggio. Funziona così: io ricco finanziere faccio pressione sui politici, che tanto frequentiamo gli stessi salotti, per farmi pagare sempre meno tasse, anno dopo anno, meno tasse….mi faccio fare regolamenti dall’agenzia delle entrate che recepiscano l’ultima moda dell’abolizione del controllo sui movimenti dei capitali. Quindi, se prima dovevo pericolosamente portare il cash oltre confine, adesso per depositarlo sul conto corrente in Svizzera o Jersey, grazie alla deregulation, è tutto molto facile e LEGALE. Quindi alla povera agenzia delle entrate le entrano meno soldini, perché i ricchi come me li portano tutti all’estero, e quindi il ministero del tesoro deve fare l’asta di BOT o di BTP più consistente, anno, dopo anno. Ecco il debito pubblico. Crisi. Oddio che facciamo adesso? Facile: i salariati con trattenuta alla fonte stanno là come pecore da tosare…. TOSIAMOLE! Amato, Ciampi, Dini, Berlusca, Prodi eccetera eccetera dove sono andati a prenderli i soldi per fare le manovre finanziarie? Dai vari Benetton, Ligresti, Tronchetti? No, dai lavoratori. Negli ultimi decenni è stato messo su un enorme processo di trasferimento di ricchezza, ovvero redistribuzione del reddito, dal monte salari al monte profitti/rendite. Sia chiaro, non direttamente: la cosa avrebbe generato conflitti; semplicemente riducendo sempre di più il contributo alla fiscalità generale richiesto alla classe del profitto/rendita, “starving the beast” come disse Ronald Reagan, affamando la bestia, ovvero impoverendo lo stato sul fronte delle entrate, generando crisi di bilancio a ripetizione, e dunque la necessità di mettere sù manovre di bilancio per recuperare ciò che mancava, sottraendolo al “parco buoi”, il popolo della ritenuta alla fonte. Ma ve le spiegano queste cose alla Bocconi? Glie lo chiedo solo per curiosità.<br />
Ah, cara Pamela, un’ultima cosa, e le chiedo scusa fin da ora perché si tratta di pura polemica questa, ma in qualche modo rientra nella discussione.<br />
Non sarebbe meglio, anziché avere la carità della borsa di studio dai ricchi proprietari della Università Bocconi, avere una scuola pubblica ben finanziata che impieghi i migliori insegnanti, professori e ricercatori disponibili sul mercato, pagandoli in modo adeguato, e sopratutto una scuola i cui ranghi non siano aperti solo ai ricchi, o a pochi meritevoli fortunati come lei, ma a tutti, e ripeto, tutti i MERITEVOLI? In Svezia hanno speso “barche” di soldi per mettere su scuole nei peggiori ghetti delle peggiori periferie, dotandole dei migliori insegnanti del paese, ben pagati ovviamente, delle strutture più all’avanguardia, insomma le migliori scuole nei peggiori posti per la gente più povera e disagiata. Lo hanno fatto per un semplice motivo: la ricchezza di una nazione è inversamente proporzionale alla disuguaglianza vigente in tale nazione.<br />
La saluto, cara Pamela, augurandomi che lei possa un giorno riscoprire, nel corso dei suoi studi che spero vivamente continuino per tutta la sua carriera, le idee di economisti che avevano a cuore non solo i numeri, ma le vite concrete di persone in carne ed ossa, quali..che so, Keynes, Caffè, lo stesso professore di Monti, Tobin ma anche, perché no, Karl Marx.<br />
In bocca al lupo,<br />
Gianni Di Francia,<br />
ferroviere a tempo indeterminato (chissà per quanto ancora…)</p>
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		<title>Di: Anna Rossi</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2011/08/19/quell%e2%80%99-ottusa-guerra-contro-i-principi-democratici/comment-page-1/#comment-4350</link>
		<dc:creator>Anna Rossi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 10:31:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.comitatoperwandamontanelli.com/?p=328#comment-4350</guid>
		<description>Gabriella Says:
ottobre 25th, 2011 at 13:34 


“Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso”

Chiedilo ai deportati nei lager del mondo se davvero non si arriva a far sentire un uomo inferiore.

Per restare &quot;LUCIDI&quot; occorre vigilare e non mi sembra che l&#039;uomo comune sia in grado di badare neppure alle sue pecore.

Quindi si può umiliare, schiacciare, annientare l&#039;essere umano perchè reso servo...il più delle volte a sua insaputa.

Per i deliri di onnipotenza della cultura italiana farei un pò attenzione.

Mai stati dei rivoluzionari. La nostra reattività è la cartina al tornasole di un risentito di oppressi atavici che hanno ispirato brillanti menti e grandi sentimenti ma non hanno mai dato fuoco alle micce di un bottom up rivoluzionario.

Lasciamo per ciò merito alla Francia che in tema di rivoluzione ne sa certo più di noi.

I nostri intellettuali lasciano che si attacchi arte e cultura con lo stesso atteggiamento che li vide piegare la testa durante il periodo fascista (ricordo che in tutta Italia solo 12 professori universitari non aderirono al partto e natualmente persero il posto).

Di nobile e di spessore non ci trovo nulla.

Ho trovato più coerenza e amore per l&#039;Italia in Diego Della Valle con i suoi annunci sul giornale (pagati di tasca sua), con la ristrutturazione devoluta a favore del Colosseo etc.   che qualsiasi altro falso padre della patria titolato ad esserlo.

Passi il politico comprato e corrotto e di basso profilo sono scelti volutamente in qs tempo storico)

ma

un intellettuale no! Inaccettabile la mancanza di pulizia intellettuale!

Anna Rossi
Resp Rel Est ONERPO</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gabriella Says:<br />
ottobre 25th, 2011 at 13:34 </p>
<p>“Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso”</p>
<p>Chiedilo ai deportati nei lager del mondo se davvero non si arriva a far sentire un uomo inferiore.</p>
<p>Per restare &#8220;LUCIDI&#8221; occorre vigilare e non mi sembra che l&#8217;uomo comune sia in grado di badare neppure alle sue pecore.</p>
<p>Quindi si può umiliare, schiacciare, annientare l&#8217;essere umano perchè reso servo&#8230;il più delle volte a sua insaputa.</p>
<p>Per i deliri di onnipotenza della cultura italiana farei un pò attenzione.</p>
<p>Mai stati dei rivoluzionari. La nostra reattività è la cartina al tornasole di un risentito di oppressi atavici che hanno ispirato brillanti menti e grandi sentimenti ma non hanno mai dato fuoco alle micce di un bottom up rivoluzionario.</p>
<p>Lasciamo per ciò merito alla Francia che in tema di rivoluzione ne sa certo più di noi.</p>
<p>I nostri intellettuali lasciano che si attacchi arte e cultura con lo stesso atteggiamento che li vide piegare la testa durante il periodo fascista (ricordo che in tutta Italia solo 12 professori universitari non aderirono al partto e natualmente persero il posto).</p>
<p>Di nobile e di spessore non ci trovo nulla.</p>
<p>Ho trovato più coerenza e amore per l&#8217;Italia in Diego Della Valle con i suoi annunci sul giornale (pagati di tasca sua), con la ristrutturazione devoluta a favore del Colosseo etc.   che qualsiasi altro falso padre della patria titolato ad esserlo.</p>
<p>Passi il politico comprato e corrotto e di basso profilo sono scelti volutamente in qs tempo storico)</p>
<p>ma</p>
<p>un intellettuale no! Inaccettabile la mancanza di pulizia intellettuale!</p>
<p>Anna Rossi<br />
Resp Rel Est ONERPO</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Anna Rossi</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2011/08/19/quell%e2%80%99-ottusa-guerra-contro-i-principi-democratici/comment-page-1/#comment-4349</link>
		<dc:creator>Anna Rossi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 10:12:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.comitatoperwandamontanelli.com/?p=328#comment-4349</guid>
		<description>Gabriella Says:
ottobre 25th, 2011 at 13:34 

Occorre perdere ogni paura e divenire irriverenti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gabriella Says:<br />
ottobre 25th, 2011 at 13:34 </p>
<p>Occorre perdere ogni paura e divenire irriverenti</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Gabriella</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2011/08/19/quell%e2%80%99-ottusa-guerra-contro-i-principi-democratici/comment-page-1/#comment-4348</link>
		<dc:creator>Gabriella</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 12:34:42 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso&quot;
 disse Anna Eleanor Roosevelt e i diritti di sentirci all&#039;altezza non ce li tolgono pe un ventennio di politica senza capo nè coda. Berlusconi passerà, e lo spessore della cultura italiana resta, in ogni campo ma in primo luogo sull&#039;interpretazione dei diritti universali e la democrazia reale, che presto soppianterà questa fittizia concatenata ad un uomo virtuale.
Gabriella</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso&#8221;<br />
 disse Anna Eleanor Roosevelt e i diritti di sentirci all&#8217;altezza non ce li tolgono pe un ventennio di politica senza capo nè coda. Berlusconi passerà, e lo spessore della cultura italiana resta, in ogni campo ma in primo luogo sull&#8217;interpretazione dei diritti universali e la democrazia reale, che presto soppianterà questa fittizia concatenata ad un uomo virtuale.<br />
Gabriella</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: sergio</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2011/08/19/quell%e2%80%99-ottusa-guerra-contro-i-principi-democratici/comment-page-1/#comment-4346</link>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 17:34:52 +0000</pubDate>
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		<description>siamo alla berlina del mondo,   &quot; i sorrisini d&#039;intesa tra Merkel e Sarkozy in conferenza stampa, al solo pronunciare il nome Berlusconi, aprono un caso diplomatico. ...&quot;, maera per farci ridere dietro che abbiamo fatto l&#039;Europa?
sergio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>siamo alla berlina del mondo,   &#8221; i sorrisini d&#8217;intesa tra Merkel e Sarkozy in conferenza stampa, al solo pronunciare il nome Berlusconi, aprono un caso diplomatico. &#8230;&#8221;, maera per farci ridere dietro che abbiamo fatto l&#8217;Europa?<br />
sergio</p>
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		<title>Di: Gloria K.</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2011/08/19/quell%e2%80%99-ottusa-guerra-contro-i-principi-democratici/comment-page-1/#comment-4345</link>
		<dc:creator>Gloria K.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 14:04:35 +0000</pubDate>
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		<description>Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello!

PURGATORIO CANTO VI - 78</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ahi serva Italia, di dolore ostello,<br />
nave sanza nocchiere in gran tempesta,<br />
non donna di provincie, ma bordello!</p>
<p>PURGATORIO CANTO VI &#8211; 78</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Anna Rossi</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2011/08/19/quell%e2%80%99-ottusa-guerra-contro-i-principi-democratici/comment-page-1/#comment-4344</link>
		<dc:creator>Anna Rossi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 08:34:23 +0000</pubDate>
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		<description>http://www.youtube.com/watch?v=shUiFXIxUs8&amp;feature=player_embedded


l&#039;ITALIA non è l&#039;ISLANDA....una notizia sottaciuta.

Sappiamo e facciamo finta di non sapere....finiremo arrosto come ...nei secoli dei secoli...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=shUiFXIxUs8&amp;feature=player_embedded" rel="nofollow">http://www.youtube.com/watch?v=shUiFXIxUs8&amp;feature=player_embedded</a></p>
<p>l&#8217;ITALIA non è l&#8217;ISLANDA&#8230;.una notizia sottaciuta.</p>
<p>Sappiamo e facciamo finta di non sapere&#8230;.finiremo arrosto come &#8230;nei secoli dei secoli&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: patrizia</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2011/08/19/quell%e2%80%99-ottusa-guerra-contro-i-principi-democratici/comment-page-1/#comment-4343</link>
		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 16:43:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.comitatoperwandamontanelli.com/?p=328#comment-4343</guid>
		<description>l&#039;inchiesa di riccardo iacona su rai3 ieri ha dimostrato che siamo in mano a degli inconcludenti sia uomini di governo, sia tutti gli apparati che dovrebbero spingere l&#039;economia e la produzione industriale investendo sui giovani, che in italia sono sfruttati e senza possibilità di farsi un futuro. di questi incapaci siamo stufi, e quando se ne vanno è già tardi per i danno che la loro presenza ha arrecato al paese.
patrizia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>l&#8217;inchiesa di riccardo iacona su rai3 ieri ha dimostrato che siamo in mano a degli inconcludenti sia uomini di governo, sia tutti gli apparati che dovrebbero spingere l&#8217;economia e la produzione industriale investendo sui giovani, che in italia sono sfruttati e senza possibilità di farsi un futuro. di questi incapaci siamo stufi, e quando se ne vanno è già tardi per i danno che la loro presenza ha arrecato al paese.<br />
patrizia</p>
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