(pensieri liberi di un politico “alla moda”)
E’ lei la colpevole.
Non prende compensi. Non cambia vestiti a gusto di Pigmalione. Dà i numeri e li interpreta a suo modo. Se la crede, eccome se se la crede! Anziana com’è farebbe bene ad andare in pensione e lasciare il posto ad altre più avvenenti e moderne. Che dobbiamo farcene di lei? Bisogna assolutamente sostituirla. Sì, dobbiamo proprio farlo e interrompere quei suoi vaneggiamenti su diritti, doveri, dignità, lavoro.
Ci ha stancato con i suoi numeri. Insomma dà proprio fastidio la cifra del suo impegno. Animo, leggerezza ci vuole! Cambiamento, globalizzazione e vita nuova!
Per esempio in questi giorni il numero 41 che ritorna come un tormentone. Che vuol dire Lavoro sociale? Roba di altri tempi. Il lavoro è lavoro e basta. I lavoratori della Fiat di Pomigliano devono essere “inquadrati”, e scordarsi che il 41 sia tollerabile quando considera ancora attuabile la frase: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana…”
Questa è pura follia! Se io ti dico che ho bisogno di mettere le pari opportunità tra i cinesi, i polacchi e gli italiani, tu che fai, mi metti davanti i fini sociali?
Ma i fini d’impresa? Questi contano. I tempi son cambiati. C’è concorrenza, c’è! E basta con questi egoismi. La globalizzazione non è forse un livellamento planetario dei diritti sociali? Mica vi illudevate di livellare i cinesi e gli indiani verso l’alto? E’ al contrario che si fa! Di che vi lamentate? Non si pretende infine di dare le frustate come nei call center! Noi non diamo frustate cambiamo i diritti fondamentali alle origini. Perché se c’è da lavorare è questo che conta. Si lavora sempre. Di notte, di giorno, e poche chiacchiere. Facciamola finita con il diritto di sciopero… A ordine si obbedisce. Punto. O volere o volare. Se no si va in Asia, in India, a produrre con costi cinesi e ricavi europei! Anche questo è diritto d’impresa.
Di che dignità parli lavoratore? La fabbrica è la tua famiglia, il datore di lavoro vuole il tuo bene. L’utilità sociale è nella ricchezza. La mia, che quando guadagno, guadagno io, quando perdo, perdiamo noi. Così è una vera condivisione del rischio! Ve lo condividete tra tutti voi salariati, non siete contenti? Mal comune mezzo gaudio.
Come pure l’art. 3. “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.” Ma che cavolata! Come si può pensare che un leader di successo possa essere trattato come uno qualsiasi. E’ comunista la femmina che porta avanti questi numeri!
Il numero 18 poi “ (…) Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare”. Ma che pirlata! Le associazioni devono essere segrete se no che gusto c’è? Il problema è invece che di segreto resta ben poco e con le intercettazioni scoprono i fatti da tenere nascosti. Roba che il popolo non può capire ed è per il loro bene che è meglio non dare ansie su come si spendono i quattrini pubblici, chi guadagna chi perde, chi fa favori chi li prende. La gente non può capire ed è meglio non far sapere. Senza intercettazioni non si sarebbe mai saputo che Scajola era stato, suo malgrado, beneficiato di una casa con 900 mila euro. In fondo son fatti suoi. La casa è un diritto anche per un ministro, o no?
L’avete sentita quella femmina quando si fissa con il numero 21? E il ventuno di qua il ventuno di là. Ma cos’avevano bevuto i padri costituenti quando hanno scritto il testo: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Col cavolo!
Regolamentiamo invece. Legge bavaglio la chiamano. Esagitati. Comunisti due volte.
Io ho l’esigenza di cambiare soprattutto qui. Non si permetteranno più intercettazioni che rompono il nostro progetto di leadership e mettono in discussione tutto. C’è, adesso, troppo spazio ai facinorosi, e a strampalate idee di parità di trattamento tra uomini e donne, bianchi, neri, agnostici, religiosi…
Il numero 51 è quello che non si sa che cosa reclami: “la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini…”. Che presunzione! Ma siamo matti?
Altro numero bizzarro è il 37: ”La donna lavoratrice ha diritto alle stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. “Ma se vanno in pensione prima! Son strane ‘ste donne. Come si fa a farle guadagnare uguale. Costano di meno perché poi devono andare a casa a fare il resto. Non è che poi pagandole troppo si esaltano e a casa non fanno il loro dovere: lavare, stirare, cucinare, far da badanti!”. Che incoerenza. Tutte vogliono andare in pensione prima e l’unica che non riusciamo a mandar via è lei. Questa qui che dà i numeri da sessant’anni e rompe l’equilibrio. Il mio.
Il problema che ci son troppi che la difendono anche dal mio schieramento. Non capiscono che un’azienda è un’azienda e il pensiero unico di colui che comanda è quello vincente. Se potessi fare a modo io, come sempre ho fatto, avrei già risolto. L’avrei cambiata e buona notte!
L’avrei anzi “sostituita” con un’altra. Così si fa, e così molti di noi fanno, anche dallo schieramento opposto. Specie in politica dove occorre stare attenti a chi ci può dare confronti sulle idee. A donna adulta si sostituisce donna giovane, meglio se minorenne. A donna competente, si sostituisce donna libera e anagraficamente allettante.
Cosa crede di essere questa signora Costituzione? Insostituibile? Non è femmina anche lei? Allora è rimpiazzabile come tutte le femmine. Così seria, autorevole, prestigiosa, altera. Democratica dicono. Ma facciamola finita! Ce l’ho io in mente che cosa è la libertà della democrazia. La democrazia è quella situazione in cui niente è inamovibile quando c’è di mezzo il vantaggio di chi comanda.
Quello che mi occorre è una bella Costituzioncina, giovane-giovane. Qualcosa da conformare alle mie esigenze, da usare a piacimento, pagare e mollare quando non serve più. E’ questo il concetto di gentil sesso che mi piace.
Diciamo la verità, la Costituzione mi piacerebbe libera, modificabile, assoggettata, emancipata e remunerabile. Come una escort, come una delle tante belle ragazze premiate con candidature e assessorati. Ripensandoci mi sovviene come sono sempre stato generoso con le donne! In tante mi sono grate. Lo sarebbe anche lei se non si desse troppe arie. Troppo ancorata al passato. Pessima femmina. Non fa per me.
Il sistema funziona così. Lei se ne andrà. Non la cambierò solo parzialmente. La “sostituirò” con una giovane, pronta, libera e sottomessa. Intelligente, mica no. Perché a me le donne piace valorizzarle. Un po’ zoccola, un po’ sorella, un po’ madre un po’ amica. Una da mettere sotto. Vivace e spiritosa, leggera e rinfrescante, carina e dissentante. Una bellissima nuova “Costituzione da bere”.
Wanda Montanelli
giugno 20th, 2010 at 21:40
come te wanda immagino che legare le modifiche all’art. 41 mentre si sciopera a Pomigliano è un impastare vantaggi imprenditiriali, anche giusti e leggittimi, per dare dello zucchero allo scopo di far ingoiare medicine amare sui diritti e la dignità dei lavoratori.
marta chiverri
giugno 20th, 2010 at 21:51
Sancire la libertà di iniziativa è ottimo, sono d’accordo come la maggioranza degli italiani. Una variabile positiva va detta, ma tutte le altre manovre contro la libertà di stampa e contro la magistratura inficiano la ciliegina ( così può considerarsi) sulla torta avvelenata.
Luigi
giugno 20th, 2010 at 22:30
i costumi sono liberati oltre ogni limite e si crede di avere diritto di eliminare la serietà delle intenzioni dei fatti e delle regole. quando l’uomo e la donna perdono il rispetto di sè si torna al mondo animale dove uno sbrana l’altro. vedo la nuova politica come una selva dove ognuno può aggredire l’altro. non c’è la pace del cuore , il principio di fratellanza, e il convivere civile, tra lavoratori di qualsiasi razza, sesso, religione. mi sgomenta il dichiararsi legati alla religione di tanti, troppi che si comportano male, ma non si va lontano privi di moralità.
niccodemo
giugno 21st, 2010 at 08:35
da poco è passato alla Camera il legittimo impedimento che permette al premier ed a imputati eccellenti di avvalersi di giustificazioni per non presentarsi davanti ai giudici.
l’altra manovra è il processo breve e le due iniziative hanno l’obiettivo di allungare i processi ed estinguerli. la legge non è uguale per tutti, ma dal momento che gli imputati possono confezionarla a loro piacimento è una legge con un vizio di origine inquinata dalle parti interessate.
michela
giugno 21st, 2010 at 08:51
povera Italia, povera Costituzione, in che mani ci ritroviamo?
Sara
giugno 21st, 2010 at 09:39
Se qualcuno non lo avesse ancora compreso…..sta passando la più grande riforma culturale degli ultimi vent’anni. In una concertazioni di intenti è sparita destra e sinistra. I registi di due films, apparentemente di carattere diverso, puntano sullo stesso finale.
Non ha importanza a questo punto continuare a puntualizzare fatti evidenti in analisi paralizzanti.
O la gente si sveglia o ci ritroveremo in mezzo alla strada come dopo un cataclisma.
Gli italiani si accorsero della follia espansionistica di Mussolini quando cominciarono a contare i propri morti. Evidentemente sono previdenti solo nel risparmio…che guarda casa questa volta è già stato impegnato…ma loro non lo sanno perchè miopi ed individualisti.
LA COSTITUZIONE ITALIANA non ha bisogno di sottolineare il diritto “americano” alla felicità poichè interpreta quest’ultima alla perfezione.
Semmai sono gli italiani che rifiutano la felicità stessa.
Buona giornata!
Anna Rossi
Resp Rel Est ONERPO
giugno 21st, 2010 at 09:45
“L’economia moderna sposta i capitali, quella dei secoli passati spostava gli schiavi. Cambiando nel tempo l’ordine degli schiavi e del capitale, il processo non cambia: la concentrazione del capitale aumenta con l’aumentare degli schiavi”….”Oggi il capitale cerca gli schiavi a buon mercato, la mano d’opera a più basso costo, nei luoghi del mondo in cui le garanzie sociali sono inesistenti e la 626 è un prefisso telefonico. L’economia globale trasforma le Nazioni attraverso una metamorfosi”.
giugno 21st, 2010 at 09:55
E ANCORA:
“Se vuole mantenere un’occupazione le leggi del capitale sono chiare, deve competere con gli altri schiavi. Se rinuncia a ogni diritto, alla pensione, al tfr, alla sicurezza, si può fare”….”E’ l’apoteosi del capitale che pareggia il mondo verso la schiavitù globale. La sfrutta dove già esiste e la crea dove non c’è ancora. Chi detiene il capitale diventa sempre più ricco, gli sfruttati globali sempre più poveri. Il capitale si è evoluto, si è affrancato dagli Stati, spesso si è fatto Stato, corrompe gli Stati, elegge i suoi politici-manager”….
DA: L’APOTEOSI DEL CAPITALE di beppe Grillo.
Sono perfettamente convinta che stia accadendo quanto sopra ai punti 6 e 7. Ho contestato spesso Beppe Grillo e ero in assoluto disaccordo sul non andare a votare anzichè andarci e magari annullare la scheda con rifiuto firmato. trovai una grossa leggerezza questa non informazione dellla contestazione di un diritto che premia la maggioranza comunque anche in assenza di voto.
giugno 21st, 2010 at 10:36
e’ una questione du preparazione culturale piu’ che di malafede.
secondo me chi è favorevole non sa che il diritto di sciopero è un diritto fondamentale che non va intaccato neanche minimamente perche’ poi si crea un vulnus da cui possono entrare delle infezioni al sistema.
giugno 21st, 2010 at 12:05
cristiana_c Says:
giugno 21st, 2010 at 10:36
Cara Cristiana,
il nodo che strozza la questione culturale non è il fatto di non sapere ma l’impossibilità di accesso al sapere.
Se si chiudono i rubinetti dell’informazione e nel contempo si mandano messaggi contraddittori “l’ignorante” ossia colui che ignora inevitabilmente resterà sempre più nel buio della consapevolezza.
Per quanto riguarda le infezioni del sistema in alcune situazioni siamo già alla cancrena.
Se hai dubbi in merito spegni la televisione e gira per le strade d’Italia.
Ho reso l’idea?
giugno 21st, 2010 at 12:16
Purtroppo è proprio vero. E’ un panorama disperante!
giugno 21st, 2010 at 12:32
- AI FINLANDESI NON BASTAVANO UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DONNA E UN GOVERNO PER 11/20 AL FEMMINILE. DA OGGI AVRANNO ANCHE UN PREMIER DONNA
- CHISSA’ SE HANNO CANCELLATO L’INSOPPORTABILE PRIVILEGIO MASCHILE DI ANDARE IN PENSIONE A 65 ANNI
giugno 21st, 2010 at 13:44
alemacri Says:
giugno 21st, 2010 at 12:32
La Finlandia ha raggiunto un primato assoluto: 2 donne occupano contemporaneamente i 2 posti più alti dello Stato.
1) Tanja Kaarina Halonen, 67 anni, eletta 10 anni fa a Capo dello Stato
2) Mari Kiviniemi, 41 anni, ora Primo Ministro.
Attualmente 11 dei 21 ministri attuali finlandesi sono donne.
Ma la storia finlandese segna dal lontano 1907 il decoro della parità e delle opportunità fra i sessi.
Nel 1926 entrò la prima donna al governo come ministro degli Affari sociali ed in seguito le donne ci sono sempre state in buon numero e con portafogli di rilievo.
Una curiosità: lo sapevate che in finlandia il Ministro delle pari opportunità è maschio e si chiama Stefan Wallin?
Pensate che la festa delle donne in questo paese non viene celebrata perchè non vedono che cosa ci sia da festeggiare se non il dramma delle operaie americane morte in fabbrica.
Le finlandesi non mollano e con la loro presenza al 38% nella vita istituzionale sono convinte che ci sia ancora molto da fare davanti al pregiudizio, alla libertà d’impresa ed alla lotta contro la corruzione.
Mio caro Alemacri, se d’insopportabili privilegi maschili dobbiamo proprio parlare, potremmo iniziare da quello del patriarcato che che impartisce un’atavica sofferenza al genere femmnile facendo leva su un potere culturale e materiale che ha avvelenato il globo e continua a partorire ingiustizie e tirannie.
Peccato che le pensioni presto saranno tutte equiparate nonostante il carico inumano di incombenze sulle schiene (e le reni) delle donne!
giugno 21st, 2010 at 14:31
Costituzione da bere, Milano da bere, legalità da bere, parlamento da bere (gli danno fastidio le regole), ministeri da bere. Ma non prenderà una sbornia?
Elisabetta
giugno 21st, 2010 at 21:44
Pubblichiamo il collegamento al discorso del giurista Domenico Gallo al sit-in in difesa della Carta costituzionale organizzato dal popolo viola romano sabato 30 gennaio.
Enrico48
giugno 22nd, 2010 at 12:20
MANCA LA SERIETA’ E LE PERSONE SERIE SONO POCHE. LA DESTRA NON VA CONTRO GLI OPERAI E CI TIENE ALLA STIMA DEI SUOI ELETTORI. LA DESTRA CI TIENE ALLA COSTITUZIONE. TANTO SI SA NEI GIORNI ATTUALI DI COME SI STA IN ACCORDO CON IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. I PROBLEMI LI PORTANO QUELLI CHE VOGLIONO COMANDARE E SE LA COSTITUZIONE IMPEDISCE I LORO PROGETTI NE FANNO CARTA STRACCIA. COMPLIMENTI A VOI COME IL SOLITO.
FRANCO BARZAGHI
giugno 24th, 2010 at 11:41
Signor Barzaghi La ringraziamo per i complimenti.
I problemi vengono creati ad hoc ed alimentati dalla nostra ignoranza e miseria umana.
giugno 24th, 2010 at 19:57
POMIGLIANO
Ho completato la lettura di ECONOMIA CANAGLIA di Loretta Napoleoni, e mi preme ribadire che si tratta di un documento che merita di essere diffuso e letto nel modo piu’ attento, essendo eccezionalmente ricco di informazioni incredibilmente importanti, come tali accuratamente e sistematicamente censurate dall’attuale Comunicazione Occidentale, che rimane tuttavia l’unica a conoscere il valore del suo ruolo nella difesa e realizzazione della Civile Convivenza; anch’essa quindi, vittima o succube della ECONOMIA CANAGLIA.
I fatti che il libro racconta sono talmente estesi, puntuali e comprensibili, che qualunque lettore disposto ad analizzarli e riflettere, acquisisce il patrimonio necessario a migliorare le sue difese proprio contro quel Plagio che alimenta in modo micidiale la delinquenza che dirige l’ECONOMIA CANAGLIA.
Avrei preferito che l’Autrice, come accade nei Paesi anglosassoni, non si fosse lasciata tentare dall’approfittare della Platea, meritata nel suo mestiere di bravissima indagatrice ed analizzatrice di Economia Politica, per scivolare nella tentazione di esporsi con suggerimenti che invece ne esulano, anche se parlo delle sole pagine 254 e 255, una e mezzo su 255, lo 0,6 %.
E’ la stessa osservazione che avevo espresso il 29 maggio commentando MAONOMICS: <>.
A mio avviso, proprio a fronte delle situazioni spaventose che sono presenti oggi sulla terra e sui mari, come raccontato nel libro, ipotizzare che il futuro vedra’ “ gli Stati … coinvolti nell’Economia solo a garanzia della valuta cartacea “ mentre “ la natura canaglia dell’Economia sara’ imbrigliata dalla Sharia “, concetto che poi si ritrova in MAONOMICS, stride con la serieta’ dei temi, e mi ricorda quei Capi d’Azienda inadeguati al ruolo, che si illudono di superare le difficolta’ decentrando l’insieme dell’attivita’ su “ isole autonome “ affidate a specialisti del relativo livello che poi, ovviamente, a maggior ragione nessuno sa coordinare.
Se e’ pur vero che le Religioni sono costruite sulla Missione del Bene, e che il nostro Cristianesimo ed in particolare il Cattolicesimo non sono rimasti vergini dal degrado morale che ha soffocato la Politica in Occidente, non posso dimenticare che, nel quotidiano, la mia maggior difficolta’ di lavoro con l’ambiente musulmano e’ stata l’assillante presenza di istanze d’interesse personale: noi forse dobbiamo ripulire il Tempio ancora una volta nella storia, ma faccio fatica a credere che l’erba del vicino sia piu’ verde.
Di fronte alla CINA, che io ammiro per i risultati che sono sotto gli occhi di tutti coloro che la visitano, dato che cio’ che se ne tocca in Occidente arriva tramite Economia Canaglia, ho un unico mega-timore: l’impreparazione del Potere Pubblico verso la Forza dell’Economia Privata domestica, a loro sconosciuta.
Fuori dalle infantili illusioni, qualsiasi nazione puo’ essere governata da Regimi Dittatoriali che cioe’ detengono tutti i poteri, o Regimi Democratici, nei quali i Poteri sono diversi, autonomi e bilanciati, e fra di essi quello Pubblico detiene l’Autorita’ di formulare le Leggi per delega Popolare e sotto il controllo dei Parlamenti liberamente Eletti dal Popolo: non esistono altre scorciatoie.
Ovvio che i Regimi Dittatoriali non sono in alcun modo in grado di offrire BENESSERE duraturo, ne’ materiale ne’ immateriale ai Popoli, perche’ schiacciano la Meritocrazia dovendo difendere il Potere auto
conferito; e che, di fronte all’inevitabile confronto nel tempo con il successo delle Democrazie, sono costretti a soggiogare i Popoli che certamente non vi lavorano per scelta, ma per costrizione: dai tornelli ai lagers.
Ovvio che le menti Libere che hanno successo nella Liberta’, non accettano la Dittatura perche’ in tanto hanno successo in quanto siano libere di competere alla luce del sole e mai grazie al Padrino.
Fermo restando che poi ciascuno di loro, inevitabilmente, cerca di intrallazzare con chi possa aiutarlo, o di fare il furbo muovendosi al limite o addirittura violando le Leggi.
Pensare che qualche forma di Religione, Educazione, Stregoneria ecc … possa autocondizionare tutti, esattamente tutti gli Operatori Economici al punto da emarginare totalmente la disonesta’, dato che se ne sopravvive uno, proprio operando disonestamente sconfigge tutti gli altri, piu’ che infantile e’ disonesto.
Il problema, da sempre, e’ quindi la formulazione e l’applicazione della Legge … scritta: vedi Mose’.
Il che, rispettati i principi di Autorita’, Responsabilita’ e loro Allocazione, coinvolge tre ulteriori concetti: Competenza, Onesta’, Controllo.
Laddove, come nell’ITALIA attuale, si impone il Potere autoreferente della Dittatura da Porcellum, ben prima che emergano le esigenze di assunzione di Poteri straordinari ( come quelli che sta disperatamente perseguendo il Cavaliere ) dopo i tornelli ma sullo stesso principio, ovviamente scompare la Meritocrazia e quindi si esclude la Competenza: c’e’ un solo personaggio culturalmente non Contabile o Commercialista fra quanti ora ricoprono posizioni di altissimo livello nella Politica e, tramite Spoiling System, nelle Istituzioni ?
L’Incompetenza e’ il viatico piu’ rapido verso la Disonesta’, data l’oggettiva impossibilita’ del soggetto di distinguere l’errore dall’inganno, il che gli garantisce la fondamentale autoassoluzione morale: “ chiariro’ tutto … quando avro’ capito “, dal che nasce la necessita’ del Controllo che, valendo il detto “ chi controlla i controllori ? “, deve essere affidato, prima a chi sia Competente ( vedi sopra ), poi a tante persone libere non compromesse, il che, guarda caso, si chiama Popolo e Parlamento liberamente Eletto e mai Imposto.
Loretta Napoleoni ha evidenziato che oggi gli Elettori, frastornati dalla caduta del Muro, hanno cancellato le ideologie di Sinistra i cui Leaders, primi per caso i Bulgari, dai loro Titanic alla deriva si sono auto-venduti per tempo all’Economia Canaglia, impossessandosi dei tesori degli Stati in fallimento; e si sono ammucchiati nell’ex Chiesa del Liberalismo Classico, mentre le ex-destre si sono involute negli obsoleti Palazzi Imperiali.
Lasciando pero’ una percentuale non indifferente di delusi, facili vittime degli illusionisti mediatici, che diventano purtroppo l’ago della bilancia delle Maggioranze: nuovamente l’Incompetenza che conta !
Di fronte a queste indiscutibili cause di crisi della DEMOCRAZIA, e’ inaccettabile tentennare con illusioni che richiamano nient’altro che falsi obiettivi tesi ad impedire il recupero della LIBERTA’, continuando intanto esattamente sulle strade sbagliate che hanno ridotto l’OCCIDENTE al ridicolo; gioco del calcio compreso.
Oggi, l’eccezionale risultato del REFERENDUM di Pomigliano, 37% di no su 95% di votanti nonostante i flash ad hoc ed il ricatto della CASTA politica illusa di trovare a Napoli l’ambiente piu’ facile da plagiare con la martellante Comunicazione cui ha partecipato tutto il Gotha dei Lacche’, documenta che stanno emergendo finalmente, anche per chi non vuol vedere, le conseguenze dell’AQUILA SHOW con Centro tuttora in macerie, e di chi ricorda il rischio tuttora nascosto nei titoli finanziari fasulli che valgono 12 volte il P.I.L. mondiale, sorvolando sul fatto di essere l’inventore delle maledette CARTOLARIZZAZIONI Pubbliche !
Coraggio F.I.A.T., ritrova l’ITALIA del rosso FERRARI, costruito da chi con le mani Lavora … e non le mette nelle tasche altrui; coraggio Pierluigi, sta a te testimoniare e dimostrare, se ci credi, che il Patrimonio della Politica sono oggi questi Eroi di Napoli, e che la Politica figlia della Resistenza non li tradira’ piu’ !
Pierpaolo Benni
giugno 30th, 2010 at 18:38
l’ingresso nella cittadinanza del femminile sembrava acquisito, ma dubbi mi attanagliano, che potevamo fare di più per mantenerla la cittadinanza? Mi sfugge qualcosa, o è la nostra forma mentis avvezza a fare autocritica che ricerva e trova sempre nuove colpe in noi stesse?
Anna
luglio 3rd, 2010 at 10:04
La recessione economica attuale discrimina e colpisce le classi sociali più deboli, i migranti e i lavoratori.
Siamo tutti sfruttati.
Tutti subiamo i tagli occupazionali imposti dal governo.
In questi link, i lavoratori in disoccupazione fanno sentire la propria voce.
Lanciano un appello per contrastare le manovre politiche di matrice capitalista dell’attuale sistema amministrativo,
per continuare a R-esistere uniti…
Laura Tussi
luglio 3rd, 2010 at 10:07
L’esperienza della migrazione:
Il migrante è a-topos, un curioso ibrido privo di posto, uno “spostato” nel duplice senso di incongruente e inopportuno, intrappolato in quel settore intermedio dello spazio sociale in posizione mediana tra essere e non essere, tra non essere cittadino né straniero, né dalla parte di sé stesso né di quella dell’altro, esistendo solo per difetto nelle comunità d’origine e per eccesso nelle società riceventi, generando in entrambe recriminazione e risentimento…
Colleg. a Scuola e Didattica.it
Laura Tussi
luglio 3rd, 2010 at 10:28
LETTERA APERTA DELLA CAMERA DELLE DONNE DI NAPOLI A WANDA MONTANELLI
Cara Wanda,
siamo molto attente allo svolgimento della causa che hai portato avanti coraggiosamente.
Siamo attente e ti sosteniamo, ed attendiamo con te la sentenza che riguarda, lo ricordiamo, tutti i partiti, di governo ed opposizione.
Per esempio il comportamento del PDL, la cui dirigenza sostenne in campagna elettorale che i corsi “di aggiornamento” alle possibili candidate erano il giusto impiego dei fondi destinati alle donne, ha contestualmente rivelato la vera natura di questo comportamento illegittimo: più dell’avidità o della disonestà, a motivare la sistematica distrazione dei fondi “per la promozione della rappresentanza” è la determinata e consapevole ostilità alla libertà e all’autodeterminazione femminili.
Ti ringraziamo e siamo con te.
La Camera delle Donne
Napoli, 29/06/10
luglio 5th, 2010 at 13:43
silvia – commento di P. Benni a Economia canaglia Says:
giugno 24th, 2010 at 19:57
Coomento al punto 18:
si fa una fatica “bestiale” solamente a leggere…non immagino neppure a comprendere.
Con tutto il rispetto ma viva la semplicità di un Tonino Guerra!
luglio 7th, 2010 at 08:18
Anna Teresa abbiamo fatto tutto ma alla fine penso che sarebbe servito nascere in un altro paese.
Lory
luglio 7th, 2010 at 16:00
Cara Lory,
la stanchezza che assale le persone di buona volontà che non riescono a spingersi oltre la coltre di fumo dei cialtroni….è tanta.
Molte di noi si sono agitate inutilmente, altre si sono fatte strada sfruttando il sistema nella giusta misura, altre ancora hanno subito torti e sono state violate le loro coscienze in modo inaudibile.
Ce n’è per tutti e di tutti i colori.
Non credo che negli altri paesi le donne godano del diritto di cittadinanza per moto naturale.
Fatto è che l’Italia ha il primato di ghettizzazione del genere femminile dopo Malta.
Al fattore culturale aggiungerei l’elemento corruzione.
La corruzione capillare e l’attacco frontale all’autonomia degli organi di controllo ha corroso il sistema in maniera irreversibile.
Non credo che sarà possibile rimettere in piedi la baracca se non ricostruendo dalle basi le strutture ormai minate e decadenti.
Nei territori in cui il maschile si confronta con un femminile più indipendente e deciso a non subire si verificano violenti attacchi alle donne che sfociano in omicidi nelle aree più ricche.
L’uomo non ci sta.
A dimostrazione della non accettazione il continuo aumento della domanda di prestazioni sessuali a pagamento.
Miseria ed altro fanno il resto.
Se la donna non accetta la schiavitù “virtuale” meglio comprare e gettare dopo l’uso.
Se chiudo gli occhi e penso alle donne sudamericane, alle cinesi, alle saudite, alle pakistane, alle indiane, alle giapponesi, alle americane….santo cielo! ovunque la discriminazione corre subdola ed assassina.
Poi guardo al modello nordico, a paesi come la Finlandia e mi dico: se esiste lì perchè mai non credere nel prodotto?
Passerà del tempo ma ormai il processo di liberazione è partito:
Sì, Lory, è partito e niente e nessuno potrà fermarlo.
La miccia è stata accesa da troppi stupri, angherie, violenze quotidiane,discriminazione sociale ed aziendale…etc.
Le donne non dimenticano.
Le donne hanno una memoria vivissima e conoscono la gratitudine e la lotta nell’esasperazione.
Per tutte queste ragioni non sarebbe servito nascere altrove.
“Vedrai, vedrai che cambierà.
Se non è oggi sarà domani.
ma vedrai che cambierà”
(LUIGI TENCO)
Un caro saluto
Anna Rossi
Rsp Relazioni Esterne ONERPO
luglio 9th, 2010 at 10:50
Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha annunciato che si insegnerà la Costituzione nelle scuole. Però quale Costituzione insegneranno, quella stravolta dai tentativi di addomesticarla? Chi ha il coraggio di affermare che la nostra Costituzione è datata, lo fa in buona fede?
Il bog Politicamente corretto.com ne fa argomento di discussione. Leggere i loro quesiti apre la mente a ipotesi nuove, tuttavia sospetto che chi vuol mettere le mani sulla nostra legge costituzionale non abbia buone intenzioni, ma lo faccia per aggiornarla a proprio uso e consumo.
Lina
luglio 12th, 2010 at 10:01
L’indifferenza è buona cosa quando non è sinonimo di incapacità reattiva ma è volontà precisa di agire indipendentemente a un fatto o un planning che ci trova in disaccordo.
Gli italiani stanno per essere ingoiati da un sistema che va via via rafforzandosi grazie all’adesione a campagne che vengono alimentate dall’individualismo e dalla voce forte di un potere che impone.
Il sistema si basa sulla paura di perdere e nel mentre ha incanalato la massa “bue” in un circuito che la risucchierà in pieno.
La legge naturale delle forze d’equilibrio ha dato più volte segnali ed opportunità per trovare soluzioni al malessere ed alla fatica che vengono messi in campo a danno dell’evoluzione ma ormai è molto difficile bloccare il risucchio energetico attivato.
Naturalmente non posso provare scientificamente questi passaggi di alimentazione energetica da un campo all’altro a danno di uno dei due ma sappiamo che esistono teorie di settori che convergono in questa direzione.
Per uscire dal piano filosofico ed entrare in quello concreto e tentare un salvataggio della situazione occorrerebbe un atteggiamento di tendenza nono ribelle nè polemico ma volto ad agire (a fatti ossia TO ACT) facendo due conti con una tassazione generale che ormai abbiamo capito pesa in maniera squilibrata e nefasta per la classe medio/bassa.
Il problema è tutto lì.
Paghiamo tasse che, oltre ad essere mal gestite, escono dalle tasche di coloro che intrappolati in un sistema capestro, non riescono (o non vogliono) imporre alla gestione economica un equo sistema di riscossione.
Finchè la massa “povera” continuerà a considerarsi nel profondo tale ed a nutrire nei confronti di se stessa un inutile senso di colpa accontentandosi di sopravvivere (finchè sarà loro permesso= dipendenza) il sistema capestro non si arresterà.
Nel nostro quotidiano dobbiamo cominciare ad ignorare qualsiasi elemento che ci procuri rabbia ed indignazione e d agire invece a sostegno dei sentimenti di solidarietà e giustizia, tutti insieme e senza lotte intestine.
Questo vale per qualsiasi campus sociale.
Le trasmissioni che catturano la nostra attenzione fino a trasformarci da spettatori ad attori vanno boicottate.
D’altrone ognuno di noi sa perfettamente quel che è buono per tutti e quel che non lo è.
Difendiamo l’altro quando è abusato. Difendere l’altro vuol dire garantirci la nostra sopravvivenza in caso dovessimo scendere quelle scale che oggi abbiamo salito.
Buona giornata a tutti!
anna Rossi
luglio 13th, 2010 at 12:49
Alle 21.00 di lunedì 19 luglio ,nella grande terrazza prospiciente Villa Borghese a Roma, presso l’U.N.A.R. (Unione Associazioni Regionali di Roma e Lazio ) di Via U. Aldrovandi 16 avrà luogo la serata organizzata dalla Mediterraneos Production per il PREMIO EUDONNA , nel corso della quale saranno riconosciuti , alla presenza di istituzioni, tv, giornali e tanti ospiti , i meriti di alcune donne “speciali”: dalla bellissima e indimenticabile attrice degli anni settanta, che oggi vive dignitosamente una grave situazione di handicap , ad alcune donne che hanno fatto della loro professione, ma anche del loro impegno familiare, una formula vincente , un modello di conciliazione ragionevole.
Così : una donna-medico che deinfibula donne mutilate , una professionista mamma di tanti figli, due giornaliste, che hanno profuso grande passione guidando , in ottica di genere , alcune testate giornalistiche sotto la propria responsabilità, una donna impegnata in politica che, delusa sul fronte delle pari opportunità negate, ha avuto il coraggio di portare in tribunale il capo del Partito nel quale ha militato. Infine un uomo: un avvocato onesto che da sempre è accanto alle donne indigenti per condurre vertenze difficili e travagliate, disposto anche a sacrificare la propria parcella, se occorre.
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La serata sarà allietata dalla violinista Rosemary Guarnieri che dedicherà al Premio Eudonna un concerto, anteprima del nuovo cd “Let’s Fly into New Dimensions” prodotto dalla “ Mediterraneos Production”. Altri ospiti musicali : Oriana, Aledaneda, Khadyha e, nel dopo rinfresco, musica da ballo per chi si trattiene.
Conduce la serata del Premio Eudonna il giornalista critico Rai, Dario Salvatori
Special guest: Gianni Gandi.
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Per il rinfresco e il dopo serata è richiesto all’ingresso un contributo spese di 10 euro
Si prega confermare numero presenze al 338 6303821 o via mail a sog.eudonna@hotmail.it
luglio 14th, 2010 at 10:24
la gente comune non sa perchè si mette mano alla Costituzione per leggi che non sono principi fondanti. Viene da sè pensare che dietro a tali manipolazioni ci siano interessi forti a invalidare per principio e inficiare la carta costituente. Tutto l’insieme suona allarmante anche sul piano del lavoro e della globalizzazione. Vedi bliz quotidiano.
Luigi
agosto 6th, 2010 at 09:29
Le masse sono in stato di torpore, perchè come disse Niccolò Machiavelli
“Governare è far credere”.
Gina
agosto 17th, 2010 at 09:50
Se la costituzione è l’argomento delle ferie le dichiarazioni di Rodotà su Napolitano sono per me più che appropriate. L’articolo di di Natalia Lombardo del 17 agosto può spiegare, con le parole di Rodotà in quali casi si applica l’articolo 90 della Costituzione. Sfida eversiva o no abbiamo bisogno di chiarezza e di gente che conosce la materia, non di chi parla a vanvera.
Lory
agosto 17th, 2010 at 18:58
La stanchezza da degrado colpisce fin tanto che non si tocca il fondo.
Parlare a vanvera, come dici tu, cara Lory, è divenuto uno sport molto praticato che trova avversari deboli ed ignoranti.
Al punto 27 ho tentato di spendere qualche punto di riflessione per tentare di capire dove si inceppa l’asino.
Facendo ricerca ho acquisito il vizio di fare analisi, spesso di questi tempi tediose e apparentemente poco risolutive.
Eppure l’uomo comune, come lo sono io, credo necessiti di sostare davanti alla volgarià di questi tempi politici e culturali. Non si può continuare ad ingoiare ciarpame con indifferenza.
Sono certa che le provocazioni infinite allo stato di diritto prima o poi cesseranno.
Raschiando il fondo non resteranno che le unghie consumate e tanta miseria, materiale ed umana.
Gli intellettuali al servizio della libertà hanno la colpa di essersi chiusi nelle loro nicchie. Gli altri portano il danno di essersi venduti per trenta denari.
L’unica certezza che ho è la necessità che sento della riforma di un sistema elettorale che, così come è, ha riempito il Parlamento di teatranti e saltimbanchi e ballerine.
Governare uno Stato in queste condizioni nonè impossibile ma assurdo.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Il sacco di Roma continua….quanto individualismo ancora sarà fiancheggiatore della colata a picco dell’Italia?
Magari fosse una sfida eversiva…è solo una strategia da mercanti tesa a portare a casa qualsiasi cosa purchè gratis e purchè sia qualcosa.
Un arrivederci a tutti
anna rossi