L’EGOISMO NUCLEARE

Secondo Carlo Rubbia il nucleare in Italia non risolverebbe il problema dei costi energetici, e allora perché si intende farlo?
Chi ci guadagna nonostante le funeste esperienze
evidenti e documentate?

Siamo in balìa di vecchi egocentrici che giocano con il mondo come fosse roba loro.
Entrano nella vita di tutti, si appropriano di luoghi, menti, intelligenze, destini. Derubano il futuro di chi oggi è giovane, o ancora dovrà nascere. Questa sindrome di Dio che li fa stare nel passato, nel presente, nel futuro e in ogni luogo è indice di un irriducibile soggettivismo. Si aiutano con i mezzi di comunicazione di massa in funzione di moltiplicatori di consensi, per arginare le obiezioni, e persuadere reiterando slogan sulla bontà del loro operato. Sono vecchi carrancani che satolli di un benessere avaro e circoscritto a loro stessi, o tutt’al più alle famiglie e agli amici-sudditi, non guardano al di là del periodo temporale che interessa la propria esistenza. Quanti anni ancora gli restano da vivere? Venti, trenta, cento? Bene. Che tutto funzioni ancora finché esisteranno loro stessi. Dopodiché il diluvio. Finisca pure il mondo. Chi si scompone per gli altri che verranno?
Costoro sono vecchi dentro. La loro mente è corta, il progetto di vita è teso a monopolizzare l’accaparrabile oggi. La loro felicità è nel dominare adesso subito con la percezione di ubiquità. Del futuro non sanno che farsene perché loro non ci saranno e non essendoci il mondo può finire. Non credono in Dio non in quanto atei o agnostici, ma perché son convinti di essere loro stessi produzione ed effusione di onnipotenza divina a cui tutto è permesso.
Se così non fosse non si capirebbe perché si è ritornati a riproporre il nucleare. Sono trascorsi 23 anni dal referendum abrogativo delle norme sulla realizzazione delle centrali nucleari. Si intende ritornare alla produzione atomica contro anche gli stessi governatori regionali che la rifiutano nei territori che governano.
Il principio che dovrebbe muovere qualsiasi costruzione che ha grande impatto sulla vita di persone e ambiente può essere solo basato sulla certezza di aver pronto il rimedio in caso di guasti. Invece si fabbrica senza prevedere possibilità di malfunzionamenti e quindi accertarsi di possedere l’antidoto alle eventuali anomalie. Di questi giorni è il disastro che distrugge le coste della Louisiana. Definito dal presidente Barack Obama sciagura nazionale è dovuto alla piattaforma della BP Deepwater Horizon. Un guasto imprevisto ha lasciato ingegneri esperti inebetiti per non saper tamponare la falla. La società pagherà i danni, ma in tema di danni ambientali non tutto è ricomponibile. Si tratta di eventi senza rimedio e ciò che è distrutto resta tale. Così come nel nucleare dove sarebbe impresa gigantesca descrivere tutti gli oltraggi senza ritorno ad uomini e natura. Si può accennare tra tanti esempi che un milione di persone in tutto il mondo sono morte a causa dell’esposizione alle radiazioni liberate dal disastro nucleare di Chernobyl del 1986. Un nuovo libro Alexey Yablokov della New York Academy of Sciences, pubblicato in occasione del 24° anniversario dell’incidente si intitola: “Chernobyl: conseguenze della catastrofe su persone ed ambiente”.
Dovrebbe poter bastare la conoscenza sulla durata dell’uranio che in 50 anni sarà finito se non si faranno altre centrali atomiche, e molto prima se la malaugurata idea di farne altre dovesse trovare applicazione. Ma anche l’antieconomicità dei costi dovrebbe indurre a più intelligenti scelte.
Soprattutto il problema insormontabile delle scorie radioattive è talmente evidente che non prenderlo in considerazione rinvia a ciò che spiego all’inizio di questo scritto. Certa gente non vede al di là della propria quotidiana esistenza tra beni e privilegi.
Nessuno può negare che le scorie a bassa e media attività restano pericolose per circa trecento anni e che quelle ad alta attività conservano fino a 250mila anni la propria carica mortale. Tutti sanno che le centrali di 31 nazioni già oggi producono migliaia di tonnellate di scorie soggette a casi imprevedibili come terremoti e alluvioni che nel lungo tempo, pur auspicando una buona tenuta delle strutture che le contengono, non sono né sicuramente conservate, né è garantito che non vadano a contaminare luoghi e persone. Un esempio a noi vicino è quello di Latina dove pur chiusa la centrale dal i 1º dicembre 1987, infiltrazioni di acqua di falda nei sotterranei che accolgono i contenitori di stoccaggio nucleare hanno provocato la fuoriuscita di ingenti quantità di materiale radioattivo come Cesio 137, Cesio 134 e cobalto 60.
La moria di grossi pesci e bufale, le malformazioni fetali di bambini, piante e animali, sono state e sono tutt’ora oggetto di pubblicazioni e ricerche che danno un panorama angosciante sui fatti malsani che derivano dalla incontrollabilità della materia nucleare. Gli studi scientifici, sono innumerevoli. Rammento che nel ’99 in occasione della pubblicazione di Fortuna Fasano, un mio libro di narrativa a sfondo ambientalista, interpellavo frequentemente Carlo Marcantonio Tibaldi, l’avvocato sindaco di Castelforte che per tutta la vita si è battuto contro l’ignoranza dei danni provocati dal nucleare nella sua regione. Mi diede due dei suoi libri pubblicati: “L’inquinamento da radionuclidi nelle acque del Lazio meridionale”, editore Il Golfo, 1985, e “Lettere ai Giudici sulla centrale atomica del Garigliano” (del Centro Storico culturale Andrea Mattei SS.Cosma e Damiano). I dati divulgati sull’alta incidenza di leucemie, aborti, feti malformati; ma anche animali con due teste e pulcini a tre zampe, si ricavano da fatti documentati e inconfutabili. Ora in zona Sessa Aurunca, Castelforte, Minturno, la popolazione ha ripreso a manifestare contro ogni ulteriore centrale atomica. Già non riescono a disfarsi delle scorie di quella vecchia il cui smantellamento era previsto per il 2030 e i cui costi sono abnormi, figuriamoci se non vedono come un maledetto accanimento il riproporre il nucleare in zona.
Ad oggi l’addio al nucleare è costato una cifra colossale. Nel 2001 erano previsti 3,3 miliardi ma in realtà siamo già ad un prelievo dalle bollette elettriche in cifre rivalutate di oltre 9 miliardi e 523 milioni di euro. La nota curiosa è che persino l’uranio usato nel 1942 da Enrico Fermi è ancora da sistemare definitivamente. Nel nostro paese tutto ciò che oggi riguarda il nucleare fa capo alla Società Gestione Impianti Nucleari S.p.S. (SOGIN) istituita nel 1999. Presidente della SOGIN è il generale Carlo Jean che, nel febbraio 2003, ha così quantificato i rifiuti radioattivi presenti in Italia: “50.000 metri cubi (mc) di scorie radioattive a bassa e media radioattività, circa 8.000 mc di scorie radioattive ad alta radioattività, 62 tonnellate di combustibile irraggiato, oltre a ospedali, acciaierie, impianti petrolchimici e così via che producono circa 500 tonnellate di rifiuti radioattivi ogni anno”.
Secondo il premio Nobel Rubbia, il nucleare il Italia non risolverebbe il problema dei costi energetici e si può prevederlo solo in tempi molto lunghi. Si pensa che il nucleare possa ridurre il costo dell’energia, ma questo, a parere dello scienziato, non è vero. Allora perché si intende farlo? Chi ci guadagna nonostante le funeste esperienze evidenti e visibili a tutti? Sembra che le regioni si stiano tutte attrezzando per respingerlo. I presidenti non lo vogliono, i sindaci neppure, la gente ha votato “Sì” alla proposta di abrogazione del Referendum. Possono Soltanto Berlusconi, Sarkozy e la Confindustria dominare tutti?
Anche il Presidente francese deve fare i conti con il dissenso. Ha in casa migliaia di associazioni contro il nucleare, di cui 842 sono confederate in “Sortir du Nucléaire”, e a chi obietta che dobbiamo avere il nucleare in casa perché gli Stati a noi vicini ce l’hanno, è bene rispondere che soprattutto chi si è trovato vicinissimo alle centrali in tutti i disastri atomici non ha avuto scampo.
E se invece di andare dietro ai cattivi esempi cominciassimo a seguire quelli buoni di esempi?
Carlo Rubbia dichiara che il futuro non sta nel nucleare ma nel solare. E’lui uno dei nostri maggiori referenti in materia. Il suo parere conterà qualcosa o vale di più la sapienza del ministro Claudio Scajola? Leggo nel suo curriculum che è docente di Storia dell’arte e laureato in Giurisprudenza, che c’entra con le competenze sull’atomo?
Chi non sa deve invece guardarsi intorno per copiare da quelli che fanno meglio di noi. Abbiamo esperienze nel mondo di energia pulita basta volerle riconoscere. Ad Amburgo per esempio, sembra una favola, ma hanno tratto vantaggio ‘ecologico’ dall’immondizia di Napoli.
Il recente servizio Raitre di Riccardo Iacona “Sole, vento, alberi” ha ben raccontato lo straordinario modello della Solar Valley in Germania dove con l’energia pulita si sono creati 750 mila posti di lavoro e ricavato il 16 per cento del fabbisogno elettrico senza usare il petrolio e per giunta diminuendo del 18 per cento l’emissione di gas serra.
L’invito è alle persone di ogni età a sentirsi giovani dentro, perché questo li porterà a immaginare il futuro e cominciare a pensare alla bellezza di un mondo vivibile, e perché no, migliorato, a disposizione di chi verrà dopo di noi.

Roma, 3 maggio 2010, Wanda Montanelli

25 Responses

  1. Lina Says:

    Si cercano le soluzioni dopo che il guaio ha appestato vaste aree di costa. In Louisiana le cose sono disastrose. Sono 160mila i litri di petrolio che fuoriescono ogni giorno. Stanno preparando un coperchio fatto a formas di cupola, ma vanno a tentoni. condivido che non c’è pervenzione e sufficiente preparazione. A proposito di scorie nucleari mi è stato detto che un giorno le porteremo su qualche pianeta.
    Si può essere così sprovveduti?
    Lina

  2. Betty Mendozzi Says:

    A me hanno invece risposto che un giorno si troverà un modo per disfarsene . Come e dove non è dato di sapere. Un sistema possibile è affidare le scorie alla malavita organizzata per buttarle in mare. E’ anche questo un modo per disfarsene ed è già usato non solo in Italia.
    Betty

  3. bar78 Says:

    Ho sentito dire che le centrali in Italia non verranno costruite perche’ si sono trovati dei luoghi in concessione in Albania. Non so se è vero però.

  4. Giuseppe Says:

    ma siamo sicuri che hanno incenerito i rifiuti di Napoli e prodotto energia pulita? Fossi in voi indagherei di più.
    Guseppe

  5. Annalisa Says:

    Nel Lazio la lista elaborata dal Cnen non è ancora resa ufficiale ha due località individuate, una delle quali è a Montalto di Castro e l’altra a Magliano Sabina. Per le centrali è fondamentale l’acqua e i fiumi stavolta presi di mira sono il Tevere e il Nera, non il Garigliano e il Volturno.
    I senatori del partito democratico Roberto Della Seta, Francesco Ferrante con Ermete Realacci hanno rivolto un’interrogazione parlamentare al ministro Claudio Scajola che però non ha voluto dare i nomi dei siti scelti.
    Prepariamoci ad assistere, e partecipare a manifestazioni e barricate contro la “prima pietra” delle strutture per il nucleare. La scelta è stata fatta dagli italiani, e poichè un referendum non è un sondaggio d’opinione bensi l’espressione della voontà popolare se ne esige conseguentemente il rispetto.
    Annalisa Linori

  6. giancarlo busso Says:

    Mi permetto di ersprimere un mio parere in materia di energia necessartia a questo benedetto paese. Noi a causa dei divulgatori di falsità in merito all’energia. Prendere tre referundun che parlavano di tutto meno che al no al nucleare,per questo siamo stati il paese che ha inquinato di più in tutta europa, ma questo ai signori del no compulsivo non è interessato, sull’eolico si sono opposti con tutte le loro falsità perche brutti e impedivano la migrazione degli uccelletti sic.. a pensare che i nostri appennini potrebbero essere il nostro petrolio,ma siccome questi dovrebbero essere di competenza regionale, l’opinione pubblica viene distolta perche le casse asfittiche di tale enti non possono permettersi tale spesa, allora si parla di fotovoltaico a spron battuto, ma vicinoi ci sono subito le sirene delle banche che ti sussurrano un investimento in materia così intanto guadagnano loro poi si vedrà. Noi abbiamo bisogno di migliaia di Megawatt per risistemare il deficit verso l’Europa che oggi ci costa il 40% in più sul costo dell’energia, senza parlare dei bruciatori, in Europa ad oggi ce nesono 320 di cui 5 collocati all’interno di grandi citta, da noi non si possono fare, vergogna dare retta ancora a chi per interessi di voto vuol mantenere questo paese in questa situazione. Lo scienziato che vuole dilatare ancora il nucleare nel tempo è quello che ci ha fatto credere che entro il 2013 sarebbero sorti generatoti senza radiazioni nucleari e scorie radiattive. Dobbiamo realisticamente pensare più a noi e cestinanare i divulgatori che si schierano al difuori dell’Europa.

  7. Nicoletta Says:

    Un sondaggio su quanto sono d’accordo con una politica di investimento dello sviluppo nucleare in Italia il 50,7% ha risposto “per nulla”, mentre il 62,2% di loro si dichiara sfavorevole a una centrale nucleare nella propria Regione.
    Se si facesse di nuovo il referendum oggi darebbe lo stesso risultato di quello del 1987, e il governo questo lo sa. Ritengo però che per necessità di farglielo capire meglio qualcuno dovrà riorganizzare un referendum.
    Nicoletta

  8. Gloria K. Says:

    Del post di Wanda, peraltro come sempre ben fatto, solo una frase mi suona nella testa come un tamburo: “Del futuro non sanno che farsene perchè loro non ci saranno e non essendoci il mondo può finire”.

    I “loro” di cui parla Wanda però non hanno solo una “mente corta” sono, a mio avviso, una sorta di demoni del nostro tempo.

    Regnano dopo aver persuaso o corrotto mangiando il territorio altrui a bocconi alterni finchè anche il consenso sarà piegato alla loro volontà.

    Una vecchia storia decennale quella colorata dai “piccoli” imborghesiti italiani che si sono guagagnati l’abito grigio e l’auto blu vendendosi l’anima e il sangue della gente semplice e brava.

    Costoro, cara Wanda, non sono neppure vecchi dentro, semplicemente non sono, non sono niente di ciò che un essere umano dovrebbe almeno tentare di essere: un essere decoroso.

    Questa gente purtroppo attraversa tutte le appartenenze quasi fossimo in preda ad una pestilenza.
    O ci vacciniamo o sarà un disastro.

  9. Stefi Mariani Says:

    All’interno delle nostre cellule vi è una memoria ed è evidente che il popolo italiano è stato in larga parte assoggettato in maniera pregnante e dolorosa senza però mai concluso la sequenza emozionale che lo riporta alla causa di questa sì forte frustrazione.
    Piccoli ducetti li vediamo imporsi lungo lo stivale in tutte le categorie. Il linguaggio sessista che riduce la donna ad un accessorio (quasi non fossero figli di madri). L’arroganza degli ignoranti che ricoprono ruoli lontani dal più debole dei meriti. Intellettuali racchiusi a bozzolo come ai tempi dell’Inquisizione. I laureati della buona nozione che non formuleranno mai un pensiero indipendente. Mercenari di ogni provenienza e di ogni tempo pronti ad usare il macete al soldo dei mercanti.
    Questo è il quadro di una società drammaticamente sconfitta dall’incapacità di fermare certi comportamenti.
    Perchè un albero dia nuovi frutti occorra che le foglie cadano e con loro i vecchi rami.
    STEFI

  10. Stefi Mariani Says:

    IPAZIA AL CINEMA NEL FILM AGORA’
    U na delle figure femminili come
    Trotula, Hildegarde Von Bingen, Teodora, Aspasia, Roxana di Battriana..

    Cari amici, vi chiedo solo 2 minuti di seria attenzione per una piccola riflessione, tanto per amore della verità storica che è rimasta nascosta tra le pieghe della storiografia “ufficiale”, dove non è mai stato svelato (ma semmai svilito) il ruolo delle donne. Oggi il film Agorà esce nelle sale italiane. Il successo del film è strettamente legato al botteghino, in particolare quello del primo week end. Se il film va bene, allora resterà più a lungo nelle sale, i media se ne dovranno occupare, chi l’ha visto ne parlerà ed altre persone andranno a vederlo. Altrimenti sarà stato lo svago di un fine settimana. E Ipazia di Alessandria come tante altre meravigliose figure femminili della storia (Trotula, Hildegarde Von Bingen, Teodora, Aspasia, Roxana di Battriana; Barsine etc.) tornerà ad essere conosciuta solo da quei pochi che già la conoscono e sanno che la Storia non è stata fatta solo dagli uomini. Parliamone in casa (soprattutto alle nostre figlie) e in ufficio, inviamo e-mail ad amici e conoscenti, qualsiasi iniziativa ed idea può essere utile. Naturalmente il film riguarda anche gli uomini e le persone che amano la libertà di pensiero.
    TRAILER: http://www.youtube.com/
    Per chi non conoscesse la storia: http://www.terranews.it/

    Peter Boom

  11. Anna Rossi Says:

    “Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo”.
    (Voltaire)

    “Una volta nel gregge, è inutile che abbai:scodinzola”.
    (Anton Cechov)

  12. marta suntino Says:

    non si deve cadere nell’equivoco che sia facile opporsi perché è prevista la protezione militare dei siti la cui motivazione da un comunicato stampa del prof. Manieri presidente commissione Fare ambiente è la seguente: “anche per evitare che gruppi di sfaccendati andandosi ad arrampicare sulle gru per esporre i soliti striscioni banali, rischino di farsi male, portando poi la magistratura ai soliti sequestri di cantiere con perdita di tempo e soldi. Per questi motivi i cantieri vanno protetti militarmente dalla mafia e dagli sprovveduti”. non si esprime che questo progetto. il problema delle scorie non viene preso in nessuna considerazione.
    marta

  13. massimo Says:

    sono convinto che il nucleare sarà la goccia del traboccamento del vaso, o il tallone di achille, o come dice gloria la vaccinazione al virus!
    massimo

  14. Nicoletta Says:

    Il nucleare non è conveniente.
    Ho letto che il magnate Warren Buffet non investirebbe mai in una centrale nucleare. Come scrive Wanda Carlo Rubbia è di parere contrario alle centrali atomiche che sono attualmente disponibili (salvo invenzioni del futuro che risolvano il problema delle scorie) e afferma che “un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta. Ed un’area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento della cosiddetta sun-belt (cintura del sole) di cui fa parte naturalmente la Sicilia. Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma”.
    Nicoletta

  15. Alessio a. Says:

    DALLE CENTRALI NUCLEARI ALLE AUTO BLU: L’ITALIA TRIBALE SI ALIMENTA CON IL SOPRUSO.
    NATURALMENTE CIO’ ACCADE QUANDO I CESARI DI UN TEMPO VENGONO SCIMMIOTTATI DA INCAPACI CONVINTI CHE BASTI L’ALLORO IN TESTA PER AMMINISTRARE UN TERRITORIO. E’ L’ORA DELL’INCANTO E I BATTITORI HANNO APERTO L’ASTA GIA’ DA UN PEZZO.
    Leggete questo..tanto per non dimenticare.

    *************
    Dopo le auto blu sono arrivati gli autisti blu. Gli autisti con la licenza di guidare al di sopra del codice stradale. Il numero di auto blu è di 626.760, quindi gli autisti blu sono almeno 626.760. Ognuno potrà infrangere la legge senza conseguenze. I loro punti della patente sono assicurati dall’emendamento di Cosimo Gallo del Pdl. Il Gallo ha cantato e ha spiegato le motivazioni giuridiche, ma anche umane, che lo hanno spinto a proteggere i pirati blu della strada: “Spesso è il politico a chiedere all’autista di accelerare, magari perché l’aereo è arrivato in ritardo e c’è un appuntamento importante. Non è giusto che la fretta del datore di lavoro ricada sull’autista”. Se l’autista blu brucia i rossi, non si ferma alle strisce pedonali e sfreccia a 200 all’ora sul rettilineo che porta a Fiumicino non dovrà temere nulla. Il nostro dipendente, che si proclama suo datore di lavoro con i nostri soldi, gli ha fatto una legge ad autistam. Non è giusto che gli autisti paghino per le cazzate dei parlamentari, al massimo investiranno qualcuno.
    (Dal blog di Grilo)

  16. silvia Says:

    ll futuro è nel sole e nelle energie rinnovabili, non nelle centrali nucleari obsoleta di trentanni e più che ci ha rifilato Nicolas Sarkozy. Chi ci guadagna è evidente: tutti quelli in affari “atomici”! silvia

  17. lina Says:

    La casta è una categoria che non rende l’idea di tirannide che si vive in italia. Gli autisti blu sono la SOPERCHIERIA che nonn avremmo mai voluto vedere.
    lina

  18. Sergio M. Says:

    l’anno scorso in vacanza ho conosciuto un autista di auto blu. mi ha raccontato che per non aver accettato di correre è stato sollevato dall’incarico.

    ma questi politici si credono onnipotenti? pensano che a loro un incidente non possa capitare?

  19. Loredana Says:

    hanno preso il potere per farsi gli affaracci loro, e speriamo di non finire come la Grecia dove la crisi intendono farla pagare ai poveracci!
    Lory

  20. mario Says:

    Ciò che identifica i comportamenti attuali è il disinteresse del parere altrui, anche se tale parere è espresso da una maggioranza di votanti recatisi alle urne per esprimerlo. Gli italiani sono parere contrario alle centrali atomiche, e ignorare questa volontà è una forzatura che viene proprio da chi pretenderebbe di governare a dispetto dell’opposizioned in virtù del voto d’elezione. Ma allora la domanda sorge spontanea. Il voto certe volte vale e certe volte no, a seconda di come fa comodo?
    mario

  21. Avv. Giovanni Lombardi Says:

    mamme del futuro che gia ora (quanto tempo ha il mondo
    per non cadere nella trappola atomica?) siete l’avanguerdia, così facendo,(è questo è vero) di quell’ordine nuovo che rispetta le armonie e rifiuta gli eccessi.
    Anche per il nucleare che in se ha il tarlo(per chi ben pensa )dell’egoismo. Appunto.
    Buon lavoro e grazie
    Casa della Cultura Antiatomica
    La casa ha eventi che deve realizzare con voi.
    Giovanni Lombardi

  22. Sandra Says:

    ll grande coperchio sulla falla della Bp non funziona. E’ come sempre la corsa ai ripari è dopo i disastri. Succede così per le alluvioni, gli smottamenti dei terreni resi pericolosi dall’asporto di alberi, i crolli di palazzi edificati senza cemento armato,e così via. Si capisce che le società che lucrano sui loro investimenti abbiano queste disattenzioni, ma i governi che danno le concessioni avrebbero il dovere di prevedere nei piani di investimento e installazione gli evntuali accorgimenti veloci e efficaci in caso di guasti o danneggiamenti dolosi. Così non è, e il costo per tutti come si vede in questi giorni può essere inestimabile.
    Sandra

  23. Anna Rossi Says:

    Corruzione, abusi di ogni genere, arroganza istituzionale, rozze maniere di intendere la politica.
    Questo è quanto resta dell’esperienza politica che ha segnato la storia di un paese attraversandolo con scetticismo e fuggendo dalle responsabilità.
    Il successo dell’idea totalitaria o di regime, come più vogliamo chiamarla, viene conclamato dall’apatia delle masse che politicamente si pongono in una posizione neutrale (per esempio non andando a votare) o di indifferenza (stanchi di non poter prendere parte attivamente agli affari di governo e stanchi di simpatizzare per un qualsiasi partito che alla fine fa le stesse cose di tutti gli altri).

    La filosofa tedesca Hannah Arendt (1906-1975) già nel 1951 esprimeva il suo pensiero a riguardo dell’imperialismo e della trasformazione plebiscitaria delle masse:

    “……..Da un punto di vista pratico, non c’è molta differenza se i movimenti totalitari adottano l’orientamento del nazismo o quello del bolscevismo, se organizzano le masse in nome della razza o della classe, se pretendono di seguire le leggi della vita e della natura o quelle della dialettica e dell’economia.”

    H.Arendt

    P.S. Nonostante un referendum contro il nucleare, nonostante tempo e danaro spesi per l’affermazione costituzionale della sovranità popolare tesa a guidare le scelte istituzionali, non solo attraverso il voto ma anche durante i mandati, una “minoranza” (peraltro discutibile se guardiamo alla legge porcata per le elezioni) domina ed è rappresentata in parlamento.
    Ignorando un referendum popolare si ignora il popolo.
    Ritornare a parlare di argomenti già chiusi a suo tempo è rimettere in discussione la vita di un morto.
    Cui prodest?

  24. Salvatore Emmanuele Says:

    Vivo le paure sociali che l’attuale governo suscita nelle persone che conservano il minimo di dignità laica. Il dissesto della scuola è sconsolante, lo affermo da tecnico. Il delirio che emerge da queste osservazioni, dall’allegato accluso sul micidiale nucleare, perciò criminale, è sfogo, è l’illusione di una parvenza di consolazione. Purtroppo oggi i governi si comprano come è avvenuto per vari consigli d’amministrazione.

    Invio l’articolo, allegato, sul nucleare, da me scritto, pubblicato da L’Editoriale (redazione@leditoriale.it) in cui sono accennati gli attributi più inquietanti del fenomeno.

    La dissennatezza è il carattere genetico del capitalismo feroce, dittatoriale, Stalinista, Maccartista, genocida. Il delitto di Viareggio, i dissesti ecologici delle maree nere che dilagano per i mari del mondo, perpetrati dal capitalismo petrolifero, criminale, sono avvenuti perché la panificazione della benzina, nota, brevettata durante il governo fascista, applicata francesi, anglosassoni, germani, in alcuni casi durante la guerra degli anni ’40, non è stata attuata. Avrebbe diminuito i loschi guadagni dei petrolieri perpetrati a danno dell’umanità. Il non guadagno è grave, per le avidità penose.
    Oggi la dissennatezza del capitalismo nero, invece di sviluppare le energie alternative, per le quali la faida è in atto, di attuare la Fusione Fredda, già sperimentata, portata a livelli teorici avanzati, pronta per essere data in mano agli ingegneri, si rivolge alla famigerata Fissione Nucleare, programmando Centrali Nucleari, si vocifera, obsolete, di derivazione Francese e Russa, che tanti morti di tumore ha sepolto nel grembo dei capitalisti ciechi, incapaci d’avvertire il fermento del disastro socio-ambientale, in atto. La povertà cresce spaventosamente, al crescere delle automazioni giunte a livelli sensoriali elevati. Mentre le altre nazioni si orientano verso le energie alternative, è recente la notizia dell’Eolico approvato per uno stato USA, in Italia una parte sostanziosa del PDL si entusiasma per le enormi spese delle Centrali Nucleari.
    I giornali hanno relazionato che “Nucleare: sarà la loro Caporetto”, del governo Berlusconi.
    Lottando potrebbe accadere di mandarlo a casa, ogni evento possiede la sua probabilità. Tuttavia, se già è in atto la spudorata dittatura che si manifesta dietro i comportamenti, le parole, le farse delle parole dei portavoce del PDL, fedele al simbolo carismatico, potremmo assistere all’attuarsi di costruzioni megalitiche divora capitali, del funzionamento nessuno ne è certo, per motivi d’evoluzione scientifica, e nessuna piazza o referendum lo fermerà. Cordiali, distinti saluti, auguri per le lotte che Onerpo conduce
    Salvatore Emmanuele

  25. Salvatore Emmanuele Says:

    25 / 04 / 10

    Le centrali atomiche a fissione sono utili?

    Le centrali atomiche a fissione sono utili, vantaggiose, economiche, non inquinanti, o sono un pericolo per le popolazioni che vi abitano intorno, per il riciclo delle scorie, per l’inutile dispendio, non riuscendo ad ammortizzare i costi dei progetti, di costruzione, di gestione? Sono semplice finalità di lucro, interessi degli appaltatori che le programmano.
    Occorre essere fisici per valutare i pro e i contro delle centrali atomiche a fissione nucleare. Sarebbe bello se ci fossero fisici nella maggioranza, in grado di affermare, in piena coscienza, competenti, considerazioni responsabili sulla bontà di moderne centrali atomiche a fissione, non costruite con gli scarti di centrali in disfacimento. Fisici in grado di decidere le possibilità corrette del funzionamento, dello smaltimento delle scorie radioattive prodotte, dei pericoli per i cittadini che vi gravitano intorno per motivi abitativi, di essere megastrutture sicure rispetto a incidenti, 5% annuo certo, a immagine del modello Cernobyl.
    Sugli effetti storici delle sostanze radioattive si può raccontare che i fisici che hanno lavorato con il nucleare, non proteggendosi, non conoscevano bene gli effetti della radioattività, sono morti tutti di tumore, dalla Curie a Fermi. È stata dolorosa la morte di Neumann, di origine ebraica, figura rinomata del novecento.
    Neumann, matematico e fisico, assisteva alle prove delle esplosioni atomiche a distanza di 30 Km, per calcolare a quale altezza dell’esplosione si verificasse la massima distruzione della superficie del suolo sottostante, subito l’impatto distruttivo. I risultati dei suoi calcoli sono stati Hiroshima e Nagasaki. Il tumore, per le continue radiazioni ricevute, lo prese alle ossa. La Nemesi Storica del lancio sul Giappone? Non crediamo, per corretto principio, agli angeli del cielo. Crediamo alla reale, verificata, possibilità di subire le radiazioni atomiche, provenienti dalle centrali atomiche attive e passive, di morire di tumore per causa dei loro effetti. La percentuale degli affetti di tumore, nei dintorni delle centrali atomiche è molto alta.
    Che cosa è avvenuto durante le prove atomiche nel pacifico e nei deserti? La radioattività ha coperto la terra, l’aria ne era invasa, ionizzata, causa di mutazioni genetiche, riscontrabili, da occhi attenti, su insetti e vegetali. La ionizzazione dell’aria ha dato luogo a piogge alluvionali, senza dubbio radioattive, subite dalle popolazioni. I tumori erano numerosi sull’intera umanità. Generalmente tumori locali, nessuna metastasi, a decorso mortale rapido. La radioattività era superiore a quella causata da Cernobyl, i cui effetti si sono riscontrati sulle foglie degli alberi, compresi papiri, fichi, mandorli, effetto raro per tali piante. Per molti anni, dopo Cernobyl, i cespugli erbacei si sono quadruplicati in grandezza, (il cesio radioattivo era presente in quantità rilevante).
    Gli effetti della radioattività intorno a due centrali, mai attivate, da prendere a modello, che hanno dovuto conservare le barre di Uranio per necessità, hanno dato luogo, per un ampio raggio a mutazioni genetiche numerose, generando tumori nelle popolazioni; in Italia quella di Sessa Aurunca, negli USA, quella di Long Island. Molte altre, sparse per le Nazioni in grado di attivare il nucleare, hanno dato gli stessi effetti.
    Se il programma di centrali atomiche prospettato dal governo può assicurare la perfetta tenuta della fissione, delle scorie, costi contenuti e più vantaggiosi delle altre energie alternative, va tutto bene. Se questo non può essere assicurato, allora si deve prospettare il crimine d’interessi su guadagni non chiari, loschi, per le enormi spese che comportano le centrali atomiche, la cui durata efficiente, per usura del sistema, non supera i 15/20 anni. Sul Rodano, in Francia, è stata chiusa quella al Plutonio, elemento pericolosissimo. Il Plutonio genera anemia perniciosa, non accertabile. I centri medici non hanno i mezzi per farlo.
    Non vale la pena economica costruire i mastodontici sistemi di centrali a fissione nucleare. I costi del nucleare sono elevati fin dalla realizzazione degli impianti. Si devono aggiungere i costi militari per garantirne la sicurezza da attentati terroristici, i costi per smantellare la centrale nucleare al termine della sua attività. Tutti questi costi non sono sostenibili dalle industrie private. Lo Stato deve necessariamente intervenire a copertura delle spese, aumentando tasse e imposte ai contribuenti. In breve, il basso costo dell’energia in bolletta, potrebbe essere più che compensato dall’aggravio fiscale in termini d’imposte.
    Il rendimento, inferiore ai costi, non permetterà mai d’ammortizzare le spese di gestione, la repentina usura, la pericolosità d’incidenti, superati i limiti di sopravvivenza. L’Uranio pare sia in esaurimento, secondo le ricerche. Sono dati, compresi quelli sullo smaltimento delle scorie, coperti dal segreto militare o dal segreto di Stato.
    In sintesi i principali svantaggi del nucleare sono: il costo reale, le drammatiche conseguenze in caso di incidente, 4,5% annuo certo, da dati statistici, lo smaltimento delle scorie radioattive, danno enorme per i luoghi scelti, dove restano stoccate per migliaia di anni, milioni per alcuni elementi. Hanno tempi di decadimento lunghissimi. La produzione di armi nucleari è ipotesi costante, il grande handicap. Le comunità locali sono restie ad accettare depositi di scorie radioattive e centrali nucleari vicino casa.
    Le scorie si dividono in tre categorie:
    La Prima raccoglie i rifiuti la cui radioattività decade in tempi brevi, mesi anni; sono residui di laboratori medici, di ricerca.
    La Seconda contiene rifiuti la cui radioattività ha la durata di centinaia di anni. Contengono radionuclidi a lunghissima vita media. Sono rifiuti da reattori di ricerca e di potenza, rifiuti da centri di ricerca, rifiuti da disattivazione d’impianti di smaltimento. Si localizzano in superficie o a bassa profondità.
    Quelli di terza Categoria, pericolosi, sono rifiuti che decadono in migliaia di anni, contengono radionuclidi a lunghissima vita media, la cui attività raggiunge livelli superiori. Si vetrificano, si cementano, si riprocessano per evitare contatti all’interno delle caverne che li custodiscono; si possono verificare fissioni spontanee; si separano dai rifiuti contenenti plutonio. Si conservano in formazioni geologiche a grande profondità.
    Le energie alternative prevedono la diminuzione dei guadagni dei grandi capitalisti che lavorano con gli appalti di Stato. La Fusione Fredda è allergica ai sistemi economici, potrebbe soffocarli, prende alla gola. Si dia preferenza alle energie alternative pulite, meno costose, gestibili con risparmi sostanziali. Le vecchie Centrali Idroelettriche potrebbero ancora andare, pur di evitare il nucleare. Seguono Biomasse, Eolico, Fotovoltaico, Geotermico, dove è possibile, Centrali Solari. Rendono benissimo, più economiche delle costosissime centrali atomiche, la cui riuscita, in stabilità, non sappiamo fino a che punto sia garantita.
    I siti per le prossime costruzioni di centrali nucleari sono stati già scelti. La scelta in Sicilia indica Palma. Saranno costruzioni di vecchia generazione, sorpassate. Dopo anni di lavoro ci ritroveremo con tecnologie vecchie, inutilizzabili con sicurezza. Gli studi di progettazione costano milioni di euro, già commissionati dal governo, pagati da noi contribuenti.
    Le costruzioni delle centrali nucleari mastodontiche sono unico vantaggio dei palazzinari. Il disastro ecologico è molto esteso. Uranio e Plutonio costano, le fonti sulla terra sono limitate, in esaurimento. Nessun accenno si dà a possibili attacchi terroristici. Il disastro ambientale sarebbe gravissimo, del livello di Chernobyl. In Italia si corre pure il pericolo del rischio sismico. È altissimo. Si spende alla cieca. L’utilità economica non supera le spese di costruzione e di gestione.
    È bene dare un cenno al cimitero di scorie nucleari che è divenuto il Mediterraneo e al caso di Pasquasia, in Sicilia, in Provincia di Enna.
    Le navi, «a perdere», oltre alle carrette del mare, alla deriva per anni, utilizzate per smaltire rifiuti tossici e radioattivi nel bacino del Mediterraneo, sarebbero trenta. Interessano 22 Paesi rivieraschi. La miniera di Pasquasia, chiusa nel 1992 non si sa perché, forniva zolfo e solfato di potassio. Da qualche tempo è divenuta un deposito di scorie nucleari provenienti dal cielo. È segreto di Stato? Alcuni anni fa è circolata la voce che gli USA volessero ripartire le scorie dei loro depositi in tutte le singole regioni e province del mondo. Salvatore Emmanuele

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