Tra la Polverini e la Bonino doveva essere un’elezione all’insegna del fair play rosa, ma i politici maldestri l’hanno inquinata in grigiastro, colore della sporcizia e della pressappocaggine
“Non solo non è vero, ma è vero il contrario!”. Questa frase Berlusconi l’ha pronunciata decine di volte per rafforzare il diniego su parole e concetti degli avversari politici. Tante volte da assumere quasi il senso di uno slogan che si aggiunge ai molti da lui coniati per averla vinta, almeno a parole, nella opinione finale dei suoi elettori-spettatori.
Le altre sono dichiarazioni di pericolo sulla presenza dei comunisti, sulla malvagità dei giudici, sulla esistenza di una sinistra “sinistra”; sul rischio rappresentato da una fazione pronta a colpire gli individui “del fare” al solo scopo di “disfare”. Minaccia che deriva da una non meglio descritta setta mancina che ignava, invidiosa e rancorosa ha come unico scopo la guerra al Partito della libertà, e ultimamente “dell’Amore”.
Pare impossibile disgiungere il consenso dato alla Popolo della libertà dalla partecipazione al film che ha costruito la carriera politica di Berlusconi; alla rappresentazione che egli ha potuto dare di sé con accuse, colpi di scena e motti reiterati che sono stati un segno indelebile della sua predominante esistenza.
Sfido chiunque a dimostrare che non riesce a diventare leader politico di primo piano avendo a disposizione un congruo numero di televisioni, alcune testate giornalistiche, e ingenti mezzi economici. Anche Mister Bean potrebbe apparire intelligente e abile, se ben guidato, avendo tali mezzi a disposizione. Pensiamo quindi che risultati può ottenere chi intelligente lo è davvero.
Credo che a parte tutto il Premier si diverta come un matto da quando è entrato i politica. Lavora moltissimo, è vero. Dorme poco ed ha un sacco di pensieri, però sono convinta che non cambierebbe il suo status per tutto l’oro del mondo. Qualcuno direbbe “Già ce l’ha”, ma io intendo tutto l’oro dell’era dell’oro. E lui avrebbe potuto averlo se fosse stato un altro. Ma se la spassa così e gli basta. Un giorno spero possa scrivere e raccontare a noi curiosi come si è divertito, e darci la possibilità di conoscere la parte non ufficiale del Silvio Nazionale, quella in cui in privato si congratula con se stesso per averla data a bere a tanti, per aver convinto i refrattari, plagiato i fiacchi, cambiato il corso della storia, tutto da solo. Perché una cosa è vera. Il mattatore è lui e gli altri, salvo alcuni che mostrano estemporanei soprassalti di autonomia, sono solo comparse che se anche si sostituissero improvvisamente nessuno se ne accorgerebbe.
E’ lui il primo attore e il regista, nonché il commediografo dell’opera teatrale talvolta tragica, spesso comica che abbiamo il lusso di vedere apparentemente gratis. Speriamo questo lusso non ci venga addebitato con gli interessi troppo alti alla resa dei conti.
La sceneggiatura berlusconiana è efficace per chi non vuol altro che sentire le cose che dice. In fondo c’è gente che non vuol altro che essere rassicurata e lui è bravissimo in questo. In più è familiare. Una figura che entra in casa di tutte le famiglie ogni giorno è come un parente che si è a abituati a vedere spesso. Accadeva lo stesso con personaggi televisivi onnipresenti come Mike Bongiorno con i quali si creava un’affettività tale da sembrare impossibile a taluni di non essere corrisposti e riconosciuti quando lo incontravano.
Mi pare che si diverta anche perché la sceneggiatura del Premier non ha nulla da invidiare quanto a spasso alle stravaganti elucubrazioni di Pirandello in Così è se vi pare, o nel Berretto a sonagli, dove chi ha ragione o perde il dritto di averla strada facendo, o risulta pazzo. Nella sua attitudine a rimettere in discussione il torto e la ragione tra protagonisti c’è la volontà incontenibile di vincere sempre ad ogni costo. Ed esiste un unico punto di vista. Il suo. C’è da gustare, nell’aspetto spettacolare, la visione dei vorticosi giri che la frittata berlusconiana compie prima di ricadere ribaltata nel piatto. Un po’ teatro drammatico, un po’ prestidigitazione, un po’ finzione acrobatica. Alla fine la rappresentazione dà i suoi frutti al popolo televisivo che non aspetta che di mangiarne.
Così per spiegare che il Pdl ha ragione anche in questa confusa ricostruzione intorno alle liste per le regionali nel Lazio nega che vi sia stata una lotta al coltello fino all’ultimo sui nomi da inserire in lista, non ammette l’errore di un proprio dirigente, come non rivela chi sono i “pesci grossi” (“io sono un pesce piccolo” ha detto Alfredo Milioni, presidente del XIX Municipio di Roma quando ha capito che la scusa del panino non reggeva) che hanno imposto le sbianchettature e le modifiche in chiusura di liste. Irregolarità che anche altri partiti fanno, ma che nessuno avrebbe la sfrontatezza di presentare, una volta colto il flagrante, come colpe altrui.
Invece secondo il premier la colpa è sempre degli altri. Sicuramente di chi ha ben interpretato l’art 122 della Costituzione in tema di disciplina sulle elezioni regionali. Certamente degli invidiosi sinistri “di sinistra” che hanno nostalgia di dittature prive di consultazioni elettorali. Dei giudici del Tar che hanno quadri del “Che” alle pareti. Soprattutto dei radicali che hanno fatto una gazzarra e si sono macchiati del reato di essere al posto giusto al momento giusto per osservare qualcosa di anomalo che stava avvenendo. Insomma la colpa è di tutti meno che di se stessi. Senza un minimo di autocritica verso il pressapochismo dei propri dirigenti di partito, o del fatto lampante, compreso anche dagli stessi elettori del PdL, che un partito serio dovrebbe avere con congruo anticipo i nomi di politici attendibili e di valore iscritti per la competizione elettorale. E nello specifico una regione così importante come il Lazio dovrebbe mettere in corsa persone con un loro background valutato in corso di approfondite riunioni. Il che non dovrebbe lasciar spazio a improvvisatori e avventurieri inseriti in lista all’ultimo minuto.
Ma almeno la lista della candidata presidente è stata riammessa. L’onesta Polverini a mio parere non sarebbe male se fosse forte al punto tale da condurre la regione senza il fardello dell’entourage che la promuove. La sua azione in difesa dei diritti delle donne, le idee su quelli dei lavoratori, il suo operato non credo siano poca cosa per chi deve scegliere e votare. Tuttavia abbiamo in gioco realtà oggettive che presumono un’attenta valutazione. Il nucleare per esempio che Berlusconi intende appiopparci nella forma costosa inquinante e vecchia che servirà a far danno a noi e tanto favore a Sarkozy per sbolognarci le sue attrezzature. Credo che per lei, pur candidata della Popolo della libertà, ci sarà poca libertà.
Per cui si voterà Bonino. Per quel pizzico di sana follia che c’è nei radicali che gli impedisce di mettersi sull’attenti nell’accettare le imposizione altrui. Quella singolarità che li fa guardare diritto dentro il cuore dei problemi per tentare di risolverli in modo pragmatico senza dare nulla per scontato. Quella follia che li riporta in gioco e nel farlo rimette in discussione tutti, chiunque essi siano.
Non approvo proprio tutto delle tante iniziative radicali, ma adesso per dare un’impostazione nuova alla conduzione della cosa pubblica, per scongiurare il pericolo del nucleare, per dare un taglio ad abusi e usi avvezzi allo spreco, e infine per dimenticare la stagione Marrazzo, credo sia bene scegliere Emma Bonino. Ognuno nella sua preferenza di partito, ma radicali perché no. Non foss’altro per la trasparenza con cui pubblicano tutte le loro spese e i loro guadagni sul sito radicali.it. Non fosse che per una certa nostalgia di politici di spessore e di razza. Meglio se donne.
Roma 12 marzo 2010 Wanda Montanelli
marzo 12th, 2010 at 13:56
Le liste sono atti che hanno la sottoscrizione e la fiducia degli elettori. Non è decente il caos di accuse che derivano da scorrettezze alla faccia detgli elettori. Siamo veramente alla frutta!
Luigi
marzo 12th, 2010 at 17:40
In regione Lazio sono in discussione ancora 4 istanze per lista Pdl per la Provincia di Roma. Con il decreto salvaliste, è stata depositata in Tribunale la ennesima richiesta di ammissione alle elezioni già respinta dall’ufficio elettorale. Poi il Pdl ha presentato ricorso alla Corte d’Appello, che si pronuncerà a breve e c’è anche il ricorso al Consiglio di Stato, sperando nella riammissione della lista. Ancora: la Regione Lazio ha fatto un ricorso alla Corte costituzionale contro il decreto salvaliste. E’ un infinito pastrocchio da paese in via di sottosviluppo.
La Bonino e la Pollastrini ben farebbero a far conoscere intanto i loro programmi lasciando stare le beghe a chi ci sguazza dentro queste situazioni.
Sara
marzo 12th, 2010 at 18:11
secondo i sondaggi le due candidate sono vicine come numeri. Bonino al 42,1%, Polverini al 41,8%. C’è un moto interno alla Pdl della frangia ultraliberista contro la Polverini perché sostenuta da Storace che ha il problema dell’avversione degli ultrà del Lazio contro Lotito.
Saranno i tifosi a fare la differenza tra due ladi in gara?
mario
marzo 12th, 2010 at 18:54
dovranno giocoforza ripartire i talk show della Rai se il Tar è intervenuto d’urgenza per condannare l’insana chiusura delle trasmissioni di approfondimento di La7 e Sky, Ora c’è un altro squilibrio perché il provvedimento dell’AgCom, dopo le delibere della Vigilanza e del cda Rai, aveva messo sullo stesso piano, il servizio pubblico e le tv private, ora è la Rai a subire una penalizzazioned non più ammissibile. Le trasmissioni di approfondimento del servizio pubblico vanno riattivate al più presto.
Enrico Lunghini
marzo 12th, 2010 at 18:56
La guerra intestina contro la Polverini è proporzionale all’avversione tra Berlusconi e Fini in questioni di elezioni di veline e sul nuovo obiettivo del presidente della Camera di conquistare il campo trascurato o vessato dell’emigrazione
La stessa Alto commissario dell’ Onu per i Diritti umani Navi Pillay che ha visitato dei campi rom vicino Roma ha avuto parole di approvazione per le idee espresse da Fini sul progetto di sviluppare l’educazione per gli immigrati e fornire più opportunità per apprendere l’ italiano e un maggiore inserimento sociale.
Possiamo allora farci venire dei dubbi su che cosa farebbe Renata Polverini se fosse eletta. Darebbe retta al suo principale sostenitore o al maggiore elettorato della Pld?
In ogni caso cadrebbe in contraddizione e il fatto stesso di trovarsi in grosse difficoltà per due impostazioni contrastanti non è un buon presupposto di partenza.
Valery
marzo 12th, 2010 at 19:05
LUNEDì 15 MARZO CASA DELLA CULTURA: “L’ITALIA AL 72° POSTO PER LE PARI OPPORTUNITA’: CHE FARE?”
Carissime/i,
vi ricordiamo l’evento di lunedì 15 marzo alle ore 21, Casa della Cultura. Divulgate l’invito e se potete pubblicatelo sulla vostra bacheca. Grazie VI ASPETTIAMO”.
Iride
___
marzo 12th, 2010 at 20:01
Ma conviene come fanno i radicali chiedere il rinvio delle elezioni regionali e minacciare di invalidarle.
Il segretario Mario Staderini chiede a gran voce di rimandare le elezioni perchè gli elettori non sono stati informati per quattro settimane come il regolameto prevede con le tribune elettorali. In caso contrario, i radicali sono pronti a portare la questione alle giusdizioni internazionali per invalidare le elezioni e per far sapere che in Italia non c’è legalità.
Veramente non capisco se non faranno danno alle loro liste e a tutti gli altrei candiati del centrosinistra. Rinuncio a capire. Avranno anche ragione, ma allora perchè gli altri della coalizione non li seguono?
Basta andare in piazza domani?
Nicla Morelli
marzo 12th, 2010 at 20:40
Meglio donne!
Ma non saremmo a questo punto con donne con la testa sulle spalle invece di questi cialtroni!
Lory
marzo 12th, 2010 at 20:58
Si conteranno 100.000 manifestanti in piazza domani.
500 pullman, di cui 50 solo dal Lazio, 5 dal Friuli, 8 dalla Sicilia, 15 dal Piemonte, 10 dalle Marche, centinaia di biglietti del treno collettivi. Si inizia il corteo di pomeriggio alle 14.00.
Piazza del Popolo sarà gremita come ai tempi belli. Si manifesterà PER LA DEMOCRAZIA, IL LAVORO, I DIRITTI, LA LEGALITA’,BANDO AI TRUCCHI.
Parlerannon tutti gli esponenti politici chiuderanno Bersani e la Bonino.
Ci saranno il Partito democratico, Italia dei Valori, Sinistra ecologia e liberta’, Fed (cioé Prc, Socialismo 2000 e Comunisti italiani), Verdi; ma ci saranno anche il Popolo Viola e numerose altre associazioni.
Andiamoci a sostenere la democrazia.
Mariapia
marzo 13th, 2010 at 09:26
Formalismi di un altro sistema assiomatico, coerente con il tutto italiano
“Quando, anni fa, ho letto la nota sui libri contabili alterati da Napoleone, notizia venuta fuori da attenta ricerca, ne sono rimasto profondamente turbato.
Mi preoccupa il fatto che Napoleone, oltre a qualche delitto entrato nel segreto di stato, brutta abitudine, abbia truccato i libri contabili dello Stato per prelevare capitali a proprio vantaggio. Ha il merito di aver creato un assioma storico non eludibile, vero, coerente, non contraddittorio, che non permette di dare valore legale ed applicabilità all’approvazione definitiva della legge sul legittimo impedimento. Ogni preposto ad una amministrazione può essere un Napoleone, a maggior ragione nessun amministrativo può godere di legittimi impedimenti, dinanzi alla magistratura, che non siano la malattia, la morte”.
Salvatore Emmanuele
marzo 13th, 2010 at 09:47
“L’onesta Polverini a mio parere non sarebbe male se fosse forte al punto tale da condurre la regione senza il fardello dell’entourage che la promuove”
Se la Polverini si trovasse in nun altro contesto politico io la voterei perchè mi ispira fiducia, ma è evidente che non avrà la sufficiente autonomia per governare secondo i principi che la ispirano. E se è pur vero che per governare si va sempre incontro a compromessi, temo che i signorsì che dovrà dire saranno troppi.
Io che appartengo ad un’area moderata sono combattuta, ma per i motivi che spiega Wanda e altri che si leggono in tutti i giornali e i blog dell’opposizione non potrò votarla. Sperando di sbagliarmi.
Lidia
marzo 13th, 2010 at 10:47
STATE SBAGLIANDO GENTILI SIGNORE, ALTRE VOLTE VI HO DATO RAGIONE ANCHE SE NON SONO CHE UN UOMO ALL’ANTICA CHE HA RISPETTO DELLE DONNE E PROTEGGE LA FAMIGLIA. HO VISTO LA VOSTRA VOLONTA’ E TANTI ARGOMENTI CHE PORTATE AVANTI CON CORAGGIO, PER ESEMPIO CONTRO LA VIOLENZA E LO SQUALLORE DI ESCORT PORTATE IN PARLAMENTO. MA FINI E’ STATO IL PRIMO A OPPORSI A QUESTE COSE. LA SINDACALISTA RENATA POLVERINI HA LA PIENA FIDUCIA SELLA DESTRA VERA, QUELLA CHE QUANDO DA FIDUCIA A UNA DONNA QUELLA DONNA LA DEVE MERITARE. NON E’ GIUSTO FARE IPOTESI SUL SUO GOVERNO SE LEI ANCORA NON HA GOVERNATO. ONORE AL MERITO E MI PARE CHE RENATA POLVERINI HA TANTO MERITO. SOLO QUESTO E SENZA PRECONCETTI.
SALUTI CON STIMA.
FRANCO BARZAGHI
marzo 13th, 2010 at 16:40
Brava Wanda!
Le tue parole sono quelle che vorrei poter scrivere io: efficaci, profonde, allusive ma allo stesso tempo di un impatto tale che, non saprei se piangere o ridere. Andiamo avanti e speriamo bene!
marzo 13th, 2010 at 20:01
Un intervento di Caterina FRANCHINA da leggere:
Con l’8 marzo si è spento di fatto il fiume di retorica che ci travolge inesorabilmente ogni anno nel giorno che il calendario dedica alle celebrazioni nel nome della donna.
In ogni dove si sono sprecate manifestazione all’insegna della mimosa, il fiore dai grappoli gialli profumatissimi simbolo della vittoria sulle discriminazioni, sulle violenze e sugli sfruttamenti che nel corso della storia hanno dovuto subire le donne. Le donne effettuarono la scelta di questo ramettino giallo perché, oltre a fiorire in questa stagione, rappresentava meglio di ogni altro fiore con la sua semplicità e la sua energia quello che le stesse volevano fosse il significato della manifestazione dell’8 marzo.
Eppure, passate quelle 24 ore a tinte rosa, sembra spegnersi inesorabilmente… (continua su IL COLLE INFORMA.COM)
Rosy
marzo 13th, 2010 at 20:51
I sondaggi su (vedi notapolitica.it) confermano la tendenza già riscontrata ed Emma Bonino è preferita tra le fasce giovani e l’elettorato femminile. Se vince Emma il risultato avebbe una connotazione nazionale e un valore di unicità storica.
Diamo anche noi una mano per convincere amici riluttanti e soprattutto persone che non votano.
Vorrei festeggiare un evento speciale e bearmi di un governo regionale con i fiocchi!
Barbara
marzo 14th, 2010 at 10:15
Condivido il commento di Antonio Panaccione sull’impatto delle parole di Wanda è (ma è il famoso preside del Keplero intervistato da radio e tg?) perché lo stile liberale privo di animosità non le vieta di esplorare a fondo il problema e darle una lettura
rigorosa e chiara.
Le manifestazioni sono un’espressione democratica per disapprovare le iniziative antidemocratiche, però l’efficacia di analisi appropriate del berlusconismo, avulse da contese ideologiche, sono il mezzo più appropriato alla comprensione del fenomeno dal punto di vista politico, culturale e antropologico. E per accettare o respingere chi segna profondamente la nostra esistenza bisogna prima ben capire.
Elisabetta
marzo 14th, 2010 at 10:25
l’interesse per la democrazia va oltre l’Italia. Anche in Belgio, il 13 marzo hanno manifestato contro il “Decreto interpretativo salva-liste”. In ballo non ci sono solo i diritti degli elettori Pdl che possono comunque votare Polverini, ma in gioco esistono i diritti di tutte le liste rimaste fuori dalla competizione che hanno accettato loro malgrado di essere fuori perché le leggi e i regolamenti si rispettano e se non ci piacciono si possono cambiare ma non mentre la campagna elettorale è iniziata.
roberto
marzo 14th, 2010 at 11:39
Prevedo un risultato vincente per il centrosinistra come in Francia. Gli elettori delusi della Pld non saranno riconquistati dalle esagerazioni del Premier e come per Nicolas Sarkozy l’esito sarà tutt’altro che positivo per una destra che non ha restituito quello che ha promesso. C’è anche una ciclicità nelle scelte elettorali e le elezioni sia per noi che per i francesi sono regionali con conseguenze nazionali. L’ondata rosa francese del simbolo socialista tra oggi e il 21 li sommergerà in molte regioni. Lo stesso sarà per noi italiani con tanti voti alla Bonino di elettori Pdl.
Annalisa
marzo 14th, 2010 at 17:52
Seguo il vostro dibattito e a proposito intendo segnalare un esperimento di azioni positive basate sull’art. 51 della Costituzione per le pari opportunità. Le candidate donne in Campania si ritroveranno con maggiori possibilità di essere votate grazie alla “legge rosa” approvata dal Consiglio Regionale della Campania. E’ stato anche presentato ricorso dal Governo contro questa legge rosa, ma la Corte Costituzionale l’ha considerata legittima. Insomma tale legge obbliga i partiti a candidare le donne e prevede la doppia preferenza alternata uomo donna. In più obbliga la presenza delle donne al pari degli uomini in programmi televisivi elettorali.
Grazie a questa norma, promossa dalla Commissione regionale per le Pari Opportunità insieme ad associazioni e movimenti per la parità lo scenario e gli esiti delle elezioni dovrebbero cambiare. Vedremo come, vedremo quante elette si conteranno, ma un plauso alla Commissione parità della Campania, e agli esponenti politici che hanno contribuito volenti o nolenti, è doveroso farlo.
Sandra Gargiulo
marzo 15th, 2010 at 08:51
Niente di personale contro la Polverini però la sua candidatura costruita a tavolino potrebbe avere un senso se destra che la sostiene non stesse per formulare una nuova corrente o addirittura un nuovo partito che si inaugurerà ad inizio aprile. Il cosiddetto “pesce d’aprile”. Le contraddizioni tra il Pdl di Berlusconi e la corrente dell’On. Fini non danno garanzie tali sulla candidatura di Renata Polverini. E’ evidente che tra loro sono in netto disaccordo come è evidente che se fosse pure eletta non avrebbe il campo sgombro da ostruzionismi e limiti a governare. Siamo stanche di una politica di compromessi e desideriamo cambiare “radicalmente” il modo di gestire i beni pubblici.
Mariapia
marzo 15th, 2010 at 09:26
cambia il ventoooo…..
in francia ritorna il socialismo e con tante donne finalmente!!
sara
marzo 15th, 2010 at 12:06
E’ quello che ho notato anch’io: la rinascita del partito socialista si deve a Martine Aubry, ma anche la Segolene Royal è tornata a raccogliere consensi e interesse. Poi c’è la crescita dei Verdi che si deve alla leader (ho sentito in tv ma non mi ricordo il nome perche’ non è tanto famosa) e persino a destra c’è una crescita del fronte nazionale grazie alla figlia di Le Pen. Nel suo stesso partito Sarkozy ho sentito poi che si dovrà guardare dall’emergere di una caparbia esponente femminile. Insomma, anche la Francia, che dopo l’Italia era tradizionalmente una delle nazioni in cui le donne faticavano più in politica, sta prendendo una direzione più in linea con le altre nazioni europee moderne.
La domanda a questo punto viene da se’ : ma in Italia? Quando ci svegliamo?
marzo 15th, 2010 at 16:06
…..l’esito sarà tutt’altro che positivo per una destra che non ha restituito quello che ha promesso….
Annalisa Linori Says:
marzo 14th, 2010 at 11:39
DOMANDA???
chi conosce una destra al mondo che restituisce quel che toglie????? Per concetto non sanno neppure cosa significhi l’uguaglianza. E’ l’apoteosi del distinguo altrimenti che destra sarebbe!!!Popolo!
marzo 16th, 2010 at 08:52
Il gruppo tedesco Deutsche Telekom progetta di arrivare entro il 2015 con un management del 30% di donne perchè i leader dell’azienda ritengono che un maggior numero di donne al vertice metterà in grado di lavorare meglio.
Secondo uno studio dell’istituto DIW soltanto il 2,5% delle posizioni manageriali e’ occupato da donne: Siemens per esempio ha una donna ai vertici, mentre il 60% dei laureati che esce dalle università tedesche è donna.
Qualcuno comincia a capire!
Livia
marzo 16th, 2010 at 19:32
Un candidato per l’Italia dei Valori in Romagna invita la Daddario a presentare il suo libro confermando la prassi che avere rapporti personali con uomini di potere è il passepartout per una carriera politica. E succede in quei di Bologna dove il sindaco Delbono è sotto inchiesta per le dichiarazioni di Cinzia Cracchi sua ex,alla quale è stata proposta proprio dall’Idv una candidatura poi rientrata perchè si sono pentiti per tempo. Della serie: “Fa quel che dico ma non quel che faccio!”. In piazza rivendicano valori (quali?) ma poi di fatto inseguono le escort.
michela
marzo 16th, 2010 at 21:03
Il quotidiano Nuovo Paese Sera on-line ha pubblicato una pregevole inchiesta sulla folle scelta di riportare il Nucleare in Italia.
Se questa mattina non avete trovato il giornale cartaceo distribuito gratuitamente all’uscita delle principali stazioni Metro, vi consiglio di scaricarvelo.
Roby
Il potere affonda le sue radici sull’ignoranza.
La democrazia è conoscenza e partecipazione
marzo 16th, 2010 at 21:13
Un altro passo avanti per raggiungere quella città,la POLIS, che permetterà ai cittadini del mondo.anche d’Europoa,d’Italia,del Lazio,di
Roma di riconoscersi in questa(non più sconosciuta)Polis in ordine con la sua LEGALITA’.
ECCO L’ONERPO COME UN TASSELLO PER QUESTO.
Bene votare per la Bonino, ed è ben compreso da Wanda ,Aura e da tutti quelli che, in questo spazio che raccoglie il futuro dall’oggi, sono presenti.
La “legalità” è alle radici di una Polis dove la politica ha sede nei contenuti che la leggittimano nella complessità della sua presenza.
La Casa della Cultura Antiatomica trae da questo orizzonte d’azione la forza .
1) per restituire, a tutto il quadro, l’esatto confine dell’azione che deve essere in una nuova COLTURA:.
2)il diritto-dovere di integrare l’armonia del più(dell’arte ) con le forme nuove di rapporti interdisciplinati dai mezzi che la scienza fornisce,
3)per interagire ,nel rispetto delle singole partecipazioni al
cambiamento della realtà,strutturandosi in quel giusto rapporto tra scienza e fede,tra ragione e coscienza, restituendosi ordinatamente alle
ritmiche della vita e dell’ordine nell’equilibrio dei fattori di produzione al fine..
Il progetto,ormai concreto nei suoi schemi operativi ha una priorità nel rapporto E=E.
Ecologia uguale Economia.
Buon lavoro
Giovanni Lombardi per il CEPPEM.
marzo 17th, 2010 at 09:04
non sono poche le candidate alla presidenza delle regioni:
per il Pdl: Renata Polverini per il Lazio, Anna Maria Bernini per l’Emilia Romagna, Monica Faenzi per la Toscana, Fiammetta Modena per l’Umbria.
Per l’Opposizione: Emma Bonino per il Lazio, Mercedes Bresso per il Piemonte, Catiuscia Marini per l’Umbria,
Se vincessero tutte sarebbe una vera svolta. Parigi insegna,vediamo.
Luigi
marzo 17th, 2010 at 10:10
Roby ha scritto: “Il potere affonda le sue radici sull’ignoranza. La democrazia è conoscenza e partecipazione”.
Senza conoscenza si distrugge la natura che è di tutti.
Per salvare la scogliere di Diamante Francesco Cirillo si è incatenato. Sosteniamolo.
massimo
marzo 17th, 2010 at 12:14
Una persona che si avvicina con rabbia non permette il dialogo.
Una persona che vuole imporre le sue idee non permette il dialogo.
In televisione assistiamo ad un mare di gente che si parla addosso in un delirio di onnipotenza e questo serve a non dialogare.
Questa gente ci fa vivere la vita fuori della realtà per continuare ad agire indisturbata nelle nefandezze di cui stiamo pagando e pagheremo i debiti.
Non è un caso quando una situazione si ripete.
Se questa Italia è divenuto il paese del malaffare e dell’ingiustizia è perchè ognuno di noi crede di lavorare per sè e nel contempo sta lavorando solo per gli altri.
Se è vero che la sofferenza è proporzionale alla qualità della relazione non meravigliamoci, al risveglio da questo incubo, di aver vissuto come sudditi e non come cittadini.
stefi
marzo 18th, 2010 at 09:34
la vita spezzata di un ragazzo mi sembra un delitto orribile, e il risultato è che dopo averlo massacrato di botte non gli hanno dato nemmeno l’acqua, è morto di disidratazione… Una fine orrenda e disumana . E’ la recrudescenza violenta che gli organi di governo proteggono invece di punire severamente. Chi pagherà per questa morte?
Allora invece di dare tanta importanza alle questioni di liste sì e liste no perchè non si rivela chi ha colpa della disidratazione, chi lo ha aggredito e con un processo immediato si condannino. Lo dobbiamo alla sua famiglia e alla società. I messaggi di pace non vengono accolti se nel cuore degli uomini c’è turbamento.
Niccodemo
marzo 18th, 2010 at 14:30
I francesi ci ridono dietro per le candidature delle gnocche, soubrettine o amichette del capo. c’è una trasmissione di satira politica, si chiamas “Le Petit journal” e va in onda su Canal +. Trasmettono notizie, batture, imitazioni sull’italia il governo e ridono, ridono, quanto ridono!
gigi
marzo 19th, 2010 at 08:57
VI INVITO ALL’INCONTRO:
ROSA/NERO – I paradossi delle pari opportunità –
di Franca Fossati
LOCALE/GLOBALE
Sul perchè due donne si confrontano nel Lazio
martedì 23 marzo, alle ore 17, 30, a Roma
Casa internazionale delle donne, sala Lonzi, via della Lungara 19
Nicoletta
marzo 19th, 2010 at 08:57
VI INVITO ALL’INCONTRO:
ROSA/NERO – I paradossi delle pari opportunità –
di Franca Fossati
LOCALE/GLOBALE
Sul perchè due donne si confrontano nel Lazio
martedì 23 marzo, alle ore 17, 30, a Roma
Casa internazionale delle donne, sala Lonzi, via della Lungara 19
Nicoletta
marzo 20th, 2010 at 08:03
La lista di Sgarbi è stata riammessa dal Tar e ora chiede alla Regione Lazio il rinvio del voto di due settimane per completare la campagna elettorale e usufruire della par condicio. A prescindere da cosa decideranno i giudici ho idea se rimettiamo tutto in discussione sono anche altre le liste che in altre regioni oltre al Lazio avrebbero diritto ad essere riammesse con tanto di par condicio. No, queste elezioni stanno dimostrando la schizofrenia di un sistema partitico malato e i gudici sono chiamati a colmare i vuoti di personaggi incapaci o malfidati che in politica ci stanno per gli affaracci loro
Luigi
marzo 22nd, 2010 at 13:26
Emma Bonino, Renata Polverini e Marzia Marzoli della Rete dei Cittadini hanno registrato un dibattito su TgR Lazio.
Non mi dispiace nessuna delle tre e tralasciando le loro personalità lo scontro è stato principalmente sulla sanità, sul
taglio dei posti letto rinfacciato dalla Bonino che ha rilevato inoltre che il piano sanitario non è farina del sacco della Polverini ma del governo. Idem sul nucleare e sulla privatizzazione Acea voluti dal governo ma che la Polverini dice di non volere affermando di poter cambiare i programmi. I dubbi restano però conoscendo lo staff ( politici )che le sta appresso che è quello della lista Storace che ha lasciato un buco profondo nel bilancio delle regione. La scelta degli elettori sarà su chi può provare di fare una razionalizzazione delle spese gestionali con rendiconti noti e trasparenza. La parola d’ordine di Emma Bonino è infatti TRASPARENZA come anche Wanda fa notare. Gli altri non si sa a quanti devono dar retta.
Annalisa Torriani
marzo 22nd, 2010 at 15:23
Io invece ho sentito Rutelli criticarla (la Bonino) perche’ starebbe facendo una politica troppo “di sinistra”.
Per me Rutelli sbaglia. E’ proprio questo l’errore secondo me, quello di avere paura di avere una fisionomia chiara. Oggi tutti si collocano al centro, tutti vogliono apparire moderati e spesso i due schieramenti si confondono. Se io voto una di destra, mi aspetto che faccia politiche di destra, certo non estrema destra ma comunque di destra. Se io voto a sinistra voglio invece qualcuno che insiste su temi di sinistra. Se mi ritrovo una copia del PdL voto direttamente Berlusconi… perche’ dovrei votare una scopiazzatura quando posso avere l’originale?
marzo 23rd, 2010 at 15:08
SONO ABBASTANZA D’ACCORDO CON QUELLO CHE DICE CRISTIANA, CREDO INFATTI CHE UNO DEI MOTIVI DEL SUCCESSO DELLA LEGA SIA PROPRIO DOVUTO ALLA SUA CHIARA IDENTITA’.
marzo 25th, 2010 at 13:02
Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Fare il bagno nella vasca è di destra
far la doccia invece è di sinistra
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Una bella minestrina è di destra
il minestrone è sempre di sinistra
tutti i films che fanno oggi son di destra
se annoiano son di sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Le scarpette da ginnastica o da tennis
hanno ancora un gusto un po’ di destra
ma portarle tutte sporche e un po’ slacciate
è da scemi più che di sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
I blue-jeans che sono un segno di sinistra
con la giacca vanno verso destra
il concerto nello stadio è di sinistra
i prezzi sono un po’ di destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
I collant son quasi sempre di sinistra
il reggicalze è più che mai di destra
la pisciata in compagnia è di sinistra
il cesso è sempre in fondo a destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
La piscina bella azzurra e trasparente
è evidente che sia un po’ di destra
mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
sono di merda più che sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
L’ideologia, l’ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è la passione, l’ossessione
della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa
dove non si sa, dove non si sa.
Io direi che il culatello è di destra
la mortadella è di sinistra
se la cioccolata svizzera è di destra
la Nutella è ancora di sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Il pensiero liberale è di destra
ora è buono anche per la sinistra
non si sa se la fortuna sia di destra
la sfiga è sempre di sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Il saluto vigoroso a pugno chiuso
è un antico gesto di sinistra
quello un po’ degli anni ’20, un po’ romano
è da stronzi oltre che di destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
L’ideologia, l’ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è il continuare ad affermare
un pensiero e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c’è
se c’è chissà dov’è, se c’é chissà dov’é.
Tutto il vecchio moralismo è di sinistra
la mancanza di morale è a destra
anche il Papa ultimamente
è un po’ a sinistra
è il demonio che ora è andato a destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
La risposta delle masse è di sinistra
con un lieve cedimento a destra
son sicuro che il bastardo è di sinistra
il figlio di puttana è di destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Una donna emancipata è di sinistra
riservata è già un po’ più di destra
ma un figone resta sempre un’attrazione
che va bene per sinistra e destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Basta!
marzo 25th, 2010 at 13:33
Al punto 39 il testo di Giorgio Gaber che già preannunciava il malessere delle etichettature che l’orda dell’individualismo e del potere ha abbondantemente spazzato via.
Quel che resta è un populismo atavico che unisce quei cittadini in nome di un’autonomia o di un federalismo secondo un criterio pragmatico ideologico.
La linea politica è riconducibile ad un solo “uomo” ossia al segretario di un qualsiasi partito che decide quel che si deve fare.
Il dissenso non è tollerato nell’azione politica ed il territorio è controllato secondo le esigenze dei diversi contesti culturali fino a formare un blocco di pensiero e di azione unico.
E’ vero ciò che è al fine di risolvere i problemi con profitto ed efficacia tralasciando le sottigliezze.
La pratica utilità politica, abbandonata nell’ottocento con la Rivoluzione francese dopo secoli bui e tirannici, si rincarna oggi più feconda che mai.
Tutti ringraziano il segmento di potere che cavalca i malesseri sociali. A questo segmento se ne aggiungono altri che ben presto si omologano fino a fondersi e a confondersi.
Il volto del pensiero umano appare sempre più standardizzato ed assertivo negli slogan e nella fierezza da curriculum.
Non esistono copie nè originali. L’influenza americana storica è innegabile ma la cessione di quote di sovranità nazionale odierne non dipendono più nè dai rapporti con gli USA nè con la Russia o la Cina di domani.
Oggi le istituzioni finanziarie internazionali sottraggono potere alle istituzioni democratiche senza spargimenti di sangue…finchè un bel giorno, al defaut economico totale ci ritroveremo tutti dentro ad un incubo argentino costretti a guardare in faccia la realtà che oggi non vogliamo vedere.
Anna Rossi
Resp. Relaz. Esterne ONERPO
PS:
“L’ITALIA DIVENTA UN PAESE SENZA VERITA’, ANZI VIENE FUORI DALLA REGOLA, CHE NESSUNA VERITA’ SI SAPRA’ MAI RIGUARDO A FATTI CRIMINALI, DELITTUOSI IN CUI CI SIA MINIMAMENTE ATTINENZA CON LA GESTIONE DEL POTERE”.
Leonardo Sciascia
marzo 25th, 2010 at 21:24
La dichiarazione di voto di Luisa Laurelli. Aiutateci a divulgarla:
IO VOTO EMMA BONINO
Il 28 marzo io voto per Emma Bonino perché sono convinta che solo con lei e con il centrosinistra si potrà governare bene la Regione Lazio. Con lei sarà possibile dare continuità ad un’esperienza amministrativa positiva e dare stabilità politica al rapporto fra l’Istituzione e il mondo economico e sociale, costretto a subire ogni 5 anni una alternanza di maggioranza politica assai deleteria.
Con Emma Bonino sono convinta si potrà anche migliorare e riformare l’amministrazione in settori complessi come la sanità, l’urbanistica, la formazione.
Vi invito a leggere il programma di Emma Bonino perché credo che esso sia chiaro, esaustivo e realizzabile Non è il libro dei sogni e usa parole di verità. Se Emma Bonino sarà eletta Presidente, potremo contribuire anche con il nostro voto e dare al Lazio la possibilità di veder realizzato il proprio futuro, la vocazione di regione europea, ma anche di territorio di cerniera con i popoli del Mediterraneo, con una amministrazione attenta alla legalità e alla trasparenza, all’ equità e alla solidarietà sociale, all’efficienza e al rinnovamento nella gestione dei servizi.
Qualcuno pensa che Emma Bonino rappresenti una “parzialità” per la sua storia personale e politica: avendola conosciuta e sapendo quali sono le competenze delle Regioni, conoscendo dal di dentro la Regione Lazio e le difficoltà incontrate nella nostra recente gestione, posso dire che i cittadini del Lazio avranno in lei la Presidente giusta e necessaria. Se apprezziamo il lavoro fatto da lei con coraggio in giro per il mondo a lottare per migliori condizioni di vita dei popoli più poveri e privi di diritti democratici, se grazie a lei in Italia è stato ridotto drasticamente il numero delle donne morte per aborto clandestino, andrà sicuramente bene per amministrare la Regione Lazio. Emma saprà rappresentare i diritti di noi cittadini bistrattati in tutti questi anni dalla destra al Governo e prima ancora dalla gestione di Storace in Regione, sarà una garanzia di tutela e di riscatto.
Adesso occorre alzare la testa, rimettersi a lottare ed essere “in pista.
A quelli che mi hanno scritto che non andranno a votare, dico che anche se sono molte le pecche del centro sinistra bisogna fare un confronto con la destra al governo del Campidoglio che tradisce quotidianamente i doveri che ha verso i cittadini, a cominciare dai più deboli. Comunque votare per Emma Bonino può rappresentare il nuovo, perché ha la forza e il coraggio della discontinuità e del rinnovamento. Il Lazio non può tornare indietro, noi cittadini meritiamo amministratori onesti e competenti che realizzino programmi per il benessere dei nostri territori. La destra nel Lazio è confusa, ha già dimostrato la sua incompetenza e una gestione poco attenta al contrasto del malaffare, sia nel settore della sanità che in quello della formazione professionale. Per gran parte di questa campagna elettorale ha tentato più volte di violare le regole: in una parola è inaffidabile.
Per questo vi invito il 28 e il 29 marzo ad andare a votare per il centrosinistra e per Emma Bonino presidente. Vi invito anche ad usare questi giorni di fine campagna elettorale non in modo ideologico a favore o contro qualcuno, ma ad utilizzare i contenuti del programma per fare a vostra volta opera di coinvolgimento e di convincimento. Di Lei ci possiamo fidare.
Luisa Laurelli
aprile 6th, 2010 at 12:40
Carissime e Carissimi,
spero che la pausa pasquale sia stata gradita.
Continuando a dialogare e lavorare per convergenze di opportunità e nuove visioni mi auguro si possa contribuire al risorgimento di una Italia piuttosto ammaccata e ingorgata dalle contraddizioni.
I punti fermi restano la promozione femminile nella vita politica e sociale e la tutela delle nuove generazioni costrette a vivere senza sogni e piene di debiti.
E’ dato ormai scontato che la propaganda di un linguaggio populista abbia stravinto davanti all’assenza di concrete proposte alternative e che fra le pieghe di una cultura italiana vera si sia insediato il germe della separazione e del nemico.
Credo che il concetto di territorio di cui scrivo da anni si è ridotto all’orto di casa tanto si è distrutto nell’insieme d’intorno.
Una palese concertazione d’intenti ha spogliato un contraddittorio sano ed indispensabile alla democrazia ed ora il pericolo che qualcuno voglia farne a meno è a portata di mano.
Venendo a mancare gli equilibri ognuno di noi dipenderà da un programma monolita.
Non importa l’idea che il singolo porta con sè della politica è invece fondamentale che le idee si incontrino e fecondino per il bene dei cittadini.
Ho la sensazione che il treno si sia fermato in alta montagna e che il silenzio fra le valli non sarà più un interstizio di bellezza ma una condizione senza alternativa.
Ci stiamo imbarbarendo perchè ormai quel che è più urgente è difendere quel poco che resta anzichè riprenderci la nostra vita….lentamente scippata dall’economia, dalla finanza, dalla cattiva politica e dai pessimi del potere.