L’INCRESCIOSA QUESTIONE DONNE CHE TURBA L’ESTABLISHMENT IDV

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Ancora una volta, come per le amare esperienze di Vasto, le delegate disertano il partito senz’anima

Ci risiamo. Ci ha provato di nuovo Antonio Di Pietro a gabbare le donne del partito e come per una legge di contrappasso ha perso con la faccia anche quel poco di credibilità che agli occhi di qualche ragazza ingenua e riverente – posto che ne sopravviva qualcuna – ancora conservava.
E’ un fatto politico gravissimo la questione donne. Eccome se lo è. E’ la misura della democrazia come e più di ogni altra azione all’interno di un partito. Torno a dire che i diritti delle donne in politica sono sanciti dalla Costituzione italiana negli articoli 51, 2 ,3. La stessa carta per la quale Di Pietro si batte il petto in giuramenti di fedeltà e in proteste e minacce verso chi secondo lui non è abbastanza osservante dei suoi dettami. Tutte scene ad uso propaganda. Non ci crediamo più e ormai cominciamo ad essere in molti. L’esito del primo congresso di partito dopo oltre dieci anni restituisce, a proposito di contrappasso, le stesse accuse che Di Pietro muove contro gli altri partiti, in un’Italia dei Valori a doppia corsia, quella dei fiduciosi iscritti della base e quella dei vertici che predicano bene e razzolano male.
Leggiamo sul suo stesso blog: “Ho votato IDV ed ora mi trovo un Di Pietro che sino ad ieri ha urlato ai quattro venti no alle candidature di inquisiti o sottoposti ad indagine della magistratura ed ora sostiene uno sottoposto ad indagini come De Luca”.
Lo stesso asseriscono Luigi De Magistris e Sonia Alfano, parlamentari europei indipendenti che non sono iscritti all’Italia dei Valori e a sentir loro se ne guardano bene. Quindi, non appartenendo ai vertici di partito rappresentano un “Concorso esterno in opposizione furiosa” quando dichiarano, come ad esempio la Alfano: “Non condivido la scelta di sostenere De Luca in Campania e pertanto non darò il mio contributo per una sua eventuale elezione. La questione morale non può essere accompagnata da sconti soprattutto in Campania”.
Opposizione rinforzata da Marco Travaglio e Antonio Padellaro, anche loro ormai disincantati, che sulle pagine del Fatto Quotidiano criticano aspramente la candidatura di De Luca.
“Vorrei un partito di persone per bene” ha detto Sonia Alfano sere fa a Cruciani su radio 24 nell’intervista del programma “La zanzara”, e sembrava molto sincera nel nominare De Magistris, Claudio Fava, Flores D’Arcais e altri che meritano secondo i suoi progetti ideali, l’accreditamento nel partito-perbene.
Sul web la protesta si scatena con l’assunto: “Se date la deroga a De Luca dovete darla anche a Berlusconi”. Sonia Alfano su Facebook conferma il suo contrasto alla scelta infelice, mentre De Magistris incalza su you Tube: “L’Idv si deve sottrarre da questa cosa. Di Pietro da leader del partito si è assunto una responsabilità politica, quella di appoggiare una persona con reati gravissimi. Questa è una scelta responsabile ed impegnativa per un leader”.
La storia si ripete e per chi non sa o non ricorda è come se succedesse tutto per la prima volta. All’ hotel Marriot di Roma, il 7 febbraio si è dipanato un copione già rappresentato. Di Pietro che vuol passare dalla protesta ad essere una forza di governo, e auspica di incorporarsi nel Pd. Rammento lo slogan“Dalla protesta alla proposta” di Bellaria nel 2003 e l’accordo con Veltroni per le politiche 2006 dove il presidente unico Idv manifestava l’intento di “incorporarsi” in un unico gruppo parlamentare con i Democratici. Salvo cambiare idea subito dopo le elezioni, forse dopo il calcolo della resa economica dei consensi ottenuti.
E quante volte abbiamo sentito promettere che toglierà il suo nome dal logo lasciando volare il gabbiano senza zavorra?”.
Non si capisce poi, in questo primo congresso, quale fosse la mozione alternativa, perché Di Pietro aveva uno sfidante nel deputato campano Franco Barbato, definito “pittoresco” dai cronisti, il quale non aveva un proprio programma e non è tra l’altro nemmeno iscritto al partito (neanche lui!). Forse il suo è stato un semplice ruolo di comparsa tanto per movimentare l’evento. Una specie di commedia dell’arte con il “canovaccio” appena tracciato e poi come va-va. L’importante è fare un po’ di “ammuina”
Meglio è andata la elezione del coordinatore dei giovani con la scelta di Rudi Russo che ha ottenuto il 47% dei voti. Tra le altre candidature, alcune sponsorizzate dall’alto, non c’è stata storia perché il 28enne toscano ha vinto nettamente.

LA FALLITA OPERAZIONE ROSA
E’ stata imbarazzante invece la faccenda delle donne tal quale come la sottoscritta l’ha già descritta da tempo. Il Corriere della sera titolava ieri: “Fallisce l’operazione dirigenti rosa”, salta l’elezione delle donne, qualcosa secondo l’ex Pm non ha funzionato”.
Non ha funzionato il tentativo di asservimento da parte degli uomini di partito per decidere chi eleggere tra donne. Solo questo non ha funzionato. L’unica candidatura per il settore donne era quella di Patrizia Bugnano, già commissaria dello stesso dipartimento, per inciso creato da chi scrive sin dal lontanissimo 1998, e mantenuto fino al 2008 quando la scomoda voce di chi dice la verità e reclama democrazia venne messa a tacere. O almeno si tentò di farlo e di fatto si chiuse senza preavviso il sito web della Consulta femminile e si nominò come sostituta la Bugnano che mai si era affacciata prima nel dipartimento donne, anzi ne era proprio disinteressata, e così da politica inerte ma con l’importate titolo di “moglie di un coordinatore” in affiatati affari con la presidenza ottenne il dipartimento impegnandosi a tenerlo – presumo – spento e in insignificanza di idee e progetti.
E’ il cosiddetto fenomeno di cooptazione in funzione di “propaggine” del politico di turno che non lascia nulla di intentato e piuttosto che niente si butta ad occupare anche gli spazi delle donne Sono tentativi di contaminare l’autonomia femminile, quella giusta per fare una politica “insieme” agli uomini da pari e senza sottomissioni. Le donne idv si sono ribellate anche stavolta e invece di ratificare una decisione già presa dai vertici del partito hanno espresso dissenso disertando in massa il congresso nella fase elettiva (di 800 delegate solamente in 173 hanno votato e meno della metà per la Bugnano). Il segnale di disaccordo è stato più che eclatante con schede bianche e interviste di protesta per l’andazzo familiaristico in politica che ormai ha davvero stancato.
Tante le precedenti occasioni, tra cui quella di Vasto 2006 nell’assemblea denominata “talebana”, per la completa assenza di donne tra i relatori del convegno nazionale, e durante la quale il 22 settembre occupammo il Meeting Center dell’hotel Palace per fare la nostra assemblea autoconvocata e permanente intitolata “Vasto… aperti dissensi” con tanto di verbalizzazione raccolta firme e proteste, smorzate dalle promesse ufficiali di Leoluca Orlando in funzione di portavoce di Di Pietro. Promesse mai mantenute in questo partito di “marinai” senza certezze né porti sicuri.
Con molta amarezza, ho fatto ieri sera la constatazione che “nulla è cambiato” nonostante anni di lotte e frustrazioni. E’ però di conforto sapere che le donne Idv continuano ad essere toste, come sempre, come allora. E chi la dura la vince. La storia è aperta.

Roma 9 febbraio 2010 Wanda Montanelli

61 Responses

  1. Enrico Lughini Says:

    In genere depreco il pianto greco che voi donne fate per avere privilegi e corsie preferenziali, però dalla documentazione e da quello che riesco a capire non posso che darvi atto della vostra ragione conservata e palese. Coraggio e Avanti così. Enrico

  2. Carla C. Says:

    che esempio di contraddizione! La politica non ha un occhio di riguardo per le donne e noi non lo pretendiamo perchè ci basterebbe essere considerate al pari degli uomini, ma poi quando si constata l’impegno e la serietà di intenti non trascorrono troppi anni che ognuno riesce a farsi la sua strada. Cose così non se ne vedono tante in giro e la testimonianza di Wanda è incredibile per quanto è assurdo l’ostracismo che hanno agito nei suoi confronti e delle donne dirigenti serie. Così va il mondo, ma è da vergognarsi.
    Carla

  3. luigi Says:

    non ci sono più i politici di una volta. sono improvvisati e gli mancano le basi della convivenza tra fazioni e la capacità di chi è all’opposizione ed è in grado di far approvare leggi e riforme. L’intervista di Bertinotti da Fazio su raitre è un esempio di opposizione che produce. Lo sapete che statuto dei lavoratori è stato fatto da gente che stava nel sessantotto all’opposizione.
    La politica non si improvvisa.
    luigi

  4. simonetta Says:

    E’ una vergogna!
    E anche l’aver deciso di appoggiare il plurinquisito e plurimputato De Luca in Campania la dice lunga sul dove sia davvero arrivata l’Idv.

  5. Nicoletta Says:

    le candidate alla presidenza della regione di tornata elettorale sono aumentate e ciò è un segnale che si va verso l’uspicata parità che con l’esperienza di governo non potrà che dare ragione alle donne. Tutto sta a incominciare. Mi rendo conto che però alcuni partiti come l’Idv sono in coda al processo di progressione femminile, e temo che per motivi ovvi ben spiegati in questo blog vi resteranno a lungo.
    Nicoletta

  6. Betty Mendozzi Says:

    confido nella possibilità che un partito come l’idv con esponenti di tutto riguardo della società civile e dello stesso corpo dirigente sano si possa ravvedere per tutte le pecche che gli si rimproverano, altrimenti sarebbe un vero peccato e una perdita per i futuri assetti politici.
    Betty

  7. FRANCO BARZAGHI Says:

    VI HO SCRITTO SPESSO PER CONFORTARVI CON LE MIE PAROLE DI STIMA E VI SEGUO CON CURIOSITA’ NELLA VOSTRA LOTTA, PERO’ MI PARE CHE INSISTERE CON CERTI POLITICI CHE SONO DURI A COMPRENDERE E’ UNA PARTITA PERSA. ALMENO NOI ABBIAMO UNA MINISTRA CHE E’ GIORGIA MELONI ARRIVATA AL VERTICE PERCHE’ DONNA IN GAMBA E GLI E’ STATO PERMESSO DI ARRIVARE DOVE E’ ARRIVATA PER MERITI E NON PER PARENTELE. LA DESTRA ITALIANA HA PIU’ RISPETTO DELLE DONNE, MA VOI CONTINUATE A CERCARE L’OMBRA NEL DESERTO.
    FRANCO BARZAGHI

  8. Anna Rossi Says:

    Sono contenta per la Meloni, la Carfagna, la Gelmini, la Mura, la Bugnano e tutte coloro che si danno un gran da fare per sostenere la miseria in cui è scivolato il genere femminile in questo nostro paese che è l’Italia.
    Ora possiamo contare su una svolta incisiva della questione rosa così incresciosa per l’assenza di donne nei gangli vitali di questa società.
    Sento già i cavalli delle amazzoni che riconsegneranno alle nostre donne quella dignità negata da un sistema patriarcale gonfio di sete di potere e di arroganza e quant’altro.
    Restiamo in attesa di “fatti” e di “numeri”.
    Quando dalle assemblee politiche ed dai tavoli decisionali ci saranno le voci che vogliamo ascoltare, le questioni che vogliamo affrontare, le ingiustizie che vogliamo sconfiggere, i progetti che vogliamo sottoscrivere….allora vorrà dire che qualcosa sta accadendo di buono.
    Questo sistema ipocrita che strumentalizza le donne lasciandole scivolare nella loro solitudine, nei carichi assurdi del sostegno sociale, in una maternità consapevole che può fare solo conti, nel ricatto capillare che s’infila fra le pieghe del lavoro, nella pubblicità discriminante che propone solo corpi da oltraggiare e consumare…..
    I segnali positivi sono troppo deboli nonostante i duri allenamenti delle candidate a correre.
    Va sgombrata la strada che non lascia passare le viandanti della giustizia sociale.
    Nessun pianto greco!
    Solo determinazione e solidarietà: in questo ci riconosceremo.
    Cordialmente
    Anna Rossi

  9. Antonio Greco Says:

    IN relazione all’articolo “Incresciosa situazione”, noto :

    - che la crisi galoppante che va avanti nell’Italia sociale da almeno un decennio, per il fatto di non essere presa in conto con misure adeguate, sta facndo distruzioni nella società !

    - che ogni partito, chi più chi meno risente di questa crisi.

    Circa 5 anni fa dovetti dimettermi da IdV, dopo un anno di iscrizione, per evidente gestione “di potere” da parte di due assistenti di AdP? Cosa inaccettabile da chi parla di Valori !

    Antonio Greco

  10. mar_josoy70 Says:

    il problema è ke di persone coerenti come te ce ne sono sempre meno
    cmq vi posso dire? è uno scandalo quello ke sta succedendo
    perche’ dovrei votare idv se è come tutti gli altri? poi sta storia delle donne a distanza di anni stanno sempre così… io a sto giro mi sa ke non voto proprio

  11. Vittoria Says:

    Cara Wanda, mi meraviglio ancora che una donne intelligente come tu sei, ancora si perde con certe persone; persona che già tempo addietro aveva dimostrato di non conoscere il genere umano, riammettendo fra i suoi iscritti colui che aveva tradito come giuda strappando in sua presenza la bandiera…….. e non aggiungo altro, so bene che tu certe cose le sai e le ricordi molto bene. poi davanti ad uomini così perbenini non si possono affiancare donne veramente dalle mani pulite….!!!! con immutata stima.
    Vittoria

  12. Gabriella Says:

    So quello che è successo in questi anni. Me ne sono andata perchè non ne potevo più. Tu come fai a resistere?
    Ma sono con te per tutte le volte che metti fuori la tua grinta. Brinderemo alla vittoria. Chiamami quando sarà.
    Gabriella

  13. ester Says:

    a casa non si sta bene e quelle che di noi hanno ceduto per rinunciare hanno fatto male. La goccia che buca la pietra prende un tempo indefinito ma goccia dopo goccia si lascia il segno che una volta inciso resta indelebile. Con la nostra presenza, le critiche, il sostegno e quando è il caso la lotta aperta avremo partecipato e scritto il passaggio al postmaschilismo.
    A Wanda un enorme grazie.
    ester

  14. michela Says:

    la festa della donna è vicina ma arriverà il giorno in cui l’8 marzo sarà la festa degli uomini e i restanti 364 giorni festa della donna?
    michela

  15. michela Says:

    ARRIVANO LE LEGGENDARIE PROF!
    È in libreria il numero 79 di Leggendaria, dedicato a “Le Prof”, un numero di grande attualità che speriamo aiuti a discutere fuori e dentro le scuole. Il Tema curato da Simona Bonsignori, fa un ampio scenario della situazione: la scuola che verrà con le riforme Gelmini, i costi che pagheranno le donne, docenti, studenti e personale amministrativo; il precariato e i temi relativi alla dimensione multietnica delle classi. E poi testimonianze di chi nella scuola ci sta e di chi invece non riesce ad entrarci, una rilettura della famosa Lettera a una professoressa di Don Milani e i docenti “immaginati”, quelli protagonisti al cinema e in Tv, nei romanzi e nei fumetti. Ricca la sezione di Primopiano e molti consigli di lettura nelle nostre rubriche Letture, Ultimi Arrivvi e Under15. Ricordiamo Mary Daly – donna geniale e scomoda – e Fernando Vinello, un uomo che amava le donne. Andate sul nostro sito http://www.leggendaria.it: potrete vedere la copertina del nuovo numero, leggere l’editoriale e il sommario, sorridere con la Striscia di Lori e acquistare questo fascicolo, gli arretrati o l’abbonamento.
    La redazione

  16. Silvia Cangemi Says:

    Antonio Greco che scrive: Circa 5 anni fa dovetti dimettermi da IdV, dopo un anno di iscrizione, per evidente gestione “di potere” da parte di due assistenti di AdP? Cosa inaccettabile da chi parla di Valori”, e lui sa che non è il solo e che intere schiere di ex appartenenti hanno preso la fuga. un vero peccato.
    Silvia

  17. Piera Says:

    L’incresciosa questione non è solo delle donne. Il partito è penalizzato dalla scelta di personaggi che “hanno bussato a tutte le chiese pur di mantenere un posto di potere”.
    Piera

  18. anna Says:

    la querelle del partito non è nuova e se è una fase fisiologica di crescita si può ammettere qui però si sta esagerando.
    anna

  19. Anna Rossi Says:

    ….venni chiamata a Roma per una convocazione di donne al fine di eleggere la responsabile del Lazio….neppure sapevano che facevo parte della Consulta Nazionale…..nè venne informata Wanda che ne era la Responsabile Nazionale….alla faccia dell’organizzazione!!!!
    Teatrini di periferia dove i giochi di alcuni non hanno nessun interesse a creare un confronto di crescita della base.
    Io avrò il difetto di sviscerare il valore del confronto ma so ancora riconoscere un teatrino da una rappresentazione seria.
    Il problema del confronto e della serietà nella ricerca di partecipazione è un problema a 360°. Le donne sono tagliate fuori a meno che non occupano un posto di “favore” ed allora vengono inserite direttamente nelle liste e promosse.
    Fra le favorite ci sono alcune che pur di prendere posizione sono funzionali ai dettami patriarcali meglio degli uomini….tanto se ne fregano della questione femminile. Queste sono coloro che oltre a danneggiare il loro genere rappresentano al peggio lo stesso ed alimentano gli andazzi.
    Ed invece bisogna andare a votare….magari presentarsi davanti alla cabina e SOTTOSCRIVERE di NON voler votare ma non lasciare la possibilità che il non voto diventi di altri.
    Anche Ponzio Pilato lavandosi le mani permise la crocifissione di nostro Signore:

  20. Anna Rossi Says:

    …quanto al punto 18. sono stata poco chiara circa l’incontro al femminile di due anni fa in sede IDV a Via Cicerone a Roma non certo determinante sulla “futura” scelta della responsabile del Lazio…
    Fu una sorta di flash…di quelli che all’improvviso scattano una foto …e tutto finisce lì.
    Le donne che sedevano erano state pescate come da un cappello magico e le più erano talmente al di fuori di un qualsiasi obiettivo concreto che la sensazione fu proprio quella di una grande perdita di tempo e di un ambiente funzionale solo alla logica di qualcuno.
    Sarà l’abitudine ad argomentare, sarà la voglia di costruire insieme ad altri, sarà la ricerca di dare un significato a quel che si fa, sarà che per me le situazioni poco chiare non hanno senso….che quando fui fuori trovai tutto di un inutilità rara.
    Chi ha partecipato ai collettivi scolastici o universitari conosce bene le scalette degli incontri e sa che alla fine il risultato è un aggregazione di intenti.
    Se oggi ci ritroviamo a non avere punti di riferimenti territoriali veri, tangibili, concreti è perchè abbiamo troppo permesso dalla logica del potere di mercato.
    La legge elettorale ha tagliato tout court la possibilità di scegliere il nostro Parlamento e i comandati obbediscono a chi li comanda e stop.
    A noi il compito di tagliare questa realtà.
    da ora.

  21. Lisa Says:

    Riporto le parole di chi è dedluso: “Mi sono sbagliato, sono stato ingannato. Sono vicino a Gioacchino Genchi che ha annullato tutti i suoi incontri in programma con esponenti e candidati dell’IDV, concordo con le parole di Sonia Alfano che ha definito quello fatto da Di Pietro al congresso IDV un tradimento morale”.
    Vedere facebbook per il resto.
    Lisa

  22. antonia Says:

    se tutto è un affare, e mi irritano le notizie sulla protezioone civile e Bertolaso che credo fino a prova contraria in buona fede, cosa ci resta se non puntare sulle nuove generazioni e educare i piccoli a non prendere esempio da noi? Solo guardando lo sguardo di un bambino di questi tempi abbiamo la certezza di pulizia morale, gli adulti ci hanno deluso uno dopo l’altro.
    antonia

  23. silvia Says:

    come i giovani dell’abruzzo non posso che esclamare: “Diteci che non è vero!”.
    silvia

  24. Anna Rossi Says:

    Il valore di chi gestisce le stanze del potere è direttamente proporzionale all’equità sociale che produce.
    Le disuguaglianze spropositate che ad esempio fanno del sud Italia un paese da terzo mondo ci parlano di un sistema politico-imprenditoriale preoccupante.In questa situazione di degrado si infila la questione morale mai risolta e che a distanta di diciotto anni da “tangentopoli” si ripresenta puntuale e drammatica più che mai.
    Il ricatto è infinito.
    Quando lo si accetta una volta non si può più tornare indietro.
    Il gioco perverso della corruzione ha sviluppato un virus che pian piano si sta appropriando del paese facendolo rientrare nella patologia dittatoriale.
    Le logiche di mercato sono valide sono per “alcuni” che furbescamente entrano nel meccanismo dello sfruttamento delle risorse mentre i più restano vacche da mungere e null’altro.
    I cittadini sono azzittiti davanti alla sopravvivenza ed intontiti da messaggi mediatici che dirottano la realtà dei fatti.
    Nel contempo cominciamo ad assomigliare ad una società Neanderthaliana dove l’uomo selvatico marca vistose note di decadenza.
    L’Homo sapiens, così diradato, riuscirà a suscitare lo stesso interesse scientifico che ha suscitato il suo predecessore?
    AAAcercasi esseri illuminati!
    E’ un’emergenza!

  25. alemacri Says:

    - NON SARA’ PIU’ POSSIBILE UTILIZZARE UNA S.P.A. PER RISOLVERE LE EMERGENZE

    - LA PROTEZIONE CIVILE E’ STATA ASSORBITA DALLA PROTEZIONE GIUDIZIARIA

  26. MA TONINO E SILVIO PER ME PARI SONO Says:

    ONOREVOLI VELINE, SARA’ PER UN’ALTRA VOLTA.

    Lo scandalo Protezione ha fatto saltare molte candidature alle Regionali…

    di Sara Nicoli

    Silurate. Certo, trattandosi di signore, il termine è stridente, ma la politica, si sa, è spietata. E così, se l’altra volta, per le Europee, la colpa era stata di Veronica e di un assegno del divorzio ancora tutto da discutere, stavolta ci si è messo Bertolaso e i suoi massaggi speciali ad inficiare, forse definitivamente, alcuni sogni rosa di glorioso futuro politico. D’altra parte il Cavaliere, qualche giorno fa, aveva detto che nelle liste non ci sarebbero stati “né parenti, né veline” ma un conto è dire, un altro è poi quello che si scrive in lista. Perché nel Pdl, su questo fronte, ci sono due scuole di pensiero. Da un lato il rigore che mostra Rocco Palese, sfidante di Nichi Vendola in Puglia o quello di Caldoro in Campania, entrambi decisi a porre uno sbarramento alle candidature femminili di dubbia provenienza. Dall’altro, però, ci sono quelli come Maurizio Gasparri, che soprattutto in Calabria, complice l’amico Scopelliti, starebbe, secondo voci vicine al Pdl, cercando di infilare alcune signore deluse dall’ultimo no in liste collegate a quella del centro-destra ma non direttamente riconducibili al Cavaliere. Cosa non si fa per compiacer il Capo. Ma, intanto, soprattutto in Puglia, c’è chi piange lacrime amare. La prima mossa di Palese è stata infatti di allontanare Angela Sozio, la rossa del Grande Fratello 3 , immortalata sulle ginocchia di Berlusconi a Villa Certosa. Per proseguire con Graziana Capone, l’Angelina Jolie di Bari vecchia, che la scorsa estate sedeva “alla destra di papi” alle cene di Arcore. Ma anche la finalista di Miss Italia Francesca Provetti, la meteorina Giovanna Del Giudice, Francesca Pascale, una ex velina e fondatrice del Club Meno male che Silvio c’è, fino a Emanuela Romano, animatrice del club Silvio ci manchi. Insomma, una strage nelle regioni del sud, perché anche in Calabria, dopo alcune polemiche, rischia di non vedere luce il passaggio di grado dal comune alla regione di Angela Napoli. E al nord? Pare che ci sia un’unica candidata su cui Berlusconi non vuole transigere, ovvero Chiara Sgarbossa, l’ex meteorina in arrivo in Veneto nel listino di Zaia. Ma nel Pdl, giurano, c’è ancora tempo per cambiare le carte in tavola. E casomai far fuori anche lei. Intanto, domani Berlusconi sarà a suo grande agio nella presentazione ufficiale delle donne candidate Pdl a presidente di regione. Si tratta di Anna Maria Bernini (Emilia-Romagna), Monica Faenzi (Toscana), Fiammetta Modena (Umbria). E se si esclude Renata Polverini (Lazio) che ha qualche chance di farcela, le altre sono tutte perdenti in partenza. Altrimenti Berlusconi non avrebbe scelto delle donne.

    (Il Fatto Quotidiano)

  27. lory Says:

    che cosa è diventata la politica una compagnia di giro, una casa di saltimbanchi e del teatrino parla proprio il capocomico!
    lory

  28. barbara Says:

    La tangetopoli non è mai finita e Galli Della Loggia nel suo editoriale scrive che non è colpa della politica ma dell’italia. Gli italiani in tutte le transazioni anche private secondo lui non fanno niente per niente. Però mi piacerebbe sapere chi ha fatto scuola agli italiani e all’Italia negli ultimi trent’anni.
    barbara

  29. Anna Rossi Says:

    Nessuno al mondo fa niente per niente se ci sono gli affari di mezzo e questo accade nel mondo intero. L’Italia ha solo un aggravante che è quella di dichiararsi “civile” mentre opera su due piani: quello degli eletti unti dal “signore” e quello dei poveri “cristi” che riempiono di sudore le casse dello stato….puntualmente svaligiato da varie bande bassotti.
    Scorribande e furti lungo lo stivale sono a migliaia nelle pagine della storia.
    Appena cinquant’anni fa il brigantaggio era ancora vivo in alcune aeree del sud.
    Quest’anima “ladrona” mal si sposa con la gente perbene che invece esiste e che non riesce a fare pulizia di tanta immondizia materiale e morale.
    Politica, affari, sesso si intrecciano in un clima di assoluta indifferenza che non va oltre il gossip.
    Questo spiegherebbe la debolezza morale degli italiani attraverso la loro incapacità di protestare e ribellarsi davanti ai loro soldi sprecati ed ai debiti in nome loro contratti dai “gentiluomini” che gestiscono le casse del paese.
    Il degrado è palese.
    E’ un degrado viscerale che si veste a festa all’occorrenza e appunta medaglie sui petti dei pavoni.
    Resto dell’idea che il male a volte ce lo meritiamo.
    L’italiano medio è taglieggiato attraverso le sanzioni di ogni genere e privato dei suoi beni.
    Si ipotecano gli immobili e si toccano i conti personali senza uno straccio di avviso preventivo e nessun giornale ne parla.
    La maleducazione e la mancanza di senso civico ci mette di fronte ad una realtà bestiale e tutti abbozziamo.
    In Parlamento siede gente che non sa neppure quando e cosa sia stata la Rivoluzione Francese per l’Europa democratica.
    Il Cavour per alcuni era addirittura uno scrittore.
    Fantascienza!
    Gli intellettuali si sono chiusi nelle loro nicchie lasciando che alcuni loro colleghi “servano” il filibustiere di turno.
    Un piccolo esame personale ci troverebbe non idonei alla cittadinanza di uno stato rappresentativo dell’unità di un popolo.
    Nessuno, a mio avviso, ha fatto scuola di illegalità senza che non ci fosse qualcuno pronto ad apprendere brillantemente la materia.
    Nessuno si è opposto a regole marce in nome della giustizia.
    Creddo che una parte elevata di colpe siano del singolo troppo preso a coltivare il suo orto dimentico che l’acqua che lo annaffia passa per quelli accanto.
    …ma come diceva Anna Frank nel suo diario prima di finire nel lager nazista: “In fondo non penso che tutti gli uomini siano cattivi!”.

    Anna Rossi
    Resp. Relazioni Esterne ONERPO

  30. Gloria K. Says:

    Condivido con Anna Rossi e a quanto pare l’Ansa conferma:

    ANSA.it > Politica > News

    FareFuturo: rischio dittatura emergenza

    E’ un potere che incatena gli individui
    16 febbraio, 18:35

    ROMA, 16 FEB – ‘C’e’ una dittatura in atto, senza un dittatore in carne e ossa, ma pericolosa. La dittatura dell’emergenza’, scrive FareFuturo. Il direttore Filippo Rossi in un editoriale su Ffwebmagazine (periodico online della fondazione di Fini) non cita il caso Bertolaso, ma affronta il tema piu’ generale: ‘L’emergenza e’ una dittatura che, come in uno stato totalitario, uniforma tutto a se stesso e fa diventare tutto emergenza’ Ed e’ ‘un potere che col terrore incatena gli individui’.

  31. Stefi Mariani Says:

    W IL LAVORO DIPENDENTE!!!!

    La metà dei contribuenti non supera i 15.000 euro; più in generale, il 91% dei contribuenti dichiara redditi non superiori a 35.000 euro e poco meno dell’1% dei contribuenti dichiara redditi superiori a 100.000 euro annui. Il 52% dell’imposta è pagata dal 12% dei contribuenti con redditi oltre i 35.000 euro. I redditi dichiarati derivano per il 78% da retribuzioni da lavoro dipendente e da pensioni, per il 5,5% da redditi da partecipazione, per il 5% da redditi d’impresa e per il 4,2% da redditi da lavoro autonomo.

  32. GLO Says:

    LETTERA:
    NON IGNORIAMO LA SCUOLA

    Sarà deformazione professionale, ma mi piacerebbe vedere realizzati almeno alcuni «apprendimenti minimi»: e proverò a sintetizzarli:
    1.L’atteggiamento prevalente evidenziato dalla nostra classe politica nei confronti della scuola è una sorta di neocinismo contemporaneo (per citare Pasolini).

    2.Il potere politico neocinico non dialoga: nessun organismo dei genitori, nessuna associazione professionale, nessuna rappresentanza del mondo della scuola è stata seriamente ascoltata prima di inventarsi certe scelte e certe razionalizzazioni. Lo sguardo smarrito del genitore del bambino disabile privato del sostegno, la rabbia del precario estromesso dal lavoro, il dolore imbarazzato del collega di ruolo più «fortunato», la malinconica ironia del dirigente scolastico, il sorriso della madre di classe privilegiata e la rassegnazione di quella proletaria: ringraziamo Iacona per queste immagini del paese «reale», a cui nessuna riforma scolastica guarda.

    3.Questo potere non riconosce l’importanza di quello di cui si occupa: non sa nulla della cultura non utilitaristica, non conosce i fondamenti del sapere: mette in piedi un riassetto che non ha basi pedagogiche, che non riconosce il disagio o la differenza tra vocazioni e abilità, che affida tutto alle famiglie e ai loro disvalori, proprio mentre monumentali trattati di sociologia denunciano la crisi irreversibile dell’istituto familiare. Quale legami deve esserci tra chi apprende e chi insegna? Amore e curiosità, calore e relazione: i disperati del corridoio, docenti e studenti costretti a correre da una sede all’altra, da una classe all’altra, senza banchi e senza finestre, possono amare la scuola come gli altri?

    4.Infine. Gelmini proclama una qualità che prescinde dalla quantità, e così giustifica i tagli alla scuola pubblica: ma senza infrastrutture, senza formazione, senza risorse umane, senza neanche le sedie, quale qualità è possibile, onorevole ministro? Una qualità che rende felici nasce dal desiderio, non dal mercato: e l’unica competizione che rende felice un giovane è figlia della passione, come la passione matematica degli allievi di Massa Carrara e del loro professore. Ringrazio Presadiretta per averlo ricordato a qualche milione di italiani.

    Insegnante di lettere al liceo Umberto I di Napoli

    16 febbraio 2010

  33. alemacri Says:

    - MOMENTI DURI A “LA PROVA DEL CUOCO”: NON SOLTANTO IL GASTRONOMO BIGAZZI E’ STATO SOSPESO PER AVER DATO UNA RICETTA SUI GATTI, MA SI PREANNUNCIA UN’ASPRA LOTTA AL FEMMINILE TRA L’ATTUALE CONDUTTRICE ELISA ISOARDI E ANTONELLA CLERICI CHE STAREBBE PENSANDO A UN RIENTRO IN GRANDE STILE DOPO SANREMO…

    - BIGAZZI LORO.

  34. Miriam Says:

    c’è un dato culturale che non ha nessuna intenzione di cambiare. Gli articoli della Costituzione come l’articolo 51 non sono sufficienti se non si prevedono forti penalità per chi non aziona interventi “positivi” per
    ffavorire la parità. In un panorama così partiti che si distinguono perchè considerano le donne come merce di scambio ce ne sono nella maggioranza e all’opposizione. Vedasi l’ultimo scandalo e anche quello che lo ha preceduto. Vedasi l’attaccamento alla famiglia di certi partiti dei cosiddetti valori che non si distaccano dal narcisismo e dai sultanati di tipo berlusconiano.
    Miriam

  35. gianna nervini Says:

    E’definita l’ultimo simbolo della deriva dipietrista la candidatura di Maruska in Liguria. Le attiviste e dirigenti locali hanno protestato ma come al solito Di Pietro le chiama “le signore” e disconoscendo la loro fattiva partecioazione ai destini del partito risponde ad Elsa Muschella su “ll Corriere della Sera” e con indifferenza dice: “Le signore che si lamentano in Liguria dimenticano già di avere ruoli importanti e ancora di più ne avranno in futuro”. La solita solfa e la solita presa in giro delle donne che credono di trovarsi in un partito serio.
    gianna nervini

  36. marta Says:

    sono d’accordo. Le candidature dovrebbero essere scelte consapevoli tra le dirigenti dei partiti con meriti, o tra chi nella vita sociale ha una storia personale indirizzata al bene altrui degna di nota. Non mi pare il caso delle candidature di Di Pietro che partono dagli stessi motivi di quelle di Berlusconi. Il libro di Alberico Giostra è chiaro sulle similitudini tra i due politici e sulla bassa considerazione che entrambi hanno delle donne.
    marta chiverri

  37. roberto - collegamento Says:

    A. Giostra scrive anche altro e val la pena di leggere qualcosa in più.
    roberto

  38. Lisa Says:

    Se mi guardo intorno mi viene lo sconforto da qualsiasi parte guardo.
    Lisa

  39. GLO Says:

    ….e nel mentre nulla accade di nuovo sotto il sole…si fanno troppe chiacchiere per non dire nulla.
    Senza una rete di persone attive in grado di relazionarsi su un piano pratico ossia di “fatti” le chiacchiere stanno a zero.
    La società civile è in agonia.
    Non sento odore di spiriti nobili.
    Fra non molto sarò maggiorenne e la società dei “responsabili” così come la leggo mi lascia più che perplessa.
    GLO

  40. Gianni Says:

    Glo ha scritto “La società civile è in agonia”, ed è in asfissia sotto il cumulo di sporcizia morale che questi governi e questi uomini politici hanno causato. Il tempo della trasparenza e di là da venire. Molto dovrà venir fuori di marciume cumulato durante la corsa all’accaparramento di beni e potere. La società postmaschilista di cui si legge in questo blog verrà dopo che sarà stato durissimo scardinare il potentato fondato sulla menzogna la prevaricazione e il malaffare. Sono un uomo che è disposto a pensare in una possibilità che le donne siano migliori. Non è che ci resta molto altro da sperare, ma è come voler credere a tutti i costi che esiste Babbo Natale.
    Gianni

  41. life_on_mars_2010 Says:

    ad ogni passaggio elettorale la solita solfa: vengono candidati portaborse, stelline, amici, amiche e fedelissimi.
    sconcertanti i resoconti sui giornali di come sono formate alcune liste… ma anke all’estero è così?

  42. Lidia Says:

    All’estero sono più seri e hanno l’abitudine di dimettersi se l’opinione pubblica scopre anche una piccola mancanza. In Italia son facce di tolla.
    Lidia

  43. ester Says:

    Lo scandalo a cui si assiste ahinoi impotenti non ha eguali da nessuna altra parte del pianeta nè in paesi democratici e nemmeno in paesi totalitari. I cittadini subiscono le ruberie per il fatto che non si capisce più da parte arrivano. Fare una pubblicazione sul web di ogni introito e espesa economica come i radicali propongono, e fanno, è evidente che a troppi non conviene; che sia per questo che li boicottano con la raccolta firme?
    ester

  44. Anna Rossi Says:

    ester Says:
    febbraio 25th, 2010 at 09:42

    ….Lo scandalo a cui si assiste ahinoi impotenti non ha eguali da nessuna altra parte del pianeta nè in paesi democratici e nemmeno in paesi totalitari….

    Cara Ester
    vorrei puntualizzare il concetto di impotenza psicologica che viene attribuito ad una sorta di cittadini incapaci di ribellarsi al malcostume ed all’arroganza di un sistema corrotto.

    Ogni mattina ci svegliamo e ci relazioniamo con gli altri:
    Lo facciamo in virtù dei progetti che portiamo avanti, lo facciamo per avere soddisfazioni e lo facciamo anche solo per guadagnare ciò con cui sostenerci.
    Due sono le alternative possibili per eccesso che incontriamo nell’affrontare la realtà quotidiana:
    una è quella scorretta di un potere che sfocia nella prepotenza e l’altra è la carenza di mordente personale che si chiama impotenza.
    Fra questi due eccessi c’è l’IO del prepotente che non vuole condividere nulla e l’incapacità di reagire di chi è senza credibilità e non agisce se non autorizzato da qualcuno.

    Il risultato è che prepotenti ed impotenti sono funzionali fra loro e che entrambi si circondano di inetti.

    Per entrambi non esistono col-laboratori ma solo sottoposti.

    Se guardiamo alle persone che ci circondano capiremo subito in che mare ci stiamo bagnando.

    Nessuno subisce quel che non vuole subire e nessuna persona sensata chiede il rispetto poichè questo ultimo lo si pretende.

    Per quanto riguarda la democraticità “condivisa” di alcuni paesi avrei forti dubbi lì dove il potere consolidato chiude tutte le porte al dialogo ed ad una nuova potenziale visione del futuro.

    Per quanto riguarda i paesi totalitari propriamente detti e riconosciuti come tali dalla comunità internazionale….beh! in quei paesi la gente muore e spesso si sacrifica in nome della causa della “LIBERTA’”.

    CHI SI FA SPAVENTARE DAL NUOVO, CHI NON OSA PERCHE’ SI NASCONDE DIETRO AL “E’ COSI’” e inutile dire che merita di finire nelle fauci di chi agisce secondo: “SI FA COSI’ PERCHE’ LO PENSO IO”.

    Se non siamo in grado o non possiamo dare dignità ai più deboli diamola almeno a noi stessi attraverso un comportamento responsabile, equilibrato e misurato.

    Anna Rossi
    Rsp. Relazioni Esterne ONERPO

  45. webmaster Says:

    Gentile signore, gentili signori, cari colleghi,

    Vi prego di trovare qui di seguito il link al nostro sito internet dove potrete scaricare i poster realizzati dal Parlamento europeo nell’ambito della campagna di comunicazione per la “Giornata internazionale della donna 2010″. Come potrete vedere, il messaggio della nostra istituzione è chiaro e diretto: “Violenza contro le donne: Insieme possiamo fermarla!”.

    http://www.europarl.it/view/it/press-release/pr-2010/pr-2010-February/pr-2010-Feb-18.html;jsessionid=F94304DC50E4BF87113B017F8AEC2636

    Mi farebbe piacere se, nonostante i tempi ristretti, poteste inserire questo materiale nel vostro sito internet oppure utilizzarlo nel corso degli eventi che organizzerete per la Giornata della donna.
    Con i migliori auguri di buon lavoro.
    Clara ALBANI – Direttrice Ufficio d’Informazione

  46. mario Says:

    Ma un ministro che dice: Come siamo arrivati a farci comandare dalle z… e una velina di TELECAFONE (!!) che asserisce “Dovrei essere l’unica candidata che fa riferimento diretto a Silvio Berlusconi”, cosa rappresenta in questa nazione sommersa dal fango?
    Mario

  47. Stefi M. Says:

    UNA LEZIONE ALLE DONNE ITALIANE CHE DORMONO

    Al telefono da Ginevra, dove partecipa a un convegno della «Federazione internazionale per i diritti umani» (Fidh) Shirin Ebadi, premio Nobel per la pace, paladina dei diritti umani in Iran.
    —–

    DOMANDA:Neda Soltan, è diventata il simbolo della pacifica lotta degli iraniani per la libertà. Come spiega che così spesso in Iran le donne siano in prima linea, sia come vittime dell’oppressione che come protagoniste della resistenza?

    RISPOSTA:«Lo trovo piuttosto normale. È logico che coloro che sono le prime a patire per la negazione dei diritti, siano poi anche all’avanguardia nella battaglia per ottenerne il rispetto».

    P.S. UN SUSSULTO DI CORAGGIO E DI ORGOGLIO DOVREBBE FAR VIBRARE LE NS VISCERE….invece si resta a guardare come di la Rossi senza dignità.
    Ciao, Stefi

  48. barbara Says:

    Ho letto che Alessandra Mussolini ritirerà la sua candidatura al consiglio regionale della Campania per far saltare il tappo che opprime e soffoca la vera pari opportunità elle donne campane alla sfida elettorale.
    La protesta
    Lo annuncia in quanto le donne che hanno diritto ad aspirare ad un risultato sono indotte a fare un passo indietro come succede in Idv perchè si privilegiano candidate “affettivamente” vicine al capo partito.
    Tutto il mondo paese,tutti i partiti si assomigliano!
    Barbara

  49. Filomena Says:

    Trovo la polemica femminile noiosa. Oltre al fatto concreto di far bene la spesa e tenerei conti della casa le più chiacchierano. Le intellettuali non fanno rumore e quelle che possono avanzano con tutti mezzi. Vogliamo parlare di come far qualcosa sul serio o ci siamo così affezionate all’aia che non riusciamo a fare altro?
    Scusate lo sfogo ma non sento la volontà di far girare il vento. Al contrario solo uno spirito polemico aleggia fra le righe. Gli interventi interessanti vengono baipassati e ad intermittenza la banalità.
    Propongo un meeting della donna nuova. Idee e proposte. Un’immagine per comunicare nuovo stile.
    Propongo che ci si incontri e si discuta per andare verso un obiettivo comune che ancora non è chiaro chi lo cavalchi.
    CIAO

    Filo

  50. Valery Says:

    La lettera aperta della Laurelli è un significativo segno di scelte elettorali che penalizzano le donne. La pubblico per aggiungere un tassello al confuso puzzle di una politica schizofrenica che adotta parametri di valutazione a margine dei meriti personali e nella centralità dei rapporti di forza e di interscambio tra favori, ma favori di qualità diversa dal consenso elettorale poiché la Laurelli vale 30.000 consensi. Valery

    Luisa Laurelli:”vi scrivo con molto dolore nel cuore ma con oggi chiudo questa corrispondenza con voi perché, terminando il mandato in Consiglio regionale, ho deciso di chiudere la mia esperienza politica. Molti di voi aspettavano di sapere se ero candidata nella lista del PD o nel listino della Bonino alle prossime elezioni di fine marzo. Non sono candidata in nessuna lista poiché i dirigenti del partito che hanno condotto le trattative di questi ultimi giorni, non mi hanno inserito nella lista del PD dicendo che ero certamente candidata nel listino del candidato presidente (dove non si compete con le preferenze e si vince se vince il candidato presidente) e poi mi hanno escluso anche dal listino. Questa è la situazione: il mio partito mi ha messo fuori della porta! Nonostante io rappresenti 30.000 elettori delle europee, sia il simbolo dell’antimafia del Lazio, mi occupi da tanti anni dei problemi dei cittadini, di servizi sociali…

    In questi anni alla scatola vuota che è il PD e alla miseria a cui è ridotta la politica in Italia (a destra come a sinistra) io ho cercato di contrapporre in vostra rappresentanza, la mia faccia perbene, l’etica, lo spirito di servizio, la competenza e a volte anche il coraggio.

    Non è stato sufficiente tutto ciò per ottenere una ovvia ricandidatura dopo aver fatto il primo mandato in Regione e sono ora l’unico consigliere regionale uscente non ricandidato. La destra candida il senatore Fazzone simbolo della battaglia che ha impedito lo scioglimento del comune di Fondi per mafia e il PD e la Bonino escludono me dalle liste elettorali.

    Non mi chiedete per chi votare e per quale partito: non lo so. Io chiudo qui il mio impegno in politica, chiudo la campagna elettorale, disdico tutti gli impegni presi. Torno a fare la donna comune, tornerò in ufficio a lavorare sapendo che grazie al consenso confermato in tante competizioni elettorali da molti di voi (ben 30.000 alle elezioni europee del 2009), ho potuto fare tante esperienze importanti nella politica che hanno fatto di me un personaggio pubblico. Ho avuto il privilegio della rappresentanza degli interessi dei cittadini e ho cercato tutti i giorni di corrispondere a questo mandato. Ho realizzato molte cose buone assieme a tanti cittadini ed associazioni, a volte ho fatto degli errori ma sempre in buona fede. Certamente ho operato con spirito di servizio in qualsiasi Istituzione mi sia trovata, dal livello più basso a quello più alto, con funzioni sempre prestigiose. Realizzare il bene per gli altri è stato il mio principio ispiratore.

    Vi ringrazio per l’attenzione e la vicinanza che mi avete dimostrato e per quelli di voi con cui c’è un’amicizia, ci ritroveremo come tali, per quelli che vivono nella mia stessa zona arrivederci a passeggio tra le persone normali. Luisa Laurelli”

  51. Anna Rossi Says:

    RISPONDO A LUISA LAURELLI

    Cara Luisa,
    credo aver letto abbastanza per condividere il dolore che attanaglia l’animo umano quando l’impotenza avanza con gli scarponi sulle teste delle persone.
    Dal blog di Alessandro Mazzoli (PD):
    Che cos’è un partito?
    Al punto 2.
    “Un partito è una comunità di donne e di uomini che vive di rispetto, amicizia, pari dignità e lealtà reciproci”.

    Purtroppo la questione non è se un partito è “vecchio” o “nuovo”. Un partito è un partito e, poiché la sua forza sta nell’aggregazione, la dispersione di voti e quindi di condivisione di intenti e di idee è una sorta di karakiri che non lo fa amare.

    Credo piuttosto che le connotazioni dei rappresentanti politici che hanno la responsabilità della gestione della politica stessa vadano verso un piattume senza eguali. Comportamenti e moti stereotipati che hanno spazzato via l’anima cittadina e che come un’alluvione continua ci affogano in parole in cui nessuno si riconosce più. I fatti stanno a zero. Non c’è chiarezza né trasparenza.
    Sembrerebbe palese l’intenzione di spazzare via quelle anime che hanno un humus ideologico battagliero e polemicamente corretto.
    La democrazia è in agonia perché il cittadino italiano è moribondo. Tagliati fuori da qualsiasi forma partecipativa che non sia sintomatica di fobie convulse gli italiani sono alla mercè di un brigantaggio di altri tempi.
    La questione morale sta nei comportamenti che non hanno etica e spariscono nei telefoni spenti quando il dovere chiama e nelle azioni elementari di buona educazione ed elementare rapporto interpersonale.
    Se la stanchezza o la nausea prendono il sopravvento è naturale e umano restando pur vero che i tuoi 30.000 voti (che non sono pochi ) dovrebbero essere dirottati altrove magari in un progetto più vero e a costo di subire la selezione naturale che la verità impone.
    Questo è il mio pensiero sentito.
    Quando vuoi chiamami!
    Con affetto
    Anna Rossi

    Resp.Relazioni Esterne ONERPO
    Docente di Business in lingua inglese . Facoltà Scienze Sociali – ROMA

  52. Anna Rossi Says:

    PREGO VALERY DI PASSARE LA MIA A LUISA. I MIEI RIFERIMENTI SONO AL SITO:
    http://www.wandamontanelli.it/CdD/
    NELLA RUBRICA: IL MONDO DELLE DONNE. AL CV IL TEL. E NELL’ARCHIVIO ALTRO ANCORA.
    UN ABBRACCIO

    ANNA ROSSI

  53. Valery Says:

    Ho passato i riferimenti di Anna Rossi a Luisa. Un abbraccio. Valery.

    Questa è invece la pagina di poesia di una poetessa che ha raccontato las condizione femminile in Iran negli anni 60. Daniela Zini è una delle maggiori esperte della sua poetica:
    “E’ tra i grandi della poesia mondiale di tutti i tempi. Forugh Farrokhzad, scomparsa 43 anni fa a Teheran, è stata questo ed anche altro.
    Ha sfidato le autorità religiose, il sistema politico di Reza Palhevi, e i letterati conservatori. Ha contribuito al decisivo rinnovamento della letteratura persiana…, raccontando attraverso i suoi sentimenti e le sue sensazioni i lati oscuri della condizione femminile nella società iraniana degli anni ’50 e ’60 del Novecento…”

  54. Rita Ruri Says:

    DEDICATO ALLE DONNE ITALIANE
    LA DONNA RIBELLE CHE SEGNA LA STORIA FEMMINILE IN IRAN: FORUGH FARROKHZAD

    Farrokhzad diventa, suo malgrado, la voce del dissenso femminile, non per una consapevolezza intellettuale, ma istintivamente: il suo scopo era di far comprendere l’integrità individuale di una donna, artista e poeta che si avvicina all’arte senza dover mascherare la propria realtà interiore.
    “Coraggiosa, non cercava né alibi né difese, come i professionisti del dolore conosceva da vicino i loro desideri, l’orrore del mondo, e come gli esperti della giustizia sentiva la necessità della lotta senza mai tradire la sua ispirazione profonda”, è la prima donna in Iran a scrivere di amore, desiderio, sensualità, e questo era intollerabile. “Annegate (nella loro) gioventù non colpevole” e limitate ad una vita repressa dietro le tenda delle tradizioni, le donne giovani come lei hanno desiderato liberarsi dalla prigione della castità velare e hanno forzato il comportamento tradizionale, gridando fuori la propria natura.

    Il mio amato

    Il mio amato
    con quel corpo nudo sfrontato
    stava come la morte
    sulle sue gambe possenti.

    Impazienti linee curve
    seguivano
    i suoi lombi ribelli
    nei loro disegni fermi.

    Il mio amato
    sembra perso da generazioni
    come un tartaro
    nel costante agguato di un cavaliere
    nell’abisso dei suoi occhi.
    O un berbero
    trafitto dal sangue caldo di una preghiera
    nel fresco bagliore dei suoi denti.

    Il mio amato
    come la natura
    ha un franco ineluttabile concetto
    approva
    l’onesta legge del potere
    con il mio fallimento.

    E’ selvaggiamente libero
    come un sano istinto
    nelle profondità di un’isola deserta.
    Toglie
    dalle scarpe la polvere delle strade
    con i brandelli della tenda di Majnun.

    Il mio amato
    sembra sia stato straniero
    dall’inizio della sua esistenza
    come un dio in un tempio nepalese.
    E’ un uomo dei secoli passati
    una reminiscenza della bellezza originaria.

    Nel suo spazio
    come nel profumo dell’infanzia
    costantemente risveglia
    memorie innocenti.
    E’ come un’allegra canzone popolare
    piena di barbarie e nudità.

  55. Valery Says:

    Da Valery per chi vuol fal pervenire la sua personale solidarietà a Luisa Laurelli:
    luisa.laurelli@yahoo.it

  56. Annalisa Torriani Says:

    La vicenda della Laurelli dimostra che ancora una volta le elezioni sono un contratto tra forze politiche che ragionano in termini di tornaconto diretto e personale. Un braccio di ferro in cui le donne valenti soccombono. Ma il peggio direi che si trova in questa armata brancaleone che se la prende
    con i giudici invece di prendersela con se stessi. La Polverini è stata riammessa e non mi è piaciuta la manifestazione in piazza Farnese di mille persone al grido democrazia-democrazia. Ma di che democrazia parla? Mi fa specie perchè la ritenevo piuttosto intelligente. E’ andata meglio la dichiarazione della Bonino che si è affidata alle decisioni “di chi doveva decidere”.
    Chi è che sta cercando di rompere le regole della democrazia se non il partito che rissando per i primi posti tra sbianchettature e sovrascritture ha provato a consegnare le liste pasticciate fuori tempo utile? Ogni volta che questi della Pdl sbagliano cercano di cambiare le regole in corso d’opera. Si nota la completa mancanza di autocritica e di quel criterio femminile che sa discernere tra il torto e la ragione. Si distinguono per prepotenza, urla sguaiate, minacce del tipo “Siamo disposti a tutto” da repubblica di banana, e c’è evidentemente l’intenzione e la voglia di passare alla dittatura. Se è questa la loro ambizione, le elezioni non servono e non si fanno. Basta un’autoproclamazione, con tante donnine di contorno a decorare la virilita del capo supremo e ingiudicabile.
    Annalisa Torriani

  57. Luigi Says:

    solo mille in piazza!
    Ma vi ricordate i tre milioni di Cofferati a circo Massimo?
    Altri tempi e altra politica!
    Luigi

  58. Rita Ruri Says:

    Perchè non c’è stata nessuna iniziativa davanti ad un voto annunciato circa il raggiramento dell’articolo 18 dei lavoratori che c’è stato ieri in Parlamento?????

    IL SILENZIO che ha accompagnato l’iter di questa legge la dice lunga sulla debolezza del PD e la responsabilità di informare l’opinione pubblica di quanto stava accadendo.

    Con l’atmosfera che si respira in Italia oggi le denunce del PD e della CGL sono risultate deboli come è debole il segnale che viene dato ai cittadini sulle questioni pesanti che riguardano le TASCHE degli italiani e della loro tutela.

    Mentre corriamo dietro a liste e listini pasticciati dall’approssimazione di una politica fantozziana, una concertazioni d’intenti sta spogliando il popolo di ciò che ha conquistato con lunghe battaglie di PIAZZE VERE E NON LE PIAZZETTE ROMANE di nostalgici…

    SVEGLIA!!!!!!!!!

  59. webmaster Says:

    Ricevo e trasmetto:

    Cari amici,
    per approfondire la questione in merito all’approvazione in Senato del ddl lavoro, che svuota di fatto l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori che garantiva dai licenziamenti senza giusta causa, vi consiglio di leggere il link
    http://www.rassegna.it/articoli/2010/03/4/59208/ddl-lavoro-e-polemica-incostituzionale.

    fate girare questa mail
    Grazie. Roberto

  60. Lina Says:

    Persino il presidente per gli Affari Giuridici della Cei, in un intervento su Radio Vaticana ha detto che è scorretto cambiare le regole del gioco durante la campagna elettorale. Cose del genene non si erano mai viste, e crediamo sempre che sia l’ultima, ma il peggio non è mai morto con questo governo.
    Lina

  61. mario Says:

    domani i radicali si riuniscono in assemblea per decidere. Ho sentore che ci saranno sorprese!
    mario

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