L’EVERSIONE DI AVATAR, DESIDERIO DEGLI UMANI

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Quelli che per far trionfare il bene sul male e veder finalmente riscoperti i valori ambientalisti devono ricorrere al cinema 3D

Le grida forti della disperazione di fronte alla distruzione del proprio mondo sono la parte più vera di Avatar. Il dolore che travalica i confini tra uomini e alieni e rende simili di fronte alla morte: dal sud d’Italia come ad Haiti, dalla Terra a Pandora. Un urlo come una fitta che ti spacca l’anima in pezzi. Neytiri, la donna Na’vi che piange i suoi morti ha gli occhi della sofferenza che la rendono umana e cancellano d’incanto il colore blu della sua pelle, le sembianze d’animale, la coda le orecchie e quel corpo alieno.
La possibilità di avere una nuova chance in un altrove impensato è il fascino di Avatar, più che nella sbalorditiva tecnologia costata quasi quattrocento milioni di dollari. Certo l’impatto è forte con le cadute a precipizio in strapiombi profondissimi, le risalite verso l’alto e il volo bizzarro dei banshee, mostruose creature alate: l’ingresso nel film tridimensionale fa toccare quasi con mano ogni persona e cosa, e la fuoriuscita di oggetti dallo schermo li avvicina a noi, ai nostri sensi per renderli tangibili e fantastici nello stesso tempo nella versione in 3D.
L’opportunità nuova del marine Jake Sully (interpretato dall’australiano Sam Worthington) di lasciare il suo corpo paralizzato e vivere nel corpo del suo avatar è la chiave del messaggio di salvezza di James Cameron. Il sogno che si realizza nella realtà di un corpo costruito in laboratorio. Da adesso la nuova speranza di noi umani è nel pensare di addormentarci e affidare al nostro avatar vigoroso di forza e di risorse il compimento di tutte le missioni in cui potremmo aver fallito.
L’anticonformismo di Avatar è nella riuscita benefica di ogni soggetto anche orrido che riempie la scena. La natura di Pandora affollata di pericoli non è ostile fino al punto di non poter essere domata; quindi è buona per gli abitanti di Pandora che la governano e trovano modi di vivere in simbiosi con lei, in scambi di energie positive e sogni cullati dalle amache dell’enorme albero casa.
La modernità di Avatar è nella concezione non sessista. Finalmente le femmine sono a fianco dei maschi, libere di cacciare e di scegliere il proprio compagno. Potenti nella guerra, nella marcia per i dirupi stretti irti di radici o con lanci tra le liane. Tenere e forti come…donne. Non bambole-oggetto della degenerata raffigurazione mediatica dei nostri giorni. Il linguaggio audiovisivo è spostato in avanti di decine di anni, ma il valore primitivo della dignità delle persone non teme patine di vetustà e si espone con tutta la casistica sentimentale e romantica. E’una donna guerriera, Trudy Chacon (Michelle Rodriguez), la soldatessa che si ribella al massacro dei Na’vi e dichiarando “Non mi sono arruolata per questo schifo!” e da il via alla reazione della parte sana dell’America.
La parabola antimperialista con rimandi a Hitler per l’uso del gas contro i Na’vi, o a Bush per la messa in atto dell’attacco “preventivo” è presente anche nell’antimilitarismo dei potenti apparecchi di volo che si distruggono con mezzi rudimentali e pezzi di manufatti inseriti negli ingranaggi. Certo con molta fatica e scene avveniristiche e lotte di titani meccanici, bulldozer soccombenti finalmente. Un “Arrivano i nostri” al contrario in cui “gli indiani” con le loro frecce avvelenate vincono la potentissima macchina da guerra, e stranamente la platea tifa per loro ed ignora il richiamo delle trombe del generale Custer. Hanno le frecce, le trecce, la spiritualità, e sono gerarchicamente obbedienti a principi guerrieri. Neytiri e Jake Sully si amano per la comune bellezza interiore che li rende uguali pur appartenendo a due mondi lontani. La dottoressa Grace Augustine, interpretata da Sigourney Weaver, sopravvive anche lei nel corpo del suo avatar perché il mondo degli umani non ha più posto per lei, né comprende gli esiti della sua ricerca scientifica e il rispetto per i nativi di Pandora.
Il film è eversivo in una ribellione di soldati Usa sani contro nuovi dittatori assetati di ricchezza e potere. Il motivo per cui distruggono l’enorme albero casa è per un minerale raro che si chiama Unobtainium (gemito), contenuto sotto le radici dello stesso albero sacro. Ci viene in mente il valore del petrolio causa di guerre preventive e massacri di popolazioni.
Avatar è eversivo fino in fondo. Lo è nella natura che si ribella: animali, piante, umani e umanoidi contro la cieca sopraffazione. Ma la rivoluzione di Avatar è nella capacità di ricominciare da capo a costruire un mondo migliore diverso dal nostro ormai deteriorato dalla mentalità autodistruttiva.
Il fallimento di Copenaghen nonostante la paura per il riscaldamento globale trova conforto nel sogno visto in tre dimensioni. Al Gore, tutti gli altri convenuti al convegno sul clima si daranno ancora da fare per dare un destino diverso alla nostra terra. Speriamo che fra 150 anni nessuno possa dire: “Non c’è verde sul loro “mondo morente” perché hanno ucciso la loro madre”.

27 gennaio 2010
Wanda Montanelli

53 Responses

  1. OLGA Says:

    non ho visto ancora il film ma conto di andarci perchè la tua critica mi incuriosisce. Mi auguro però che i risultati sull’ambiente non saranno visibili solo al cinema.
    OLGA

  2. Mario Says:

    La deriva morale che sopportiamo con eccessiva indulgenza è da attribuire alla perdita del senso etico e ne usciremo non con un un film ma piuttosto con una vera rivoluzione culturale. La permeabilità della gente ai messaggi del cinema può aggiungere stimoli importanti alla rivoluzione culturale che deve partire dai governi per poi estendersi a tutti i centri di educazione: scuola, famiglia,spettacolo, giornali.
    Ben vengano però film come Avatar
    Mario

  3. Betty Mendozzi Says:

    Hei Wanda stai diventando sempre più eversiva?
    Lo so lo scempio alla natuira fa inc…avolare.
    ciao. Betty

  4. annalisa Says:

    invece il film Avatar è da far vadere a bambini a scolasche a tutti giovani e vecchi. Primo è divertente, poi è ben fatto (e ci mancherebbe con tutti i soldi spesi), poi è educativo. Non vergognamoci di dirlo. Sembra certe volte che la parola ‘educativo’ sia una parolaccia. Torniamo a dare un giusto peso alle parole e al valore dell’educazione anche passando dal cinema (multisala purtroppo!).
    annalisa

  5. Anna Rossi Says:

    Il mondo fantastico di “Avatar” è la risposta cinematograficamente potente al malessere che attraversa il pianeta terra. Evo Morales, primo presidente indigeno della Bolivia così apprezza il film: “Avatar è la profonda domostrazione di resistenza al capitalismo e la lotta per la difesa della natura”.
    I sogni degli umani sono tendenzialmente tanto grandi quanto profondo è il loro coinvolgimento nella decadenza.
    La fantascienza ci permette dunque di mantenere vivi i principi che regolano la sopravvivenza delle emozioni umani, elemento quest’ultimo che ci distingue da chiunque sia in grado di applicare la tecnologia e la scienza in generale lontano da qualsiasi forma di spiritualità universale.
    Riconquistare la fiducia di un popolo è un’impresa leggendaria e necessita sempre di un “nemico” da sconfiggere.
    Per tornare con i piedi sulla nostra terra e rimettere in ordine le nostre storie i piccoli uomini necessitano di capacità reattiva.
    Chi tradiscisce deve sentire il grido di dolore che accompagna la cacciata dei traditori.
    Ognuno di noi abbandona il suo corpo quando dorme per sperimentare la libertà negata durante la veglia.
    Credenze, abitudini, gli stessi limiti che ci diamo a causa delle paure e delle fustrazioni, sono i fattori che ci allontanano dal risentire il dolore originale e quindi dall’opportunità di stanare il problema alla radice e dunque di affrontarlo chiamandolo con il vero nome.
    L’occidente non rappresenta più il mondo dove l’aria è respirabile per via del processo evolutivo.
    Del mondo primordiale, nel film rappresentato da Pandora, non ricordiamo più nulla.
    Le nostre interfaccie mentali subiscono ogni tipo di interferenza delle quali non riusciamo a fare pulizia.
    L’espressione massima e non solitaria di forme di intelligenza nuove e di spiriti coraggiosi emergenti va oltre le umiliazioni e le offese che le troppe ineguaglianze partoriscono inevitabilmente.
    Vivere nel tempo dello scempio ed assistere indifferenti all’immagine di una sorta di macelleria sociale è come disertare la parte nobile che convive in noi e ci lega all’universo intero.
    Qui, sta la differenza!

    Anna Rossi
    Resp. Relazioni Esterne ONERPO

  6. S_Sergio Says:

    Io non l’ho ancora visto, però conto di andarlo a vedere. Ho sentito però alcune dichiarazioni apocalittiche che non mi sono piaciute perche’ esagerate. Chi ha detto di volersi suicidare perche’ la vita non è bella come Avatar, chi ha detto che avrebbe voluto restare dentro il film e non ce la fa ad affrotnare la vita che ora sembra in bianco e nero, chi ha detto che da oggi in poi il Cinema non sarà più come prima e che bisogna suddividere la storia del cinema in due parti, prima e dopo Avatar. Non so, a parte che le enfasi eccessive non mi sono mai piaciute, non vorrei che ci si rintanasse in un film per fuggire la realtà. Magari triste ma pur sempre realtà, da non confondersi con la finzione.

  7. S_Sergio Says:

    … da non confondersi con la finzione.

  8. ragannoiati2010 Says:

    il fatto è che la vita vera per alcuni ha sempre meno appeal, pare scolorita al confronto dei supervideogiochi e della vita piena di emozioni che si vede in tv. Un 15enne ieri l’altro ha scippato della borsetta una donna solo per passare il tempo (“Mi annoiavo, non sapevo cosa fare e avendola vista passare da sola…”)
    Quest’altra notizia invece l’ho letta su un altro blog che frequento ma la ripropongo anche a voi. E’ tratta da
    LA STAMPA di Torino di 3 o 4 giorni fa:

    FIGLI DI PAPA’ RUBANO 6MILA EURO A BADANTE PER VINCERE LA NOIA

    La somma guadagnata in un anno di duri sacrifici per curare il fratellino malato di tumore

    Sul Lago di Garda abita una ragazza dello Sri Lanka, venuta in Italia per guadagnare i seimila euro che servono a pagare le cure del fratellino malato di tumore. Lavando i pavimenti di giorno, facendo la badante di notte, e risparmiando ferocemente su tutto, giorno e notte, in un anno la ragazza riesce a mettere da parte la cifra agognata. Si accinge a mandare il vaglia a casa, ma non resiste alla tentazione di telefonare alla mamma per anticiparle la grande notizia. Entra in una cabina (la ragazza non ha il telefonino), tenendo a tracolla la borsa con i seimila euro. Quando quattro ragazzetti gliela strappano, lei lancia un urlo nella cornetta e la madre, dall’altra parte del mondo, vive il suo dramma in diretta.
    I carabinieri identificano subito i rapinatori: li conoscono già. Sono adolescenti della zona, molto ricchi e molto annoiati, che cercano di scuotere l’abulia delle proprie esistenze con gesti che procurino scariche violente di adrenalina: per esempio rubare soldi a chi ne ha bisogno per andarli a spendere in cose di cui loro non hanno alcun bisogno. Vengono acciuffati mentre stanno finendo di dilapidare il bottino in un negozio di oggetti griffati. Lo scontro fra bene e male è così lampante che per mettere tutto a tacere, anche la coscienza, i genitori dei bulletti rifondono i seimila euro. «Sono i nostri figli, cosa possiamo fare?», si giustificano. Un’idea l’avrei. Vivere come la ragazza per un anno: lavando i pavimenti di giorno, facendo i badanti di notte, e risparmiando ferocemente su tutto, giorno e notte. Magari funziona.

  9. Renata Says:

    il film si ambienta nel 2154, sul pianeta chiamato Pandora,il minerale Unobtainium fa gola ai terrestri che cercano di scacciare i Na’vi e l’eroe, il marine Jake, deve scegliere da che parte stare e sceglie la vita e l’amore. E’il film più costoso mai realizzato, ma ne valeva la pena, mi è piaciuto, è fantastico per gli effetti speciali e perchè fa molto pensare su dove stiampo andando. Renata

  10. Ester Says:

    la storia sembra Pocaontas, però stavolta vincono gli indiani. Andate a vederlo, lo consiglio.
    Ester

  11. Gloria K. Says:

    Ehi! Renata! Secondo te dove stiamo andando??? secondo me è il flusso naturale di depurazione di un corso d’acqua. Alla fine si potrà bere…ma solo alla fine.
    AVATAR??? La via d’uscita alla mancanza di coraggio di no uomini. Il sogno eterno di far fare agli altri quel che abbiamo paura di fare e di affrontare.

  12. Stefi m. Says:

    VENDOLA? Un Avatar??? No, solo un essere uomo coerente. Non sono di rifondazione ma la gente perbene esiste e che sembrano degli alini in mezzo atanti lecchini e corrotti.
    Non ci sarebbe bisogno di Avatar se ci fosse più lealtà da vendere sui banchi del mercato.

  13. niccodemo Says:

    credevano anche stavolta di vincere con gli apparati di partito ma la gente ha scelto vendola che non è del mio schieramento, ma mi fa piacere sapere che la gente può scegliere chi gli pare specie se ha sperimentato il modo di governare di un presidente di regione. Alieno sì lo è perché è più unico che raro.
    niccodemo

  14. Nicla Morelli Says:

    Ti informo che c’è l’iniziativas dei verdi di protesta per l’ambiente. Domani c’è una manifestazione davanti alla Rai. Sosteniamoli e scriviamo alla dirigenza della televisione di Stato.
    Nicla

    ROMA- ORE 11.00 CONFERENZA STAMPA
    CAMPER VERDI DAVANTI SEDE RAI IN VIALE MAZZINI, 14
    “Le tematiche ambientali sono state espulse dal sistema radio televisivo italiano. I grandi temi della tutela dell’ambiente, della lotta
    all’inquinamento, della salute dei cittadini, della difesa del territorio e dell’emergenza climatica che l’Intero Pianeta sta vivendo a causa del
    cambiamento del clima sono stati uccisi dalla comunicazione televisiva del nostro Paese.

    Per queste ragioni da domani i Verdi inizieranno un presidio davanti la sede della Rai in Viale Mazzini, 14 a Roma ed il Presidente nazionale Angelo
    Bonelli comincerà uno sciopero della fame che coinvolgerà nei prossimi giorni anche numerosi dirigenti dei verdi a livello nazionale e regionale.
    “Stiamo assistendo ad un vero e proprio omicidio in diretta per le grandi questioni ambientali”. Dichiara il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli che
    da domani comincerà lo sciopero della fame”. “Si vogliono ‘uccidere’ i Verdi – conclude – per eliminare dai palinsesti televisivi le questioni su cui
    i cittadini dovrebbero essere informati, a cominciare dalle vittime dello smog, dal nucleare che il governo sta reintroducendo nel più totale
    silenzio dei media, dal Summit di Copenhagen ignorato dai nostri programmi di approfondimento”.

    Domani alle 11.00 al camper dei Verdi che stazionerà davanti la sede della Rai di Viale Mazzini conferenza stampa di Angelo Bonelli che illustrerà
    le ragioni e le modalità della protesta.
    Roma, 27 gennaio 2010

  15. Lauretta Says:

    la poesia degli indiani dedicata alla terra madre è vicina ai sentimenti dei Na’vi. Sul sito collegato si può leggere.
    Lauretta

  16. Annalisa Torriani Says:

    L’entusiasmo di Wanda è conforme all’entusiasmo generale. Da ieri Avatar è il film più visto di tutti i tempi. Superato già il Titanic dello stesso James Cameron.
    Il sorpasso è avvenuto in 41 giorni. .
    Gli incassi solo in In Italia sono già a 28,5 milioni di euro. Consigliamo a Cameron di mettersi a fare politica?
    Noi ambientalisti lo voteremmo, e non solo!
    Annalisa T.

  17. Genny Says:

    Un pezzettino ce lo rigustiamo?
    ciao. Genny

  18. Benedetto Tusa Says:

    Non concordo il film è conformista e politicamente corretto,impostazioni sentimentaliste non giovano ai popoli, ad Haiti per es. i problemi c’erano prima del terremoto,e i buonisti yankee potrebbero invece di spendere miliardi di dollari per film e imprese stellari,invece di fare crac finanziari in casa propria,pagati da tutto il mondo,invece di mandare soldati ad Haiti dopo, potrebbero investire in educazione a casa propria e in sostegno all’estero prima.

  19. Anna Teresa Says:

    Non si fa che parlarne e questo film io e non ho avuto ancora la possibilità di andarlo a vedere, però da quel che se ne dice in giro è una sorta di riscossa degli umili contro l’imperialismo. La gente che reagisce alle sopraffazioni, la gente che ragiona con la propria testa. Non si riesce sempre a pilotare il popolo bue, che poi popolo bue non è se come nel caso della Puglia ha scelto un buon amministratore per i risultati e al di fuori delle appartenenze di partito.
    Anna Teresa Como

  20. Gianni Says:

    l’opinione di Benedetto Tusa la rispetto, ma secondo me Avatar è il film tra i più trasgressivi mai realizzati, che poi si vi sono investiti molti soldi è un bene perchè la divulgazione mondiale permette a molti di meditare sulle malefatte degli imperialisti. A ignuno il suo compito. Il cinema investe sul cinema e se fa anche un lavoro sociale è da apprezzare. I poveri non li può sfamare un produttore di film ma ci devono pensare i governi, che ognuno faccia bene il suo lavoro è il minimo che ci aspettiamo.
    Gianni

  21. ANNIUSKA Says:

    Il popolo bue esiste. EH! Se esiste! E’ una sorta di agglomerato che non vuole vedere nè sentire e che quando parla chiacchiera per non dire niente. E’ quel popolo che acclamava sotto i balconi o che a Weimer applaudeva al fuhrer che ricordava loro che non c’era il pane. E’ il popolo che si accontenta dell’ordine apparente mentre nelle segrete si tortura la gente. E’ il popolo che difende il familismo dimentico dell’ingiustizia che lo circonda. E’ un popolo che lascia ad altri il compito di “pensare” ed è convinto di contare. Questo popolo non serve al futuro. Questo popolo non serve ed io me ne tiro fuori. Altro che Avatar….tocca ad ognuno di noi in carne e ossa assumersi le responsabilità di un futuro migliore.
    AK

  22. Lina Says:

    E’ un film spettacolare per gli effetti speciali strabilianti. L’insegnamento morale è sull’ingordigia dell’uomo e la sua sete di arricchimento e soprattutto la mancanza di rispetto per la natura.
    Va visto perché è un monito all’umanità cieca e sorda che procede al buio verso l’autodistruzione.
    Lina

  23. alemacri Says:

    AVANDATAR…

  24. Benedetto Tusa Says:

    ci ho portati i miei figli piccoli,già l’han scordato, è troppo lungo gli occhiali per il tridimensionale ti fan venire il mal di testa, gasarsi per un film, mi par eccessivo, favevo neglio ad andare a servire da mangiare alla mensa dei poveri, si la cinematografia serve a formare una coscienza, ma quando questa coscienza ha la pretesa dell’universalismo c’è da star all’occhio, incassi e dominio culturale dei popoli non mi paion buona cosa

  25. ANNIUSKA Says:

    “Incassi e dominio culturale dei popoli”…Il trionfo di chi non riesce ad essere e delega all’altro IO il sogno del trionfo e la sconfitta dell’ingiustizia che non è in grado di debellare…troppo facile! Se poi vogliamo accontentarci e restare nel torpore…accomodatevi!

  26. Benedetto Tusa Says:

    servire i poveri è regnare, vedersi un film e pensare alla libertà virtuale di chi fa i soldi con un’operazione di “insaccato misto” è sterile fantasia, comunque chiudo qui visto che di avatar non me ne frega niente, non dice niente di concreto alla mia, alla nostra vita, non la travolge – cambia come è stato l’incontro con Cristo; ma please non confondete Cameron con Tolkien, suvvia…., son solo effetti speciali, vedrete ne faranno di migliori, a questi preferisco un tramonto in baita sulle alpi, un caro saluto a tutti Ben

  27. Sandra per Avatar ala casa delle Arti Says:

    Amici Casa Delle Arti 28 gennaio alle ore 22.08 Rispondi
    Domenica 31 Gennaio

    Ore 10.30

    2° Appuntamento
    SPECIALE AVATAR 3D ALLA CASA DELLE ARTI

    Ore 10.30 Proiezione “Dietro le quinte di Avatar”
    Ore 10.50 Proiezione film AVATAR 3D

    Posto unico non assegnato: 5 euro

    Per prenotarsi basta rispondere a questa mail lasciando il proprio nominativo e numero di posti.

    Saluti

    Casa delle Arti
    0802376960

  28. Silvia Says:

    La funzione educativa del cinema va tenuta in debita considerazione, con la funzione educativa della scuola e della famiglia. Anche se non cambia la vita come l’incontro con il messia, semina idee e principi giusti. Ced ne fossero di filn così!
    Silvia

  29. Enrico Lughini Says:

    Se l’uomo non evolvesse anche con i messaggi del cinema oggi non avremmo un uomo di colore alla presidenza degli Stati Uniti. Obama deriva da film del tipo “Indovina chi viene a cena” e altri antirazzisti. Obama è alla presidenza oggi perché gli americani non sono gli stessi di cinquant’anni fa e i nuovi sono cresciuti con meditazioni scaturite anche all’aver visto “Piccolo grande uomo”. Approvo Avatar e chi usa ogni mezzo della cultura per contribuire alla coscienza del riconoscimento del diritto all’autodeterminazione di ogni popolo.
    Enrico L.

  30. Gloria K Says:

    Dunque, ho capito che come sosteneva Empedocle il mondo si divide in due parti…ora, c’è chi sostiene l’elemento educativo del cinema e chi lo ritiene manipolatore della mente umana. Ma la filosofia ci dovrebbe far distinguere i “dormienti” dagli “svegli” e se la corsa al profitto è made in USA abbiamo tutto il diritto di non fermarci ai luoghi comuni per andare oltre: dove??? ma per esempio cercare prima di tutto di chiamare le cose con il loro nome. E’ un film, un’opera cinematografica. Il messaggio arriva naturale quando va a centrare i nostri moti emotivi e la capacità di stupirci della tecnologia. L’uomo odierno, inquieto e confuso, si accontenta di storie lontane dai fatti di cui è impregnato il suo mondo reale.
    Se ci fermiamo al film, AVATAR è un bel prodotto. Se andiamo oltre è un immaginario fantascientifico che non risolve il problema dell’uomo contemporaneo immerso nella corruzione e nella vigliaccheria fino al collo. I principi della natura si sintetizzano con l’essere umano in un’armonia che si chima verità. Tutto il resto del mondo falso e fazioso è contenuto nelle infinite opinioni che ci fanno solo discutere senza poter soluzionare la semplice e dura realtà della vita. Questa è la mia.
    GK

  31. Loredana Says:

    Commento a:
    “i buonisti yankee potrebbero invece di spendere miliardi di dollari per film e imprese stellari,invece di fare crac finanziari in casa propria,pagati da tutto il mondo,invece di mandare soldati ad Haiti dopo, potrebbero investire in educazione a casa propria e in sostegno all’estero prima”…
    Tutto ok, ma l’alternativa nostra qual è il film panettone con una presentazione dell’Italia sudicia provinciale volgare e casareccia? Ossia i nostri buonisti che fanno nel cinema oltre a toccare i glutei alle maggiorate?
    Loredana

  32. federica Says:

    gli occhiali fanno venire il mal di testa e lacrimano gli occhi e però ci si abitua presto, ed è importante non guardare lateralmente di traverso ma sedersi in posti centrali della sala. Il posto migliore in ultima fila ed centrale. Il film in queste condizioni è godibilissimo e senza mal di testa. Domenica vado a rivederlo col mio ragazzo perchè mi è piaciuto troppo.
    fede

  33. Lidia Menapace Says:

    Si tratta di pura emancipazione imitativa e che ripete il modello di relazione tra i sessi a mo’ di caccia, una storia vecchissima. lidia

  34. strack88 Says:

    Ecco il grido di cui parlava Wanda. E’ questo, vero?

    http://www.youtube.com/watch?v=u0hdiYcPGQo&feature=player_embedded#

  35. Luciana Says:

    Cara Wanda,
    ho letto la tua recensione del film, tanto bella che quasi quasi mi spingerà a vederlo, contro ogni mia tentazione. Non amo il genere infatti, anche se talvolta ho tentato di superare quello che potrebbe essere un mio pregiudizio. Non ho nulla da commentare nel merito del film, ma ammiro sempre la tua capacità di affabulatrice.

    Mi fa piacere che il film non sia sessista. Ho molte riserve sulla libertà di caccia, sia per gli uomini che per le donne, preferirei altre forme di reciproca scelta di compagni/e.
    Non mi piace neanche la caccia nei confronti degli animali, comunque ti sento sempre volentieri, non leggo sempre il tuo blog, ma quando me lo ricordi sì; spero che tu stia bene e sia sempre grintosa.
    Luciana

  36. Benedetto Tusa Says:

    La religione New Age di Avatar? E’ quella di Damanhur, e nessuno se n’è accortoCondividi
    Oggi alle 15.29
    di Massimo Introvigne (“Avvenire”, 30 dicembre 2010)

    Il film di James Cameron Avatar unisce a una tecnologia prodigiosa e apprezzabile solo in 3D e sul grande schermo, davvero in grado di riportare al cinema chi si nutre di solo Internet e televisione, una trama tutto sommato molto semplice e un’ideologia discutibile. I Na’vi, i pacifici abitanti del pianeta Pandora attaccati da mercenari terrestri al soldo di una multinazionale, sono infatti un’ovvia metafora di tutti i «diversi»: e il messaggio è che i «diversi» sono sempre e comunque migliori di noi. Se si trattasse solo di una critica di quello che Giulio Tremonti chiama il «turbocapitalismo» delle multinazionali – compreso il suo scarso rispetto per la cultura e per l’ambiente – non ci sarebbe niente da obiettare. Ma il fatto – come hanno notato molti critici cristiani negli Stati Uniti – è che la superiorità morale dei Na’vi deriva dalla loro religione, che lo spettatore è indotto ad ammirare e condividere.

    Questa religione è superiore a quelle dei terrestri, insegna il film, perché non divide ma unisce. Perché non è dualista, ma monista, non distingue fra Creatore e creature e venera Eywa, la Madre o il Tutto, una sorte di mente collettiva dell’universo che lo rivela come una rete fittissima di interconnessioni. Tutto è collegato con tutto, e le sciamane Na’vi compiono prodigi, guarigioni comprese, perché riescono a penetrare in queste linee di collegamento e ad entrare in sintonia con Eywa. Il nome classico di questa religione – non usato nel film di Cameron – è panteismo: ma si tratta di un panteismo rivisitato in salsa ecologistica e New Age. Il riferimento al New Age è ovvio, e convince di più dell’ipotesi – che in India è arrivata fino alla prime pagine dei quotidiani – di vedere nella religione dei Na’vi una variante neppure troppo modificata dell’induismo. L’espressione «New Age» indica tuttavia un genere, non una specie. I gruppi New Age sono moltissimi, e abbastanza diversi tra loro.

    Chi ha qualche familiarità con questo mondo di fronte ad Avatar non può fare a meno di notare che il gruppo New Age che si avvicina di più alle idee dei Na’vi non sta negli Stati Uniti ma in Italia, in provincia di Torino. È Damanhur, il centro «acquariano» fondata nel 1976 in Valchiusella da Oberto Airaudi, famosa per il suo grande tempio sotterraneo e che, per quanto i suoi «cittadini» – come preferiscono farsi chiamare – non amino questa etichetta rappresenta la più grande comunità New Age del mondo. L’ipotesi secondo cui Cameron potrebbe essersi ispirato a Damanhur non è peregrina. Libri e video in inglese su Damanhur sono molto diffusi nel circuito New Age americano, e la storia del tempio sotterraneo che la comunità è riuscita incredibilmente a tenere segreto fino al 1992 ha affascinato anche i grandi quotidiani. Le somiglianze sono sorprendenti. Come il tempio sotterraneo di Damanhur, il centro del potere e della spiritualità dei Na’vi è nascosto: in un enorme albero.

    Come i damanhuriani, i Na’vi hanno una loro lingua sacra, il cui uso sia nel film di Cameron sia a Damanhur in Valchiusella aiuta a segnare la differenza con chi non fa parte della comunità. Sia i Na’vi sia i cittadini di Damanhur sottolineano il valore dell’appartenenza un «popolo» che non è solo etnica ma iniziatica e – come dimostra il caso stesso del protagonista del film – volontaria. I damanhuriani si salutano, riconoscendo la comunione profonda che regna fra loro, con le parole «Con te», non con il consueto buongiorno; lo stesso fanno i Na’vi dicendo «Ti vedo». A Damanhur ogni fedele stabilisce uno speciale legame – bilaterale – con un animale, di cui prende il nome. Tra i Na’vi ogni guerriero o guerriera diventa tale scegliendo un animale alato da cavalcare ed essendone nel contempo scelto.

    Il cittadino di Damanhur, scrive il fondatore Airaudi, diventa «goccia cosciente di sé e di tutte le altre gocce formanti il mare dell’Essere». I Na’vi sarebbero d’accordo. Sia i Na’vi sia i damanhuriani credono panteisticamente in un grande Tutto dove ogni manifestazione della natura e della vita è in collegamento con tutte le altre. Come i Na’vi, i damanhuriani cercano di interagire con queste connessioni – anche attraverso l’uso di speciali simboli – ottenendone, o così dicono, risultati anche in campo terapeutico.Si capisce – negli Stati Uniti e altrove – la diffidenza delle Chiese e comunità cristiane, per cui il panteismo e la negazione della differenza ontologica fra il Creatore e il creato sono nemici secolari che oggi ritornano con il New Age. Ma finora non sono stati in molti a vedere l’origine di questa nuova religione hollywoodiana molto vicino a casa nostra, in Valchiusella.

  37. miriam Says:

    Lidia Menapace: ” si ripete il modello di relazione tra i sessi a mo’ di caccia, una storia vecchissima”.
    E’vero, il modello non è una novità però ricordarselo non è una cattiva idea in tempi di donne-oggetto.
    miriam

  38. Gina Says:

    Noi ambientalisti dovremmo interessarci ai pericoli dell’OGM. C’è un sondaggio sul corriere della sera. Il nostro voto è importate.
    Il professor Altieri ne scrive sul suo sito:

    “La Vita è come la Musica, l’OGM come il rumore.
    De Fez afferma che in natura il DNA è tutto uguale, in quanto costituito dagli stessi pezzi (noi per questo assomiglieremmo ai batteri, addirittura !! finchè erano le scimmie…).
    E’ come dire che la musica è tutta uguale, perchè fatta con 7 note… semplicemente incredibile!!!
    Ma la sequenza e le “interazioni armoniche” di milioni di basi azotate (le note del DNA) si è evoluta in miliardi di anni di vita sulla terra… e gli organismi delle diverse specie rappresentano il perfetto adattamento ad una meravigliosa armonia tra il loro DNA, l’ambiente e le altre specie… in coevoluzione reciproca di miliardi di cellule ed organelli, microrganismi simbionti, ecc… Anche se siamo tutti costituiti dalle stesse particelle (atomi, e basi azotate nel dna)… ”
    agernova@libero.it

    Gina

  39. Gina Says:

    Inoltre secondo il prof. Altieri: “negli OGM si inseriscono a caso, in punti non definiti, dei “pezzi di DNA ricombinante”, estraneo alla specie naturale.
    Cosa ben diversa dal semplice concetto riduzionista di inserimento di un “Gene” che comanda la formazione di una proteina (c’è molto altro ancora, e per la maggior parte del tutto sconosciuto, nel cosiddetto gene). Questi pezzi di DNA, provenienti da specie diverse, non verrebbero mai accettati all’interno del nuovo DNA ospite e, pertanto, al fine di superare le barriere tra le diverse specie viventi, si usano virus (in particolare retrovirus, simili all’AIDS) e batteri patogeni, in grado di “forzare il DNA”. Ovvero dei patogeni del DNA, specialisti nell’inserirsi dentro il DNA, i quali si portano dietro il pezzo di DNA desiderato (ad es. quello per produrre la resistenza al disseccante chimico Roundup o per produrre la Tossina pesticida del batterio BT, nel mais), unito al pezzo di DNA che esprime la resistenza ad un antibiotico, al fine di selezionare solo le cellule che assorbono questo “costrutto transgenico, creando l’OGM. Le altre cellule muoiono a causa dell’antibiotico cui vengono sottoposte durante la produzione degli OGM. Organismi Transgenici che derivano tutti da una stessa cellula manipolata geneticamente, pertanto identici… alla faccia della Biodiversità da tutelare.
    Tutto ciò comporta notevole instabilità del DNA dell’OGM, il quale scambia i suoi pezzi (ovvero il costrutto transgenico, fortemente reattivo) con altri microrganismi e macrorganismi, es. all’interno dell’apparato digerente, o nell’ambiente… superando anche le barriere specifiche.
    Questo si chiama Trasferimento Genico Orizzontale (TGO), pericolosissimo e scientificamente dimostrato, che avviene molto più velocemente (almeno di 1000 volte) in un OGM, rispetto a quanto accade in natura. Il costrutto trasgenico, molto stabile, lo si trova anche nelle acque e nel latte… Si rischia l’insorgenza di nuovi virus patogeni e cancerogeni, modificazioni a carico di altre specie (come è avvenuto nella colza OGM, dalla quale la resistenza al Disseccante Roundup si è trasferita alle erbacce selvatiche, attraverso il polline o altre vie non sempre conosciute…)
    contonua nel Sito:
    http://www.agernova.it

    Gina

  40. MIRKO Says:

    OGM, NUCLEARE, EFFETTO SERRA.
    MA NON HO FIDUCIA CHE NON PRONUNCERENO LA FRASE “HANNO UCCISO LA LORO MADRE”. TRA QUALCHE DECINA DI ANNI (A CENTOCINQUANTA NON CI ARRIVIAMO).
    MIRKO

  41. Piera Says:

    Sono state presentate le nominations agli Oscar a Los Angeles e la classifica è dominata da Avatar. James Cameron con Titanic, ha avuto 14 nominations, e Avatar, che sta sbancando record su record ai botteghini ne ha ricevute 9: Art Direction; Fotografia; Regia; Film editing; Original Score; Miglior film; Editing audio; Missaggio audio; Effetti visivi.
    Cameron è in competizione con la moglie (ex) che ha lo stesso numero di nomination con “The Hurt Locker” di Kathryn Bigelow, un film duro sulla guerra a Bagdad molto diverso da Avatar ma altrettanto bello. Un cinema diverso ma apprezzabile per attualità e dramma. Veicolare consapevolezze e sogni con la qualità non può essere che apprezzato e applaudito. I film di casetta non devono essere distinti da elementi di squallore come il più delle volte succede nel cinema del nostro paese.
    Squallore e cattivo gusto che pretende finanziamenti pubblici e agevolazioni. Siamo alla follia.
    Piera

  42. alemacri Says:

    - IN PARLAMENTO POTREBBE PASSARE UNA LEGGE CHE VIETA I BLOG SU INTERNET, A MENO CHE NON ESPRESSAMENTE AUTORIZZATI.

    - CHI NON PUO’ ESPRIMERSI IN PARLAMENTO NON SI VEDE PERCHE’ DEBBA POTERLO FARE ALTROVE.

  43. Stefi M Says:

    ALLA FACCIA DELLA TRASPARENZA DEI NS GOVERNANTI!!!!!!!!!!!!!!!

    2 febbraio 2010

    Roma, 2 febbraio 2010

    Lettera di Rita Bernardini, deputata della delegazione Radicale nel Gruppo del Pd, al Presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini:

    Egregio Presidente della Camera dei Deputati,
    dalla giornata di ieri mi sono unita al Satyagraha di Marco Pannella con 9 obiettivi che riguardano punti precisi di mancato rispetto delle regole che mina la credibilità dello Stato di Diritto nel nostro Paese. Il mio Satyagraha assumerà per ora la forma dello sciopero della fame.
    La prego di considerare due punti in particolare.
    Il primo: come sa, già in sede di discussione del Bilancio Interno della Camera dei Deputati, ho chiesto di poter analizzare la documentazione completa che dovrebbe corredare il bilancio necessaria, a mio avviso, per un voto consapevole da parte dei deputati che compongono l’Assemblea. In particolare, il 7 luglio in aula, avevo chiesto di avere accesso alla lista dei fornitori. Successivamente, il 9 luglio, con una richiesta scritta di accesso agli atti, alla lista dei fornitori avevo aggiunto quella dei consulenti della Camera dei Deputati e l’elenco delle dichiarazioni congiunte di cui all’art. 4, l. n. 659/1981.
    I questori della Camera dei deputati, dietro mia sollecitazione rivolta direttamente a Lei, mi risposero il 24 settembre 2009, negandomi l’accesso richiesto sia alla lista dei fornitori che a quella dei consulenti. Non entro nel merito della risposta ricevuta che Lei ben conosce, mi limito a citarLe il comma 4 dell’art. 68 del Regolamento di Amministrazione e Contabilità: “I deputati in carica hanno comunque accesso alle deliberazioni del Collegio dei deputati questori, ai contratti e all’Albo dei fornitori e degli appaltatori della Camera”. Preciso inoltre che il Regolamento di Amministrazione e Contabilità non è reperibile on line nel sito ufficiale della Camera dei Deputati.
    Il secondo punto fa riferimento all’attuazione dell’ordine del giorno presentato dalla delegazione radicale all’interno del Gruppo del PD e approvato in data 7 luglio 2009 e riguardante l’Anagrafe pubblica on line dei Deputati. Ad oggi, l’Anagrafe richiesta non è stata ancora istituita.
    Certa della Sua risposta, la saluto cordialmente manifestandole, ancora una volta, la mia massima stima.
    Rita Bernardini

  44. S P I F F E R I . . . Says:

    I soliti ben infornati (oops… informati) giurano che tra Vendola e De Magistris sarebbe stata già raggiunta una bozza di accordo per far nascere un nuovo partito “della gente” con l’obiettivo di svuotare dall’interno PD e IDV.

  45. ale_strack88 Says:

    mi sa, a proposito di avatar e ambiente, che proprio vendola è rimasto uno dei pochi a tutelarlo: ha detto che per impiantare il nucleare nella ‘sua’ regione dovranno venirci con l’esercito!!!!
    il problema è che per aver detto una cosa del genere, che io considero giustissima, è stato attaccato da tutti e accusato di essere contro la modernità. E una vergogna!
    io non appartengo al corpo elettorale di vendola, però se non mi sbaglio, una volta beppe grillo ha spiegato che seppure si impiantassero 1000 centrali nucleari si coprirebbe appena il 5 per cento del fabbisogno di energia italiano. quindi, perche’ farle ste centrali? chi ci deve guadagnare?

  46. Stefi M Says:

    spifferi o non spifferi Vendola e De Magistris sono due persone molto perbene e se anche fosse il nuovo movimento lo trovo del tutto normale.

  47. alemacri Says:

    Care donne, mala tempora currunt…
    Il capitano della nazionale inglese di calcio se la faceva con la moglie di un compagno di squadra, oltre che con la propria. Un classico caso di “doppiofornismo”.
    Ora pretenderà anche di essere candidato in Puglia.

  48. Livia Says:

    Ci stanno facendo sembrare indispensabile Vendola. Una rara persona per bene. Rispondo ad Alestrack88, chi ci deve guadagnare è facide da capire. Ci guadagna Sarkozy che ci manda in Italia vecchie centrali obsolete pagate a peso d’oro e in queste trattative di compravendita di solito non è uno solo a guadagnarci. Chissà in quanti ci inzupperanno il pane.
    Livia

  49. Michele Says:

    Mala tempora currunt……. Ma invece in tanti si danno la pena di adoperarsi per la giustizia. Plauso a Rita Bernardini, parlamentare radicale.
    Michele

  50. Enrico Lughini Says:

    A prosito di cinema, l’equilibrismo del premier tra arabi ed ebrei è una lezione di alta politica o alto spettacolo. A proposito di messaggi negativi o positivi stasera Morgan sta a Porta a porta per recuperare alle sue sballate dichiarazioni. C’è qualcosa di schizofrenico in questa Italia a vari livelli della vita pubblica. Sarebbe arrivata l’ora di una presa di coscienza della parte politica in un dibattito serio senza barzellette.
    Enrico

  51. Stefi M Says:

    CONVEGNO A ROMA
    Bambini, la violenza taciuta
    in 700 mila a rischio abusi
    I maltrattamenti sui minori spesso restano invisibili. Il Cismai, una rete di centri pubblici e privati che in Italia si occupa di proteggere i più piccoli, ha organizzato un congresso per stimolare le istituzioni a creare un sistema in grado di monitorare e prevenire il fenomeno
    di ADELE SARNO

    DossierDisegnano cieli neri, giocano con gli amici in maniera aggressiva, sono scontrosi e a scuola, spesso, restano in disparte. Una violenza subita è l’inizio di un calvario emotivo che può devastare la vita di una persona. Se è un bambino a esserne vittima la situazione peggiora, perché provoca un trauma tale da avere conseguenze nel breve, nel medio e nel lungo termine. Oggi 700 mila piccoli in Italia sono a rischio abusi, ma soltanto 32mila vivono in comunità o presso famiglie affidatarie, proprio perché hanno subito maltrattamenti fisici, psicologici gravi e sessuali.

    “Il problema è che la violenza spesso viene taciuta e che le vittime restano invisibili sia alle cronache sia alle istituzioni, pur avendo bisogno di interventi e di servizi che mettano la loro crescita in sicurezza. Manca purtroppo nel nostro Paese, così come a livello internazionale, un sistema di monitoraggio e di prevenzione sugli abusi all’infanzia”. A parlare è Andrea Bollini, il presidente del Cismai, una rete di centri pubblici e privati che in Italia si occupa di proteggere i bambini dal maltrattamento….

    VIGILIAMO SULL’INNOCENZA! NON PERMETTIAMO CHE I MOSTRI LA SPORCHINO!!!!

  52. Anna Rossi Says:

    IL DUBBIO: STRUMENTO PRIMO VERSO LA RICERCA DEL VERO E DELL’ESATTO

    …..Contro ogni conformismo e pigrizia, anche a costo di mettere a repentaglio le nostre misere certezze ed i nostri piccoli privilegi, varrebbe la pena recuperare il senso perduto “dell’oggettività del reale”. Onori e tranquillità ci hanno reso in gran parte autoreferenziali al punto tale da ignorare l’altro se non è portatore di condivisione obbligata. Il fatto che l’uomo sia divenuto decostruttivo è visibile dalla decadenza in cui ha trascinato la società.
    I dialoghi che instauriamo prendono spesso spunto da imput indotti e pilotati e le deduzioni che ne traiamo sono la logica del mercato e non il frutto della ricerca personale del vero. Non si tratta a questo punto di polemizzare su quel che va o quel che non va lasciando sterile il campo della discussione. Il ritorno al buon senso potrebbe essere il primo passo verso la ricerca del “socialy correct”.
    Quanto tempo siamo costretti a perdere in inutili difficoltà ed evitabili dispendi di energia? Perché la formazione dei giovani alfabetizzati crea pessimi cittadini?
    Saggezza ed assurdità dovranno scontrarsi nuovamente nella battaglia contro l’ingiustizia sociale e questo sarà inevitabile finchè partotiremo ancora figli capaci di smontare le logiche dei poteri assoluti. Questi singoli, i singoli del futuro, daranno di nuovo vita al NOI e saranno rigenaratori di quella parte umana armonica che fa di ogni essere parte integrante dell’universo tutto.
    Non trovate limitante un’esperienza finita? Perché accontentarsi del significato quando possiamo andare verso la verità? Perché cullarci nella certezza dell’IO quando possiamo condividere con gli altri le nostre incertezze?
    Non esistono morali “giuste” se i “principi” della politica e delle fedi non smontano il degrado del mondo. Rimettere in discussione le funzioni operative che si muovono fra i paradossi della vita di questo pianeta ci permetterà di risalire fino alle fonti di tanti crimini.
    Il singolo contemporaneo è chiamato a decostruire con puro scetticismo laico le convinzioni che hanno prodotto e alimentatto la menzogna e la corruzione.
    Il nostro tempo è il tempo in cui impera un’intensa attività devastatrice contro il genere umano, come testimoniano gli archivi della storia più recente e ciò che può dimostrarsi vero va ricercato fin da ora. Accettiamo il fardello di una posizione importante come quella di “esseri umani” e riduciamo le entrate dei ricchi con scelte consapevoli ed ecologiche.
    Il pianeta tutto chiede aiuto…..

    Anna Rossi
    Stralcio di relazione all’incontro annuale “Filosofi del nostro tempo”:
    “Certezza e scetticismo” RIMINI, 31 gennaio 2010

  53. barbara Says:

    AGGIORNAMENTO CINEMA SU AVATAR, ALLA MOSTRA CINEMATOGRAFICA UN PREMIO
    Il Premio Persol 3D organizzato nell’ambito della Mostra di Venezia per premiate il film più creativo a 3D dell’intero anno è stato assegnato ad “Avatar”, di James Cameron, e a “Dragon Trainer” (‘How To Train Your Dragon’), diretto da Chris Sanders e Dean DeBlois.
    Il regista giapponese Takashi Shimizu, era a presiedere la regia . Avatar definito film eccezionale ha la conferma, se pure ce ne fosse stato bisogno, de gradimento di pubblico che va oltre l’eccezionalità delle tecniche tridiomensionali, ma come è presentato in questo blog, si apprezza per i contenuti ecologosti e di carattere etico.
    barbara

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