FENOMENOLOGIA DELLA VIOLENZA E NEW MEDIA

L’azione “Tartaglia”come nell’effetto “Werther” emula gesta
negative apprese da messaggi suggestivi e condizionanti

Le parole sono pietre. Dette in televisione sono armi pericolose. Le ascoltano tutti. I sani di mente, i depressi, gli esaltati, i pazzi.
Le parole vanno misurate. Specialmente se è un politico a dirle o un leader di qualsiasi genere.
Le immagini sono sogni. Viste in televisione sono figure piacevoli oppure incubi.
Le immagini vanno misurate. Le vedono tutti. I sani di mente, i depressi, gli esaltati, i pazzi.
Chissà per quanto tempo rivedremo in tv o nella carta stampa le ferite sul volto di Berlusconi. Dovunque le vedremo purtroppo: sui blog, youtube, facebook.
Per favore non mettete foto sanguinolente nello spazio della mia pagina di facebook.
Appartengo ad una generazione che ancora ha ripulsa delle immagini cruente. Ce lo hanno insegnato da piccoli. La goccia di sangue che sgorga da un dito dopo una puntura di spillo mette i brividi e procura dolore. Anche se non è nostra. Si entra in empatia con chi è ferito tanto da sentire fitte nel proprio corpo.
Questo non ha nulla a che fare con il coraggio. Potrei essere una guerriera costretta a fare una guerra tanto da guardare in faccia la morte. In tal caso non avrei paura. Ma dolore si, nel vedere il sangue umano scorrere.
La linea di demarcazione è lì. Nell’essere umani o alieni. I nuovi media hanno abituato generazioni intere a non badare al dolore (quello degli altri). Hanno insegnato a guardare con il teleobiettivo dentro corpi feriti senza provare nulla se non curiosità, quando non addirittura gusto per l’orrido. In entrambi i casi il disprezzo verso l’uomo è entrato nelle nostre esistenze. Cinismo. Sguardo amorale sui supplizi altrui che riduce a ben poca cosa noi stessi.

Il disadattato psichico che ha lanciato una statuetta contro Berlusconi è stato indotto a farlo dal clima e dalle parole dure come pietre. Non si fa un buon servizio al paese ignorando quanti borderline vanno in giro liberi di colpire se individuano un avversario.
Antonio Di Pietro probabilmente si riferiva a ipotesi di scontri di piazza con le sue dichiarazioni dopo la manifestazione “viola”. Il che nelle parole intendeva prevedere o scongiurare reazioni di violenza che pur condannabili hanno comunque una corrispondenza politica. Non così invece si può classificare il gesto sconsiderato di un depresso psichico che oltre ad aver colpito il primo ministro, ha causato la diffusione mondiale delle ferite al suo volto. Un effetto politico-mediatico disastroso per i nemici di Berlusconi. Una rappresentazione di noi italiani che farà il giro del mondo. Una brutta pagina che era meglio non scrivere.
Capiranno un giorno che l’unica arma per vincere il cavaliere è il tono composto, l’ironia, lo sminuzzamento pacato degli argomenti difensivi da lui inventati?
L’uso del Parlamento e delle prerogative di democrazia garantite dalla Costituzione sono strumenti legittimi che alla lunga rendono la verità tangibile e dimostrata. La critica severa all’operato del governo deve essere detta con competenza, documentata con dati, reiterata con l’uso suggestivo dei media. Parlando, senza ringhiare. Si persuade di più con autorevolezza e classe che non con scomposte reazioni che esaltano negativamente chi non aspetta altro per dare sfogo alle proprie frustrazioni.
Di Pietro nel suo obbiettivo di fruttuosa belligeranza deve capire che ormai il barile è raschiato. Dall’accordo con Veltroni tutti i voti possibili li ha già “spostati” e acquisiti come unico leader forte avverso a Berlusconi. Ora senza un coerente e limpido iter politico può solo perderne, anziché aumentarne. Le frecce al suo arco si spuntano se non fa quelle due o tre cose che la sua base reclama, e se non ascolta le voci di chi ancora crede in una politica integerrima e rispettosa dei diritti a partire dai resoconti interni, e dall’autocritica degli errori.
Dal partito alcuni attivisti hanno mandato comunicati stampa per dare dimostrazione di esecrare la violenza e prenderne le dovute distanze. Come il dipartimento estero in Olanda con Silvia Terribili e molti militanti che si stanno dando da fare per la nascita di correnti nuove nel partito dei “valori”. Una presa di distanza immediata quanto opportuna è giunta da tanta parte politica nei confronti dell’emblematica aggressione che potremmo definire da qui in avanti “effetto Tartaglia”. Una conseguenza paragonabile a risultati deleteri che lo studio della psicopatologia può ricondurre già da tempi lontani al famoso effetto Werther, così definito da Brigham nel 1844 nella prestigiosa rivista “American Journal of Insanity, in cui scriveva: “Un semplice paragrafo di cronaca giornalistica può suggerire il suicidio a venti persone”, e dava il nome al fenomeno riferendosi a “I Dolori del Giovane Werther” che moltiplicò i suicidi tra i lettori del romanzo di Goethe.

Karl Popper per primo scrisse che occorre una patente per la tv. La televisione può essere scuola di violenza o di dabbenaggine. Raramente è puro divertimento o informazione utile. Quasi mai è educativa e non si pretende che lo sia se non in contrapposizione a tutte le volte che è “diseducativa” trasmettendo volgarità, illusioni e falsi storici.

Gli effetti dei media nuovi e vecchi si deve conoscerli per non far danni. Oltre ai suicidi seriali c’è un’ampia casistica di omicidi seriali. Il più recente è conseguente al delitto di Meredith Kercher commesso da Amanda Knox e Raffaele Sollecito. A Parigi, per esempio, Jessica Davies una 28enne sotto l’effetto di droga e alcol, ha sgozzato il proprio amante per emulare Amanda Knox, e durante l’interrogatorio ha rivelato che a darle l’ispirazione è stata la morte di Meredith Kercher.
Ma gli esempi sono tanti. In Colorado, negli Stati Uniti, due ragazzi di 17 e 16 anni hanno ucciso una bimba per emulare le gesta dei personaggi del videogioco Mortal Kombat.
Numerosi sono pure gli omicidi derivati dal film di Oliver Stone Assassini nati (Natural Born Killers). Negli Stati Uniti si intentano e vincono cause con risarcimenti miliardari per questo tipo di danno da mass media. Diversi parenti di vittime hanno fatto causa contro Stone, come i parenti di due donne uccise in un sobborgo di Salt Lake City (Utah), il cui assassino Nathan K. Martinez risiedeva in un motel in Nebraska. Una volta catturato l’uomo ha detto di aver visto il film dozzine di volte e di essersi rasato per meglio compenetrarsi nel ruolo dell’assassino e somigliare di più al personaggio interpretato da Woody Harrelson.
La pagina va voltata, ha dichiarato il presidente Giorgio Napolitano. Per risolvere realmente i problemi del paese è ora davvero che si muti strategia politica e si inneschi un virtuoso effetto crescita di tutte le categorie sociali attualmente in sofferenza e povertà. Di questo abbiamo bisogno, non di sangue.

15 dicembre 2009 Wanda Montanelli

37 Responses

  1. Anna Rossi Says:

    “Le parole sono pietre”. Ogni tanto bisognerebbe rileggere il libro di Carlo Levi.

    Scegliere una parola dovrebbe essere sinonimo di entrare nella realtà anzichè nella volontà di far aderire un’immagine alla quale apparteniamo o nella quale pretendiamo di far entrare “l’altro”.

    Il filosofo Michel Foucault ammoniva in uno dei suoi saggi “Le parole e le cose” che le parole mutano per l’influenza socio-culturale che le riempie di allusioni di ogni genere.

    Il linguaggio odierno al quale assistiamo è divenuto doppio e triplo, lontano da qualsiasi valenza alfabetica e spesso privo della più banale delle ovvietà.

    C’è poi un uso delle parole ,che ci scorre silente intorno, che possiede addirittura una sua essenza criminale ed in questo la pubblicità è stata maestra.

    Il pubblico, il popolo, il singolo…sono considerati come spugne, capaci di poter assorbire qualsiasi fesseria alle quali risponderanno con un solleticamento istintuale ed un conseguente plebiscito all’istigazione e alla pressanza pubblicitaria.

    Il linguaggio politico si è adeguato perfettamente a questa metodologia comunicativa e la stessa stampa è ormai lontana dal senso reale dei fatti.

    Venendo alla sostanza del problema che Wanda ha brillantemente enunciato, ci pare alquanto indiscutibile che l’applicazione della giustizia come la libertà o l’amore sono irriformabili e che quindi qualsiasi ordinamento o codice o Costituzione devono ritrovarsi nella loro essenza e non nel perfido circuito che si innesca ogni qualvolta permettiamo parole in antitesi con i valori fondamentali della democrazia.

    Le parole hanno una storia. Dire il Presidente del Consiglio non equivale a dire Premier. Premier è veramente “primo” ossia primus inter pares. Ma questa precisazione agli italiani passa inosservata e così si finisce per chiamare un presidente di regione “governatore” o il ministero del Lavoro “ministero del Welfare” (Benessere) o quello della Sanità in “della Salute”.

    Insomma mentre si fanno iniezioni di parole cariche di ottimismo la funzione strutturale che atteneva alle persone/cittadini si allontana sempre più (basta leggere la realtà con un pizzico di attenzione e i messaggi prendono corpo in ben altra direzione).

    Le parole dunque edificano la realtà esterna, il nostro mondo. Le immagini lo consolidano.

    Se molta gente ci appare oggi in uno stato di torpore mentale o avulsa dal contesto del “noi” è perchè la sua coscienza è stata ripetutamente violata da messaggi ambigui e distori.

    La memoria di chi osserva o di chi ascolta viene inconsapevolmente bombardata da sottomessaggi che col tempo prendono il posto della realtà apportando alla nostra coscienza delle modifiche comportamentali inspiegabili quanto pericolose.

    Da decenni viene venduto globalmente il prodotto che “individuo” è meglio di “collettività”. Il nostro Ego o IO è spinto in un vortice di autoreferenzialità tale che non riesce più a distinguere la realtà dei suoi veri bisogni da quelli che gli hanno appioppato (come dicono a Roma).

    Certo è che nel vedere quanta sofferenza ingoiamo ogni giorno in questo sistema ipocrita e assetato solo di potere…dovrebbe almeno farci meditare. Per meditare dobbiamo solo fermarci un istante, un solo istante e chiederci dove siamo e dove stiamo andando.
    Sarebbe sufficiente.

    Anna Rossi
    Resp.Rel. Esterne ONERPO

  2. MAX Says:

    Non ho mai votato per Berlusconi. Mai, neppure una volta e neppure alle elezioni locali o a quelle europee.
    Eppure considero quel che è accaduto di una gravità inaudita. Se non si inizia ad usare le parole con maggiore attenzione, come chiede Wanda Montanelli (ma come chiede anche il Presidente della Repubblica Napolitano) non usciremo da questa situazione incresciosa. Rischiamo di peggiorare ulteriormente le cose se lor signori politici non invertiranno la direzione di marcia.

  3. Silvio Says:

    http://dailymotion.virgilio.it/video/x4unp5_menomale-che-silvio-ce_news

  4. Barbara Says:

    siamo alle solite con questa politica aggressiva e priva di buon senso gestita da uomini che devono dimostrare chi è più forte dimenticando i bisogni degli elettori. Li avete sentiti parlare ieri sera a porta a porta? Tutti galli in un pollaio e non si capiva niente.Cambiare canale era il meglio che si poteva fare.
    Barbara

  5. Olga Says:

    le nostre parole sono i mattoni della nostra vita, il significato delle parole è importante però anche la grammatica dev’essere studiata e appresa prima di fare i politici. Alcuni non se ne curano come Di Pietro e farebbero bene a curarsene, altri puntano molto sulla revisione del lessico a scopo propagandistico: basti pensare all’insistenza di Berlusconi sul termine ‘comunista’ o quella delle destre in generale sul termine no-global con lo scopo di renderli aggettivi dispregiativi facendone smarrire la definizione originaria ed il senso storicamente più proprio.
    Olga

  6. raffaella de angelis Says:

    Ho sentito che De Magistris ha operato un distinguo rispetto a Di Pietro, affermando che l’incolumità del Premier va salvaguardata prima di tutto. Sono d’accordo con lui, oltre che con voi sulla necessità di misurare le parole.
    Raffa

  7. mario Says:

    la violenza è il risutato di di una politica squallida che è esercitata da politici di entrambi gli schieramenti e mi pare di capire che nonostanyte l’accaduto e l’invito del presidente a carsi unas calmata, ognuno resta corazzato e armato contro l’altro. vorrei capire dove vogliono arrivare con il loro atteggiamento ottuso.
    mario

  8. silvia Says:

    la nostra sensibilità di donne non può entrare in queste dinamiche di violenza. Noi siamo diverse.
    silvia

  9. Girardelli Giampaolo Says:

    Sono d’accordo. Spesso poi noi non ci rendiamo bene conto che otteniamo l’effetto contrario. Bisognerebbe essere più lucidi e riconoscere che un aumento dei toni, della violenza verbale quando non fisica, torna soltanto a vantaggio (in termini politico-elettorali) di Berlusconi. Politici italiani d’opposizione, non fatevi obnubilare la vista dall’odio. Berlusconi si può battere, non disperate. Però bisogna combatterlo con le proposte politiche. Perché non proponete un aumento dei salari? Oppure l’eliminazione del bollo auto? Cose anche demagogiche, ma lui l’ha fatto. E’ così che si vince, con l’astuzia. L’eliminazione dell’avversario (giudiziaria o fisica che sia) cosa risolve? Le redini della Pdl verrebbero subito prese da un Letta o da un Frattini. Cosa cambia? Qui bisogna arrivare al potere per il bene dell’Italia. Ci vogliono politiche sociali autentiche, investimenti sulu lavoro e iniziative a favore della gente disagiata.

    Un elettore del centrosinistra.

  10. lauretta, sorella d'Italia Says:

    ne sono più che convinta: le donne non arriverebbero mai a tanto!
    lauretta

  11. Anna Rossi Says:

    VIAGGIO DI RITORNO DALL’INCERTEZZA

    Sono convinta che potremmo continuare a discutere con migliaia di interventi ancora sull’origine delle “colpe”che hanno portato q questa deriva verbale alla quale il paese sta assistendoormai da troppo tempo.
    Sono altresì convinta che potremmo spostare il nostro punto di osservazione riempiendolo di significati laterali, ideologici o emotivi.
    Di fatto mi sembra di assistere allo svuotamento del corpo dello Stato che nel passato rappresentava “noi” all’interno di leggi che la razionalità umana ci aveva reso condivisibili.
    Quello che sta accadendo sul palco del teatro non è una visione del mondo condivisa ma una sorta di “individualizzazione” che si ricollega al processo di globalizzazione.
    Oggi come mai stiamo subendo un’accellerazione ed una compressione di stimoli tali che non ci è permesso polarizzare i nostri veri bisogni. Come folli lontani da noi stessi restiamo a guardare il mondo che ci passa davanti convinti di farne parte senza occupare alcuna stabilità decisionale.
    Le regole del gioco sono fissate dai “globali” e dentro al gioco ci sono i “locali” che vengono uniformati a colpi di informazione intossicata e di finanza autoreferenziata.
    Le condizioni di vita di intere comunità vengono promosse e cambiate a colpi di crisi sociali annullando qualsiasi capacità reattiva di interi strati sociali sotto il ricatto della sopravvivenza ed il controllo dell’educazione.
    La sfera politica si muove dentro lo stesso schema al punto tale da farci assistere pressochè inermi ad un aumento della sicurezza di pochi privilegiati ammessi alla tavola dello sviluppo economico.
    Quando parlo di politica non faccio alcuna differenza fra la politica interna e quella internazionale. Le scelte dei governi locali e quelle delle organizzazioni internazionali sono più o meno le stesse.
    Sì certo, in Italia assistiamo ad una qualità di alcuni servizi peggiore di quella della Germania o della Francia come la Grecia o la Romania assistono ad una qualità peggiore di quella italiana o spagnola o irlandese.
    Di fatto le direttive europee sono tese a costruire i cosiddetti “servizi universali” in funzione dei quali qualsiasi “caos” sociale sarà servitore dissolutorio al servizio del loro nascere.
    Mi scuso se questo intervento può risultare estraneo al post di Wanda ma ho ritenuto fondamentale una pausa di riflessione per provare a riappriopriarmi della capacità “lucida” e non “fluida” di guardare la realtà che vulcaneggia quotidianamente su di noi bruciando ogni giorno un po’ dei nostri sogni e delle nostre speranze.
    Ora quando i nostri referenti politici si parlano addosso sarebbe opportuno restare vigili e non allontanarsi dietro alle “parole” avulse da realtà/fatti come:
    La precarietà vendutaci a suo tempo per flessibilità
    L’amministrazione del mercato del lavoro fuori confine
    L’immigrazione volutamente selvaggia riversata senza programmi fra la popolazione autoctona
    La scuola e l’Università picconate come alberi da legna
    Gli organi di giustizia tecnicamente bloccati da carenza di cancellieri quant’altro
    …..potremmo sciorinarne all’infinito fino ad arrivare ai milioni di esseri umani che vivono al disotto della soglia di povertà o che muoiono per fame e sete e guerre inutili.
    Posso solo dire che senza un’ETICA comune questa società dell’incertezza non vedrà che l’alba dei forti.
    Il DISAGIO che ci pervade tutti è creato da un attacco a questa civiltà in cui c’erano tutte le premesse per dare all’uomo e alla donna ed ai bimbi ed agli anziani ed ai deboli del mondo “globale” un’identità dignitosa.
    Non allontaniamoci dai fatti concreti ed prendiamo piuttosto le distanze dal sistematico e febbrile piacere di vedere per forza la luce lì dove il buio è padrone.
    I pellegrini non sono vagabondi. Le parole hanno un peso specifico inadattabile al contrario del loro significato più intrinseco.

    Anna Rossi
    Resp. Rel. Esterne ONERPO

  12. Loredana Says:

    Vi consiglio di leggere di Ignatieff Michael “Il male minore. L’etica politica nell’era del terrorismo globale”.
    Si può combattere li terrorismo con il terrore, o la violenza con altra violenza? E giusto? E efficace? E qual è il prezzo da pagare? Sono interrogativi oggi più che mai urgenti.
    Lory

  13. Michele Says:

    La popolazione non sa come mantenere i figli e la famiglia.
    La finanziaria non prevede soluzioni ai problemi esistenziali di molte fasce di cittadini precari, le pensioni sono falcidiate perché i costi degli alimenti bene primari e bollette sono in aumento di anno in anno. La sanità è un diritto e per accedervi passano anche mesi prima di poter fare una visita specialistica.
    Su questi temi vitali si deve puntare per contrastare il governo lasciando e tralasciando le faccende personali del premier. Il chiasso non serve a chi deve mettere insieme il pranzo con la cena.

    Michele

  14. Anna Rossi Says:

    PREMIER

    “primus inter pares” ovvero “primo fra i suoi pari”.
    Il ruolo di guida e di capo di Alessandro Magno non lo elevava di rango rispetto ai suoi guerrieri ed ai nobili macedoni ma lo configurava come loro.

    Solo più tardi il suo status acquisì caratteri divini (ma questa è un’altra storia).

    Tornando al nostro “Presidente del Consiglio” assistiamo ad una definizione da parte dei suoi avvocati, Ghedini e Pecorella, alquanto diversa da quella che la nostra repubblica parlamentare impone.

    I rappresentanti legali del governo di fronte alla corte costituzionale lo definisono “primus super pares” ossia “primo al di sopra dei suoi pari” e non esistendo in Italia una scala di CLASSI SOCIALI i pari del Presidente del Consiglio saremmo tutti NOI.

    A questo punto bisogna intenderci se la nostra consapevolezza di cittadini in cui la legge è uguale per tutti è davvero ancora centrata su questo principio di uguaglianza o se chi presiede un Governo può essere al di sopra di tutti e quindi anche della legge.

    Personalmente mi dissocio dall’idea di dover per forza appartenere a questo o quel partito se il principio della “legge è uguale per tutti” viene rimosso in quanto il principio democratico di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge lo trovo fondamentale come segno di una civiltà che prende le distanze (osta tentando almeno di farlo) dal medioevo o dai monarca o principi del tempo.

    Ma forse la memoria sta ingannando al punto tale che la stessa stupenda lingua dei nostri padri può subire distorsioni senza che alcun se ne risenta più di tanto.

    La mia piccola riflessione mi pone una domanda di intendimento:

    Se non possiamo attribuire all’attuale Presidente del Consiglio l’attributo di Premier (almeno a tutt’oggi) PERCHE’ continuano giornali e mass-media a chiamarlo tale?

    Come dire che la forza della pubblicità prima o poi fa acquistare un prodotto.

    E questo nel mercato di fatto accade. Mi chiedo dunque: noi esseri umani/cittadini siamo spugne da gonfiare o persone da elevare a dignità umana?

    la mia è una questione di etica senza la quale non potremmo affrontare nessun problema reale.

  15. lidia Says:

    A chi serve l’aggressione a Berlusconi? La spirale di violenza non sarà fermata con la chiusura dei siti e con il bavaglio ai giornalisti, semmai tali scelte incentiveranno la violenza e aizzeranno gli scalmanati.
    Lidia

  16. Annalisa Torriani Says:

    la pausa natalizia porterà a più miti consigli, almeno ce lo auguriamo. Il dopo Berlusconi si prepara ed è in atto già ora poiché finita questa legislatura il politico più avversato degi ultimi venti anni andrà in pensione. Ha forse ragione D’Alema che conviene arginare le perdite e limitare i danni scegliendo il male minore. Non lo chiamerei inciucio in quanto per ricominciare daccapo è assolutamente indispensabile che l’attuale premier esca dalla politica “doucement”. C’è il dovere di evitare un nuovo ventennio di nostalgici dell’eroe/prevaricatore che diventa vittima e ci perseguita ancora e ancora generando fazioni odi rivalse per lunghissimo tempo. Insomma vorremmo sopravvivere al Berlusconi politico. Che viva a lungo da uomo qualunque perché è nella sua longevità la nostra svolta.
    Annalisa Torriani

  17. Stefania, pisa Says:

    con Anna rossi condivido pienamente la frase: “nel vedere quanta sofferenza ingoiamo ogni giorno in questo sistema ipocrita e assetato solo di potere…dovrebbe almeno farci meditare. Per meditare dobbiamo solo fermarci un istante, un solo istante e chiederci dove siamo e dove stiamo andando”.
    Molti di noi infatti non sanno bene cosa vogliono e dove vanno.
    Stefania

  18. Luigi Says:

    La violenza è sempre esistita e l’uomo se non la trova la inventa. Vedere cosa succede negli stadi.
    Luigi

  19. gina Says:

    mi piace la sintesi di annalisa, e com’è vero che i politica ci vuole buon senso e lungimiranza!
    non ne ritrovo molti purtroppo di professionisti dei partiti con l’occhio vivido e lo sguardo lontano oltre il piccolo risultato del momento. Dovrebbero essere donne per capire che la pazienza è una dote da rendita sicura nelle strategie di potere.
    gina

  20. Luigi - VIDEO DA CHE PARTE ARRIVA L'ODIO Says:

    Da che parte arriva l’odio e chi fomenta?
    Il video è consigliato.
    Luigi

  21. Anna Rossi Says:

    Il Natale, se lo estrapoliamo dall’influenza religiosa sulla psicologia sociale, lo possiamo incarnare nella “sacralità della vita” che fa di ogni essere umano un prezioso contributo alla nostra consapevolezza. In quest’epoca, dove il delirio del “profitto” sembrerebbe aver guadagnato vantaggi a colpi di negligenze ed inadempienze, credo ancora che possano “nascere” coloro che faranno di questo mondo un mondo ad immagine e somiglianza della dignità umana.
    Il male dei mali è la corruzione partecipata e quella sottaciuta.
    Il bene dei beni è il rispetto per l’altro e la salvaguardia che è il suo decoro immerso nella nostra società.
    A tutti coloro che hanno seguito i nostri dialoghi ospitati dal sito di Wanda porgo i miei più cari auguri di Buone Feste. Agli oggetti del Vostra tenerezza estendo un augurio speciale affinchè l’universo possa fare da lampada ai nostri sogni, ai nostri dolori, al nostro sentire, alla nostra realtà.

    Un abbraccio pieno di speranza a tutti Voi!

    Anna Rossi
    Responsabile Relazioni Esterne ONERPO

  22. E' NATO IN UNA STALLA, INDAGINI IN CORSO Says:

    E’ NATO IN UNA STALLA, DICEMBRE 2009

    Favola amara di un Giudice Istruttore che sa come vanno le cose

    25 dicembre 2009: “Trovato neonato in una stalla. La polizia e i
    servizi sociali indagano. Arrestati un falegname e una minorenne”.
    L’allarme è scattato nelle prime ore del mattino grazie alla
    segnalazione di un comune cittadino (obbediente all’invito del ministro
    Maroni): aveva scoperto una famiglia accampata in una stalla. Al loro
    arrivo gli agenti di polizia, accompagnati da assistenti sociali, si
    sono trovati di fronte ad un neonato avvolto in uno scialle e depositato
    in una mangiatoia dalla madre extracomunitaria, tale Maria H. di
    Nazareth, appena quattordicenne.

    Al tentativo della polizia e degli operatori sociali di far salire la
    madre e il bambino sui mezzi delle forze dell’ordine, un uomo,
    successivamente identificato come Giuseppe H di Nazareth, ha opposto
    resistenza spalleggiato da alcuni pastori e tre stranieri presenti sul
    posto. Sia Giuseppe H. che i tre stranieri, risultati sprovvisti di
    documenti di identificazione e permesso di soggiorno, sono stati tratti
    in arresto.

    L’Ufficio Stranieri della Questura e la Guardia di Finanza stanno
    indagando per scoprire il paese di provenienza dei tre clandestini.
    Secondo fonti di polizia i tre potrebbero essere spacciatori
    internazionali, dato che sono stati trovati in possesso di un ingente
    quantitativo di oro e di sostanze presumibilmente illecite. Nel corso
    del primo interrogatorio gli arrestati hanno riferito di agire in nome
    di Dio per cui non si escludono legami con Al Qaeda. Le sostanze
    chimiche rinvenute sono state inviate al laboratorio per le analisi. La
    polizia mantiene uno stretto riserbo sul luogo in cui è stato portato il
    neonato. Si prevedono indagini lunghe e difficili.

    Un breve comunicato stampa dei servizi sociali, diffuso in mattinata, si
    limita a rilevare che il padre del bambino è un adulto di mezza età,
    mentre la madre è ancora adolescente. Gli operatori si sono messi in
    contatto con le autorità di Nazareth per scoprire quale sia il rapporto
    tra i due e se la loro lontananza dal luogo di residenza abituale possa
    nascondere rapimento o plagio. Nel frattempo Maria H. è stata ricoverata
    all’ospedale e sottoposta a visite cliniche e psichiatriche. Sul suo
    capo pende l’accusa di maltrattamento e tentativo di abbandono di
    minore. Gli inquirenti nutrono dubbi sullo stato di salute mentale della
    donna la quale afferma di essere ancora vergine e di aver partorito il
    figlio di Dio.

    Il primario del reparto di Igiene Mentale ha dichiarato oggi in
    conferenza stampa: “Non sta certo a me dire alla gente a cosa deve
    credere, ma se le convinzioni di una persona mettono a repentaglio –
    come in questo caso – la vita di un neonato, allora la persona in
    questione rappresenta un rischio sociale. Il fatto che sul posto siano
    state rinvenute sostanze stupefacenti non ancora consuete al nostro
    mercato clandestino, non migliora il quadro. Sono comunque certo che, se
    sottoposte ad adeguata terapia per uno due o tre anni – solo i progressi
    determineranno la durata della cura – le persone coinvolte, compresi i
    tre trafficanti di droga, potranno essere reinseriti a pieno titolo
    nella società. Le autorità competenti decideranno se espellerli con
    foglio di via obbligatorio o accettare la loro eventuale richiesta di
    permesso di soggiorno. Ma questo esula da ogni mia responsabilità
    professionale”.

    Pochi minuti fa si è sparsa la voce che anche i contadini presenti nella
    stalla vengono sospettati di essere consumatori abituali di sostanze
    stupefacenti. Il loro alibi non ha retto ai primi controlli. Sostengono
    di essere stati costretti a recarsi nella stalla da una persona di alta
    statura con addosso una lunga veste bianca e due ali sulla schiena (?).
    Avrebbe loro imposto di festeggiare il neonato. Il portavoce della
    sezione antidroga della questura ha così commentato: “Gli effetti di
    certe sostanze a volte sono imprevedibili, ma si tratta della scusa più
    assurda mai messa a verbale negli interrogatori di tossicodipendenti”.

    (Anonimo Lombardo)

    Info: Davide Bertok, Diritti Gobali

  23. Mario Says:

    controlli agli stranieri non sono offese ma corrette procedure di sicurezza. Ryanair proneva si accettare solo carta di identità o passaporto per consentire l’imbarco sui propri voli interni e ha minacciato di sospendere i collegamenti contro le regole che contemplano anche la visione di altri documenti. L’attentanto scampato sull’aereo Usa farebbe optare per le regole italiane e italiani o stranieri sono tenuti a collaborare con le forse dell’ordine che compiono il loro dovere per il bene comune.
    Mario

  24. antonia Says:

    Gesù era infatti profugo senza documenti.
    antonia

  25. Nicla Morelli Says:

    Nel dibattito tra governo e opposizione la ministra Mara Carfagna ha detto che è ora di dire basta al dialogo tra uomini ed ha invitato le donne a far fronte comune per fare le riforme. E’ plausibile un comune senso del dovere tutto femminile e le negatività da sete di potere scomparirebbero dal quadro politico. La stessa ministra però non nasconde che i tempi sono prematuri e che tutto verrà ancora gestito così maldestramente dai uomini, unici a comandare “nel cuore pulsante” del governo.
    Nicla Morelli

  26. alemacri Says:

    - IL PARTITO DELL’AMORE SI CREA A PARTIRE DALLE DONNE

    - TUTTO TORNA…

  27. Anna Rossi Says:

    GLI ITALIANI HANNO IN DONO QUEL CHE MERITANO: pacco regalo natalizio in scatole cinesi con sorprese a scadenza per il 2010.

    Carissime e carissimi,

    spero che abbiate trascorso questi giorni in piena serenità.
    Spero anche che la lucidità per affrontare l’anno nuovo non sia stata minacciata da nessuna pigrizia poichè, dietro la porta che chiuderà il 2009, lo scenario della vandalizzazione dello stato democratico potrebbe risultare devastante da subito oppure, per chi è più lento e ingenuo, minacciosa ad intermittenza.
    Sono troppo giovane per definirmi un testimone del post fascismo. Non sono nipoe di gerarca nè figlia di un balilla nè stavo nascosta in una cantina costretta in casa da chi di fascismo non ne voleva neppure sentir parlare.
    Oggi i tempi sono cambiati e chi è divenuto comunista all’indomani della caduta del fascismo è stato dimenticato.
    Noi europei abbiamo un pregio che considte nella capacità di nascondere i fatti (pensiamo alle foibe)e gli italiani sono in certe occasione dei menestrelli senza pari (se la cantano e se la suonano davanti all’irrealizzabile).
    Fatta questa premessa, di cui spero vogliate scusarmi, desidero però ricordare che, come tutti gli osservatori attenti e vigili, questo Stato democratico ha grossi problemi di ordine etico.
    Va di moda esprimersi in maniera trasversale quando non si vuole appartenere ad un gruppo o ad un partito e va di moda anche ostentare una assoluta neutralità ideologica per garantirsi l’unica maniera praticabile di una espressione pluralistica.
    Siamo stati dunque spogliati di tutto e non ce ne siamo accorti.
    I più ingenui restano ancorati alle espressioni di appartenenza anche quando la realtà parla la stessa lingua ovunque ci voltiamo.
    Tuttavia l’interpretazione della democrazia e del suo dovere costitutivo di garantire il pluralismo come neutralità ed indifferenza rispetto alle scelte etiche non è un modello che può funzionare nella gestione del vivere comune se il principio applicato è sì “libera Chiesa in libero Stato” ma solo se sorretto da inciuci di Stato.
    I media influenzano ormai il pensiero autonomo e la società è largamente confusa e disorientata e insofferente di fronte all’approfondimento di qualsiasi identificazione ideologica.
    In questa situazione l’indifferenza non può resistere poichè alcuni principi naturali che il DNA umano tradisce (i valori inalienabili della vita e della sua unicità ad esempio)rivendicheranno prima o poi la loro affermazione.
    Se nel futuro vedremo (come peraltro sempre nella storia) le giovani generazioni proclamare vuote e retoriche certe posizioni e, dirò di più, rivendicheranno il loro diritto alla VITA con sentimenti di indifferenza e disprezzo…non meravigliamoci!!!
    Avremo un 2010 ricco di sorprese…una annunciata è il silenzio/assenso che ci verrà riservato sulla proposta di trasferire il TFR nei fondi pensionistici.
    Vi ricordo che il TFR gode di ottima salute ed è al riparo anche dall’inflazione….peccato che le banche, le assicurazione, i sindacalisti, gli economisti venduti…etc. non vo trovino alcun posticino in cui mangiare aui danni dei lavoratori e delle aziende!!

    Buon Anno a tutti!
    Anna Rossi
    Responsabile Relazione Esterne ONERPO

  28. Carla C. Says:

    Un ragazzo senza braccia
    e privo di biglietto è stato fatto scendere dal treno Bari-Roma da un personale troppo zelante e i passeggeri hanno assistito muti. Era il 27 dicembre. La Pdci-Federazione della sinistra ha chiesto a Moretti responsabile delle FS di dare una spiegazione per l’accaduto. E’ deprecabile un modo di fare che fa prevalere lo zelo alla pietas per chi si trova in stato di bisogno.
    Ma che razza di Paese stiamo diventando?
    Carla

  29. Anna Rossi Says:

    QUEL RAGAZZO SENZA BRACCIA CHE FINISCE NELLE BRACCIA DELL’INDIFFERENZA
    L’ASSOLUTA MANCANZA DI SOLIDARIETA’ UMANA SCALCIA IL BUON SENSO E GONFIA I PETTI DEGLI EGOICI.

    Ringraziando Carla per aver sottolineato il fatto ben riporato su Repubblica da Shulim Vogelmann il 30 dicembre c.a. non resta che meditare.
    I bravi, coloro che svolgono il loro conpito con il manuale alla mano, sono coloro che devono essere accettati da un ordine superiore…in famiglia come nella società, sono spesso coloro che nono escono dalla corazza per dimostrare di essere delle persone perbene. Nella storia abbiamo assistito ad una miriade di persecuzioni umane in nome della verità e della giustizia. Al ragazzo senza braccia è stato applicato il regolamento dell’uguaglianza dimenticando che non può essere uguale a coloro che possono permettersi l’uso delle braccia per le loro funzioni corporali e che questo potrebbe implicare anche lo sgradevole incidente. Considerati i numeri statistici circa l’evidente infermità darebbe stato più ovvio soluzionare il problema con una buona dose di buon senso che nella sua autenticità avrebbe reso omaggio al sentimento di solidarietà che dovrebbe legare gli esseri umani forti a quelli più deboli. La società moderna creò ai tempi di Hitler e non solo dei mostri punitivi nei confronti dei diversi e questo non va dimenticato. La società contemporanea non si differenzia da quuella passata anche se in apparenza viene assicurato un perbenismo che a tempo debito chiude gli occhi e diviene sordo e muto. L’imperturbabilità con la quale restiamo a guardare i misfatti del nostro tempo, quasi non ci appartenessero, è il frutto dei ricatti infiniti che ci prostrano davanti al coraggio e non ci permettono di “osare” fuori dai ripari.

    SE ANDREMO A CERCARE IL CUORE NON CI SARA’ ALCUN PERICOLO..per nessuno, specialmente per i senza braccia, i senza gambe, i ciechi, i sordi, i dementi…e tutti i deboli della terra che sono costretti a subire la meccanicità di certi cervelli che non pensano che con lo stress della conflittualità.

    Anna Rossi
    ONERPO
    31 dicembre 2009

  30. silvia Says:

    ditemi che il nuovo anno determinerà dei cambiamenti nella politica stantia di questi ultimi anni. Ho ascoltato l’intervista alla figlia di Craxi sul programma di Lucia
    Annunziata in Rai.Dai tempi delle inchieste contro i politici della prima repubblica e questi della seconda non è cambiato niente e il peggio nasce ogni giorno. Sconsolante!
    silvia

  31. Anna Rossi Says:

    LA DONNA CHE VERRA’di Anna Rossi

    Stanotte si chiude un’altra porta del tempo
    Domattina, puntuale, l’alba saluterà il nuovo giorno
    Nel sogno della vita mi ritroverò a camminare
    Lunghi percorsi per distanze sconosciute
    Assordanti rumori di ingiustizie infinite
    Profondi silenzi di storie incompiute

    Donne del mondo salutate la nuova alba!
    Fermate la follia che abusa di un sorriso
    Conservate le risposte delle domande inascoltate
    Partorite canti di gioia e lacrime di emozioni
    Ramazzate le stanze e gettate via ogni timore
    Siate vigili nelle notti buie

    Donne!
    Lasciatevi depredare da amore e passione
    Non cedete al ricatto poiché lui è infinito
    Alle luci che saluteranno il tempo che se ne va
    Accendete la luce della speranza
    Rendete omaggio e date onore a chi è stato tradito

    La sera di domani, puntuale, raccoglierà i pensieri
    Modificherò il tempo e lo spazio con la fragilità
    Rifiuterò il controllo per non dividere
    ECCO!
    Il fuoco ardente di chi vuol ricominciare
    L’energia straripante di chi donna è.

    Anna Rossi
    31/12/2009

  32. Goria K. Says:

    Che succede? Sembra di essere scivolati in fondo ad un burrone la cui risalita ha dell’impossibile.Quando i silenzi si rompono prendono il posto mille rumori assordanti in cui si accavallano i chiacchiericci. Se poi qualcuno, nel mentre, tira fuori qualcosa di interessante, il codazzo di cortigiani e cortigiane si dilegua.
    Sembriamo tanti uccellini con il becco aperto in attesa di cibo.
    …ma di provare a volare non se ne parla.
    Buona giornata!
    GLO

  33. Stefania M. Says:

    Altrochè se hai ragione glo!!!!

  34. Anna Rossi Says:

    DONNE AL POTERE, OGGI, LAVORATE PER LE ALTRE DONNE!

    L’Italia, il paese dove la tradizione conservatrice non ha solo il sapore della buona tavole e del ben vestire, risente anche di un’altra tradizione che è la matrice discriminante della popolazione femminile.
    La donna italiana quando non ha un’occupazione extra-domestica è etichettata come “casalinga” ovvero occupata in casa. Nulla di male se non fosse che la prospettiva di uscire dale mura domestiche non conosce alcun ingresso per entrare in un circuito di affermazione di responsabilità sociale.
    Strette dalle tenaglie che le vuole: mogli, madri e figlie, obbligate da un lavoro negato alla “cura” dei deboli della famiglia, le donne non riescono ad affermare un potere femminile fatto di quell’autorevolezza e quell’affidabilità che le contraddistingue da sempre nelle pagine della storia umana.
    Il tema dei tempi del potere merita una meditata riflessione.
    Il potere necessita di un’entrata e di un’uscita. Le riforme istituzionali non saranno sufficienti a far voltare pagina al modello di organizzazione patriarcale che tanti danni ha procurato alla società mondiale (no solo italiana).
    Le mosche bianche al femminile che in Italia hanno una posizione di leadership sono pregate di utilizzare il loro ruolo per cambiare i principi su cui reggono le organizzazioni ed i contesti professionali.
    Il mio appello personale è rivolto in particolare a quelle donne che hanno una posizione determinante nel campo delle “risorse umane”.
    Managers e responsabili del personale devono valorizzare le risorse femminili presenti sul mercato delle organizzazioni che si trovano a gestire.
    Chiedere troppo sarebbe intraprendere un percorso di ricerca di talenti al fine di trasformare l’idea del rinnovamento fattivo del mondo del lavoro in una vera spinta propulsiva verso il cambiamento degli schemi attuali fallimentari e stantii.

    BUONA GIORNATA A TUTTI!

    Anna Rossi
    Resp. Rel. Esterne ONERPO

  35. Mina Says:

    Le parle sono pietre ed è vero però quando si deve dire la proprioa opinione ritenendola giusta non si può tacere. Bertolaso ha detto ciò che pensava ed è stato scandalo, ma che male c’è a dire che i poveri abitanti di Haiti non hanno avuto il coordinamento che era necessario per salvare più gente e toglierle dalla strada con una tenda e un servizio igienico. Bertolaso ha detto la sua verità, perché gli altri non dicono la loro senza gridare allo scandalo?
    Mina

  36. Serena Says:

    Bertolaso critica gli USA per la mancanza di coordinamento degli aiuti per Haiti ma il suo datore di lavoro non hai mai criticato l’operato di Bush. Son schieramenti e non si sa quanto la critica sia sincera e non strumentale.
    Serena

  37. Ivan Belli Says:

    Correre in un mondo di uomini nella convinzione che non ci sono differenze tra uomini e donne in politica, ma solo persone,è come correre con i lupi alle calcagna. Nessuno cederà spazi e privilegi. E mentre le democrazie più evolute favoriscono l’equilibrio tra maschile e femminile valorizzandone gli opposti, in Italia si cade sempre nelle chiacchiere quotidiane che hanno tanto il sapore del bar. Una società avvitata su stessa è lo specchio delle guerre tribali che la stanno lacerando. Leggo commenti profondi e gossip. Qual è l’obiettivo comune?

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