Concita De Gregorio, eccole le donne
perché non ne fa un editoriale?
Ci siamo sentite in colpa ad agosto perché si ricercavano le donne assenti, e per quelle di noi che nei dieci giorni di mare non ne volevano sentire di politica sono affiorati rimorsi tali da rendere amaro il gelato al pistacchio e fredda la frittura di calamari.
Scambi di telefonate tra noi donne di varie associazioni “ma hai letto che scrive l’Unità?”
Ho letto sì.
- Unità 12 agosto: «Ribelliamoci come in Iran e in Birmania»;
- Unità 13 agosto: «La rivoluzione interrotta delle donne»;
- Unità 14 agosto: « Rompere il silenzio: se le donne ritrovano la voce», di Lidia Ravera;
- Unità 17 agosto: « Benedetta Barzini: alcuni indizi sul mutismo delle donne»;
- Unità 20 agosto: «Primo: rompere il silenziatore su ciò che fanno le donne» di Livia Turco;
- Unità 21 agosto:«Scambio tra corpi, poteri maschili nel silenzio che pesa» di Elettra Deiana;
- Unità 21 agosto: «Care donne (e uomini sani) ora va vinta l’indifferenza»
Insomma ci hanno “sbomballato”.
Sarà stata la penuria di notizie durante la calura estiva che ha indotto a tirar fuori dal dimenticatoio le donne, o sarà che ci si aspetta dalle donne che siano risorsa sempre e che dopo aver fatto le doppiolavoriste per tutto l’anno organizzino manifestazioni agostane per movimentare la noia dei vacanzieri in città.
E dire che qualcuna ci ha creduto. “Dai organizziamo una manifestazione!” era il ritornello nella segreteria telefonica , nelle email o al telefono.
Ma che organizziamo – scimunita che non sei altro – in pieno agosto?
“Colmiamo il vuoto!”
“Sì, quello del cervello. Facciamo da tappabuchi!”
Tappabuchi altro ruolo in cui le donne sono formidabili metamorfiste. Un mestiere in più fra tanti che fa curriculum: lavoranti, mogli, madri, dattilografe di casa, amministratrici, cuoche, infermiere, amanti, sorelle, e… TAPPABUCHI!
Ma che fa! Anche questa funzione va bene… Purché se ne parli diceva Oscar Wilde. In fondo val la pena di cogliere un’opportunità perché di ciò che le donne pensano o fanno se ne dice sempre troppo poco.
Come? Le tv ne son piene! Direbbe qualcuno ricordando seni e glutei a volontà. Ed è lì il disastro. Pensare troppo al contenitore e nulla al contenuto. Ma un po’ cambia ultimamente il vento. Sarà perché la gente è stanca di grossolanità, sarà per la critica feroce della stampa estera.
Leggo Wolfgang M. Achtner, l’autore di “Il reporter televisivo. Manuale pratico per un giornalismo credibile” che da anni ormai punta il dito contro il giornalismo e la tv nostrane.
Sarà perché i tempi son maturi e la domanda è superiore all’offerta. Ci si sta rendendo conto che le cose di donne interessano. Tanto è vero che il documentario “Il Corpo delle donne” è stato visto da migliaia di persone in poco tempo dopo la sua pubblicazione. Lorella Zanardo ce lo ha raccontato durante l’incontro con la Stampa estera del 5 novembre alle 12.00 dove Concita De Gregorio (assente ingiustificata ) doveva essere con Rosy Bindi, la Zanardo e me a raccontare se le donne sono “Silenti o silenziate”.
Le domande di Megan William che coordinava gli interventi tendevano a scandagliare le motivazioni sociali che rendono così singolarmente in ritardo l’effettiva cittadinanza femminile italiana.
L’attacco alla tv nostrana da parte di Achtner ha trovato un temperato distinguo da parte di Rosy Bindi che ha replicato che pur essendo un prodotto discutibile il G.F. è comunque di derivazione estera.
E’ vero infatti che lo abbiamo importato come tanti format di cui non dovremmo avere bisogno dati i costi della tv pubblica e i talenti di autori completamente ignorati. La differenza tra noi e gli altri paesi è che qui il GF. ce lo propinano in tutte le salse e se non vuoi proprio vedere devi fare saltapicchio tra decine di programmi che te lo ripresentano.
Siccome non si riesce ingoiarlo nemmeno liquido (“manco ‘a bbrodo ne mastica!” dicono in Sicilia), diventa una fatica scansarlo perché i tg, i talk show, i programmi naturalisti, le strisce e quant’altro ti rimettono la minestra riscaldata e becera davanti agli occhi e fai fatica a riuscire a “non vederli!” Persino la Gialappas band che diverte da matti non si può più vedere perché il tranello del Grande fratello emerge come sughero nel mare anche tra le loro facezie spassose. Mi sono posta come punto fermo il non voler vedere i GF. Non l’ho mai visto, non ne conosco i personaggi né intendo conoscerli. Ebbene vorrei vincere la mia scommessa. Ma è dura!
Se un decimo del tempo perso appresso al G.F o all’Isola dei (presunti) famosi (riproposta quasi con la stessa insistenza) lo si dedicasse alle idee delle donne, alle loro iniziative, anche quando come il più delle volte accade non sono “portate” dai partiti, si farebbe un livellamento verso l’alto della qualità dell’offerta di tv che, sebbene generalista, si mostra particolarmente insofferente verso il genere, quantomai ostico ai programmatori di palinsesti, “Donna pensante”.
Stessa cosa si può dire della stampa, tranne qualche caso in cui si avanza timidamente il tema. Mi rivolgo a Concita Gregorio, che lamenta l’assenza delle donne, tuttavia poco o nulla scrive delle donne che sono in piazza.
Invece quante cose fanno le donne.
L’Udi ha da un anno iniziato il tour d’Italia da Niscemi a Brescia, per segnare di paese in paese la protesta e lo sdegno. Ci sono migliaia e migliaia di donne che in questo anno si sono spese di centro sociale, in teatro di periferia, da piazze importanti e strade buie teatro di aggressioni.
Dove risulta tutto questo? In Donna-tv?
Grazie Eleonora Selvi e Salima Balzerani!
Ma tutti gi altri dove guardano quando le donne stanno in piazza?
L’Udi, L’Onerpo, Donne in Quota, e decine di altre associazioni hanno seguito il viaggio che ha toccato ogni luogo d’Italia. Ma non vi viene la curiosità di sapere chi sono queste donne che si spendono per anni gratis, che sognando il cambiamento organizzano, scrivono, si chiamano, si autotassano, si fanno da sé i manifesti, le foto, i filmati, gli articoli sui blog, i turni massacranti dopo il lavoro. Chi sono, cosa pensano, che vogliono?
Non vi incuriosisce tutto questo. Di che giornalismo vi occupate? Solo quello delle segreterie dei partiti?
Ma porca miseria la gente è per strada ed esprime pareri e bisogni anche senza tessere in tasca!
Concita faccia la sua parte. Si chiama “STAFFETTA DELLE DONNE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE” e il nome stesso espone la nostra forza e il nostro limite. Senza cappelli e simboli, senza caporali padroni. Donne da ogni dove, credenti e atee, di destra e di manca e di centro. Associazioni ecologiste, animaliste, femministe, femminili, evangeliche, buddiste, musulmane, ebree. Non ce ne importa un fico secco.
Qualunquiste? No qualunquisti siete voi, che portate a casa un qualunque vantaggio da chi è disposto a darvene. Noi abbiamo le idee chiare su ciò che vogliamo e spesso per raggiungere i nostri obiettivi ci rimettiamo in proprio.
Oggi lo scopo che ci porta in piazza è quello di dare un forte segnale di dissenso contro la violenza. Domani ci sarà altro.
Ci aspettiamo un editoriale.
Altrimenti il prossimo agosto non rompete i marroni e lasciateci mangiare il fritto di mare in pace.
20/11/2009
Wanda Montanelli
novembre 20th, 2009 at 10:37
si forte Wanda!
A domani.
sandra
novembre 20th, 2009 at 10:54
come ho già detto più volte la voce delle donne squarcerà il silenzio e scoperchierà i sepolcri imbiancati, ecco perchè la temono.
Valery
novembre 20th, 2009 at 12:59
Grazie Wanda, crediamo anche noi che le donne non stiano zitte. Uno dei problemi è rappresentato dai media e nel loro approccio scorretto, spesso strumentale, alla questione femminile. Come in questa polemica, che rischia di esaurirsi nell’antiberlusconismo, perdendo l’occasione di un respiro più ampio. Sappiamo che molte donne combattono e parlano, in politica, nella rete, in ogni ambito della società. I vecchi giornali che danno la parola sempre alle stesse intellettuali e il mondo femminista, spesso dominato dalla gerontocrazia post sessantottina, sembrano non stare al passo coi cambiamenti del mondo femminile.
novembre 20th, 2009 at 14:16
WANDA,
POSSO SOLO AGGIUNGERE, CHE HAI MILLE RAGIONI. COMPLIMENTI, DAVVERO, SEI GRANDE: SPERO,
CHE IL TEMPO, TI GRATIFICHI, PER QUELLO CHE FAI.
UN SALUTONE GRANDE A TE, E, ALLE DONNE, CHE, LOTTANO CON TE, IN QUESTO MONDO ALL’INCONTRARIO.
novembre 20th, 2009 at 15:34
condivido e sottoscrivo in pieno tutto
però non lo stupore di wanda: lo sappiamo ke i giornali partitici rispondono solo alle logiche di partito; un tempo erano meri passacarte (o passaveline) ora già qlk passo in avanti l’hanno fatto; quanto alla gran parte degli altri organi, semplicemente si adeguano alla ns società dei disvalori
novembre 20th, 2009 at 16:15
Proprio ieri stavo parlando di come ci prendono in giro. Non si può affrontare un tema serio in nessun posto. Forse era addirittura meglio negli anni del dopoguerra perche’ almeno non ci prendevano in giro.
Oggigiorno la concezione che si ha di noi donne è legata soltanto a una cosa.
Usate e buttate, ma anche prese in giro fingendo di interessarsi alla nostra questione.
Oggi è un giorno molto triste perche’ quella trans è morta e nulla mi toglie dalla testa che sia stata punita per qualcosa. Ancora una volta usiamo gli altri per fini consumistici.
novembre 20th, 2009 at 16:57
ho notato anch’ io che l’estate scorsa si puntava a far notizia con le donne e il loro silenzio, però non è giusto dire che sono silenziose piuttosto sono ammutite dalla nausea per il perenne strumentalizzarle sia come corpi, sia come antagoniste aggressive per l’intelligenza di donna che supera i concorsi, si applica di più, si rimbocca le maniche e da dei punti anche a uomini di successo. Successo che non si misura su chi ha più potere, ma su quante capacità hanno le donne in più e il potere non lo raggungono o non lo cercano.
antonia
novembre 20th, 2009 at 17:34
Mi unisco ai complimenti di Roberto Nacci. come sai dire pane al pane tu lo sanno fare in pochi.
silvia
novembre 20th, 2009 at 17:41
- LA MAGGIOR PARTE DELLE DONNE NON FA ABBASTANZA PER IMPORSI NELLA NOSTRA SOCIETA’
- SE NON FOSSE PER GIEFFINE E VELINE SAREBBE UN MONDO TUTTO AL MASCHILE…
novembre 20th, 2009 at 18:19
quando le donne si ribellano le ammazzano. E’ così. Bisognerebbe ricominciare tutto daccapo e insegnare ai figli a lavare i piatti da piccoli.
livia
novembre 20th, 2009 at 19:11
Cara Wanda,
ti ringrazio per il riconoscimento del nostro lavoro di questo lungo anno e non solo, la maggior parte di noi ha lavorato alla riuscita della staffetta alla sera nei giorni di festa. Siamo delle sognatrici perchè vogliamo migliorare i rapporti tra i due generi, habbiamo oltre al sogno la costanza di proseguire malgrado il silenzio. un abbraccio a tutte/i coloro che hanno creduto in noi e ci hanno sostenuto.
novembre 20th, 2009 at 19:50
sentirsi riconoscere l’impegno con una lettera aperta fa piacere e ricompensa di tutti i sacrifici. Grazie Wanda, a domani.
novembre 20th, 2009 at 22:00
ma quanto interessa l’impegno delle donne. Non è forse che a forza di dire le donne non vanno in piazza si vuole convincere sul disinteresse allo scopo di farle apparire insulse?
L’illusione è di essere uomini e di contare di più fino a quando non si accorgono che sono le donne i veri uomini.
Katia
novembre 21st, 2009 at 15:42
Brave Onerpo e UDI, sono con voi, non solo io ma tutta la mia famiglia pensa lo stesso. Curiamo in prima persona i nostri interessi che altrimenti non ce li cura nessuno.
Ciao!
novembre 21st, 2009 at 17:53
secondo me anche nella vicenda della Brenda, i mass media si stanno interessando solo perchè c’è il sospetto che sia stata uccisa a causa dei segreti che nascondeva, ma del fatto che sia stata picchiata, probabilmente soffocata, che le abbiano rubato il cellulare interessa in modo molto relativo
novembre 21st, 2009 at 20:26
E’ ANCHE GRAZIE ALL’ONERPO (ALL’UDI, ALLE ALTRE SERIE ASSOCIAZIONI DI DONNE) SE LA SENSIBILITA’ POLITICA NEI CONFRONTI DELL’UNIVERSO FEMMINILE STA COMUNQUE CAMBIANDO E SI E’ POTUTO LEGIFERARE CONSEGUENTEMENTE, COME NEL CASO DELLA LEGGE SULLO STALKING. A TUTTE VOI CHE TANTO FATE PER LA CAUSA COMUNE, RIVOLGIAMO UN SINCERO GRAZIE.
MAX
novembre 22nd, 2009 at 11:14
come’è andata ieri a brescia?
con gli impegni di famiglia non sono riuscita a essere presente ma ero con voi con il cuore. Mandatemi le notizie.
Lory
novembre 22nd, 2009 at 13:33
A proposito:
Piero Leonardi con
due mostre fotografiche in programma:
L’altra bambola,
all’interno della manifestazione
‘Isolina e le altre…’
L’arte contemporanea contro la violenza sulle donne
curata dall’associazione culturale studio7.it
il 25 novembre 2009 alle ore 17.30
presso il Centro d’Arte Contemporanea di Cavalese (TN),
Butterflowers
curata da Monnalisa Salvati, Associazione culturale Studio7
resterà esposta presso il Gran Caffè Raia da sabato 28 novembre
a mercoledì 30 dicembre 2009 in via Roma 8/10 – Ottaviano, Napoli.
inaugurazione: sabato 28 novembre ore 19.
gina
novembre 22nd, 2009 at 14:02
La staffetta contro la violenza di ieri a Brescia è stata esaltante perchè le donne hanno dato un impronta di pace e forza e volontà che difficilmente si trova nelle piazze. Faremo tesoro di un’esperienza unica e completamente voluta dalla tenacia femminile. La stampa nazionale avrebbe dovuto dare maggior risalto, ma oltre a non fargli onore questo ignorarci gli si ritorcerà contro perché impareremo a fare a meno di loro e poichè siamo in tante, non so quanto conviene agli editori.
Anna Teresa
novembre 22nd, 2009 at 14:19
gli eventi del femminile sono ignorati da stampa e tv? non è esatto se scorriamo tanti degli gli articoli della stampa locale ne troviamo molti che se ne interessano. Gli eventi devono essere anche sui quotidiani nazionali dato che il movimento della staffetta si è fatto in ogni regione dell’Italia, ma è meglio imparare a farne a meno e condivido il consiglio di Annateresa. Una notizie sull’uso di internet informa che 15 per cento di giovani maschi istruiti ha optato per le notizie sul web e rinunciato a comprare i giornali. Comportiamoci allo stesso modo noi giovani e meno giovani donne istruite e meno istruite. Facciamo che il nostro punto di riferimento sia il web, e i giornali gli torneranno come resi in numero crescente.
Nicla Morelli
novembre 22nd, 2009 at 14:42
I lavoratori di Eutelia non stanno meglio. La stampa nazionale pubblica solo quel che conviene alle padronanze.
miriam
novembre 22nd, 2009 at 15:00
cara Concita
ti stimo molto
sono una giornalista senza giornale, sono esperta in educazione alla pace,diritti umani e cultura della legalità, ho effettuato vari progetti con la Provincia ela Regione lazio. Mi piacerebbe affrontare tematiche del genere rivolte alla sensibilizzazione su questi temi di cui pochissimo se ne parla. Che ne dici di proposte legate a notizie di cronaca pe il tuo giornale?
grazie dell’attenzione
wwwteresacampi.it
novembre 22nd, 2009 at 17:22
Wanda cara la canzone di Luigi Tenco che è sul sito di Laura Castelletti, dell’associazione Brescia per Passione. Vedi tu com’ è appropriata:
GIORNALI FEMMINILI:
“Leggendo certi giornali femminili /verrebbe da pensare che alla donna/ interessino poco i problemi/più grandi.
trasformare la scuola/abolire il razzismo/proporre nuove leggi/mantenere la pace
COMUNQUE PER FORTUNA ESISTE L’UOMO, CHE SI PREOCCUPA…/ CHE E’MENO EGOISTA../ MI DOVETE SCUSARE, SE MI SCAPPA DA RIDERE/ MA IO QUESTA CANZONE, NON LA SO CANTARE”.
olga, brescia
novembre 22nd, 2009 at 21:34
Il successo di ieri a Bescia è un segno di buona partenza per le iniziative di donne reali e con le…
Questo mondo “all’incontrario” che le donne conbattono, come scrive Roberto, lo metteremo “dritto” con la l’impegno di chi ha cuore, mente e …fegato.
Valery
novembre 22nd, 2009 at 21:39
i principi che fanno parte del bagaglio culturale della maggior parte degli italiani non sono diversi tra uomini e donne per bene. Purtroppo un manipolo di manigoldi sovrasta la volontà di pace e di osservanza del diritto e guasta l’equilibrio sociale. La violenza nasce da pochi.
piera
novembre 22nd, 2009 at 22:00
La nesw letter di”Portale dei diritti” ha messo a fuoco che all’incontrario c’è ANCHE ALTRO:
“Stefano Cucchi, 31 anni, è stato arrestato dai carabinieri per il possesso di un piccolo quantitativo di sostanze psicoattive. Da quell’arresto ha origine il calvario che lo porta ad una morte terribile. Una fine ingiusta che sta trovando una sua dignità grazie alla determinazione e al coraggio della sorella Ilaria. Stefano non è il solo ma uno dei tanti giovani che, entrati in carcere vivi per aver usato sostanze o per un piccolo reato, ne sono usciti cadaveri.
E’ una Giustizia rovesciata quella che riesce a far entrare facilmente in una cella immigrati, tossicodipendenti, autori di piccoli furti facendoli pestare a morte, mentre si scopre contemporaneamente che alcuni servitori dello Stato in divisa sono dediti ad estorsioni e ricatti e mentre si ipotizza che uomini politici, e probabilmente ministri, consumatori abituali di cocaina, superalcolici e sesso a pagamento, alimentino con i loro investimenti monetari un sistema mafioso e criminale di grande portata. C’è una regia occulta potente e intoccabile che arriva a togliere di mezzo chiunque possa essere di intralcio agli affari e alle attività criminali? Prima Cafasso e adesso Brenda sono vittime di un’industria omicida che elimina senza scrupoli ogni potenziale testimone scomodo? Esiste questo mondo sotterraneo dove si sollazzano importanti personaggi politici i quali sedevano liberi e tranquilli in Parlamento mentre Stefano, per venti grammi di marijuana, veniva massacrato in una cella?
Sono vicende terribili che dovrebbero far riflettere e interrogare la coscienza collettiva, proprio perché evidenziano ancora una volta quanto sia fragile la linea di confine tra diritto e violenza, tra giustizia e ingiustizia, e quanto le nostre istituzioni repubblicane non riescano a tutelare, equamente e senza discriminazioni, la libertà, la dignità e l’incolumità di tutti cittadini.
Auguriamoci che il pool di magistrati assegnati alla misteriosa morte di Brenda possa ritrovare quei due telefonini scomparsi e interrogare l’hard disk di quel computer messo a bagno mentre un corpo innocente bruciava. Più volte nei momenti bui della storia del nostro paese, una luce fioca di speranza è stata riposta nelle mani di pochi magistrati onesti e coraggiosi, alcuni dei quali hanno sacrificato la loro vita nel tentativo di ridisegnare nettamente i confini tra gli uomini e gli apparati istituzionali e il sistema mafioso e criminale.Domenico Ciardulli”.
Annalisa
novembre 22nd, 2009 at 23:45
Comunicato UDI Nazionale, 22 novembre 2009
Ieri, 21 novembre, a Brescia le donne della Staffetta hanno riempito piazza della Loggia di suoni, di slogan, di testimonianze, di bandiere rosa, di striscioni coloratissimi e di girotondi. Ieri donne provenienti da ogni parte d’Italia hanno manifestato contro la violenza sulle donne concludendo un anno pieno di iniziative.
IERI NOI IN PIAZZA C’ERAVAMO
Ieri, come sempre, la Rai – il servizio pubblico – non c’era.
Ieri, come sempre, i giornali non c’erano, compresi quelli che il 3 ottobre hanno manifestato per la libertà di stampa. Ma quale libertà? Quella di fare da sponda al teatrino della politica? E come era prevedibile ieri in piazza non c’era neanche una di quelle giornaliste o di quelle intellettuali che periodicamente scrivono del presunto silenzio delle donne.
Scrivo queste poche righe non perchè mi aspetto che le cose cambino, anzi ho paura che peggioreranno, ma solo per segnalare che noi cittadine siamo consapevoli che media e politica in questo nostro paese sono speculari e complementari.
Tale consapevolezza non ci impedisce di fare la politica che facciamo e che continueremo a fare e non toglie nulla all’evento che ha visto insieme migliaia di donne e tantissimi uomini per dire basta alla violenza sessuata e stop al femminicidio.
Pina Nuzzo
novembre 22nd, 2009 at 23:58
Complimenti donne della staffetta! Il grande entusiasmo coinvolgente ha dimostrato che avete realizzato una manifestazione che era di più e meglio di quello che ci si aspettava.
Roberto
novembre 23rd, 2009 at 00:14
Anche io c’ero e mi sono ritrovata per una volta forte della vostra presenza. Le donne non sono sole con una piazza straripante. Le donne si difendono così come avete fatto voi. Grazie!
Miriam
novembre 23rd, 2009 at 10:15
trovarci così numerose come è stato sabato in piazza della Loggia ha importanza per tutte e donne in pericolo di aggressioni o che sono state aggredite. Parlare di violenza sulle donne e ribadire che la violenza va denunciata sempre aiuta con il sostegno dei centri antiviolenza e della rete di altre donne disponibili ad supportare per conforto psicologico e pratico. Sempre e in ogni occasione le vittime o le possibili vittime non devono essere lasciate sole.
gianna nervini
novembre 23rd, 2009 at 13:41
Wanda,
ora vedo che sabato c’è stato un evento,questo è stato importante
certa-mente sulla linea dell’utopia che si realizza nel fare.
Non è un gioco del linguaggio ma è presenza attuale per il nuovo mondo.
per questo buon lavoro e grazie e lavoriamo insieme.
giovanni
novembre 23rd, 2009 at 16:50
il mondo sta andando verso la risalita delle donne, che è faticosa, ma arriverà verso la vetta. Brave le donne in piazza!
Brave le donne a casa che hanno dato il contributo per la riuscita.
silvia
novembre 24th, 2009 at 08:18
chi l’ha commissionata la canzone a Luigi Tenco, forse Wanda?
La constatazione che dopo tanto tempo non è cambiato niente o se è cambiato quaqlcosa è andato verso il peggio.
mirella
novembre 24th, 2009 at 12:49
AVREI VOLUTO PARTECIPARE ALLA VS INIZIATIVA MA NON MI E’ STATO POSSIBILE. HO VISTO PERO’ DAI RESOCONTI DELLA STAMPA CHE ERAVATE PER FORTUNA IN TANTE. GRAZIE, ANCHE A NOME DI CHI NON E’ POTUTO VENIRE PER QUELLO CHE FATE. IN FUTURO SICURAMENTE CI SARO’.
novembre 24th, 2009 at 16:02
La tv è il giornalismo italiano sono infarciti di servi sciocchi. Abituatevi a quest’idea.
novembre 24th, 2009 at 19:00
Domani è la giornata internazionale contro la violenza alle donne. Con tutte le manifestazioni che si fanno si ha il coraggio di dire che le donne non scendono in piazza. Esaltano solo le manifestazioni che portano acqua al loro mulino. Il Pd andrà in piazza l’ 11 e il 12 dicembre per l’ “alternativa” di governo. Il “No B-day” si farà prima.
Contro il governo l’unico modo a mio parere avere un programma diverso, non ripetere pedissequamednte gli stessi errori nei confronti delle donne. Se non comprendono che è sbagliato il principio di accaparramento del potere non giungeranno mai ad una svolta.
Esterina
novembre 25th, 2009 at 09:51
Oggi è la giornata internazionale contro la violenza alle donne, non demordiamo e continuiamo ad andare in piazza poichè la nostra presenza è espressione di volontà contro ogn sopraffazione.
cecilia
novembre 25th, 2009 at 15:17
BERSANI: VIOLENZA E’ ANCHE DISPARITA’ DI POSSIBILITA’
Il segretario del PD Bersani ha celebrato questa giornata di difesa delle donne spiegando a tutti che la violenza contro di esse è costituita anche dal non garantire loro le medesime possibilità degli uomini.
Lo prendiamo in parola.
novembre 25th, 2009 at 18:18
Sei milioni e settecentomila donne dai 16 ai 70 anni hanno subito violenze. In Europa, il 12-15% delle donne subisce violenze domestiche, la prima causa di morte tra i 16 e i 44 anni, più di malattie come il cancro, delle guerre e degli incidenti.
manca la tempestività degi interventi e fino a quando le forze dell’ordine che ricevono denunce non riescono a prendere in consegna la tutela della donna per nasconderla all’aggressore resterà alto il rischio. Rimandare a casa la donna che denuncia un’aggressione è come acconsentire ad un ennesimo massacro da parte del suo carnefice.
Lory
novembre 25th, 2009 at 19:33
ho visto le foto della staffetta che avete organizzato a brescia, senza meno le donne non rifiutano la piazza e anche oggi fiaccolate e incontri ci sono fatti in tante città, ma le manifestazioni più imponenti saranno sabato. quando finiremo di manifestare avremo conquistato un paese civile.
mirella
novembre 25th, 2009 at 21:53
Oggetto: LA NON-VIOLENZA SCONFIGGERA’ LA VIOLENZA
In occasione della giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne il mio pensiero va a Taraneh Mussavi e a Neda Aqa Soltani
Ribellione
Non ridurre le mie labbra al silenzio
Che una storia mai raccontata nel mio cuore serbo.
Libera le mie caviglie dalle gravose catene
Che il loro peso sul mio cuore preme.
O uomo, egoista creatura, vieni,
Vieni, apri la porta della gabbia.
Se in prigione a vita mi terrai
La grazia di questo unico anelito di libertà non mi negare…
da DONNE IN LOTTA PER I DIRITTI UMANI
novembre 26th, 2009 at 10:59
Ribellione
Non ridurrai le mie labbra al silenzio
e tutte le storie mai raccontate conosceranno voce
Se le caviglie han trascinato catene
il loro peso graverà anche su di te
ESSERE MALVAGIO ED EGOISTA
Apriremo le gabbie una ad una
senza chiedere all’aguzzino alcuna libertà poichè la libertà alberga in noi e continua il suo cammino con o senza la grazia di alcuno.
Glo
novembre 26th, 2009 at 11:04
Ecco GLO adesso ci siamo. Non serve chiedere quel che ci è dato avere. Quando molti avranno terminato di bere il fiele della loro arroganza, del supruso, della corruzione, della malvagità, dell’invidia, dell’ingiustizia, del potere…solo dopo potremmo sederci insieme e parlare di quel che di “sano” han da dire.
novembre 26th, 2009 at 14:40
Sul forum di libero c’è anche chi ha il coraggio di dire che
è tutta colpa di noi donne. Come sempre…
http://donna.libero.it/
novembre 26th, 2009 at 17:57
Roberta Says:
novembre 26th, 2009 at 14:40
Sul forum di libero c’è anche chi ha il coraggio di dire che
è tutta colpa di noi donne. Come sempre…
Roberta
QUESTO E’ L’ARTICOLETTO/LETTERA INCRIMINATO???!!!
DA LIBERO NEWS/DONNA
“Quei bastardi ve li meritate”
in Lifestyle
Care donne incasinate, sapete che c’è? Voi gli uomini normali non li volete, perché la normalità vi annoia. Molto meglio uno stronzo che vi fa soffrire, per cui piangere e lamentarsi: è la provocazione lanciata da un nostro lettore. È la verità?
Cara Roberta,
è il libero pensiero di un uomo ferito che potremmo rovesciare al femminile quando si tratta di conflitti di rifiuto e di abbandono.
Smettiamola di andare a cercare di piangerci addosso anche fra le righe “leggere” di un forum di sfoghi.
Pensa piuttosto non bisogna buttare tempo dietro alle telenovelas del piccolo mondo e guardare coesi alla indipendenza e alla libertà di scelta.
Intermediari esclusi.
novembre 26th, 2009 at 20:45
Attenzione Donne incinte: intendono eliminare il divieto di lavoro notturno. E poi si lamentano che si fanno pochi figli.Il governo intende modificare la normativa vigente abolendo il divieto assoluto di prestare servizio nelle ore notturne per chi aspetta un bambino. Lo ha detto il ministro Elio Vito, in merito al “Regolamento sul lavoro notturno del personale
femminile della CAI S.p.a.”.
La scelta libera è un ‘utopia in rapporti di lavoro in cui vige il detto: ” o mangi sta minestra o ti butti dalla finestra”. Si sa abbastanza di cosa sta succedento in CAI, per non essere d’accordo con quest’altra infamia contro le donne.
Silvia
novembre 27th, 2009 at 09:25
un pezzo per volta stiamo indietreggiando di trent’anni. Abolire lo statuto dei lavoratori era pericoloso, così invece ti tolgono i diritti uno per uno senza che nessuno reagisca. Siamo tutti fermi per i messaggi devianti e soporiferi che mandano lo sguardo sul neo che qualcuno ha in faccia mentre la terra trema.
carla
novembre 27th, 2009 at 10:37
CAI ex ALITALIA
Secondo i dati la metà dei cassaintegrati AZ (ALITALIA), che sono circa 10.000, sono donne.
La scure si è abbattuta prevalentemente sulle madri e su quelle che usufruiscono della 104.
E’ stato semplice perchè l’assunzione nella nuova compagnia ha escluso dai criteri di selezione, nonostante l’accordo a Palazzo Chigi, tutti/e coloro che avrebbero inciso sulla redditività massima.
Per non parlare delle disposizioni a tutela della maternià e paternità.
Il contratto collettivo CAI prevede il rinvio alle leggi nazionali ma sotto il ricatto della perdita del posto di lavoro facendo firmare la rinuncia all’esercizio dei diritti in materia di esonero facoltativo dal lavoro notturno.
Le lavoratrici se ne sono accorte solo quando si sono rivolte al giudice.
Ma non avevano alternative perchè se avessero rinunciato all’assunzione avrebbero perso il diritto alla cassaintegrazione che viene corrisposta a singhiozzo.
La cosa buffa è che i lavoratori/trici dell’AIR ONE (assorbita da CAI) usufruiscono dell’esonero dal lavoro notturno e portano con loro un numero più elevato di ferie (peraltro contrattuali e di categoria) che invece non sono riconusciute da CAI per ex AZ.
La vendita di ALITALIA è stata un’operazione politica che ha condotto i vertici di molte aziende (e non solo CAI)a non rispettare le leggi vigenti in materia di rispetto del lavoro.
Intanto il tempo scorre lento sulla tutela sociale alla quale, a mio avviso, è stata dichiarata guerra.
La verità che i lavoratori TUTTI sono oggi chiamati a lavorare di più e peggio, con un salario pesantemente ridotto e sempre più precarizzati.
La concertazione fra Governo, Sindacati e Confindustria nell’applicare una linea dura contro la dignità dei lavoratori è palese nei fatti al di là delle belle parole recitate pubblicamente.
La mancanza di solidarietà sociale ha permesso, in questo caos costruito ad hoc, di seppellire le coscienze e creare nuovi filoni di abusi in nome di un lavoro che non c’è e sempre meno ce ne sarà finchè non verranno fermati gli autori di un mercato di nuovi schiavi mascherati da cittadini di paesi civili e “industrializzati”.
Meditiamo gente e soprattutto riconosciamoci collaboratori, talvolta con i nostri silenzi e la nostra indifferenza, dell’avanzamento ci certi lavori sporchi orchestrati da chi ha il potere di raggirare le leggi ed imporre il mercato del lavoro.
Il lavoro, svilito della sua essenza in quanto parte del profitto, è relegato ad essere solo oggetto di sfruttamento.
Col tempo questa realtà la capiremo e la faremo nostra sulla pelle del singolo che la subirà.
Non ci vogliono i fuochi di artificio per capire che la festa per pochi è già cominciata mentre i più staranno a guardare col naso all’insù.
novembre 29th, 2009 at 14:32
LA TELEVISIONE ITALIANA HA I SERVI SCIOCCHI COME DITE VOI E QUESTO SI VEDE, MA VI DEVO FARE PRESENTE CHE DI PIU’ SI FA ANCORA PER ATTACCARE CHI HA UNA MORALITA’ PULITA. NON SOLO LE DONNE SONO ATTACCATE SE NON SEGUONO IL CARRO CON I BUOI, MA SI VA ADDOSSO ANCHE AL PRESIDENTE DELLA CAMERA SE DICE LA SUA SINCERAMENTE, E SECONDO COSCIENZA. CERTI GIORNALI CHE MINACCIANO ANCHE IL PRESIDENTE FINI NON SONO SCRITTI DA SERVI SCIOCCHI, MA DA SERVI BEN TROPPO PAGATI.
VI AUGURO OGNI BENE.
FRANCO BARZAGHI
novembre 29th, 2009 at 15:12
dalla famosa lettera aperta di Guzzanti si capisce che siamo in un sistema basato sui quattrini e ‘do ut des’ di ogni forma più varia. Comunque è sempre la mercificazione della politica al centro del contratto: la merce può essere in denaro, in natura, in poltrone, ecc.
Siamo hoinoi nel degrado senza ritorno.
antonia
novembre 30th, 2009 at 09:33
chi abbaia più forte sembra avere ragione, sempre che giornali e televisione siano sotto contratto di quello che potrebbe parlare sottovoce ma urla. Sono i soldi e solo i soldi che danno ragione a chi ha torto e torto a chi ha ragione.
Ester
novembre 30th, 2009 at 16:06
Ecco l’appello di Saviano a Berlusconi pubblicato da Repubblica.it aggiornato al 30/11/09
PRESIDENTE, RITIRI QUELLA NORMA DEL PRIVILEGIO
SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul “processo breve” e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.
Con il “processo breve” saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l’unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.
Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. È una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.
ROBERTO SAVIANO
dicembre 6th, 2009 at 09:36
Una splendida canzone di Luigi Tenco per le donne.
Enrica
dicembre 6th, 2009 at 09:41
Il video di Brescia a dimostrare che le donne sono presenti nelle piazze. Dopo un anno di manifestazioni da città in città la festa finale per dire no alla violenza.
Enrica