<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: CAVALLI DI TROIA CRESCONO DA NOI</title>
	<atom:link href="http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2009/10/25/cavalli-di-troia-crescono-da-noi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2009/10/25/cavalli-di-troia-crescono-da-noi/</link>
	<description>Il Blog ufficiale di Wanda Montanelli</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Feb 2012 18:33:15 +0100</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
	<item>
		<title>Di: OLGA</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2009/10/25/cavalli-di-troia-crescono-da-noi/comment-page-2/#comment-3587</link>
		<dc:creator>OLGA</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 19:05:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.comitatoperwandamontanelli.com/?p=154#comment-3587</guid>
		<description>che  ne pensate della morte di Stefano Cucchi? 
Non se ne verrà a capo come sempre succede in Italia!
Eppure qualcuno ha fatto fuori quel povero ragazzo. Ho sentito la conferenca stampa a radio radicale, è agghiacciante quello che è accaduto.
Anche questa è violenza contro cui noi donne si deve protestare. Inoltre Stefano ha una mamma, una sorella, un padre, forse una fidanzata. La sua famiglia ha diritto di sapere che cosa è successo, chi l&#039;ha massacrato, ma pare che fin&#039;ora stanno cercando di coprire i veri responsabili. 
Temo che non li scopriranno purtroppo. 
OLGA</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>che  ne pensate della morte di Stefano Cucchi?<br />
Non se ne verrà a capo come sempre succede in Italia!<br />
Eppure qualcuno ha fatto fuori quel povero ragazzo. Ho sentito la conferenca stampa a radio radicale, è agghiacciante quello che è accaduto.<br />
Anche questa è violenza contro cui noi donne si deve protestare. Inoltre Stefano ha una mamma, una sorella, un padre, forse una fidanzata. La sua famiglia ha diritto di sapere che cosa è successo, chi l&#8217;ha massacrato, ma pare che fin&#8217;ora stanno cercando di coprire i veri responsabili.<br />
Temo che non li scopriranno purtroppo.<br />
OLGA</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefania Mariani</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2009/10/25/cavalli-di-troia-crescono-da-noi/comment-page-2/#comment-3535</link>
		<dc:creator>Stefania Mariani</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 09:56:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.comitatoperwandamontanelli.com/?p=154#comment-3535</guid>
		<description>Cara GLO hai ragione! L&#039;essere umano non sconfiggendo la &quot;bestia&quot; che lo governa si adatta e diventa un mostro. IL PROFITTO è il tramite obbligato fra &quot;porcherie&quot; e potere.
E&#039; orribile questo articolo che segue e che parla di fatti che accadono oggi mentre noi discutiamo spesso lontanissimi dai principi base della convivenza umana.
STEFI


20/11/2009 (10:20) - IL CASO 
LA STAMPA


Perù choc, gang uccideva 
contadini per venderne il grasso 
  

La sostanza veniva venduta a 15 mila dollari al litro a industrie cosmetiche europee. Tra i &quot;clienti&quot; due italiani

LIMA

Dalla temuta leggenda, all’agghiacciante realtà.
Da circa trent’anni, in Perù una banda di killer seriali avrebbe ucciso almeno 60 contadini delle regioni di Huanuco e Pasco, a 450 chilometri al nord est di Lima, per estrarre dai loro corpi grasso da vendere, a 15.000 dollari al litro, ad aziende europee che lo utilizzavano per fabbricare prodotti cosmetici. 

Lo hanno sostenuto, nella loro confessione, quattro arrestati. Due, si è appreso solo ora, erano stati bloccati il 3 novembre scorso mentre si apprestavano a ritirare alla Posta un involucro di plastica con dentro il grasso di un contadino assassinato lo scorso settembre. 

I media l’hanno subito definita «la banda dei pishtacos», (dalla parola quechua &quot;pishtay&quot;, che significa &quot;tagliare a strisce&quot;). Cioè i malavitosi delle leggende andine che uccidevano donne e uomini soli, sgozzandoli per mangiarne la carne e venderne il grasso....  

....«Il grasso lo sottraevano dal torace e dai muscoli», ha precisato oggi il generale Eusebio Felix Murga, responsabile della Dirincri, il dipartimento di polizia che occupa dei reati criminali. Secondo il pubblico ministero di Lima, Jorge Sanz, le indagini proseguono perchè la banda avrebbe appunto ucciso almeno 60 persone.

I media, citando Murga, scrivono inoltre che tra i possibili clienti vi sarebbero anche due non meglio precisati «italiani», dei quali si parla nelle intercettazioni telefoniche effettuate sui cellulari dei detenuti.... 


Per ora, comunque, non sembra che si siano comportati fino in fondo come i &quot;pishtacos&quot;. Che, secondo il Dizionario Enciclopedico del Perù di Tauro del Pino, spesso sotterravano le loro vittime, a volte ancora in vita, per fecondare la terra o rendere più solide le fondamenta di una casa.

In questo caso, pensavano invece solo ai soldi vendendone il grasso ad aziende europee, che l’utilizzavano per fabbricare prodotti cosmetici. Insomma un mito andino aggiornato alla realtà di oggi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara GLO hai ragione! L&#8217;essere umano non sconfiggendo la &#8220;bestia&#8221; che lo governa si adatta e diventa un mostro. IL PROFITTO è il tramite obbligato fra &#8220;porcherie&#8221; e potere.<br />
E&#8217; orribile questo articolo che segue e che parla di fatti che accadono oggi mentre noi discutiamo spesso lontanissimi dai principi base della convivenza umana.<br />
STEFI</p>
<p>20/11/2009 (10:20) &#8211; IL CASO<br />
LA STAMPA</p>
<p>Perù choc, gang uccideva<br />
contadini per venderne il grasso </p>
<p>La sostanza veniva venduta a 15 mila dollari al litro a industrie cosmetiche europee. Tra i &#8220;clienti&#8221; due italiani</p>
<p>LIMA</p>
<p>Dalla temuta leggenda, all’agghiacciante realtà.<br />
Da circa trent’anni, in Perù una banda di killer seriali avrebbe ucciso almeno 60 contadini delle regioni di Huanuco e Pasco, a 450 chilometri al nord est di Lima, per estrarre dai loro corpi grasso da vendere, a 15.000 dollari al litro, ad aziende europee che lo utilizzavano per fabbricare prodotti cosmetici. </p>
<p>Lo hanno sostenuto, nella loro confessione, quattro arrestati. Due, si è appreso solo ora, erano stati bloccati il 3 novembre scorso mentre si apprestavano a ritirare alla Posta un involucro di plastica con dentro il grasso di un contadino assassinato lo scorso settembre. </p>
<p>I media l’hanno subito definita «la banda dei pishtacos», (dalla parola quechua &#8220;pishtay&#8221;, che significa &#8220;tagliare a strisce&#8221;). Cioè i malavitosi delle leggende andine che uccidevano donne e uomini soli, sgozzandoli per mangiarne la carne e venderne il grasso&#8230;.  </p>
<p>&#8230;.«Il grasso lo sottraevano dal torace e dai muscoli», ha precisato oggi il generale Eusebio Felix Murga, responsabile della Dirincri, il dipartimento di polizia che occupa dei reati criminali. Secondo il pubblico ministero di Lima, Jorge Sanz, le indagini proseguono perchè la banda avrebbe appunto ucciso almeno 60 persone.</p>
<p>I media, citando Murga, scrivono inoltre che tra i possibili clienti vi sarebbero anche due non meglio precisati «italiani», dei quali si parla nelle intercettazioni telefoniche effettuate sui cellulari dei detenuti&#8230;. </p>
<p>Per ora, comunque, non sembra che si siano comportati fino in fondo come i &#8220;pishtacos&#8221;. Che, secondo il Dizionario Enciclopedico del Perù di Tauro del Pino, spesso sotterravano le loro vittime, a volte ancora in vita, per fecondare la terra o rendere più solide le fondamenta di una casa.</p>
<p>In questo caso, pensavano invece solo ai soldi vendendone il grasso ad aziende europee, che l’utilizzavano per fabbricare prodotti cosmetici. Insomma un mito andino aggiornato alla realtà di oggi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gloria K.</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2009/10/25/cavalli-di-troia-crescono-da-noi/comment-page-2/#comment-3532</link>
		<dc:creator>Gloria K.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 09:28:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.comitatoperwandamontanelli.com/?p=154#comment-3532</guid>
		<description>&quot;L&#039;acqua è l&#039;elemento primordiale per eccellenza: uno degli elementi fondamentali nella vita dell&#039;uomo e attualmente anche uno dei diritti fondamentali di ogni uomo e di ogni donna che popolano il nostro pianeta&quot;.
 
Padre Alex Zanotelli 

IN NOME DELLA LOGICA DEL PROFITTO SI MERCIFICA LA VITA DEGLI ESSERI UMANI. 
LA STORIA E&#039; TAPPEZZATA DI SCHIAVITU&#039; CHE CAMBIANO ABITO SECONDO LE REALTA&#039; CHE OCCUPANO MA LA CUI ESSENZA E&#039; SEMPRE PERFETTAMENTE IN LINEA CON L&#039;EGOISMO E LA MALVAGITA&#039;.
LA NOBILTA&#039; DELL&#039;UOMO PASSA ATTRAVERSO L&#039;IMPEGNO, IL DOVERE, IL SENSO DI RESPONSABILITA&#039;, LA LEALTA&#039;.
NON C&#039;E&#039; GIUSTIZIA SENZA RISPETTO PER L&#039;ALTRO.

ciao a tutti
GLO</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;acqua è l&#8217;elemento primordiale per eccellenza: uno degli elementi fondamentali nella vita dell&#8217;uomo e attualmente anche uno dei diritti fondamentali di ogni uomo e di ogni donna che popolano il nostro pianeta&#8221;.</p>
<p>Padre Alex Zanotelli </p>
<p>IN NOME DELLA LOGICA DEL PROFITTO SI MERCIFICA LA VITA DEGLI ESSERI UMANI.<br />
LA STORIA E&#8217; TAPPEZZATA DI SCHIAVITU&#8217; CHE CAMBIANO ABITO SECONDO LE REALTA&#8217; CHE OCCUPANO MA LA CUI ESSENZA E&#8217; SEMPRE PERFETTAMENTE IN LINEA CON L&#8217;EGOISMO E LA MALVAGITA&#8217;.<br />
LA NOBILTA&#8217; DELL&#8217;UOMO PASSA ATTRAVERSO L&#8217;IMPEGNO, IL DOVERE, IL SENSO DI RESPONSABILITA&#8217;, LA LEALTA&#8217;.<br />
NON C&#8217;E&#8217; GIUSTIZIA SENZA RISPETTO PER L&#8217;ALTRO.</p>
<p>ciao a tutti<br />
GLO</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: michela</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2009/10/25/cavalli-di-troia-crescono-da-noi/comment-page-1/#comment-3531</link>
		<dc:creator>michela</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 09:28:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.comitatoperwandamontanelli.com/?p=154#comment-3531</guid>
		<description>da donnealtri:
Il 23 a Ravenna e il 28 a Milano
incontri sulla &quot;Paura degli uomini&quot;
Lunedì 23 Novembre alle ore 18 a Ravenna, alla Libreria Feltrinelli - Via IV Novembre -presentazione del libro «La paura degli uomini. Maschi e femmine nella crisi della politica» .Saranno presenti gli autori Letizia Paolozzi e Alberto Leiss con Fulvia Bandoli. Sabato 28 a Milano alle 17 alla Libreria delle donne in via Pietro Calvi 29 altro incontro con gli autori, Ida Dominijanni e Alessio Miceli. 
Michela</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>da donnealtri:<br />
Il 23 a Ravenna e il 28 a Milano<br />
incontri sulla &#8220;Paura degli uomini&#8221;<br />
Lunedì 23 Novembre alle ore 18 a Ravenna, alla Libreria Feltrinelli &#8211; Via IV Novembre -presentazione del libro «La paura degli uomini. Maschi e femmine nella crisi della politica» .Saranno presenti gli autori Letizia Paolozzi e Alberto Leiss con Fulvia Bandoli. Sabato 28 a Milano alle 17 alla Libreria delle donne in via Pietro Calvi 29 altro incontro con gli autori, Ida Dominijanni e Alessio Miceli.<br />
Michela</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lina</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2009/10/25/cavalli-di-troia-crescono-da-noi/comment-page-1/#comment-3530</link>
		<dc:creator>lina</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 09:24:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.comitatoperwandamontanelli.com/?p=154#comment-3530</guid>
		<description>che si può fare per l&#039;acqua?
fatemi saoere se a Roma organizzano comitati.
lina</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>che si può fare per l&#8217;acqua?<br />
fatemi saoere se a Roma organizzano comitati.<br />
lina</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Anna Rossi</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2009/10/25/cavalli-di-troia-crescono-da-noi/comment-page-1/#comment-3529</link>
		<dc:creator>Anna Rossi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 10:17:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.comitatoperwandamontanelli.com/?p=154#comment-3529</guid>
		<description>Betty Mendozzi Says:
novembre 19th, 2009 at 09:13 

La consapevolezza che anche l&#039;acqua, come il petrolio, è un bene esauribile è meno chiara. L&#039;acqua scarseggia e qualcuno preme sulla politica mondiale per convicerci ad accettare la mercificazione di questo bene.
La gestione dei servizi idrici è passata dapprima dal convincimento, attraverso una massiccia pubblicità, dell&#039;acqua in bottiglia a vantaggio di quella del rubinetto e in seconda battuta i prezzi sono lievitati al di sopra di quelli del petrolio.

Su queste politiche sono nati e si sviluppano gli enormi interessi delle grandi multinazionali dell&#039;alimentazione e del bere.

Le persone prive di accesso all&#039;acqua potabile sono circa 1,5 miliardi. Ogni giorno muoiono 30000 persone per acqua infetta. A tutto ciò aggiungiamo i profughi &quot;idrici&quot; che premono alle frontiere di altri paesi.

In questo quadro generale le popolazioni vengono attaccate nella loro qualità della vita (vedi l&#039;occidente) o nella loro stessa sopravvivenza (vedi i paesi senz&#039;acqua o senza i palinsesti dello sfruttamento della stessa).

La domanda è:
come facciamo per contrastare il mercato mondiale dell&#039;acqua?

Possiamo imporre che la gestione pubblica dell&#039;acqua sia condotta in modo efficiente e compatibile con il rispetto dell&#039;ambiente?

Credo che sia compito della CULTURA PUBBLICA DELL&#039;ACQUA combattere lo spreco sia privato che pubblico di questo bene.

L&#039;altra cultura passa attraverso una nuova cultura urbanistica la quale ci deve riportare al rispetto del territorio finora ignorato e devastato da un consumo squilibrato.

La spinta verso la privatizzazione dei servizi idrici è cominciata anni fa.
l&#039;emendamento nella legge finanziaria del 2002, che obbligava i Comuni a privatizzare i loro acquedotti, ha visto scendere in piazza molti movimenti.
Il programma dell&#039;Unione ha affermato che l&#039;acqua è pubblica nella proprietà e nella gestione.
L&#039;affermazione è stata aggirata con l&#039;invenzione dell&#039;erogazione dell&#039;acqua come funzione separata dalla gestione del servizio idrico.

L&#039;imbroglio sta nella distinzione fra l&#039;obbligatorietà della privatizzazione, mettendo in gara l&#039;erogazione anche contro quei comuni che hanno già espresso di gestire &quot;in-house&quot; il proprio servizio idrico.

Colossali fusione societarie tra SPA e capitale pubblico e SPA private si contrappongono così ai percorsi legislativi, peraltro ultimamente modificati ai danni del pubblico, con l&#039;intento, in parte riuscito, di creare un colossale precedente in tutta Italia.

I Movimenti dell&#039;acqua devono essere sostenuti con una massiccia adesione popolare in quanto non ci sono le intenzioni di perseguire un progetto encomiabile di riserva idrica territoriale ma solo un profitto sfacciato ai danni della popolazione comune.

Il principio dissolutorio del servizio &quot;SOCIALE&quot; passa attraverso la fusione di pubblico e privato e non ha nulla di nobile nei fatti riportati nelle vicende nazionali.

Dalla gestione dei rifiuti, marcia e putrida come gli stessi abbandonati e smaltiti attraverso sistemi primitivi, alla gestione delle ferrovie che costano ad ogni cittadino circa 300 euro l&#039;anno fra pulci e ritardi...dall&#039;attacco sfacciato e decennale alla giustizia che volutamente è stata resa faraginosa ed &quot;ingiusta&quot; per i cittadini perbene...arriviamo all&#039;acqua che per natura giuridica è un bene comune ed un diritto imprescrittibile.

Cara Betty Mendozzi, Lei ha detto bene...&quot;noi permettiamo scippi uno dietro l’altro&quot;...noi e solo noi.

Sul suo: &quot;Chi lo sa fino a che punto vorranno arrivare&quot; neppure mi soffermo poichè non solo è chiara e limpida la volontà del profitto, prima privato poi globale, ma dovrebbe trovarci tutti già d&#039;accordo sulla nostra volontà di contrastare, coesi e determinati, le offensive che stanno affossando la nazione.

Dove l&#039;impunità e la corruzione imperano non può esserci autorevolezza di governo...di qualsiasi schieramento esso si fregi.

Cordialmente

Anna Rossi

Resp. relazioni Esterne ONERPO

Roma, 19 nov 2009</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Betty Mendozzi Says:<br />
novembre 19th, 2009 at 09:13 </p>
<p>La consapevolezza che anche l&#8217;acqua, come il petrolio, è un bene esauribile è meno chiara. L&#8217;acqua scarseggia e qualcuno preme sulla politica mondiale per convicerci ad accettare la mercificazione di questo bene.<br />
La gestione dei servizi idrici è passata dapprima dal convincimento, attraverso una massiccia pubblicità, dell&#8217;acqua in bottiglia a vantaggio di quella del rubinetto e in seconda battuta i prezzi sono lievitati al di sopra di quelli del petrolio.</p>
<p>Su queste politiche sono nati e si sviluppano gli enormi interessi delle grandi multinazionali dell&#8217;alimentazione e del bere.</p>
<p>Le persone prive di accesso all&#8217;acqua potabile sono circa 1,5 miliardi. Ogni giorno muoiono 30000 persone per acqua infetta. A tutto ciò aggiungiamo i profughi &#8220;idrici&#8221; che premono alle frontiere di altri paesi.</p>
<p>In questo quadro generale le popolazioni vengono attaccate nella loro qualità della vita (vedi l&#8217;occidente) o nella loro stessa sopravvivenza (vedi i paesi senz&#8217;acqua o senza i palinsesti dello sfruttamento della stessa).</p>
<p>La domanda è:<br />
come facciamo per contrastare il mercato mondiale dell&#8217;acqua?</p>
<p>Possiamo imporre che la gestione pubblica dell&#8217;acqua sia condotta in modo efficiente e compatibile con il rispetto dell&#8217;ambiente?</p>
<p>Credo che sia compito della CULTURA PUBBLICA DELL&#8217;ACQUA combattere lo spreco sia privato che pubblico di questo bene.</p>
<p>L&#8217;altra cultura passa attraverso una nuova cultura urbanistica la quale ci deve riportare al rispetto del territorio finora ignorato e devastato da un consumo squilibrato.</p>
<p>La spinta verso la privatizzazione dei servizi idrici è cominciata anni fa.<br />
l&#8217;emendamento nella legge finanziaria del 2002, che obbligava i Comuni a privatizzare i loro acquedotti, ha visto scendere in piazza molti movimenti.<br />
Il programma dell&#8217;Unione ha affermato che l&#8217;acqua è pubblica nella proprietà e nella gestione.<br />
L&#8217;affermazione è stata aggirata con l&#8217;invenzione dell&#8217;erogazione dell&#8217;acqua come funzione separata dalla gestione del servizio idrico.</p>
<p>L&#8217;imbroglio sta nella distinzione fra l&#8217;obbligatorietà della privatizzazione, mettendo in gara l&#8217;erogazione anche contro quei comuni che hanno già espresso di gestire &#8220;in-house&#8221; il proprio servizio idrico.</p>
<p>Colossali fusione societarie tra SPA e capitale pubblico e SPA private si contrappongono così ai percorsi legislativi, peraltro ultimamente modificati ai danni del pubblico, con l&#8217;intento, in parte riuscito, di creare un colossale precedente in tutta Italia.</p>
<p>I Movimenti dell&#8217;acqua devono essere sostenuti con una massiccia adesione popolare in quanto non ci sono le intenzioni di perseguire un progetto encomiabile di riserva idrica territoriale ma solo un profitto sfacciato ai danni della popolazione comune.</p>
<p>Il principio dissolutorio del servizio &#8220;SOCIALE&#8221; passa attraverso la fusione di pubblico e privato e non ha nulla di nobile nei fatti riportati nelle vicende nazionali.</p>
<p>Dalla gestione dei rifiuti, marcia e putrida come gli stessi abbandonati e smaltiti attraverso sistemi primitivi, alla gestione delle ferrovie che costano ad ogni cittadino circa 300 euro l&#8217;anno fra pulci e ritardi&#8230;dall&#8217;attacco sfacciato e decennale alla giustizia che volutamente è stata resa faraginosa ed &#8220;ingiusta&#8221; per i cittadini perbene&#8230;arriviamo all&#8217;acqua che per natura giuridica è un bene comune ed un diritto imprescrittibile.</p>
<p>Cara Betty Mendozzi, Lei ha detto bene&#8230;&#8221;noi permettiamo scippi uno dietro l’altro&#8221;&#8230;noi e solo noi.</p>
<p>Sul suo: &#8220;Chi lo sa fino a che punto vorranno arrivare&#8221; neppure mi soffermo poichè non solo è chiara e limpida la volontà del profitto, prima privato poi globale, ma dovrebbe trovarci tutti già d&#8217;accordo sulla nostra volontà di contrastare, coesi e determinati, le offensive che stanno affossando la nazione.</p>
<p>Dove l&#8217;impunità e la corruzione imperano non può esserci autorevolezza di governo&#8230;di qualsiasi schieramento esso si fregi.</p>
<p>Cordialmente</p>
<p>Anna Rossi</p>
<p>Resp. relazioni Esterne ONERPO</p>
<p>Roma, 19 nov 2009</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Betty Mendozzi</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2009/10/25/cavalli-di-troia-crescono-da-noi/comment-page-1/#comment-3528</link>
		<dc:creator>Betty Mendozzi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 08:13:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.comitatoperwandamontanelli.com/?p=154#comment-3528</guid>
		<description>ci hanno fregato anche l&#039;acqua e poi passeranno all&#039;aria, alla clorifilla, all&#039;ossigeno. Chi lo sa fino a che punto vorranno arrivare, e noi permettiamo scippi uno dietro l&#039;altro.
A Milano cìè un comitato dell&#039;Acqua attivo e con proposte.
è il Comitato milanese acqua.
Betty</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ci hanno fregato anche l&#8217;acqua e poi passeranno all&#8217;aria, alla clorifilla, all&#8217;ossigeno. Chi lo sa fino a che punto vorranno arrivare, e noi permettiamo scippi uno dietro l&#8217;altro.<br />
A Milano cìè un comitato dell&#8217;Acqua attivo e con proposte.<br />
è il Comitato milanese acqua.<br />
Betty</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Anna Rossi</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2009/10/25/cavalli-di-troia-crescono-da-noi/comment-page-1/#comment-3527</link>
		<dc:creator>Anna Rossi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 18:53:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.comitatoperwandamontanelli.com/?p=154#comment-3527</guid>
		<description>giovanni lombardi Says:

grazie Wanda ed a tutte le donne che stanno cercando di non fare affondare la realtà della persona,nel nulla del presente.

buon lavoro
novembre 17th, 2009 at 17:39 


A none di Wanda e di tutto lo staff ti ringrazio Giovanni. Talvolta è riconoscibile in una sola parola la solidarietà umana...ed allora tutto si muove meglio.

Il silenzio delle donne, malgrado gli antichi stereotipi sul nostro troppo parlare, è antico e profondo e di una forza rara.

Hai ragione Giovanni a parlare di &quot;perdita&quot; poichè nonostante l&#039;esito meraviglioso della superiorità morale, dimostrato peraltro nel quotidiano e duplice lavoro di quasi tutte le donne, la conquista dell&#039;individualità parrebbe svilirsi fra le dita di un&#039;anima collettiva che le esclude dalla sfera pubblica.

Dalla memoria delle donne della Resistenza si arriva fino ad oggi cariche di pregiudizi e di paure.

Il caso italiano è il nodo non sciolto di una democrazia incompiuta che ha il sapore di un lutto.

Le donne devono riguardarsi e ridisegnare i loro spazi. Occorre capire quale sono i limite che ci hanno confinato nel silenzio.

Non m&#039;incantano le omologazioni di genere che filtrano attraverso i comportamenti giovanili. Il potere della propaganda globale ha allargato l&#039;effetto di plagio di massa che riltuva un tempo più visibile nei regimi.

Oggi va ritessuto un clima culturale di spessore dove poter tradurre la cittadinanza in consapevolezza.

Le donne che mediano sperando di &quot;cavarsela&quot; non raccoglieranno mai le messi.
Gli uomini che &quot;sfruttano&quot; il momento di depressione che attraversa il globo a danno delle donne non sono uomini ma solo forze isterilite di un sistema che deve cambiare.

Grazie Giovanni!

Anna Rossi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>giovanni lombardi Says:</p>
<p>grazie Wanda ed a tutte le donne che stanno cercando di non fare affondare la realtà della persona,nel nulla del presente.</p>
<p>buon lavoro<br />
novembre 17th, 2009 at 17:39 </p>
<p>A none di Wanda e di tutto lo staff ti ringrazio Giovanni. Talvolta è riconoscibile in una sola parola la solidarietà umana&#8230;ed allora tutto si muove meglio.</p>
<p>Il silenzio delle donne, malgrado gli antichi stereotipi sul nostro troppo parlare, è antico e profondo e di una forza rara.</p>
<p>Hai ragione Giovanni a parlare di &#8220;perdita&#8221; poichè nonostante l&#8217;esito meraviglioso della superiorità morale, dimostrato peraltro nel quotidiano e duplice lavoro di quasi tutte le donne, la conquista dell&#8217;individualità parrebbe svilirsi fra le dita di un&#8217;anima collettiva che le esclude dalla sfera pubblica.</p>
<p>Dalla memoria delle donne della Resistenza si arriva fino ad oggi cariche di pregiudizi e di paure.</p>
<p>Il caso italiano è il nodo non sciolto di una democrazia incompiuta che ha il sapore di un lutto.</p>
<p>Le donne devono riguardarsi e ridisegnare i loro spazi. Occorre capire quale sono i limite che ci hanno confinato nel silenzio.</p>
<p>Non m&#8217;incantano le omologazioni di genere che filtrano attraverso i comportamenti giovanili. Il potere della propaganda globale ha allargato l&#8217;effetto di plagio di massa che riltuva un tempo più visibile nei regimi.</p>
<p>Oggi va ritessuto un clima culturale di spessore dove poter tradurre la cittadinanza in consapevolezza.</p>
<p>Le donne che mediano sperando di &#8220;cavarsela&#8221; non raccoglieranno mai le messi.<br />
Gli uomini che &#8220;sfruttano&#8221; il momento di depressione che attraversa il globo a danno delle donne non sono uomini ma solo forze isterilite di un sistema che deve cambiare.</p>
<p>Grazie Giovanni!</p>
<p>Anna Rossi</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giovanni lombardi</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2009/10/25/cavalli-di-troia-crescono-da-noi/comment-page-1/#comment-3526</link>
		<dc:creator>giovanni lombardi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 16:39:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.comitatoperwandamontanelli.com/?p=154#comment-3526</guid>
		<description>questo tappeto trapuntato dalla migliore capacità attuale delle donne di ritornare, vincenti,per la loro parte ,per quanto è lavoro di dialogo armonia e realtà, che di questi mezzi fa virtù di confronto per i diritti
primari,essenziale che si stanno perdendo,è  importante e riconoscibile.
grazie  Wanda  ed a tutte le donne che stanno cercando di non fare affondare la realtà della persona,nel nulla del presente.
buon lavoro
giovanni lombardi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>questo tappeto trapuntato dalla migliore capacità attuale delle donne di ritornare, vincenti,per la loro parte ,per quanto è lavoro di dialogo armonia e realtà, che di questi mezzi fa virtù di confronto per i diritti<br />
primari,essenziale che si stanno perdendo,è  importante e riconoscibile.<br />
grazie  Wanda  ed a tutte le donne che stanno cercando di non fare affondare la realtà della persona,nel nulla del presente.<br />
buon lavoro<br />
giovanni lombardi</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Anna Rossi</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2009/10/25/cavalli-di-troia-crescono-da-noi/comment-page-1/#comment-3525</link>
		<dc:creator>Anna Rossi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 09:13:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.comitatoperwandamontanelli.com/?p=154#comment-3525</guid>
		<description>Barbara Says:
novembre 10th, 2009 at 19:11 

Quante domande cara Barbara!!!!

Credo che le risposte non siano di nostra competenza e che se qualcuno ha sassolini nelle scarpe dovrà toglierseli da solo.
Per quanto riguarda il &quot;dovuto&quot; alla promozione delle donne in politica, lì c&#039;è già una causa in corso, come tu saprai.
Resta il fatto che l&#039;Italia &quot;politica&quot; si chiama fuori dal dovere di fermare l&#039;orda discriminatoria che travolge il femminile nazionale.
L&#039;unica certezza che possiamo asserire sta nei fatti che fotografano un potere a 360 gradi di tipo patriarcale.
Il linguaggio sessista e l&#039;orientamento propagandistico della televisione da cassetta spinge in maniera abnorme l&#039;involuzione femminile.
E&#039; un attacco senza precedenti che non trova giustificazioni in un paese &quot;in pace&quot; e che osa definirsi &quot;civile&quot;.
L&#039;ossessione famelica verso il potere spazza via ogni opportunità sensata che le donne &quot;pulite&quot; e &quot;preparate&quot; offrono a questo territorio disastrato da incompetenza e nancanza di &quot;principi&quot;.
La parola &quot;valori&quot; mi ricorda tanto il gioco del ribaltino...qualcuno sui valori fondò la &quot;giovane Germania&quot; ed il mondo lo lasciò fare. Qualcun altro sui valori nazionali mise in piedi una democrazia che nega al &quot;suo&quot; popolo &quot;democratico&quot; il diritto alle cure mediche.
In una vita sociale, in cui la partecipazione alla &quot;cittadinanza&quot; è concreta e non illusoria, gli emerginati non proliferano come funghi e le porcherie vengono contrastate con efficacia e non incentivate nel tentativo bellico di trovare opulenza nel caos.
Dalla Signora Tacher al Signor Regan la storia ha cambiato il suo corso in modo viscerale.
Lei, cara Barbara, si meraviglia della privatizzazione delle acque, che di fatto è già realtà.
Il cittadino comune è comune solo nei suoi gironi infernali poichè continua a delegare quel che non vuole affrontare.
Ci aspettiamo sempre riposte sull&#039;operato altrui disdicevole o dubbio ma non intendiamo escludere dai nostri circuiti mentali lo sdegno sterile di chi non fa nulla e resta in attesa come un babbeo di chissà quale giustizia.
La libertà è partecipazione.
Se non si è in grado di partecipare ma solo di borbottare siamo schiavi.
Illudersi che la sopravvivenza economica ci dia la libertà di pensare e decidere e scegliere è l&#039;ultimo piatto servito di chi controlla le pecore convincendole di poter ruggire.
Non c&#039;è più posto per le analisi...sono così inequivocabili che ci hanno già servito le risposte...ma noi continuiamo come le tre scimmiette ad essere:
MUTI
CIECHI
e SORDI.

Anna Rossi
Resp. Relaz. Esterne ONERPO</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Barbara Says:<br />
novembre 10th, 2009 at 19:11 </p>
<p>Quante domande cara Barbara!!!!</p>
<p>Credo che le risposte non siano di nostra competenza e che se qualcuno ha sassolini nelle scarpe dovrà toglierseli da solo.<br />
Per quanto riguarda il &#8220;dovuto&#8221; alla promozione delle donne in politica, lì c&#8217;è già una causa in corso, come tu saprai.<br />
Resta il fatto che l&#8217;Italia &#8220;politica&#8221; si chiama fuori dal dovere di fermare l&#8217;orda discriminatoria che travolge il femminile nazionale.<br />
L&#8217;unica certezza che possiamo asserire sta nei fatti che fotografano un potere a 360 gradi di tipo patriarcale.<br />
Il linguaggio sessista e l&#8217;orientamento propagandistico della televisione da cassetta spinge in maniera abnorme l&#8217;involuzione femminile.<br />
E&#8217; un attacco senza precedenti che non trova giustificazioni in un paese &#8220;in pace&#8221; e che osa definirsi &#8220;civile&#8221;.<br />
L&#8217;ossessione famelica verso il potere spazza via ogni opportunità sensata che le donne &#8220;pulite&#8221; e &#8220;preparate&#8221; offrono a questo territorio disastrato da incompetenza e nancanza di &#8220;principi&#8221;.<br />
La parola &#8220;valori&#8221; mi ricorda tanto il gioco del ribaltino&#8230;qualcuno sui valori fondò la &#8220;giovane Germania&#8221; ed il mondo lo lasciò fare. Qualcun altro sui valori nazionali mise in piedi una democrazia che nega al &#8220;suo&#8221; popolo &#8220;democratico&#8221; il diritto alle cure mediche.<br />
In una vita sociale, in cui la partecipazione alla &#8220;cittadinanza&#8221; è concreta e non illusoria, gli emerginati non proliferano come funghi e le porcherie vengono contrastate con efficacia e non incentivate nel tentativo bellico di trovare opulenza nel caos.<br />
Dalla Signora Tacher al Signor Regan la storia ha cambiato il suo corso in modo viscerale.<br />
Lei, cara Barbara, si meraviglia della privatizzazione delle acque, che di fatto è già realtà.<br />
Il cittadino comune è comune solo nei suoi gironi infernali poichè continua a delegare quel che non vuole affrontare.<br />
Ci aspettiamo sempre riposte sull&#8217;operato altrui disdicevole o dubbio ma non intendiamo escludere dai nostri circuiti mentali lo sdegno sterile di chi non fa nulla e resta in attesa come un babbeo di chissà quale giustizia.<br />
La libertà è partecipazione.<br />
Se non si è in grado di partecipare ma solo di borbottare siamo schiavi.<br />
Illudersi che la sopravvivenza economica ci dia la libertà di pensare e decidere e scegliere è l&#8217;ultimo piatto servito di chi controlla le pecore convincendole di poter ruggire.<br />
Non c&#8217;è più posto per le analisi&#8230;sono così inequivocabili che ci hanno già servito le risposte&#8230;ma noi continuiamo come le tre scimmiette ad essere:<br />
MUTI<br />
CIECHI<br />
e SORDI.</p>
<p>Anna Rossi<br />
Resp. Relaz. Esterne ONERPO</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

