L’INFORMAZIONE LIBERA DI RADIO RADICALE

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Il servizio pubblico a doppia corsia che radio radicale compie da trent’anni è patrimonio di tutti. Nessuno oggi è in grado di fare altrettanto

Soldi ben spesi i dieci milioni di radio radicale nel contratto triennale. Quanti soldi pubblici si buttano via per dissimulati tentativi di comunicazione democratica, o per opportunistiche sottrazioni di proventi pubblici a scopi privati?

L’alta professionalità delle trasmissioni di radio radicale che garantisce tutti è un modello che va mantenuto per la democrazia dell’informazione. La qualità del messaggio, l’equidistanza nella divulgazione di convegni, meeting, tavole rotonde, è una ricchezza universalizzata di cui non possiamo fare a meno. L’emittente nata nel 1975 su iniziativa di un gruppo di militanti radicali è stata la prima in Italia ad occuparsi esclusivamente di politica creando un modello di informazione nuovo, cristallino, integrale sugli eventi politici associativi e istituzionali. Senza censure, né preventive discriminazioni settarie nella scelta di cosa trasmettere e cosa no.

L’esperienza di Barcamp per esempio, nell’ottobre 2008 presso l’Auditorium dell’Università Popolare in via 4 Novembre, è una delle tante che ha dato voce a centinaia di piccoli gruppi inascoltati giunti a Roma. (Conferenza-BarCamp “La crisi della (non)democrazia”).

I relatori liberi sono partiti da ogni dove portando all’attenzione di milioni di ascoltatori questioni che sono nell’interesse comune anche se snobbati da emittenti pubbliche e private che seguono percorsi meno pluralistici nella divulgazione.

Possiamo dire che radio radicale è il primo e unico esempio di ‘doppia corsia nella comunicazione’, una in andata e l’altra di ritorno. Le notizie vanno e vengono dal centro divulgativo alla gente, dalla gente al centro; dalle istituzioni alla radio, dalla radio ai cittadini che rimandano l’elaborazione di quanto si è ascoltato con proposte analisi, proteste, idee. C’è voce per tutti. Dal Turkestan al Tibet, dalla Sicilia all’Alto Adige. Tutti i partiti divulgano i loro congressi, ogni iniziativa che abbia un significato sociale e un interesse pubblico ha diritto di antenna su radio radicale. I carcerati di radio carcere hanno uno spiraglio di luce dal quale osservare l’esterno e attraverso cui mandare notizie della loro vita al di sotto della tollerabilità umana. L’ultima dalla prigione di Marassi a Genova fa sapere che lì le celle, invase da blatte grandi quanto lucertole, hanno 9 letti in pochi metri quadri rendendo palese a chi ascolta l’alienante privazione di quel minimo di dignità umana che dovrebbe essere garantita anche a chi ha sbagliato.

Radio Radicale ha ideato trasmissioni per comunità di immigrati, interviste di strada, ‘filidiretti’ con ospiti politici. L’archivio storico di radio radicale è un documento pubblico di somma importanza, unico e irripetibile che restituisce a distanza di anni la registrazione di un seminario, la dichiarazione di un esponente istituzionale, il clima politico di un dato periodo. Radio radicale, il più grande archivio della democrazia italiana è storia della nostra repubblica, ed è raffinata scuola di politica. Una storia scritta su piste di registrazione vocale che non può, anche volendo, essere mal ricordata, modificata o interpretata, come potrebbe accadere su testi scritti. Salviamo la radio che è di tutti, anche di chi ha idee politiche diverse o addirittura avverse a quelle dei radicali. L’esercizio di democrazia a cui ci siamo abituati con radio radicale ci mancherebbe, se fosse annullato, come la razione quotidiana di vitamine. Nutrimento necessario per chi ha fame e sete di pluralismo e verità.

Wanda Montanelli

Roma, 23 0ttobre 2009

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15 Responses

  1. Betty Mendozzi Says:

    hanno paragonato gr parlamento a radio radicale e lo considerano un doppione, ma secondo me non ci sono nemmeno i termini di paragone a causa di una gran parte di soggetti sociali ed istituzionali che gr parlamento esclude dalla programmazione. gr è controllato dalla rai con le logiche di spartizione che sappiamo, radio radicale non deve entrare in certi obblighi, ed è radio libera.
    Betty

  2. Mario Says:

    Tu lo sai Wanda che sono tutt’altro che radicale e fortemente critico con la loro politica per la mia sensibilità confessionale, ma dò atto del servizio pubblico che i radicali svolgono da trenta anni. Il finanziamento è corposo e mi chiedo se sia percorribile fare una riduzione del contributo lasciando i servizi essenziali dell’emittente.
    Mario

  3. lidia Says:

    sul sito e si può sostenere la radio con la firma.
    lidia

  4. piero Says:

    ho cominciato a capire i grandi temi politici con radio Radicale, che ascolto da dieci anni. Se Radio Radicale chiudesse sarebbe una cosa gravissima e lascerebbe un abisso nel nostro diritto ad essere informati di politica e di faccende della comunità. Ho firmato la petizione.
    piero

  5. Gianni Says:

    se in questo periodo di presa di possesso delle emittenti pubbliche e private ci manca la radio dei radicali è una vera jattura.

  6. Sandra Says:

    Nel 1966 iniziarono le trasmissioni in italiano di Radio Monte Carlo con Awanagana, Robertino, Herbert Pagani, Ettore Andenna, Riccardo Heinen, Luisella Berrino che abbiamo salutato come una grande conquista, poi l’approvazione della Legge Mammì ha dato il via a altre radio e tv, tra cui quella di berlusconi. La radio radicale ha trasmesso sempre politia ed è stata una fontye di informazione importantissima, perchè ha riempito un vuoto.
    voglio sperare che non la chiudano perchè sarebbe come regredire di brutto nell’informazione istituzionale e politica.
    Sandra

  7. OLGA Says:

    LE BATTAGLIE PER I DIRITTI CIVILI SONO STATE POSSIBILI GRAZIE AI RADICALI CHE SONO IN PRIMA LINEA, COME DONNA RICONOSCO CHE SENZA DI LORO E LA RADIO NON SI SARERBBE ARRIVATI A OTTENERE I RISULTATI CHE CI HANNO FATTO FARE PASSI AVANTI ALL’ALTEZZA DI ALTRI PAESI EUROPEI.

  8. mariella Says:

    la limitata libertà di espressione di questi giorni in cui hai titolo se sei un becero che va a parlare in tv delle sue faccende personali, una radio pubblica e seria come radio radicale non deve essere spenta, ed è doveroso firmare la petizione.
    mariella

  9. m_curis2 Says:

    non ho mai votato radicale ma quasi non saprei come fare senza la loro radio.
    w RADIO RADICALE!!

  10. Alessia Says:

    Ogni tanto il problema di Radio radicale si ripropone. Ma non si può trovare un sistema di finanziamento automatico? Sono assolutamente contraria alla chiusura.

  11. Contanti problemi Says:

    con tanti problemi ke abbiamo quello di RR mi sembra 1 pò secondario! cmq ank’io non voglio che si kiuda è sempre una voce libera in + e la libertà di espressione va sempre garantita
    ciao a tutti, SIM

  12. Salvatore Says:

    Firmando per Radio Radicale, ho inviato il commento che riporto.
    A Udine, il giorno di chiusura del convegno tenuto dall’Associazione Coscioni, on line per un mese, dove sono andato, con il sacrificio fisico che immaginerai, di discorsi sostenuti se ne sono tenuti. L’unica ad avere usato linguaggio forte, contro il potere in atto, è stata Margherita Haak. Qualcuno ha affermato che la Binetti è libera di dire ciò che vuole, di votare come vuole. Ne sono rimasto sconcertato, bastava citare il caso e non commentare. Sono per il libero pensiero, non per le libere falsità, per le sofisticazioni logiche. Non possono sfuggirmi, per il mestiere che la mia professione, di didatta, mi ha permesso di coltivare. Sono legato alla logica simbolica, mi permette di sfuggire al dominio che le parole esercitano sulle coscienze, sui comportamenti, almeno lo credo, lo pratico, esercitando continue analisi su ciò che affermo, dopo aver riflettuto sulle proposizioni composte che il mio cervello assembla. Ho grande piacere nel sentirti tanto attiva.

    “È inutile continuare a scrivere sulla dittatura latente, attiva, forte, quando in tutte le conferenze, i convegni, i congressi, non si sente, non si ode, non si ascolta, l’uso di un linguaggio forte contro gli atti del potere, elaborati alla manifesta luce di logiche aberranti. Le eccezioni si ascoltano a denti stretti. Addirittura si sente affermare, con dolore, che tutti hanno il diritto di esprimere le proprie opinioni, (le opinioni non sono concetti, sono modesti pareri di cameriere), anche se spargono idiozie, falsità, utili a raggirare i poveri di spirito, gli incapaci culturali. Salvatore Emmanuele”

  13. giovanni lombardi Says:

    cara Vanda
    ricevo notizie tue che centellino nella risposta per ritrovare oltre l’impegno che deve essere di insieme e di tutti anche,per qualcuno in
    più,per riscoprire il fattore umano. riscoprire la qualità della vita che è data da dall’ armonia finale,personale dovuta da che lavora,vuole lavorare,per quel più che non può essere più utopia.la polis di platone,il governo degli scenziati e edella nuova cultur che da questa può discendere. ragione e cuore che si cerca di ritrovare in un mondo diaframmato,nelle
    sclerotizzate architetture.
    credo di averti ghia inviato l’ultimo articolo E=E.
    comunque te lo rimando e ti chiedo di rispondermi per dare contenuto al nuovo corso che dovrà seguire.b.l.
    giovanni

  14. Claudia61 Says:

    a betty che ricorda come per alcuni radio rad. sia un doppione di gr parlamento, vorrei dire che semmai è grparlamento ad essere un doppione di rr.

  15. da Radio Radicale Says:

    Wanda Montanelli,
    con la pubblicazione del decreto legge “milleproroghe” in gazzetta ufficiale il 30 dicembre scorso si è conclusa questa fase della difficile vicenda del rinnovo della convenzione tra Ministero dello Sviluppo Economico e Centro di Produzione Spa per la trasmissione delle sedute parlamentari.
    La durata della convenzione è stata ridotta da tre a due anni e l’importo da 10 milioni di euro a 9,9 milioni di euro l’anno.
    Essendo un decreto legge dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni dal Parlamento.
    La riduzione del corrispettivo, di per se limitata, si va però ad aggiungere al mancato adeguamento dell’importo all’aumento dei costi dell’ultimo triennio mentre la riduzione della durata impedisce di fatto qualsiasi programmazione degli investimenti.
    Nonostante questo riteniamo che, aver ottenuto il risultato in queste difficilissime condizioni, sia stato un grande successo reso possibile anche e soprattutto da quanti, come te, hanno deciso di sostenerci senza esitazioni e con forza.
    Ti chiediamo di continuare a farlo in vista delle prossime scadenze, in primo luogo per la fase di conversione in legge del decreto ed in vista delle prossime iniziative che intendiamo prendere per evitare che tra 24 mesi la situazione si ripresenti nelle stesse condizioni.
    Con l’occasione ti inviamo i nostri più cari auguri di un felice anno 2010.

    la redazione e i tecnici di Radio Radicale

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