SANTORO, PERCHE’ TACERE SUL RESTO?

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La lente d’ingrandimento di AnnoZero ancora incentrata sugli aspetti pruriginosi del femminile in politica. A quando un’inchiesta seria e approfondita sulla mortificazione dell’impegno delle donne? Quando si dice una verità bisogna dirla tutta: troppo comodo dirla a metà dimenticando la parte che non ci piace.

Mi domando con rammarico perché Michele Santoro nel suo programma AnnoZero e in altri precedenti non abbia mai affrontato a fondo i tema dell’uso strumentale delle donne in politica di cui la D’Addario è solo una faccia della medaglia.
Ad iniziare dal titolo “No Giampi, no party, viaggio nel sistema Tarantini”. Inviterei il Michele nazionale a leggere il mio post EUROPEE: NO DONNE NO PARTY del 14 giugno di quest’anno che guarda caso nasce dallo stesso problema di come si candidano le donne per le Europee e per le carriere di ogni genere, approfondito poi nel workshop di Fare Futuro, e finito male in famiglia Berlusconi per l’ indignazione di Veronica Lario.
Contatti con la redazione del programma ne abbiamo avuti, ma sempre si è preferito non sviscerare tutto l’aspetto delle mortificazioni femminili che il più delle volte o si vendono, o hanno un protettore alle spalle, o non fanno neppure un passo avanti.
Di storie di donne che hanno militato per anni credendo di poter incidere nel cambiamento della società con la forza delle proprie idee, l’impegno e la dirittura morale ce ne sono a centinaia. Il fatto è che nessuno le racconta perché non servono al medagliere di lotta politica di fazione. Si parla della vicenda della sottoscritta soprattutto in blog e siti liberi, su qualche quotidiano, ma in sordina perché le rivendicazioni di una donna guerriera mettono paura, specie se sono finite in tribunale citando il disprezzo degli articoli 3,2, e 51 della Costituzione; specie se si parla dell’impoverimento già congenito dell’economia femminile ulteriormente aggravato dall’appropriarsi di fondi destinati per legge alla “promozione delle donne alla politica” (Legge157/99, art.3), se si dice che mogli e amanti anche in altri partiti hanno la strada spianata per muovere passi agevolati come con il girello per bambini.
Una causa per danno esistenziale, una richiesta risarcitoria globale di un milione e seicentomila euro, 170 testimoni citati tra cui noti uomini politici e attivisti, due scioperi della fame fino a 42 giorni con l’intervento del presidente Giorgio Napolitano; una stampa estera che ha divulgato la faccenda dal Canada alla Spagna, a tutta l’America Latina. (STAMPA ESTERA). Tutto questo non interessa Michele Santoro che dalla redazione una volta ci ha fatto sapere che ringrazia molto per i contributi documentali che puntualmente riceve dal Comitato che mi sostiene, un’altra volta mi fa chiamare da una loro redattrice per chiedermi di poter invitare delle “giovani attiviste”, che possano parlare in trasmissione della vita interna di partito, e poi quando fornisco loro nomi cognomi e relativi contatti telefonici, prima le contattano e le invitano, poi con un sms annullano la partecipazione (è comunque roba di alcuni mesi fa) per motivi, credo, pretestuosi.
Forse non era piaciuta la canzone che le attiviste avrebbero cantato. Forse si preferisce un tono monocorde che replichi note che ormai tutti sappiamo a memoria.
Concludo affermando che ritengo essere Michele Santoro uno dei più capaci professionisti della televisione. Maggiormente questo mi addolora. Offro a lui e a chi mi legge una fotografia in misura ridotta dell’altra faccia della medaglia, che volendo si può conoscere meglio e fare un vero servizio giornalistico politico e sociale.

Wanda Montanelli

71 Responses

  1. Silvia Says:

    A parlar chiaro si va dice un mio amico spesso e tu parli chiaro. Sai che sono con te e con tutte le donne che come te fanno dell’impegno una ragione di vita.
    Silvia

  2. roberto Says:

    ci avete messo in difficoltà con il vostro femminismo e il povero maschio non ha scelta che rassicurare le sue paure con donne da pagare e il rapporto si conclude con il Do ut des senza strascichi se si ha la fortuna di non imbattersi in donne come la daddario che gli strascichi li ha fatti venire fuori anche troppi.
    roberto

  3. umb_chiosa Says:

    macchè ci hanno messo in difficoltà, ci hanno rotto i maroni questi qui tutta l’estate con sta d’addario e sta noemy
    son tre mesi ke suonano sta canzone, andassero a vedere anche altrove!

  4. Antonia Says:

    Abbiamo i blog, portali, i facebook, i passaparola per dire le informazioni e i fatti ma non basta evidentemente e la realtà rappresentata in televisione anche se parziale è spesso l’unica realtà conosciuta dalla massa. L’opera diseducativa che si compie non è valutata nella complessità degli effetti deleteri a lungo termine. Si incide sul gusto e sui modelli di riferimento dei giovani, ma non se ne tiene conto, tanto è vero che se oggi chiedi a molti ragazzi il titolo di una commedia di Pirandello non te lo sa dire, se invece gli chiedi quanti denti ha il tronista del talk show più insulso mai prodotto te lo spiega al dettaglio. La verità parziale è anche la cultura parziale, ridotta, misera, squallida che ci propinano ogni giorno.
    Quanto ai programmi di informazione è vero che anche loro mettono in chiaro quello che gli piace di far sapere e tanti peccati in politica e in responsabilità civili vengono tenuti in zone d’ombra.
    Antonia

  5. eleonora bellini Says:

    Secondo me il fatto è che, nella società dell’effimero e dell’apparenza, che vanno perfettamente a braccetto con l’ingiustizia e il denaro facile, le donne o sono “veline” o sono almeno giovani e possibilmente appariscenti. Altrimenti non sono proprio. Questo molto nel mondo televisivo (fatte salve rare eccezioni)e un poco sempre. Il colpo d’occhio e l’offerta di uno sgabello vanno molto incontro all’abito e poco alla mente. Credo che questo, in parte molto molto minore, valga anche per gli uomini. Ma le donne sono le più penalizzate e le più strumentalizzate. Qualcuna è pure felice di esserlo. Quanto alle trasmissioni, Santoro è interessante, ma lo è assai di più Iacona con le sue inchieste, povere di risse e ricche di dati. Grazie per l’impegno costante a Wanda.

  6. Lidia Says:

    Anch’io ringrazio Wanda di cuore perchè rappresenta un faro e spero che un giorno illumini le menti un po’ chiuse dei preconcetti in fatto di donne. Le amiche mi chiedono come mai non si espone di più la lotta politica di Wanda attraverso i mass media. Non so che rispondere se non ritenere che si possa trattare di paura dell’intelligenza delle donne che annullerebbe l’alibi delle tutte o idiote o mignotte.
    Lidia

  7. Nicola De Giorgio Says:

    La lotta per la libertà non può distinguersi per genere: la libertà e la dignità che saranno riconosciute è il vantaggio di tutti! La battaglia contro le prevaricazione di ogni genere non avrà mai fine: io sarò sempre dalla parte di chi vuole annullare la prepotenza!

  8. Carla Moro Says:

    Gentile Dott.ssa Montanelli,
    è possibile conoscere gli esiti della causa?
    Il post che ne parla a margine del sito è fermo a un’udienza di dicembre 2008; sono stati sentiti i testimoni? cosa hanno detto?
    Scusi l’invadenza.
    Cordiali saluti
    Carla Moro

  9. tuttotrannel'essenziale Says:

    e poi dicono che non c’è libertà!
    la verità è che in italia si può parlare di tutto, sui giornali e in tv, ma proprio di tutto.
    tutto tutto tutto…
    tranne delle vere discriminazioni a carico di donne, s’intende.

  10. Brava Says:

    Lecco, 1#.10.2009

    Bravissima, Wanda per il Tuo Blog e per quanto hai detto su Santoro e C.
    Vai a visionare il mio sito Http://www.associazioneseniorclub.it . Noterai che c’è un singolare parallwelo nei nostri destini : così come Tu sei ostacolata nella Tua sacrosanta battaglia per le “Donne”, io lo sono per gli “ANZIANI & PENSIONATI”. Ma….trionferemo, comunque, prima o poi.

    Un abbraccio.
    Sergio Pontiggia

  11. Max Says:

    Ciao Wanda, non entro nel merito della tua causa giudiziaria, ma c’e’ molto di vero in quello che scrivi … di pentole da scoperchiare ce ne sarebbero parecchie …

  12. Luisa Says:

    toglieteci Anno zero e restiamo orfani, ma in questo caso: Wanda hai ragione da vendere! Santoooro, devi guardare tutto non solo da una parte!!!
    Luisa

  13. Valery Says:

    la voce delle donne arriva sempre anche se ci vuole più tempo, anche se si girano dall’altra parte, anche se piuttosto che ascoltare parole concrete e pensieri profondi preferiscono il ludico e il fatuo. La voce delle donne squarcerà il silenzio.
    Valery

  14. Tafanus Says:

    Cara Wanda, quando scrivi:
    “…e finito male in famiglia Berlusconi per l’ indignazione di Veronica Lario…”
    scambi l’effetto con la causa.

    L’indignazione della signora Lario è un effetto della maialaggine di Berlusconi, e non viceversa.

  15. Maria Teresa Marini Says:

    roberto Says:

    ottobre 1st, 2009 at 10:51

    ci avete messo in difficoltà con il vostro femminismo e il povero maschio non ha scelta che rassicurare le sue paure con donne da pagare …..

    ….”MA MI FACCIA IL PIACERE”…diceva Totò. Ma di quale difficoltà sta parlando? In Nord Europa con questo suo ragionamento dovrebbero tenere le donne alla catena. La verità è che questo nostro Bel Paese ha un genere maschile di bassa lega che se la da da civile quando invece è tribale e cavernicolo.
    Non a caso il “mondo civile” si rotola dalle risate a guardarci dal di fuori.
    …e non per “merito” delle donne.

  16. Gloria Kassar Says:

    E’ un pò che non scrivo qui ma il post questa volta è proprio carino. Sono appena tornata da una vacanza studio a Parigi che oltre ad essere una vera capitale è anche un piacere camminare per strada senza essere sommersi da quella pubblicità cartellonistica con donne nude in abbondanza e sotto tutte le forme.
    Io abito a Roma e ho 17 anni e non faccio altro che vedere e sentire squallore. Accendo la tele e ti imbottiscono di stupidaggini. La politica, la stampa, molta parte della società è costituita da servi.
    Si serve il padrone o i padroni senza sapere che servendo si resta servi e si finisce per generare altri servi.
    Quando a Parigi parlavo dell’Italia i commenti erano fatti di sorrisetti, peraltro tutti meritati.
    La cultura è un fattore fondamentale per un paese.
    Se ti imbottiscono di immondizia il minimo che ti può capitare è maleodorare.
    Ho letto anche quanto segue su un post di Grillo che se è vero rende tutto più facile.
    Buona lettura e speriamo ” CHE ME LA CAVO”:

    DAL BLOG DI GRILLO
    E’ l’opposizione che fa il governo porco

    … “La cosiddetta opposizione, su proposta dell’Italia dei Valori, ha chiesto il voto alla Camera per l’incostituzionalità dello scudo fiscale. Se i 280 deputati di PD, IDV e UDC fossero stati presenti lo Scudo Tremorti sarebbe stato bocciato. Ma erano al bar, al ristorante, forse ad Arcore per pubblicare un libro con Mondadori o farsi intervistare in prima serata su Canale 5. Forse a puttane con Testa d’Asfalto. Forse in gita con Tarantini. Ovunque, ma non in aula. 59 deputati del PDmenoelle non c’erano, insieme a otto dell’UDC e due dell’IDV.

  17. alemacri Says:

    - Pronto? Signor Michele? E’ vero che non vuole in trasmissione Wanda Montanelli per paura che offuschi l’immagine di un noto politico?

    - Ma finiscila! E lascia libera la linea telefonica che aspetto la telefonata serale del mio amico Tonino…

  18. FRANCO Says:

    I GIORNALI FANNO IL LORO MESTIERE E DELLA POLITICA NE CAPISCO ABBASTANZA DI PIù PERCHE NON VEDO SOLO LA TELEVISIONE MA LEGGO. HO CAPITO CHE NON CORRE BUON SANGUE TRA LA DESTRA VERA E QUELLA DOVE DI ABITUDINE FANNO COMPLIMENTI ALLE VELINE. LO AVEVO DETTO CHE NON VEDEVO DI BUON GRADO IL PASSAGGIO DI AN A PDL, MA ORA VEDO CHE HO RAGIONE E SE PARLIAMO DI DONNE CI SONO QUELLE COMPITE E SERIAMENTE INGAGGIATE PER LA MILITANZA E NON PER LA FORMA DELLE CURVE.
    VI PORTO LA MIA COMPRENSIONE ANCHE ORA E PER IL FUTURO.
    FRANCO BARZAGHI

  19. barbara Says:

    Bianca Berlinguer è direttore del tg3. Complimenti a una donna che merita!
    barbara

  20. Mario Says:

    La destra in Italia non è del tipo che cerve all’italia, ma la sinistra dova sta?
    Serve una destra autorevole e moderna, come serve una sinistra autorevole e moderna. Le cose ibride di adesso spariranno per far posto a uomini politici di spessore. Di conseguenza le donne riceveranno ciò che è loro dpovuto per meriti sul campo non per doti di avvenenza fisica, che se c’è va bene, ma non è il fattore di troppa importanza.
    Mario

  21. silvia Says:

    visto il programma?
    chiamano una ragazzina a fare da testimone per la politica attiva femminile,e non chi può dire di più.
    silvia

  22. Laura Says:

    dissento sulla marginale messa a fuoco della partecipazione della D’addario alle feste di palazzo, perchè come fa presente Wanda è solo una parte della medaglia. Ci aspettiamo da giornalisti di spessore una inchiesta più approfondita su come vivono male le donne in politica. Le militanti che non sono disposte a procedere a colpi di concessioni o soltanto anche accettazione passiva del predominio maschile.
    Laura

  23. Enrica Says:

    Sì, ma avete seguito Vespa?
    deprimente!
    Come si fa fare certe rappresentazioni di servilismo nella televisione nazionale!
    Sul tardi ho ascoltato Albertazzi che declamava Dante e con un tuffo al valore culturale del passato ho evitato una notte insonne.
    Enrica

  24. Anna Rossi Says:

    “Noi, donne italiane, sconfitte dalle mafie”

    In questi secoli difficili in cui le donne hanno assistito ad attività di ostacolo, di delegittimazione della facoltà umana di scegliere, di isolamento finanche all’ eliminazione fisica, si può dire che siamo sopravvissute allo sterminio non fosse altro che per motivi di esigenze di ordine biologico.
    In questo paese i “poteri forti” praticano sistematicamente la scomparsa dei fatti condannando la società civile all’obbedienza cieca attraverso azioni di sabotaggio subdole o violente.
    L’inquinamento della democrazia avviene oggi attraverso l’infiltrazione silenziosa di elementi mafiosi nelle istituzioni ma non al servizio di queste ultime.
    Dai tempi dei tempi si è sempre fatto affari sulla pelle dei deboli e oggi il sistema di corruzione è talmente raffinato che la ribellione sociale è sopita dall’effetto manipolatorio di servizi all’apparenza democratici svolti da professionisti in ossequio a chi controlla il paese.
    Questo spiegherebbe la farsa della stampa di opposizione che non trova il coraggio di affondare il piede sull’accelleratore. Da Biagi a De Magistris: colpirne uno per colpirne tutti senza spargimenti di sangue.
    Premesso quanto sopra mi riallaccio al post della Dott.ssa Wanda Montanelli.
    Il femminile non può essere motivo di vera inchiesta di approfondimento poiché il messaggio lanciato al giornalismo è arrivato a destinazione: vietato sollevare questioni che instillano consapevolezza popolare. Cara Wanda non ci saranno lenti d’ingrandimento sull’uso strumentale delle donne in politica né sull’epurazione continua di quelle coraggiose e valide in quanto queste ultime sono percepite, a giusta causa, come elemento sovversivo di un sistema corrotto e controllato che le vuole solo in trincea ma fuori da qualsiasi circuito mediatico-istituzionale.
    E’ un ingiustizia senza fine che trasferisce nell’animo femminile una rassegnazione oggettiva che viene talvolta accettata anche dalla coscienza personale. Ebbene, poiché la natura rafforza ciò che non distrugge, dai tempi della grande Roma ad oggi, io sono più che sicura dell’esistenza genomica femminile centrata su elementi onesti e coraggiosi pronti a dare il loro contributo affinchè i diritti e la giustizia possano affermarsi nel mondo ed in particolar modo per i più deboli vittime di questo perverso sistema di eliminazione innaturale.
    Art.3 della Costituzione:
    E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
    L’inadempienza istituzionale a questo articolo costituzionale la dice lunga sulla menzogna della democrazia di questo Paese, un Paese ad alta densità mafiosa istituzionale (come asserisce Luigi De Magistris nella sua lettera al Presidente Napolitano titolata: “Io, sconfitto dalla mafia di stato” e alla quale ho ispirato questo mio intervento).
    Il tono monocorde di cui parla Wanda è la riduzione a bonsai di un mondo vile e senza scrupoli che fa il gigante e dal quale dovremmo rifuggire come dalla peste ( es.la causa per danno esistenziale e la richiesta risarcitoria di un milione e seicentomila euro di Wanda dovrebbe essere un esempio di coerenza e determinazione per tutte).

    “I doveri senza diritti sono un’inaccettabile forma di schiavitù”

    Prof. Anna Rossi
    (stralcio di relazione da: “Dal modello dell’antidemocrazia al diritto illegittimo”
    Bo, 01 ott.2009)

  25. Piergiorgio Pandolfi Says:

    Mario Says:
    ottobre 1st, 2009 at 19:33

    Non credo che le donne debbano attendere i suoi uomini di spessore per essere sdoganate.

    La libertà non si concede si conquista.

    Consiglio per gli acquisti:

    ACQUISTATE LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA… e leggetela ad alta voce.

  26. Silvia Says:

    Piergiorgio che abbiamo detto noi?
    consiglio per gli acqiosti:
    Leggi tutto.
    Silvia

  27. Piergiorgio Pandolfi Says:

    Silvia Says:
    ottobre 2nd, 2009 at 14:53

    Se vedi il mio riferimento, ben chiaro nel mio intervento, non era che rivolto a “Mario”…
    Hai letto piuttosto tu quello che ha scritto lui?

  28. Esterina Says:

    dalla globalizzazione in poi è peggiorata la regressione dei diritti di tutti e femminili tra gli altri. Abbiamo fatto passi indietro nella vita media delle donne che è di un livello basso in quanto a qualità, e c’è come una specie di riverenza dell’ambito culturale che giustifica anche oppressioni e diminuzioni dei diritti fatte in nome della tradizione e delle pseudo religioni. Le ideologie di sinistra con il buonismo e la comprensione delle culture non permette nette condanne, pertanto si resta nell’equivovo tra chi indulge nel perdono temendo di essere tacciato di razzismo se dovesse dire che certe usanze da noi non sono accettabili, e tra tutte il non rispetto delle donne quali essere pensanti, e indipendenti dall’oppressione di familiari o capi etnici-religiosi.
    Esterina

  29. Betty Mendozzi Says:

    7 milioni di telespettattori hanno visto Annozero e l’intervista alla erscort. Tutto bene ciò che finisce bene anche questa è libertà, tuttavia dalla televisione di approfondimento ci si aspetta anche puntate di, appunto, approfondimento, con la proposta della Montanelli di specificare che la daddario è una escort dichiarata, e che ci sono altre situazioni di sudditanza femminile sia sessuale che politica che andrebbero capite e fatte capire al grande pubblico.
    Elisabetta

  30. Loredana Says:

    Ne Il Sole 24 Stefano Biolchini scrive di Patrizia D’Addario che è “come una provetta professionista del video. Mai un attimo di tentennamento o nervosismo davanti alla telecamera”, coclude l’articolo prevedendo un futuro televisivo per lei. Si prosegue nell’incanalare il successo femminile in navigazioni torbide, ma che possiamo fare se non condividere l’idea della giornalista Norma Rangeri secondo cui una persona degna della casa del premier non la si può escludere dalla tv. Prendiamo atto di tali affermazioni e suggeriamo al ministero dell’Istruzione corsi scolastici o master da “escort”
    che possono avvantaggiare nelle carrere e rendere le concorrenti ammesse degne di attenzione per l’ingresso nelle dimore del premier, in tv e in ultima scelta ci può sempre scappare una candidatura e un posto in parlamento o in regione.
    Loredana

  31. Sandro Says:

    Arrivare a diseducare con messaggi che tendono a dare previsioni di successo per chi arriva alla ribalta per grazia “concessa” è all’ordine del giorno. L’articolo del Time di Stephan Faris critica la stampa italiana perchè i conflitti di interesse sono molti e prende ad esempio i casi Fiat-La Stampa, De Benedetti-Repubblica. Se la democrazia è in asfissia non dipende solo da Berlusconi ma dall’andazzo che va a dare copertura se conviene e a chi conviene. Sistema seguito dalla Rai e da tanta stampa.
    Sandro

  32. Eliana Says:

    non ci sono media di massa che operano con ottica di genere ed è questo il nocciolo del problema.
    Nel 2005 tre progetti di ricerca hanno dimostrato inequivocabilmente che “la maggioranza del contenuti dei media non è prodotto tenendo in conto la prospettiva di genere.
    A predominare è sempre la prospettiva maschile”. Capite che se non si mutano tali propettive non c’è speranza di cambiare.
    Eliana

  33. mEvo2009 Says:

    Viviamo una delle più tristi fasi della recente storia umana. Ma anche questo medioevo culturale che relega la donna al ruolo di compiacente asservitrice delle volontà maschiili dovrà passare prima o poi…

  34. Mariapia Says:

    l’aggressione alla quattordicenne e al suo ragazzo al parco della Caffarella di Roma punita con soli sei anni per uno e undici per l’altro che aveva altri reati da scontare. Il rito abbreviato accorcia le pene, ma non applica un sistema di prevenzione e di deterrenza dei crimini. Le donne non ringraziano. La mano leggera casomai dovrebbe essere congiunta a un periodo lungo di lavori sociali nei posti dove la gente soffre, altrimenti non se comprende il senso.
    Mariapia

  35. Anna Rossi Says:

    Il difficile momento di crisi economica e sociale che il nostro Paese sta attraversando colpisce le donne in maniera più acuta nei diversi ruoli:

    come lavoratrici
    come utenti di servizi
    come madri
    come soggetti concilianti fra lavoro e famiglia
    come ausilio nella cura degli anziani e supporto all’invalidità sommersa nel domestico.

    Vorrrei aggiungere che su quanto citato grava l’assenza di politiche che prendono atto della profonda solitudine delle donne. Tale solitudine è destinata ad aumentare per la carenza di indirizzi culturali e per le inadempienze giuridiche che producono legittimità a favore degli abusi di potere molto diffusi nei rapporti di lavoro.

    Il contesto in cui le donne italiane vivono la realtà del lavoro è una sorta di deregolamentazione in cui le disciminazioni fra i generi aumentano anzichè diminuire.

    Questa realtà è sotto gli occhi di tutte noi che pur essendo in maggioranza continuiamo a pagare una segregazione orizzontale inqualificabile agli occhi dell’europa “civile”.
    A tutt’oggi le politiche di pari opportunità nazionali non sono riuscite neppure a scalfire gli ostacoli che osteggiano la partecipazione femminile alla politica ed all’economia.
    In poche parole alle donne è preclusa la partecipazione alla vita pubblica vera e propria.

    E’ un boomerang quello che torna indietro dal mondo del lavoro, attraversando la vita familiare, sorvolando i gangli vitali della società per ricadere sulla disoccupazione dilagante femminile.

    La Strategia Quadro Comunitaria per l’uguaglianza tra uomini e donne 2001/2005 si pone come obiettivo della parità dei sessi in tutte le politiche con un impatto diretto o indiretto sulla vita degli uomini e delle donne.

    Trattasi di un obiettivo dal quale l’Italia si sta allontanando progressivamente bocciando di fatto:

    -l’uguale indipendenza economica fra uomini e donne

    alimentando:
    -il deterioramento della conciliazione tra vita lavorativa e vita privata (salvo che privilegiare le donne attraverso la mobilità coatta senza aver neppure raggiunto una pensione decente in quanto costrette ad abbandonare il lavoro prima dei termini).

    ignorando:
    -la lotta tesa ad eliminare gli stereotipi di genere presenti nella nostra società, a partire dall’educazione e dalla cultura.

    A mio avviso è il mercato del lavoro che deve applicare le misure prime per colmare i divari di genere.

    A tutt’oggi il monitoraggio statistico e qualitativo dei dati di genere in Italia non ci permetto di mettere il Paese nella condizione di essere rappresentativi attraverso il valore positivo dell’affermazione delle diversità e della parità.

    Il nuovo ciclo finanziario dipenderà molto anche dalla rappresentanza delle donne nei circuiti economici.
    Chi ignora la risorsa “femminile” sbaglia due volte:
    la prima condannando alla regressione una parte della comunità
    la seconda condannando il paese a non stare al passo con un modello nordico di fatto più efficiente e sicuro.

    Cordiali saluti

    Anna Rossi
    Resp. Rel. Esterne ONERPO

  36. Blanca Says:

    Cara Wanda,
    spero tu stia bene!
    Ecco il link per trovare il mio commento su Fai notizia, giornalismo partecipativo:

    http://www.fainotizia.it/2009/10/03/flores-darcais-caro-tonino-adesso-rifonda-lidv e ha aggiunto un commento:
    Di pietro e primero justicia vatti-moh 2009.
    Blanca

  37. mauro Says:

    nel fermento di interventi e opinioni di stampa e tv si affacciano vecchi politici, nuovi aspiranti leader, sociologi e paraventi di ogni tipo. nel pronosticare un nuovo panorame del dopo berlusconi non trovo l’altra metà del cielo, e sarebbe invece questo il momento di farsi avanti. ragazze datevi una mossa!
    mauro

  38. Marini M.Teresa Says:

    Mentre siamo tutti incollati alle mutandi di Berlusconi…chi conta e ha il potere di parte del mondo va avanti.

    Buona visione!

    http://www.youtube.com/watch?v=X8r5ammIUFs&feature=related

  39. Marini M.Teresa Says:

    …e ancora…

    La politica dell’inciucio è più forte del richiamo alla legalità…

    quando il senso del dovere e della pulizia intellettuale vengono a mancare nelle istituzioni il marcio comincia a maleodorare…

    questi i nomi degli assenti dell’opposizione in Parlamento per lo scudo fiscale…

    http://www.youtube.com/watch?v=OHRw7Exvpyw&feature=related

  40. Marini M.Teresa Says:

    …Le scuse banali non reggono…i cittadini sono trattati come spazzatura…

    la storia italiana si ripete come una maledizione:

    http://www.youtube.com/watch?v=8Cysf0EPIHM

  41. P?aolo Says:

    perché la gente che paghiamo non è andata a fare il proprio dovere in Parlamento? Tutto ciò è scandaloso!
    Se li invitato ai talk show ci vanno di corsa per esporsi in prima fila, ma in in parlamento sono assenteisti. E’ bene pubblicare i collegamenti, questo comportamento irresponsabile dever essere conosciuto dagli elettori affinchè se ne traggano le conseguenze.
    Paolo

  42. Gloria K. Says:

    ….

    LA SDIDA DELLE DONNE SPAZIALI: FATE LE SCIENZIATE NON LE VELINE

    Piacere sono una meccanica celeste ». Non siamo precipitati dalle controverse serate dei palazzi romani con escort e veline in un film di fantascienza. Siamo, invece, nel più solenne dei luoghi della scienza a Roma, palazzo Corsini, Accademia dei Lincei. Alla conferenza internazionale «Women and Space». Le organizzatrici scientifiche Elisabetta Strickland, Velleda Baldoni, Alessandra Celletti, tutte del dipartimento di matematica di Roma2 (Tor Vergata) indicano alle ragazze che la via del successo non passa per forza dalla scorciatoia televisiva. Lo starsystem di cui si parla qui è quello del cosmo. Alessandra Celletti, la meccanica celeste, si occupa di «oggetti all’interno del sistema solare». Oggetti vicini, nel nostro sistema, «non mi sono spinta troppo in là». Molto in là si è spinta, invece, Amalia Ercoli Finzi (politecnico di Milano), che mantiene le promesse di poeticità del suo nome – fra Amalia Rosselli e Giorgio Bassani. Lei si è spinta fino a Marte: disegna macchine per le missioni spaziali, racconta dei meteoriti che per primi ci diedero l’indizio della vita sul pianeta rosso. «Marte è bello », ribadisce accarezzando con gli occhi le foto di montagne e crateri che potrebbero nascondere acqua, terreni morbidi o pietrosi. Quegli indizi ce li hanno dati i meteoriti arrivati nell’Antartide sicuramente da Marte, che racchiudono «la toilette» di batteri marziani.
    …………….

    CERVELLO E FEMMINILITÀ
    Queste signore sono sposate, hanno avuto figli: «Usare il cervello non significa rinunciare alla femminilità ». E, quanto ai mariti, dice Elisabetta, «vale per le donne quel che si dice per gli uomini. Dietro ogni donna di successo c’è un uomo intelligente». Non va per la maggiore, fra le scienziate, l’idea delle quote rosa. «Ci interessano – dice Velleda – le pari opportunità. la Francia è simile all’Italia solo che lì è stata molto più forte la politica in sostegno delle donne che lavorano, dagli asili nidi in sù». In Italia dei segnali di cambiamento ci sono: «Nel 1993 – racconta Alessandra Celletti – eravamo in due, oggi il 25% dei meccanici celesti sono donne». Ma le donne ordinarie sono il 17 per cento. Troppo poche.ù

    aRTICOLO DI jOLANDA bUFALINI
    09/10/09

  43. Domenico Rossi Says:

    Il fango delle alluvioni può considerarsi il simbolo materiale di un fango più copioso e velenoso: quello di una politica che corre sulla scia di fatti che occupano l’informazione in modo eccessivo.

    Basta con queste polemiche innescate ad orologeria.

    Basta con i giornalisti che riempiono le pagine di una guerra inesistente fra fazioni politiche.

    Abbiamo visto tutti l’assenza massiccia dell’opposizione in Parlamento contro los cudo fiscale.

    Le istituzioni sono state avvelenate da personaggi ambigui inseriti nei mercati più strategici.

    I cittadini che pagano le tasse devono pretendere la trasparenza dell’utilizzo del loro danaro.

    Le scuse della globalizzazione e della crisi finanziara non possono essere i cordoni ai quali si appoggiano inadempienze ed abusi.

    Che la Repubblica ritorni ad essere quel che è: una repubblica PARLAMENTARE non lo scimmiottamento di una repubblica PRESIDENZIALE che non è.

    Dtite la vostra in merito

  44. alemacri Says:

    W LA MONTALCINI (IN TUTTI I SENSI)

    A proposito di Donne. Nelle ultime ore ho visto prender corpo sui media, giornali e tv, una polemica ai miei occhi non soltanto incomprensibile ma anche deleterea. I fatti sono questi: sembra che quella bella e procace figliuola rispondente al nome di Cristina Dal Basso (o Del Basso) abbia affermato, ospite da Chiambretti, che la prof.ssa Levi Montalcini sia morta da tempo. Apriti cielo! Schiere di giornalisti e opinionisti scandalizzati hanno stigmatizzato l’accaduto, mentre la bella Cristina è stata subito costretta a riparare al torto chiedendo scusa.

    Ora, in controtendenza col sentire comune, io trovo assolutamente fisiologico e, soprattutto, profondamente giusto che la signorina Dal Basso (o Del Basso) ignori del tutto l’esistenza della senatrice premio Nobel. Sarei invece molto preoccupato del contrario. La Dal Basso (o Del Basso) NON DEVE sapere nulla della Montalcini. E’ giusto così. Si tratta di mondi distinti e distanti che non possono tangersi in nessun punto. E, soltanto un gruppo di giornalistucoli sprovveduti, che ignorano le più elementari leggi di astrofisica, può ritenere il contrario. E’ la teoria degli Universi Paralleli, che coesistono ma non possono intersecarsi. Se avvenisse sarebbe una sciagura, si creerebbe un break spazio-temporale e il mondo rischierebbe di implodere. La smettano dunque di alzare polveroni o metteranno in pericolo l’esistenza di tutti noi.
    Del resto credete che a parti invertite sarebbe cambiato qualcosa? Credete che la prof.ssa Rita Levi Montalcini abbia la benché minima idea di chi sia Cristina Dal Basso (o Del Basso)?

    Anzi, visto che questo blog è ben frequentato e, mi pare, disponibile a ogni esperimento culturale, voglio aprire una scommessa pubblica, con tutti i visitatori dei forum. Sono disposto a riconoscere una somma – o a pagare una qualunque posta da concordare insieme – a chiunque di voi, avvicinando la senatrice a vita Montalcini (basta recarsi a una delle sue prossime conferenze pubbliche in agenda e metterle un registratore davanti) ottiene da questa, alla domanda su chi sia Cristina Dal Basso (o Del Basso), un risposta che attesti inequivocabilmente la conoscenza dell’ “argomento”. Io sono convinto (ma attendo di essere smentito in proposito) non soltanto che non sappia di cosa parlate, ma che non vi prenderà neanche sul serio quando proverete a insistere e cercherete di spiegarle che si tratta di una signorina della tv famosa per essersi rifatta il seno portandolo alla sesta misura. Sono convinto che è un mondo a lei talmente sconosciuto che non ne sospetta neppure l’esistenza. La sua vocina lieve da scienziata centenaria vi potrebbe rispondere balbettando un “Ma, eh… veramente… che buontemponi che siete, sempre voglia di scherzare. Guardate che lo so che non esiste questo personaggio… Va bene, adesso lasciatemi ai miei studi, poi un giorno che ho più tempo libero ridiamo e scherziamo insieme”.

    E’ la Teoria degli Universi Paralleli. E guai a metterli in contatto.

  45. Gina Says:

    Guai, sarebbe la fine del mondo!
    Gina

  46. roberto Says:

    se hanno un pò di sale in zucca diventano Montalcini, se invece sono stupide non c’è che dire sono stupide alla grande. Perdonate il video, ma a me fa ridere, a voi dovrebbe far pensare.
    roberto

  47. silvia Says:

    La teoria degli universi paralleli mi piace e aggiungo se volete che viaggiano separati non solo dalla squinternata di turno, ma da gli uomini della politica attiva che temono le donne guerriere, come Wanda, scrive, e gli altri che fingono di essere paritari e sono ancora peggiori degli altri, perchè remano contro di nascosto, e appena possono ti danneggiano.
    Ambire ad entrare negli universi dell’intelligenza e della qualità sarà il desiderio di chi resterà di fuori da oggi al futuro.
    Silvia

  48. Paola Says:

    IMMAGINA CHE IL LAVORO

    un manifesto del lavoro delle donne e degli uomini scritto da donne e rivolto a tutte e tutti perché il discorso della parità fa acqua da tutte le parti
    e il femminismo non ci basta più

    SABATO 24 OTTOBRE A MILANO
    Casa della Cultura, Via Borgogna 3 dalle 16.00 alle 18.30

    Saranno presenti le autrici:
    Pinuccia Barbieri, Maria Benvenuti, Lia Cigarini, Giordana Masotto,
    Silvia Motta, Anna Maria Ponzellini, Lorella Zanardo, Lorenza Zanuso

    La presentazione del Manifesto verrà fatta in contemporanea in oltre 20 città italiane: Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Catanzaro, Chioggia, Foggia, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Parma, Pescara, Roma, Siena, Spinea-Mirano (Ve), Squinzano (Le), Torino,
    Venezia-Mestre…
    Paola

  49. Gloria K. Says:

    alemacri Says:
    ottobre 9th, 2009 at 17:26

    Caro Alemacri, il suo paragone non regge. La nostra ill.ma scienziata Rita Levi Montalcini è “ovviamente” e “internazionalmente” nota e sarebbe un spreco di tempo andarLe a chiedere se conosce questa super tettona televisiva.
    Al contrario se non si vuole essere solo super tettone sarebbe cosa buona e giusta conoscere la Prof.ssa Montalcini.

    Se poi per universi paralleli vogliamo precisare che trattasi di uno acculturato e proiettato nella ricerca e un altro ignorante e inchiodato alla caverna che ben vengano le leggi della natura così non intralciandosi lasciano all’evoluzione il giusto passo e all’involuzione la fine che l’insegue.

    Bye Bye
    Glo

  50. Luigi Says:

    le donne italiane meritano maggiore considerazione anche se non sono levi montalcini non è detto che debbano essere tettone allo sbaraglio. Come uomo sarei alla disperazione se così fosse.
    Luigi

  51. simo71 Says:

    la verità è ke in tv nn c’è spazio x tutti i tipi di donna ma solo per una determinata tipologia
    e nn parlo solo dei varietà, dove è logico ke ci siano solo o soprattutto maggiorate ma anke nei talk di approfondimento giornalistico
    ecco ke torniamo a santoro (ma anke lerner sta facendo la stessa cosa) ke affronta il problema femminile solo da una determinata angolazione

  52. Mirella Says:

    Per distrarre dai cocenti problemi si mettono in primo piano argomenti futili come quello del burkini per decidere come fosse una questione di vita o di morte se il bagno in piscina si deve e si può fare con nun costume diverso. Il controllo del corpo delle donne è in questa polemica sterile che non avrebbe dovuto neanche apparire sul giornaletto di quartiere, ma le notizie hanno molto spesso lo scopo di catalizzatore dei pensieri e distrazione dalle preoccupazioni siu dove sta andando il paese in economia, e in questioni di malcostume istituzionalizzato.
    Mirella

  53. Silvia Says:

    Santoro e Lerner: fratelli antidonna di diverse fazioni. Più televisivo Santoro e fazioso in buona fede, ma Lerner lasciamo perdere!!!
    Silvia

  54. roberto Says:

    che credenziali hanno le portaporse dei parlamentari, quelle di estracomunitari da sfruttare? ho letto che l’onorevole Carlucci aveva la sua impiegata in nero e per questo è stata condannata da un giudice. Come vedi cara Wanda non sempre le donne danno il buon esempio e ci si assuefà all’andazzo generale pur guadagnando cifre di parecchi zeri.
    L’articolo di Libero:
    “La notizia in un altro Paese avrebbe come conseguenza le dimissioni, ma siamo in Italia. Gabriella Carlucci, deputata del Pdl, è stata condannata a risarcire una propria collaboratrice che le faceva da assistente personale ma non riceveva i contributi previdenziali, né era ufficialmente contrattualizzata. Da Montecitorio l’ufficio stampa dell’onorevole Carlucci fa sapere che non è stato rilasciato alcun comunicato stampa in risposta alla sentenza e che l’unica replica dell’onorevole è un secco “no coment”. Ma andiamo ai fatti. Un servizio choc delle Iene andato in onda nel marzo del 2007 fa scoppiare lo scandalo degli assistenti parlamentari pagati in nero. La Iena Filippo Roma aveva scoperto che soltanto 54 fra i 683 collaboratori dei 630 deputati con in tasca il tesserino per accedere alla Camera erano in regola. Soltanto otto su cento.
    Una vergogna anche perché ogni deputato, oltre alla propria indennità con annessi e connessi incassa più di 4mila euro al mese per i collaboratori. Ed ecco che una giovane assistente personale dell’Onorevole Carlucci (che tra l’altro non fa soltanto la deputata ma anche la conduttrice tv e la presentatrice di televendite) ha il coraggio di portare in tribunale la ex soubrette. E vince la causa. La portaborse era stata classificata ufficialmente come “collaboratrice parlamentare non onerosa”. E invece le venivano erogati direttamente dalla Carlucci prima 500 euro al mese, poi 1000 dal settembre 2004 al giugno 2006. Pur senza che fosse stato mai “sottoscritto né visionato alcun contratto” né fosse stato stipulato “alcun accordo formale”. Il giudice ha sentenziato che le mansioni della portaborse di Gabriella Carlucci “possono agevolmente ricondursi a quelle di una vera a propria segretaria personale ed inquadrate nel livello terzo di cui al contratto collettivo nazionale per i dipendenti di studi professionali”. Nella sentenza sono citate anche le dettagliate disposizioni che Gabriella Carlucci impartiva via mail alla sua assistente”.
    roberto

  55. barbarella Says:

    La manifestazione per la libertà di stampa ha avuto successo ma mancavano alcuni esponenti politici e del giornalismo. Proprio tra chi ha manifestato c’era chi usa due pesi e due misure se la libertà riguarda se stesso e le proprie esternazioni o invece gli altri.
    Nel “Paese delle donne” si puntualizza: “Le donne saranno il 3 ottobre a difendere una libertà maschile che sottopone il diritto di denunciare morte e torture inflitte a vario titolo, alle convenienze e ai piccoli teoremi politici.

    Mentre gli uomini lottano tra loro per il diritto di gridare più forte, affidiamo alle donne che nonostante tutto ci saranno, la memoria del bavaglio che ancora portiamo sulle nostre verità, bavaglio imposto da quegli stessi che non hanno voluto che il soggetto politico Donne fosse in piazza.
    Alle giornaliste che, perché donne e anche a costo della vita, svelano il volto delle guerre, del terrorismo ambientale e delle dittature diciamo il nostro enorme grazie di sempre chiedendo loro di non dimenticare il debito con noi, madri e sorelle, e di riprendersi la voce.
    Nella libertà di stampa c’è una quota di illibertà femminile sulla quale abbiamo l’obbligo di non essere reticenti. Non ci è stato chiesto di essere in piazza proprio per questo. Ci vogliono come cittadine e non come soggetti politici.
    In Italia la politica è bloccata perché non sa che fare di fronte alle donne perché “vogliono di più”.
    barbarella

  56. Betty Mendozzi Says:

    condivido l’opinione di silvia e di barbarella, poichè noi donne abbiamo abbastanza esperienza di non-diritto nè di libertà di espressione, né di stampa, né di cittadinanza e tra i manifestanti ne ho contato molti di quelli che predicano bene, si lamentano se un piccolo limite viene a loro danno, ma hanno il paraocchi per tutto quello che non li coinvolge da vicino.
    betty

  57. Betty Mendozzi Says:

    aggiungo che non solo condivido l’opinione di silvia e di barbarella, ma sottolineo le frasi giuste e appropriate che nel sito il paese delle donne ancora di più marcano la mala fede di chi poggia la propria forza sulla paura e la condizione di precarieta delle donne:

    “per la paura di perdere i posti “degli” uomini, che alle donne viene imposto di far carriera pagando col loro corpo.
    Sappiamo anche che la libertà per la quale ci si batte oggi ha un significato differente per noi, soggetto politico, e non vogliamo che quella libertà venga espressa utilizzando le immagini delle donne come clave tra cavernicoli.
    Noi siamo donne e non immagini, e siamo quelle che vedono che in Italia il cammino della democrazia riprenderà solo abbattendo gli steccati che si frappongono tra la vita e la sua rappresentazione”.
    betty

  58. laura Says:

    “sorelle d’italia l’italia si è desta dell’elmo di scipio si è cinta la testa – dov’è la vittoria le porga la chioma “.
    lo spont calzedonia è un augurio e un sintomo di vittoria delle donne. in parlamento hanno fatto delle interrogazioni, e sono parrucconi, paurosi, e con la coscienza sporca.
    Sorelle d’italia l’italia si è desta? menomale!
    laura

  59. Anna Rossi Says:

    “Non abbiate paura!” così Carol Wojtyla esordisce in un abbraccio a tutte le folle del mondo una domenica delle tante.

    I grandi uomini restano grandi indipendentemente dal ruolo che incarnano sulla terra.

    E nessuna paura avremo nell’avanzare verso il diritto e la giustizia.

    Ma cosa volete che ci importi se la Carlucci e mille altri non versano i contributi ai loro collaboratori…lasciamo che il giudice sentenzi.

    Che ci importa se taluni si arroccano come esseri circondati dall’acqua su siti che spuntano come rocce in mezzo al mare…finiranno per seccarsi al sole o gelarsi al freddo.

    Quel che invece non dobbiamo perdere di vista è l’obiettivo unico di fare squadra e denunciare le ingiustizie, individuarne gli artefici e essere progettuali.

    Dobbiamo avanzare coese anche quando l’altra è poco simpatica o mediocre o sleale.

    Le critiche cadranno da sole davanti all’obiettivo comune di avere piena cittadinanza politica e non credo che ci voglia ancora molto.

    Presenzio a troppi incontri per non aver capito che si sta muovendo una grande onda pronta a spiaggiare nuove energie e grandi idee.

    Se nelle banche entreranno le donne non ci saranno più usurai legalizzati.

    Se nelle istituzioni le donne prenderanno i canali dell’innovazione non ci sarà più spazio per compromessi vergognosi ed irriverenti per la repubblica.

    Le donne vendute si riconoscono perchè fanno spots come gli uomini di proficua corrente.

    Le donne generose e competenti hanno coraggio e parlano per contenuti chiamando le cose con i loro nomi e non usando il linguaggio per nascondere la verità.

    L’Italia è la madre di tante figlie e sarà degna dei natali che ha dato.

    Il tempo delle margherite da sfogliare è finito da un pezzo.

    Beato chi ha compreso!

    Un abbraccio a tutte e a tutti

    Anna Rossi

  60. Mariapia Says:

    Lo spot che si chiama “Sorelle d’Italia”, la pubblicità sotto accusa è realizzata da Saatchi&Saatchi e dal regista Luca Lucini che ha fatto il film Tre passi sopra il cielo. Un tramonto sui tetti di Roma . Donne in immagini rilassaate, e per chiudere una dedica: “A Italia, Vittoria, Laura e tutte le altre”.
    Mi pare bello. Ho sentito Cruciani su radio Ilsole24ore e altri interventi di radioascotatori dire che lo spot gli piace- Quel valcarezza che grida allo scandalo perché non si scandalizza per tutte le pubblicità sessiste o quelle che spingono alla violenza.
    Sorelle d’Italia è una visione delle femminile garbata e potrebbe avere un messaggio patriottico di seconda lettura. Le donne ci sono anche nell’inno di Mameli. Non dimentirselo.
    Mariapia

  61. giusi Says:

    perdersi in sterili polemiche sull’inno di mameli è manifestazione di vuoto mentale e timore che le donne trovino canali nuovi (pubblicità) per dare un senso alla loro presenza sociale. L’irritazione è timore che i confini nei quali contenere l’intelligenza femminile non reggano.
    giusi

  62. Gagliardi Says:

    è una stranezza diciamo…un giudice che fuma le sigarette, ha i calzini colorati con le scarpe bianche e aspetta come un comune mortale il suo turno dal barbiere.
    Sareste arrivate a tanto voi ’sorelle d’Italia?’
    Guardatevi il video dal sito di Beppe.
    Gagliardi

  63. Lidia Says:

    si può preconizzare un futuro in cui chi ha le leve del potere si combatterà a colpi di scoop giornalistici che poi sono bufale o avere dati di verità, ma lo scopo è di fare confusione e permettere alla massa di capire……un tubo!
    Tutto ciò mi pare che a noi poco interessa perchè siamo estranee e nessuno ci attacca, in quanto non facciamo notizia e non siamo escort, non siamo spie russe, non siamo contrabbanduere, ma abbiamo una condotta così banale e un’idea di politica che rasenta la noia. Insomma chi fa casino di questi tempi ha diritto di cronaca in ogni televisione, altrimenti è oblio.
    Lidia

  64. mauro Says:

    per la sensibilità ambientale che ho notato in questo blog dovrebbe interessare lo scempio che si fa in Basilicata e andare fino in fondo con un’indagine sui rifiuti tossici in mare.
    Si tratta di due navi Anne ed Euro River, affondate in uno specchio di mare davanti a Policoro. Nei fondali lucani, nelle acque di Metaponto si trovano contenitori a tenuta stagna sparati in mare come si fa con i siluri, con rifiuti tossici, veleni dannosissimi!
    Di Pietro che fa per la sua terra, compra solo case e va in piazza con la coppola storta?
    mauro

  65. Valery Says:

    Lidia cara, le notizie di giornata lasciano il tempo che trovano, sono sassolini buttati nello stagno e durano fino a che l’acqua ritorna ferma. Il nostro apporto alla storia è di altro spessore e durerà nel tempo, durerà quanto il tempo che è servito per la conquista. I nobel delle donne anche se in numero contenuto si danno per la pace, per la fisica, e per la medicina.
    C’è un tempo dell’attesa e uno della gloria.
    Queste donne non si sono spogliate per il riconoscimento del loro valore:
    Da Università delle donne online:
    1903 Marie Curie Fisica
    1905 Bertha von Suttner Pace
    1909 Selma Lagerlof Letteratura
    1911 Marie Curie Chimica
    1926 Grazia Deledda Letteratura
    1928 Sigrid Undset Letteratura
    1931 Jane Addams Pace
    1935 Irene Joliot-Curie Chimica
    1938 Pearl Buck Letteratura
    1945 Gabriela Mistral Letteratura
    1946 Emily Greene Balch Pace
    1947 Gerty Cori Medicina
    1963 Maria Goeppert-Mayer Fisica
    1964 Dorothy Crowfoot Hodgkin Chimica
    1966 Nelly Sachs Letteratura
    1976 Betty Williams Pace
    1976 Mairead Corrigan Pace
    1977 Rosalyn Yalow Medicina
    1979 Madre Teresa Pace
    1982 Alva Myrdal Pace
    1983 Barbara McClintock Medicina
    1986 Rita Levi-Montalcini Medicina
    1988 Gertrude B. Elion Medicina
    1991 Nadine Gordimer Letteratura
    1991 Aung San Suu Kyi Pace
    1992 Rigoberta Menchu’ Tum Pace
    1993 Toni Morrison Letteratura
    1995 Christiane Nusslein-Volhard Medicina
    1996 Wislawa Szymborska Letteratura
    1997 Jody Williams Pace
    2003 Shirin Ebadi Pace
    2004 Linda B. Buck Medicina
    2004 Elfriede Jelinek Letteratura
    2004 Wangari Maathai Pace
    2007 Doris Lessing Letteratura
    2008 Francoise Barre’-Sinoussi Medicina
    2009 Ada E. Yonath Chimica
    2009 Elizabeth H. Blackburn Medicina
    2009 Carol W. Greider Medicina
    2009 Herta Muller Letteratura
    2009 Elinor Ostrom Economia
    Valery

  66. Loredana Says:

    La libertà delle donne secondo il mio modesto parere si ottiene con accordi economici e forti investimenti, per conquistare ricchezze e poi impiegarle nella politica. Per predere esempio da berlusconi che dall’imprenditoria ha scalato tutti i passaggi della politica e delle istituzioni, e lo ha fatto con ricchezza di mezzi. Mettiamo che da qualche parte esista una berluscona ricca e con tanta energia, lei potrebbe con acquisti di network, giornali, editrici, spazi tv, fare penetrare tra il pubblico la sua politica in tempi piuttosto brevi divenire una leader. Il guaio è che le donne non pensano come certi uomini in fatti di arricchimento rapido e disinvolto.
    Loredana

  67. silvia Says:

    sì ci vogliono i mezzi, i soldi, la visibilità, ma serve la piazza e la massa critica incazzata. la rivoluzione delle donne, questo ci vuole.
    silvia

  68. Anna Rossi Says:

    La nostra ignoranza è misurata dal fatoo che non riconosciamo i fatti. Incapaci di raccontare fatti raccontiamo solo storie e quindi permettiamo che ce le raccontino.
    Ci vengono trasmessi: insicurezza, paura del giudizio, fragilità economica, incapacità del ruolo sociale…ed ecco che l’immagine di una debolezza di gruppo è costruita a pennello.

  69. mirella Says:

    il più bel regalo che l’italia potrà avere è un governo con gli uomini impiegati e indaffarati per ottenere le pari opportunità.
    Mirella

  70. sara Says:

    alle prossime regionali si presenteranno stantii politicanti di mestiere o hanno capito che è aria nuova che la gente vuole, e possibimente donne.
    sara

  71. Anna Rossi Says:

    Le pari opportunità è un principio che deve, come condizione elementare, coinvolgere tutti. Ogni essere umano ha il diritto a divenire meno infelice e non l’obbligo a vivere la vita complicata.
    Dalla discarica di Nairobi a quelli che passano tutta la vita a cercare un lavoro alle donne umiliate e discriminate…tutta questa gente non vive.
    La verità è che quando qualcuno ci ha fatto credere che non siamo più in condizione di batterci, anche se a guardarci bene siamo degli infelici miseri, noi smettiamo di batterci.
    L’idea di perseguire il diritto a vivere nasce dalle domande che siamo in grado di porci ed alle quale possiamo rispondere senza fare come gli struzzi e mettere la testa sotto terra.
    Quando muore l’idea che il patrimonio del diritto alla vita è di tutti siamo noi che ne abbiamo tradito il senso e non chi ci incarta con propaganda e cotillons.
    Le grandi violenze e quelle sottili e capillari che quotidianamente viviamo…sempre violenze sono. Se noi ne ignoriamo A FATTI l’esistenza permettiamo che ne venga aumentata l’intensità fino a riurci ad esseri anestetizzati al dolore del supruso.
    Ogni volta che ci parliamo addosso e raccontiamo solo storie e non FATTI muoriamo un pò e non ci occupiamo dei nostyri figli che sono vivi.
    Quando guardo la televisione ed i dibattiti scadenti incarnati da certi personaggi ai quali la società ha dato prestigio…mi viene una malinconia infinita perchè davvero prendo consapevolezza di quanto stupidi siamo a dor loro tutto questo potere.
    In finale.
    Questo tempo è un tempo, a mio avviso, in cui il mentale è arrivato a livelli talmente bassi che solo le caverne possono ospitarlo.
    Le parim opportunità vanno “inseguite e pretese” per le donne come per tutti gli esseri umani e…aggiungo…chi si accontenta delle pari opportunità non ha l’ambizione giusta per riscattare nessun debole del pianeta.
    Cordialmente
    Anna Rossi
    Responsabile Relazioni Esterne ONERPO

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