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Sesso a gogò ricatti, intimidazioni. Roba da uomini mentre nelle retrovie le donne si occupano di iniziative concrete
Forse è tempo di interessarsi d’altro oltre che di tette a pagamento. Il silenzio delle donne di cui tanto si è scritto durante la calura estiva, non è un vero silenzio, ma una sordina d’obbligo che il sistema impone alla parte femminile del Paese, la più grande numericamente, la più povera di risorse e mezzi. La voce delle donne dà fastidio, anche quando è in toni caldi e persuasivi; anche quando usa argomentazioni civili per legittimamente difendersi da tutto ciò che l’aggredisce, la inquieta, costituisce pericolo per sé, la società, la famiglia, l’ambiente, la cultura. “Gli argomenti delle donne non interessano nessuno” qualcuno prova a dire, ma non è così. Perché un film ci piaccia dobbiamo vederlo, perché un libro ci affascini dobbiamo leggerlo, perché un quadro ci conquisti dobbiamo osservarlo. Quello di cui le donne vorrebbero parlare, bisogna conoscerlo, approfondirlo, pubblicarlo. Non solo nelle riviste femminili, o nelle poche tv tematiche, nei compartimenti stagni dei dipartimenti per le pari opportunità. Per carità utili, anzi indispensabili, ma dovesse esistere una vera democrazia aperta alla cittadinanza femminile non ci sarebbe bisogno dei settori per la parità. Oppure esserci per difendere gli uomini qualche volta vivaddio !
L’espressività e il talento femminili nelle rare occasioni in cui si può dimostrare dà risultati sorprendenti. Senza far la lista delle rare occasioni in cui ciò è successo, oserei sperare che qualche volta è accaduto perché nessuno ha posto volutamente limiti o ostacoli e non perché ci si è dimenticati di mettere in moto il meccanismo di esclusione: muto, sordo, invisibile, ma pazzescamente insormontabile e odioso.
Non sono fantasie. Le donne, quando la competizione è corretta vincono. Quando si concorre a partire dallo stesso punto, si impongono in percentuale notevole. Sono più intelligenti e più brave? No. Sanno che il sistema non giustifica errori di donne che non hanno parti anatomiche in “co-gestione da carriera”, quindi si organizzano, si preparano, studiano, magari cercano di conoscere statistiche sulle domande d’esame e indagare sui testi preferiti dall’esaminatore.
Non sono più brave. Si procurano borracce d’acqua essendo abituate ad attraversare il deserto. Eppure può accadere che gli uomini le temano. Fanno paura per la loro determinazione, la convinzione di avere qualche diritto. Come per esempio quello di scegliere di essere carine con chi le ispira a prescindere dal bisogno o dal tornaconto. Libertà di donne. Indipendenza vera. E’ la cosa che più spaventa gli uomini abituati a comprarle le donne. A comprarle con denaro, offerte di lavoro, o promesse di carriera.
La sofferenza femminile è dovuta a questa incomprensione di fondo, al complesso che fa ritenere negativa la libertà femminile, poiché diventa impegnativo competere con intelligenza paritaria. E senza privare i gli uomini illuminati e veri della esistente considerazione che essi hanno di donne felici incontrate sul loro cammino, bisogna rilevare che l’esasperazione della incomprensione, la paura, i difficili condizionamenti sociali, portano alla violenza di cui in questi giorni non si fa che leggere e sapere. Ma più di tutti è deleteria la cattiveria dell’ignoranza. L’incultura.
Donne violentate, uccise, rese schiave, vessate.
“Si dovrebbe andare in piazza! Farsi sentire!” si scrive nei blog e in qualche quotidiano che d’estate ha pensato bene di trovare un argomento insolito.
Ma noi in piazza ci siamo! Chi lo sa?
“Le donne dovrebbero organizzarsi! Come mai tacciono?”
Ma siamo organizzate! Parliamo! Cerchiamo di far sapere le cose… Chi lo scrive?
Contro la violenza sono innumerevoli le iniziative, ma poco se ne sa.
Questa dell’Udi ha attraversato l’Italia. Dalla Sicilia alla Lombardia. Regioni, province, centri piccoli o grandi, migliaia di donne vanno da una luogo all’altro, da una piazza centrale ad una via periferica, da un teatro, a un centro estivo; di giorno di notte, dovunque per protestare contro la brutalità. Si chiama “Staffetta di donne contro la violenza alle donne!”. Ha per simbolo un’anfora che viene consegnata dalle porta-staffetta da sud a nord, dalle alpi alle Piramidi. E’ partita da Niscemi il 25 novembre 2008 dove è stata assassinata Lorena Cultraro, di 14 anni. Finirà a Brescia il 25 novembre 2009 dove è stata assassinata Hina Saleem di 20 anni.
Migliaia le associazioni interessate. Ognuna con suo colore sociale o politico ma plurale nell’interesse comune in difesa delle innocenti. Un’iniziativa di donne per le donne che ha la dignità di essere rappresentata, anche se nessun partito vi si riconosce o può metterci il cappello. Per una volta c’è qualcuno che può interessarsi di una manifestazione sociale a prescindere?
E’ una cosa di donne, donne, donne. Punto.
Il 12 settembre la staffetta sarà a Pordenone.
L’hanno organizzata un gruppo di volontarie, insieme alle due portabandiera Onerpo e Udi. Francesca Costa e Zanette Chiarotto, con Franca Giannini, e le ospiti Aura Nobolo, Santina Zannier, Alessandra Battellino, Maria De Stefano.
Ci stanno lavorando da tempo. Ci mettono il cuore, il tempo e ogni risorsa disponibile. Andiamoci nel nostro interesse.
Wanda Montanelli
settembre 2nd, 2009 at 16:57
ben detto! Con tutti i problemi che hanno gli italiani e la violenza ai primi posti. Ho sentito alla radio che oggi un’altra sedicenne è stata aggredita dal branco a Scampìa. voi avete l’impressione che si faccia abbastanza? la gran parte dei cittadini invece pensano che sono urgenti controlli e pene severe applicando le leggi che già esistono.
Le donne, in genere non si sentono tutelate in Italia e la disinvoltura di stupratori italiani e stranieri (senza distinzione) è il palese esempio di impunità.
Lina
settembre 2nd, 2009 at 17:40
…Le donne, in genere non si sentono tutelate in Italia e la disinvoltura di stupratori italiani e stranieri (senza distinzione) è il palese esempio di impunità.
Lina
settembre 2nd, 2009 at 16:57
Purtroppo cara Lina il problema della violenza sulle donne è mondiale e ha macchiato l’uomo di questo ed altri crimini da secoli.
Attenzione ad affrontare il problema entrando nei circuti della “sicurezza” di cui si riempiono la bocca tutti coloro che vogliono cavalcare la politica (del globo e nono solo italiana).
Quanto alle leggi stanno cambiando sensibilmente solo ora ma è il processo culturale che deve fare da rivoluzione.
Ci sono delle grida che chiedono aiuto altre che si danno il coraggio ed il vigore per distruggere il drago prima che fiammeggi.
Io sono per il secondo urlo poichè il primo, stando alle statistiche, non ha prodotto che questa triste realtà.
Se pensi che “lo stupro” in territori di guerra è considerato addirittura un’arma…ecc. ecc. non aggiungo altro.
settembre 2nd, 2009 at 18:25
Dalla Sicilia alla Lombardia le manifestazioni delle donne, importanti come questa, ne vengo informata con la vostra e-mail, e ho cercato in internet. Per fortuna i blog che la menzionano sono numerosi.
la carta stampata viceversa ci prende sottogamba, a meno che non si tratta di scandali o di gossip. Vi faccio i miei complimenti e parteciperò facendo una capatina da Padova.
Vi saluto con stima e gratutudine.
Graziella
settembre 2nd, 2009 at 19:18
ANCORA IO SONO CONVINTO CHE DI PIU’ MANCA L’EDUCAZIONE DELLA FAMIGLIA COME SI FACEVA UNA VOLTA E IL PADRE E LA MADRE ERANO I PRIMI A DARE IL BUON ESEMPIO. I SENTIMENTI E L’UNIONE DELLA FAMIGLIA NON CI SONO. SI PENSA CHE L’EGOISMO E’ LA PRIMA LEGGE DI COMANDAMENTO. NON SI RISPETTA A MOGLIE E LA MOGLIE TRASCURA IL MARITO. NEI TEMPI DELLO SFASCIAMENTO DEI NUCLEI DI FAMIGLIA LA VIOLENZA AUMENTA E L’INSEGNAMENTO E LA GUIDA MANCANO AI GIOVANI SBANDATI. UNA VOLTA SI DICEVA LA DONNA NON SI TOCCA NEMMENO CON UN FIORE. NEI TEMPI MODERNI SE APRI LA TELEVISIONE SUBITO PUOI IMPARARE COME SI PICCHIA LA GENTE, COME SI STUPRANO LE DONNE.
NON CREDO CHE SBAGLIO DICENDO LE MIE IDEE, CHE SONO IN DEFINITIVA A FAVORE VOSTRO.
SALUTO A TUTTE LE DONNE CHE TANTO SI IMPEGNANO PER IL MIGLIOR MONDO.
FRANCO BARZAGHI
settembre 2nd, 2009 at 19:42
Grazie, cercherò di divulgare nel mio blog,
Buon lavoro
settembre 3rd, 2009 at 07:24
Che tristezza, siamo appena tornati in Italia e ritroviamo tutte quelle schifezze che abbiamo lasciato a luglio. Ma perche’ solo da noi si parla sempre di cose futili e/o indecenti? Non sono di quelli esterofili a tutti i costi, però vi posso assicurare che all’estero la politica è una cosa seria.
settembre 3rd, 2009 at 08:24
la pausa estiva è evidente che non è bastata per assorbire tutte le facezie. Ma pensiamo a cose serie!
Viva le donne!
Mauro
settembre 3rd, 2009 at 10:49
abito a Verona e sapevo della staffetta per due signore che mi avevano informata. NOI SIAMO LE ARTEFICI DEL NOSTRO FUTURO e nella scuola che frequento (media)le amiche non si interessano alla violenza, che è considerata come lontana, ma quante ragazze della nostra età l’hanno subita?
fate bene a farvi sentire. ci saremo a Pordenone, spero in molte.
Stella
settembre 3rd, 2009 at 14:38
QUESTA AZIONE CONCRETA CHE SI DINAMIZZA PER AVERE ANCHE E PIù SPAZIO NELLA REALTà SOCIALE HA LE DONNE IN PRIMA LINEA COME FONDANTE CAPACITà DI CAMBIAMENTO PER UN MONDO MIGLIORE.
LE STRUTTURE ECONOMICHE FINANZIARIE,NUOVE ,SI DEBBONO
INNESTARE IN QUESTA SCOPERTA DELLE DONNE COME IDENTITà DI COLLETTIVO.
QUESTO IN UN TERRITORIO IN CUI L’ECOLOGIA DEI SISTEMI DEVE CONTENERE L’ECONOMIA DEL RISULTATO.
QUESTO è NELL’EQUILIBRIO DEL CONCORSO DELLE PERSONE,ESSERI UMANI,ALLA RIFORMULAZIONE DELLA REALTà SOCIALE: LA POLIS.
BUON LAVORO, A PRESTO PER UN INCONTRO FONDATIVO.
GIOVANNI LOMBARDI
settembre 3rd, 2009 at 17:40
la sofferenza femmminile, di cui rammenti l’intensità, cara Wanda, si è ingigantita poichè non siamo andate fino in fondo alle conquiste di diritti fondamentali, e malgrado gli avvertimenti che erano nella storia, abbiamo dato per scontato quello che scontato non è mai stato. Chi muoverà un capello per ridare alle donne lo spazio che meritano?
In un tempo competitivo come il nostro, anche la lotta per le carriere, si fa dura e molto dipende dal nuovo approccio con le donne che serve a capire se sono temibili per predere le contromisure che sono di due tipi: contrasto o condizionamento subdoli.
Silvia
settembre 3rd, 2009 at 18:44
A luglio mi trovavo in Sardegna a La Maddalena e ho visto il passaggio dell’Anfora.
Mi sono sentita emotivamente attratta e partecipe.
Farò di tutto per essere con voi anche a Pordenone. Io abito Udine e non posso perdere quest’altra occasione. L’atmosfera e in significato della manifestazione sono bellissimi.
Lidia
settembre 3rd, 2009 at 22:53
“Non credo che sia “roba da uomini”. Piuttosto credo fermamente che sia una profonda situazione culturale, rimasta alle origini della moderna civiltà, saltate a piè pari la cultura greco-romana e le culture che l’hanno preceduta. Sono gli stessi uomini che hanno bruciato le biblioteche di Bagdad, di Pergamo, di Alessandria, quelli che, in questa città, hanno attuato la distruzione del Serapeo.
Ipatia, figlia di Teone d’Alessandria, matematico che ci ha tramandato il testo di geometria di Euclide, lo stesso che adottiamo nelle nostre scuole, giovane dotta, autrice di commenti a Diofanto, Tolomeo, Apollonio, ammiratrice della raffinata cultura classica, per averla elogiata ed additata, si attirò “l’odio di una plebaglia fanatica di cristiani, in mano ai quali trovò una morte crudele nel 415” (Storia della matematica, Carl B. Boyer, pag. 223).
No non credo che sia questione di uomini. La Dea Inanna, depositaria delle conoscenze, della sapienza, avrebbe con sottile ironia suggerito di ricercare i comportamenti involuti, fino alle tenebre degli abissi, nella sacra ignoranza di cui si nutrono gli uomini dediti ad incettare capitali, appalti di stato.
Auguri vivissimi per le vostre attività, con viva stima, affetto, Salvatore Emmanuele”
settembre 4th, 2009 at 04:20
La staffetta a Pordenone rappresenterà un momento di riflessione in cui vi saranno proproste concrete.
Parteciperà al dibattito anche la presidente dell’Associazione Voce Donna – unica in provincia ad occuparsi di questa questione così drammatica.
Alle donne che si rivolgono al Centro sono garantiti anonimato e assoluta riservatezza nel pieno rispetto della loro cultura, etnia e religione.
Sarà quindi un momento di diffusione di informazioni.
Proprio ieri, dando un volantino, una signora mi ha detto: “Una mia amica era disperata non sapendo a chi rivolgersi. I numeri anti-violenza nazionali sono praticamente impossibili da raggiungere. Bene si sappia esistano associazioni a livello locale”.
Dunque, la manifestazione pordenonese, ha già sortito i primi effetti.
Il Comune di Pordenone, a differenza di quanto ha fatto la provincia, si è veramente prodigato (sia nella figura del Sindaco che degli Assessori della Cultura – Sport e Politiche Sociali) al fine di dare rilevanza all’evento.
Il 12 settembre alle 17.00, in Piazza Mestri del Lavoro, vi sarà il passaggio del testimone – di seguito si snoderà un corteo per le vie del centro alla fine del quale, ci sarà il saluto delle autorità, così sensibili al problema della violenza sulle donne (recentemente anche in questa città si sono registrati stupri, che non sono balzati alle cronache nazionali, ma solo a quelle locali). Seguirà il dibattito in riferimento a una tematica che ancora non vede il “capitolo fne” e per cui molto bisognerà ancora costruire, lavorare, sensibilizzare e soprattutto, educare.
Di seguito uno spettacolo di danza che vuole mettere in evidenza aspetti importanti attraverso un messaggio non usuale, quello della danza appunto.
La danza del ventre – danza a cui è stato “strappato” il significato valoriale per cui era nato: la fertilità. Svilito e depauperato del suo senso originario dopo l’arrivo degli americani. Anche i costumi di scena sono cambiati in seguito allo svilimento valoriale di questo ballo.
Dunque anche i costumi saranno quelli che in origine trasmettevano valori ben diversi da quelli che ora vengono dati.
Una tunica, per il primo ballo che vuole trasmettere l’importanza dell’unione; nessun ninnolo per il secondo ballo il cui significato è la difesa – la donna si impossessa della spada che l’uomo usa per “offendere” e per la terza danza un vestito lungo e la danzatrice indossa le ali di Iside: la donna è libera finalmente, ma non prima di essersi unita alle altre e di aver sottratto all’uomo la aua tipica arma: la spada.
Dalla mercifcazione del corpo femminile dunque alla rivincita della cosapevolezza femminile.
Pordenone sta aspettando Wanda e saremo orgogliosi di averla con noi.
Per Lidia… spero vivamente che ci si possa incontrare.
Francesca Costa
settembre 4th, 2009 at 10:02
Ipatia, figlia di Teone d’Alessandria è ricordata da Salvatore Emannuele, ma nei tempi dei tempi donne sacrificate all’ignoranza si contano in cicli storici che riguardano tutte le culture.
oggi le donne lavorano con la mente e col braccio per la famiglia, i figli,i genitori, e spostano quando ci riescono ad uno ad uno gli ostacoli, che l’ingeneroso monopolio universale dell’uomo le oppone, ad ogni passo che spinga al di là della stretta cerchia del lavoro meno retribuito e dell’impiego più umile e sacrificato.
la solidarietà femminile e
lo scambio di esperienze sono fondamentali per la lotta alla violenza.
Grazia
settembre 4th, 2009 at 10:44
i collettivi di donne per essere in posizione di gestire il potere hanno un obbiettivo non ancora mirato bene con efficacia:unirsi e fare rete nel nome della fratellanza.
helena
settembre 5th, 2009 at 22:46
Il peso sociale della violenza è rilevante nelle operazioni di contrasto si deve, a mio parere, tener conto anche del costo economico. Le conseguenze della violenza vanno dalla turbativa sociale, al danno fisico e morale, a quello economico per i costi di terspie, cure, custodie, cause, ecc.
Fermare la violenza oltre che un dovere sociale, conviene all’erario.
Michela
settembre 7th, 2009 at 11:20
Sono Carla e abito nelle vicinanze di Pordenone. complimenti per la nobile iniziativa. Sarò lì con le mie due figlie.
Carla
settembre 7th, 2009 at 15:12
Cara Carla, aspettiamo volentieri te e le tue figlie. Fatevi riconoscere.
A presto dunque
settembre 7th, 2009 at 16:12
lo sguardo miope della politica prettamente affaristica non intende porre fine a pesanti fardelli sociali, come la violenza, che giustamente osservano taluni interventi, costa allo stato, di cohnseguenza a c hi paga le tasse. Se arrivano ad afferrare il concetto da un punto di vista economico, non credo che gli interventi preventivi contro la violenza sarebbero così fiacchi come ora.
Lilly
settembre 8th, 2009 at 08:03
assistiamo impotenti alla dissolutezza e il cattivo esempio per i nostri figli invitati a fare una vita facile, possibilmente senza lavorare e senza studiare. Mestieri come escort, vallette, veline, gigolò sono pronti per far carriera. Noi adulti possiamo ancora fare la parte nostra per dire la verità e ribattere che senza impegno e fatica non c’è sapore nella conquista, e non si deve perdere l’autostima e il coraggio del farsi da sé.
La lettera aperta di Paolo Guzzanti coglie bene la deriva politica a cui stiamo assistendo. La frase di dedica è la SEGUENTE:
“per tutti i figli degli italiani, delle donne italiane, affinché possano veder salva la libertà, la vita e il diritto alla ricerca della felicità nella dignità e nel rispetto, attraverso la misura dell’intelligenza, del merito, della qualità umana e del lavoro, dell’onestà, della capacità, della responsabilità, della lealtà”.
Da madre di tre figli confusi sottolineo parola per parola.
Antonia
settembre 9th, 2009 at 19:42
non sono vicina al Friuli per essere di presenza alla manifeStazione, sono una studentessa straniera e vivo in provincia di Pisa e dalle nostre zone non ho riscontrato il giorno della staffetta. Si è fatta poca pubblicità, i giornali non ne hanno parlato. Ho sento ieri sera nel programma Omnibus la conduttrice esclamare: ” le donne o sono escort o non esistono”. ritengo che intendeva dire proprio questo che iniziative lodevoli come la VOSTRA NON SONO PRESE IN CONSIDERAZIONE, e si riempiono i telegiornali di volgari gossip.
Vi rappresento doverosamente i miei sentimenti di stima e ringraziamento per la volontà di fare ascoltare le donne nonostante tutto.
Mariela
settembre 9th, 2009 at 21:09
Il Messagero Veneto, parla della staffetta di Pordenone.
Sabato staffetta anti-violenza sulle donne
Messaggero Veneto — 08 settembre 2009 pagina 03 sezione: PORDENONE
Staffetta contro la violenza sulle donne: tappa a Pordenone sabato 12 settembre con ritmi e voci femminili in scena e la regia dell’Udi (Unione donne italiane), in tandem con l’Onerpo (Osservatorio nazionale ed europeo per il rispetto delle pari opportunità). «Una grande kermesse sui diritti – ha anticipato Francesca Costa, responsabile regionale dell’Onerpo -. La “staffetta di donne contro la violenza sulle donne” partirà in piazza Maestri del lavoro, alle 17, verso la loggia del municipio. L’anfora, simbolo dell’evento riprenderà poi il suo viaggio, per raggiungere Trento e altre città italiane». Partita il 25 novembre 2008 da Niscemi, dove è stata assassinata Lorena, la staffetta si chiuderà un anno dopo a Brescia, dove è stata sgozzata Hiina. Simbolo e testimone è un’anfora con due manici portata da due donne insieme, per dar importanza alla solidarietà e alla vicinanza. «Strada facendo – ha spiegato Costa – ogni donna può riporvi un biglietto con i propri pensieri, denunce, parole o immagini». All’evento, patrocinato dal Comune, interverranno tra le altre Aura Nobolo, Wanda Montanelli, Francesca Costa, Franca Giannini, Zanette Chiarotto, Santina Zannier e Alessandra Battellino. (c.b.)
http://ricerca.gelocal.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroveneto/2009/09/08/PN_03_PNC12.html
settembre 10th, 2009 at 07:27
Cara Wanda,
Ti auguro ogni tipo di bene.
Voglio chiederti un piacere, se fosse possibile: credi che puoi fare girare il link qui sotto, sulla dichiarazione dei Radicali Italiani per la visita a Venezia dell’usurpatore venezuelano? che .
http://www.radicali .it/view. php?id=145924
Comunque sia, ti ringrazio tantissimo e ci sentiamo al mio rientro.
La situazione nel Venezuea è veramente grave, come te la rccontavo e
allora era difficile di credermi.
Un gigantesco GRAZIE!!!
Blanca Briceño
settembre 10th, 2009 at 08:01
Pubblicazioni da conoscere:
ANIMA/CORPO – Il corpo politico delle “veline” – di Cristina Liquori ROSA/NERO – L’impero del narcisismo – di Marco Deriu
Donne e uomini, due libri venerdì 11 settembre a Mantova
Mentre Chiara Zamboni ha pubblicato “Pensare in presenza” (edizioni Liguori), è uscito in questi giorni il libro di Letizia Paolozzi e Alberto
Leiss “La paura degli uomini. Maschi e femmine nella crisi della politica”
(Il Saggiatore). Se ne discuterà venerdì 11 settembre al Festival
Letteratura di Mantova alle 16,30 al Liceo “Virgilio” con autrici e autore.
http://Www.donnealtri.punto it
settembre 10th, 2009 at 08:26
Il capo dello Stato ha fatto un richiamo “alla non discriminazione” nel momento in cui “l’intolleranza, la discriminazione, la violenza colpiscono persone e comunità omosessuali”. “La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea – ha ricordato Napolitano – indica tutti i possibili motivi di discriminazione da mettere al bando: il sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le convinzioni personali, le convinzioni politiche, fino alla, così recita l’articolo 6 della Carta, disabilità e all’orientamento sessuale. Quest’ultima, innovativa nozione, va ricordata e sottolineata” quando le violenze si rivolgono contro gli omosessuali. “Intolleranza e violenza” ha spiegato il capo dello Stato “in larga misura sono oggi alimentate dall’ignoranza, dalla perdita di valori ideali e morali, da un allontanamento spesso inconsapevole dai principi su cui la nostra Costituzione ha fondato la convivenza nazionale democratica”.
Omofobia, xenofobia e violenza sulle donne nascono “dall’ignoranza, dalla perdita di valori ideali e morali, da un allontanamento spesso inconsapevole dei principi su cui la nostra Costituzione ha fondato la convivenza nazionale democratica”. Ha affermato il presidente della Repubblica. Nel suo discorso il capo dello Stato ha sottolineato come sia “responsabilità di tutti” impegnarsi per combattere ogni tipo di discriminazione e di violenza non solo sulle donne, che subiscono “la violenza sessuale nella sua forma più brutale, l’aggressione e lo stupro, ma anche le violenze domestiche e le violenze, di varia natura, nel mondo del lavoro” ma anche nei confronti delle “persone e delle comunità omosessuali”. Per combattere le violenze è fondamentale per Napolitano “educare l’insieme delle nostre società ai valori dell’uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di sesso e ai valori della non discriminazione”.
Fonte: Ansa-Forlei Forumattivo
Marcella
settembre 10th, 2009 at 08:34
La staffetta delle donne a Roma è arrivata nelle periferie del degrado sociale con lo scopo di portare il messaggio dappertutto. Le donne italiane, io per prima, vi devono essere grate per quello che fate perché vale più un’anfora portata tra la gente che tante inchieste televisive e parole a vuoto che lasciano il tempo che trovano.
Silvia
settembre 10th, 2009 at 17:51
Repubblica dominicana: donne che difendono i diritti umani – il caso di Sonia Pierre:
“Sembra proprio che non ci sia nulla di sbagliato in questo paese nel difendere i diritti umani. Quello che sembra sbagliato è difendere i diritti della comunità dominico – haitiana”. (Sonia Pierre)
Sonia Pierre, direttrice esecutiva dell’organizzazione per i diritti umani Movimento delle donne dominico-haitiane (Mudha), che combatte le discriminazioni nei confronti della comunità haitiana nella Repubblica dominicana è stata minacciata e perseguitata a causa del suo lavoro. Il Mudha fa parte della Rete di incontro di persone dominico-haitiane “Jacques Viau”, che lavora per combattere i pregiudizi contro gli haitiani e il razzismo nel paese. La Rete si occupa di assicurare che i dominicani di discendenza haitiana ricevano la nazionalità dominicana e godano pienamente dei loro diritti come cittadini ; lavora insieme al Network di frontiera “Jano Siksè”, una rete di organizzazioni di base haitiane e dominicane che monitora le violazioni dei diritti umani, inclusi i trasferimenti collettivi o arbitrari e i maltrattamenti ad opera dei membri delle forze di sicurezza ai confini tra Haiti e la Repubblica Dominicana.
Sonia Pierre è stata il bersaglio di ripetute minacce a causa del suo impegno in favore dei diritti umani. Nell’agosto 2000, la Corte interamericana dei diritti umani ha esortato le autorità dominicane ad attivare misure di protezione nei suoi confronti. Ciò nonostante, nel 2005, Sonia è stata costretta a lasciare la Repubblica dominicana, insieme ai suoi bambini, a seguito di numerose minacce.
Nel 2007, il presidente del National Border Council ha dichiarato che oltre un milione di haitiani è in possesso di documenti falsificati nella Repubblica dominicana e ha espressamente citato il nome di Sonia Pierre. E stata anche ordinata un’inchiesta per accertare la veridicità del certificato di nascita di Sonia che si è conclusa, dopo mesi di incertezza, con una sentenza a suo favore; è stato evidente che si era trattato di un ulteriore tentativo di intimidirla a causa del suo impegno in favore dei diritti della comunità haitiana nella Repubblica dominicana.
Postato da Helena
settembre 13th, 2009 at 21:20
è ingiusta la politica della Lega che allontana chi non è del nord. Le fabbriche sono state mandate i produzione con il lavoro di tanti stanieri. Se invece il controllo si limita a far sì che tutte le donne che vengono da noi non subiscano violenza o pratiche crudeli come infibulazione e altro del genere allora mi trovo d’accordo.
Antonia
settembre 15th, 2009 at 15:38
complimenti per il corteo della staffetta. Ho ascoltato il dibattito nella loggia e non ho osato entrare, tuttavia si sentiva benissimo anche dal di fuori. Sono iniziative che ci fanno capire meglio del gran da fare che ancora c’è per portare la vera civiltà al punto tale da non dover piangere da donne e da madri.
Esterina
settembre 16th, 2009 at 22:06
Ancora una povera ragazza uccisa, ma che hanno in testa questi assassini. Un padre che uccide la figlia è inammissibile!
Sono sconvolta.
gina