Le magnifiche sette anche questa volta
mancano all’appello. Non si festeggia,
Di Pietro ci ha deluso di nuovo.
I deputati Idv per l’Europa sono in maggioranza uomini come per il Parlamento italiano e sempre in coerenza con il conformismo elettorale che emargina le donne
E’ rimasta tristemente all’angolo del frigo la bottiglia di Chardonnay pronta per brindare all’elezione delle sette speciali donne ostentate in campagna elettorale da Di Pietro. Temo che resterà lì a lungo fino a perdere le qualità organolettiche che permettono ad un vino bianco di essere bevibile negli anni. C’era scritto sull’etichetta “Per brindare alle donne elette”, ma temo che per il tintinnare dei calici dovrà passare ancora troppo tempo e, piuttosto che un bianco deperibile, nei tempi lunghi ci conveniva scegliere una bottiglia di Barbera o di Barbaresco che reggono meglio il passare dei lustri. Temo che gli anni del ravvedimento siano molto in là da venire. Forse un cambio della guardia o un miracolo permetteranno una democrazia compiuta all’interno di Idv, e fino ad allora si tratterà soltanto di grazia ricevuta.
Leggo le dichiarazioni di Pia Locatelli, presidente dell’Internazionale socialista donne, sulla misoginia degli italiani per il numero esiguo delle 12 elette su 72 parlamentari italiani alle europee quest’anno. Lei, come tante altre donne competenti di politica e di problemi sociali, potrebbe essere in Europa a far un buon lavoro se non ci fosse stato l’infame sbarramento. A che serviva in Europa cancellare la volontà di milioni di votanti che preferiscono scegliere programmi e modalità di vita non massificate? Non c’è nemmeno la scusa che si debba governare per cui serve stabilità; è una sgarberia, un calcio in faccia a tutti coloro che nonostante l’oscuramento mediatico dei piccoli partiti hanno deciso di dare il voto a chi li ispira di più per fiducia e progettualità. Tanti i partiti restati fuori dal Parlamento. Si è annullata la volontà di milioni di elettori.
Trovo sia una prepotenza, un’azione che va contro le regole più elementari della democrazia. E’ come se in un condominio, scusate l’esempio semplificato, composto da due soggetti: un costruttore che ha i millesimi di metà palazzina e l’altro, un palazzinaro che ha un terzo degli appartamenti, venisse impedito a tutti i proprietari singoli o di quote minori di partecipare alle decisioni condominiali. Sarebbe assurdo costringere questi ultimi ad assoggettarsi ai voleri della maggioranza condominiale senza nemmeno poter partecipare all’assemblea per capire i motivi delle decisioni, suggerire possibili alternative, o magari tentare di impedire di essere lesi nei propri diritti. E’ chiaro che in fase di votazione vincerebbe la maggioranza, ma la democrazia prevede per lo meno l’ascolto delle minoranze.
Torniamo alle elette, poche pochissime, e come poteva essere altrimenti se non se ne sono viste in campagna elettorale?. Sonia Alfano ha attinto alla sua bisaccia di consensi per l’impegno sociale svolto in questi ultimi anni. L’azione vampirizzante si estrinseca ogni volta su una doppia pista. Usando la struttura, la casa comune, quindi il logo che simboleggia l’impegno decennale di attivisti che hanno creduto ad un programma ed uno statuto di partito si fanno eleggere “altri” che non si sa bene come la pensino, che non sono iscritti, che apertamente dichiarano che non hanno intenzione di farsi la tessera e che spesso fuggono alla prima occasione per altri lidi.
Suggerirei di rivedere il post “Fazzoletti di carta, taxi e baobab” dove il concetto è ben spiegato.
Questa volta s’è aggiunta una presa in giro attraverso un’agenzia pre-elettorale di partito che Di Pietro, evidentemente preoccupato per la citazione in giudizio per discriminazione femminile presso il Tribunale di Milano ha lanciato chiamandomi in causa, usando il mio numero magico per offuscare i contorni della vicenda ed esorcizzare i sensi di colpa.”Non sono un ducetto e nemmeno un maschilista, ecco la prova”, era scritto sull’agenzia Dire del 16 aprile 09.
Decisamente io di prove di ravvedimento non ne ho trovate. Questi sono gli eletti in Europa 2009: Pino Arlacchi, Luigi de Magistris, Vincenzo Iovine, Niccolò Rinaldi, Giommaria Uggias, Gianni Vattimo e Sonia Alfano. Sei uomini e una donna, nemmeno di partito. E’ Il solito gioco in disprezzo dei dirigenti e delle dirigenti di tra cui ADP avrebbe dovuto scegliere le candidature. In casa propria cioè, non a casa del diavolo.
Il risultato invece è molto diverso e lontano dalle premesse per cui si era messa in fresco la bottiglia di spumante (vedi: “Eurobrindisi“)
Le dichiarazioni di Antonio Di Pietro solo per un attimo ci hanno di nuovo illuso. Le frasi promettenti hanno fatto inalberare molte delle attiviste che da anni si impegnano seriamente nel partito con capacità, abnegazione, preparazione, idee. Le vere magnifiche insomma. Diciamo la verità poi… sette è il numero simbolico che indica ogni volta un quantum accettabile. Un numero dignitoso di donne eleggibili e ancora oggi si è voluto alterare la realtà con dichiarazioni basate sul niente, poiché, come si poteva facilmente prevedere, i risultati sono quelli che leggiamo sulle pubblicazioni ufficiali. Sonia Alfano c’è la fatta, ma possiamo valutare che ha dato del suo. C’è stata una posizione di sufficiente visibilità di Sonia in lista, cosa invece negata a tutte le altre donne che non avevamo in partenza alcuna opportunità di farcela. La formula è semplice. Gli elettori votano i candidati conosciuti precedentemente alla candidatura o per quello che si riesce ad apprezzare di loro in campagna elettorale. Di donne in talk show se ne sono viste quasi per niente. Non so come sia possibile farsi votare se nessuno vede e conosce le candidate. Presumo che sia una presa in giro. Debora Serracchiani, l’accattivante avvocata neo parlamentare di Udine emersa da un’assemblea dei circoli Pd, ha avuto un meritato successo che si è reso possibile da una serie di partecipazioni in programmi di elevato ascolto. L’hanno invitata Daria Bignardi in “Era Glaciale” (Rai2), Lilly Gruber in “Otto e mezzo” (La7), Floris a “Ballarò” (Raitre). Debora è piaciuta, e in Friuli ha superato Berlusconi con 73.910 preferenze contro le 64.286 del premier.
Così si fa. Le donne vanno rese conosciute in tutta la loro splendida esistenza talentuosa. Molte di coloro che fanno politica sono brave e meriterebbero di essere sostenute e votate. Mi pare però che le liste di Idv avevano come capofila uomini, tra l’altro nemmeno di partito, a parte Di Pietro e Leoluca Orlando. Le candidate, altro che chiacchiere, erano in posizioni di lista di nessuna visibilità. In tv non ci son state e la stampa, compiuto il dovere di pubblicare le liste ufficiali, non può fare di più. Come avremmo potuto apprezzarle e votarle? In compenso abbiamo visto De Magistris in tutte le salse e in tutte le tv. Santoro non sembra anche lui fare un buon lavoro nella divulgazione democratica e nel senso delle pari opportunità se invita Di Pietro e De Magistris, dimenticando le candidate donne. Come lui molti altri programmi ben volentieri si assuefanno al sistema machista e limitante il talento femminile. Salvo poi gridare al miracolo quando una fresca, brava, intelligente ragazza conquista tutti con il sorriso e le cose che dice.
Lo squilibrio tra i sessi continuerà ancora a lungo se consideriamo l’opportunità femminile come un prodigio a cui per una serie fortuita di combinazioni si da’ spazio. Un miracolo appunto, o una grazia ricevuta per motivi e finalità non propriamente sociali. A meno che non si consideri socialmente rilevante l’intrattenimento privato del leader politico di turno. Beppe Grillo ha usato, nella sua audizione in Senato, parole dirette e crude com’è nel suo stile. Io uso espressioni più morbide per aggiungere, da ottimista conoscitrice del campo, che molte parlamentari meritano lo scranno conquistato perché hanno fatto sacrifici e gavetta. Perciò tengo a far sì che non passi il messaggio che per riuscire a fare un legittimo percorso politico istituzionale si debba passare almeno una notte tra le lenzuola del capo. Non è così. Non deve essere così. In Politica come per le altre professioni artistiche, culturali, imprenditoriale la donna non è merce di scambio. Insegniamo alle ragazze ed ai ragazzi a farcela con impegno e talento. Poi a letto andiamo con chi ci pare per il puro piacere di farlo o per amore. Libere e liberi. Creiamo i presupposti perché la società accolga i progetti e le ambizioni di chi merita. Anche per questo contiamo molto sulla sentenza della nostra causa pilota. Come per una legge di contrappasso un giudice dovrà riequilibrare il sistema distorto e antidemocratico dell’attività partitica. La via giudiziaria alla conquista del diritto di cittadinanza istituzional-politica delle donne. A partire dai fondi loro destinati con l’art. 3 della legge 157/99 finalizzati alla “partecipazione attiva delle donne alla politica”, e proseguendo in tutte le dimostrate occasioni di esclusione femminile: dalle segreterie apicali di partito alle liste in posizioni di eleggibilità, al disprezzo del patto statutario che prevede pari opportunità.
Oggi il 16% di elette è meno della metà dell’obbiettivo di un terzo che era data come soglia minima indicata dall’Europa per il riequilibrio donne-uomini all’europarlamento.
Vergogniamoci, non c’è niente da festeggiare. No donne no party. Rimandiamo alla prossima occasione. Molte di voi anche fuori della politica mi chiedono di poter gioire insieme per il giorno del giudizio di fine causa. Conserverò la bottiglia di Chardonnay e ne ordinerò tante altre perché quel giorno saremo in molte a festeggiare l’inizio di una strada senza muri di gomma. Apriremo una pista. Un percorso previsto dagli articoli 3 e 51 della Costituzione che i recalcitranti saranno costretti a rileggere insieme alle motivazioni della sentenza.
Roma 14 giugno 2009, Wanda Montanelli
giugno 15th, 2009 at 11:57
alle solite, ci dovremmo solo che vergognare!!!! in italia siamo messe proprio male, ho sentito che gheddafi si lamenta della libia, dove la donna ha un ruolo tipo “mobilio”, ma anche in italia non è che ci sia tutta questa differenza… certo, apparentemente e ufficialmente siamo uguali agli uomini (e quindi meglio che nei paesi arabi dove anche nell’apparenza le donne si vede subito che sono considerate inferiori) ma nella sostanza anche in italia decidono tutto gli uomini, noi abbiamo una funzione solo decorativa.
ciao a tutte, simona
giugno 15th, 2009 at 13:12
“Paese che vai costumi che trovi”
Il grande problema creato da una mentalità patriarcale, che in occidente si nasconde dietro al “velo” di una presunta democrazia, attraversa tutto il globo.
Noi che ce la tiriamo da paese civile con una delle più belle costituzioni mondiali, assistiamo ad un processo di regressione sul piano della differenza di genere senza eguali.
Ho fatto un sogno tempo fa:
“rintanata in un luogo solitario a scrivere e meditare la notte mi svegliavo di soprassalto con l’incubo che qualcuno mi portasse via….all’improvviso, durante uno dei miei sonni inquieti, sentii i zoccoli di migliaia di cavalli avvicinarsi sempre più alla mia casa. Mi alzai di scatto mentre il runore si faceva sempre forte e mi affacciai alla finestra. Una legione immensa di condottiere correvano lungo la spiaggia. Uno spettacolo! Non stavo sognando. Era tutto vero, lì, che correva davanti ai miei occhi.
Mi vestii in fretta ed uscci. Un cavaliere mi venne incontro e mi invitò a montare. Era una donna della nuova resistenza. Senza proferire neppure una parola montai in sella.
Sapevo che a noi si sarebbero unite altre donne.Il tempo dell’ingiustizia era scaduto”.
Un sogno nel sogno.
Ma niente di quel che avviene a letto resta solo nel letto.
Spesso si tratta solo di una “puntata” destinata a disegnare nuove realtà.
Alimentiamo queste forme pensiero. Inseguiamo la nostra dignità.
Il nostro, cara Wanda, Sarà un party infinito in cui ricorderemo i non addetti ai lavori e soprattutto chi ha sempre ostacolato la promozione e l’uguaglianza di genere.
Smettiamola di fare analisi e montiamo a cavallo!
giugno 15th, 2009 at 20:44
Hai ragione! Siamo stanche di parole a vuoto. Siamo con te cara Wanda. Chiamaci quando c’è da festeggiare.
Lory
giugno 15th, 2009 at 22:09
Cara Wanda, ho menzionato puesto tuo post e messo il link sul mio blog, fra i commenti al post “Off Topics” del 15 Giugno.
giugno 16th, 2009 at 10:41
NON CI SARA’ MAI DA FESTEGGIARE, NON ILLUDIAMOCI!!!! SAREMO SEMPRE UN PAESE DI SERIE B (QUANTO A DEMOCRAZIA).
IN OGNI CASO GRAZIE ALLA MONTANELLI PER TUTTO QUANTO HA FATTO E STA FACENDO.
giugno 16th, 2009 at 15:27
lentamemente dolcemente ci privano anche degli ultimi elementi di democrazia come internet ad esempio che è l’unica spiaggia di libertà. A chi è abituato a comandare non basta neanche lasciare l’aria e vorrà mettere una tangente pure su quella. Una tassa per respirare, una tassa per assoggettare chi non può pagare per costringerla a dare compensi in natura. Le donne nello scambio sono soccobbenti e soggette al volere del mashio dominante. E’ la regola vigente che si può sovvertire, ma solo se armate di durezza e inesorabilità contro i tentativi di sopraffazione.
Carmen
giugno 16th, 2009 at 15:46
ridateci Attila!
Nemico visibile.
E’ scivoloso il terreno se tutti intorno hanno falsi sorrisi e temono le donne al punto da tenerle lontane campi vitali.
Attila è meno pericoloso di costoro.
Grazia
giugno 16th, 2009 at 16:38
che ridere la farsa delle donne messe in lista per riempitivo, che ridere o che piangere a seconda dei punti di vista. Il mio è un punto di vista incazzato. Basta di farci predere in giro e credere che abbiamo bisogno di tutele conquistate tra le lenzuola. Lasciateci libera la piazza e non metteteci più ostacoli!
Liliana
giugno 16th, 2009 at 16:40
CARA AMICA, più che i politici è questo continuum pubblicizzare la
famiglia come AMMORTIZZATORE SOCIALE,che fà comodo un pò a tutti, e il ritorno del vecchio ruolo della donna come strumento indispensabile pronto a coprire LA MANCANZA DI SERVIZI PRIMARI PER FOSSILIZZARLA nei soliti vecchi ruoli di accudienza” DALLA CULLA ALLA FOSSA”.
COME SE IN ITALIA IL TEMPO SI FOSSE FERMATO! E’ terribile tutto cio’, e dei politici non mi importa proprio un bel niente,non mi aspetto nulla né da loro né da un paese che premia le chiappe punto e basta,
ma che vuole sposare solo colf tuttofare “cosi’ si risparmia”.
Tua affezionata letizia
giugno 16th, 2009 at 20:00
Alcune riflessioni post elettorali
Non intendiamo fare qui un’analisi del voto a livello nazionale (riteniamo oggigiorno chiunque possa fare le sue valutazioni tramite i media) ma certo siamo insoddisfatti: per le Europee sappiamo bene com’è andata, e per le amministrative in molte realtà locali è prevalsa la logica della politica nazionale: la gente non ha votato guardando ai programmi e alle idee dei singoli candidati per le Province, ma guardando a Roma. Ovviamente il Centrodestra e la Lega hanno fatto tutto il possibile perché prevalesse questa logica, con un’insistenza esasperata sui temi nazionali. E’ stata una campagna tutta mediatica, con grande dispendio di risorse, a discapito dei contribuenti.
Proseguire su Italia Attiva.org
giugno 16th, 2009 at 21:34
se capita di esprimere una motivazione della poca partecipazione femminile in parlamento ci vogliono far credere che le donne non hanno interesse, poi leggendo questo blog e chidendo alle compagne si rende palese la concezione di essere inferiore che certi uomini nutrono verso le donne e salvo pochi non c’è alcun riguardo per la metà dell’elettorato che è considerato, appunto, elettorato e mai esseri eleggibili a pieno diritto.
miriam
giugno 17th, 2009 at 11:15
Lo sapete che le più attive e presenti in Parlamento sono le donne? Risulta da una ricerca pubblicata oggi che dimostra che l’emarginazione è voluta da chi teme l’efficienza femminile.
Barbara
giugno 17th, 2009 at 11:29
Openpolis, insieme a CittadinanzAttiva e ControlloCittadino hanno resto pubblico oggi “Camere aperte”, primo rapporto del neonato Osservatorio civico sul Parlamento Italiano. Grazie al lavoro sistematico di raccolta dati effettuato da Open Polis, il Rapporto presenta una fotografia di ciò che fanno (o non fanno) i deputati e senatori. Nel Rapporto si trovano i nomi dei parlamentari più attivi e di quelli meno attivi, dei più presenti e di quelli più assenti.
Barbara
giugno 17th, 2009 at 12:40
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- Dopo aver negato il diritto di asilo ai rifugiati extracomunitari il Governo si è reso conto che anche San Paolo, essendo nato in Cilicia (nell’odierna Turchia), lo sarebbe stato.
- Basterà cambiare la Bibbia a colpi di maggioranza.
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giugno 17th, 2009 at 19:01
che cosa ti aspettavi Wanda cara che veramente le donne sarebbero state elette? Ho votato donna a prescindere ma mi sarebbe piaciuto sapere di più sulle candidate e come si poteva saperne se non per amicizia personale? Che ne pensi della legge sulla par condicio? Per è è una cavolata che va a favore di chi è amico di questo e di quella conduttrice. Si va di male in peggio senza Picone.
Serena Poggiali
giugno 18th, 2009 at 08:47
non è questo il sistema per la politica delle donne. Il sistema è quello “dominante”. Impariamo
Cinzia
giugno 18th, 2009 at 14:25
cinzia Says:
giugno 18th, 2009 at 08:47
non è questo il sistema per la politica delle donne. Il sistema è quello “dominante”. Impariamo
Cinzia
Cara Cinzia,
le tue parole non hanno bisogno di alcuna interpretazione.
Niente di più scontato che rimettere nelle mani dei soliti noti e delle solite note il destino dei tempi evolutivi.
Poichè la giustizia non deve recare vantaggi di cui gode una classe doninante squallida ed ignorante, ti invito aprendere atto che un modello internazionale di intervento e di rappresentanza di genere si sta facendo strada a dispetto di quello che tu definisci “dominante”.
Non solo, se consideriamo il diritto di natura e l’osservanza dei patti, ci sono degli obblighi politici e civili che non potranno sottrarsi alla regola della maggioranza…..dell’elettorato “donna” naturalmente.
L’andazzo politico-consensuale ha finora raccolto molta immondizia e devodire che quanto ad “utilità” ha lasciato a desiderare.
E’ noto che le donne sono degli esseri molto pratici e dai tempi imprevedibili, ed è noto a molte degli addetti ai lavori che solo perseverando nell’identità di genere che fa la differenza si può attingere al serbatoio della rinascita.
Le forme di connessione fra diritto e morale non appartengono ai condottieri della politica italiana ed è per questo che mi piace pensare che ogni battaglia vinta, ovunque avvenga, sia la battaglia di tutte le donne del mondo che da secoli sono oppresse e vilipese.
Le donne accodazzate che parlano sopra ai contraddittori per difendere chi le libera da una schiavitù virtuale….non ci piacciono.
Ben inteso nessuna invidia per le loro brillanti posizioni conquistate con i punti mira/lanza, e neppure il disagio del fatto che portino la stessa maglia che femminile che madre natura ci ha imposto…semplicemente rappresentano ad oltranza una storia che si apre ora alla regressione ed alla nausea.
Noi amiamo così tanto gli uomini che pretendiamo il rispetto per continuarli ad amare.
Rispetto che in questo tempo storico si può tradurre solo in numeri ed in giochi di squadra in cui non ci siano tiranni e tiranneggiati.
O così o così.
Per questo motivo non sotterriamo nessuna lancia di guerra ma lavoriamo sodo mentre altri se la godono.
Ricordi la favoletta della cicala e della formica?
Passerà la stagione, forse più di una per questo povero Paese, nel mentre qualcuna di noi avrà provveduto e godrà dell’impegno per la lotta di genere.
Come vedi nessuna analisi dettagliata solo la forza di voler un mondo nuovo per i nostri figli e le nostre figlie.
Un mondo senza valori non ci mette paura ma quello senza principi è insopportabile.
Giustizia e stoltezza, per noi donne e per tanti uomini meraviglosi, hanno ancora un senso.
Non arrenderti!
Anna Rossi
Responsabile Relazione Esterne
ONERPO
giugno 18th, 2009 at 17:46
Io adoro questo sito, però a volte mi sembrate un pò ingenue voi che ci scrivete assiduamente.
E’ davvero ammirevole l’entusiasmo che avete e la pulizia mentale che dimostrate, però ho come l’impressione che oggigiorno in Italia i sistemi siano altri. Ne abbiamo conferma tutti i giorni. Forse all’estero è diverso ma da noi è così, e forse è addirittura peggio che nel passato, perche’ certe cose in passato non me le ricordo proprio. Del resto, che il nostro sia un paese atipico si evince da miliardi di cose. Pensate per esempio alla Rai. In tutto il mondo civilizzato, naturalmente tutto quello anglosassone ma anche buona parte di quello latino e perfino in Asia e in parte dell’Africa, il compito dei giornalisti è di fare le pulci ai politici, controllare quello che fanno, “vigilare” sul loro operato. La BBC in Inghilterra è il caso più evidente: quando il governo o il parlamento sbagliano, partono inchieste giornalistiche a raffica, denunce e successive dimissioni dei politici coinvolti. L’Italia invece è l’unico paese al mondo in cui avviene il contrario: è la politica che controlla la televisione. C’è addirittura una apposita commissione parlamentare di vigilanza! Ma vi rendete conto? La politica che “vigila” sulla tv. E’ che noi ormai non ci facciamo più caso a queste cose, però se ci soffermiamo un’istante a pensare vediamo che è incredibile.
giugno 19th, 2009 at 07:28
l’anomalia è entrata nelle abitudini delle italiane e degli italiani e non ci facciamo più caso. Imbevuti di sciocchezze apparenti ma volute dal dominus abbiamo perso la lucidità e il senso vero della vita. La televisioine è nostra madre e nostro padre, la televisione è la deità che da’ l’impronta alla esistenza effimera che ci meritiamo.
Lilly
giugno 19th, 2009 at 07:36
EDITORIALE. MARIA G. DI RIENZO: LE SCELTE DI UNA DONNA
Che da un pezzo il sesso sia una cosa “politica” non e’ certo una novita’.
La sua politicizzazione comporta il continuo tentativo di segnare confini tra il sesso “buono” e quello “cattivo” in base a convinzioni religiose, politiche pubbliche, a convinzioni pseudoscientifiche e cosi’ via. Nei periodi storici segnati da crisi, quale è il nostro, le negoziazioni in merito diventano di regola più aspre, e la politicizzazione è aperta ed evidente. La cultura popolare ne viene ovviamente segnata: attitudini e messaggi che trent’anni fa sarebbero stati impensabili (perche’ sanzionati socialmente e considerati fuori dal senso comune, antistorici, ecc.) vengono riproposti e veicolati dai media senza scandalo alcuno.
C’e’ un film in circolazione in questi giorni, ad esempio, la cui
pubblicita’ radiofonica recita: “Le scelte di una donna sono pericolose”.
L’ascoltatore o l’ascoltatrice continuano tranquillamente a buttare la pasta o a stendere la biancheria, e se sembra che il messaggio scivoli via in punta d’orecchio e’ perché è diventato senso comune.
Ascoltate: la grammatica non è un’opinione. Quando io dico “Le scelte pericolose di una donna” implico che la donna in questione puo’ farne di
diverse. Se invece dico “Le scelte di una donna sono pericolose” implico che la donna puo’ compierne solo di pericolose, e quindi che scegliere, per una donna, è sbagliato. Corollario: e’ meglio se per le donne scelgono gli
uomini.
Nella grande bagarre che ha interessato le frequentazioni femminili dell’attuale capo di governo italiano c’e’ la riprova di quanto affermo. La sua giovane amica che va a scuola con l’autista ha dichiarato giuliva che vuol fare carriera “in politica o nello spettacolo, decidera’ papi”. Ecco, permettere a “papi” di decidere della tua vita, mia cara ragazza, e’ la scelta piu’ pericolosa che puoi fare.
Silvia (da Centro di ricerca per la Pace)
giugno 19th, 2009 at 08:17
le istituzioni hanno un senso se non èassente il rispetto. Poiché anche l’ultima illusione è finita è ora di mandare a casa chi non comprende l’alto signficato dell’investimento e del ruolo che ricopre. Ideologie a parte noi donne siamo stanche di essere così bassamente rappresentate e considerate.
Pinina
giugno 19th, 2009 at 08:56
SONO COSTERNATO PER QUELLO CHE STA SUCCEDENDO.IO CHE DIFENDO LA CATEGORIA HO IL PESO DEL DOVER AMMETTERE GLI SBAGLI DEI NOSTRI RAPPRESENTANTI. QUESTA E’ UNA BRUTTA BOTTA PER CHI HA DATO IL VOTO IN BUONA FEDE PER SCEGLIERE LA FAMIGLIA E LA COMP0STEZZA.
FRANCO BARZAGHI
giugno 19th, 2009 at 20:12
ho un chiodo fisso che riguarda il danno fatto agli italiani per l’impedimento al contributo femminile al bene del paese. Il peggior risultato non basta ancora e chissà che cosa si aspetta pertare la rivoluzione.
Carmen
giugno 20th, 2009 at 15:37
carissima Wanda,
ho letto il tuo interessantissimo articolo e a volte mi chiedo, date le donne in politica in questo momento nel Venezuela, se forse non sarà un bene che tu ti beva comunque la tua bottiglia di champagne anche solo a nome delle fedelissime amiche vere che hai.
Ti invio questi commenti che faccio sul blog di Radioradicale, così puoi visitare le mie postazioni.
Ti auguro il meglio,
un abbraccio
Blanca Briceno
giugno 20th, 2009 at 15:42
si sa che tutte loro chiamavano il cavaliere papi. Non potremo più chiamare così i nostri padri,ma questo è poca cosa in confronto alla bassezza della politica di questi periodi.Illivell è sempre più rasoterra.
Gianna
giugno 20th, 2009 at 19:57
Sono un eroe, perché lotto tutte le ore. Sono un eroe perché combatto per la pensione
Sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari dei cravattari
Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere. Sono un eroe straordinario tutte le sere
Sono un eroe e te lo faccio vedere. Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere
(Dedicato a tutti gli operatori del settore musicale)
Ogni giorno news su http://www.audiocoop.it
giugno 21st, 2009 at 14:08
Cara Wanda sinparladi te nel sito:www. radicali di sinistra .it – Vai a vedere.
Nina
giugno 21st, 2009 at 17:19
il blog è sulla politica femminile nel giusto merito, ma vorrei dirvi che ci sono aggettivi più chiari come per esempio quelli che usa Paolo Guzzanti, il giornalista che senza peli sulla lingua usa il termine mignottocrazia e rende l’idea su cosa sono le nomine di scambio.
Il fenomeno è diffuso di qua e di là delle coalizioni. Sono pochi i partiti seri cui si può rimproverare solo che non hanno sufficiente considerazione delle donne, perchè c’è il peggio di ogni male e considerare solo chi ha fatto dei favori sessuali o di altro tipo è il peggio a cui non avremmo pensato di dover assistere.
Eduardo
giugno 21st, 2009 at 21:50
Barzaghi è costernato perchè ha votato in buona fede un partito che ha tradito la sua fiducia. Non gli è mai venuto il dubbio che chi ama il potere sopra ogni cosa dimostra di non stimare i suoi simili e tantomeno le donne. Io sono convinta che il disprezzo per le donne era latente e mai cme in questo periodo se ne dimostra la virulenza. Non solo da un uomo purtroppo ma da politici sia di destra che di sinistra, e se dovessi scegliere non saprei proproo da che parte voltarmi.
Grazia Linari
giugno 22nd, 2009 at 08:26
Il prossimo 25 giugno, a partire dalle 15.00 si terrà a Roma, nella sede della Provincia a Palazzo Valentini, un importante convegno internazionale che metterà a confronto realtà differenti – sociali, accademiche, amministrative e dell’informazione – per discutere di crisi e di alternative per uscirne dal punto di vista dell’economia ecologica.
Asud informa
giugno 22nd, 2009 at 08:34
Una giovane donna è stata uccisa a Teheran, un’altra vittima della violenza.Il suo video ha fatto il giro del mondo. E’stata uccisa da un miliziano mentre manifestava insieme al padre nelle vie di Teheran. E’ diventata il simbolo della rivolta. “Non sei morta invano” si scandisce da un blog all’altro, ma siamo stanche di piangere donne innocenti.
Viviana
giugno 22nd, 2009 at 18:02
la cultura della pace e dell’amore per il prossimo è scaduta e in cambio imperversa la violenza dovunque, nelle città europee contro le donne, contr i bambibi con abusi e lavoro minorile, nelle zone di guerra ancor più perchè si prende il via da motivi pseudopolitici per dar fondo ad aggressività cattiveria e genocidi. I governi pensano ad arricchire i loro governanti che vivono per il potere e denaro. L’umanità sofferente non li riguarda. E’una strettoia senza via d’uscita perchè certi cervelli non si cambiano e non c’è niente di nuovo all’orizzonte. Miriam
giugno 23rd, 2009 at 08:08
il referendum è fallito. E’ un bene per il rischio che avrebbe rappresentato un eventuale successo, ed è un segnale che ci fa capire che tutti gli strumenti di democrazia hanno le armi spuntate.
Gianni
giugno 23rd, 2009 at 14:20
LA FEMMINILIZZAZIONE DELLA POVERTA’
Finchè ci sarà una gerarchia sessuale ad imperare le conquiste sociali saranno ad alto rischio “recessione” con l’aggiunta della crisi in atto che segregherà ancor più l’indipendenza e l’affermazione del genere femminile.
Il principio dell’uguaglianza deve lasciare il posto al diritto dell’uguaglianza.
Lo sviluppo dell’occupazione femminile è il fondamento delle politiche dell’uguaglianza.
A fronte di un livello di scolarizzazione femminile più alto, le donne restano confinate nei settori meno valorizzati e meno remunerativi.
Il gender gap verrà eliminato se vengono eliminati gli stereotipi di genere nell’assegnazione delle responsabilità sociali ed è per questo che gli uomini dovranno assumersi le propeie responsabilità nel campo della cura e dell’assistenza.
L’istruzione è la porta di ingresso all’uguaglianza.
L’attuale drammatica situazione italiana, che non riesce a coinvolgere i vertici politico/industriali nel gender mainstreaming,è figlia di una mancata sensibilità “automatica” alle questioni di genere.
Spero che l’Europa, a riguardo, attui delle misure specifiche di tipo giuridico che vedano assegnare finalmente alle donne i fondi dei programmi PROGRESS e moltissimi fondi Sociali Europei.
Sempre in Italia, l’autonomia finanziaria dei comuni ha fatto sì che venissero tagliati i servizi (già pochi di per sè) alle vittime di violenza. Anche su questo dramma sarebbe urgente che il Consiglio d’Europa vincolasse giuridicamente la politica del territorio con quella europea.
Le donne non devono essere vittime della recessione e solo la trasparenza salariale può impugnare i livelli retributivi inaccettabili che hanno volgarizzato il nostro mercato del lavoro a danno della crescita sociale e psicologica di tutte le generazioni in forza operativa.
Un paese che non adotta disposizioni legali verso la disuguaglianza di genere, un paese che anche nelle categorie più agiate è attraversato dalla violenza di genere, qualsiasi paese che applica la cultura della dominazione contro la cultura dell’uguaglianza…non è un paese democratico.
Tutti sono chiamati sulla questione femminile, uomini e donne.
Chiunque non rispetti il decoro dell’altro in termini di uguaglianza non potrà avere rispetto per il futuro poichè incapace di testimoniare un presente che sempre più richiama alla giustizia ad all’impegno.
Questa crisi può minare i nostri sforzi con modelli discriminatori che rigettano nel passato. E’ qui che dobbiamo puntare i piedi.
Alle donne che conciliano la vita privata con quella pubblica ad un prezzo insostenibile per la loro indipendenza suggerisco di amare la metà e di amarsi di più.
Anna Rossi
Resp.Relaz. Esterne ONERPO
giugno 23rd, 2009 at 20:21
ho letto la lettera accorata di Giancarla Codrignani, sottoriportata, anche
dalla newsletter della rete delle donne di Bologna.
Che dire ! Finalmente qualcuna si sveglia ! Ha ragione Giancarla: è un momento questo che potrebbe essere decisivo per affermare la valorizzazione
del lavoro femminile come àncora di un cambiamento culturale ed
organizzativo per l’uscita dalla crisi economica ed invece…i segnali sono di regressione rispetto a quei momenti di grande attenzione che negli ultimi tempi facevano ben sperare. e, come dice lei, tutto nel sonno profondo delle donne ! Si passatemelo.
durante la campagna elettorale, ora conclusasi, non ho fatto altro (la rete mi ha pubblicato) che spronare le donne a votare donne. Anche su facebook ho
inondato gruppi ed amicizie (oltre 1200) di attenzione al votare donna, perchè in questi momenti le singole contano e dopo inversamente non possono
lamentarsi se le leggi e le azioni e le organiozzazioni non tengono presente la salvaguardia della famiglia e del corpo delle donne, se poi sono proprio
le donne a non votare donna. Ne ho parlato anche in Consulta e commissione regionale (Puglia). Ma l’esito è stato catastrofico. Non solo a Bologna, ma anche lo schieramento delle parlamentari europee italiane è esiguo (Nella
circoscrizione meridionale, neanche una donna) , ma anche alla Provincia di Bari ed al Comune (una vinta dal PDL e l’altro dal PD) in giunta …una
donna per consiglio !! ed ora si deve sperare solo che gli eletti maschi ai vertici, bontà loro nominino, come promesso, un numero oltre uno di assessore ! Ora che in Marocco è stata nominata la prima donna sindaco di una città importante, qui…si fa come il gambero e si deve sperare nella bontà del “potente” per risiedere nel suo “Harem”. Uso toni forti, perchè sono inviperito quanto voi, visto che della materia mi occupo da oltre 10 anni (voi da una vita) credendoci. Certo se poi, come accaduto al Comune di
Molfetta (Bari) che , dopo una battaglia di tutti gli organismi femminili regionali, il sindaco ha finalmente ottemperato allo statuto nominando una
assessora e questa, gli è riconoscente,…smerdando le donne che hanno
lottato…il paragone delle donne in lista per fare solo numero e
riscontrare il dogma delle quote, magari mettendo veline o altro…,
squalifica e fa pensare che le quote nelle liste, se non blindate o lasciate
al voto doppio di genere, come nella recente legge elettorale approvata dalla Regione Campania (SUD Italia !!), deve far meditare a formule più
incisive.
Forse servirebbero azioni forti (ricordo allora il ’68) o forme di educazione al dualismo di pensiero (Femminile e maschile) partendo dalle scuole elementari.
Certo se poi devo difendere anche dalle improperie di alcune donne (non veline) questi miei suggerimenti, se devo lottare perchè ci si apra e si
usino anche uomini coscenti della necessità di cambiamento e non per avere voti, la voglia di lasciare che le cose continuino a navigare così come il
gambero e dare ragione a chi , donna, vota uomo perchè più preparato ed anche perchè le donne in lista sono tutte veline, è tanta! Se i miei appelli, da uomo non potente, non in lista, non affiliato a
massonerie varie, vengono cestinati anche da siti e giornali web al femminile, perchè scritti da un uomo, che per regola femminista non può
insegnare nulla (se non magari, come nel mio caso, a studenti universitari de La sapienza che mi invitano ogni anno al laboratorio di scienze della
comunicazione a parlare di leadership al femminile ),allora bisogna ammettere che sembrava fossero stati fatti passi avanti, ma invece siamo ancora all’immediato post 68. Uso il termine di Cavallo di Troia per uomini consapevolmente evoluti verso la Valorizzazione del lavoro delle donne soprattutto ai vertici di ogni luogo in cui si decide, per far capire che
quella potrebbe essere la strada per sgretolare la monolitica ed obsoleta, nonchè dannosa monocultura maschilista esistente. Bisogna contaminarla con anticorpi apparentemente amici! Meditate donne e …ripartite…se volete….anche con un Cavallo di Troia a fianco, mai avanti !
Luciano Il femminilista (diverso da femminista)
giugno 24th, 2009 at 08:53
Ribelliamoci alle mossette sceme della TV
Cara Wanda, care donne,
la confusione politica di questi giorni è grande, il modello berlusconiano di società si è ormai rivelato chiaramente agli occhi di quei pochi che leggono i giornali e seguono l’attualità su internet. Meno informati e informate sono le persone che guardano solo la TV, che forse dovrebbero chiedersi ma cosa sta succedendo, ma per comodità non se lo chiederanno. Certe volte è meglio non sapere e concentrarsi sui propri affanni quotidiani, tanto “i politici sono tutti sporchi e tutti uguali. Le donne sono tutte..poco di buono”.
In questa visione semplicistica del mondo che si riduce a un “bisogna tirà a campà”, il qualunquismo, conformismo e menefreghismo diventano una pratica accettata e condivisa.
In questo contesto prendersela solo con Di Pietro mi sembra riduttivo.
Certo da dipietrista fanatica, ex candidata alla Camera per ben due volte con un discreto numero di preferenze (1143 la seconda volta) considerata l’invisibilità della mia candidatura e l’investimento di euro 0 per promozione elettorale (una scelta personale di cui sono tuttora convintissima) , avrei molto da dire su come è più giusto reclutare i candidati.
Finché Italia dei Valori non farà le primarie, quelle vere, in cui tutti i tesserati e i militanti possono candidare e candidarsi sulla base di un preciso programma elettorale inerente al mandato a cui aspirano, le scelte arriveranno solo dall’alto. Saranno scelte ottime come quella di De Magistris oppure scelte discutibili o inutili di personaggi che già fanno parte della burocrazia e dell’establishment e che non sposteranno nulla a livello politico. Ci saranno anche scelte controproducenti come quella di Marylin Fusco, una paraberlusconiana, chissà come e perché capitata tra le fila di Idv.
Ma il problema oggi non è solo Di Pietro, non è la sua decisione dal vertice sulle donne e gli uomini da candidare, che comunque è motivata da scelte strategiche. Era chiaro che De Magistris avrebbe ottenuto un risultato plebiscitario perché è un magistrato coraggioso e indipendente che crede nella giustizia e nella legalità e nella necessità di una politica pulita.
Il problema oggi sono le donne che accettano supinamente i ruoli che il potere gli assegna. Il problema è optare automaticamente per la soggezione e la “prostituzione” sia fisica che psicologica a chi ti offre di più.
Non dimentichiamo che nell’universo dei festini e della baldoria berlusconiana navigano eserciti di ragazze immagine che scelgono di vendersi per fare una carriera televisiva, scavalcando colleghe forse più brave, ma meno disponibili, ragazze manager che reclutano queste ragazze e le introducono in un mondo spietato in cui pochissime arriveranno e e se arrivano bisogna vedere per quanto tempo e moltissime resteranno a bocca asciutta e magari diventeranno escort finché hanno l’età per farlo e dopo? L’harem berlusconiano è un mondo popolato di donne senza scrupoli in cui si parla di amicizia ma circolano tanti tanti soldi che cementano i rapporti o li fanno paurosamente crollare. Soldi, business, traffici su cui vorremmo finalmente chiarezza.
E le ragazze straniere? Le squadre di esordienti reclutate per tappezzare le scenografie del palazzo decadente di un set erotico da far invidia a Playboy e far impallidire Tinto Brass?
Tutto ciò è la negazione della meritocrazia, che secondo me resta il pilastro su cui dovrebbe fondarsi la società, impegnarsi per imparare a fare qualcosa nella vita, studiare, coltivare le propri ambizioni, specializzarsi in un settore e lealmente cercare di essere i migliori grazie alla propria capacità aborrendo qualsiasi forma di corruzione o gioco scorretto.
Se in politica abbandoniamo il concetto di meritocrazia, e accettiamo che chiunque possa candidarsi se qualcuno dall’alto gliene dà la possibilità, allora qualsiasi altro discorso sensato ammutolisce.
Si dirà: bene questa è la logica berlusconiana, il suo partito candida spesso e volentieri donne giovani e carine che si prestano a fare le ragazze immagine, le smistatrici di ragazze o addirittura le escort.
Ma gli altri partiti che fanno? Decidono dall’alto. Candidano antiveline, ma decidono comunque dall’alto di candidare le persone che vogliono loro, che faranno quello che vogliono loro, che saranno obbedienti e ossequienti.
Contro questo esercizio del potere che sceglie e alleva i propri capi e mantiene il potere dentro la casta chiusa dobbiamo batterci.
L’unico modo per virare da questo giro vizioso è veramente un rinnovo della classe dirigente che parta dal basso e che creda nel principio di democrazie e meritocrazia.
Accanto alle primarie che dovrebbero essere introdotte in tutti i partiti e dovrebbero far accedere alla politica i militanti e le militanti della base che hanno idee, progetti e non devono ringraziare nessuno e di conseguenza prostituirsi a nessuno, rilancio l’idea di un nuovo femminismo.
Per favore, donne, smettiamola con l’ossessione della bellezza a tutti i costi per conquistare il principe azzurro ricco e potente che ci dia la sicurezza per tutta la vita.
Riscopriamo la bellezza e il diritto di poter essere qualche volta brutte, ma intelligenti, preparate, ambiziose, interessate alla politica alla cultura all’arte, appassionate di qualche cosa che non sia solo il trucco, lo shopping o la vacanza esotica da sfoggiare con le amiche. Rientriamo nel pubblico e facciamo vedere quello che sappiamo fare e vogliamo fare. Senza bisogno di nessuno che ci introduca a feste o set televisivi.
Donne, se ci trattano male, la colpa è anche nostra, ribelliamoci al velinismo, alla sudditanza , alle mossette sceme e umilianti che ci impone la corte della TV. Il mondo è pieno di cose interessanti da fare. Usciamo dal nostro sonno acquiescente di belle addormentate.
Ribelliamoci al ruolo di comparse e di caratteriste senza una propria personalità, intercambiabili e anonime. Riscopriamo la bellezza di essere profondamente femmine e donne e protagoniste, in piena libertà di scelta senza condizionamenti e stereotipi del potere.
E’ tanto difficile? Nil difficile volenti.
Proviamoci.
Silvia Terribili
giugno 24th, 2009 at 11:56
……Ma gli altri partiti che fanno? Decidono dall’alto. Candidano antiveline, ma decidono comunque dall’alto di candidare le persone che vogliono loro, che faranno quello che vogliono loro, che saranno obbedienti e ossequienti….
…….Per favore, donne, smettiamola con l’ossessione della bellezza a tutti i costi per conquistare il principe azzurro ricco e potente che ci dia la sicurezza per tutta la vita……
….E’ tanto difficile?
Nil difficile volenti.
Proviamoci.
Silvia Terribili
Cara Silvia,
questa squallida vetrina pubblica non è l’unica nè sarà l’ultima della storia.
Molte donne sono complici e conniventi di sultanati squallidi da basso impero e ciò non fa altro che continuare a frenare il nostro contributo a migliorare le relazioni fra i due generi.
Preso atto di quel che da sempre vado dicendo,ossia che nessuna donna ha votato le donne che dicono di rappresetarci nei luoghi cardine della società economico/pubblico/politica, va da sè che servono strumenti vincolanti per attuare il gender mainstreaming che la stessa Commissione Europea va sbandierando e che a fatica fa qualche breccia senza peraltro produrre alcun risultato (in Italia addirittura si va indietro come i gamberi.)
Le donne sono un fattore di sviluppo ma non lo sanno.
La percezione che possono fare la differenza non passa attraverso la rivendicazione dell’uguaglianza poichè nessuno le rappresenta e consapevoli di ciò prendono (le più determinate) scorciatoie secolari per galleggiare in alto mare continuando nel contempo a negare progenie alla quale non possono che vendere altra sopravvivenza.
Dai tempi di Mussolini, noi donne italiane, non facciamo più figli e nessun incentivo è riuscito a spostare l’ago della speranza sul fronte filiale.
Le donne italiane sanno di trovarsi di fronte ad una specie maschilista delle più spietate e meno intelligenti.
Le disuguaglianze tenaci con cui ci stiamo confrontando possono essere incrinate solo attraverso una mobilitazione generale dettata da un gioco di squadra in grado di sottolineare l’uso delle risorse umane della società civile femminile.
L’indisponibilità ad asservire un modello culturale che non paga deve essere modulata da nuove leaders.
Il clima economico attuale è preoccupante perchè rischia di accellerare la regressione dal punto di vista della dignità umana e del rispetto (peraltro già scarso) fra i generi.
Non credo che la pretesa meritocratica sarà innescata dal basso verso l’alto.
Penso piuttosto all’urgenza di puntare il dito sulle asservite al sistema del “SULTANATO” attraverso un coordinamento di voci rappresentative del diniego al modello stereotipato della donna casa/famiglia o spettacolo/società. Fra i due sistemi di essere donna ce n’è un altro ed è quello di pretendere le stesse opportunità degli uomini a prescndere dallo status.
Molte di noi non accetteranno mai di fare le comparse pur essendo profondamente femmine e piene di risorse.
Molte altre sanno cosa vuol dire “libertà di scelta” ma restano sotto la pressa dei condizionamenti di un potere volgare.
Altre ancora si chiudono in nicchie selettive pagando il prezzo dell’isolamento affettivo.
Non va bene! Non è cosi che funziona.
Abbiamo fatto analisi a sufficienza per capire dove è il margine di errore.
Nessun partito politico è all’altezza di integrare la forza femminile perchè non ci crede e se ci crede la teme.
E allora? Allora vanno combattuti i vertici che decidono per noi.
Le militanti di base, come le chiami tu, non hanno nessuna chance di passare al rinnovo della classe dirigente se non si proclameranno movimento femminile di lotta.
Sai bene quale sono le farse delle consulte femminili.
Sai bene il prezzo che paga e ha pagato il serbatoio ricco delle “preparate”.
Solo la squadra può fornire lo strumento modello di ribellione.
La squadra può contestare e crescere numericamente se portatrice di speranza progettuale.
La squadra coesa che disciplinatamente coordina l’associazionismo e fa da collante con le esigenze pratiche delle donne.
La favola della bella addormentata non funziona nè mai ha funzionato.
Le donne fanno finta di dormire e sono certa che risponderanno in molte quando la squadra sarà attendibile e pronta a partire.
Cordialmente
Anna Rossi
Resp Rel Esterne ONERPO
giugno 24th, 2009 at 16:13
Silvia Terribili:
” L’unico modo per virare da questo giro vizioso è veramente un rinnovo della classe dirigente che parta dal basso e che creda nel principio di democrazie e meritocrazia”.
L’enunciazione di principio è condivisa però ho la percezione di un interesse economico e politico impossibile da cacciare se non con la rivoluzione, poiché quando il troppo va oltre l’orlo del contenitore il popolo trabocca. L’Iran è un esempio di energia che affronta la violenza cieca del governo, non teme i morti, e le minacce.
Si arriva a questo punto se la compressione sul popolo è troppa e insostenibile.
Nicola
giugno 25th, 2009 at 15:48
L ‘attacco finale
alla democrazia è iniziato!
Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l ‘obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC), è stato introdotto l’articolo 50-bis, “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”. Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l’articolo è diventato il n. 60. Anche se il senatore Gianpiero D’Alia
(UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della “Casta” che non vuole scollarsi dal potere.
In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo.
Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare Un sito ovunque si trovi, anche se all’estero. Il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali.
Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge? Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l’informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l’unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che vede un’impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d’interessi. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza”
di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.
Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l’Italia come la Cina e la Birmania.
Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico.
Fate girare questa notizia il più possibile. È ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani. È in gioco davvero la democrazia!!!
Silvano De Iesu
giugno 26th, 2009 at 09:07
non sono preoccupata perche vogliono imbavaglare internet, la credo un’impresa impossibile perché si possono aprire i siti esteri e internet è un oceano aperto. Sono preoccupata per che cosa intendono nasconderci.
livia
giugno 27th, 2009 at 19:36
Salve,
papiquotidiano@gmail.com ti ha segnalato la seguente notizia:
ciao Wanda, siamo un gruppo di donne che ha messo su un blog per raccontare i ‘papi’ della nostra vita. Fra noi ci sono giornaliste, precarie, professioniste, i nostri ‘papi’ sono ministri, sindacalisti, manager, professori, uomini che amano usare le donne per i loro piacer e poi butarle via. Seguici e aiutaci a far circolare questo sito!
Grazie
giugno 30th, 2009 at 19:15
La natura e l rispetto di essa è evidente in questo blog e a perciò vi annuncio la buona notizia che presidenza svedese dell’Ue propone al Consiglio europeo l’introduzione di una tassa sulle emissioni CO2 in tutti gli Stati membri per scongiurare il riscaldamento del Pianeta e ridurre il carico degli scarichi nocivi ad effetto serra. La Svezia è esempio in campo ambientale e sotto la sua presidenza si svolgera’ il meeting sul clima a dicembre a Copenhagen, che sarà il più importante del genere e si dice che i Paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo faranno un accordo in grado di cambiare la storia del pianeta. Domani, dalle 11.30 alle 12.00 se ne parla a Radio3Mondo. ve lo consiglio.
Liliana
giugno 30th, 2009 at 19:58
ho letto che c’è il blog papiquotidiano. mi piace. Come ci si iscrive?
Serena Poggiali
luglio 1st, 2009 at 09:43
INTERCETTAZIONI: SCIOPERO GIORNALISTI, GIORNATA DI SILENZIO IL 14 LUGLIO
ROMA – I giornalisti – si legge in un una nota della Fnsi – “si fermeranno nei prossimi giorni per una giornata di silenzio, il 14 luglio prossimo (con blocco però dell’attività nella carta stampata il 13), per contrastare il ddl Alfano sulle intercettazioni che introduce inaccettabili divieti al diritto di informazione sulle indagini e sulle inchieste giudiziarie”.
E’ la decisione del Consiglio Nazionale della Stampa Italiana riunito oggi a Roma, che ha approvato con un solo voto contrario e due astenuti la proposta della giornata di protesta di tutto il nostro giornalismo avanzata dal Segretario Generale, Franco Siddi. “La giornata di astensione dell’informazione, alla quale i giornalisti sono costretti dopo un anno di iniziative civili, di confronto e di dibattito e denuncia per la libertà dell’informazione, senza censure e intimidazioni – si legge nella nota della Fnsi – è lo strumento con il quale si vuole marcare una volta di più l’ indignazione più ferma di fronte alle previsioni del ddl Alfano: un bavaglio ai giornalisti e la sanzione (un danno economico) per gli editori al fine di impedire di dar conto delle notizie sulle indagini giudiziarie negli organi d’informazione; la pesante limitazione del diritto dei cittadini a sapere o essere informati su fatti importanti per la loro vita”. “Non si sciopererà, quindi, per un aumento di stipendio ma – sottolinea il sindacato – per un aumento della libertà nel nostro Paese”.
ANSA 2009-06-30 21:34
luglio 1st, 2009 at 09:49
29 Giugno 2009
Oblio di Stato
Marco Travaglio
C’è una proposta di legge che vaga alla Camera dei Deputati, credo sia appena approvata alla Commissione Giustizia della Camera, intitolata “nuove disposizioni per la tutela del diritto all’oblio su Internet in favore delle persone già sottoposte a indagini o imputate in un processo penale” è stata presentata da una Onorevole leghista Carolina Lussana, moglie di un deputato forzista che, guarda caso, è riconoscibile in queste definizioni, persone già sottoposte a indagini in processi penali, lui si chiama Galati, sta in Calabria, lei invece è una padana dura e pura o forse lo era, adesso è diventata dura e pura ma un po’ diversa da come eravamo abituati a conoscere i leghisti, quelli che nel 1992 urlavano via i ladri, via gli inquisiti etc., poi molti di loro furono inquisiti, non la Lussana peraltro, la quale però si preoccupa per quelli che invece lo sono, inquisiti è quelli che sono stati condannati e nel suo partito ce ne sono parecchi…
………….Bavaglio bis
Questa Lussana ha presentato il 20 maggio, quindi un mese e qualcosa in più fa una proposta di legge che è un ulteriore bavaglio in aggiunta al bavaglio che stanno preparando con la Legge Alfano che è in discussione alla Commissione giustizia del Senato invece, dopo essere già stata licenziata e approvata dalla Camera, quell’Alfano riguarda le intercettazioni e la possibilità di pubblicare notizie su indagini in corso e vieta naturalmente la pubblicazione degli atti, delle indagini in corso, ma anche delle intercettazioni, pena la galera per i giornalisti e una multa di oltre mezzo milione per ogni articolo per gli editori e vieta ai magistrati di fatto di fare le intercettazioni e di questo ci siamo occupati qualche settimana fa, adesso bisogna prepararsi perché la Legge Bavaglio sta per essere approvata anche dal Senato e se sarà approvata dal Senato senza modifiche rispetto al testo passato alla Camera, entrerà in vigore, a meno che……..
luglio 2nd, 2009 at 15:07
il nucleare di nuovo!!!
Follia antieconomica antelucana e anticostituzionale. Il Referendum avevas detto no!
Ci sono affari e solo quelli.
Paola
luglio 4th, 2009 at 10:13
Cari amici, vorrei potervi augurare il buongiorno ma proprio stamattina non mi riesce: il caffè fumante nella tazzina in mano, gli occhi ancora semichiusi con il sogno a metà tra il rimanere appeso ancora un istante prima di svanire nella mente. Le parole del giornalista alla televisone che rimbombano nella cucina mi danno quasi fastidio. Si mescolano ai suoni delle rondini che gridano in un cielo terso già sveglio. Null’altro se non quelle notizie alle quali siamo abituati: incidenti, morti, i funerali di Jackson, e poi quello sparo nel cuore: una ragazza di 21 anni è stata stuprata, un’altra vta è stata strappata. L’uomo l’ha seguita, aspettata come un leone attende la sua preda, accovacciato, nascosto controvento per non far sospettare nulla alla sua vittima, perché non le arrivasse alle narici neppure il suo odore di marcio e al momento più giusto l’ha colpita, giustiziata, graffiandole l’anima, strappandole il cuore. Poi, soddisfatto del suo pranzo, l’ha lasciata a terra, incurante del pianto, dei brandelli di vita sparsi a terra come coriandoli. Un’altra vittima della violenza, forse un serial killer. E’ il secondo caso in meno di un mese eseguito nella capitale, adoperando la stessa tecnica. A chi toccherà la prossima volta? Chi sarà la vittima che ha già puntato? Forse potrebbe essere tua figlia, mentre rientra dalla discoteca, oppure proprio tu, impegnata a portare la spesa a casa, nessuno si può sentire realmente al sicuro. Non aspettiamo che accada di nuovo.
Io sto con Paola Caio. Isciviti anche tu all’AssociazioneAiutoAttivoDonna
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Aiutami ad aiutare! Condividi e passaparola se ho conquistato la tua fiducia, grazie! Pat
luglio 4th, 2009 at 10:32
Siamo in balia dei criminali , che sicurezza!!!
Nunzia
luglio 4th, 2009 at 21:53
Le donne saranno più sicure con le ronde? dubito che sia inutile fino a quando non muterà la violenza assimilata sin dalla più tenera età. E’ il fattore culturale da cui si deve partire. L’educazione al rispetto della donna, l’educazione alla sessualità-sana
Mariella
luglio 5th, 2009 at 21:03
E’ doloroso constatare come questa legge ci faccia scivolare indietro, ai tempi della discriminazione razziale, negando i valori della Carta universale dei diritti umani, della nostra Costituzione, della Convenzione di Ginevra sui rifugiati. Baluardi contro il ritorno della barbarie e della guerra, antidoti perche’ legge sia tutela del bene comune a partire dai piu’
deboli, non legge del piu’ forte. Sono vittime della poverta’, gli immigrati. Ma la poverta’ piu’ grande,
oggi, e’ la nostra. Poverta’ di coraggio, di senso, di umanita’ di capacita’ di scommettere sugli altri, di costruire insieme a loro.
Centro di ricerca per la pace nbawac@tin.it
luglio 6th, 2009 at 15:56
Oscuramento internet – MA CHE SIAMO IN CINA?
E’ passato l’emendamento D’Alia
LEGGETE E FATE GIRARE, E’ IMPORTANTE PER TUTTI
L´attacco finale alla democrazia è iniziato! Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo.
Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri
provvedimenti scellerati come l´obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D´Alia (UDC), è stato introdotto l`articolo50-bis,
“Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”.
Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l´articolo è diventato il nr. 60. Anche se il senatore Gianpiero D´Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno Liberticida della “Casta” che non vuole scollarsi dal potere.
In pratica se un qualunquecittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo
provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se
all´estero.Il Ministro dell´interno, in seguito a comunicazione dell´autorità
giudiziaria,può disporre con proprio decreto l´interruzione della attività del
blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli
appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L´attività di filtraggio
imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La
violazione di taleobbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l´istigazione a delinquere e per l´ apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l´ istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all´odio fra le classi sociali.
Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca
da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge?
Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l´informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l´unica fonte informativa non censurata.
Vi ricordo che il nostro è l´unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di
risarcimento a YouTube. Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che vede un´impresa del
presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d´interessi. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l´istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.
Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e
di far diventare l´ Italia come la Cina e la Birmania.
Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle
colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico.
Fate girare questa notizia il più possibile.
E´ ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani.
E´ in gioco davvero la democrazia!!
Gino Migliore
luglio 7th, 2009 at 15:07
si pretende che i medici facciano la spia, ma loro hanno fatto il giuramento di Ippocrate e gli ammalati vanno guariti non denunciati. ho letto in diversi ospedali della capitale la scritta NOI NON DENUNCIAMO NESSUNO in molte lingue dall’arabo al rumeno all’inglese, all’italiano.
il sale in zucca, perchè poi di questo si tratta, ce n’è a sufficienza per essere ancora culla di civiltà, ma non si sa fino a quando purtroppo.
ileana
luglio 12th, 2009 at 20:51
Serena, ho letto solo ora che vuoi iscriverti al nostro blog ‘Dacci oggi il nostro papiquotidiano’. Vieni a leggerci all’indirizzo http://papiquotidiano.blogspot.com, puoi diventare una delle nostre lettrici fisse se vuoi, oppure puoi contribuire con dei racconti. Scrivici al nostro indirizzo: papiquotidiano@gmail.com
grazie
e grazie a Wanda Montanelli per aver ospitato questi nostri commenti
luglio 16th, 2009 at 16:07
sarò all’antica ma ancora capace di indignarmi per la mignottocrazia. Da donna piacente e corteggiata non ho mai voluto fare dell’avvenenza fisica un affare e le donne che si danno via così in fondo non hanno una grande autostima, povere loro. Avranno pure denaro e attenzioni ma dureranno il tempo di una meterora.
luglio 17th, 2009 at 09:59
Ho ritrovato il Manifesto di Rivolta Femminile del 1970,uno dei testi importanti della rivoluzione femminista, che secondo alcune non è condivisibile al cento per cento, ma penso che vi siano dei punti dove le donne hanno il diritto-dovere di ritrovarsi, come nella frase: “Non salterà il mondo se l’uomo non avrà più l’equilibrio psicologico basato sulla nostra sottomissione”, oppure: “Identificare la donna all’uomo significa annullare l’ultima via di liberazione”.
Piera
[Da Carla Lonzi, Sputiamo su Hegel. La donna clitoridea e la donna vaginale), "Rivolta Femminile" del luglio
1970, uno dei testi fondamentali della riflessione femminista in Italia]
“Le donne saranno sempre divise le une dalle altre? Non formeranno mai un corpo unico?” (Olympe de Gouges, 1791)
La donna non va definita in rapporto all’uomo. Su questa coscienza si fondano tanto la nostra lotta quanto la nostra liberta’.
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L’uomo non e’ il modello a cui adeguare il processo di scoperta di se’ da parte della donna.
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La donna e’ l’altro rispetto all’uomo. L’uomo e’ l’altro rispetto alla donna. L’uguaglianza e’ un tentativo ideologico per asservire la donna a piu’ alti livelli.
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Identificare la donna all’uomo significa annullare l’ultima via di liberazione.
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Liberarsi per la donna non vuol dire accettare la stessa vita dell’uomo perche’ e’ invivibile, ma esprimere il suo senso dell’esistenza.
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La donna come soggetto non rifiuta l’uomo come soggetto, ma lo rifiuta come ruolo assoluto. Nella vita sociale lo rifiuta come ruolo autoritario.
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Finora il mito della complementarieta’ e’ stato usato dall’uomo per giustificare il proprio potere.
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Le donne son persuase fin dall’infanzia a non prendere decisioni e a dipendere da persona “capace”e”responsabile”: il padre, il marito, il
fratello…
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L’immagine femminile con cui l’uomo ha interpretato la donna e’ stata una sua invenzione.
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Verginita’, castita’, fedelta’, non sono virtu’; ma vincoli per costruire e mantenere la famiglia. L’onore ne e’ la conseguente codificazione
repressiva.
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Nel matrimonio la donna, privata dal suo nome, perde la sua identita’ significando il passaggio di proprieta’ che e’ avvenuto tra il padre di lei
e il marito.
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Chi genera non ha la facolta’ di attribuire ai figli il proprio nome: il diritto della donna e’ stato ambito da altri di cui e’ diventato il privilegio.
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Ci costringono a rivendicare l’evidenza di un fatto naturale.
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Riconosciamo nel matrimonio l’istituzione che ha subordinato la donna al
destino maschile. Siamo contro il matrimonio.
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Il divorzio e’ un innesto di matrimoni da cui l’istituzione esce rafforzata.
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La trasmissione della vita, il rispetto della vita, il senso della vita sono esperienza intensa della donna e valori che lei rivendica.
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Il primo elemento di rancore della donna verso la societa’ sta nell’essere costretta ad affrontare la maternita’ come un aut-aut.
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Denunciamo lo snaturamento di una maternita’ pagata al prezzo
dell’esclusione.
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La negazione della liberta’ d’aborto rientra nel veto globale che viene fatto all’autonomia della donna.
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Non vogliamo pensare alla maternita’ tutta la vita e continuare ad essere inconsci strumenti del potere patriarcale.
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La donna e’ stufa di allevare un figlio che le diventera’ un cattivo amante.
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In una liberta’ che si sente di affrontare, la donna libera anche il figlio e il figlio e’ l’umanita’.
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In tutte le forme di convivenza, alimentare, pulire, accudire e ogni momento del vivere quotidiano devono essere gesti reciproci.
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Per educazione e per mimesi l’uomo e la donna sono gia’ nei ruoli della primissima infanzia.
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Riconosciamo il carattere mistificatorio di tutte le ideologie perche’ attraverso le forme ragionate di potere (teologico, morale, filosofico,
politico) hanno costretto l’umanita’ a una condizione inautentica, oppressa e consenziente.
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Dietro ogni ideologia noi intravediamo la gerarchia dei sessi.
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Non vogliamo d’ora in poi tra noi e il mondo nessuno schermo.
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Il femminismo e’ stato il primo momento politico di critica storica alla famiglia e alla societa’.
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Unifichiamo le situazioni e gli episodi dell’esperienza storica femminista: in essa la donna si e’ manifestata interrompendo per la prima volta il monologo della civilta’ patriarcale.
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Noi identifichiamo nel lavoro domestico non retribuito la prestazione che permette al capitalismo, privato e di stato, di sussistere.
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Permetteremo quello che di continuo si ripete al termine di ogni rivoluzione popolare quando la donna, che ha combattuto insieme con gli altri, si trova
messa da parte con tutti i suoi problemi?
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Detestiamo i meccanismi della competitivita’ e il ricatto che viene esercitato nel mondo dalla egemonia dell’efficienza. Noi vogliamo mettere la nostra capacita’ lavorativa a disposizione di una societa’ che ne sia immunizzata.
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La guerra e’ stata da sempre l’attivita’ specifica del maschio e il suo modello di comportamento virile.
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La parita’ di retribuzione e’ un nostro diritto, ma la nostra oppressione e’ un’altra cosa. Ci basta la parita’ salariale quando abbiamo gia’ sulle
spalle ore di lavoro domestico?
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Riesaminiamo gli apporti creativi della donna alla comunita’ e sfatiamo il
mito della sua laboriosita’ sussidiaria.
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Dare alto valore ai momenti “improduttivi” e’ un’estensione di vita proposta
dalla donna.
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Chi ha il potere afferma: “Fa parte dell’erotismo amare un essere inferiore”. Mantenere lo “status quo” e’ dunque un suo atto d’amore.
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Accogliamo la libera sessualita’ in tutte le sue forme, perche’ abbiamo smesso di considerare la frigidita’ un’alternativa onorevole.
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Continuare a regolamentare la vita fra i sessi e’ una necessita’ del potere;
l’unica scelta soddisfacente e’ un rapporto libero.
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Sono un diritto dei bambini e degli adolescenti la curiosita’ e i giochi sessuali.
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Abbiamo guardato per 4.000 anni: adesso abbiamo visto!
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Alle nostre spalle sta l’apoteosi della millenaria supremazia maschile. Le
religioni istituzionalizzate ne sono state il piu’ fermo piedistallo. E il concetto di “genio” ne ha costituito l’irraggiungibile gradino.
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La donna ha avuto l’esperienza di vedere ogni giorno distrutto quello che faceva.
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Consideriamo incompleta una storia che si e’ costituita sulle tracce non deperibili.
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Nulla o male e’ stato tramandato dalla presenza della donna: sta a noi riscoprirla per sapere la verita’.
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La civilta’ ci ha definite inferiori, la chiesa ci ha chiamate sesso, la psicanalisi ci ha tradite, il marxismo ci ha vendute alla rivoluzione
ipotetica.
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Chiediamo referenze di millenni di pensiero filosofico che ha teorizzato l’inferiorita’ della donna.
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Della grande umiliazione che il mondo patriarcale ci ha imposto noi consideriamo responsabili i sistematici del pensiero: essi hanno mantenuto il principio della donna come essere aggiuntivo per la riproduzione
dell’umanita’, legame con la divinita’ o soglia del mondo animale; sfera privata e “pietas”. Hanno giustificato nella metafisica cio’ che era
ingiusto e atroce nella vita della donna.
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Sputiamo su Hegel.
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La dialettica servo-padrone e’ una regolazione di conti tra collettivi di uomini: essa non prevede la liberazione della donna, il grande oppresso
della civilta’ patriarcale.
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La lotta di classe, come teoria di classe sviluppata dalla dialettica servo-padrone, ugualmente esclude la donna. Noi rimettiamo in discussione il
socialismo e la dittatura del proletariato.
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Non riconoscendosi nella cultura maschile, la donna le toglie l’illusione dell’universalita’.
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L’uomo ha sempre parlato a nome del genere umano, ma meta’ della popolazione terrestre lo accusa ora di aver sublimato una mutilazione.
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La forza dell’uomo e’ nel suo identificarsi con la cultura, la nostra nel rifiutarla.
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Dopo questo atto di coscienza l’uomo sara’ distinto dalla donna e dovra’ ascoltare da lei tutto quello che la concerne.
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Non saltera’ il mondo se l’uomo non avra’ piu’ l’equilibrio psicologico basato sulla nostra sottomissione.
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Nella cocente realta’ di un universo che non ha mai svelato i suoi segreti, noi togliamo molto del credito dato agli accanimenti della cultura. Vogliamo essere all’altezza di un universo senza risposte.
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Noi cerchiamo l’autenticita’ del gesto di rivolta e non la sacrificheremo ne’ all’organizzazione ne’ al proselitismo.
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Comunichiamo solo con donne.
(da “Nonviolenza. Femminile plurale.259″)
ottobre 1st, 2009 at 10:04
[...] no party, viaggio nel sistema Tarantini”. Inviterei il Michele nazionale a leggere il mio post EUROPEE: NO DONNE NO PARTY del 14 giugno di quest’anno che guarda caso nasce dallo stesso problema di come si candidano le [...]