.
(2. E voi ballate)
Rovigo il 13 marzo 2009, all’assemblea degli Industriali si è sentito il grido d’allarme della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia che ha ammonito: “La crisi è profonda e pesante. Il vero problema è che la crisi oggi colpisce soprattutto l’industria manifatturiera, colpisce soprattutto il Nord e le imprese migliori, quelle che hanno investito di più, quelle che esportano e che oggi si trovano con fatturati tagliati del 30, 40 e 50% “.
La numero uno della Confindustria dichiara con l’occasione di non condividere alcune decisioni governative, come quella per il Ponte sullo Stretto, poiché si devono invece destinare più soldi per completare tutte le piccole opere che potrebbero partire subito. Bersani l’esponente del Pd rinforza da par sua le reiterate richieste di Franceschini sull’assegno ai disoccupati e su una manovra che garantisca un rientro di somme da impiegare anche per le piccole imprese, attraverso misure efficaci come il contrasto all’evasione fiscale e il controllo di alcuni meccanismi di spesa pubblica.
Il deciso intervento in Veneto di Emma Marcegaglia chiede poche cose al Governo, molto chiare, per uscire da questa crisi. “Certe cose – ha detto – non possono più essere accettate in un Paese diviso a metà: da una parte chi lavora e affronta la crisi e dall’altra chi vive di spesa improduttiva”. Nella sua analisi del difficile momento economico, ha insistito sulla necessità che le banche facciano la loro parte e che sul controllo, oltre alla vigilanza dei Prefetti, ci sia un ”ruolo attivo anche del mondo imprenditoriale”
Giusto. I controlli. Da noi, e dovunque il problema è tra i più dibattuti. Ad alcuni mesi dal default di Lehman Brothers, il mondo è impantanato in una palude economica. Di fronte alla massa di denaro pubblico che i governi devono impegnare per salvare le banche, negli Usa, in Germania e in Gran Bretagna si cercano cambiamenti nei controlli. Gli Usa hanno attaccato il segreto bancario svizzero, in un braccio di ferro con il colosso Ubs. In Europa ugualmente ci si attrezza e Dominique Strass Kahn direttore del Fmi intende affrontare la questione a colpi di dinamite.
I paradisi fiscali in cui le banche, anche italiane, hanno società sono: Cayman, Bermuda, Nauru, Panama. Poi vi sono società partecipate in Lussemburgo, Montecarlo, Svizzera.
Difendersi dai raggiri è una nuova consapevolezza da acquisire per i risparmiatori.
Dopo la mela avvelenata dei mutui immobiliari sub-prime che ha provocato disastri da far crollare le economie americana, europea e asiatica, hanno stabilito record negativi i raggiri di diversi avventurieri della finanza, tra cui Bernard Madoff, accusato di aver ha derubato almeno tre milioni di persone per circa 50 miliardi di dollari, l’imprenditore nipponico Kazutsugi Nami, arrestato a Tokyo con l’accusa di aver truffato 37mila persone per 126 miliardi, il finanziere texano Robert Allen Stanford, che si ritiene abbia messo in piedi un imbroglio da otto miliardi di dollari promettendo ai clienti rendimenti annui del 10 per cento; come pure Charles Ponzi e Richard S. Piccoli che sono riusciti a truffare negli States cittadini e piccoli risparmiatori con una sorta di catena di Sant’Antonio a largo raggio.
I liberal americani da Thurow a Krugman hanno denunciato la deregolamentazione selvaggia nella finanza e puntato l’indice verso le responsabilità della Federal Reserve e nelle norme di Bretton Woods (dalla conferenza nell’omonima cittadina New Hampshire da cui derivarono nel 1944 nuovi accordi in campo monetario).
In Italia la legge tutela i risparmiatori e le banche possono essere condannate al risarcimento tramite sentenza. E’ da esempio il giudizio sull’anatocismo, cioè gli interessi sugli interessi illegali, vinto in Cassazione dall’avvocato Roberto Vassalle di Mantova, uno dei legali più noti in Italia che in Tribunale ha avuto ragione anche sul rimborso dei Bond argentini.
Ci si chiede quanto pesa l’origine sociale e la diffusione del precariato nella crisi finanziaria. Emiliano Brancaccio, docente di Macroeconomia presso l’Università del Sannio e membro della consulta economica della FIOM conferma che il punto per individuare le radici della crisi si trova rievocando il conflitto tra capitale e lavoro. “La crisi in corso – afferma il prof. Brancaccio – può esser letta come un riflesso della pressoché totale assenza di quel conflitto a livello globale. Tutto parte da una constatazione: la debolezza del movimento dei lavoratori ha fatto sì che venisse creato un mondo di bassi salari. Questo mondo però è strutturalmente instabile, e adesso iniziamo a rendercene conto. Ogni paese oggi punta a tenere bassi i salari e la domanda interna, e cerca quindi all’esterno dei propri confini uno sbocco per le proprie merci. Questo meccanismo nel corso dell’ultimo decennio ha funzionato grazie al fatto che gli Stati Uniti hanno agito da “spugna assorbente” delle eccedenze produttive di tutti gli altri paesi. Tuttavia, questa “spugna” funzionava non certo perché i salari dei lavoratori americani fossero alti, ma perché negli USA montava un debito privato colossale, in grado di finanziare qualsiasi eccedenza di spesa rispetto ai redditi. [...] Il sistema era ormai talmente drogato che permetteva a un operaio di pagare i debiti di un mutuo accendendo un nuovo prestito, e di rimborsare i soli interessi del prestito attivando una carta di credito, e così via. Insomma, parafrasando un grande economista, Hyman Minsky, potremmo parlare di “ultra-speculative working poors”, cioè di poveri tramutati loro malgrado in ultra-speculatori”.
Un così fragile castello di carta era una bomba ad orologeria che alla fine è scoppiata, ma il problema è che a pagarne le conseguenze potrebbero essere ancora una volta i lavoratori, mentre i padroni di Wall Street, che hanno fabbricato quella bomba, potrebbero addirittura guadagnarci.
E l’ironia delle conseguenze sta proprio nel fatto che i fautori del liberismo a tutti i costi rientrano dalle loro perdite o ci guadagnano grazie all’intervento dello Stato.
Il premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz, è convinto che ci sia il rischio reale per gli Usa di entrare in una “malattia giapponese”, una recessione “lunga un decennio” come quella che ha colpito il Giappone negli anni Novanta ed a tal proposito ha dichiarato che I il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, è stato eccessivamente ottimista a dire che nell’arco di tre anni l’economia degli Stati Uniti uscirà dalla crisi. Bernanke spiega che il piano di capitalizzazione degli istituti prevede che il Tesoro acquisti azioni privilegiate a seconda delle necessita’ nelle 19 maggiori banche del paese dopo averle sottoposte a uno ’stress test’ con il quale determinare quanto capitale sarebbe necessario per far fronte alle perdite nello scenario peggiore. “Non ci sarà alcuna implicazione di controllo fino a quando le perdite previste nel caso peggiore si verifichino”
Wanda Montanelli
( to be continued…)
marzo 24th, 2009 at 09:19
Il repulisti dei bilanci delle banche sarà fatto a carico dello Stato.L’universo ultraliberista che si allarma quanto gli aiuti sono richoesti per i disoccupati non ha ninte da eccepire in questa che è un’operazione di dubbia moralità.
Marta
marzo 24th, 2009 at 09:26
Martedì nella la discussione in Senato, il Senatore Morando ha espresso l’idea di trasformare la bad bank in good bank. Secondo lui i titoli tossici rappresentano delle perdite per le banche ma soltanto perché “il calo del loro valore rispetto al picco della bolla speculativa produce una forte minusvalenza. Così ogni banca che deve valutare i propri asset si trova con un buco tale da mettere in discussione la propria solvenza”.
Si afferma che non è vero che i titoli sono senza valore e che se creiamo un nuovo istituto la bad bank per l’appunto, potremo rivendere i titoli sul mercato nel tempo, realizzando così un valore che avrà una cifra positiva.
E come per miracolo i titoli tossici diventati appetitosi.
E’ la favola di Pinocchio e i i fiorini sotterrati.
Aurelio
marzo 24th, 2009 at 17:54
Durante il G7 non si è parlato dei titoli tossici finanziari. Qualche giorno prima a Bruxelles la riunione dell’Ecofin era stata un senza iniziative. Siamo in forte rischio di essere seppelliti sotto le macerie delle banche in crisi. La questione da discutere erea sui come trattare i titoli tossici. La soluzione sarebbe una na bad bank in ogni paese o na bad bank per ogni banca? Alla fine hanno scansato l’argomento rimandandolo ai prossimi 4 mesi. Però ci si aspettava una capacità decisionale tempestiva perchè non c’è tempo da perdere, invece sembrano trovarsi in stato comatoso.
gelosupolitica-web
marzo 24th, 2009 at 22:35
Ballarò ha chiesto agli ospiti esponenti autorevoli della politica di pronunciarsi sulla crisi, e l’unico con le idee chiare è stato Maurizio Costanzo che ha parlato dei giovani senza speranza i quali si buttano via a droga e alcool e immaginano una vita di successi su Second Live. Vita finta in cui sognano di avere quello che hanno nella vita vera.
Gabriella
marzo 25th, 2009 at 08:16
La società dello spreco e del cinismo continuerà fino a quando si tornerà a più Stato e più cittadini nel controllo delle risorse economiche, naturali e nel rapporto tra banche e imprenditori piccoli o grandi, con regole lungimiranti di correttezza. La crescita di una piccola azienda è un arricchimento per il Paese, mille piccole fabbriche, industrie e aziende commerciali sono la base della risorsa italiana. Se non si capisce che si dovrà puntare sulla laboriosità dell’imprenditoria anche piccola, anche a conduzione non si andrà lontano.
Giovanni
marzo 25th, 2009 at 14:21
spero che la idea di berlusconi di dare impulso all’economia attraverso l’edilizia funzioni davvero, perche’ siamo ormai alla disperazione.
troppi ragazzi non sanno più come fare per trovare un lavoro.
marzo 25th, 2009 at 18:59
con enorme gioia ho visto dei cartelli appesi nel prontosoccorso dell’ospedale Grassi di Ostia-Roma in cui è scritto in italiano, francese, inglese “qui non si denuncia nessuno”. Firmato dai medici e il personale dell’ospedale.
Una testimonianza di civiltà in questi tempi bui.
Silvia
marzo 26th, 2009 at 09:14
MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l’esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell’apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita’ mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d’azione del movimento nonviolento sono:
1. l’opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l’oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell’ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un’altra delle forme di violenza dell’uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell’uccisione e della lesione fisica, dell’odio e della menzogna, dell’impedimento del dialogo e della liberta’ di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l’esempio, l’educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.
PER SAPERNE DI PIU’: il sito del Movimento Nonviolento.
marzo 26th, 2009 at 09:39
Il presidente d’America Barack Obama ha invitato gli americani a fargli domande sull’economia e sul suo piano di sviluppo. Un video diffuso sul sito web della Casa Bianca ha promesso che giovedì risponderà alle richieste più Obama si avvale di meccanismi tipici dei siti di social network, e gli americani potranno non solo fare domande a Obama, ma votare le domande fatte dagli altri, per capire i temi più popolari. Il Presidente per primo dà un segnale di democrazia applicata con i mezzi telematici per condividere il suo programma di rilancio dell’economia.
Se questo è simpatico l’uomo direi che meglio ancora è il Presidente.
Carolalibera
marzo 26th, 2009 at 11:46
Infatti, non voglio fare quella per forza esterofila che vede l’erba del vicino sempre più verde, però ho sentito che anche la Commissione Europea ha lanciato ieri un monito contro lo sfruttamento delle persone deboli, donne e bambini. Forse dovremmo prendere un po’ più spunto da ciò che avviene oltreconfine, a partire, chiaramente, da Obama.
marzo 26th, 2009 at 21:40
Segnalo:
Economia Solidale
Saluti.
Danilo
marzo 27th, 2009 at 14:31
abbiamo visto come in Francia gli operai hanno occupato le fabbriche e in Italia ci sono state iniziative simili. Si sta andando su un sentiero pericoloso ma quanto ci vuole per capirlo?
Vincenzo
marzo 27th, 2009 at 20:50
VIVA I FRANCESI!
DA OLTRALPE STAVOLTA SI IMPARA!
MARCELLO
marzo 27th, 2009 at 22:23
Le social card per gli anziani sono un’umiliazione e più di qualcuno è capitato in mezzo alla gente con la spesa fatta e subito dopo restituita perchè la carta non era caricata. Sembra impossibile che nessuno oggi si faccia carico di insegnare il rispetto per il prossimo e per gli anziani. Già la scelta della tessera di povertà che identifica il bisognoso è quasi un’offesa,in più la tessera di povertà è senza denaro e fa avvicinare i pensionati alle case con il tremore dei polsi. Che indecenza!
Dora
marzo 28th, 2009 at 11:15
Attraverso la svolta rivoluzionaria militante del 68, la società capitalistica, che schiavizza e sottomette l’uomo, viene posta sotto una serrata critica culturale e ideologica, dove uomini e donne possono aprirsi al dialogo e al cambiamento, in una continua, incalzante ed epimeteica dialettica tra credenti e non credenti, fra studenti e operai, tra mondo della Cultura e popolo, nella pluralistica prospettiva educativa ed emancipativa del soggetto e della persona.
vedi: laura tussi “ildialogo.org”
marzo 28th, 2009 at 12:06
BALLANO E SANNO SEMPRE COME FARLA FRANCA. TI FACCIO LEGGERE COME SI RIFILANO I PRODOTTI TRUFFA.
CIAO. NICOLA
“Per quanto riguarda il modo ed il come ci sono stati rifilati i prodotti TRUFFA My Way 4 You,vorrei tanto aver di fronte il sig. Antonio Fazio e domandargli è lecito da parte di un istituto bancario omettere nel contratto che l’obbligazione venduta al cliente non è Quotata e che gli verrà venduta con un 25% di ricarico? E’sempre lecito che nel contratto non sia presente la clausola di recesso (contratti My Way). Queste due domande dovrebbero far capire al sig. Antonio Fazio che il caso My Way -4 you è molto simile al
caso CIRIO con la differenza che nel My Way 4 You fino ad oggi il MPS e la Banca 121 PF. continuano a lucrarci con la piena approvazione del sig.
Antonio Fazio ,che qualche mese fa si è limitato a dichiarare una mancanza di etica da parte del Monte Paschi di Siena . Questo vuol dire che a suo
parere un istituto bancario può sbattersene di tutte le leggi presenti nel testo unico della finanza vendendo alla propria clientela prodotti per
niente trasparenti pieni di inutili rischi e costi e passarla liscia. Quindi
fino a quando chi dovrebbe controllare il comportamento delle banche la pensa in questo modo senza prendere alcun provvedimento nei confronti di chi utilizza il risparmiatore raggirandolo e truffandolo come è chiaramente avvenuto nei casi MY WAY 4 YOU ,l’unica salvezza per i clienti è quella di
non fidarsi più di ciò che viene proposto loro se non in presenza di un legale,un magistrato, ed un associazione dei consumatori SERIA (ADUC). Tutto questo diventerà un brutto ricordo per i poveri risparmiatori solo quando finalmente il governo di qualsiasi colore sia mandi a casa chi non ha ne la capacità e ne la voglia di far il proprio dovere. Basta dare uno sguardo
oltre il canale della manica per vedere come si interviene a favore di risparmiatori caduti nelle mani di istituti bancari privi di qualsiasi ETICA,articolo di panorama del 13/11/2003/Niente Pelati,siamo Inglesi dovel’organo di vigilanza definito l’Onnipotente guardiano della city FSA con a
capo John Tiner che nel mese di ottobre del 2003 a difeso 22500 piccoli risparmiatori dalle obbligazioni emesse dalla SCOTTISH WIDOWS società
controllata dalla Lloyds Tsb. Risultato il tentativo di truffa perpetrato ai danni di questi rispoarmiatori è stato risolto dal FSA in modo rapido ed
immediato Tiner ha detto che gli investitori non erano stati adeguatamente informati dei rischi ha multato la Lloyds Tsb per 1,9 milioni di sterline ma
l’ha anche obbligata a restituire 98 milioni di sterline ai risparmiatori
come compensazione .Ma non è finita il viceamministratore delegato della Lloyds Tsb Mike Fairey,ha chiesto scusa ai risparmiatori aggiungendo di aver
messo in ordine il proprio istituto e che non ci sarà mai più un bis di questa squallida storia. Proprio quello che è avvenuto per i 90000 e più
sottoscrittori dei piani Truffa My Way 4 you ,nessun intervento da parte di bankitalia,consob. Il Mps tranquillamente si accorda con 4 associazioni dei
consumatori in modo che il silenzio cada sulla vicenda e dopo nove lunghi mesi di commissione conciliativa dove secondo le parti sono stati esaminati caso per caso il risultato è il seguente due nuove proposte più dannose e
criminali degli stessi piani iniziali ,che una volta accettate dal risparmiatore assolvono totalmente la banca da eventuali azioni legali da
parte degli stessi. Il tutto condito dal silenzio scandaloso delle 4 associazioni firmatarie della ignobile farsa CONCILIATIVA dove il MPS ha
solo ordinato e le associazioni hanno ubbidito . Ed ora che un magistrato capace ha aperto un inchiesta sui prodotti BTPtel. e similari venduti da Banca 121 qualche mese prima dei prodotti My way -4 You ,con avvisi di
garanzia a 24 dirigenti che lavorano e lavoravano in banca 121 e MPS ,cosa ti fa MPS cerca insieme alle stesse associazioni di formare un commissione
che analizzerà i casi uno ad uno,tanto il giochetto già gli è riuscito una volta perchè non riprovarci”
from: Axnet
marzo 28th, 2009 at 12:30
Il governo cinese per il 28 marzo festeggia “la liberazione del Tibet dalla servitù della gleba e dalla schiavitù” C’è una falsa definizione di “schiavitù” per ciò che invece è la cultura e la trazione tibetana.
I cinesi hanno scelto un giorno doloroso per il Tibet, perchè dopo la fuga del Dalai Lama, il primo ministro cinese Zhou Enlai sciolse il governo tibetano proprio il 28 marzo 1959.
La divulgazione del governo cinese è di informazioni false con una versione della storia che non ha senso e neppure
riscontri nelle testimonianze del periodo. I valori tradizionali del Tibet vengono discreditati con l’obiettivo di un completo annientamento dei tibetani e della loro originale cultura.
Sta a noi essere testimoni della storia contemporanea e scrivere divulgando ciò che conosciamo.
Dario
marzo 28th, 2009 at 15:40
Dobbiamo riportare in chiave nazionale la vittoria che ha ottenuto in Tribunale La Lombardia per la battaglia dell’acqua e l’abolizione dell’articolo che sancisce la privatizzazione. Togliere l’acqua ai cittadini e darla a privati che la imbottigliano e rivendono. L’acqua Latina di Aprilia data in gestione a privati posta aumenti in bolletta di oltre il mille per cento e le somme sono anche 600 euro per famiglia.
Michela
marzo 28th, 2009 at 21:52
Dopo l’acqua ci toglierano l’aria, e poi il diritto di esistere. Andiamo di male in peggio,ma tant’é e nessuno si da una mossa. I Comitati va bene però la massa dove sta?
Enza
marzo 28th, 2009 at 22:07
Il Forum Mondiale dell’Acqua si tiene ogni tre anni ed è organizzato dal Consiglio Mondiale dell’Acqua, un think-tank privato strettamente legato alla Banca Mondiale, alle multinazionali dell’acqua (come Suez o Veolia) e alle politiche dei governi più potenti del mondo.
Il 5° Forum Mondiale dell’Acqua si terrà a Istanbul dal 16 al 22 Marzo 2009. Seppure partecipino anche alcune ONG, poteri locali e parlamentari, in realtà questa Agenzia Privatistica convoca Governi ed organismi internazionali per definire le linee fondamentali dell’uso, della proprietà, della gestione del bene comune acqua senza alcuna leggitimità e secondo logiche commerciali e liberiste.
A Istanbul, contemporaneamnte a questo evento, assisteremo ad iniziative di vario orientamento e dimensione che daranno voce ai popoli e a tutti coloro che lottano per l’acqua e che contesteranno dall’esterno ed anche dall’interno la leggittimità del Forum.
In particolare è stato organizzato il Forum Alternativo Mondiale dell’Acqua che si terrà ad Istanbul dal 12 al 22 Marzo.
Il giorno 19 Marzo è stata individuata come giornata d’iniziativa internazionale. Leggi la Dichiarazione Finale
sul sito del Forum per l’acqua.
Piera
marzo 30th, 2009 at 13:50
” LA DEMOCRAZIA OCCIDENTALE NELLE SUE ATTUALI CARATTERISTICHE, E’ UNA FORMA DILUITA DI NAZISMO O FASCISMO. AL PIU’ E’ UN PARAVENTO PER MASCHERARE LE TENDENZE NAZISTE E FASCISTE DELL’IMPERIALISMO, PERCHE’ OGGI VI E’ LA GUERRA, SE NON PER LA BRAMA DELLA SPARTIZIONE DELLE SPOGLIE DEL MONDO? ”
MOHANDAS GANDHI
Che i governi europei, mossi dall’avidità e dal desiderio di potere, abbiano commesso parecchi crimini e genocidi non credo sia più un dubbio.
Documenti e testimonianze provano che l’ascesa di Hitler fu concertata dall’élite economico-finanziaria anglo/americana.
E se è vero che la regia del potere corre sulle grandi alleanze finanziarie non mi meraviglia che l’opzione acqua/grano non faccia parte di un piano di consolidamento del controllo dei popoli.
Ma questi pensieri sono a monte di un sistema che si dirama capillarmente in tutto il mondo.
Un territorio come l’Italia può interessare solo dal punto di vista strategico ed in virtù di questo deve servire il padrone di turno che a sua volta risponde ad un altro padrone.
E dietro ad un padrone c’è sempre il despota che è tutt’altro che una bella anima mossa da nobili sentimenti.
Per fare da padroni prima del plebiscito e quindi del riconoscimento a tale ruolo, l’oratoria si è dimostrata, nel corso della storia, un’arma vincente.
La propaganda non ha mai il compito di essere vera ma ha come uno scopo quello di essere efficace.
Lo scenario che incontriamo in tutti i paesi guidati da una fortissima maggioranza è sempre lo stesso: svanita definitivamente ogni fiducia nella democrazia la stessa entra in crisi accompagnata da un amre di disoccupati sempre in aumento.
Le persone, stanche ed esauste, alla promessa di un modesto benessere a garanzia del loro orgoglio sono a questo punto ingoiate da una sorte di comunione di intenti che fluisce dritta nel consenso elettorale.
Più aumenta il consenso più i grandi industriali si interessano a chi lo cavalca…e via via viene ingoiato qualsiasi elemento in grado di fare opposizione.
Quando le circostanze non permettono più l’opposizione bisognerebbe essere all’altezza di un ruolo alternativo in grado di non privarsi dell’appoggio della popolazione.
Davanti ad un’organizzazione di fedelissimi che compattano i settori di uno stato e li rendono interdipendenti ed inespugnabili non resta che l’ubbidienza se in antitesi non si afferma la stessa o superiore capacità di organizzazione.
Possiamo affermare, per assurdo, che chiunque sia in grado di servire il ruolo che gli è stato assegnato dalla sua capacità, è degno di cavalcare il destino di una nazione finchè un’altra entità non finirà per sostituirlo.
Il passaggio più interessante di questa storiella non è il culmine della stessa ma sta nell’anticipare e rispondere agli effetti intesi a sostituirsi agli interessi di ogni singolo.
Quando le cose prendono la peggio si sa che gli ultimi resistenti tacieranno o addirittura si convertiranno.
In questo tempo in cui la crisi ha sconvolto il pianeta tutti scenderannno a fare legna proprio come quando cade un albero.
La grande colpa di chi permette le ingiustizie è il silenzio…il silenzio di quando si poteva parlare e non si è fatto e non di quando non sarà più permesso.
marzo 30th, 2009 at 13:59
Dopo l’acqua ci toglierano l’aria, e poi il diritto di esistere.
Enza
Se ti sei accorta che ti stanno tirando il tappetino da sotto i piedi non cercare comitati e masse che presto saranno anche essi senza tappeto.
Inchioda il tuo sotto i piedi e dovranno rimuovere anche te con lui.
Forse riusciranno lo stesso nell’intento ma almeno non gli verrà regalato da degli inerti..
Per difendersi è sufficiente schivare i colpi se proprio non si è in grado di attaccare.
marzo 30th, 2009 at 17:01
mi piacerebbe che prendeste posizione su quello che è accaduto in occasione della fondazione del PDL
frequento da un pò questo blog e mi sarei aspettato una presa di posizione dura e risoluta mentre invece non ho letto commenti da parte di nessuno
ma vi sembra normale che nella prima fila vi fossero persone il cui unico merito era quello della gradevolezza estetica? dove siamo arrivati? possibile che si sia tanto superficiali e noi tanto rassegnati da accettare che si selezionino nuovi politici come figurini, solo per l’immagine?
ma è un partito o una fiera tecnocasa?
marzo 30th, 2009 at 18:09
alexbar Says:
marzo 30th, 2009 at 17:01
Voglio provare a capire la tua indignazione e vedo che il mio intervento al punto 21 non lo hai letto bene.
Se è solo l’estetica da prima fila che ti disturba è poca cosa.
Io ci vedo una concertazione di intenti quasi perfetta.
Un signor congresso, con un pò di confusione italiana fuori (gente che protestava per non essere potuta entrare pur avendone i requisiti) ma impeccabile nell’organizzare i tranferts i sostenitori.
L’informazione è stata a 360 gradi e nessuna iniziativa a pari livello sembrerebbe nell’aria da parte dell’opposizione.
Credo che questo atteggiamento del contro non porti a niente.
Da questa mattina incontro gente che dondola il capo in segno di dissenso ma continuo a non capire dove vogliano andare a parare.
La verità è che un modello politico che si apre a ventaglio e che nel richiudersi si porta dietro i più è un modello vincente, un modello che ha saputo lavorare stringendo alleanze e mettendo sul piatto quel che gli viene chiesto dai fedelissimi e anche da chi potenzialmente lo diventerà.
Ma forse tu stai cercando dei contenuti, un’ideologia per poter nutrire le speranze e gli ideali. Forse ti mancano quegli intellettuali che spiegano la differenza fra il padrone e lo schiavo.
Forse non ti convince la modernizzazione sottobraccio alla disoccupazione. Forse non capisci perchè a pagare le tasse sono solo coloro che hanno un reddito fisso o giù di lì.
Qualcuno ha risolto quando ne ha avuto il tempo il conflitto d’interessi.
Chiediti quanti lavoratori continuano a pagare una tessera sindacale a chi fino ad oggi non ha fatto altro che venderli.
Magari sei adirato quando pensi ai nostri ricercatori costretti ad espatriare.
Sei laureato e ti considerano un analfabeta? Pur di lavorare pieghi la laurea e la nascondi?
O forse lavori e hai come dirigente un prepotente ignorante che si porta a casa il quintuplo del tuo stipendio magari perchè ce lo ha messo Picone?
Vogliamo parlare della piccola industria ingoiata dalle banche o dei fallimenti centuplicati negli ultimi mesi?
Le donne contano quando votano ma fuori dalle urne sono da prendere a calci?
Le nostre forze dell’ordine sono a grazia ricevuta perchè hanno uno stipendio sicuro(da fame ma pur sempre uno stipendio)e al diavolo se vengono tagliati i fondi per la sicurezza istituzionale?
Sbaglio o fu Prodi che iniziò per primo a tagliare?
Allora!?
Potrei continuare fino all’infinito e non credo sia il caso.
La verità è che chi non sa mai saprà ma chi sapeva non ha fatto nulla per migliorare le cose.
Comunque la mia sciocca riflessione voleva solo sottolineare che abbiamo perso il buon gusto e il senso del rigore con cui si deve servire ed essere serviti.
Il potere è una droga di cui ogni giorno si richiede una dose sempre superiore.
Il potere logora chi non lo ha…diceva Andreotti…e questo la dice lunga su un popolo che ama definirsi figlio di Cesare ma che di patrizio non gli è rimasto molto e lascia fare agli altri quel che lui più non riconosce: la guerra.
Chi vuole intendere intenda.
Anna Rossi
Responsabile Relazioni Esterne ONERPO
marzo 30th, 2009 at 18:23
….ma è un partito o una fiera tecnocasa?
alexbar Says:
marzo 30th, 2009 at 17:01
Caro Alex,
questo blog ha la pretesa di essere trasversale. Vorrebbe che tutte le donne si unissero per degli obiettivi comuni.
Coese e convinte vorrebbero fare squadra e cominciare a contarsi.
Se riuscissero un giorno a ritrovarsi in una fiera “tecnocasa” come dici tu, sarebbero orgogliose di veder materializzato il grande sogno della grande alleanza.
La fede in un obiettivo è la forza che unisce ed incolla le anime una all’altra.
Perdere tempo con le critiche aggiunge solo propaganda al forte di turno.
Quando vedrò le donne sedute nei tavoli dove si decide allora sì che la musica cambierà.
marzo 30th, 2009 at 20:56
invito da A Sud per “ACQUA E LIBERTA’” che si terrà giovedì 9 aprile alle ore 15.00.
Evento: ACQUA E LIBERTA’
“Le proposte per la difesa del diritto all’acqua e per la sua gestione pubblica e comunitaria”
Cosa: Informational Meeting
Organizzatore: A Sud
Inizia: giovedì 9 aprile alle ore 15.00
Termina: giovedì 9 aprile alle ore 20.00
Dove: Palazzo Valentini
Per vedere altri dettagli e rispondere, segui il link in basso.
A sud Onlus
marzo 31st, 2009 at 18:42
Le donne per “stare sedute nei tavoli dove si decide” apasseranno una rivoluzione che stravolgerà l’ipocrisia del comando indisponibile mascherato da buonismo e disponibilità. Non sarà senza dure prese di posizione la conquista del femminile e il diritto a scegliere in quale mondo esistere.
Ogni vero cambiamento passa dalle lacrime, e se non sangue, sudore amaro e salato.
Ma è nel solco della storia giungere a traguardi che sembrano lontani, e non sono poi cosi irraggiungibili.
Ilbiviofapaura-group
aprile 1st, 2009 at 09:07
In Italia si può perdere il lavoro senza neppure essere licenziati, è questo che succede agli addetti alla parte finale della lavorazione di Pagine Bianche e Pagine Gialle di Torino. A dicembre Gesconet, che aveva l’appalto per questo lavoro lo perde e subentra HDL. Gli operaie e le operai dipendenti da Gesconet sono stati riassorbiti in HDL ed hanno continuato a lavorare. Quelli di CGS, da cui Punto Lavoro li aveva affittati per conto di Gesconet, vengono lasciati a casa con una lettera nella quale si annunciava loro che non c’era più lavoro.
I lavoratori ex CGS sono tra i tanti operai “usa e getta” del nostro paese, Si lucra sulla loro pelle e ora disoccuppati non sono stati neppure licenziati quindi per loro niente liquidazione e niente indennità di disoccupazione.
Son in lotta perché chiedono di essere a loro volta assunti da HDL, realtà lavoravano come operai.
La Gran Bretagna e la Francia stanno dando segnali forti di “esasperazione” della gente sfruttata e senza lavoro. Quando ci si renderà conto che siamo su una china pericolosa?
Simonetta, Assoc. “Paroleazioni”
aprile 1st, 2009 at 10:01
Simonetta, Assoc. “Paroleazioni”
Il lavoro umano, mia cara Simonetta, è parte integrante di un prodotto e la sua forza rappresentativa è direttamente proporzionale alla spendibilità del prodotto intero.
Stabilito questo va da sè che ogni lavoratore dovrebbe essere parte consapevole del contesto di cui fa parte e di conseguenza monitorare il mercato e le eventuali cause nel grafico che stabilisce lo stato di salute di un’azienda.
Il lavoratore delegando il sindacato, ha sempre inteso una sorta di tutela dei diritti del lavoratore stesso e non si è accorto che l’arte del fare “profitto” a tutti i costi o quella di garantirsi certi benefici statali (al di là delle crisi di settore) lo parcheggiava prima di mandarlo in rimessa e poi distruggerlo.
In un mondo in cui l’economia si intreccia con la finanza e la finanza con la politica i sindacati hanno dimostrato di non saper stare al passo e di essere, anzi, disponibili, in virtù del potere che veniva loro conferito dai lavoratori ignari e addormentati,a svendere la forza contrattuale senza opporsi alle indicazioni imposte nella prospettiva di un mercato di schiavi.
L’automobile, così come fu concepita, non tira più? Eppure la conversione dei meccanismi di mercato dell’auto è lenta e lasciata solo alla mancanza di domanda. Cosa c’è sotto? Si convertiranno queste industrie dell’auto, come durante la seconda guerra mondiale,in industrie belliche? Come mai dai lavoratori non nasce quella cooperazione che inventa settori adattabili al mercato attuale? Una volta stabilito che dalla mattina alla sera ti possono prendere per un orecchio e sbattere in mezzo ad una strada perchè non cercare forme di sussistenza primaria attraverso alleanze fra lavoratori? A Berlino le categorie svilite da un’offerta imprenditoriale ridicola ed umiliante hanno creato una sorta di piccola corporazione ed ora l’offerta deve passare attraverso di loro e non più sparare dritta al cuore del singolo.
Un esempio in versione delittuosa di quel che ho scritto sono quelle imprese che affittano i lavoratori a basso costo fuori dai famosi contratti nazionali. Quanti infermieri dipendono da queste aziende e percepiscono 1/3 se non più in meno di quel che percepiscono gli infermieri impiegati direttamente dalle aziende ospedaliere?
Allora mi chiedo perchè alcune categorie non sono state in grado di proporre a se stesse una linea di mercato a circuito unico? Basta dare un’occhiata alla categoria dei piloti di aviazione civile…chiedete loro quanto hanno perso negli ultimi anni non avendo difeso il contratto nazionale uniti e compatti? Gli squilibri creati da chi detiene il potere dell’offerta lavoro dovrebbe indurci a pensare che forse ai lavoratori è sfuggito il controllo sia del mercato che dell’accentramento dell’organizzazione lavoro nelle mani di pochi, troppo pochi e tutt’altro che in buonafede.
Sotto queste macerie c’è un’anima addormentata che rispecchia l’uomo comune di oggi. Sono convinta che la formula della delega senza la capacità di supervisione rappresenta la condanna a morte dei lavoratori. Niente lavoro perchè non ci sono contanti. Niente soldi niente cibo. Ed allora forse sarebbe il caso di rivedere la possibilità di mantenere la pancia piena per poter essere lucidi e ragionare meglio.
Non può esserci piazza se mancano i presupposti per credere coesi nella piazza.
fnchè ognuno di noi resterà convinto che finchè sopravvive lui sopravvive il mondo lo scenario che si avverte all’orizzonte sarà solo una lenta ed irreversibile agonia. Selezione naturale, il risultato dell’ignoranza o la cecità dell’egoismo?
aprile 1st, 2009 at 13:56
cara anna
mi permetto di darti del tu per semplificare
non ho nulla contro il PDL e sulla capacità organizzativa dei suoi vertici non posso che esprimere profonda ammirazione
quello che mi chiedo però è se vi sembra normale che un momento politico importante come un congresso debba essere improntato interamente sulla logica del merchandising
ho citato tecnocasa ma non voleva essere offensivo come termine di paragone, avrei potuto riferirmi a un meeting della coca cola o della mcdonald o degli aspirapolveri hoover
quello che a me sembra strano (ma a quanto pare a te non fa lo stesso effetto) è che si selezionino i quadri politici con il mascara anziche’ con la penna rossa
scusa ma all’estero non mi pare di intravedere termini di paragone simili
sarà che noi siamo piu’ avanti degli altri? può essere
però non potrai non convenire con me sul fatto che si tratta comunque di una anomalia
una anomalia che non consente alle donne di fare politica a meno che non siano gradevoli esteticamente tanto quanto una hostess
un anomalia che se fosse esistita anche in passato non avrebbe consentito a tanti grandi statisti di guidare l’italia
aprile 1st, 2009 at 16:31
Caro Alex,
il mio messaggio non voleva evitare il tuo stupore o la tua indignazione, peraltro motivati, volevo solo dimostrare che il dissenso o la critica, oggi più che mai, hanno bisogno di essere sostenuti da forti motivazioni supportate da fatti ancor più incisivi.
I managers vengono spediti a corsi che faranno di loro delle vere belve. Molti di loro decidono di andarci di loro spontanea volontà. Io conosco quei corsi, che sono fondamentali per la formazione stereotipata ed aggressiva sotto le mentite spoglie del prestigio della responsabilità. Sono corsi che rispondono ad un mondo che rende il mercato feroce e quasi tutti hanno materiale made UK o USA…non a caso.
In questo paese le politiche aziendali e le stesse direttive europee trasudano di quella memoria…ed ecco apparire una quantità immane di poveri disgraziati che si illudono di essere “cittadini” quando invece sono ghettizzati o strozzati da bisogni falsi e schiavitù lustrate a festa.
Qui sta il bandolo della matassa.
Non c’è crisi che tenga quando un popolo si compatta in modo sano.
Ma qualsiasi crisi come le epidemie allargandosi a macchia d’olio crea zombies e lascia sul tappeto un’infinità di innocenti. La colpa è di chi ha la responsabilità istituzionale. A questo punte della storia, considerato lo spessore dei vertici, è l’uomo comune che deve gridare all’orrore ed armarsi di zappa.
E’ la storia. Se gli intellettuali fuggono e si rifugiano sono gli animali della fatoria che avvertono il terremoto prima che l’uomo lo decifri.
.
Ecco perchè le persone perbene devono cominciare a riconoscersi e a compattarsi. Una sorta di casta umana in estinzione che deve ritrovare il vigore di un habitat di giustizia ed uguaglianza.
La mia non è un’utopia. Presto lasceremo tutti gli stracci del materialismo sterile e volgare per qualcosa di migliore. Il passaggio fra la realtà decadente e quella della rinascita è il trauma del fallimento e dei sogni perduti.
Spero che dietro a queste misere parole tu possa intuire il messaggio di orgoglio che muove la mia natura femminile e quella di cittadino di una patria in cui riconoscermi mi risulta difficile quanto uno straniero.
Nonostante abbia tentato di capire i meccanismi che ci hanno portato al fallimento sociale non smetterò mai di coltivare quel sogno e di cavalcarlo…non fosse altro nella mia fantasia affinchè possa rinascere con i posteri.
Cordialmente
Anna
maggio 18th, 2009 at 18:15
LA CONCEZIONE RAZZISTA.
Il Nazismo e l’Ermeneutica del Male.
“La posizione del governo sta rasentando l’ottusità costringendo il nostro Paese in una situazione di isolamento internazionale sempre più preoccupante.
Siamo a una sorta di delirio di onnipotenza che dovrebbe preoccupare tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell’Italia: su crisi e immigrazione, in nome della propaganda elettorale, questo governo ci sta spingendo in un tunnel davvero pericoloso”…
Anna Finocchiaro
di Laura Tussi
Nel Mein Kampf, Hitler considera l’ebraismo come il nemico mortale dell’umanità “aria” e del cristianesimo, biasimando tutte le diverse correnti politiche e di opinione che si sono scontrate ideologicamente con il nazismo.
Secondo Hitler, il vero ed autentico problema storico consiste nella presenza occulta dell’ebraismo internazionale che esercita una costante azione corruttrice del popolo tedesco.
Il nazismo tedesco propugna un razzismo assoluto per cui anche l’umanità femminile ricopre un ruolo degradato e subordinato dove secondo Hitler “le donne sono oggetti, e ornamenti di un mondo di uomini”.
L’assoluto razzismo di Hitler riconosce l’esistenza di razze diverse e il pieno diritto della razza superiore di dominare le altre razze nella radicale contestazione dell’idea di uguaglianza propugnata dal marxismo.
Il concetto di uguaglianza tra gli uomini è considerato da Hitler una corruzione ed intossicazione delle razze, dove il marxismo internazionale avrebbe la responsabilità storica di aver diffuso e propagato il virus dell’uguaglianza tra gli uomini.
Da queste considerazioni, il nazismo individua il nesso tra uguaglianza, ebraismo e marxismo nella lotta hitleriana contro l’uguaglianza tra gli uomini affermata storicamente dalla cultura progressista e riproposta teoricamente dal marxismo, che per la prospettiva nazista, consiste in un elemento di disordine e caos che turba il regolare svolgimento della natura.
Secondo la Weltanshauung nazista, il forte domina sul debole e una razza di padroni avrà il diritto esclusivo di utilizzare le risorse della terra a suo unico vantaggio.
Questa morale, orientata alla lotta per l’esistenza, viene distorta nel momento in cui si affermano i concetti di uguaglianza tra gli uomini e si rivendicano i diritti inviolabili e inalienabili per i singoli individui.
In base alla concezione nazista, il principio di uguaglianza e la rivendicazione dei diritti universali e imprescindibili della persona scardinano la visione biologica e naturalistica della supremazia della razza forte, introducendo un concetto etico e morale che sovvertirebbe la dialettica naturale dell’esistenza.
Nei primi decenni del ‘900 era largamente diffusa l’idea che i problemi economici e sociali tedeschi fossero causati dalla degenerazione genetica di una parte della popolazione tedesca.
Nei primi decenni del secolo, il movimento eugenetico svolse una campagna diffusa per la sterilizzazione obbligatoria delle persone considerate socialmente indesiderabili, tra cui i degenti dei manicomi, gli autori dei reati sessuali, gli epilettici, gli individui con basso quoziente d’intelligenza e le persone moralmente degenerate.
Il naturalismo razzista propugnato da Hitler diventa una concezione unica con la volontà divina.
La perenne lotta per l’esistenza con il trionfo del più forte incarna una precisa volontà divina per cui opporsi a questa legge cosmica non solo è contro il naturale svolgimento della vita, ma ponendosi a tutela dei deboli, dei diversi, dei malati, degli antisociali, consisterebbe in una clamorosa violazione della volontà divina contro Dio e contro le leggi naturali.
Hitler critica il marxismo quale strumento politico della congiura ebraica e internazionale per il dominio della massa sui singoli, ricalcando la tradizionale critica reazionaria alla democrazia.
Hitler con il sistematico accostamento tra ebraismo e marxismo vuole colpire la complessa corrente di pensiero e di civiltà, alla base dell’evoluzione culturale, civile e sociale della tradizione occidentale, rimuovendo dalla coscienza moderna la concezione stessa dell’uguaglianza tra gli uomini, ossia il grave virus che la cultura ebraica, tramite il cristianesimo, ha diffuso nella civiltà occidentale.
Questa idea, inerente l’uguaglianza degli uomini al cospetto della divinità, fu costitutiva della tradizione cristiana che attuò una rivoluzione culturale ed etica, proclamando l’uguaglianza di tutti gli uomini di fronte a Dio.
Questa concezione si radica nella cultura religiosa ebraica da cui è sorto il cristianesimo ed è stata ripresa nel programma politico e sociale del marxismo, in qualità di erede dell’illuminismo e del giusnaturalismo.
Il razzismo nazista nega radicalmente la concezione dei diritti inalienabili e imprescindibili delle singole persone e dell’uguaglianza tra gli uomini e le razze.
Il cristianesimo ha propugnato l’uguaglianza degli uomini davanti a Dio.
Il giusnaturalismo e l’illuminismo hanno laicizzato questa concezione religiosa, proclamando l’esistenza di diritti universali di ogni singolo, uomo e donna e il marxismo ha proclamato con il suo programma sociale, civile ed economico, proprio l’uguaglianza tra gli uomini, proponendo l’antitesi più valida e radicale di ogni concezione razzista, affermando l’utopia della costruzione di un mondo di liberi e uguali.
L’assolutismo razzista di Hitler agisce in controtendenza rispetto all’evoluzione civile e spirituale progressista della tradizione occidentale, al fine di far emergere una situazione sociale e biologica per cui il più forte possa dominare sul più debole.
L’assoluto razzismo hitleriano vuole fare coincidere ebraismo, cristianesimo, illuminismo e marxismo come ideologie colpevoli di difendere il principio egualitario e la connessa concezione dei diritti inalienabili che costituiscono per Hitler il massimo crimine contro la visione del mondo razzista del nazismo.
L’abbinamento nazista tra ebreo e comunista costituisce una manovra propagandistica, attraverso cui l’ebraismo internazionale viene identificato ed utilizzato come capro espiatorio di tutti i problemi della nazione tedesca, con la volontà di contrastare il valore del concetto stesso di uguaglianza dei diritti umani, riportando il contesto della razza dominatrice a una concezione aristocratica, biologicistica e virile della vita e della lotta per l’esistenza.
La concezione razzista del nazismo, teorizzato da Hitler, prevede il dominio universale e totale della razza superiore da realizzarsi non solo con l’eliminazione sistematica degli ebrei, ma anche con l’annientamento e la sottomissione di tutti i popoli, le categorie e i gruppi sociali considerati inferiori, contro la deriva della modernità, i cui principi fondanti sono rappresentati dall’illuminismo e dal programma marxista che, al contrario, prevede la possibile costituzione di una società di liberi ed uguali.
Laura Tussi