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	<title>Commenti a: Differentemente SOCIALE</title>
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	<description>Il Blog ufficiale di Wanda Montanelli</description>
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		<title>Di: letizia</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2009/02/23/differentemente-sociale/comment-page-2/#comment-3294</link>
		<dc:creator>letizia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 21:54:42 +0000</pubDate>
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		<description>mi si chiede di lasciare un commento...
sono stanca, stanca di &quot;lasciare commenti&quot;, lotto tutti i santi giorni per mantenere il mio lavoro, seppur modesto e poco pagato,ED è UNA VERA GRAN FATICA, quindi NON HO PIù VOGLIA DI COMMENTARE O DI VOTARE, HO SOLO IL TEMPO PER CERCARE DI SOPRAVVIVERE ALLA MENO PEGGIO.
LETIZIA ,OPERATRICE SOCIO-SANITARIA
 FATTI, NON PAROLE ( c&#039;è ne sono troppe), NON SEMBRA ANCHE A VOI CHE SERVANO PIù FATTI? ma l&#039; italia vive di parole e parole e parole e...intanto INESORABILE ,il tempo passa, e parole , quante parole...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi si chiede di lasciare un commento&#8230;<br />
sono stanca, stanca di &#8220;lasciare commenti&#8221;, lotto tutti i santi giorni per mantenere il mio lavoro, seppur modesto e poco pagato,ED è UNA VERA GRAN FATICA, quindi NON HO PIù VOGLIA DI COMMENTARE O DI VOTARE, HO SOLO IL TEMPO PER CERCARE DI SOPRAVVIVERE ALLA MENO PEGGIO.<br />
LETIZIA ,OPERATRICE SOCIO-SANITARIA<br />
 FATTI, NON PAROLE ( c&#8217;è ne sono troppe), NON SEMBRA ANCHE A VOI CHE SERVANO PIù FATTI? ma l&#8217; italia vive di parole e parole e parole e&#8230;intanto INESORABILE ,il tempo passa, e parole , quante parole&#8230;</p>
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		<title>Di: Anna Rossi</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2009/02/23/differentemente-sociale/comment-page-2/#comment-2960</link>
		<dc:creator>Anna Rossi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 09:30:31 +0000</pubDate>
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		<description>Info = DIRITTI GLOBALI. IT
Il piazzista sa bene quel che fa...lo sa come lo sapevano i capò nei campi di concentramento.
Ognuno di questi signori si ritiene un privilegiato sulla pelle degli altri.
Bene! Se è vero che la storia non si allontana troppo da certi corsi e ricorsi, mi resta da sperare che sia solo una  questione di tempo.
Quando la disoccupazione raggiungerà numeri tali da cambiare l&#039;ordine sociale...allora cambieranno anche gli atteggiamenti e finalmente verranno allo scoperto tanti &quot;sentire&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Info = DIRITTI GLOBALI. IT<br />
Il piazzista sa bene quel che fa&#8230;lo sa come lo sapevano i capò nei campi di concentramento.<br />
Ognuno di questi signori si ritiene un privilegiato sulla pelle degli altri.<br />
Bene! Se è vero che la storia non si allontana troppo da certi corsi e ricorsi, mi resta da sperare che sia solo una  questione di tempo.<br />
Quando la disoccupazione raggiungerà numeri tali da cambiare l&#8217;ordine sociale&#8230;allora cambieranno anche gli atteggiamenti e finalmente verranno allo scoperto tanti &#8220;sentire&#8221;.</p>
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		<title>Di: Nando</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2009/02/23/differentemente-sociale/comment-page-2/#comment-2951</link>
		<dc:creator>Nando</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 10:53:23 +0000</pubDate>
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		<description>La precarietà accomuna donne e uomini. Ci sono lavoratori a Torino:  ivoriani, marocchini, nigeriani, tunisini. C’è anche una donna, una ragazza marocchina, che stringe in mano una cartelletta con i documenti della loro vicenda. 
Ci raccontano di essere stati pagati a ore, senza mai vedere nemmeno una busta paga, in mezzo alla strada, come “spacciatori che passano una dose”. La CGS, esaurito il compito, si scioglie nel vento.
Il responsabile di Gesconet è tra i trenta e i quaranta, corpulento, pizzetto, auricolare, completo beige, eloquenza da piazzista. Un piazzista di braccia. Sostiene che il suo è un lavoro pulito, legale, che quello non è il posto giusto dove rivolgersi, perché loro non c’entrano nulla. I lavoratori con quieta rabbia smontano l’infernale matrioska di cooperative che dipendono da altre cooperative che prendono subappalti da chi ha preso appalti. Il caporale sorride del sorriso dei venditori di niente e si sottrae ma i lavoratori incalzano: ricordano circostanze, mansioni, ruoli che riconducono al nudo fatto: affittati da Punto Lavoro a CGS, in realtà dipendevano in tutto da Gesconet.
Il caporale sorride ancora e dice che loro hanno guadagnato dei soldi grazie a Gesconet. A volte è difficile contenere l’indignazione. A più voci viene chiesto rispetto perchè i soldi –pochi e nemmeno tutti – loro li hanno guadagnati con il loro lavoro.
Ma cosa può saperne di rispetto un piazzista di braccia?
La lotta continua. I lavoratori sono ben decisi a non mollare
Info = DIRITTI GLOBALI. IT</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La precarietà accomuna donne e uomini. Ci sono lavoratori a Torino:  ivoriani, marocchini, nigeriani, tunisini. C’è anche una donna, una ragazza marocchina, che stringe in mano una cartelletta con i documenti della loro vicenda.<br />
Ci raccontano di essere stati pagati a ore, senza mai vedere nemmeno una busta paga, in mezzo alla strada, come “spacciatori che passano una dose”. La CGS, esaurito il compito, si scioglie nel vento.<br />
Il responsabile di Gesconet è tra i trenta e i quaranta, corpulento, pizzetto, auricolare, completo beige, eloquenza da piazzista. Un piazzista di braccia. Sostiene che il suo è un lavoro pulito, legale, che quello non è il posto giusto dove rivolgersi, perché loro non c’entrano nulla. I lavoratori con quieta rabbia smontano l’infernale matrioska di cooperative che dipendono da altre cooperative che prendono subappalti da chi ha preso appalti. Il caporale sorride del sorriso dei venditori di niente e si sottrae ma i lavoratori incalzano: ricordano circostanze, mansioni, ruoli che riconducono al nudo fatto: affittati da Punto Lavoro a CGS, in realtà dipendevano in tutto da Gesconet.<br />
Il caporale sorride ancora e dice che loro hanno guadagnato dei soldi grazie a Gesconet. A volte è difficile contenere l’indignazione. A più voci viene chiesto rispetto perchè i soldi –pochi e nemmeno tutti – loro li hanno guadagnati con il loro lavoro.<br />
Ma cosa può saperne di rispetto un piazzista di braccia?<br />
La lotta continua. I lavoratori sono ben decisi a non mollare<br />
Info = DIRITTI GLOBALI. IT</p>
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	<item>
		<title>Di: Anna Rossi</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2009/02/23/differentemente-sociale/comment-page-2/#comment-2950</link>
		<dc:creator>Anna Rossi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 10:51:10 +0000</pubDate>
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		<description>tribù_niplebis Says:

marzo 11th, 2009 at 16:51 
“Ritengo una delle fortune della mia vita il fatto di non scrivere per i giornali. Le mie tasche ci rimettono, ma la mia coscienza è soddisfatta”. 

(Gustave Flaubert


Flaubert non si curava certo del successo, le sue radici di ricco borghese e l&#039;autocriticità severissima  gli permisero una libertà di scelta indiscutibile ma spesso attaccata e criticata.
Fu restio sempre nella scrittura da pubblicare e anche le sue opere attesero a lungo prima di essere presentate al pubblico.
Le sue tasche, in verità, non conobbero mai ristrettezze e questo permise lui di scrivere i suoi capolavori senza che nessuno glieli comandasse o li indirizzasse ad un mercato di ritorno economico.

Sono convinta che certi moniti, quando provengono dalle &quot;élites&quot; hanno sicuramente una lucidità intrinseca propria di chi a pancia piena può pensare senza affanno.
Di diversa lettura è l&#039;idea che non si possa conservare una coscienza soddisfatta se il coraggio di dire la verità resiste a qualsiasi pressione.
Vale la pena tentare sempre.
Oggi assistiamo ad una stampa italiana molto discutibile e questo non fa bene alla salute del Paese nè onora la categoria di chi fa informazione.
Certo è che val sempre la pena tentare di riconoscere, in una crisi epocale dei doveri di ognuno, coloro che, nonostante le avversità, restano agganciati al richiamo del vero.

Anna Rossi
Resp. Relazioni Esterne ONERPO</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>tribù_niplebis Says:</p>
<p>marzo 11th, 2009 at 16:51<br />
“Ritengo una delle fortune della mia vita il fatto di non scrivere per i giornali. Le mie tasche ci rimettono, ma la mia coscienza è soddisfatta”. </p>
<p>(Gustave Flaubert</p>
<p>Flaubert non si curava certo del successo, le sue radici di ricco borghese e l&#8217;autocriticità severissima  gli permisero una libertà di scelta indiscutibile ma spesso attaccata e criticata.<br />
Fu restio sempre nella scrittura da pubblicare e anche le sue opere attesero a lungo prima di essere presentate al pubblico.<br />
Le sue tasche, in verità, non conobbero mai ristrettezze e questo permise lui di scrivere i suoi capolavori senza che nessuno glieli comandasse o li indirizzasse ad un mercato di ritorno economico.</p>
<p>Sono convinta che certi moniti, quando provengono dalle &#8220;élites&#8221; hanno sicuramente una lucidità intrinseca propria di chi a pancia piena può pensare senza affanno.<br />
Di diversa lettura è l&#8217;idea che non si possa conservare una coscienza soddisfatta se il coraggio di dire la verità resiste a qualsiasi pressione.<br />
Vale la pena tentare sempre.<br />
Oggi assistiamo ad una stampa italiana molto discutibile e questo non fa bene alla salute del Paese nè onora la categoria di chi fa informazione.<br />
Certo è che val sempre la pena tentare di riconoscere, in una crisi epocale dei doveri di ognuno, coloro che, nonostante le avversità, restano agganciati al richiamo del vero.</p>
<p>Anna Rossi<br />
Resp. Relazioni Esterne ONERPO</p>
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	<item>
		<title>Di: tribù_niplebis</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2009/02/23/differentemente-sociale/comment-page-2/#comment-2949</link>
		<dc:creator>tribù_niplebis</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 15:51:00 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Ritengo una delle fortune della mia vita il fatto di non scrivere per i giornali. Le mie tasche ci rimettono, ma la mia coscienza è soddisfatta&quot;. 

(Gustave Flaubert)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ritengo una delle fortune della mia vita il fatto di non scrivere per i giornali. Le mie tasche ci rimettono, ma la mia coscienza è soddisfatta&#8221;. </p>
<p>(Gustave Flaubert)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Gloria K</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2009/02/23/differentemente-sociale/comment-page-2/#comment-2946</link>
		<dc:creator>Gloria K</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 14:29:56 +0000</pubDate>
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		<description>Se le donne consapevoli vogliono le donne nelle istituzioni e nei luoghi decisionali devono andarsele a prendere. C&#039;è solo un modo perchè questo avvenga: conquistarsi il consenso delle donne. All&#039;inizio saranno le donne e poi verrà il resto.
Senza il consenso plateale femminile non si va da nessuna parte ma si rischia di ricadere sotto lo stivale di chi ha già il potere. Io credo che per ritrovare il bandolo della matassa occorrono delle leaders capaci di unirsi in numero ed in idee. Cominciate a buttare giù un programma che prevede dei punti di arrivo. Cominciate a promuovere i diritti negati. Andate nelle scuole, magari con un look di tendenza ma con una voce trascinatrice e ribelle. Sento solo commenti ed un&#039;informazione che anche se interessante rimane lì dove è.
Io sono nata nel 1992 e all&#039;infuori di mia madre che è tutta al femminile non vedo molto movimento. Tutte le organizzazioni esistenti in pratica che cosa stanno facendo??? La lentezza con cui si opera per rivendicare un ruolo attivo nelle società è il motivo per cui ad ogni passo in avanti c&#039;è qualcun altro che ci rigetta a terra. Alleanze. Ci vogliono alleanze e capacità rivoluzionaria. Ci vuole un vento che spazzi tutto perchè coglie di sorpresa e con forza inaudita. A casa mia sono le donne che si organizzano e mandano avanti tutto e sono loro che decidono se nessuno porta i loro stessi risultati. Così fanno gli uomini. E&#039; naturale no? I convegni che non coinvolgono i giovani e che sono solo pieni di parole per qualche finanziamento non creano consensi ma sono solo ancora una volta un modo come un altro per dire che qualcosa si sta facendo. In realtà non succede nulla. Se alla RAI si pretenndesse una donna perchè non si organizzano manifestazioni fiume sotto alla televisione di stato???Vedreste come uscirebbe qualche nome. Oppure pretendete che venga fuori dal nulla solo perchè qualcuno rivendica la presenza di una figura femminile in qualche tavolo decisionale??? Noi studenti abbiamo più coraggio di tante teste canute. E a proposito di latino: dalla notte dei tempi l&#039;attitudine a schiacciare la donna è sempre esistita ed a resistito nei secoli. Segno che è più forte. Quindi meglio armarsi perbene e poi andare in battaglia. Alleanze mie signire alleanze.
Ciao
GLO</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se le donne consapevoli vogliono le donne nelle istituzioni e nei luoghi decisionali devono andarsele a prendere. C&#8217;è solo un modo perchè questo avvenga: conquistarsi il consenso delle donne. All&#8217;inizio saranno le donne e poi verrà il resto.<br />
Senza il consenso plateale femminile non si va da nessuna parte ma si rischia di ricadere sotto lo stivale di chi ha già il potere. Io credo che per ritrovare il bandolo della matassa occorrono delle leaders capaci di unirsi in numero ed in idee. Cominciate a buttare giù un programma che prevede dei punti di arrivo. Cominciate a promuovere i diritti negati. Andate nelle scuole, magari con un look di tendenza ma con una voce trascinatrice e ribelle. Sento solo commenti ed un&#8217;informazione che anche se interessante rimane lì dove è.<br />
Io sono nata nel 1992 e all&#8217;infuori di mia madre che è tutta al femminile non vedo molto movimento. Tutte le organizzazioni esistenti in pratica che cosa stanno facendo??? La lentezza con cui si opera per rivendicare un ruolo attivo nelle società è il motivo per cui ad ogni passo in avanti c&#8217;è qualcun altro che ci rigetta a terra. Alleanze. Ci vogliono alleanze e capacità rivoluzionaria. Ci vuole un vento che spazzi tutto perchè coglie di sorpresa e con forza inaudita. A casa mia sono le donne che si organizzano e mandano avanti tutto e sono loro che decidono se nessuno porta i loro stessi risultati. Così fanno gli uomini. E&#8217; naturale no? I convegni che non coinvolgono i giovani e che sono solo pieni di parole per qualche finanziamento non creano consensi ma sono solo ancora una volta un modo come un altro per dire che qualcosa si sta facendo. In realtà non succede nulla. Se alla RAI si pretenndesse una donna perchè non si organizzano manifestazioni fiume sotto alla televisione di stato???Vedreste come uscirebbe qualche nome. Oppure pretendete che venga fuori dal nulla solo perchè qualcuno rivendica la presenza di una figura femminile in qualche tavolo decisionale??? Noi studenti abbiamo più coraggio di tante teste canute. E a proposito di latino: dalla notte dei tempi l&#8217;attitudine a schiacciare la donna è sempre esistita ed a resistito nei secoli. Segno che è più forte. Quindi meglio armarsi perbene e poi andare in battaglia. Alleanze mie signire alleanze.<br />
Ciao<br />
GLO</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Adriana</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2009/02/23/differentemente-sociale/comment-page-2/#comment-2945</link>
		<dc:creator>Adriana</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 08:43:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.comitatoperwandamontanelli.com/?p=38#comment-2945</guid>
		<description>La decisione dei politici per la presidenza Rai esclude la possibilità che una donna abbia il valore per essere nominata. L&#039;evidenza è irritante poichè non passa neanche per l&#039;anticamera del cervello il prendere in esame una candidatura femminile. Probabilmente considerano tutte le donne italiane ignoranti e non all&#039;altezza. Oppure hanno paura.
Adriana</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La decisione dei politici per la presidenza Rai esclude la possibilità che una donna abbia il valore per essere nominata. L&#8217;evidenza è irritante poichè non passa neanche per l&#8217;anticamera del cervello il prendere in esame una candidatura femminile. Probabilmente considerano tutte le donne italiane ignoranti e non all&#8217;altezza. Oppure hanno paura.<br />
Adriana</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Lina - Soia trangenica catastrofe</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2009/02/23/differentemente-sociale/comment-page-2/#comment-2944</link>
		<dc:creator>Lina - Soia trangenica catastrofe</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 22:04:12 +0000</pubDate>
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		<description>LA CATASTROFE DELLA SOIA TRANSGENICA IN ARGENTINA

Avevano presentato gli organismi geneticamente modificati come la soluzione a tutti i problemi dell’umanità. Tra l’altro dicevano, c’è tutta una letteratura, che gli OGM non hanno bisogno di fertilizzanti chimici o di erbicidi. Non era così. Nell’Argentina dell’agroindustria della soia, secondo la ONG “Gruppo di Riflessione Rurale” (GRR) proprio l’agroindustria sta avvelenando una delle pianure più fertili del mondo dove per non morire di cancro si scappa via. Il principale colpevole è il glifosfato, un erbicida inventato dalla Monsanto ma oggi, essendo scaduto il brevetto, prodotto da più ditte.
Si starebbero così moltiplicando i casi di tumori infantili, le malformazioni congenite, i problemi renali, le dermatiti, i problemi respiratori. Secondo uno studio dell’Ospedale italiano “Giuseppe Garibaldi” di Rosario, nelle zone fumigate ci sarebbe un aumento di tre volte dei tumori gastrici e ai testicoli, di due volte per quelli al pancreas e ai polmoni e addirittura di dieci volte al fegato.
GRR ha intervistato decine di medici rurali e abitanti dell’interno argentino e questi sarebbero i risultati tanto che dalla ONG si afferma: “La prima cosa da fare è una moratoria delle fumigazioni”. Ma il governo argentino con molta difficoltà può prendere delle decisioni in un territorio sul quale, dalla notte neoliberale, ha una giurisdizione molto limitata.
Durante gli anni del neoliberismo, infatti, mezzo territorio agricolo dell’Argentina fu venduto pezzo per pezzo a multinazionali dell’agroindustria transgenica. Oggi la metà delle campagne argentine, vaste più volte il territorio italiano, è piantato a soia transgenica. Per far crescere i 48 milioni di tonnellate di soia, esportate verso Cina, India e Stati Uniti, e che sono una delle prime voci dell’export del paese, vengono utilizzati 200.000 litri l’anno di glifosfato. Sembrava facile piantare tutto a soia in un territorio pianeggiante e con un’agricoltura altamente meccanizzata. Fu così che dagli anni ’80 in avanti la soia rubò sistematicamente spazio ai boschi, all’allevamento e ad altre coltivazioni. Se la Monsanto nega che il glifosfato sia tossico, dalla GRR si risponde che il glifosfato è il principale agente usato per le fumigazioni dei campi di coca in Colombia ed Ecuador e anche in quei casi ci sono denunce per gravi conseguenze sull’uomo.
Secondo la denuncia di GRR, raccolta da IPS: “E’ necessario sospendere le fumigazioni almeno in base al principio di precauzione”. Ma accettare tale precauzione vorrebbe dire per l’Argentina mettere in crisi completamente il modello agro esportatore. La rivista “Latinoamerica”, in questi anni, lo ha più volte denunciato: il modello dell’agroexport produce altissimi guadagni per pochi, spazza via la piccola agricoltura, non produce lavoro a causa dell’altissimo livello tecnologico e desertifica le campagne.
fonte gennarocarotenuto.it

Lina</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>LA CATASTROFE DELLA SOIA TRANSGENICA IN ARGENTINA</p>
<p>Avevano presentato gli organismi geneticamente modificati come la soluzione a tutti i problemi dell’umanità. Tra l’altro dicevano, c’è tutta una letteratura, che gli OGM non hanno bisogno di fertilizzanti chimici o di erbicidi. Non era così. Nell’Argentina dell’agroindustria della soia, secondo la ONG “Gruppo di Riflessione Rurale” (GRR) proprio l’agroindustria sta avvelenando una delle pianure più fertili del mondo dove per non morire di cancro si scappa via. Il principale colpevole è il glifosfato, un erbicida inventato dalla Monsanto ma oggi, essendo scaduto il brevetto, prodotto da più ditte.<br />
Si starebbero così moltiplicando i casi di tumori infantili, le malformazioni congenite, i problemi renali, le dermatiti, i problemi respiratori. Secondo uno studio dell’Ospedale italiano “Giuseppe Garibaldi” di Rosario, nelle zone fumigate ci sarebbe un aumento di tre volte dei tumori gastrici e ai testicoli, di due volte per quelli al pancreas e ai polmoni e addirittura di dieci volte al fegato.<br />
GRR ha intervistato decine di medici rurali e abitanti dell’interno argentino e questi sarebbero i risultati tanto che dalla ONG si afferma: “La prima cosa da fare è una moratoria delle fumigazioni”. Ma il governo argentino con molta difficoltà può prendere delle decisioni in un territorio sul quale, dalla notte neoliberale, ha una giurisdizione molto limitata.<br />
Durante gli anni del neoliberismo, infatti, mezzo territorio agricolo dell’Argentina fu venduto pezzo per pezzo a multinazionali dell’agroindustria transgenica. Oggi la metà delle campagne argentine, vaste più volte il territorio italiano, è piantato a soia transgenica. Per far crescere i 48 milioni di tonnellate di soia, esportate verso Cina, India e Stati Uniti, e che sono una delle prime voci dell’export del paese, vengono utilizzati 200.000 litri l’anno di glifosfato. Sembrava facile piantare tutto a soia in un territorio pianeggiante e con un’agricoltura altamente meccanizzata. Fu così che dagli anni ’80 in avanti la soia rubò sistematicamente spazio ai boschi, all’allevamento e ad altre coltivazioni. Se la Monsanto nega che il glifosfato sia tossico, dalla GRR si risponde che il glifosfato è il principale agente usato per le fumigazioni dei campi di coca in Colombia ed Ecuador e anche in quei casi ci sono denunce per gravi conseguenze sull’uomo.<br />
Secondo la denuncia di GRR, raccolta da IPS: “E’ necessario sospendere le fumigazioni almeno in base al principio di precauzione”. Ma accettare tale precauzione vorrebbe dire per l’Argentina mettere in crisi completamente il modello agro esportatore. La rivista “Latinoamerica”, in questi anni, lo ha più volte denunciato: il modello dell’agroexport produce altissimi guadagni per pochi, spazza via la piccola agricoltura, non produce lavoro a causa dell’altissimo livello tecnologico e desertifica le campagne.<br />
fonte gennarocarotenuto.it</p>
<p>Lina</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lexxia</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2009/02/23/differentemente-sociale/comment-page-2/#comment-2940</link>
		<dc:creator>lexxia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 14:21:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.comitatoperwandamontanelli.com/?p=38#comment-2940</guid>
		<description>non voglio essere xforza polemica, ma esclusa onerpo e pochi altri enti, mi è sembrato che la maggioranza delle iniziative promosse per l&#039;8marzo fossero strumentali e &quot;di facciata&quot;.
non so, è come se si vedesse che lo fanno perche&#039; lo devono fare ma in realtà non gliene frega nulla.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non voglio essere xforza polemica, ma esclusa onerpo e pochi altri enti, mi è sembrato che la maggioranza delle iniziative promosse per l&#8217;8marzo fossero strumentali e &#8220;di facciata&#8221;.<br />
non so, è come se si vedesse che lo fanno perche&#8217; lo devono fare ma in realtà non gliene frega nulla.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: roberto nacci</title>
		<link>http://www.comitatoperwandamontanelli.com/2009/02/23/differentemente-sociale/comment-page-2/#comment-2933</link>
		<dc:creator>roberto nacci</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 23:40:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.comitatoperwandamontanelli.com/?p=38#comment-2933</guid>
		<description>8 MARZO 2009
UN CARO SALUTO A WANDA ED A TUTTE LE DONNE DI QUESTO BLOG!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>8 MARZO 2009<br />
UN CARO SALUTO A WANDA ED A TUTTE LE DONNE DI QUESTO BLOG!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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