.
Come nella sindrome del maiale selvatico dei gururumba gli impulsi distruttivi giustificano la brutalità percepita come l’essere ‘posseduti’ da forze esterne
Il tabù è un luogo inavvicinabile, un divieto sacrale che ci tiene al di fuori da un territorio segreto. Trovarsi a giusta distanza da zone buie dell’esistenza può essere salutare. Si è voluto però rompere il divieto per permettere agli umani di entrare dovunque anche nei peggiori sogni di brutalità e mai concepita virulenza contro i propri simili a livello cosciente. L’immagine rivelata attraverso il mezzo più comune di divulgazione del sogno (cinema e tv) ha rotto il velo sotto al quale la infinita sequela delle possibili crudeltà umane restava sconosciuta. La scuola di violenza delle immagini mostrate agli uomini a partire dall’infanzia ha avuto ospitalità nei media di pronta fruizione, nel video che come un caminetto raccoglie intorno a sé il nucleo della famiglia, oppure il telespettatore single con patatine e sandwich per cena. E’ forse ripetitivo citare il saggio di Popper e Condry sulla cattiveria di quella maestra bugiarda e inaffidabile che appioppa ai bambini scene di violenza alternate a pubblicità di giocattoli, o improbabili animali canterini.
Si conferma con l’assuefazione al ‘medium’ anche una fase di “abituazione” ad un paradigma composto da modalità di sopraffazione inevitabile quanto quotidiana, senza che si spieghino i motivi della violenza. Come nella morfologia della Fiaba di Vladimir Propp dove le storie da lui studiate presentano vicende diverse ma seguono uno schema narrativo sempre uguale; e non si capisce, se non per il pedissequo conformarsi allo schema, come mai ad esempio la matrigna e le pessime sorellastre infieriscono così tanto su Cenerentola.
Altro, dalla fiaba scritta e narrata, è invece la esposizione televisiva dove un giorno è iniziata la scuola di violenza. Metodologia dei vari sistemi di uccisione dell’essere umano, uomo o donna che siano, seguendo anche qui schemi uguali ma sempre più sofisticati nell’espletamento del dettaglio sanguinolento. Scuola di alta macelleria sulle infinite modalità di profanazione del corpo allo scopo di mostrare la brutalità gratuita in sempre differenti circostanze di perpetrarla. E il corpo diventa povera cosa, meno che nulla, nelle mani dell’omicida che senza conati di vomito può fare a pezzi un altro essere come lui umano.
Per chi è cresciuto con i telefilm di Rin Tin Tin , e i fumetti del Grande Blek e Donald Duck, il massimo della sopportabilità può essere Psycho di Hitchcock , ancora censurabile per la fase dell’accoltellamento. Se non si riesce a guardare oltre perché dotati di sano rispetto dell’integrità del corpo è giusto che sia così. L’area tabù deve esistere. Se l’inconscio ne eleva intenzionalmente i confini manifestando sentimenti di ripulsa, di paura, o di disgusto di fronte a immagini in cui si rompe non solo l’integrità del corpo, ma anche il sentimento di rispetto che ad ogni corpo è dovuto, siamo dentro le regole morali. Se invece si resta impassibili di fronte ad dolore e alla crudeltà c’è da farsi qualche domanda. E’ inquietante restare freddi come lo è provare piacere sadico. Ma andiamo più in là e domandiamoci che tipo di emozioni provano i protagonisti di cattiverie, atti di bullismo, o azioni che non hanno nemmeno la minima motivazione per essere stati compiuti. Che facevano alle quattro di mattina ancora per strada quei ragazzi che hanno bruciato un uomo di nazionalità indiana?
Il vuoto delle loro esistenze senza capo e senza coda è come un contenitore mai riempito di principi. Li immagino abbandonati a se stessi davanti al video della tv o della playstation, con l’unico compito, in lunghe ore della loro giornata, di cercare di non annoiarsi. Senza doveri precisi e “consegne” per meritarsi pane companatico e accessori.
Si annoiavano i ragazzi.
“Non è razzismo – hanno tenuto a spiegare gli inquirenti – ma che significa? Vuol essere per caso una giustificazione? La salvezza nel vuoto a perdere?
Assurdità nell’assurdità.
Peccato che nessuno abbia insegnato loro sin dall’infanzia che il modo migliore per non annoiarsi è essere utili agli altri e a se stessi. Impegnarsi.
Se il giorno dopo quei malvagi avessero avuto l’obbligo di recarsi a scuola o a lavorare sarebbero andati a letto alcune ore prima senza far danni in giro. Invece hanno usato un uomo come diversivo alla loro inutile vita. Senza principi, né ideologie, né educazione alcuna.
Chi non crede nella sacralità della vita umana, più semplicemente dovrebbe concepire il senso di inviolabilità del corpo. Per un sana conoscenza della chimica dei corpi, o una minima cognizione scientifica su come è l’uomo, quante cellule diverse ha, il dna che lo compone, la meraviglia matematica dell’intelligenza che lo costruisce e muove.
L’indiano fatto bruciare da questi alieni nostrani cresciuti a pane e nutella consumato mentre in video si esibivano apologie di stupri e trafitture di membra è una persona unica e irripetibile e mai nessuno, fosse anche l’uomo più potente del mondo, potrà rimediare al male che gli è stato fatto. Non è stato ben spiegato ai violenti che la vita non è un supporto digitale o un film di celluloide che possa essere riavvolto.
Determinate cellule epiteliali, di una persona che si chiama Sing Navte ed ha un Dna, un colore, uno status e una storia, a meno che non si faccia un clone, “non sono ripetibili”. Un doppione, un clone poi non sarebbe altro che un involucro-fotocopia privo dello stesso senso compiuto.
Nessuno ha insegnato loro che la vita è spietata e che il rovesciamento di marcia delle cattive azioni non si può fare come nei videogiochi. In questo hanno fallito le più importanti agenzie educative come scuola e famiglia. Di contro è dall’istruzione di violenza della tv generalista-generalizzante che fioriscono soggetti feroci quanto poco intelligenti nell’incapacità di mediare gli input ricevuti. Va riconosciuta a tali soggetti l’appartenenza ad un ruolo sociale che è uno schema comportamentale tipico, osservabile in un contesto di sottospecie umana così esaltata in filmati di infima qualità da restare nell’immaginario. Un modello da riprodurre. Come gli schemi della fiaba che non spiegano i motivi, ma giustificano la brutalità perché appresa e assimilata quali automi piuttosto che esseri dotati di discernimento. Scegliamo però: o ammettiamo di avere segatura nella testa o ci assumiamo la responsabilità delle nostre azioni.
La sociologia trova sempre una causa scatenante e giustificante. L’analisi psicologica* spiega piuttosto come in questi casi “Il modello sociale che questi soggetti vogliono dare nella rappresentazione di sé autorizza condotte altrimenti inaccettabili e sfrutta il carattere passivo normalmente attribuito alle forti emozioni aggressive, al fine di sottrarsi alla responsabilità per l’azione compiuta”.
L’individuo si ‘disappropria’ così dell’azione, e lo stato emozionale vissuto come un evento oggettivo e non soggettivo, cioè una cosa che non è prodotta dalla mente ma che ‘capita’, porta a commettere nefandezze.
Si costituisce perciò un’attenuante che potremmo comparare a quella dei gururumba della Nuova Guinea e al forte impulso detto “sindrome del maiale selvatico” (ahaDe idzi Be) che induce a comportarsi come suini rabbiosi e aggirarsi furibondi aggredendo gli astanti, facendo man bassa di oggetti anche di poco valore e devastando i luoghi.
A questo proposito si può rilevare come sia singolare l’ipotesi che possa costituire un’attenuante, nei casi di violenza, l’uso di sostanze psicotiche, droghe o alcool quando tale uso non sia preordinato alla commissione del reato. Poiché chi va in giro sotto l’effetto di sostanze stupefacenti ha in preventivo la possibilità di gesti incontrollati, questo dovrebbe costituire semmai un’aggravante. Perché un conto è ubriacarsi o drogarsi dentro le mura della propria abitazione, un conto è farlo per poi andare per strada a espletare esercizio di violenza. E’ evidente nel secondo caso il comportamento antisociale unito al disprezzo assoluto della vita altrui.
Ho scritto di violenza in senso generale. Quella che tanto imperversa in questi tempi è la violenza contro le donne. Se ne parla, si fanno convegni, manifestazioni e incontri come quelle dell’Udi che con un numero elevatissimo di donne riunite in associazioni ha messo in cantiere un anno intero di percorsi ed eventi.. La “Staffetta delle donne contro la violenza” è visibile in questi siti:
http://www.udinazionale.org/;
http://www.onerpo.it/tutte-le-notizie/87-udi-onerpo-e-affi-insieme-l8-marzo-per-la-staffetta-contro-la-violenza.html .
La legge contro lo stalking, i comportamenti talvolta prevedibili degli stalker sono tuttavia un capitolo da conoscere capire e indagare bene. Ad un prossimo appuntamento qui sul blog ne vedremo insieme gli aspetti critici e le soluzioni anche di altri Paesi.
5 febbraio 2009, Wanda Montanelli
*M. Marraffa, Ian Hacking, P.L. Newman, P. Ekman
febbraio 6th, 2009 at 19:06
Mi chiedo se l’ha ordinato il dottore che i bambini debbono stare davanti alla televisione o se è compito dei genitori di dare attenzione ai figli, controllare che non guardino programmi poco adatti, e spegnere se ci sono scene di violenza. La baby sitter fa comodo, purtroppo, e lasciare i figli a non dare fastidio è modo di fare comune alla grande maggioranza dei genitori.
Mariarosa
febbraio 6th, 2009 at 19:24
Questa la lettera indirizzata alla Fondazione Doppia Difesa Onlus – che “vorrebbe” operare contro la violenza sulle donne -e per conoscenza a molte associaizoni.
Spettabile segreteria Fondazione Doppia Difesa Onlus
non ho storie da raccontare se non quelle di malcostume dilagante di
cui veramente non se ne può più e parlo sia in qualità di madre
che di docente.
Non sono bigotta e nemmeno puritana, rispetto la libertà altrui – fino a quando non invade quella degli altri – e penso che un freno ed un limite bisogna metterlo in questa società in cui tutto è troppo permesso e non esiste nè il rispetto e nemmeno il riconoscimento della dignità delle persone che di sicuro non trovo in piccole e squallide comparsate.
Non guardavo più Striscia e pensavo che con l’entrata a Striscia di
una conduttrice femminile (presidente di codesta associazione), che si
dice contro la violenza delle donne tanto che ha fondato
un’associazione in tal senso, si sarebbe evitato un culo spiattellato in telecamera in prima serata. Così continuerò a non guardare la trasmissione.
http://www.meetup.com/altoparlanti-459/it/messages/boards/thread/5996694/20#24509894
Come al solito si predica bene e si razzola male, quindi penso che anche questa associazione sia solo uno specchietto per le allodole, come ormai siamo abituati a vederne tanti. W i consensi ed il dio denaro a tutti i costi.
Questa la mia storia di cui mi piacerebbe avere riscontro da codesta segreteria
Mi scuso per “l’ingombro” e vi ringrazio per la lettura
Cordialmente
Francesca Costa
febbraio 6th, 2009 at 19:33
Per rispondere a Mariarosa.
Penso che la storia della televisione come babysitter, sia ormai superata. Questo srtumento è entrato nelle nostre case e fa parte ormai della nostra cultura. molti si dimenticano che anch’essa è un’agenzia educativa. La violenza e l’ecesso di tutto si trova in ogni momento e a qualsiasi ora.
Inoltre la televisione è guardata anche da ragazzi e non solo bambini. Cosa dire allora del computer e di internet?
E ancora vi pare giusto che manchi comunque il rispetto nei confronti di chi compie il proprio dovere?
http://cronacaeattualita.blogosfere.it/2009/01/milano-botte-allinsegnante-la-mamma-non-si-pente.html
http://passineldeserto.blogosfere.it/2007/03/brutto-voto-rarazza-14enne-e-madre-picchiano-professoressa.html
http://scuolaviolenta.blogspot.com/2007/03/brutto-voto-botte-alla-professoressa.html
Forse la televisione è una cattiva babysitter anche per gli adulti? Sì – per tutti quelli che sono psicopatici latenti…
Pensosia ora i ripristinare i paletti, in tutti i sensi
Francesca Costa
febbraio 6th, 2009 at 19:46
la programmazione colta non si fa in nesuna delle tv antagoniste. Il teatro, e le commedie, interpretate da attori di buona scuola e carriera sono misconosciute. Palcoscenico è stato abolito, le fiction hanno una forma di recitazione scolastica, testi di qualità nemmeno a immaginarlo per i raccomandati che infuriano e che devono essere sistemati. Pirandello, Goldoni o il teatro dialettale di Eduardo o Govi non essendo trasmessi sono sconosciuti ai più. Se non si apprezza in tv poi non ci si venga a dire che la gente non va a teatro. Alla base del problema c’è una ignoranza di fondo di chi programma e scelte di dubbio gusto che scaturiscono dall’ incompetenza.
Gina Loversi
febbraio 6th, 2009 at 20:18
Influenze negative ce ne sono oltre misura e porrei l’accento sulle verità consacrate dal medium che è il messaggio come McLuhan asserisce ed è sempre più il “mezzo” ; un registro anagrafico che ufficializza l’esistenza di fatti, luoghi e uomini. Non più “penso dunque sono”, ma “sono ripreso quindi esisto”. E allora che cosa non si farebbe per essere qualificati dall’imprimiting della tv o dalla firma di un famoso o scadente regista di immagini filmiche. Se la violenza è deprecabile maggiormente lo è il messaggio che arriva alle generazioni in formazione sul dover fare, per il successo, concessioni anche di tipo sessuale o vendere se stessi e la propria integrità per sedere su una poltrona di Talk show o in un programma insulso per dimostrare di non saper far nulla ma in funzione di una compiacenza, combinata all’aspetto estetico belloccio, ci si aspetta di aver “svoltato”. La violenza è veramente deleteria, ma trovo perverso il messaggio del fannullismo come prospettiva per arricchirsi, purché si sia avvenenti e disponibili a darsi via.
Alda
febbraio 6th, 2009 at 21:22
Wanda ciò che scrivi è verissimo! Nei programmi della Rai si vede l’omologazione con Mediaset, a parte qualche serata della Dandini o di MimandaRaitre di denuncia delle truffe, o si trova noi o si sorbisce violenza in ore di presenza di minori. Tv irresponsabile e di quattro soldi!
MARCELLO
febbraio 6th, 2009 at 21:26
E’ giusto recriminare sull’ignoranza dei programmatori, però il difetto è nella lottizzazione della televisione dei partiti che sbavano per essere là e fare la combinazione politica-media riuscita a Berlusconi. La voglia di stare nelle case dei telespettatori a fare semina di consensi è quello che non perdonano a Berlusconi, ma perché si è tanto perso tempo per la commissione di vigilanza rai se non per la immensa convenienza che costituisce avere uomini di partito in televisione. Posto che Mediaset è del Cavaliere, resta la rai senza la quale non si muovono consensi, a parte la Lega, che è ancorata sul territorio e fa una politica porta a porta che gli altri non fanno o che non sono in condizioni di fare per lo scollamento che esiste tra loro e i gli elettori. Vogliono avere tutti le mani sulla Rai, ma per motivi di opportunismo, niente affatto per coscienza del problema…
carola
febbraio 6th, 2009 at 21:38
sono una madre che lavora e una mamma che sta fuori fino alla sera e un padre come possono spegnere la televisione se non stanno nella casa. Le chiacchiere stanno a zero e non ci devono pensare i genitori ma chi trasmette ha l’obbligo di mantenere la decenza e sapere che cosa mandano in onda. Vi pare bello che se i ragazzini stanno a casa da soli dobbiamo avere noi la responsabilità delle zozzerie che fanno vedere a tutti i momenti? Ci sta chi lavora e chi può avere la cameriera o il personale per stare appresso ai figli. La televisione è una responsabilità di chi sta al governo e vuole anche la tassa pagata per fare i programmi di violenza.
Chiara
febbraio 6th, 2009 at 22:10
Violenza, violenza, violenza. Nasciamo con la violenza in corpo e ogni uomo è doppio. Un’occasione lo fa passare alla violenza, o una provocazione lo irrita e gli fa menare le mani. se si è avuta una buona educazione dominare la violenza che è dentro di noi è possibile. Wanda ha ottimamente spiegato che anche la tv ha voce e mezzi per educare la gente, e invece diseduca e abitua a credere che la crudeltà verso il prossimo, è un modo di fare irriducibile.
Paola Cesarini
febbraio 6th, 2009 at 22:31
il comportamento “da maiale selvatico” è uno stratagemma mediante cui un uomo può ottenere questa considerazione per giustificare l’impulso alla violenza, ma senza freni inibitori strutturati dall’educazione si diviene “selvatici”. L’educazione la danno famiglia e scuola e tra i doveri degli educatori c’è in primis quello di proibire la televisione, tenendola spenta o scegliere di non averla per niente.
Enrico
febbraio 7th, 2009 at 12:23
se il paese è diviso in due categorie: i raccomandati e i non raccomandati il risultato è la pappa al pomodoro che cerca di accontetare la massa. Ricordo che anni addietro per entrare in rai si doveva appartenere a uno dei tre partiti: comunisti, socialisti, democristiani, e la selezione sceglieva uno di centro uno di centrosinistra uno di sinistra e uno bravo. Quasi ci fanno rimpiangere il peggio di allora che potrebbe essere il meglio di adesso se almeno uno bravo lo assumevano. Ora non c’è il pudore neanche della piccola foglia di fico che li copriva. Tutti raccomandati e scadenti. ridateci ALMENO UNO BRAVO SU QUATTRO!!
carmine
febbraio 7th, 2009 at 14:51
LE ALTRE VOLTE VE L’HO GIA’ DETTO GENTILI SIGNORE COME LA PENSO, E SE LA DONNA RESTA A CASA A ACCUDIRE I FIGLI E IL MARITO LA SOCIETA’ E SALVA. LO VOLTETE CAPIRE O NO?
FRANCO BARZAGHI
febbraio 7th, 2009 at 15:51
La tendenza a darci delle spiegazioni ragionevoli per quello che facciamo sono false perché la nostra azione può essere indotta fino al punto in cui esiste il vegliare della coscienza che discrimina il bene dal male. Se invece l’allerta della coscienza non funziona i motivi sono tutti insiti nel tessuto sociale e mentale di chi commette violenza. Non per giustificare certi programmi spazzatura, ma chi ha integrità morale e basi culturali, principi di rispetto del prossimo e sentimenti fratellanza verso i più deboli, non sarà contaminato da un film o da qualsivoglia letteratura al punto tale da agire con ferocia.
Dopodiché pure io ne voglio uno bravo, o meglio tutti bravi per competenze sulla materia e cultura. In televisione è proprio la cultura, quella vera e di spessore ad essere assente. Quella che diverte e non annoia come i mortali programmi del fratello grande o i saggi di ragazzi che “sarebbero famosi” se non perdessero tanto tempo a inseguire chimere.
roby delgrande
febbraio 7th, 2009 at 16:10
L’Italia sta fuoriuscendo dallo Stato di diritto in maniera
grottesca, ridicola e meschina. Ci sono momenti, nella vita di una Nazione, in cui il vento spira forte o fortissimo verso
l’intolleranza, il sopruso, insomma contro la normale convivenza dentro leggi accettate da tutti e valide per tutti. La legge votata
ieri sera dal Senato che trasforma il decreto sulla “sicurezza” è
fatta per una cittadinanza che esclude da sè persone discriminate per la loro povertà, per la loro provenienza, per la loro “potenziale”
sospettata pericolosità sociale.
Si istituisce il registro dei clochard, dei barboni…
INFO: Pietro Ancona
http://www.spazioamico.it
febbraio 7th, 2009 at 16:11
L’Italia sta fuoriuscendo dallo Stato di diritto in maniera
grottesca, ridicola e meschina. Ci sono momenti, nella vita di una Nazione, in cui il vento spira forte o fortissimo verso
l’intolleranza, il sopruso, insomma contro la normale convivenza dentro leggi accettate da tutti e valide per tutti. La legge votata
ieri sera dal Senato che trasforma il decreto sulla “sicurezza” è
fatta per una cittadinanza che esclude da sè persone discriminate per la loro povertà, per la loro provenienza, per la loro “potenziale”
sospettata pericolosità sociale.
Si istituisce il registro dei clochard, dei barboni…
INFO: Pietro Ancona
wwwspazioamico.it
MEDIOEVOSOCIALE.PIETRO BLOG
febbraio 7th, 2009 at 19:15
La violenza è per sempre
“Come si fa a descrivere il ricordo di uno stupro?…non è possibile descrivere in termini di racconto qualcosa che vivo continuamente come istantaneo, attuale , ogni volta che chiudo gli occhi, ogni volta che sento l’odore della notte, ogni volta che sento una risata maschile , ogni volta che un uomo mi guarda: io non ricordo, avviene di nuovo , ogni volta…è una condanna a vita, non si può dimenticare e non si può ricordare…non si tratta solo dell’atto sessuale, è quella sensazione di essere una “cosa, di non essere umana, la sensazione di essere un corpo con dei buchi da riempire, un pupazzo da sbattere per terra per vedere cosa c’è dentro…
Segue su:
“Ultime dal Forum: Onerpo.it”
Rubrica Benessere Psicologico”
febbraio 7th, 2009 at 19:41
Io condivido il commento di Mariarosa perchè l’unico modo per non diseducare i nostri figli è seguirli nei momenti liberi e non lasciarli come ebeti davati alla televisione. Io ho la fortuna di fare un lavoro a casa, ma sto attenta che i miei bambini siano impegnati a fare compiti oppure a giocare con puzzle, incastri, colori. Ho anche mia suocera che mi da una mano e sa che la televisione deve restare accesa solo per vedere un pochino i cartoni animati. Nello stesso tempo mi rendo conto che chi sta fuori casa per lavoro e lascia i bambini o gli adolescenti da soli non può controllare la situazione. In questo le famiglie non sono aiutate poiché i tempi della scuola non sono sufficienti a tenerli al sicuro per il tempo necessario, e mi pare che la riforma attuale peggiorerà la situazione.
Piera
febbraio 7th, 2009 at 19:57
Implicitamente invitata a dire la mia sulla violenza che pervade la società italiana, non riesco ad essere originale ed efficace. Sono desolata nel constatare il livello bassissimo in cui i cittadini di questa penisola gestiscono, a tutti i livelli, le relazioni interpersonali. La violenza fisica e morale in Italia è ormai uno “sport” praticato in ogni luogo istituzionale e privato, dalla maggioranza dei cittadini-attori. Il fallimento della scuola, dell’ educazione familiare, delle organizzazioni politiche è impressionante. Non resta che fare uno sforzo personale per capire che ogni nostro gesto pubblico e privato ha conseguenze sociali, morali e politiche provare a darsi un contegno. Gli italiani non sono maestri nell’ autoanalisi. Olga Orzalesi
febbraio 8th, 2009 at 13:48
gli stupratori vanno agli arresti domiciliari e la giustizia lenta non ha l’efficacia di cui le donne hanno bisogno. Si galleggia in superficie aspettando che succeda qualcosa. Le donne devono difendersi purtroppo da se stesse e per farlo bene dovranno trovarsi in grande numero nei parlamenti e nei posti delle decisioni. Non è più ora di delegare chi non ha centrato il problema per incapacirà emozionale e culturale poiché li uomini non saranno mai all’avangardia nella protezione dalla violenza; è dimostrato dalla cronaca delle aggressioni e dall’andirivieni nei domicili degli stupratori.
I centri antiviolenza in rete hanno una prima risposta sul campo e le informazioni con gli indirizzi si trovano sul loro sito. Dopo la violenza si può andare a chiedere aiuto, sarebbe però giusto poterci attivare prima e “a monte” del problema.
Carla
febbraio 8th, 2009 at 16:47
Cara Wanda,
a proposito del tuo articolo sulle api, ho due cose da chiederti?
1) Tu scrivi “Concorrono alla sparizione delle api l’inquinamento atmosferico, gli insetticidi, la scarsità d’acqua, i cambiamenti climatici, l’elettromagnetismo e gli ogm”. Mi puoi dimostrare in che misura ognuna di
queste 6 cause sono responsabili della moria delle api?
2) Cosa c’entra la moria delle api con il resto del tuo articolo?
a t salut,
angelo
febbraio 8th, 2009 at 17:21
sta diventando sempre pù difficile vivere tranquille. Fino a cinque, sei anni fa la sera uscivo da sola per andare da qualche parte e trovarmi con le amiche o gli amici, ti confesso però che non ci riesco più e non solo perché da sola, ma se pure ho con me altre persone donne o uomini, se è tardi ho una fifa buia e cammino guardando spesso dietro di me perchè immagino che dal buio esca qualcuno per aggradirmi; e on è questione di campagna elettorale impostata sulla sicurezza,il clima in Italia è cambiato, le violenze sono occasioni che i criminali non si lascano scappare; direi che una volta era l’occasione che faceva l’uomo ladro, oggi è l’occasione che fa lo stupratore, perché i deterrenti non ci sono e perchè la magistratura buonista (però le cople sono anche di chi non perfeziona le leggi per una giustizia rapida ) lascia in piazza gli stupratori che sanno bene di poter fare i loro comodi rischiando poco o niente.
barbara
febbraio 8th, 2009 at 18:14
Caro Angelo,
sull’argomento moria delle api è stato scritto moltissimo da scienziati e esperti più autorevoli di me.
Ti mando tra tanti documenti un video interessante.
http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=repliche&video=18941
Se non è chiaro cosa c’entra l’articolo con la moria delle api, o non ho scritto bene, o tu non hai letto con attenzione. Sintetizzo con il titolo di
uno dei miei ultimi interventi pubblici: “Il mondo così com’è non ci piace” e le api sono un aspetto dell’umana azione che agisce in natura devastando
alla maniera di elefanti in una cristalleria. L’assenza di rispetto verso la natura è uno dei segnali di disprezzo dei diritti di tutti in ogni ambito.
E’ un appropriarsi del futuro in maniera intollerabile, e qui entriamo nel campo della politica che dovtrebbe adoperarsi per garantire la qualità della vita delle generazioni attuali e future. C’entra pure il fatto che un punto di vista lungimirante dovrebbe prevedere investimenti sull’ambiente, se non
per amore di flora e fauna, per un sano egoismo e dimostrazione di intelligenza e competenza in economia, nelle azioni istituzionali e nel campo della sociologia del welfare, delle risorse umane collegate a quelle
ambientali. La ricchezza non sempre sta dove si crede che sia. Vorremmo poter dar corso un’inversione di tendenza con una politica nuova e un’ottica
lungimirante che oggi non c’è. Si vive troppo alla giornata, in tutti i sensi.
stamme ‘bbuono
Wanda
febbraio 8th, 2009 at 23:40
il grande fratello, l’isola e similari son trasmissioni fatte con pochi denari e ancor meno talenti. non si vuol spendere con la scusante che gli spettatori desiderano la tv-psttumiera, però non è così e il degrado è voluto per tenere basse le pretese e l’esigenza di cultura. una volta si teneva alta la quuota di analfabetismo per lo stesso motivo, oggi si tiene bassa la quota di alfabetizzazione in merito all’informazione precisa e la cultura alta. Popolo bue non dà problemi.
NICOLA
febbraio 9th, 2009 at 10:25
E ancora vi pare giusto che manchi comunque il rispetto nei confronti di chi compie il proprio dovere?
Francesca Costa 6/2/2008
Carissima,
hai centrato un problema che a mio avviso sta capovolgendo l’ordine del pensiero comune.
Si sta verificando, dopo l’attitudine a farci digerire corruzione, assenza di stato di diritto e nefandezze di ogni genere, che vengono attaccate le persone che compiono il loro dovere civico ed istituzionale.
Un colpo di coda, questo, sempre riscontrabile nelle società ad alta presenza delinquenziale. Oggi possiamo assistere ad una sistematica eliminazione di quei soggetti che, per indiscussa costruzione onesta e responsabile, si mettono di traverso contro il malcostume e la decadenza di ogni tipo.
Ad essere attaccati sono i soggetti lineari, rispettosi della libertà altrui e attenti alla loro indipendenza mentale.
In questo delirio di devastazione si tende ad incanalare le persone in categorie ricattabili fino a privarle di qualsivoglia resistenza all’abuso.
Se solo pensiamo alla maniera di fare “Stato” attraverso gli abusi esattoriali (guardate le cartelle impazzite o le sanzioni automobilistiche che rimpinguano le casse come vero e proprio sistema estorsivo)qualche forte dubbio di incapacità o di malafede o di corporativismo delinquenziale dovrebbe accendere le menti e gli animi e farci battere i piedi.
Invece no. Tutti in fila, come futuri ghettizzati, ci sottoponiamo alla gogna del vilipendio comportamentale.
Il sistema sociale italiano regge sul filo del trapezista.
Ancora non è il momento di farlo crollare.
Mentre Obama parla di marcia indietro verso una nazionalizzazione di alcuni servizi fondamentali al controllo ed all’organizzazione sociale…da noi si affonda regalando le infrastrutture.
Pochi giorni fa un esponente della Lega NORD, si lamentava giustamente di TRENITALIA, dei ritardi, dei tagli tecnici, della scarsa manutenzione, della sporcizia…auspicava un servizio migliore per pendolari e studenti sottoposti all’umiliazione di una gestione perdente che l’unica missione che sente è quella di svendere le reti ferroviarie nè più e nè meno come ALITALIA.
Mi piacerebbe capire perchè nessuno di questi politici che rivendicano efficienza e sono tanto vicini al popolo italiano “comune”…NESSUNO dice che questi dirigenti incapaci se non raggiungono un obiettivo che tutela il bene pubblico e lo rende efficiente: DEVONO ANDARE A CASA E PAGARE UNA MULTA.
Dove erano i sindacati quando all’ALITALIA i lavoratori regalavano le famose “giornate di solidarietà” e CIMOLI guadagnava 6 volte quel che prendeva l’amministratore delegato di AIR FRANCE????
Ecco Francesca!Ci siamo abituati a non veder attaccate le persone che NON fanno il loro dovere.
Inevitabile che chi lo fa, essendo eroe silenzioso, diventi elemento di disturbo per chi principi non ha.
A me non interessano le logiche lobbistiche e le politiche profit di chi spopola il mondo civile.
Io sono stupida e semplice.
Io dico che se la gente non sente la necessità di “ribellarsi” quotidianamente davanti alle gratuite ingiustizie che ci vengono propinate fino ad arrivare a quelle insostenibili della gestione dei Fondi Europei al Sud o degli indebitamenti dei Comuni attraverso i “derivati bancari” o la VOLUTA malasanità intrisa di troppa politica…e chi più ne ha più ne metta…allora dico che non sentiranno neppure quando verrà acceso il girarrosto.
E’ il tempo del “TORPORE” dal quale abbiamo il dovere di svegliarci e di tentare il risveglio almeno dei nostri figli.
Ti abbraccio
Anna
febbraio 9th, 2009 at 10:40
FRANCO BARZAGHI Says:
febbraio 7th, 2009 at 14:51
LE ALTRE VOLTE VE L’HO GIA’ DETTO GENTILI SIGNORE COME LA PENSO, E SE LA DONNA RESTA A CASA A ACCUDIRE I FIGLI E IL MARITO LA SOCIETA’ E SALVA. LO VOLTETE CAPIRE O NO?
FRANCO BARZAGHI
CHE NE PENSA SE FACCIAMO UN PO’ PER UNO? PER CINQUEMILA ANNI NOI ABBIAMO SERVITO IL FOCOLARE DOMESTICO…ORA TOCCA A VOI PER ALTRI CINQUEMILA ANNI.
NATURALMENTE VI LASCEREMO LA LIBERTA’ DI DECIDERE SE REALIZZARVI FUORI CASA OPPURE NO.
ANNA ROSSI
febbraio 9th, 2009 at 14:38
ben detto Nicola. Il progetto sugli uomini non prevede che crescano più che nella opzione di scegliere chi deve vincere o o perdere al grande fratello. La programmazione di qualità altrimente non sarebbe difficile da realizzare, poichè basterebbe ingaggiare autori, letterati e artisti di talento. Ce ne sono a centinaia, ma non sponsotrizzati da nessuno hanno i loro prodotti dell’ingegno nel cassetto.
Una totale nausea ci pervade nell’assistere a certi squallori. E’ vero che potremmo spegnere, come spegniamo, ma tutto ciò non giustifica scelte di bassa lega per un’industria culturale che è mantenuta anche con le tasse dei contribuenti.
Ninetta
febbraio 9th, 2009 at 15:01
assistiamo alla contraddizione tra le iniziative contro la violenza e la mercificazione del corpo delle donne, come Francesca Costa ha sottolineato. E proprio da chi ha un’associazione di tutela delle donne non si capisce che cavolo di scelte fanno e come si giustificano. Il dio denaro prevale e la pubblicità rende bene purtroppo. Non ci sono altre parole nè considerazioni al di fuori della comprevendita del corpo femminile.
Linda
febbraio 9th, 2009 at 15:04
povera Eluana… ma come si fa a privarla di acqua e alimentazione? capisco che le sue ultime volontà possano essere andate in questa direzione ma…. la soluzione mi sembra peggiore del problema!
non so, è un tema talmente difficile e doloroso che necessita di approfondimenti lunghissimi [e purtroppo nn c'è + tempo], ma d’istinto, come primo impatto, mi viene da chiedere che le sia subito restituita l’acqua e gli integratori.
febbraio 9th, 2009 at 16:37
simogek Says:
febbraio 9th, 2009 at 15:04
Se è il suo credo religioso ad imporre il suo sentire Lei è liberissimo di dire la sua in pinissima libertà. Se questo sentire non ascolta però lo stato che laicamente, senza precostituiti religiosi, nè di razza nè ideologici, nel pieno rispetto del diritto, elaborati fatti e testimonianze…si è già espresso a titolo….mi piacerebbe sapere chi è più violento?
Strumentalizzare anni di sofferenza per puri scopi di carattere politico è l’ennesima dimostrazione di quanta malafede pervada il palcoscenico politico.
Siamo diventati lo zimbello dell’Europa.
Si dice tutto e il contrario di tutto.
Si mettono le mani in tasca alla gente in nome delle norme e si lasciano fuori gli stupratori (pratica che ultimamente è tornata molto di moda)…salvo però correre a legiferare (questa volta il decreto…il milionesimo decreto “d’urgenza” non funziona) in poche ore.
La tendenza dell0norevole italietta è compiacere a scopo di rientro.
Piccole mafie crescono.
Nuovi eroi forgiano le spade.
Quando finirà l’uomo di infierire sui suoi simili??
febbraio 10th, 2009 at 12:44
Sono in piena condivisione con la critica del messaggio televisivo e dei mass media. Ogni giorno nuovi stupri da che cosa sono causati se non dalla mercificazione del corpo della donna. E’ un vero schifo e bisogna affermarlo con forza senza timore di sembrare retrogadi. I messaggi sono diseducativi e permeano nel tessuto sociale nonostante i tendativi della scuola di arginare le conseguenze dannose.
Un esame di coscienza generale di noi adulti non è la salvezza ma un primo passo per costruirla.
Virna
febbraio 10th, 2009 at 16:23
Le donne hanno maturato la convinzione che per difendendersi devono fare rete, e in politica la traversalità è un modo per conseguire risultati dato che i numeri di presenza femminile sono esigui. Per la violenza ci sarebbe da ricominciare tutto da capo, con l’impostazione dell’educazione civile e civica e il controllo di cosa i giovani assimilano con l’educazione, ma anche con lo svago e la esasperata ricerca di divertimento a qualsiasi prezzo.
La violenza si vince con la coesione fra donne.
Segnalo uno sportello che ha funzionato per una mia nipote in grave difficoltà.
“Vivere il sociale”
Nadia, Agrigento
febbraio 10th, 2009 at 16:53
da uomo mi vergogno per i cartelloni pubblicitari di una casa di abbigliamento che ritraggono un poliziotto brasiliano mentre perquisisce in maniera violenta una donna.
scusate.
febbraio 10th, 2009 at 20:39
La cultura di pace deve aiutare chi sta peggio:i bambini ammalati in Ucraina.
Porto alla vostra attenzione il problema che qui in Italia non conosciamo. In Ucraina si prevede un anno molto pesante per la situazione dei finanziamenti pubblici del settore medico che è molto difficile.
I volontari danno una testimonianza drammatica, che condivido, sul futuro di bambini beneficiari del progetto “Un sorriso in corsia”.
La gravissima crisi economica che ha colpito il paese inizia a far sentire le sue pesanti conseguenze anche in settori delicati come quelli della dotazione minima di medicinali e materiali di consumo alle strutture ospedaliere, già normalmente carenti di tutto.
Vi chiediamo di diffondere il più possibile questo messaggio fra i vostri amici così che si possa far fronte a questa gravissima situazione mediante l’acquisto del necessario per curare i bambini.
Adriana,
Info: Soleterre ONLUS
febbraio 10th, 2009 at 21:06
sogno una magistratura di magistrati donna in numero eccezionale, le uniche competenti a giudicare gli stupratori. Penso che di arresti domiciliari non ce ne sarebbero poi tanti.
gelosupolitica-web
febbraio 10th, 2009 at 21:22
libri, libri e libri. I figli si devono abiturare a leggere sin dalla più tenera infanzia e sviluppare il senso critico e l’immaginazione. La cultura di libri e di studio evita la eccessiva esposizione a programmi spazzatura con scene di violenza.
Pia Corbelli
febbraio 11th, 2009 at 11:05
gian paolo m. Says:
febbraio 10th, 2009 at 16:53
da uomo mi vergogno per i cartelloni pubblicitari di una casa di abbigliamento che ritraggono un poliziotto brasiliano mentre perquisisce in maniera violenta una donna.
scusate.
Caro gian paolo mi hai preceduto.
Anch’io l’altro ieri passando per via Aurelia/Roma arrivando dal raccordo subito dopo Largo T. Perassi guardando a sinistra fra Via D. Marvasi e Via G.V. Englan.
Un cartellone immenso che ritrae questo poliziotto che mette mano sotto la gonna ad una ragazza voltata braccia in alto addosso all’auto di servizio.
Mi chiedo chi paga i censori della più elementare delle regole del decoro.
Mia figlia sedicenne ha reagito indignata commentando il messaggio di istigazione non solo alla violenza ma alla sottomissione dell’autorità che dovrebbe rappresentare la tutela dei singoli cittadini.
Dal nudo esasperante si passa dunque all’utilizzo di immagini che istigano a prepotenze e violenze.
Messaggi non più subliminali ma espliciti.
Dove è la Chiesa in queste occasioni??
Non voglio attaccare nessuno ma mi rendo conto che la soglia dell’attenzione è troppo bassa quando si tratta del comune “intendere” e troppo alta quando la propaganda monta sul cavallo del principio e non della tutela della salute “pubblica”.
L’UDI a riguardo che ne pensa???
febbraio 11th, 2009 at 11:55
La violenza è conseguenza dell’indottrinamento governativo a cui ci siamo tutti abituati senza reagire. Se non si riprende a scendere in piazza sarà sempre peggio.
Gianni Nicotera
febbraio 11th, 2009 at 14:12
chi verrà a liberarci dai nuovi barbari se i barbari sono nascosti sotto la maschera?
Il tema della violenza è stato approfondito nella Conferenza di Pechino, e poi nel dibattito della Commissione donne dell’ONU, della Commissione diritti umani, dell’Assemblea generale, fino all’Assemblea di “Pechino+5″ e alla stessa Assemblea del Millennio, che nella sua Dichiarazione finale pone la lotta alla violenza delle donne come uno degli obiettivi centrali delle Nazioni Unite del 2000.
Il tema è comunque conflittuale rispetto alla responsabilità degli stati nei confronti di atti compiuti da soggetti privati, sia per come va inteso in relazione ai diritti umani in senso generale. Globalizzando i rapporti si è aperta la via anche al passagggio della violenza e dei violenti esportando povertà e barbarie, non solo dai paesi poveri verso i ricchi, ma anche e soprattutto al contrario.
Sandra Gargiulo
febbraio 11th, 2009 at 14:12
fa un certo effetto dover riscontrare, giorno dopo giorno, che l’asticella del volgare e dell’immorale venga posta sempre più in alto: ormai non ci scandalizza più nulla se non per il non-scandalizzarsi di fronte a tanta tracotante ignoranza di princìpi e valori umani.
l’ultima dimostrazione l’abbiamo avuta con i telespettatori che hanno preferito i falsi drammi del grande fratello all’autentico tragico dolore del caso eluana.
io non sono tra quelli che avrebbero voluto tutti gli italiani sintonizzati sull’approfondimento di vespa su rai1: siamo in democrazia, anche in materia di scelte televisive, e quindi è giusto che ognuno scelga, se lo ritiene, di non seguire in tv un dibattito su un tema così doloroso.
quello che mi colpisce, però, è che in milioni hanno scelto, quale alternativa, il programma più leggero e più di evasione che esiste.
febbraio 11th, 2009 at 14:43
x gian paolo:
Non mi parlare del GF!!!! Ma hai visto ke ignoranti? Nn sanno neppure ki siano i Beatles!! Ma ti pare possibile? Secondo me è fatto apposta per far casino sui giornali, nn c credo ke sono così tanto ignoranti.
febbraio 11th, 2009 at 16:54
che grande tristezza! solo poco tempo fa l’insensibile vanagloria e l’inerudizione di quelli del gf mi irritavano, mi procuravano un concreto fastidio fisico.
ora neanche più questo: siamo arrivati ad un livello di sottocultura e di sottosviluppo mentale che mi fa letteralmente cadere le braccia: sono soltanto addolorato, dispiaciuto nel vedere che i nostri figli crescono così, aggrappati a falsi valori materiali e totalmente incapaci di trasferire ai nostri nipoti un minimo del sapere comune e del nostro patrimonio storico.
gpm
febbraio 11th, 2009 at 18:18
Da un’ndagine Aidos la violenza di genere contro le donne ha questa casistica: Aborti selettivi per sesso, percosse durante la gravidanza, Infanticidio femminile,
Infanzia Mutilazioni dei genitali, prostituzione infantile, abusi sessuali sul posto di lavoro, molestie , prostituzione forzata,
stupro coniugale, abusi psicologici, assassinio per mano del partner. Il che sembra un elenco scontato al quale ci si deve abituare come qualcosa di inesorabile e immutabile. In questo la conformità alla rappresentazione televisiva aiuta: ad accettare e lasciarsi scivolare via ogni sussulto di indignazione.
Patrizia Ancona
febbraio 11th, 2009 at 21:04
come vogliono abbattere la violenza?
chiedendo ai medici di essere delatori, e per questo sono crollati i ricoveri degli immigrati, con la conseguenza che i poveri non si potranno curare e le infezioni prolifereranno. Il presidente dell’ordine dei medici dottor Mario Falconi ha dichiarato oggi “Se vengo a sapere che qualche medico di
Roma ha denunciato un immigrato irregolare lo mando al consiglio
di disciplina. Capisco che in Italia c’e’ il problema immigrazione ma non lo si puo’ certo affrontare costringendo noi
medici a fare le spie”.
Se ad esempio un immigrato irregolare malato di tubercolosi per mesi non si fa curare per paura, la infezione si propaga o no? e l’uomo rischia di morire oltretutto. Se questa è civiltà!
Silvia
febbraio 12th, 2009 at 09:39
Mentana si dimette perché non mandano in onda la diretta su Eluana, dall’altra parte vince il grande f. con milioni di ascolti. Ma se li cancellavano tutti e due non era meglio? Quando si decideranno ad alzare il livello? Non se ne può più di strumentalizzazioni e di uso letale dell’arma impropria contro l’intelligenza delle masse. Se vero che si può spegnere non si sa perché non deve essere altrettanto legittimo pretendere un pizzico di investimento sull’intelligenza e la cultura.
Livia
febbraio 12th, 2009 at 16:27
La riconquista dello spazio pubblico sarà lenta, ma inesorabile. La ricerca dell’indipendenza sarà dura ma necessaria. La conquista del “poter decidere” sarà dolorosa ma grandiosa.
Miriam
febbraio 12th, 2009 at 23:08
MEDIA!
In qualità di madre e di docente, non dimentico che la che la televisione è un’AGENZIA EDUCATIVA!
Non dimentico che probabili telespettatori/trici sono bambini, adolescenti (che vivono momenti importanti per la costruzione dell’identità) e men che meno dimentico che fra essi/e ci sono anche persone che hanno latenti psicopatologie. Quindi devo pensare anche a questi casi e/o condizioni e, poiché i media sono indirizzati a tutti, si deve essere ben consci di ciò che deve essere trasmesso.
Inoltre non si pensi che i cartoni animati “moderni” siano esenti da critiche.
Se è unanime la condanna per i programmi televisivi, altrettanto deve essere per la pubblicità che veicolano, anche iconograficamente, violenza, messaggi stereotipati e pregiudizi.
Molte sono le associazioni che si stanno attivando in tal senso.
Vi ricordate la pubblicità della Bialetti?
http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&v=pQzDe6ZQgFM
Donatella mi ha messo al corrente che l’Associazione Donne in Quota ha recentemente mandato una lettera di protesta alla Bialetti poiché la pubblicità in questione era ritenuta offensiva all’immagine della donna e mi ha scritto: “Miracolosamente hanno recepito il ns. messaggio e l’hanno ritirata”.
Per la campagna dei vestiti… RELISH ebbene la stessa, dopo le proteste di varie associazioni, sta venendo ritirata: Roma, Parma, Napoli, Milano sono città che hanno già provveduto.
E che dire della pubblicità della compagnia marittima (due seni giganti in bella mostra – ma ne avevamo già parlato) ritirati a Napoli?
Come dire, la televisione si può anche non possedere, si può anche avere la possibilità di giocare con i bambini… per strada li mandiamo via con gli occhi chiusi? Anche la pubblicità su cartelloni veicola idee e sempre meno educative.
Inoltre cara Anna, non ti preoccupare, anche l’UDI e non solo
si sta interessando a queste campagne pubblicitarie al fine di evitare l’utilizzo del corpo delle donne che viene svuotato di dignità.
E ancora, avete visto l’ultima campagna di Oliviero Toscani (del resto il suo successo si basa sull’estremizzazione) per i tumori al seno??? Ancora e sempre la donna. Perchè non si pubblicizza anche la giornata della prevenzione dei tumori alla prostata o quella dei testicoli? La salute degli uomini è meno importante o le immagini non sarebbero erotiche abbastanza?
Anche in alcune community è iniziata una protesta nei confronti di chi usa identificarsi con parti del corpo e di chi usa un linguaggio non consono e i fruitori per primi hanno iniziato la “protesta”. Eh si perché… lo sapevate che un bambino su tre chatta in internet? Non dobbiamo dimenticare che internet è usato molto dai/lle giovani e non possiamo far finta che questo non succeda. Ed ora una nota da docente: siete sicuri e convinti di sapere tutto dei vostri/e figli/e? Per esperienza professionale, vi dico che così non è. Più di quanto si immagini questa è la verità
febbraio 13th, 2009 at 17:10
Simogek scrive riguardo Eluana: …è un tema talmente difficile e doloroso che necessita di approfondimenti lunghissimi…, ma d’istinto, come primo impatto, mi viene da chiedere che le sia subito restituita l’acqua e gli integratori….
Cara Simogek hai ragione a dire che il tema è difficile e doloroso, hai ragione a pensare anche d’istinto. Processi e cure mediche non possono essere gettati in pasto. La televisione, come la piazza, non è un tribunale (vedi Cogne) e non è un ospedale (vedi Udine). La cosa certa è che ho visto tantissima non conoscenza anche da parte di chi avrebbe dovuto testimoniare una certa competenza a riguardo. Ogni caso è specifico, non si possono fare paragoni di nessun tipo riguardo a nulla. La cosa che avevo detto allora e che ripeterò qui… il dramma ed il dolore sono stati ancora una volta strumentalizzati. Per coloro che manifestavano con il panino ed il bicchiere d’acqua … peggior scempio e denigrazione non avrebbero potuto fare (come detto, avrei pensato più consono dedicare quel tempo a una visita a qualche paziente dentro la Quiete – struttura che conosco molto bene). Non penso si possa esprimere una opinione (in qualsiasi campo) prima di aver constatato le situazioni.
Dico solo che a oggi è possibile rifiutare una trasfusione (non è forse il sangue elemento essenziale alla vita?) o una operazione, non vedo perché uno debba essere costretto ad alimentazione forzata. Prima di qualsiasi intervento è necessaria una firma – perché allora non posso decidere di “togliere” la firma?
Spero che i politici ci lascino la libertà di scelta! Ognuno deve avere il diritto di esprimere le sue volontà.
febbraio 14th, 2009 at 10:19
Come è vero che molti genitori non sanno che cosa fanno i figli durante la giornata e il cuore del problema è nell’impossibilità di seguire i propri figli come si vorrebbe. Io ci riesco abbastanza come altre volte ho detto e per questo mi ritengo fortunata, però chi lavora e deve mandare avanti in menage, mi riferisco alle famiglie monoparentali, dove il peso è tutto addosso ad una madre che fa le veci del padre assente (o anche viceversa alcune volte) come è possibile seguire e sapere se i figli accendono la tv o vanno in Internet. Ci sono strumenti di controllo come la password e il divieto di accendere la tv, ma non solo noi genitori si deve essere obbligati al controllo sull’educazione, e la parte della programmazione della televisione dovrebbe essere affidata a professionisti competenti su che cosa è il messaggio televisivo.
Piera
febbraio 14th, 2009 at 22:32
si torna al maestro unico e si torna a dare agli scolari il minimo, con tutto quello a cui erano abitutati nella creatività rapporto minore insegnanti-studenti. La trasmissione di Riccardo Iacona ha dimostrasato quanto lavoro e dedidizione le maestre imegnano per far svolgere ai bambini molte diverse attività. La scelta del maestro unico èun passo indietro nell’offerta di scuola al minimo, perché un’insegnante non può essere preparata in tutte le materie. Sulla televisione che sarebbe invece il caso di rivedere nella programazione non si interviene. L’educazione dei giovani proviene però proprio dalla scatola tv, che non è un’ivolucro senza importanza come molti fingono di credere.
gigi
febbraio 15th, 2009 at 16:18
intanto ieri altre due donne, direi quasi bambine, sono state violentate, intendiamo proseguire con le chiacchiere o invece riprenderci da donne le piazze e le strade?
Simonetta, “Parole e azioni”
febbraio 15th, 2009 at 17:29
invito per le amiche di Milano:
Onda – Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna
Milano, martedi’ 24 febbraio 2009 – ore 18.00
Gherardo Colombo e Nicla Vassallo discutono di “Non dire falsa testimonianza”
Conduce: Antonio Carioti
Introducono: Fiorenzo Galli e Francesca Merzagora
Invito:
Sala Conte Biancamano
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia
Via Olona 6 bis – Milano
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Lella Mariani
febbraio 16th, 2009 at 09:51
il pacchetto sicurezza cosa può ottenere se non si punta sull’autosicurezza, con l’evitare di mettersi in pericolo passeggiando in parchi di notte. Poi si impiantino illuminazione e telecamere. La paura che tanto consenso ha portato in quantità di voti è ancora forte. Se guardiamo a cosa fanno gli altri paesi: hanno preso decisioni più severe che da noi dove il continuo rimpallo tra giudici e parlamentari per dare all’altro la colpa della leggerezza con cui si affronta il gravissimo problema. Se si continua così la gente si farà giustizia da sè e senza preavviso. Poichè mine vaganti come spacciatori di droga e stupratori recidivi si dovrebbero evitare di lasciarli liberi le strede, si dovrebbero evitare dimostrando di avere le idee chiare al di fuori di ogni ideologia. Sono convinta che un parlamento a maggioranza femminile e una magistratura a maggioranza femminile senza respingere in problena da uno all’altra per non risolverlo mai avrebbero già trovato in maniera trasversale la soluzione seria e risolutiva, puntando anche sulla cultura in senso plurale. Invece non si assiste ad altro che a parole vane, incapacità e…non vi viene altro termine che “superficialità”.
Pia Corbelli
febbraio 16th, 2009 at 13:03
Chi non ha letto la Costituzione italiana o la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo? Forse qualcuno non l’ha fatto e se non l’ha fatto o non glielo hanno mai proposto è giunto il momento di darci un’occhiata. Sessant’anni fa venivano messe, nero su bianco, le regole senza le quali nessuna società civile potrebbe fare passi avanti verso un futuro dinamico e migliore in termini di convivenza.
Per allontanarci da queste alte forme regolamentate all’uomo comune contemporaneo non sono stati insegnati né ricordati i valori di base che guidano la convivenza civile. A fatica cerchiamo di ricostruire la distribuzione dei diritti e dei doveri finendo troppo spesso per non sapere cosa è la libertà e quali sono i limiti della stessa. A colpi di emergenza ed allarmismo viene travolta la parola giustizia la quale è il pezzo di coda finale di un complesso istituzionale la cui legiferazione spesso si contraddice travolgendo giudici, tribunali, avvocati, pubblici ministeri fino alle prigioni.
Il risultato è un a cittadinanza sempre più allo sbando e mortificata sull’evasioni di ragioni che vedono il buon senso svanire e la tutela degli onesti rifiutata.
Gli organi istituiti a garanzia di controllo non svolgono il loro compito. I controlli sono puntualmente elusi al servizio dell’anarchia dei potenti fortunati o organizzati.
La percezione che le regole siano più una sofferenza che un dovere è sensazione convalidata. In Italia è sparito il concetto di limite e l’impunità ha fortificato l’idea che la corruzione ed il degrado debbano essere considerati come elemento di convivenza inevitabile. A mio avvisonono solo l’informazione non ha fatto nulla per difendere la necessità di pretendere il rispetto delle regole…anzi spesso ha contribuito ad alimentare la cultura dell’adeguamento all’infrangere le regole stesse. La corruzione altro non è che l’incapacità ad esistere nel pieno del rispetto di se stessi e degli altri. Si corrompe chi depreca ma poi si piega…e si fa corrompere chi sopporta l’umiliazione di essere una nullità. Nel gioco dei senza principi è caduta una nazione intera passata alla storia per essere stato un grande paese industrializzato con una propensione nostalgica verso la sua vera natura tribale ed immorale.
Nonostante questo chi conosce le vecchie regole del gioco ha il dovere di passarle. Niente regole, nessun valore condiviso, niente Italia…al suo posto solo una pattumiera.
Anna Rossi
Resp. Rel.Esterne ONERPO
febbraio 16th, 2009 at 23:13
come si fa a ritornare a essere un paese civile, come si fa a fermare la mano violenta e gratuita contro giovani donne per rovinargli la vita, come si fa ad accettare che la barbarie che sembrava dimenticata con l’avvento della civiltà sia presente e peggiore dei più sanguinosi periodi che la storia ci ricordi. Come si fa a non reagire contro chi colpisce i più deboli.
Le ronde non saranno la soluzione,. ma l’alternativa qual è.
Loredana
febbraio 17th, 2009 at 16:20
Purtroppo se non si interviene direttamente, con una nuova forza politica che si fa carico dei problemi delle donne e si responsabilizza rispetto a quanto tutti i giorni siamo costretti a leggere sui giornali, gli episodi di violenza non cesseranno.
E’come per gli omosessuali: la loro discriminazione è terminata solo quando hanno iniziato a costituirsi in associazioni, a contarsi insomma. Da quel momento hanno iniziato a ricevere tutela.
Lo stesso dovrebbero fare tutte le donne se vogliono vedersi rispettate e riuscire a superare le chiacchiere della politica politicante che finge di interessarsi a loro.
febbraio 18th, 2009 at 19:48
il nome di una donna non viene fuori neanche per sbaglio.
dopo le dimissioni di veltroni mi aspettavo che qualcuno proponesse la bindy, almeno come reggente se non come prossima leader (visto che è è stata quella che ha preso più voti dopo di lui alle primarie) ma come al solito nessuno ci calcola
febbraio 20th, 2009 at 00:06
Rosy Bindi sempre meglio di tutti gli altri! Ma se ne guardano bene
Silvia
febbraio 20th, 2009 at 09:23
Un mondo giudiziario dotato di maggiori risorse finanziarie
ed umane, nelle condizioni di produrre sentenze a brevissimo termine, è la soluzione principale al grave problema della violenza. Il due aggressori della ragazza di quattordici anni hanno agito con la “certezza dell’impunità” . E quanto sia consistene tale certezza si comprende dalle loro dichiarazioni. Hanno svelato di aver compiuto lo stupro “per dispetto”, il che lascia capire come sia ormai acquisito il senso della facilità con cui si possa colpire una donna nel nostro paese senza rischiare una adeguata pena, o se non altro la messa in condizione di non nuocere.
La risposta efficace urgente è una magistratura agile che funzioni velocemente, e in aggiunta tutti gli elementi di cultura e divulgativi delle crescita umana e sociale di potenziali aggressori ben venga, ma lavoriamo prima sull’urgenza di fermare la mano assassina.
chiaretta
febbraio 20th, 2009 at 19:50
Siamo davvero convinti che la macchina demolitrice dello stato di diritto non passi per le procure svuotate con un numero così esiguo di impiegati e cancellieri per migliaia di pratiche che farebbe rabbrividere chiunque????
Siamo davvero così convinti che il cuore del problema “stupro” siano le ronede “maschili” a difesa di un territorio le cui forze dell’ordine sono insufficienti perchè nessuno ha mai messo mano all’organizzazione dell’organico privandole addirittura dei fondi necessari a riempire i serbatoi di benzina????
Siamo proprio sicuri che la colpa non sia anche di coloro che sperando di sopravvivere con il loro silenzio acconsentono al dilagare di vergogne nazionali???
E quanto siamo convinti che il nostro orto resti incontaminato se fuori dallo stesso restiamo a guardare i virus che passano???
Io dico che una buona colpa ce l’hanno coloro che sanno e non si muovono…coloro che vedono e voltano il capo…coloro che si indignano e poi chiudono l’uscio sperando che domani sia un altro giorno.
Ma domani sarà un giorno peggiore. Domani altri lavoratori verranno gettati in mezzo alla strada. Altro che articolo 18!!!! Domani, in nome della crisi, il buio calerà su intere realtà.
L’Italia ha solo un via di salvezza: IL PRODOTTO DI NICCHIA.
Altro che le sedie che fanno concorrenza ai cinesi!
Ed il prodotto di nicchia finora l’ha sfornato la piccola e media industria, quella che qualcuno ha deciso che deve scomparire per essere ingoiata da mercati grandi le cui holding fanno capo ad una manciata di persone.
Anche le donne dalle menti brillanti e dalle visioni globali sono prodotti di nicchia acquistabili solo da chi se ne intende e vuole investire sulla qualità.
Questo prodotto lascierebbe a casa tanti altri perchè capace di rimpiazzarli tutti insieme in una sola volta.
Chi smercia spazzatura ha tutto l’interesse ad affossarlo:
Elementare no??
Ma anche stupido.
Verranno tempi in cui lui si piazzerà sul mercato e come un fiume in piena si trascinerà dietro tutti i detriti.
E’ una legge della natura non la mia. La natura prima o poi ci ricorda l’ordine degli elementi e la loro utilità indiscutibile.
Cordialmente
Anna Rossi
Resp. Relazioni Esterne ONERPO
febbraio 21st, 2009 at 18:54
la poesia di Michele Serra letta al festival di Sanremo è sull’imposizione della tv-spazzatura alla gente. Serra fa distinzione tra cioccolata e m… ed è convinto sulla capacità di preferire la prima se somministrata al pubblico. In poche parole il cattivo gusto è imposto perchè conviene costa poco e non crea complessi d’inferiorità ad autori senza idee.
Gemma
febbraio 22nd, 2009 at 13:04
Se invece di chiamarle ronde le chiamiano ‘protezione civile delle donne e dei minori’ avrebbe un significato accettabile. da donna di centrisinistra non trovo che sia sbagliato, perchè così come fuori dalle scuole c’è il volontariato per far uscire i bambini in sicurezza e prevenendo investimenti di automobili, altrettanto mi pare giusto che volontari scelti tra ex vigili ex alpini, ecc. svolgano una funzione utile per la società per prevenire i crimini. Se intendiamo dargli un’impostazione sociale e di sinistra possiamo considerla come attenzione della gente per la gente, ritornare cioè al passato quanto in presenza di persone nessuno si azzardava ad aggredire nessuno, per il fatto che la gente interveniva. Oggi che ognuno si fa gli affari suoi ed ha timore, o è indifferente a che una ragazza venga stuprata per strada, è una buona idea, secondo me, che la gente si riappropri delle città e sorvegli, volontario o no, che cose gli accade intorno.
Ho saputo che l’esperimento di Parma del sindaco Pietro Vignali
iiniziato un anno fa funziona e trovo corretto seguire l’esempio di chi ha messo in atto iniziative efficaci per difenderci dalla violenza.
Non è una cosa di sinistra? Allora ci dicano i compagni quale alternativa c’è prima che altre donne vengano violentate e uccise agli angoli delle strade.
Lilly Micheli
febbraio 23rd, 2009 at 13:26
se diamo la colpa agli stranietri per ogni episodio di violenza non andiamo a costruire una coesione tra donne che aiuti a fare un’analisi. Precisamente la maggior parte della violenza succede dentro le case e non viene denunciata per paura. Si dovrebbe capire che il nemico ce lo abbiamo purtroppo anche in casa e fare le scelte con serena consapevolezza che il buono e il cattivo sono dappertutto.
miriam
febbraio 23rd, 2009 at 16:20
berlusconi si vanta tanto di aver sconfitto ben 8 leader del centrosinitra (quelli che lui chiama gli “8 nani”) e si appresta a portare la sua collezione di vittorie al ragguardevole traguardo di 9 (con franceschini).
non sapremo mai però cosa sarebbe successo se a sinistra avessero deciso di puntare su una donna. come si sarebbe comportato il cavaliere se avesse avuto come antagonista una donna? gli sarebbero riusciti i “giochetti” che hanno messo alle strette i candidati uomini?
purtroppo non lo sapremo mai e continueremo a pagare la mancanza di coraggio di questi vecchi leader della sinistra.