LA QUESTIONE IMMORALE

Anche le api nel loro piccolo si sono rotte… Brutto segno!

Dire “piccolo” è un azzardo. Il piccolo per le api non esiste. Faccio un uso spigliato del sottotitolo, e mi pento già mentre scivolo su mezzi spiccioli di comunicazione per attenuare la gravità dell’argomento e rendere facile la lettura.
Le api sono grandiose.
La questione “immorale” ci lascia afflitti. Dalla Campania all’Abruzzo, dalla Toscana alla Calabria, alla Basilicata, assistiamo a nuove tangentopoli nelle nostre esasperate esistenze e ci domandiamo se c’è un legame tra le mazzette di tangentopoli vecchie e nuove e la moria di api. Il nesso è nel lasciare il mondo affidato a energumeni brutali e moralmente guasti.
La sensibilità manca, l’equilibrio e il rispetto sono assenti. Persiste invece – di tali insaziabili incettatori – il procedere come pachidermi su cristalli di Boemia calpestando tutto, distruggendo e dissipando pezzi di esistenza dell’umanità per soddisfare l’egoismo delle vite arroganti che raccolgono benefici momentanei senza dare nulla al futuro di tutti.
Gravemente minacciate dalle onde elettromagnetiche dei nostri cellulari le api rifiutano di rientrare negli alveari se nei paraggi vengono piazzati ripetitori o congegni elettromagnetici.
L’informazione data da alcuni studiosi tedeschi dell’Università di Landau spiega che il loro sistema di navigazione è sconvolto al punto che non riescono più a trovare la strada per le arnie.
Chi era a dire : “Se le api dovessero scomparire, al genere umano resterebbero cinque anni di vita?” Einstein?. Vediamo i dati. L’APAT (Agenzia Per la protezione dell’Ambiente e i servizi Tecnici) informa che nel solo 2007 il numero delle api in Italia si è dimezzato. In Europa c’è una perdita tra il 30 e il 50% , e negli Stati Uniti nel fenomeno da spopolamento detto Ccd (Colony collapse disorder) si arriva fino al 60-70%. Concorrono alla sparizione delle api l’inquinamento atmosferico, gli insetticidi, la scarsità d’acqua, i cambiamenti climatici, l’elettromagnetismo e gli ogm.
I devastatori, gli scellerati che a tutto questo non hanno badato nella corsa all’accaparramento di potere e denaro sono ancora nella fase del doverci pensare e capire se è vero che bisogna correre ai ripari prima che inizi l’era disgraziata in cui una dopo l’altra le calamità siano irreparabili.
All’estero come da noi non pare che ancora si sia presa coscienza del dover decidersi – e di corsa – di cambiare registro. In Italia, nei programmi dei due poli non si vede un progetto di moralizzazione di ambiente e politica. E’ altro quello di cui sembrano preoccuparsi i leader dei partiti da destra a manca. Dichiarazioni e chiacchiere sul potere, giochi di correnti, esame sulla questione morale vista come possibilità di trovare un capro espiatorio e andare avanti alla stessa maniera. E mentre discutono la nave va a picco come sul Titanic nell’ultima suonata dell’orchestra.
Il segnale è brutto. Le api sparite sono un punto di quasi non ritorno e il mondo naturale ridotto così male si arrenderà prima o poi all’autodistruzione in cui ci stiamo accanendo.
Cosa può farci tornare la speranza se non un vero cambiamento? Una trasformazione da imporre come dovere improcrastinabile a soggetti nuovi, che si attivino a comporre gli scomposti, disintossicare i contaminati, sanare intere aree malsane. Sistemi e progetti che agiscano come i minuscoli sensori (nanonasi) trovati dagli scienziati del Massachusetts Institute of Technology (Mit), e descritti sulla rivista Nature Nanotechnology. Sono nanotubi di carbonio che una volta entrati nella cellula vivente avvolgono il Dna e si legano ad agenti che danneggiano il materiale genetico. Cambiano il colore della luce emessa dalla tossina presente nella cellula e assicurano che i farmaci stiano combattendo il tumore distruggendo il dna malvagio. La loro funzione è di “segnalazione” visiva dell’elemento nocivo e di “riparazione”.
Affidandosi alla scienza e sapendo esattamente che cosa l’intelligenza umana può dare o togliere ci si libera da chi nuoce? Certamente sì se la scienza è applicata con metodo e appresa nelle prerogative di ogni campo influente nell’esistenza umana, tra cui la “scienza politica” vista come premessa ai piani decisionali dei programmi governativi. Ma al metodo scientifico di trasformazione o riparazione del mondo va sommato il sistema delle conoscenze, fattori culturali che devono precorrere le decisioni e dare buoni livelli di informazione in corso d’opera. Ciò a dire che le decisioni che incidono nella vita di ognuno non devono cadere dall’alto, né passare lontane e sconosciute.
La Comunicazione strettamente connessa a risultati di consenso è ormai presente nelle progettualità della politica, dell’economia, e dell’imprenditoria, fino al punto di accettare ormai di avere ragione o torto a seconda di come l’informazione è presentata al pubblico.
Ben sa di questa importanza il giornalista che ha lanciato le sue scarpe al Presidente Bush e per farlo ha cercato il momento il cui, per rischiando la sua incolumità personale, sapeva che avrebbe avuto ragione del suo gesto. Perché il mondo lo guardava.
Il balzo del Presidente per evitare le scarpe è considerata un’eccellente performance da cowboy e George W. Bush ironizzando ha affermato di aver visto solo “un bel paio di 44″. Ha detto poi ai giornalisti – spostandosi sull’”Airforce one”da Bagdad a Kabul per andare dal presidente Hamid Karzai – di non aver capito nulla di quel che urlava lo scatenato Muntazer al Zaiti.
Il giornalista di Al Baghdadia (tv satellitare di opposizione del Cairo) ha oggi un braccio rotto, le costole fratturate, e lesioni a un occhio. Il fratello Dourgham ha dichiarato che Muntazer è rinchiuso in una cella di massima sicurezza all’interno della cosiddetta Zona Verde, il complesso super-fortificato del quartier generale della coalizione multinazionale guidata dagli Usa e dal governo iracheno. Il reporter sciita è però diventato un eroe non solo degli iracheni, ma di tutto il mondo arabo. In Libia la figlia di Gheddafi gli ha promesso un premio e i giornalisti tunisini hanno chiesto la sua immediata liberazione.
Ma torniamo in Italia e guardiamo a noi. La politica appassiona di meno. Gli astenuti aumentano e la gente ormai non distingue tra destra e sinistra sopraffatta dalla nausea di queste nuove ruberie: Il petrolio lucano con danni ai cittadini e all’ambiente, gli appalti nel comune di Napoli, gli arresti di Pescara. E la punta dell’ Iceberg che emerge lascia intuire che cosa c’è sott’acqua di enormemente corrotto e diffuso.
Che fare? Dove trovare pulizia morale e sana politica?
Una domanda emerge naturale. Quante donne sono implicate in questa corruzione? Tra i nomi di assessori indagati, amministratori con le mani in pasta, o capibastone infiltrati nelle fila dei partiti, di donne non se ne vede l’ombra. Bella scoperta si potrebbe obiettare. Non avendo il potere – le donne – non possono rubare. Eppure qualche donna in posti strategici c’é. Non affiora mai il nome di una donna nelle storie di tangenti e corruzione. Né nella prima, né in quest’ultima tangentopoli.
Che pensare? Ha ragione Andrew Samuels? Lo spirito di empatia delle donne salverà il mondo? O invece il Potere sarà sempre nei pugni chiusi di uomini accentratori? “Difficile non vederlo come una creazione dell’élite maschile, che trova il massimo piacere nel gestirlo e soprattutto nell’usurparlo..” scrive Mino Vianello – riguardo al potere – sul libro elaborato con Elena Caramazza “Genere Spazio Potere, Verso una società post-maschilista”.
Quando avremo la forza e la volontà di cacciare i corrotti a pedate? Non scarpe, non bombe, non tranelli. Ma come i nanonasi indicatori di cellule dovremmo entrare nei nuclei del sistema politico, istituzionale, economico e “lanciare segnali di allarme” per mandare via le unità nocive del sistema sociale corrotto.
Il tabù è duro da vincere. La partecipazione delle donne alla politica è vista come un’anomalia da combattere. Questione di paura? Convinzione che certi giochi di profitto con noi non funzionano? Complesso di colpa? Cosa? Cosa è che fa ergere mura altissime contro le donne?
Non solo dal mondo del potere politico. Non soltanto. Il complesso meccanismo della comunicazione – che avrebbe una missione di partecipazione sociale da svolgere – ha rinunciato alla funzione di grimaldello delle casseforti in cui è chiuso il potere fine a se stesso. Quasi fosse un tabù non se ne parla, anche quando argomenti sul tappeto ce se sarebbero molti per affrontare il problema dal punto di vista politico, sociale, morale, antropologico. L’occasione più volte offerta da una causa civile in corso (unica nel suo genere) che si appella al giudice per discriminazione femminile supportata da centinaia di documenti, 9 tomi e 170 testimoni – tra cui diversi parlamentari indicati come persone a conoscenza dei fatti – non viene accolta e indagata. Quasi vi fosse un divieto tacito o un freno culturale non viene analizzato dai nessuno dei Talk-show o programmi di analisi politica. Si potrebbe parlare dell’annoso problema dei rimborsi elettorali, che – documenti alla mano – non tornano nella quadratura del bilancio delle azioni positive per promuovere la partecipazione attiva delle donne alla politica. Si potrebbero approfondire questo ed altri aspetti. Ma nessuno si impegna. Questione di paura di toccare un argomento tabù? Chi ha paura di che cosa? Di chi? Vogliamo essere generosi e credere si tratti di un fattore culturale… Però se anche il Dalai Lama ha superato il divieto sacrale nei confronti delle donne cosa si attende? Che un grande fratello dia il beneplacito?
Il Dalai Lama dice – in risposta a una domanda fatta da Vanity Fair – perché no? “Se la forma femminile sarà più utile, il Dalai Lama sarà donna”. Pourquoi pas? dicono i francesi per dire sì. Il XIV Dalai Lama, l’Oceano di Saggezza, ha capito quale è l’aria che si respirerà nel futuro è ha detto Perché no? L’eremita delle montagne innevate del Tibet non ha chiuso fuori le donne. Dichiara che la reincarnazione femminile è la più alta perché in questo mondo di orrori e prevaricazioni, potrebbe essere più utile che parole di tolleranza e di pace, sgorgassero dalla bocca di una donna.

Si avverte il desiderio di rinascita spirituale, di affrancamento dal un rozzo materialismo attraverso una rivoluzione risoluta e dolce. Ferma e consapevole di dover dire tanti no e somministrare la medicina amara della cura radicale. Ma perché avvenga i mezzi di comunicazione di massa devono incominciare a fare con convinzione la parte loro. Solo pochi fino ad oggi hanno dato ascolto alle lotte contro la discriminazione agite anche attraverso lo sciopero della fame, oltre che con la chiamata in giudizio di Antonio Di Pietro. Ringraziamo tutti – a partire dalla stampa estera e spagnola in special modo – le agenzie e i quotidiani che si fa presto a trovare perché sono in questo blog. Ringraziamo tutti i blog e siti che ci hanno dato spazio e che digitando su Google il nome di chi scrive si leggono ancora, tranne quelli censurati dalla presidenza del partito in questione.
Segnaliamo uno spiraglio di intelligenza politica. Di due giorni fa l’articolo di Liberazione scritto da Antonella Marrone “DISCRIMINARE LE DONNE E’ UNA QUESTIONE MORALE O NO?” dove, cogliendo un lancio di agenzia Agi, si suggerisce di mettere in primo piano la “Questione femminile” dato che la immoralità diffusa non porta nomi di donne.
Vogliamo parlarne tutti insieme appassionatamente?
Io non ho paura.
21 dicembre 2008                            Wanda Montanelli

76 Responses

  1. Ausilia Riggi Says:

    Ci sono donne condannate al silenzio quando si trovano imprigionate in condizioni di subordinazione psicologica ed ed esistenziale a motivo dell’immaturità di preti che scherzano col fuoco nei loro riguardi, approfittando del loro prestigio religioso e della legge del slenzio, complice un’opinone pubblica condizionata dal tabù del sacro. Noi ci proponiamo di aiutare queste donne ad uscire dal silenzio, ma loro si confidano sempre segretamente attraverso il nostro sito, soffrono e non trovano facilmente vie di uscita, data la sensbilità ferita di donne innamorate ingannate, non credute, ritenute causa del male che è procurato a loro. Possiamo avere la consulenza dello psichiata Andreoli o di qualche altra persona preparata molto seria? non vogliamo che si banalizzi la questione. Per “Donne-contro-il-silenzio”, Ausilia Riggi

  2. roberto nacci Says:

    GRANDE WANDA COME SEMPRE.
    LA SITUAZIONE E’ TRAGICA IN TUTTI I SENSI.
    PERO’, DA PERSONE COME TE, VIENE UN FILO DI SPERANZA, DI QUALCOSA DI BUONO, NEL DOMANI.
    CON L’OCCASIONE MANDO UN GROSSO
    AUGURIO A TUTTI COLORO (UOMINI E DONNE), CHE SI RITROVANO IN QUESTO BLOG, PERCHE’ SONO, DI SICURO, PERSONE PERBENE!

  3. Luisa Mei Says:

    cara Wanda vorrei dire a tutte le donne che si sentono inprigionate di chiedere aiuto a se stesse con grande intento nel proprio cuore e a Dio Padre, vedrai che qualcosa si muove,lo dico per esperienza personale. Certo si andrà incontro a delle cose non troppo facili, ma bisogna affrontarle, l’aiuto sicuramente verrà, forse non subito….ma verrà. Con tanto affetto speranza e amore a tutte le donne e soprattutto a te dolce Wanda

  4. Lilly Micheli Says:

    Wanda sai come la penso e il filo logico dei tuoi interventi è coerente con il rispetto dell’umana specie e dell’ambiente. Chi calpesta l’una calpesta l’altra. Alla pari di Roberto Nacci confermo che rappresenti la speranza. Siamo con te.
    Lilly

  5. Rosalia Grande Says:

    Cara Wanda,
    ci siamo incontrate un anno fa ad un convegno che avevi organizzato. Dirigo una associazione, IL DIVENIRE, che si occupa di diritti, formazione, Counseling, creatività. Credo che oggi pochi uomini siano volti allo sviluppo della consapevolezza, a conoscersi, a trasformare le loro pulsioni aggressive in conoscenza e costruttività. Vivono molto alla giornata, interessati a vincersi tra di loro. Ancora presi da molti miti, frenano l’evoluzione spirituale, personale e sociale. Dovremmo concertare una strategia di pace e crescita, e approfondire dei saperi che dimostrino loro che si stanno autodstruggendo , ma che vorrebbero anche loro comportarsi diversamente, se capissero com’è diversa la vita quando è guidata dall’ equilibrio, dall’intelligenza e dall’amore.
    Spero che ci incontreremo in un prossimo futuro.

    Lia

  6. Leonida Says:

    gli uomini dovrebbero dare possibilità alle donne, tanto peggio di così non possono fare.
    ci vuole ossigeno e nuova aria fresca è ora che se vanno tutti via questi politici di mestiere.

  7. Fausta Finazzer Says:

    Hanno creato una società a loro immagine e somiglianza nella quale non mi riconosco per niente, peggio di così non credo sia possibile…o forse sì.
    Sono convinta sia arrivato il momento di porre fine a tutto questo insopportabile degrado morale e ricominciare a respirare…solo noi donne possiamo riuscire ad avviare un “nuovo corso” e ci dobbiamo impegnare in prima persona perchè ciò avvenga.

  8. Alda Bencivenga Says:

    ci vien su la nausea è dire poco. Siamo stanche di imbroglioni che si parlano addosso affibbiando la colpa ad altri e non a se stessi. Sono dell’idea che la questione morale di cui i politici parlano non troverà soluzioni perchè nessuno rinuncia alla poltrona e il gesto di dimettersi non lo faranno mai. E non se ne vogliono andare, ecco la tragedia!
    Alda Bencivenga (Mestre)

  9. Laura Tussi Says:

    “La diversità è la base su cui si costruisce la vera uguaglianza”.
    Moni Ovadia.

    La categoria di differenza sessuale mette in evidenza la dualità dei sessi e che nessuno dei due sessi può ignorare la sua parzialità spacciandosi e contrabbandandosi per l’intera specie umana. Per il mondo maschile questo implica la rinuncia al privilegio della tradizionale universalità attribuita al proprio sesso e quindi il reidentificarsi, come parziali e impossibilitati a rappresentare l’intera specie umana e a riconoscersi in essa.
    La differenza sessuale implica che originariamente non sussista l’uno, ma il due, ossia i due sessi, e il differire, la differenza tra i due sessi, senza che nessuno dei due sessi costituisca il prototipo originale da cui l’altro sesso differisce. Invece il termine Uomo ritaglia un’orizzonte simbolico in cui il prototipo dell’umanità è maschile. In questa modalità il mondo femminile può rientrare nel concetto “umanità” nella misura in cui differisce dal prototipo come una specificazione interna. Di conseguenza, la differenza non risulta più costitutiva di entrambi i sessi, ma diviene una differenza specificante, derivata, secondaria, in quanto il maschile della specie umana risulta universale, perché indica entrambi i sessi, mentre il sesso femminile ne risulta una sottospecie.

  10. Olga Orzalesi Says:

    Cara Wanda,
    ci conosciamo da troppo tempo per parlare ancora tra noi della questione femminile in Italia.
    Il mio pessimismo trova radici che ormai alimentano la storia italiana dalla nascita della repubblica ad oggi. Siamo un popolo che non ha nulla di cui gloriarsi a larga maggioranza. Meno che mai della condizione della parità uomo-donna in ogni settore sociale e politico della vita della gente normale.
    Grazie per la tua resistenza, e speriamo che le nuove leve femminili possano vivere abbastanza per sopravvivere alla classe politica che continuiamo a lasciare a piede libero tra un’ elezione e la successiva. Buone feste, con affetto, Olga

  11. alemacri Says:

    Auguri di buon Natale e buon anno nuovo a tutte le donne.
    Ne avete proprio bisogno.

  12. sabrina stella Says:

    a chi dobbiamo più credere se venisse sconfessato anche antonio di pietro?
    forse wanda montanelli non aveva tutti i torti ad accusare l’idv.
    è presto per dirlo e – onestamente – pur essendo donna, mi auguravo per il bene dell’Italia che la montanelli fosse in errore.
    continuo a sperare in una politica diversa.

  13. maria schiano lo moriello Says:

    auguri di un buon natale ,che le coscienze si possano risvegliare perchè il mondo va a rotoli perchè noi lo mandiamo a rotoli…di pietro mi auguro che la smetta di attaccrsi ai carrozzoni…di scendere anche lui presto dal cavallo…io sono con Wanda ,non si sbaglia per niente, anzi chi ha più forza per diffondere la sua disavventura lo deve fare, perchè son stata anch’io dipietrista per un periodo ma ho riscontrato a mio parere che sono solo chiacchiere ,come si dice in politica molta demagogia
    la lotta per gli indifesi non c’è …poi lui critica tutto e tutti ma realmente sono tutti dipietristi?no,vengono in tanti da altri partiti,per arrivare al governo,parlato tanto male contro sinistra radicale perchè forse a lui piace solo galoppare l’onda dei problemi ma non vuole risolverli ..sempre più spesso continuo a chiedermi all’epoca di tangentopoli perchè non continuare?sono ri-usciti tutti i dinosauri della politica altro che seconda repubblica ….
    per quanto riguarda noi donne mi auguro invece che cominciamo ad uscire tutte dagli schemi delle grandi illuminate…siamo tante e diverse con tante storie di vita diversa ..come prima cosa dobbiamo essere più solidali ed aprirci alle donne nuove con tante capacità…quelle che sono in politica e al governo solo in poche lottano realmente per le altre …le leggi vanno scritte e applicate…ma molto spesso mi sembrano le donne che si vedono nei film …partecipano alle aste di beneficenza…fanno le buone in presenza del flash…ma quando si tratta di aiutare una donna in difficoltà si girano da un altra parte….
    abbiamo un potere nelle nostre mani per cui si sono battute negli anni passati altre donne…il diritto al voto ..allora io dico usiamolo aiutiamo le donne nuove che possono essere la nostra speranza ….non rimaniamo nei salotti a chiacchierare cerchiamo tutte di essere più vicine alle donne meno fortunate in tutti i sensi….usciamo per strada stringiamo amicizia con le immigrate,con le bisognose,con le donne semplici che ogni giorno,anche con mille difficoltà,cercano di “tirare a campare”…sicuramente ne usciamo arricchite ma soprattutto possiamo capire in cosa possiamo realmente essere di aiuto …lavoriamo dippiù per le donne e con le donne …auguri di buon natale a tutte…

  14. Ilbiviofapaura-group Says:

    il peggio deve essere scoperto e siamo purtroppo soltanto all’inizio.
    Il bivio fa paura.

  15. Chiaretta Says:

    Se per migliorare la politica si deve passare dalla presa d’atto che tante pagine di storia sono grigie o nere, ben venga l’apertura degli occhi sull’amare verità. Se è questo il modo per riprenderci il futuro per per i nostri figli si deve andare fino in fondo senza timori. Come Wanda confermo che le donne non hanno paura.
    Chiaretta

  16. Anna Says:

    L’unico modo di prevedere il futuro è cercare di unire gli sforzi e costringerlo ad essere come noi lo vogliamo
    (Zygmunt Bauman, Lettere dal mondo liquido)

    Auguri per il 2009 che sapremo costruire!
    Anna

  17. carmine Says:

    letto l’articolo di Guzzanti la delusione si fa insostenibile per dover ammettere che nonostante tutto ha ragione.
    l’ho detto: il mondo è diviso tra chi è raccomandato e chi no.
    carmine

  18. "Il Nostro Tempo". Says:

    Complimenti e felicitazioni per Wanda Montanelli per avere promosso questa causa che farebbe, se tenuta in conto, giustizia con Donne Pari Opportunità.
    Il direttore di
    “Il Nostro Tempo”.
    Gaetano Scerbo

  19. maria Says:

    ….e meno male che c’è questo blog che tiene viva la questione. A volte mi chiedo se “le giornaliste” di RAI o Mediaset sentano veramente la “Questione”.
    Ci vorrebbe una trasmissione in TV – stile Annozero – di Santoro.
    é possibile contattarlo? Sembra di capire che questo giornalista abbia voglia di aprire sipari scomodi alla politica, o sbaglio? AUGURI WANDA, CONTINUA – SIAMO CON TE.

  20. Nadia Torresi Says:

    tra i sipari scomodi alla politica la questione femminile è la più scomoda e se ancora oggi non è materia di discussione ci sarà un motivo. Non se ne vuol parlare perchè non fa comodo a nessuno sviscerare le verità sull’oggettivazione femminile che a ogni occasione viene fatta. Chi più chi meno ognuno ha la sua parte di responsabilità della esiostenza del ghetto in cui sono isolate le donne.
    Nadia Torresi

  21. maria inca........ Says:

    ” QUANDO UN UOMO SI ALZA PER PARLARE, LA GENTE LO ASCOLTA, POI LO GUARDA. QUANDO UNA DONNA SI ALZA PER PARLARE LA GENTE LA GUARDA, POI SE A LORO PIACE CIO’CHE VEDONO, L’ASCOLTANO…”

    (Pauline Frederick)

  22. maria inca........ Says:

    “CIO’CHE LE DONNE DEVONO IMPARARE E’CHE NESSUNO DA’LORO IL POTERE. SE LO DEVONO PRENDERE….”

    (Roseanne Barr)

  23. Alda Benvivenga Says:

    I quotidiani di inizio 2009 pubblicano notizie interessanti e si gira intorno ai rimborsi elettorali di cui tu tra i primi hai reso pubblica la mancata erogazione al comparto delle donne di partito per le loro iniziative. E’ giunto il momento di capire che avevi, ed hai ragione da vendere. Aspetta, che si prennuncia un colpo di scena.
    Come il tuo articolo si augura, e come Liberazione invita a fare, questo sarà l’anno in cui si parlerà della questione femminile con taglio giusto dell’inchiesta giornalistica. Ilrisveglio è lento, ma quando arriva va, procede e affonda.
    Aldina

  24. Gino Says:

    il più bassolivello delle politica è quello attuale. Rimpiango Spadolini.
    Gino

  25. alemacri Says:

    - Tonino non insegue l’elettorato maschilista…

    - Insegue direttamente le donne!

  26. Alessandra Battellino Says:

    Cara Wanda, sono d’accordo su molte delle cose che scrivi e sono anche convinta che la questione femminile sia una questione reale che deve essere risolta al più presto per dare a tutti prospettive di un futuro migliore, più a misura di “uomo”, inteso naturalmente in senso ampio. Dopo il blog che hai fatto, utile a scambiarci idee, potresti farti promotrice di una lista nazionale da proporre alle europee. Ti invito a farlo perchè sono più che mai convinta che senza rappresentanza femminile il problema resterà lì e la discussione rimarrà solo uno scambio di idee tra donne, che in genere sanno molto bene lamentarsi ma dimostrano di essere incapaci di farsi valere e di organizzarsi . Dunque la proposta è semplice: organizziamoci (in ogni provincia troviamo una referente cui affidare il compito di contattare associazioni femminili e movimenti di donne che si sentono escluse dalla politica) incontriamoci e stabiliamo il percorso da fare da qui alle europee del 7 giugno.
    Quello che serve è costruire una lista credibile (ma sarà facile perchè di donne preparate e brave ce n’è a bizzeffe), poi bisogna raccogliere le firme (300.000?) saranno tante ma incominciando da subito ce la possiamo fare, e infine raccogliere fondi per una pubblicità seria: qui il tema è più spinoso, ma l’imprenditoria femminile potrebbe venirci in aiuto .
    Il tempo per fare tutto questo c’è, ma bisogna partire subito. Io ci sto. Se lo vuoi ti organizzo col movimento SCELGO DONNA tutto il Friuli e posso dare una mano anche in altre regioni. Che ne dici? Sono convinta che questa sia ‘ultima occasione che come italiane abbiamo di costruire un movimento femminile con una rappresentanza parlamentare europea, perchè a breve ci modificheranno anche questa legge elettorale e non ce la faremo più a superare lo sbarramento. Trovare gli uomini che ci affianchino nel nostro progetto non sarà difficile ed è assai probabile che riusciremo a superare lo sbarramento che si aggira oggi attorno all’un per cento.
    Con una nostra parlamentare europea , non solo porteremo la questione femminile italiana in UE, ma potremo avere i fondi necessari a promuovere il tema nel nostro paese.
    L’alternativa di partecipare alla costruzione di liste europee già esistenti non ci darebbe invece alcuna certezza di avere una nostra rappresentante eletta e tanto meno di veder affrontato il tema della questione femminile, anzi!
    Che ne dici?
    Aspetto una tua risposta.
    Alessandra Battellino
    già consigliere regionale del FVG, presidente del movimento politico SCELGO DONNA.

  27. Gino Says:

    Come ho più volte avuto modo di sostenere, il marcio è un elemento fisiologico e connaturato alla democrazia. I fatti di questi giorni mi stanno dando (purtroppo?) ragione.
    E’ sempre antipatico dire “Ve l’avevo detto”, ma tant’è.
    Non so, invece, se credere alla possibilità di un mondo migliore affidato alle donne. Di certo sappiamo che non è stato mai sperimentato un modello del genere. Ma questo non vuol dire necessariamente che un mondo a guida femminile funzionerebbe.
    Posso anche essere a favore, ma non vorrei che ci decidessimo a provare soltanto perché ora siamo alla canna del gas.

  28. Wanda Montanelli Says:

    Cara Alessandra,
    ti rispondo subito pubblicamente e a parte riceverai una mail dettagliata. Intanto spontanea mi viene da scrivere la frase:
    “Viva il coraggio delle donne!”.
    A presto.
    Wanda

  29. olga orzalesi Says:

    Cara Wanda,
    è appena passata la festa della Befana, per la quale in occidente non mi sembra esista l’ equivalente al maschile, anche perchè, eventualmente, di regola non si parla degli orchi con similare ironia.
    E’ forse l’ora, in questo 2009 quasi nuovo di zecca, di riprendere a parlarci tra donne come se veramente fossimo una delle due categorie diverse e specifiche della razza umana, come nei libri di divulgazione scientifica si usa fare quando si distinguono leoni e leonesse, o mandrilli e mandrille. Le rovine di un mondo, non solo occidentale, in cui le donne sono quasi sempre poco più che elementi decorativi di schermi televisivi e riviste, sono sotto gli occhi di tutti.
    Concordo con l’ idea, ottima, di porre le nostre migliori giornaliste televisive davanti alla richiesta pressante di appositi servizi sul tema della rappresentanza,visibilità politica e diritto di scelta partitica di candidature femminili, di istanze generali viste al femminile. Sembrava, nel post femminismo applicato, che la visione generale della società umana potesse e dovesse dividersi in due aree distinte, mondo degli uomini per tutti, e mondo femminile per le questioni affettive, e specialmente per la trasformazione di ogni giovane donna di bell’ aspetto in velina. Ai giovanotti il destino del portaborse rampante.
    Questo modello fa acqua. E IN AMERICA STA PER ARRIVARE UN NUOVO PRESIDENTE, FINALMENTE ABBRONZATO!
    RICOMINCIAMO A DARE VOCE AD UNA VISIONE DELLA SOCIALITA’ANCORA NUOVA, ANCORA PIU’ LUCIDA E LUNGIMIRANTE DELLE TANTE SCELTE POLITICHE E AMMINISTRATIVE essenzialmente maschili, ovunque realizzate, GIA’FALLITE DA DECENNI. LA PRESENZA POLITICA FEMMINILE E’ NECESSARIA AL SISTEMA MONDIALE DELLA VITA DI TUTTI I POPOLI, ORMAI INDISSOLUBILMENTE INTERCONNESSI.
    Chiediamo a vespa, a lerner, alla gruber, e poi a Crozza e a Fazio, tanto per cominciare, di darci ospitalità, un po’ di audience mediatica. Un abbraccio a tutte, Olga

  30. Roberto D.G. Says:

    ESISTONO TROPPE DIVISIONI TRA VOI DONNE, FINCHE’ ALCUNE DI VOI CONTINUERANNO COSI’ NON ARRIVERETE DA NESSUNA PARTE. E INTANTO I PEGGIORI UOMINI PERSEVERANO CON OSTINAZIONE NELLE SCELTE CHE HANNO CONDOTTO IL PAESE ALLO SFACELO.

  31. maria inca...... Says:

    QUESTO COMMENTO DI ROBERTO D.G. MI CONVINCE MOLTO..LE POCHE DONNE CHE SONO NEL NOSTRO PARLAMENTO ITALIANO O IN QUELLO EUROPEO HANNO PRODOTTO CAMBIAMENTI’?
    PREFERISCONO ASSECONDARE LE LINEE GIA’MARCATE DAL MASCHILE… PER “CAMBIARE” occorre abbandonare gli otri vecchi e versare il vino in otri nuovi..L’esperienza femminile lo chiede a partire da questa società in trasformazione….

  32. anna rossi Says:

    L’opera di sopravvivenza perpretata nei secoli dal genere femminile, al fine di preservare la specie, ha prodotto un’automia comportamentale dello stesso producendo un isolamento che sfocia in divisioni penalizzanti e sterili.
    La rivalutazione della centralità dell’identità femminile passa ora attraverso il gioco di squadra.
    Un dialogo disciplinato da regole e l’individuazione di obiettivi sensibili alla promozione di una nuova consapevoleza ed alla lotta alle ingiustizie ed alle violenze, sono i percorsi obbligati al ripristino della libertà del singolo.
    Le divisioni incancrenite che caratterizzano l’incapacità a procedere nell’affermazione femminile nella società civile non saranno un problema se codici della “squadra”sarnno limpidi e chiari tanto da eliminare chi fa perdere tempo re ma contro una liberazione necessaria nelle opportunità di scelta delle donne tutte.
    La pagina in cui è scritta la storia auspicata dalle scritture e dettagliatamente incisa nelle virtù dell’essere umano…è giunta a lettura.
    Nel processo di globalizzazione è parte viva il richiamo al “genio femminile” (così come lo definì Giovanni Paolo II).
    Sono gli ultimi copli di coda di un sistema che ha prodotto solo iniquità e che probabilmente, nei suoi ultimi giorni di vita, produrrà ancora dolore gratuito.
    E’ un pò come quando ci si slleva da una tirannia. Molti restano a terra ma sempre il tiranno è costretto a fuggire.
    Anche gli uomini cambieranno registro messi alle strettissime. Funziona così, sempre. Nessuno vuol perdere oltre la perdita. Fra i due moti si inserisce la capacità di costruire degli uomini di buona volontà.
    Cari Roberto D.G. e maria inca…..ormai polemizzare sulle note negative che inceppano la lotta alla discriminazione non serve.
    Molto tempo è stato speso in questo senso.
    Si conoscono tutte le infamie e le debolezze storiche della faccenda….ed è per questo che stiamo operando in squadra.
    Da tutto il mondo giunge il messaggio di questa nuova attitudine.
    E’ solo questione di tempo.
    Chi ha sofferto e paga anche per gli altri non teme il tempo.
    Sa bene che il vento della consapevolezza prima o poi volge le vele.
    Cordialmente
    Anna Rossi
    Resp. Relazioni Esterne ONERPO

  33. Gaia Lorenzi Says:

    in piena condivisione di due dei commenti: Di Olga che chiede audienza ai vari giornalisti e Alessandra che propone una lista con Wanda. L’argomento delle europee è convincente e questa è un’occasione da non perdere.
    Gaia

  34. Gino Says:

    Se fate un partito di donne ci vengo anch’io a collaborare.
    Gino Oppini

  35. Centro di ricerca per la pace Says:

    Quando parliamo di democrazia, non ci riferiamo soltanto a un insieme di istituzioni, ma indichiamo anche una generale concezione della vita. Nella
    democrazia siamo impegnati non soltanto come cittadini aventi certi diritti e certi doveri, ma anche come uomini che debbono ispirarsi a un certo modo
    di vivere e di comportarsi con se stessi e con gli altri.
    Come regime politico la democrazia moderna e’ fondata sul riconoscimento e la garanzia della liberta’ sotto tre aspetti fondamentali: la liberta’civile, la liberta’ politica e la liberta’ sociale. Per liberta’ civile s’intende la facolta’, attribuita ad ogni cittadino, di fare scelte personali senza ingerenza da parte dei pubblici poteri, in quei campi della
    vita spirituale ed economica, entro i quali si spiega, si esprime, si rafforza la personalita’ di ciascuno. Attraverso la liberta’ politica, che e’ il diritto di partecipare direttamente o indirettamente alla formazione delle leggi, viene riconosciuto al cittadino il potere di contribuire alle
    scelte politiche che determinano l’orientamento del governo, e di discutere e magari di modificare le scelte politiche fatte da altri, in modo che il potere politico perda il carattere odioso di oppressione dall’alto. Inoltre, oggi siamo convinti che liberta’ civile e liberta’ politica siano nomi vani
    qualora non vengano integrate dalla liberta’ sociale, che sola puo’ dare al cittadino un potere effettivo e non solo astratto o formale, e gli consente di soddisfare i propri bisogni fondamentali e di sviluppare le proprie capacita’ naturali.

    (continua su: http://web.peacelink.it/mailing_admin.html)

  36. maria inca... Says:

    STASERA, 11 GENNAIO, ALLE 23 e 30
    E’ STATA ANNUNCIATA UNA TRASMISSIONE “Donne e potere” SU RAI 1….ciao a tutti.

  37. LINDA Says:

    HO VISTO IL PROGRAMMA E LE LACRIME DISCENDEVANO DA SE STESSE PER IL TANTO CHE SI DOVREBBE PIANGERE DELLA NOSTRA VERGOGNA. SIAMO UN PAESE CHE TRATTA PEGGIO DI TUTTI LE DONNE, NON SOLO PER IL FATTO CHE LE RENDE OGGETTO DI USO E ABUSO,E NON SI SA PERCHE’ PER FARE LA RECLAME DEL GELATO O DI UNA BIBITA SI SENTONO IN DOVERE DI MOSTRARE DONNE DISCINTE, MA OLTRETUTTO SI VA A VEDERE COME CI SI COMPORTA IN ALTRI PAESI E SI NOTA CHE DONNE AL GOVERNO E A CAPO DELLO STATO SONO MOLTE DI PIU’ DOVE NON CI SE LO ASPETTA: NUOVA ELANDA, BANGLADESH,
    FILIPPINE, MOZAMBICO, LIBANO, LETTONIA, E DI CERTO IN EUROPA IN FINLANDIA, IRLANDA, E COSI’ VIA!
    CHE SI FA NOI ? SI CONTINUA A SUBIRE? NON SAREBBE IL CASO DI MOBILITARSI IN MASSA?
    NON E’ SOLO QUESTIONE DEL LUPO DI MONTENERO CHE DI LUPACCI IN GIRO CE N’E’ TROPPI!
    LINDA VANNI

  38. Jack London Says:

    x quale motivo, di grazia, 1 senatore legittimamente eletto al vertice di una commissione parlamentare dovrebbe dimettersi e lasciare il posto alle solite pastoie partitiche? Mi fanno tutti veramente schifo!!!! xfavore, venite fuori voi donne ke così non si può più andare avanti.

  39. mikaela Says:

    Se Walter Veltroni avesse avuto le idee più chiare avrebbe da subito puntato tutto sulle donne per rinnovare le classi dirigenti dell’Italia e oggi non si troverebbe all’angolo con una situazione totalmente sfuggita di mano e non più recuperabile.

  40. Virna Says:

    idee chiare?
    sui quiz televisivi che sono l’ultimo problema che interessa alla gente
    Virna

  41. Non solo api..... Says:

    Dopo il recente fallimento del ramo italiano della Eternit, piove sul bagnato per il Governo Italiano: la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo ha confermato che è stata avviata una procedura di infrazione, nei confronti del nostro Stato, per i casi di morte dei lavoratori esposti alle fibre di amianto.
    La denuncia alla Corte Europea, presentata lo scorso Novembre, è stata sostenuta dagli “esposti” all’amianto, che ritengono colpevole lo Stato di averli esposti al rischio di inalazione della “fibra killer” deliberatamente.
    L’associazione delle vittime dell’amianto viene sostenuta legalmente dall’avvocato Ezio Bonanni, che dichiara come queste vittime sono state costantemente oggetto di discriminazione e di un manifesta responsabilità da parte dello Stato, che ha intenzionalmente violato gli articolo 31 e 42 della Costituzione, permettendo che i lavoratori fossero per decine di anni esposti, senza alcun tipo di misure protettive, ad una sostanza di cui si conosceva la tossicità, ma soprattutto il forte potere cancerogeno.
    L’avvocato dichiara che, vista l’indifferenza dello Stato nei confronti dei lavoratoti morti, è stato indispensabile ricorre a Strasburgo e all’autorità della Comunità Europea.
    (Daniele Taburni) da:
    assemblealavoratori@yahoogroups.com

  42. alemacri Says:

    In Italia, quanto a coppie del mondo della musica, siamo passati in pochi anni da Vanoni/Paoli a Tatangelo/D’Alessio.
    Vorrà pur dire qualcosa?

  43. alda bencivenga Says:

    che vorrà dire, che leggiamo poco
    ? o che siamo semnpliciotti a prescindere?
    se la televisione non trasmette più nè teatro nè inchieste nè cultura na sono spazzatura il gusto grossolano è il minimo possiamo aspettarci
    Alda

  44. alemacri Says:

    Stavolta per il sen. Villari, in Transatlantico prontamente ribattezzato “Vinavillari”, sarà dura venirne fuori: i presidenti delle Camere hanno deciso di revocarlo. Nonostante la Costituzione.

  45. mary67 Says:

    visto che classe obama quando fa ballare michelle? ma xke’ i nostri politici sono sempre gli stessi da 40anni?
    il + nuovo è veltroni ke pero’ era nella federazione giovanile comunista italiana gia’ nei primi anni 70.
    urge rivoluzione.
    rosa o non rosa.
    meglio se rosa.

  46. FRANCESCA Says:

    ==============================

    A ME INTERESSA SOLO VIVERE IN UN PAESE NORMALE. STRETTI TRA LEADER VECCHI E IDEE STRAVECCHIE SIAMO LA VERA ANOMALIA DEL MONDO OCCIDENTALE.
    HO SENTITO IN TV CHE ANCHE IN BRASILE SI APPRESTANO A METTERE UNA DONNA AL POSTO DI LULA.
    PIU’ PASSA IL TEMPO E PIU’ IL CONFRONTO CON GLI ALTRI DIVENTA MORTIFICANTE!

    ================================

  47. alemacri Says:

    - Su, coraggio, pensa positivo. Negli Stati Uniti hanno appena eletto Presidente un giovane intellettuale nero con tante energie e idee nuove per cambiare in meglio il mondo.

    - In Italia ci apprestiamo ad eleggere Zavoli a Presidente della Commissione Vigilanza…

  48. Tiziana Says:

    Alla faccia della novità!
    Per la serie “Il nuovo che avanza” o quella di “gli incubi del gambero”. o ancora “facciamoci del male.non conosci la sacher tort? No conosco la rai-tort. Un pezzetto di qua un pezzetto di là e la spartizione del diritto all’informazione è equamente divisa tra pochi. Facciamoci del male,ma ancora è poco prima di piangere disperati. C’è da vedere il peggio…
    Tiziana

  49. Sandra Gargiulo Says:

    Ieri sera ad “Anno zero” ho assistito alla più incredibile metamorfosi del giustizialismo di maniera unidirezionale. Ditemi, voi che bazzicate quegli ambienti, i due in trasmissione erano Santoro e Travaglio o due controfigure pallide e pavide?
    Travaglio poi che spesso mi diverte, ieri sera mi ha provocato un attacco di depressione nel sentirlo fare una difesa d’ufficio di una corruzione che da qualsiasi parte arrivi è “corruzione” e non si può stemperare così spudoratamente nei toni e nei contenuti.
    I giornalisti veri sono scomparsi. Non c’è altro da agiungere.
    Sandra

  50. FRANCO BARZAGHI Says:

    MA COSA VI ASPETTAVATE, IL PROGRAMMA DI MICHELE SANTORO CHE ATTACCAVA IL SUO SANTO PROTETTORE, NON MI DITE CHE VI ILLUDEVATE DI AVERE UNA POSSIBILITA’ DI FARE CHIAREZZA SULLE RESPONSABILITA’DI CUI SI SCRIVE E SI SA ABBASTANZA, SUI FONDI PUBBLICI E LE ASSOCIAZIONI DI TRE PERSONE. VI ASPETTAVATE CHE ANNO ZERO PRESENTAVA UN VENTAGLIO CON TUTTI I CORROTTI SENZA SALVARE NESSUNO.
    TRAVAGLIO E’ COME GLI ALTRI CARA SIGNORINA SANDRA, HA L’OCCHIO SGUERCIO CHE VEDE SOLO DA UN LATO, NON SI FACCIA ILLUSIONI.
    SANDRO BARZAGHI

  51. Nadia Says:

    PancioVillari resiste e farà ricorso alla Consulta. Fa bene o fa male non lo so, nell’insieme non ci fa una brutta figura, o meglio tra le figuracce degli altri che si stanno svendendosi quasi quasi lui risulta il più candido. In fondo vuole solo una poltrona. Se si accontentano tutti di una sola poltrona è già un grande passo in direzione della normalità.
    Ma dove sono i normali in questa fauna non è dato sapere.
    Nadia

  52. SAVERIO Says:

    Pannella sta in sciopero della fame ma è soddisfatto per la decisione della Procura di Roma di aprire un’inchiesta sulla Commissione di Vigilanza Rai. La notizia per lui equivale all’alimentazione come preziosa acqua e pane.
    Il mondo è bello perchè è vario!!!
    SAVERIO

  53. ancer Says:

    Quando avremo la forza e la volontà di cacciare i corrotti a pedate?
    Non solo dal mondo del potere politico. Non soltanto. Il complesso meccanismo della comunicazione – che avrebbe una missione di partecipazione sociale da svolgere – ha rinunciato alla funzione di grimaldello delle casseforti in cui è chiuso il potere fine a se stesso
    ——————————-
    Cara sig.ra Montanelli condivido queste parole però le consiglio di verificare la sua presenza ad iniziative contarie a questo spirito come la seguente a cui parteciperà a Creazzo:
    La questione morale deve essere intesa nel senso + ampio del termine e quindi non sono necessarie condanne definitive per impedire a certi personaggi di accedere al nostro mondo, ma un monitoraggio attento che ne evidenzi e ne discuta di comportamenti professionali scorretti, persone prive di un’assoluta integrità morale sono inconciliabili con la nostra comunità.
    Un caso clamoroso è di questi giorni nel meetup 459 di Creazzo. Loro ospite in una iniziativa “Mutui e Banche” http://www.meetup.com/altoparlanti-459/it/calendar/9471170/.
    è Giovanni Pirovano alto dirigente Mediolanum condannato recentissimamente dalla Consob per comportamenti illeciti a danno dei risparmiatori, insieme a quasi tutti i dirigenti Mediolanum:
    http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=200812111638001268&chkAgenzie=PMFNW.

    Uno di questi dirigenti Paolo Sciumè ieri è stato addirittura arrestato per reati molto + gravi come favoreggiamento alla mafia e riciclaggio http://archiviostorico.corriere.it/2009/gennaio/24/Riciclaggio_arrestato_avvocato_della_finanza_co_9_090124063.shtml.

    Già nel 459 un mese fa c’era stato un intervento, postato dagli organizer, di un altro consulente Mediolanum, smentito poi dal sottoscritto con numeri, dati e statistiche.
    Altre persone invitate e di cui vorrei parlare sono Paolo Barrai, Rossana Sapori, Elio Lannutti.
    Paolo Barrai attualmente è consulente “indipendente” e boss di mercato libero http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/, ma con un passato a Mediolanum (che caso strano), la sua storia professionale non è delle + limpide, e per quanto riguarda la nostra comunità a qualcuno può essere noto per aver accusato Grillo di avere un accordo segreto con Berlusconi quando con un ottima provocazione postò “compriamoci Mediaset” http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/search?q=grillo+berlusconi.

    Rossana Sapori ospita giornalmente Paolo Barrai a tele nord est (che caso strano) come si evince dalla rubrica appuntamenti mercato libero del sito di Barrai.
    I rumors di ambienti milanesi della finanza parlano di un collegamento lega-mediolanum forte soprattutto nel nord est, tutte queste strane coincidenze sembrano provarlo.
    Rossana Sapori ha partecipato inoltre a molte conferenze insieme a Elio Lannutti, senatore IDV e capo della Adusbef. Non vorrei tediarvi e potete leggere la discussione nei post, , ma è noto a tutti che le 19 associazioni dei consumatori si sono già vendute al governo Prodi quando fu introdotta la prima stesura della Class Action e ricevono denaro dal governo per questo.

  54. ETTORE Says:

    La legge elettorale deve restare com’è per il semplice motivo che in Europa non si governa e le minoranze politiche non avrebbero i relativi esponenti in Parlamento. Sarebbe un grave schiaffo alla democrazia. Hanno fatto piazza pulita dei partiti piccoli in Italia e ci stanno riprovando in Europa. Se ci riuscissero sarebbe un atto intollerabile che porterà gravi conseguenze.
    ETTORE

  55. Non violenza - Daria Says:

    La settimana scorsa, un quotidiano nazionale
    “indipendente” (leggi: di Confindustria) ha sprecato carta, inchiostro e il tempo dei lettori per spiegare che i tre giudici designati a condurre il processo a Moggi per il campionato truccato eccetera sono tre donne. Notoriamente, le donne non sanno nulla di calcio, come potranno giudicare? Si chiede l’individuo dal fioco lume che si spaccia per giornalista. Avranno bisogno di consulenza, scrive preoccupato. E’ vero che la presidente della triade giudicante e’persino una tifosa, ma il giornalista lo riporta evidenziando come cio’ non basti per legittimarla a parlare del sacro pallone. Ora, se i tre giudici fossero stati di sesso maschile, il quotidiano “indipendente” si sarebbe preoccupato di sapere quanto ferrati essi fossero in dribbling e schemi d’attacco? Ci sono uomini a cui il calcio non interessa, che magari giocano
    a tennis o a pallacanestro, o preferiscono i libri allo sport: inoltre, interessarsi al calcio non significa essere automaticamente arbitri o commissari tecnici della nazionale. Forse sfugge al firmatario dell’articolo
    e al suo direttore che un tribunale serve a stabilire se le leggi sono state
    violate, non se Ronaldo era o meno in fuorigioco. Tanto per scioccarli un po’ di piu’, fino a che il calcio era uno sport ragionevolmente “pulito” la
    sottoscritta, femmina al 100% e femminista al 101%, lo ha apprezzato, perche’ da bambina e adolescente ci giocava (regista della difesa, se proprio siete curiosi). Comunque, se come societa’ siamo regrediti al punto da credere che le donne
    sono competenti esclusivamente in budini e strofinacci, mentre gli uomini sono esclusivamente competenti in motori e palloni, vorrei almeno la “par condicio”. Se le giudici donne del processo a Moggi e coimputati avranno la
    consulenza “pallonara” (fornita dal gestore enalotto del tabacchino di fronte al tribunale, suppongo), ad ogni processo per stupro ai giudici
    maschi venga affiancata una consulente femminista. Sono certa che potremmo evitare loro parecchi errori.
    Segue (…)
    EDITORIALE. MARIA G. DI RIENZO: IL CESTO: http://www.nonviolenti.org/

  56. Non violenza - C.Ricerca per la Pace - Says:

    La settimana scorsa, un quotidiano nazionale
    “indipendente” (leggi: di Confindustria) ha sprecato carta, inchiostro e il tempo dei lettori per spiegare che i tre giudici designati a condurre il processo a Moggi per il campionato truccato eccetera sono tre donne. Notoriamente, le donne non sanno nulla di calcio, come potranno giudicare? Si chiede l’individuo dal fioco lume che si spaccia per giornalista. Avranno bisogno di consulenza, scrive preoccupato. E’ vero che la presidente della triade giudicante e’persino una tifosa, ma il giornalista lo riporta evidenziando come cio’ non basti per legittimarla a parlare del sacro pallone. Ora, se i tre giudici fossero stati di sesso maschile, il quotidiano “indipendente” si sarebbe preoccupato di sapere quanto ferrati essi fossero in dribbling e schemi d’attacco? Ci sono uomini a cui il calcio non interessa, che magari giocano
    a tennis o a pallacanestro, o preferiscono i libri allo sport: inoltre, interessarsi al calcio non significa essere automaticamente arbitri o commissari tecnici della nazionale. Forse sfugge al firmatario dell’articolo
    e al suo direttore che un tribunale serve a stabilire se le leggi sono state
    violate, non se Ronaldo era o meno in fuorigioco. Tanto per scioccarli un po’ di piu’, fino a che il calcio era uno sport ragionevolmente “pulito” la
    sottoscritta, femmina al 100% e femminista al 101%, lo ha apprezzato, perche’ da bambina e adolescente ci giocava (regista della difesa, se proprio siete curiosi). Comunque, se come societa’ siamo regrediti al punto da credere che le donne
    sono competenti esclusivamente in budini e strofinacci, mentre gli uomini sono esclusivamente competenti in motori e palloni, vorrei almeno la “par condicio”. Se le giudici donne del processo a Moggi e coimputati avranno la
    consulenza “pallonara” (fornita dal gestore enalotto del tabacchino di fronte al tribunale, suppongo), ad ogni processo per stupro ai giudici
    maschi venga affiancata una consulente femminista. Sono certa che potremmo evitare loro parecchi errori.
    Segue (…)
    EDITORIALE. MARIA G. DI RIENZO: IL CESTO – Centro di Ricerca per la Pace

  57. Anna Rossi Says:

    Quando penso alla parità di genere mi viene in mente la corsa con la lepre che fa da abbocco.
    Ecco, l’atteggiamento di speranza egualitaria è una corsa dietro ad una lepre che finirà per sparire all’orizzonte.
    Questi pensieri spontanei negli ultimi commenti agli stupri riportati dall’informazione.
    Non mi interessano le motivazioni psicologiche alla base delle azioni degli stupratori.
    Non mi interessa se lo fanno per rabbia, per dominazione, per sadismo o per opportunità.
    Mi interessa che una volta presi siano condannati veramente per delitti contro le persone.
    Certi giudici dovrebbero ricordarsi che il buon senso è fondamentale nell’applicazioni delle leggi e non un mero conto matematico che la fa spesso fuori dal vaso.
    E’ intollerabile l’umiliazione dell’impunità o della mancata certezza di una condanna che soddisfi il danno subito.
    Se l’economia va a pezzi e la vita politica scompare è colpa della nostra tolleranza ad accettare certi atteggiamenti.
    Credo che le donne saranno credibili solo se in grado di fare un gioco di squadra. Coese, disciplinate, determinate e solidali.
    Al contrario saremo sempre le soliste allarmate e preoccupate per una sottomissione latente ed una sconfitta garantita.
    Vanno isolate coloro che predicano bene per camminar meglio sulle orme di modelli maschili che tanto hanno penalizzato il genere femminile.
    Il mio non è femminismo è l’orgoglio femminile che nella sua intierezza pretende quel che le appartiene senza la confezione regalo.
    Nessun fanatismo nè tantomeno ottusità ma un richiamo forte alla società civile affinchè atteggiamenti passivi di accettazione e tolleranza siano sostituiti da sdegno e rivendicazione.
    Impariamo ad evitare il peggio.
    Cordialmente
    Anna Rossi
    Resp. Relaz. Esterne ONERPO

  58. Stefania Mariani Says:

    Impariamo ad evitare il peggio.
    Anna Rossi

    Non solo condivido ma voglio far parte della squadra. Voglio partecipare e sostenere chi dimostra coerenza e porta risultati.
    Grazie
    Stefi

  59. Lina V. Says:

    quando la gente incomincerà a difendersi da se stessa capiranno che si è perso troppo tempo e si è abusato della pazienza delle donne. Lo stupro di capodanno e quello dei cinque rumeni a Guidonia ha provocato folle inferocite.
    Incarcerarli e buttare via la chiave non è un modo di dire, ma è un deterrente indispensabile per quelli che sono dentro e soprattutto per quelli che stanno fuori e hanno brutte intenzioni.
    Consiglio: al sito a votare il sondaggio http://www.roma-citta.it
    Lina V.

  60. Lina V. Says:

    quando la gente incomincerà a difendersi da se stessa capiranno che si è perso troppo tempo e si è abusato della pazienza delle donne. Lo stupro di capodanno e quello dei cinque rumeni a Guidonia ha provocato folle inferocite.
    Incarcerarli e buttare via la chiave non è un modo di dire, ma è un deterrente indispensabile per quelli che sono dentro e soprattutto per quelli che stanno fuori e hanno brutte intenzioni.
    Consiglio: votare il sondaggio al sito “roma-citta.it”
    Lina V.

  61. alemacri Says:

    - Tonino non voleva offendere il Presidente. Ha detto che in democrazia dev’essere consentito a tutti di avanzare critiche.

    - Purché a criticare non siano le donne!

  62. Gaia N. Says:

    Che vergogna! I nostri politici litigano su tutto tranne quando c’è da spartire, vedi caso Villari e nuova legge elettorale europea. Vorrei andarmene via dall’Italia.

    Gaia

  63. alemacri Says:

    - La proposta di gratuito patrocinio alle donne vittime di stupro è – secondo alcuni esimi giuristi – inammissibile perché “lesiva del principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione”.

    - Pur di riconoscere a ogni costo i diritti delle donne si calpesta un principio fondamentale della Repubblica come quello all’uguaglianza.

  64. Marcello G. Says:

    Sta accadendo che la gente che fa il suo dovere è perseguita.
    Ecco cosa sta accadendo.
    E’ un fatto gravissimo.
    Qui non si tratta più di fare Ponzio Pilato davanti ala corruzione. Qui stanno attaccando chi opera nel diritto ed a nome dello Stato “vero”, quello che rappresenta i cittadini e non altri ed altro.
    Dobbiamo uscire dalla logica della sussistenza, a tutti i livelli, dobbiamo resistere per i nostri figli. Se ci hanno costruito un inferno nel cui relegarci mettiamoci dentro chi l’ha costruito.
    Donne! Alzate la vostra voce! Non siete voi le paganti il prezzo più alto? Questa società avrà bisogno del vostro sforzo finale. Un richiamo alla decenza, alla soliderietà. Mai più il silenzio! Da voi dipende la forgia delle generazioni future e più questa sarà forte e determinata più la miseria sarà affrontata e debellata.
    Questa è la richiesta di un marito
    padre
    fratello
    amico.

  65. Anna Rossi Says:

    STIPENDI, A DONNA -4 MILA EURO ANNO RISPETTO UOMO
    Quattromila euro è lo scarto annuale fra le retribuzioni medie delle donne e degli uomini. Una differenza del 16% che penalizza la forza lavoro femminile. Lo afferma il rapporto dell’Eurispes presentato oggi. Gli uomini si collocano in media su 28 mila euro l’anno, le donne su 24 mila. Nelle retribuzioni medie lorde di uomini e donne emergono significative differenze: si va da un minimo dell’1,7% nelle professioni meno qualificate ad un massimo del 20,8% degli operai specializzati. Stessa situazione per le mansioni intellettuali dove la differenza media di reddito arriva al 18,8%. E così accade nelle professioni tecniche (17,7%) e nelle attività commerciali (13,4%). Per arrivare ad una quasi parità bisogna puntare al settore impiegatizio (negli uffici lo scarto si riduce fino al 3,9%) o a quello della dirigenza (3,3%). Un capo maschio guadagna in media 92.670 euro, contro gli 89.750 euro percepiti da una donna. La maternità continua ad essere un handicap per il lavoro delle donne. Secondo una ricerca dell’Eurispes del primo semestre del 2008, il 65,7% delle donne è convinto che il lavoro o la carriera costringano molte donne a dover rinunciare o rimandare la maternità. Una donna su nove, nel 2006, è uscita dal mercato del lavoro momentaneamente o definitivamente dopo la nascita di un figlio. La maternità è “il principale motivo di abbandono del lavoro da parte delle donne, il fattore che determina lo scivolamento verso l’inattività o il sommerso femminile oltre che fonte di discriminazione sui luoghi di lavoro”. Fra nuove imprese che hanno per titolari extracomunitari (37.351 nuove imprese nel 2007) 31.199 sono donne. La nazionalità prevalente è quella cinese, seguita da donne svizzere, marocchine e nigeriane.

  66. Anna Rossi Says:

    CASALINGHE DISPERATE ADDIO, PER 41% E’ PRIVILEGIO
    Più tempo per se stesse e per i figli: essere casalinga è diventato un “privilegio”. La pensa così oltre il 41% delle donne intervistate dall’Eurispes (1.035) che si occupano regolarmente di attività domestiche. Le più convinte assertrici di ciò, vivono al Nord. E 4 donne su 10, sempre al Nord, hanno optato per il lavoro a tempo pieno in casa. Ed ancora: il 21,3% delle donne delle regioni settentrionali non lavora fuori casa per dedicarsi ai figli contro il 12% delle isole, l’8,5% del sud e il 2,5% del centro. La condizione della casalinga resta un ruolo non apprezzato dalla maggioranza ma avanza la schiera delle casalinghe sempre meno “disperate”, che giudica questo stato un’ottima opportunità di vita. Negli ultimi 15 anni il numero delle madri che si dedica a tempo pieno ai propri figli è diminuito del 24%. Per 3/4, la realizzazione della donna non passa per i lavori domestici, anche se più della metà (53,4%) non pensa che fare la casalinga riduca il ruolo sociale della donna. Per il 24,7%, stare in casa rende la donna libera e autonoma; il 55,3% delle donne isolane è contrario. La maggioranza (78,6%) – più le giovani che le mature – concorda col fatto che dalla casalinga dipende il buon funzionamento dell’economia familiare e la riuscita della famiglia (66,3%). Al Nord, il 57,8% – contro il 44,5% del centro, del 40% del sud e del 34,2% delle isole – punta al tempo libero che la casalinga ha per sé. Le più soddisfatte sono le donne con più di 65 anni. Quasi il 30% delle donne ritiene che sia un diritto per le casalinghe ricevere uno stipendio dallo stato

  67. Anna Rossi Says:

    » 2009-01-30 11:38
    Eurispes: 130 miliardi euro fatturato mafie
    Nafia, camorra, ‘ndrangheta e sacra corona utile 2008 70 mld
    (ANSA) – ROMA, 30 GEN – E’ di circa 130 miliardi il fatturato di mafia, camorra, ‘ndrangheta e sacra corona unita nel 2008, con un utile che sfiora i 70 miliardi.Lo evidenzia un’indagine dell’Eurispes. La principale fonte di guadagni resta il traffico di droga (59 miliardi di euro), mentre armi ed altri traffici portano nelle tasche dei mafiosi 5,8 miliardi del’attivo, il racket 9 mld, l’usura 12,6 mld. Un mercato emergente che inizia a registrare un importante giro di affari e’ quello delle ecomafie (16 mld).

  68. Anna Rossi Says:

    » 2009-01-30 13:22
    Eurispes: crisi per 66% famiglie
    Per sondaggio crolla fiducia in Chiesa, 86% no a lodo Alfano
    (ANSA) – ROMA, 30 GEN – Il 66,1% delle famiglie non arriva a fine mese per il rapporto Italia 2008 Eurispes. Meno fiducia nella chiesa, l’86% contro il lodo Alfano. Solo una famiglia su tre riesce a risparmiare qualcosa (33,4%), eppure cresce la fiducia nelle istituzioni: capo dello Stato,governo e Parlamento e poi associazioni volontariato, carabinieri, polizia. Crollo di piu’ del 10% per la Chiesa, secondo un sondaggio per il 2009. Almeno sei italiani su 10 (64%) bocciano il maestro unico.

  69. tonina Says:

    il gratuto patrocinio esisteva già e assicurarlo a donne che altrimenti non avrebbero la disponibilità economica a perseguire i violentatori è un dovere delle Stato. Altro che calpestare il principio della Repubblica! Che uoguaglianza cerca quell’Alemacri se non c’è uguaglianza. Gli uomini hanno uguaglianza nel subire stupri in quantità?
    tonina

  70. Linda Vanni Says:

    si parla di crisi ma non si fa niente per migliorare. I Paperoni in Italia sono raddopppiati e la disoccupazione aumenta con il precariato e la povertà, però più che parlarne non si fa alcunchè, e la rappresentanza politica di sinistra con la legge europea che hanno preparato sarà definitivamdente cancellata. Un brutto momento per la democrezia.
    Linda

  71. gelosupolitica-web Says:

    avete ascoltato quello che ha detto Cossiga? “preoccupa il fatto che la sinistra radicale oggi è extraparlamentare”
    C’è da preoccuparsi, e molto!!!
    gelosupolitica-web

  72. ninetta Says:

    Pubblicato su “Europa” il 21 gennaio 2009

    “Too Posh tu Push”, troppo chic per spingere: così qualche anno fa la stampa inglese e americana commentava il costume di alcune donne del jet set (Victoria Beckam in testa) di sfuggire al dolore e all’ansia del travaglio partorendo con il taglio cesareo
    Dea, donne e altri: donnealtri.it

  73. Anna Rossi Says:

    “IL MIO PASSATO” (Alda Merini)

    Spesso ripeto sottovoce
    che si deve vivere di ricordi solo
    quando mi sono rimasti pochi giorni.

    Quello che e’ passato e’ come se non ci fosse mai stato.Il passato e’ un laccio chestringe la gola alla mia mentee toglie energie per affrontare il mio presente.Il passato e’ solo fumodi chi non ha vissuto. Quello che ho gia’ vistonon conta piu’ nienteIl passato ed il futuronon sono realta’ ma solo effimere illusioni.Devo liberarmi del tempoe vivere il presente giacche’ non esiste altro tempoche questo meraviglioso istante.

  74. Gian Franco Says:

    Non credo nell’uguaglianza tra uomo e donna in senso assoluto. Mi spiego: credo che ognuno di noi abbia determinate prerogative. Gli uomini eccellono in alcuni settori, le donne in altri. A volte eccellono insieme in un determinato campo.
    Per esempio, non so se sapete che la più grande tennista donna di tutti i tempi (tipo la Graf o la Navratilova) se fosse messa a confronto con un mediocre giocatore professionista verrebbe presa a pallate addosso. Non ci sarebbe partita. Questo per dire che ciascun sesso ha delle proprie specificità.
    Altro esempio (stavolta a favore di voi donne): siamo in tempi di vigilia di Festival di Sanremo e si dice che la kermesse verrà aperta quest’anno da un contributo di Mina. Ebbene, probabilmente mai nessun uomo (ma se per questo neanche alcun’altra donna) riuscirà mai a raggiungere i livelli di sensibilità, di potenza interpretativa, di timbrica ed estensione vocali di Mina.

    Qui trovate anche le sue caratteristiche “tecniche”:

    kamy22-mina.blogspot.com/2007/04/minala-sua-voce.html

  75. Francesca Costa Says:

    - Pubblicato su “Europa” il 21 gennaio 2009 –

    Per quanto riguarda il parto, credo che ci sia il diritto all’autodeterminazione.
    La medicina fa progressi, ma non si devono applicare al momento del parto? Con l’anestesia epidurale si può partorire senza dolore. Non saremo mica legati ancora al momento di Adamo ed Eva, spero. Altro è che non tutti possono permettersi i “lussi” della moderna medicina, spesso a pagamento. Il diritto a tutto ciò che il progresso può offrirci non dovrebbe conoscere discriminazioni.

    Gianfranco :) tutti siamo consapevoli che vi sono differenze fra uomini e donne. Unire le differenze sarebbe meraviglioso e farebbe la “qualità” dell’agire.
    Le diversità di genere esistono persino nel linguaggio.
    Studi dimostrano, per fare un esempio, che le parole assumono significati diversi: pensiamo alla parola ascoltare che per la donna significa comprendere e per l’uomo invece sentire.
    Ma questo è solo un esempio… non vorrei tediare con una dissertazione monografica sull’argomento :)

    Francesca Costa

  76. Anna Rossi Says:

    Gian Franco Says:
    febbraio 4th, 2009 at 16:04

    Per esempio, non so se sapete che la più grande tennista donna di tutti i tempi (tipo la Graf o la Navratilova) se fosse messa a confronto con un mediocre giocatore professionista verrebbe presa a pallate addosso. Non ci sarebbe partita. Questo per dire che ciascun sesso ha delle proprie specificità.

    Rispondo:

    ….il diritto costituzionale esprime “l’eguaglianza senza distinzione” di sesso.
    Sul lavoro vale lo stesso su citato principio, salvo la precisa individuazione di quelle poche attività professionali per le quali effettivamente la diversità biologica incide in maniera insuperabile nella differenziazione…..

    Cordialmente
    Anna Rossi

    Donne nel Mondo:

    http://www.wandamontanelli.it/CdD/

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