Epurazioni, parole al vento, nuove prese in giro

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“Quasi al traguardo il giro d’Italia in “rosa” che ha visto protagoniste le donne dell’Italia dei Valori che ha portato all’elezione delle responsabili territoriali del coordinamento donne. Un viaggio attraverso le regioni che ha la tappa conclusiva a Vasto, sabato 13 settembre, con l’elezione della coordinatrice nazionale”.
(leggi il resto*)

Lancio originario d’agenzia:
FESTA IDV: MONTANELLI, TANTE EPURAZIONI E SISTEMAZIONE DI MOGLI DI PARLAMENTARI NELLA NUOVA CONSULTA DONNE

Roma, 13 set - “Come da previsioni, attraverso un sistema di riorganizzazione del partito che ricorda tanto vicende in voga un tempo in Bulgaria, c’è stata una vera e propria epurazione delle originarie componenti la Consulta Donne Idv”. A dichiararlo è Wanda Montanelli, già coordinatrice nazionale delle donne del partito, sospesa dall’ex pm a seguito delle “legittime richieste di concreta e reale applicazione dei principi costituzionali dell’art. 51, 3, e 2″ e ad un’interrogazione sui fondi assegnati alle donne dalla legge 157/99 art. 3, per la promozione attiva delle donne alla politica. Pur indicate in bilancio, le somme non risultavano alla Montanelli, né alle altre donne della Consulta, essere state impiegate. “Per tutta risposta alla mia legittima richiesta di fare luce sulla questione - lamenta Montanelli - Antonio Di Pietro ha realizzato una “Consulta Donne alternativa”, sotto il pieno controllo e gestione da parte degli uomini di potere del partito e definita - secondo quanto mi è stato esposto e documentato da chi vi ha preso parte - attraverso meccanismi di pressione e acquisizione di tessere sui nomi di chi dovesse essere eletta. L’esito dell’operazione è stato, di fatto, la scomparsa della Consulta Donne originaria, soppiantata da una Consulta composta da affiliate, parenti amiche segretarie di parlamentari, coordinatori regionali e provinciali del partito. In Toscana, ad esempio, sono risultate elette al primo posto la moglie dell’onorevole Fabio Evangelisti, e al secondo la consorte del coordinatore Fedeli. In Sardegna la moglie del coordinatore provinciale Lino Mura mai iscritta a Idv, presentata dall’amico parlamentare Palomba. Nel Lazio idem con le persone sponsorizzate dal senatore Pedica. Per non parlare della coordinatrice nazionale, sen. Patrizia Bugnano, moglie del coordinatore Idv del Piemonte, o dei ruoli assegnati alla moglie di Di Pietro e alla tesoriera del partito, nota amica di famiglia. Una gestione “intimista” e familiare di un partito che usufruisce di fondi pubblici per molte decine di milioni di euro non è concepibile. Non abbiamo lottato per decine di anni, sfiancate di fatica, e fatto due scioperi della fame per far sistemare le amiche degli amici degli uomini di partito. Questa è una vera indecenza - accusa la Montanelli che dopo un recente sciopero della fame interrotto in seguito a ricovero urgente e alla richiesta di sospensione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si è rivolta al Tribunale di Milano per il riconoscimento del danno esistenziale - ho fiducia che a fronte di questo ulteriore aggravarsi della discriminazione femminile, tra l’altro perpetratasi anche con la chiusura repentina del sito internet delle Consulta donne, in barba all’art. 21 della Costituzione sul diritto di espressione e informazione, la magistratura possa renderci giustizia attraverso una sentenza esemplare che faccia scuola”.
AGENZIA PUBBLICATA

*ERA TUTTO PREVISTO
il 15 luglio :
scrivevo sulla “Teoria della Consulta ombra“:

(…) si sta cercando di epurare la Consulta Donne esistente; per soppiantarla con persone che magari di recente appartenenza, o comunque non bene informate di come stanno i fatti, credono a vecchie parole e fresche chiacchiere.
Dico loro che sono dieci anni che riceviamo le stesse promesse che oggi vengono reiterate al solo scopo di mettere una toppa sull’immensa voragine dei mancati diritti alle pari opportunità nell’Italia dei Valori. Le donne di questo partito sono ricche di volontà, capacità, talento, serietà, motivazione, passione civile. In cambio hanno ricevuto: offese, umiliazioni, desertificazione delle opportunità, emarginazione, allontanamento dai luoghi delle decisioni, divieto di esprimersi durante le pubbliche assemblee, collocazioni in posizioni di non eleggibilità nelle liste. Stenti, miseria e povertà di mezzi. Povertà di mezzi economici.
Di questo si chiede conto. Con la certezza di avere ragione. Perché solo con la forza di prove documenti e testimoni si può affrontare una causa civile di tale portata, contro una gestione accentratrice, antidemocratica e privatistica di un partito. Si chiede conto di ogni azione fatta contro le donne e la democrazia paritaria. Anche di questa Consulta “B” , o “Consulta Ombra” che si tenta in fretta e furia di mettere in piedi.
Sono uomini che la stanno facendo. Costruendo un luogo delle donne al posto di quello già esistente. Stendendo una passata di vernice bianca su affreschi di valore.

Oggi:
si contano (per adesso) n. 7 mogli (n. 2 in Toscana, n. 1 in Sardegna, n. 1 Piemonte, n. 2 ruoli nazionali); e salvo due regioni in cui ci sono donne già impegnate da antica data e un altro paio di casi gestiti con un minimo di democrazia, tutte le altre regioni sono divise equamente in propaggini (prolungamenti, diramazioni, longa manus) degli uomini di partito, cioè segretarie, amiche di famiglia, o del cuore, parenti, e annesse.

Invito gli interessati a denunciarmi se quanto qui dichiarato non corrisponde al vero.
I commenti del blog sono aperti ad altre notizie. Internet serve a questo: a dire la verità.
Wanda Montanelli, 13 settembre 2008

60 Responses

  1. fausto bartocci Says:

    Fassinopoli e il Gran ducato di Ceppaloni sono arrivati anche nell’IDV

  2. maria rosaria Says:

    Condivido in pieno, a me è successa la stessa cosa e porto a conoscenza di tutte le donne la protesta che ho inviato ai dirigenti sardi dell’IDV.
    “Nella mozione da me presentata per l’elezione della Coordinatrice Regionale delle donne avevo scritto: ”Il 31 agosto 2008, per noi donne dell’IDV Sardegna, è una data da non dimenticare, in quanto finalmente viene riconosciuto il ruolo che a pieno titolo dobbiamo occupare nell’Italia dei Valori”. È veramente una data da non dimenticare perché sono rimasta delusa, amareggiata e umiliata dallo svolgimento dell’assemblea. La prima candidata, moglie del Coordinatore Provinciale di Sassari, che poi è stata eletta, non ha presentato la mozione come prevede lo Statuto nazionale, ma soltanto delle frasi estemporanee e generiche che peraltro non ha nemmeno letto, prive di qualsiasi indicazione politico-programmatica. Invece io, e lo dico senza falsa modestia, ho presentato una mozione completa in cui venivano indicati gli obiettivi, le finalità e il programma come recita lo Statuto, per cui ho ricevuto anche l’apprezzamento del Co-coordinatore Regionale e di altri dirigenti del partito. Mi sono preoccupata di distribuirne una copia a tutte le donne presenti in sala perché credevo, molto ingenuamente, che venisse votata la mozione più esaustiva e rispondente ai bisogni delle donne, mentre il “foglietto” dell’altra candidata è rimasto un segreto per tutti, infatti nessuno ne ha potuto prendere visione! Però al momento della votazione è stata eletta l’altra candidata con ben 50 voti su 64!

    Sono rimasta sconvolta, perché se avessi perso a parità di merito, avrei incassato se pur a malincuore, ma sono sicura di quello che dico, dietro al risultato c’è stata una strategia che ha fatto convogliare i voti verso quella determinata persona. Lo so che il mio potrebbe sembrare lo sfogo di una a cui non piace perdere, ma non è così; sono la prima donna eletta in Sardegna in qualità di consigliere comunale nelle liste dell’IDV e non ho mai ricevuto nulla da nessuno, ma ciò che ho conquistato è stato grazie soltanto a me stessa. Io non ho mai chiesto niente, infatti non ricopro incarichi rilevanti all’interno del partito, anche se sono una delle più vecchie iscritte, però esigo che sia rispettata la mia persona, in quanto mi sono sentita offesa nel profondo dell’anima e soprattutto tradita da quel partito che ho sempre considerato il simbolo della legalità, della trasparenza e della giustizia.

    Con sommo rammarico sto ponderando l’ipotesi di abbandonare il partito, in quanto non vi ritrovo più quei valori che tanto mi avevano entusiasmato. Insieme a un gruppo di donne ed uomini ho combattuto per consentire, a chi oggi occupa i più alti scranni, di inserirsi in un partito rinnovato e che rischiava di scomparire a causa di gravissime e devastanti lacerazioni interne. E non ho mai chiesto nulla!

    Mi accorgo che ancor oggi vengono usati metodi che spesso offendono e umiliano la dignità della persona, in quanto mancano regole, norme e organismi che impediscano a chicchessia di poter assumere decisioni o posizioni personalistiche e parentali, scavalcando i principi di una reale democrazia dove le scelte scaturiscono dal confronto, dalla discussione, dal dibattito e dal rispetto di persone e regole.

  3. franca marzella Says:

    IN IDV il dibattito , le regole, le persone ,i confronti li decide un uomo solo, circondato da uno stretto giro di amici che a loro volta , inevitabilmente, hanno mogli , figlie, amiche e amici del cuore. Credo che in tutti i partiti oggi sia così…quando i partiti sono più grandi la cosa è un pò meno evidente , ma la storia è la stessa.Non credo che sia solo questione di uomini o di donne: ci sono donne che si comportano allo stesso modo.
    Il punto fondamentale è la difesa della dignità e dei valori per i quali ci si è impegnati in politica , se esistono…..le scelte che si fanno in seguito a fatti così gravi devono essere chiare e definitive: se un partito è diretto in modo clientelare e familiaristico , se le persone che lo dirigono non lasciano all’interno del partito lo spazio di confronto e democrazia che richiedono a gran voce all’esterno , vanno combattute con tutti i mezzi , dopodichè il partito che persevera e non è in grado di gestire la propria avidità si ABBANDONA.Se non viene rispettato lo statuto , se si imbroglia sui conti , se non si ha più fiducia nelle persone che dirigono si deve andare via , e continuare a costruire altrove la casa dei propri valori , se sono ancora saldi.
    Ciò che viene denunciato in IDV (ma anche negli altri partiti) è lo specchio di ciò che accade ovunque in ITALIA : nelle aziende , nei partiti, nel settore pubblico e privato del lavoro, nelle Università ecc….
    Etica , Rispetto , Giustizia morale e sociale sono parole alle quali si deve restituire senso e potere reale: per fare ciò spesso il prezzo da pagare è alto…. comporta il dover subire solitudine , incomprensione ,tradimento.
    Occorre riunirsi , organizzarsi , il mondo è sempre in movimento , anche quando sembra pietrificato e schiacciato sotto il tallone dell’illegalità e della prepotenza .
    FRANCA

  4. Walter Says:

    Grazie di esserci!
    Sempre avanti!

  5. Simona Says:

    concordo appieno con ciò che ha scritto FRANCA, spesso il potere fa diventare egoisti ed opportunisti. Nella mia regione sto assistendo allo sfacelo dell’IDV anche a causa di molte persone che provenienti da altri colori e partiti politici trovano la via breve per essere candidati ed una volta raggiunto lo scopo lasciano IDV… ma di ciò i segretari “fanno finta” di non vedere……. gente mai incontrata alle riunioni, gente non iscritta… che poi fa campagna elettorale…. IDV uguale agli altri partiti???? io personalmente mi sono allontanata, perchè determinati discorsi fatti sono serviti solo a fare andare via la gente attiva che credeva nell’ideale formulato …..Etica , Rispetto , Giustizia……
    Simona

  6. pushthetempo Says:

    Wanda fai una cosa: una bella raccolta firme per annullare il rimborso elettorale ai Partiti.

  7. saverio - grazie grazie grazie Wanda! Says:

    Wanda sei il conforto e a speranza del nostro futuro. Due-tre donne come te e gli orizzonti si aprirebbero di chiaro. Come Walter ti dico: Grazie di esserci. Avanti tutta!!
    Saverio

  8. Gigi Says:

    Cara Wanda,
    ti segnalo i 4 volumi pubblicati con IL MIO LIBRO.it (Gruppo Editoriale L’Espresso S.p.a.), in settembre, confermano la lotta alle continue ingiustizie italiane, in molti campi, …

    1) MOBBIN-G-ENERATION (ovvero Tra ostacoli e sgambetti), pagg. 154, saggistica, prezzo di vendita € 12,54
    2) “Sono il Ministro, autonominato, della Terza e della Quarta Età” (ovvero Il rivoluzionario grigio), pagg.396, narrativa, prezzo di vendita € 21,25
    3) RIFIUTATI , pagg. 384, saggistica, prezzo di vendita € 20,81
    4) STORIA DI UNA NON CARRIERA, e quindi di un relativo insuccesso, DI UN AUTORE TELEVISIVO DI SUCCESSO ( ovvero 255 CASI SOSPETTI, e forse di mobbing, IN TV), pagg. 478, narrativa, prezzo di vendita € 24,19

    Leggiamoli e “diamoci una mossa”.
    Gigi

  9. silvia Says:

    quanti uomini su questo sito! Insieme siamo più forti.
    Ho letto il tuo commento e mi sono cascate le braccia… che dire mi gira la testa… non c’è limite all’impudenza.
    Ma siamo cresciute e stiamo crescendo done e uomini veri e democratici.
    A presto.
    Silvia

  10. grazia Says:

    ciao Wanda grazie per la posta che leggo con costernazione. Dove andiamo a parare se questi si appropriamo di qualsiasi possibilità di fare politica. Poi dicono che le donne e i giovani non si impegnano. Che impegno pretendono, quello di fare loro da cameriera, segretaria , portatrice di consensi e magari anche amante alla buona occasione. E’ uno schifo. Noi donne dobbiamo organizzarci e occupare la bastiglia. Le guerre non sappiamo farle perché rifuggiamo dalle armi, ma andiamo, andiamo a candidarci noi stesse. Tra due mesi da noi si elegge il nuovo presidente della regione. Si deve presentare una faccia pulita, ma non per finta. Tu hai pensato a candidarti? Noi ti possiamo sostenere, fare un comitato elettorale pro-Montanelli. Pensaci e poi se come ha detto Di Pietro si candiderà lui, ne sentiremo delle belle, potrai cantargliele CON L’ACCOMPAGNAMENTO.
    Baci. Grazia

  11. Gli altoparlanti in difesa dei cittadini Says:

    Cara Wanda,
    è ovvio, Di Pietro non si fida di nessuno e non si circonda di persone meritevoli ma di persone che possono essere “gestibili”, senza troppo cervello, dei sudditi doc.
    Noi siamo sicuri che lo stesso combatta delle battaglie giuste, ma non molla le redini del potere e come ha già fatto Bossi, guarda come ai suoi delfini solo i suoi “consanguinei” o qualcosa di simile (vedi la Silvana Mura). L’Italia dei valori è un partito con tutto i suoi pro ed i suoi contro e le sue disfunzioni non fanno di te una persona meno straordinaria di quello che sei, meritevole di essere sostenuta per poter cercare, almeno tu, di riuscire a dettare i tempi di un cambiamento all’insegna delle pari opportunità, in tutto e per tutto:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Wanda_Montanelli
    Guarda tra i collagamenti esterni cosa abbiamo inserito?
    Chiaro il concetto;-)!
    Avanti tutta cara amica: ti aspettiamo a Creazzo!

    Aldo Santoro e Caterina Franchina

  12. POP3 Says:

    Ecco la lista dei fattori che causano la non gestibilità italiana. Per ognuno di essi ho una o più valutazioni, fatte dall’Europa. Che sono disponibili.
    1. Il sistema Italia NON HA una società nazionale (come i Paesi europei occid.). Ma ha una serie di clans separati che si combattono. Le conseguenze negative sono almeno cinque. Docum. relativi: 2 lettere a Prodi premier.
    2. Gli Italiani non hanno avuto una educazione a scuola, ma solo istruzione. Di conseguenza non cè stata educazione alla forma del pensiero (il nostro caos mentale è noto in Europa. Fu descritto da Barzini nel ‘65). Non c’è stata educaz. ai comportamenti sociali. Non c’ è stata educazione alle gestioni sociali. Siamo i primi di Europa Occid. per inefficienze e sprechi.. ! (che sono cresciuti recentemente, a seguito di una crisi sociale galoppante). Docs relativi: almeno 5.
    3. Mentalità mediorientale, da sottosviluppo, peggiorata di recente. Docs relativi almeno 4
    4. Pessime performaces nelle discussioni sociali (condominio, parlamento, etc); che portano a grande difficoltà di definire un consenso. Docs: 3
    5. Inesistenza dei valori positivi nella società. Esistono, come riferimento i valori negativi. Affaripolitismo.. Docs: 1
    6. Inaffidabilità delle leggi, pessime gestioni delle istituzioni (anche la Giustizia). Per questa incapacità di gestione e per la non formazione dei funzionari, le leggi non si riescono ad applicare….. La democrazia non ha mai sostituito la plutocrazia…!
    7. Siamo lontani dalle capacità medio europee per scrivere contratti e leggi. Di conseguenza i contenziosi sono molti.
    8. La società ital. non vive sulla realtà, ma sulle finzioni, menzogne, false verità (che nessuno controlla). Lo disse Barzini nel ‘65 ! ! Il che porta le gestioni sociali ad avere spesso FALLIMENTI E SPRECHI…!
    Su ognuno di questi punti ci sono valutazioni. Potreste diffondere la scheda, allegata: “Recensione” , relativa al mio saggio “Quale futuro per l’Italia e la Francia ?”
    Ricorda che quanto ho trovato, nessuno altro lo ha trovato. In Italia non si fanno analisi, non si usa la logica, si è approssimativi…!
    E’ stato detto che la politica italiana è …. il respiro della polvere …!
    Vi invio per ora soltanto le basi del discorso, in Alleg.
    Fatemi sapere. Molti saluti.
    Antonio Greco
    (analista del degrado italiano)

  13. Francesca Costa Says:

    Il fascismo, coerente con le sue scelte, per cui la donna doveva essere eccellente madre di famiglia e padrona di casa, concesse il diritto di voto passivo ad alcune categorie donne per le sole elezioni amministrative, salvo abolire le stesse di lì a poco.
    Il movimento sciolse l’Associazione per la donna, sostituito dal Consiglio nazionale delle donne italiane (privo ovviamente di significato politico) e la cui presidentessa fu eletta direttamente da Mussolini.
    Come dire: corsi e ricorsi della storia. Trovo infatti una certa analogia fra la Consulta delle Donne e l’Osservatorio delle Donne (se sarà ancora questo il nome).

    Nel 1920 si dichiarava: “L’incognita che l’ingresso della donna nella vita politica rappresenta per tutti i partiti fa paura. […]. Nella mentalità dei dirigenti politici, il servizio politico femminile deve essere calcolato e ben sicuro” e con tristezza mi pare che a oggi questa mentalità non sia poi così cambiata.

    A questo proposito vorrei ricordare le parole dello stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano quando dice che : “I tempi sono maturi da un pezzo anche in Italia per avere delle donne ai vertici dello Stato e del Governo ed il modo per favorire la presenza delle donne in politica non è tanto quello di approvare norme di legge, quanto quello di apportare modifiche nella vita democratica dei partiti, che poi esprimono le candidature”.

    Non era questa la mia idea di democrazia e mai avrei pensato di assistere a scempi del genere che vedono “cancellate” persone di valore a favore della mediocrità degli Yes-man, in questo caso yes-woman.

  14. PariMerito.com Says:

    Cara Wanda,

    ti sosteniamo e riteniamo allucinante la tua storia. Purtroppo l’Italia è un Paese arretrato affetto da un maschilismo endemico. Non dobbiamo per questo abbassare la voce, semmai alzarla sempre di più fino a farla diventare assordante.
    Abbiamo inserito il link al tuo sito. A presto

    Paola e Marina
    redazione@parimerito.com

  15. Antonella Says:

    ho preso la tessera lo scorso anno, credendo che Di Pietro incarnasse l’uomo politico differente dagli altri. Ho, poi, capito che invece non c’è differenza. Peccato, ammiro molto Lei Wanda alla quale dò il mio appoggio e sostegno.
    Antonella

  16. Sandra Gargiulo Says:

    ci rimane l’amarezza di aver creduto in una nuova politica che invece è peggio di quella vecchia. Antonio Di Pietro deve a Wanda Montanelli anni di dedizione e impegno. Se l’Idv è cresciuta è grazie a persone come Wanda e altri che gli hanno dato fiducia. Antonio Di Pietro Dovrebbe fare mea culpa e riprendere le redini e il senso del suo ingresso in politica. Oggi ha perso la strada.

    Wanda dicci che cosa ti serve per vincere e noi faremo il possibile e l’impossibile.
    Sandra

  17. Elena Says:

    Cara Wanda: Questo che accade nel tuo Partito lo vediamo tutti i giorni nel mio paese, L’Argentina. Non credere che perchè sia arrivata a Presidente una donna, la cosa sia diversa.E giustamente il suo Partito è senza nessun dubbio quello che più ha usato le donne, specialmente le mogli. Peròn l’ha fatto con Evita, usandola fino allùltimo momento della sua vita, poichè il popolo la amava più che a lui. Poi ha messo come Vice Presidente l’altra moglie, Isabelita, sapendo che a lui rimaneva poco tempo, e il suo governo è stato talmente disastroso che ha consentito la peggiore dittatura che uno possa immaginare. Riflettiamo: Kirchner governa quattro anni. Quando prevede che incominceranno i problemi, presenta come candidata sua moglie Cristina, senza rispettare la democrazia interna del loro Partito. Pochi mesi dopo esser diventata Presidenta, cominciano i casini politici ed economici. Non sono queste dimostrazioni di un maschilismo senza limiti?. Ti faccio arrivare, come sempre, il mio appoggio ed affetto, Elena

  18. anniuska Says:

    Credo che l’atteggiamento primario di un buon politico o aspirante tale sia quello di ascoltare.
    L’atteggiamento paziente e generoso di chi si pone all’ascolto dell’altro non può che materializzarsi in comprensione, sostegno e progettualità.

    Leggo da tempo (a volte intervenendo) i post al “femminile” che vengono espressi in questo sito e mi rendo conto che le manifestazioni di dissenso per la tipologia organizzativa sono tantissime.

    Al contrario c’è l’invito sottile a “non ti curar di loro ma guarda e passa”.

    Si sente, si avverte, entra nella pelle un “tirar dritto” e non voler assimilare l’idea che il popolo non “pecora” non ha più tempo per le chiacchiere.

    Naturalmente quando si pretende il coinvolgimento o risposte chiare ed inequivocabili su argomento come le parentele nel partito, i doppi e tripli incarichi, il problema “consulta ombra” accennato più volte….nessuno dà segni di limpidezza.

    Alla fine poco importa se la rappresentazione sarà gradita…fa parte dei giochi.
    E’ il tempo delle onde da cavalcare e quella della questione femminile si è levata dopo che la stampa internazionale ci ha relegato a quarto mondo.

    Non credo che in Italia, esclusa una nicchia di convinti sostenitori della democrazia paritaria, si avverti la necessità di un vero stravolgimento e della necessità che questo avvenga nella “sostituzione” degli stereotipi maschili con un vero gioco di squadra, nuovo e mai sperimentato.

    Con l’arma del ricatto “lavoro” si forgiano i futuri schiavi/e e salendo qualche scalino i futuri politici.

    Il coraggio di ribellarsi ad un sistema che ci ha ridotto dei miseri di spirito e di tasca deve passare attraverso un trauma più forte di quello della precarietà a tutti i livelli.
    Questa è la storia della nostra gente.

    Mi dispiace molto per il tradimento politico che si è perpretato ai danni dei cittadini, sui loro risparmi, sulla loro salute, sulla loro educazione, sui loro sacrifici.

    C’è un etica comportamentale che va oltre la “legge”. Ci sono inviti che non si dovrebbero accettare anche se circoscritti nei termini di legalità.

    In un paese dove il familismo è di casa come la mafia, una persona perbene, capace, onesta, dobrebbe rifiutare un incarico che la riporta ad un legame che la favorirebbe, non fosse altro per scansare il dubbio.

    Quando il corporativismo è il rifugio sicuro per un incarico è l’uguaglianza che paga il prezzo di un altro ennesimo abuso.

    E questa è la storia delle violenze sottili.

  19. anniuska Says:

    …vorrei precisare, nel commento 18 a questo POST, che il sito “bacchettato” non è quello di Wanda Montanelli ma un altro.
    Al contrario trovo qui molte persone che tentano di dare risposte sensate e prive di pregiudizi.
    Complimenti!!!

  20. anna rossi Says:

    Lo scienziato politico americano Edward C. Banfield deve la sua notorietà al saggio “Moral Basis of a Backward Society” che nel 1958 fu tradotto in italiano con il titolo : “Le basi morali di una società arretrata”.
    Insieme alla moglie sviluppa un’analisi delle relazioni sociali all’interno di un piccolo paese del Meridione italiano e conia il noto concetto di “familuismo amorale”.

    Lo studioso sostiene la posizione sull’inefficacia degli aiuti statali per migliorare le condizioni economiche dei più poveri ed elabora il concetto sociologico di familismo per descrivere la tendenza degli individui di cultura mediterranea, riscontrata dallo studioso nelle sue indagini, a favorire e “massimizzare” i vantaggi materiali e di breve termine del proprio nucleo familiare (ed affini) con l’aspettativa che ognuno si comporti secondo questo criterio.

    Naturalmente lo studioso americano è considerato una pietra miliare per il riconoscimento del ruolo giocato dalla struttura e dal capitale sociale (livello di fiducia nelle relazioni e etica comunitaria).

    Il familismo sarebbe “amorale” perchè manca di morale pubblica.

    Oggi assistiamo esattamente a questo scenario privo di etica comunitaria, quello che alcuni, compresa me, chiamano BENE COMUNE, ed ad una presenza di comportamenti tesi a dare vantaggi all’interno del circuito “familiare” con esclusione degli esterni.

    Va da sè che, in questa prospettiva, gli sforzi, profusi nell’investimento di risorse ed energie finalizzati al bene collettivo, ma fuori dallo spazio della “rendita familiare”,
    sono destinati ad annaspare nell’antidemocrazia…che gratta gratta nasconde sempre la tirannia.

    Il fenomeno culturale si è propagato poi in aree estranee ai meccanismi del nepotismo…aree con cultura ad indirizzo mittel-europeo che non sono state capaci di rispondere all’insediamento sottile ed inarrestabile delle condizioni imposte da altri fattori quali: la salita delle mafie al nord, il fascino del potere veloce, l’allettante esproprio dei beni dello stato mal controllati, la chiusura mentale a non voler vedere che la crescita economica e materiale poteva essere minacciata da criteri di appartenenza lontani dalle società con basi morali forti.

    Oggi assistiamo a sparute aree in cui l’insediamento “estraneo” è costretto ad adeguarsi a regimi di vita e di pensiero autoctoni, aree di montagna ad esempio in cui i modelli nordici sono fortemente presenti e ben radicati.

    Mi chiedo: quanto e quale prezzo dovremo pagare per spazzare via il virus della corruzione ?

    Quando sarà chiaro alla comunità “sana” che la convivenza con sistemi programmati per distruggere qualsiasi formazione di anticorpi finirà per infettarci dapprima e distruggerci dopo?

    Saremo altrettanto forti al di là del danaro e del potere costituito?

    In poche parole esserci dentro, ad una battaglia, vuol dire avanzare senza voltarsi indietro..per non rischiare di essere trasformati in statue di sale.

  21. Eleonora Says:

    ciao Wanda, ti ringrazio per aver mandato un grido di offesa per l’ineguatezza che proviamo difronte ai suprusi di uomini che si spacciano per politici si nascondono dietro parole parole parole inutili.
    Mi piacerebbe spiegarti il perché nonostante siano anni che frequento questo mondo io non sia riuscita a lavorare per lo Stato pur avendone diritto. Semplice la mia risposta è, spiacente a dirlo, vera, non sono mai voluta scendere a compromessi che mi avrebbero vista diventare amica dell’amico di un gestore di Stato.
    Sono qui con un lavoro che mi crea tanti problemi alla salute e nessuno che mi aiuta a far valere i niei diritti.
    Puoi capire quanto io mi senta offesa di fronte a ogni problema di clientelismo e di discriminazione.
    UN ABBRACCIO E ANCORA GRAZIE.
    Eleonora

  22. Paola Cesarini Says:

    dal giardino pensile sul tetto del Senato, alle auto elettriche comprate e rottamate subito dopo, gli enti inutili per le idoneità dei raccoglitori di tartufo. Le c…te e gli sprechi senza vergogna segnano incapacità di uomini che mantengono posizioni di potere temendo l’avvento delle donne e la loro bravura nel fare, decidere e realizzare una società nuova senza sprechi.
    Paola Cesarini

  23. Udi Nazionale . Convocazione a tutte le donne interessate Says:

    Vi segnalo la convocazione che molte avranno ricevuto, e che è un invito “a tutte le donne interessate”:

    Sabato 27 settembre 2008
    Roma, via dell’Arco di Parma 15
    assemblea nazionale autoconvocata
    ordine del giorno:

    ore 11,00
    presentazione della Staffetta:
    Fabiola Pala, “… farci spazio nello spazio pubblico per dire in piazza, a voce alta, la nostra rabbia e il nostro dolore “
    Pina Nuzzo, itinerario e modalità di partecipazione.

    Ore 12,00
    Stefania Guglielmi, centri e centro della nostra politica.

    dibattito

    Ore 13,30 pausa pranzo in Sede
    Ore 14,30 ripresa dei lavori:

    Anna Maria Spina, campagna 50E50…ovunque si decide, prospettive e aspettative.
    Katia Graziosi, rinominare la tradizione.
    Giovanna Crivelli, una realtà tra due campagne: 50e50 e Stop al femminicidio.

    dibattito

    Ore 18,00 chiusura dei lavori.
    l’assemblea è aperta a tutte le donne interessate.
    http://www.udinazionale.org

  24. FRANCO BARZAGHI Says:

    QUESTA E’ UNA INIZIATIVA CHE APPROVO PER DARE UNA PRESENZA CONTRO LA VIOLENZA E SPINGERE I NOSTRI GOVERNANTI A FARE DI PIU’ATTENZIONE ALLE STRADE BUIE CHE SENZA CONTROLLO LASCIANO VOI DONNE IN BALIA DEI CRIMINALI.LA VIOLENZA ESISTE PERCHE’NON C’E’ ABBASTANZA CONTROLLO E OGNI PARTE INTEESSATA NON FA IL SUO DOVERE, COME GLI AGENTI CHE EVONO STARE NELLE STRADE CON I TURNI DI NOTTE. PURTROPPO E’ DURO LO SO, MA LE DONNE NON POSSONO SEMPRE RISCHIARE.
    FRANCO BARZAGHI

  25. simonetta Says:

    mi sembra impossibile che ancora oggi si facciano questi squallidi giochetti da paese culturalmente sottosviluppato.
    ma voi non state perdendo la speranza? io sì!

  26. silvia Says:

    La speranza è l’ultima a morire, i giochetti dei furbi dureranno poco perché come dice qualcuno “il re è nudo”.
    Silvia

  27. stefania Says:

    Aderisco alla staffetta per sostenere la lotta contro la violenza sulle donne. Nei limiti del mio tempo, ahimè sempre inferiore a quantoce ne vorrebbe per studio lavoro famiglia anziani. Anche queste peculiarità molto femminili…!

    Stefania

  28. Elena T. Says:

    OTTIMA INIZIATIVA!!!! Sarebbe possibile ripetrla in America Latina? Vi abbraccio, Elena

  29. sentenza esemplare Says:

    BARI: TAR AVVISA GIUNTA MOLFETTA, NIENTE DONNE? ALLORA VI SCIOGLIAMO =
    Bari, 13 set. - (Adnkronos) - Ha otto giorni di tempo per reclutare donne nel suo esecutivo. Antonio Azzolini, sindaco di Molfetta e presidente della Commissione bilancio al Senato, a quanto scrive oggi ‘La Repubblica’, non puo’ aspettare: deve rispettare una norma dello statuto del Comune e quindi garantire le pari opportunita’
    all’interno della sua giunta. O almeno e’ questa l’indicazione
    contenuta in un’ordinanza del Tar, destinata a costituire un
    importante precedente in tutta Italia. Qualora il sindaco non dovesse attenersi all’indicazione del Tribunale amministrativo, il governo
    della cittadina pugliese potrebbe essere sospeso.
    I giudici hanno accolto il ricorso, presentato da Serenella
    Molendini, consigliere di parita’ in Puglia e da Francesca La Forgia, componente della Consulta delle donne di Molfetta. Rieletto per il Pdl
    alla guida di Palazzo di Citta’ nell’aprile scorso, Antonio Azzolini ha nominato dieci assessori e “tutti di sesso maschile”. Per la sua
    giunta non ha indicato neanche una donna, contrariamente a quanto aveva fatto nella precedente amministrazione che vantava tre signore.
    Cosi’ il caso e’ approdato davanti al Tar. Il consigliere di parita’ e la Consulta delle donne di Molfetta hanno contestato la mancata
    applicazione del principio delle pari opportunita’, peraltro previsto dallo statuto del Comune. E la terza sezione del Tribunale amministrativo, presieduta da Amedeo Urbano, ha condiviso la tesi della ricorrente.
    Con un’ordinanza di tre pagine, il giudice relatore Roberta
    Ravasio ha ordinato al sindaco “di provvedere entro otto giorni alla rinnovazione delle nomine dei componenti della giunta”. Ed e’ proprio l’articolo 37 del regolamento di Palazzo di Citta’ a motivare la decisione del Tar, una norma che di fatto prescrive al primo cittadino”di adoperarsi al fine di favorire la rappresentanza di entrambi i sessi all’interno della giunta”. Il sindaco Antonio Azzolini avrebbe,
    quindi, dovuto applicare il principio della parita’ o in caso contrario spiegare le ragioni che lo hanno portato a formare una governo di soli uomini. (segue) 13-SET-08 14:08

    BARI: TAR AVVISA GIUNTA MOLFETTA, NIENTE DONNE? ALLORA VI SCIOGLIAMO (2) =
    (Adnkronos) - A quanto riporta ‘la Repubblica’, scrive il Tar: “L’effettiva esplicazione di tale attivita’ del Sindaco, ove non si
    concretizzi nella nomina di persone di sesso diverso in seno alla giunta municipale, deve trovare almeno un riscontro effettivo nella motivazione dei provvedimenti di nomina dei vari assessori, la quale
    deve illustrare le ragioni che impediscono l’attuazione del principio delle pari opportunita’”. Azzolini preferisce non commentare
    l’ordinanza del Tar, ma a Palazzo di Citta’ in molti danno per scontato il ricorso al Consiglio di Stato. A difendere il sindaco che ha scelto gli assessori tra i primi degli eletti e’ Annamaria
    Brattoli, componente della precedente giunta: “Il punto - dice - e’ che le donne non votano le donne e che dovrebbero impegnarsi di piu’”.
    Esulta, invece, Serenella Molendini, consigliere di parita’ in Puglia. “Sono soddisfatta, il Tar ha condiviso le nostre ragioni.
    Purtroppo questo non e’ l’unico caso. Sul tema delle pari opportunita’non solo nella nostra regione ma anche in Italia siamo ancora molto
    indietro”. La storia di Molfetta e’ la piu’ recente, ma non e’
    l’unica, almeno in Puglia. Tre anni fa, a Veglie, un comune del
    Salento, il sindaco di centrosinistra Fernando Fai fu bacchettato dal
    Tar per lo stesso motivo: non aveva applicato lo statuto e aveva formato un esecutivo composto soltanto da uomini.
    Dopo la pronuncia dei giudici amministrativi pero’ si adeguo’ e nomino’ anche una donna tra i suoi assessori. “Il ricorso al Tribunale
    amministrativo rappresenta soltanto l’inizio di una mobilitazione piu’ampia per il principio della parita’” dice Francesca La Forgia che,
    oltre ad essere componente della Consulta delle donne, ha seguito
    l’iter giudiziario del caso.) - 13-SET-08 14:20

  30. Matilde Says:

    L’unica candidatura sponsorizzata nei mesi che hanno preceduto l’elezione è stato chiaramente noto a tutti era quella della S. Bugnano, in alcuni coordinamenti è stata scelta un’unica guida di voto (sulla Bugnano) e non un voto libero di fronte ad una scelta paritaria.
    Sono arrivate solo altre due candidate per puro caso, mentre altre sono state interrotte prima da alcuni coordinamenti evidentemente decisi a non ostacolare il futuro Bugnano.
    All’arrivo dopo un cambio linea viene deciso di riammettere le altre due candidature il giorno prima casualmente previste di essere eliminate, almeno una eliminata e l’altra si sarebbe ritirata, cosi si vocifera.
    Le altre due candidate hanno avuto visibilità per soli due giorni la Bugnano per almeno due mesi.
    Evviva la trsparenza

  31. alemacri Says:

    PARI OPPORTUNITA’

    I due baristi che hanno ucciso il ragazzo nero: «Non siamo razzisti, l’avremmo fatto anche con un bianco».

    (Jena)

  32. alemacri Says:

    - Di Pietro nega di essere misogino e invita le donne italiane a dargli il loro curriculo.

    - Ecco a cosa mirava…

    (alemacri)

  33. Gaspare Says:

    invita le donne italiane per metterle sotto le fatiche a raccogliere firme per l’ennesimo referendum. Lui lancia i referendum e gli schiavi lavorano gratis per poi prendersi il benservito quando non gli servono più.
    Gaspare

  34. Francesca Costa Says:

    Iltempo passa veloce e come sempre, faccio le ore piccole.

    Solo ora ho finito di lavorare: stanca, ma non così “disfatta” da non entrare in questo spazio dove so di potervi leggere. Un toccasana prima di andare a dormire. Ho bisogno di sapere che esistono persone leali ed oneste (le trovo qui) e ciò mi dà la forza di continuare

    Wanda grazie anche per averci offerto questo luogo di incontro dove poter confrontare e condividere le nostre idee :)

  35. Silvia Says:

    Sul Corriere della Sera c’è un articolo intitolato:

    “Poche donne, e Di Pietro creò la consulta delle mogli”.

    ciao. Silvia

  36. anna rossi Says:

    Anche io come Francesca voglio ringraziarvi tutti/e della partecipazione agli intenti ed al rinnovamento del profilo culturale che gli esseri del futuro stanno tessendo con passione, pazienza e consapevolezza.

    Grazie!

  37. Ivan r. Says:

    Sono anni ormai che buttiamo fuori dal paese la nostra professionalità.
    Dapprima gli scienziati ed i ricercatori ora i piloti.
    Una campagna vergognosa contro le categorie più qualificate è sempre (per tutta la loro vita professionale) sotto formazione.

    Secondo voi quanto dovrebbe guadagnare un super tecnico i perenne corso di studi e con una mortalità media di 60 anni a causa delle radiazioni che in cabina di pilotaggio sono altissime???

    Conoscete qualcuno che vi ha mai regalato danaro per incapacità o assenza di rischio?

    Io no…in compenso c’è chi quei soldi non se li suda e non gradisce che qualcuno gli ricordi che si possono anche guadagnare.

    Facciamo schifo se permettiamo questo vilipendio.

    Sotto sotto c’è la volontà di annientare qualsiasi forma di indipendenza…proprio come con le donne.

    La storia insegna che quando si hanno i numeri per fare la guerra allora si spara.

    E’ una metafora ma rende l’idea.

    Sono davvero stufa di questo scempio delle intelligenze e delle professioni qualificate.
    Il tempo della mortificazione e dello sdegno è scaduto ora mi sale l’ira………un’ira funesta!

  38. Federica Cotroni Says:

    Apprendo, dall’articolo del Corriere della Sera di oggi, che l’elezione della nuova Consulta delle donne dell’Italia dei Valori(ironicamente ribattezzata dal giornalista “Consulta delle mogli”) è avvenuta in tutta fretta. Mi chiedo e vi chiedo: Ma perché tutta questa fretta?
    Non si poteva effettuare un’elezione normale e regolare?
    O forse c’era qualcosa da nascondere?
    Non è che qualcuno ha avuto paura di un dibattito assembleare aperto, che - è noto - si sa quando e come inizia ma mai dove finisce? (e, soprattutto, dove va a parare e all’elezione di chi avrebbe potuto portare).
    Scusate lo sfogo ma sono un pò stufa di vedere le donne trattate sempre con sufficienza, come appartenenti a una sorta di serie B.

  39. Claudia Says:

    La fretta e la furia mi pare di capire che sono direttamente proporzionali alla causa in tribunale con cui le donne del partito chiedono spiegazioni sui soldi per le pari opportunità. Si chiama tentativo di insabbiamento, ma nessuna donna anche se appena arrivata si presterà a fare da copertura alle magagne. Ingenue ci possiamo stare, ma stolte non credo. Non credo proprio. Neanche io che sono iscritta da pochi mesi.
    E aggiungo che più leggo questo blog più mi piace.
    Claudia

  40. Rebecca Mais Says:

    ALITALIA

    C’era un film titolato “Proposta indecente” ecco potrebbe adattarsi allo scenario della cordata di governo ed anche a tutti quelle false informazioni che certi giornalisti mettono al servizio di chi li sostiene contro la dignità dei lavoratori. Tutti possono dire tutto in questa giungla di menzogne e traffici lontani da qualsiasi codice. Io ero lì e capisco i lavoratori ormai provati dalle spinte alla deriva di un’imprenditoria piena di conflitti d’interesse e tutt’altro che trasparente.
    Le sacche di qualità della professionalità italiana sono messe puntualmente alla berlina quando le corporazioni fanno da scudo all’incalzare di trattative poco chiare.
    Un paese non di sole contraddizioni ma di corrotti.
    Siamo seri chi può dire di amare la propria terra sputando addosso alla gente che la popola???
    Ma forse la serietà è un concetto troppo evoluto per chi sul mercato ci sta a forza di colpi bassi e propaganda faziosa.
    Mi riferisco a tutti coloro che operano nel compromesso continuo, nel ricatto, nell’antidemocrazia, nel far proliferare la povertà per scatenare la guerra fra poveri. Si punta il dito sugli stipendi di chi ha una vita media di 60 anni ed alto profilo professionale solo perchè rappresentano una categoria compatta. Nessuno dice che Bonanni, Ugl e Uil hanno sottoscritto il notturno (di cui vivono i turnisti) dalle 22 della sera (ossia a fine turno).
    non è continuando a schiavizzare i lavoratori che si fa qualità…forse per un pò si fa cassa…ma la qualità è un’altra cosa. Tant’è vero che per il mondo dei servizi questa non esiste e ne subiamo le conseguenze tutti i giorni. Quante donne c’erano a manifestare!!!!Donne che volano, che lavorano a tutte le ore, che spesso non fanno famiglia ed hanno la salute del corpo sballata a causa della vita irregolare. Tutti elementi che nessuno mette sul piatto a livello informativo. Si tratta di magistrati come di metal meccanici (senza togliere nulla ai metalmeccanici ma va da sè che sono un altra cosa). Si parla di piloti come di passa-carte. si parla dei ricercatori come di persone ombra. Non è sul costo del lavoro che si gioca la partita della competizione visto che da noi in Italia è già basso, molto basso (basta pensare che gli stipendi sono fermini al 1993). ci vogliono imprenditori seri e managers responsabili. Ci vuole gente consapevole che le cose appartenenti alla società civile sono di tutti e vanno trattate con rispetto. Ecco cosa manca. Il rispetto delle regole e dei diritti umani. per i doveri non dico nulla …quelli si sa sono solo a carico dei contribuenti.

  41. David Says:

    per chi non avesse avuto l’opportunità di leggerlo riporto l’articolo apparso ieri sul quotidiano …
    David

    Da il “CORRIERE DELLA SERA” del 18.09.2008
    pagina 13
    L’ accusa della Montanelli, ex presidente della commissione rosa. Una componente: solo pregiudizi
    Poche donne, e Di Pietro creò la consulta delle mogli
    Nel nuovo organismo le consorti di uomini di partito. Il leader: lamentele di trombati

    MILANO - La consulta delle mogli. Non è un circolo in cui ci si scambiano ricette, o consigli per allevare i piccini. È una nuova tendenza del marketing politico: l’ organo di partito formato dalle consorti dei deputati e dei leader locali. Il pioniere è Antonio Di Pietro: l’ Italia dei Valori ha spazzato via la propria consulta delle donne, istituita nel 2003, per rimpiazzarla con un organo analogo ma composto per parte cospicua dalle mogli dei notabili di partito. In un caso, addirittura, la neo consigliera al femminile neppure sarebbe iscritta al Gabbiano: Rina Fara è la moglie del coordinatore provinciale di Sassari Lino Mura. Tanto per dire, il recapito email indicato sul sito dell’ Italia dei Valori è proprio quello del marito. La cosa, tra l’ altro, ha risvolti assai pratici: le forze politiche devono investire il 5% del finanziamento pubblico per favorire la partecipazione femminile alla politica. Ed è per questo che la ex presidente delle donne dipietriste Wanda Montanelli ha fatto causa al suo (ex) partito, sostenendo di non aver mai visto un euro. E ora attacca: «In Toscana sono risultate elette al primo posto Graziella Candeloro, la moglie dell’ onorevole Fabio Evangelisti, e al secondo la consorte del coordinatore Giuliano Fedeli. In Sardegna Rina Fara, la moglie del coordinatore provinciale Lino Mura, peraltro mai iscritta all’ Italia dei Valori, presentata dall’ amico parlamentare Federico Palomba. Nel Lazio idem con le persone sponsorizzate dal senatore Pedica, mentre l’ eletta in campania, Anita Sala, è la segretaria del senatore Formisano. Per non parlare della coordinatrice nazionale, la senatrice Patrizia Bugnano, moglie del coordinatore del Piemonte Andrea Buquicchio, o dei ruoli assegnati alla moglie di Di Pietro Susanna Mazzoleni e alla tesoriera del partito Silvana Mura, nota amica di famiglia». E quando non c’ è una moglie sottomano, secondo Montanelli, si rimedia con quel che si trova: «Salvo due regioni in cui ci sono donne già impegnate nel partito da antica data e un altro paio di casi gestiti con un minimo di democrazia, tutte le altre regioni sono divise equamente in propaggini degli uomini di partito». Ornella Speciale è l’ eletta in Sicilia: «Non conosco le altre realtà, ma parlare di “moglie di” mi pare un pregiudizio». Ma qualche moglie non proprio notissima in proprio non c’ è stata? «Forse in qualche altra regione c’ è stata, ma io non posso dirlo. In ogni caso dovevamo fare i coordinamenti in fretta, il momento politico è difficile e bisognava essere operativi il più presto possibile». La coordinatrice nazionale della consulta è Patrizia Bugnano. Che sarà pure la moglie del coordinatore piemontese, ma è pure parlamentare in proprio: «Trovo imbarazzante che una donna accusi altre donne di aver conquistato incarichi solo per l’ esser la moglie di questo o quello. Tra l’ altro, ricordo che tutte le coordinatrici sono state elette». Mentre la tesoriera Silvana Mura sbuffa: «Moglie di? Qui c’ è tutta gente che ha fatto un lavoro straordinario, i cui risultati si son visti alle elezioni e continuano a vedersi nell’ eccezionale interesse che Idv sta suscitando». Ma il più arrabbiato è proprio il Tonino nazionale: «Capita che qualcuno resti trombato, e se ne lamenta. E’ incredibile che una presunta rappresentante delle donne umilii così le donne». Beh, un po’ di mogli ci sono per davvero: «Ma chi? Chi? La Bugnano? Ma se è suo marito che è un principe consorte… ».
    Cremonesi Marco

  42. Linda Says:

    L’operazione trasparenza continuerà e le donne non ne sono umiliate perché è una rivolta culturale contro tutti i sistemi dell’oppressione. La lotta è anche a loro favore che a Vasto hanno incominciato sperimentare l’offesa del piccolo spazio che gli hanno concesso. Il giorno 13 secondo le agenzie: “La presenza di Travaglio alla festa dell’Italia dei Valori, ha sconvolto i piani delle donne che aderiscono al Movimento. Si sono riunite alle 9.30 per eleggere la coordinatrice nazionale e per parlare di politica. Ma quando si
    sono accorte che non avrebbero potuto ascoltare Travaglio, hanno
    votato un ordine del giorno con il quale si anticipava
    l’elezione della coordinatrice e si rinviava il dibattito a una
    fase successiva”.
    Il lupo di Montenero perde il pelo ma non il vizio. Le donne sono trattate purtroppo come sempre. Verrà però a Canossa e pagherà lo scotto.
    Linda Vanni

  43. Gli altoparlanti in difesa dei cittadini Says:

    Lo stato si è arreso?
    Ci si chiede come siamo arrivati a questo punto.
    Le rivolte degli immigrati a Castelvolturno anticipano nuovi scenari dove i poveri sono attaccati e massacrati come in un campo di battaglia. Il sud è ormai zona di trincea, che cosa esiste nei piani dello Stato per contrastare la malavita sempre più aggressiva?

    Gli altoparlanti in difesa dei cittadini, sono un campo di discussione aperta per tutti.

  44. Loredana Says:

    E’ crisi, è crisi e il mondo vuole andare storto, ma le donne non lo permetteranno.
    Deve arrivare l’era del mondo nuovo governato dalle donne, allora sarà tutto diverso.
    Loredana

  45. aurelio Says:

    Andate a vedere a teatro il caso dei genitori separati da come lo raccontano gli uomini che devono far fronte a sentenze che spesso privilegiano le donne. Tra situazioni comiche, va in scena la condizione dei separati, tanto quella affettiva quanto quella economica di uomini che si ritrovano ad un certo punto delle loro esistenze, costretti a condurre una vita completamente diversa: voi donne che fate finta di non conoscere certe situazioni andate a vedere lo spettacolo perchè forse in chiave ludica potrete almeno minimaente entrare nella condizione in cui mettete i vostri mariti e compagni. la commedia e al teatro de’ servi, a Roma
    aurelio

  46. POLITICAMENTE CORRETTO Says:

    Il giornale telematico on-line http://www.politicamentecorretto.com diretto da Salvatore Viglia di informazione politica e parlamentare con una attenzione particolare alle realtà italiane all’estero, inaugura una nuova iniziativa: un BLOG attraverso il quale dare la parola ed una possibilità di discussione agli italiani all’estero e a tutte le organizzazioni ad essi connesse. Ma anche un terreno di discussione politico di ampio respiro nazionale ed internazionale.

    “Un megafono per gli italiani all’estero”, per i Comites, per il C.G.I.E, per le Associazioni di italiani sparse in tutta la terra.

    Lunedì 15 settembre sarà possibile intervenire attraverso la home del giornale cliccando il link del blog.

    L’iniziativa può essere di grande importanza per le comunità italiane all’estero troppo spesso denigrate e dimenticate. In ballo è il peso del loro futuro in patria.

    Il direttore di
    POLITICAMENTE CORRETTO

    Avv. Salvatore Viglia

  47. gelosupolitica-web Says:

    L’asino e il bue

    Roma, 16 set. (Apcom) - “L’onorevole Di Pietro continua a parlare
    e straparlare di ‘dittatura’. Ma forse, per l’ex pm, si tratta di una nota autobiografica: probabilmente, infatti, si riferisce al modo in cui lui (tra associazioni parallele ed altro) gestisce politicamente l’Italia dei Valori…”. Parola di Daniele Capezzone.

    da gelosupolitica-web

  48. Silvia Says:

    sono voci ormai di provenienza diversa che sostengono come la gestione di partiti non sia consona a quanto certi capipolo vanno dichiarando con megafoni e microfoni. La presa di coscienza tarda ad arrivare ma ci sarà e allora si sovvertirà l’ordine attuale che è poi disordine e caos.
    Silvia

  49. GIOVANNI Says:

    cara Wanda
    la staffetta,rappresenta la donna,COME PERSONA TITOLARE DEI DIRITTI E DOVERI OLTRE LE QUALIFICAZIONI DI “RAZZA” RELIGIONE,IDEOLOGIA,PARTITI E
    CONDIZIONE DI VITA (QUELLE CHE SONO PROPRIE A CIASCUNA).
    QUESTA OPERAZIONE è ALLE RADICI DI QUEGLI EVENTI NECESSARI PER RICOSTRUIRE
    … LE PARI OPPORTUNITà,PUNTO PER PUNTO .
    NEL PASSAGGIO DA UNO AD ALTRO “STATO” ,LA STAFFETTA POTRà AVERE LE FIRME
    DI TUTTE LE PERSONE CHE SONO D’ACCORDO.DONNE UOMINI,BAMBINI,ETC.
    ED AVERE UN ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE ETC…
    SONO IDEE PER IL BUON LAVORO
    GIOVANNI

  50. gloria Says:

    Sono una ragazza di sedici anni e vivo la mia età come la maggior parte dei miei coetanei. Fino a qualche tempo fa davo per scontato che appartenere ad un sesso anzichè ad un altro non facesse nessuna differenza. Fra noi ragazzi i rapporti sono scontati. Un giorno mi sono ritovata ad una conferenza con mia madre alla Casa internazionale delle donne ed ho visto una parete con sopra i nomi di decine di donne ammazzate dai mariti, dai padri, dai fidanzati. Da quel giorno ho sempre davanti quella lista di poverette. Mi sono chiesta se esistesse il contrario ma mi è stato detto che le statistiche riportano una violenza sulle donne infinita. Oggi faccio molta attenzione nei rapporti e cerco il rispetto anche nelle parole che prima tralasciavo. Voglio ringraziare tutti coloro che si impegnano per affermare il diritto paritario (così ho letto sulla locandina della conferenza). Gli esseri umani sono tutti uguali e la differenza la fa solo chi si sente parte della società da chi vive solo per sè. Non dobbiamo avere paura di essere migliori. Io, che ho guardato fuori dalla finestra e mi sono fermata a pensare, mi sento già un pò migliore. Cerchiamo di esserlo tutti insieme.
    Saluto tutti
    Gloria Kassar

  51. Contro la violenza alle donne - Convegno Says:

    “I volti oscuri della violenza sulle donne: emersione, prevenzione e contrasto”,

    questo il tema del convegno che si svolgerà sabato 27 settembre, alle ore 17.30, presso la sala dell’oratorio “Sacro Cuore” di Sant’Ilario Marina. L’importante incontro, centrato su una tematica difficile quanto attuale, è stato organizzato dalla commissione Pari Opportunità del comune di Sant’Ilario dello Ionio, con il patrocinio del ministero per le Pari Opportunità, della regione Calabria e della provincia di Reggio Calabria.
    La violenza fisica, sessuale e psicologica, la violenza dentro e fuori dalle mura domestiche, la sopraffazione fisica e morale ed economica: i molteplici “volti” degli abusi sulle donne saranno analizzati da Maria Stella Ciarletta, consigliera regionale di parità, che traccerà il quadro d’insieme seguendo i dati diffusi dall’Istat sull’argomento, con particolare riferimento a una delle più gravi forme di violenza psicologica, lo stalking (ossia la persecuzione reiterata, tesa ad intimidire e ingenerare paura); Angela Napoli, deputato e componente commissione giustizia, approfondirà poi la tematica in relazione alla specifica situazione del sud; Vincenzo Giglio, presidente della sezione penale del tribunale di Palmi, delineerà il quadro normativo nazionale e regionale sulla materia; e, infine, Wanda Montanelli, responsabile Onerpo (osservatorio nazionale ed europeo sul rispetto delle pari opportunità), tratterà del ruolo dei media nella percezione del pericolo violenza sulle donne.
    Interverranno, inoltre, il viceprefetto di Reggio Calabria, Giuseppe Priolo, l’assessore regionale Demetrio Naccari Carlizzi, i consiglieri regionali Giovanni Nucera e Pasquale Tripodi, l’assessore provinciale Attilio Tucci, il deputato e coordinatore provinciale di FI Nino Foti, la psicologa e psicoterapeuta dell’Asl 9, Maria Alessandra Polimeno, ed Emanuela Ientile, referente consulta nazionale per le donne. Coordinerà il dibattito Maria Teresa D’Agostino. <> dichiara la presidente della commissione Pari Opportunità di Sant’Ilario Tina Policheni. Far emergere dall’oscurità le troppe storie che vivono nel buio, prevenire il reiterarsi di una situazione che deve trovare argini solidi e agire per contrastare, con leggi e strumenti adeguati, le situazioni in atto e quelle potenziali: questi gli obiettivi finali di una grande spinta che parte dalla sensibilizzazione del territorio, delle storie vicine a noi.
    In questo senso l’incontro che avrà luogo a Sant’Ilario si propone come momento importante di focalizzazione e di programmazione.

  52. Gabriella Says:

    Sembrano tutti d’accordo i nostri politici per approvare una legge che impedisca ai cittadini di eleggere chi più preferiscono. Così come avviene per le elezioni nazionali, anche alle europee avremo 4-5 persone che decidono tutto e un esercito di portaborse e servi sciocchi eletti per essere gli amici di qualcuno.
    Con mio marito abbiamo vissuto per anni all’estero e devo dire di non aver mai sentito una cosa del genere.
    E’ possibile che nessuno dica o faccia nulla? (a parte il comico Grillo che però non credo abbia la forza per contrastare questi poteri forti).
    Secondo me è ora di ribellarci. Tutte e tutti, indistintamente, uomini e donne.
    Se continua così dopo la pensione me ne torno a vivere in qualche paese civile.
    Scusate lo sfogo.

  53. Sandra Says:

    la legge elettorale che la maggioranza vuole spoglia gli elettori del diritto di scegliere i propri rappresentanti che, come accaduto per Camera e Senato, verrebbero nominati dalle segreterie dei partiti, secondo disposizione delle liste ed i cittadini sarebbero chiamati, praticamente, a ratificare quello che i vertici dei partiti hanno stabilito.
    La cancellazione delle preferenze è un duro attacco alla democrazia. Si vuole imporre uno sbarramento per cancellare partiti che con la loro storia, con le loro battaglie, arricchiscono la democrazia e la partecipazione.
    Milioni di italiani rischiano di non essere rappresentati e partiti con oltre due milioni di voti rischiano di rimanere fuori dal Parlamento europeo.

    Sandra

  54. anna rossi Says:

    Sandra Says:
    Settembre 24th, 2008 at 14:08

    Sì questa è la realtà. Ce n’è però un’altra che è quella di fare blocco unico ed imporsi in Europa…una sorta di selezione prevaricata per chi resta fuori.
    Ancora una volta ad imporsi sono i numeri e questo dovrebbe farci ragionare sulla necessità di accorpamento delle minoranze prima che queste restino appunto fuori dai giochi.
    E’ indispensabile costruire un ponte per la ritirata affinchè le voci soliste non cadano nel vuoto.
    Noi potremmo disquisire in eterno su ciò che è giusto o ingiusto ma lo potremmo fare solo se coesi/e. E’ un principio che vale per tutto, vale anche in una semplice riunione di condominio quando vuole spazzare via un amminastratore.
    Le regole participative le dettano i numeri ovunque. Lo vediamo nella politica come nella finanza e nell’economia in generale.
    Il principo di associazionismo o di cooperativa deve raggruppare tutte le voci che possono muovere verso un obiettivo, Solo dopo si possono sottolineare le differenze e portare avanti le istanze dei singoli.
    Oggi il mercato umano è regolato da fattori che dipendono da forze grandi alle quali vanno presentati numeri grandi.
    Si parte da concetti semplici, magari di interesse popolare, per giungere come un millepiedi lontano. I sondaggi danno l’interesse dei cittadini per le leggi elettorali molto basso perchè la crisi economica che stiamo attraversando sta colpendo anche i più immuni. Lo stesso vale per sicurezza.
    Questi due cavalli cavalcano la sensibilità di tutti e fanno perdere di vista la centralità dell’individuo.
    Hitler si alimentò della fame e della miseria del tempo e così altre dittature. Allarghiamo questa prassi a sistemi globali e ci accorgeremmo che ancora oggi il giochetto funziona.
    Credo seriamente che la difesa sia il miglio attacco. Avere la capacità di difendere compattamente i credo dal pane. Non è facile ma è l’unica strada per produrre il pane stesso. Non ce sono altre. Tutte le altre portano ad un tozzo di pane ad un prezzo da borsa nera.
    Il riassetto della governance di un territorio o di più terittori passa attraverso la miseria e l’ignoranza…quando la presenza indiscussa di questi elementi annebbia la vista e la capacità di formulare pensieri propri, quando la sopravvivenza val bene l’egoismo del singolo.
    Non sono un’utopista, tutt’altro. Se metto attenzione ai numeri mi accorgo che dentro non ci sono più i valori e qualcosa non mi quadra. Qualcosa è sfuggito dalla matematica dell’economia umana, qualcosa che può solo produrre fame, malattia, morte e quant’altro.
    Per materializzare un’economia dobbiamo essere capaci di sostenerci l’un l’altro e di solidarizzare.
    Distribuiamo idee e serietà comportamentale, diamo forza rappresentativa al volontariato ed alle associazioni che “effettivamente” agiscono sul territorio. Acquistiamo dai consorziati e bandiamo il consumismo che batte bandiera anti-diritti umani. Sapete di cosa parlo.
    Usiamo meno l’auto e piazziamo sui nostri condomini i pannelli solari. Oggi c’è una grande richiesta di lavori domestici. Consorziamo le attività: dalle stirerie, alle lavanderie, alle pulizie, all’imbianchinaggio etc.
    Saltare come disperati da una parte all’altro non servirà.
    C’è molto da fare e c’è lavoro per coloro che lo reinventano e lo gestiscono a turni.
    Vi ho anticipato il titolo di alcuni progetti.

    Un re è tale quando sedentosi a tavola con un miserabile sa di essere re due volte…poichè tanto comprende e tanto dà.

  55. anna rossi Says:

    ….un’ultima cosa…accogliamo con un saluto questa giovane Gloria. Non sono forse i giovani la nostra prosecuzione?

  56. Gina Loversi Says:

    recuperare i giovani al piacere della politica è estensione alla parte sana della società, la meno inquinata, la più vivace. Si fa un gran parlare di giovani e di donne ma è ancora una volta il gioco pirandelliano delle parti. Una finzione scenica di netta ipocrisia, una maschera dietro cui si cela l’interesse a tenere in piedi scenografie di flore che non sono virgulti gemmati del cambiamento ma marscescenti piante prossime ad essere abbattute da un nuovo inesorabile tornado. Sarà fatta tabula rasa, sarà spazzato via il putridume e si ricomincerà da zero.
    Gina Loversi

  57. Virna e le amiche per la staffetta antiviolenza Says:

    cara Wanda ci vedremo sicuramente presto, ma nel frattempo ti invio la mia volontà e quella di alcune mie conoscenti a partecipare alla staffetta delle donne contro la violenza. Attendo tue nuove.
    Baci
    Virna

  58. Rebecca Mais Says:

    I maschilisti guadagnano di più
    in Lifestyle

    “Uno studio americano rivela che gli uomini che vedono bene le donne solo se stanno dietro i fornelli sono pagati molto più di quelli favorevoli ai pari diritti

    Ottomilacinquecento dollari l’anno. Quasi 500 euro al mese. Tanto vale per lui, sul luogo di lavoro, essere tradizionalista e conservatore. Lo rivela uno studio americano condotto per 30 anni su circa 13mila persone, secondo il quale gli uomini maschilisti guadagnano di più di quelli dalle idee moderne.

    Secondo un’indagine pubblicata dal Journal of Applied Psychology e condotta da un team dell’Università della Florida, coloro che vedono bene “l’altra metà del cielo” solo se “incorniciata” da lavello, asse da stiro, fornelli e scopettone, non solo non sono pubblicamente biasimati, ma addirittura ricompensati con un guadagno extra, rispetto ai maschi di aperte vedute, di 8.500 dollari in più a testa l’anno in media.

    I ricercatori hanno chiesto a ogni “cavia” se pensava che il posto giusto per una donna fosse la casa e se credesse che il lavoro femminile aumentasse il rischio di alti tassi di delinquenza giovanile. Ovviamente sono stati in maggioranza uomini a rispondere “sì” alle domande. Ma la sorpresa è stata grande quando si è verificato che erano proprio i più retrivi ad avere lo stipendio più alto. Merito, secondo gli esperti, di ambienti di lavoro dove le idee retrograde sono condivise e perciò incentivate e premiate per mantenere lo status quo”.

    ….dal fronte femminile quelle che guadagnano di più sono invece le più determinate ad affermarsi e soprattutto quelle che fanno squadra.

    Sono certa che le cose possono cambiare verso una selezione giustamente naturale in termini di meritocrazia e produttività solo se a portare avanti le istanze delle donne sono le donne.

    Ce la faremo, sono certa che riusciremo ad isolare i meccanismi che inceppano la nostra libertà professionale, sociale e sentimentale.

    Il vivere liberi deve essere una scelta dettata dall’indipendenza di formulare idee e non dalla costrizione di subire formule di potere prevaricatorio.

  59. Silvia Says:

    che bella idea la staffetta contro la violenza. Aderisco con interesse e propongo di mettere in ogni punto di incontro lo sgabello all’inglese con un megafono per parlare alla popolazione.
    Silvia

  60. PER LA RICONCILIAZIONE Says:

    Abbiamo il piacere di segnalarle gli ultimi aggiornamenti del portale http://www.ong.agimondo.it
    TG ONG
    PARTECIPAZIONE PER LA RICONCILIAZIONE
    E’ attraverso il coinvolgimento della popolazione civile, soprattutto delle donne e dei giovani, che si attiva il processo di riconciliazione. Lo affermano i rappresentanti di diverse organizzazioni internazionali, attive in Paesi colpiti da conflitti.

    ONG AGIMONDO

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