Panorama incerto di fine estate
Veltroni propone, Fini dispone, Berlusconi smentisce. Sul voto agli immigrati c’è un gran parlare con qualche mugugno della Lega e i rilanci di Franceschini. L’argomento è di quelli che hanno funzione interlocutoria tra i “diamoci una mossa” di D’Alema nella situazione di stallo dei partiti di centrosinistra tutti un po’ in speranzosa attesa del lampo di genio che li porti a trovare cavalli vincenti e corse non truccate. La riforma della legge elettorale e l’interesse a porre uno sbarramento al 5% rende inquieti i piccoli, compreso Tonino Di Pietro non sicuro di fare di nuovo amplein come per le ultime politiche. Le amministrative prima e le europee poi sono ancora un’incognita e forse anche i Democratici stanno riconsiderando che può giovare al PD lasciare rientrare nella dignità della rappresentanza parlamentare i partiti di categoria sociale o di nicchia. Perché infierire? In Europa non ci sono motivazioni oggettive per fare scelte drastiche come quelle veltroniane delle ultime politiche. Il rispetto di preferenze cesellate forse a Strasburgo ce lo possiamo permettere. Lo ha dichiarato Polito sul Riformista di martedì scorso esortando a salvare il panda: “I partiti politici – ha scritto – non sono equiparabili agli statali fannulloni, né si possono tagliare come fossero enti inutili.L’elettorato ha il diritto di poter scegliere”
In quest’inizio di settembre, sotto i riflettori della festa di Firenze che per la prima volta non si chiama più dell’Unità, il presidente della Camera ha dato una risposta di prudente apertura all’esortazione scritta da Veltroni sulla concessione del voto agli stranieri, coerentemente con quanto aveva già dichiarato nell’ottobre 2003 sui tempi ormai maturi per il diritto di voto amministrativo per gli immigrati. Anche a Fortezza da Basso Gianfranco Fini ha dichiarato che con i doveri di chi lavora e paga le tasse può rientrare il diritto di voto.
Il Premier Berlusconi ha invece espresso parere contrario specificando che Fini riferiva una sua opinione in quanto il voto agli immigrati nel programma di governo non è previsto. Umberto Bossi, come prevedibile, ha troncato ogni possibile apertura sostenendo che il voto agli emigrati è una follia, e menzionando l’articolo 48 della Costituzione dove è stabilito che prima di essere elettori è necessario ottenere i diritti di cittadinanza. Perciò niente scorciatoie.
Riguardo alla cittadinanza ci sono regole precise nel decreto di Giuliano Amato dell’aprile del 2007 pubblicato insieme alla “Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione”. Il Ministro dell’Interno rimandava, nel documento, ai nostri dettami costituzionali fondati sul rispetto della dignità umana ed ispirati ai principi di libertà ed eguaglianza. Ogni persona che si trova sul territorio italiano – è scritto nel testo – deve poter fruire dei diritti fondamentali, senza distinzione di sesso, etnia, religione, condizioni sociali. Al tempo stesso, ogni persona che vive in Italia deve rispettare i valori su cui poggia la società, i diritti degli altri, i doveri di solidarietà richiesti dalle leggi. Per ottenere la cittadinanza nei tempi previsti dalla legge occorre conoscere la lingua italiana, gli elementi essenziali della storia e della cultura nazionali, e condividere i principi che regolano la nostra società.
Nel mese di agosto del 2006 era c’era stato lo sconcertante e crudele assassinio di Hina Salem, la ragazza pakistana uccisa dal padre perché intendeva occidentalizzarsi. La società civile italiana si era posta importanti quesiti sui comportamenti oppressori di talune culture nei confronti delle donne. Il ministro Amato dichiarò perciò che agli stranieri non basta chiedere l’adesione ai valori della Costituzione, ma bisogna che ci sia un’adesione anche a diritti fondamentali come il fatto che la donna si rispetta secondo regole che universali.
Se questa opinione la maggioranza degli italiani è sicuramente d’accordo. Prima di essere riconosciuti cittadini italiani è necessario abolire ogni alibi culturale che possa creare zone franche dall’osservanza dei diritti universali. Sono condizione indispensabile per i diritti di cittadinanza il rispetto dell’individualità, della libera autodeterminazione femminile. L’abolizione assoluta di pratiche ancestrali come infibulazione, matrimoni combinati, e soggiogazioni a regole religiose, spesso frutto di errate interpretazioni di libri sacri, di superstizioni e comode e prevaricanti e affermazioni di egoismi.
Wanda Montanelli, 7 settembre 2008
settembre 6th, 2008 at 18:41
L’esperienza ci insegna che non si può accettare che gli immigrati che non hanno intenzione di rispettare le nostre leggi e le donne siano accolti cme cittadini. E’ pur vero che in quanto a crudeltà di femminicidi ne succedono molti da parte di italiani e che in questo senso purtroppo tutto il mondo è paese. La norma che regola e fa conseguire la cittadinanza alla comprensione della lingua e la accettazione di regole, è giusta. Sprattutto per rispetto verso le donne.
Tiziana
settembre 6th, 2008 at 18:51
il Veltroni ha lanciato un avvertimento e chiarito che se entra in crisi il progetto del Pd, nel centrosinistra si aprirebbe una diaspora difficilmente conciliabile. Nel caravan serraglio della
litigiosità italiana i partiti che si sono uniti, dopo sei mesi si sono separati.
A me pare che il progetto è già in crisi e che ognuno ci ha messo del suo per arrivare a questo punto che non è di non ritorno, poco ci manca.
Saverio
settembre 6th, 2008 at 19:39
Il presidente Napolitano pensa alle euiropee con apprensione perchè nei nostri Paesi si è diffuso un certo euroscetticismo. Infatti bisogna spiegare alla gente il perchè di certe scelre che danneggiano l’italia. Se abbiamo vantaggi a stare in europa non è ben capito. Serve una migliore informazione a partire dalle scuole primarie.
Silvia
settembre 8th, 2008 at 07:51
l’euroscetticismo viene dal precariato della popolazione italiana che si trova a fare i conti con il bilancio di sopavvivenza e il problema della terza settimana. Gli italiani sono disposti a fare sacrifici quando capiscono che sono necessari, e gli sprechi che anche in europa sono ingenti non aiutano a considerare con ottimismo l’Unione europea.
Paola
settembre 8th, 2008 at 12:57
NON TROVO ASSOLUTAMENTE GIUSTO CHE LE PERSONE STRANIERE CHE LAVORANO ONESTAMENTE IN ITALIA DA TANTI ANNI NON HANNO I DIRITTI DEGLI ITALIANI SOLO PERCHE’ NON SONO NATI QUI.
FATE QUALCOSA PER PUNIRE CHI SBAGLIA E PREMIARE CHI MERITA.
settembre 8th, 2008 at 15:57
la penso come cruba e non si deve fare di ogni erba un fascio ma distinguere chi sbaglia da chi si comporta bene e rispetta i diritti degli altri e le leggi italiane.
silvia
settembre 8th, 2008 at 20:44
La società complessa in cui stiamo vivendo è caratterizzata da profondi mutamenti. La questione cruciale sta nell’approccio alle differenze culturali che abitano spazi comuni e lo sforzo richiesto è quello di riconoscerne il valore affinché esse possano conciliarsi con il rispetto di principi universali.
Questa è la sfida che tocca tutti noi: riuscire a gestire il problema dell’immigrazione assicurando coesione sociale e vivibilità alle nostre città e al nostro territorio affinché coesistenza e sicurezza connotino il tessuto sociale.
Ciò deve sottendere il concetto di interculturalità per cui l’integrazione sociale deve essere considerata come procedura di negoziazione di conflitti per accettare una piattaforma di leggi e di valori da intendersi come meta di libero e consensuale accordo.
“Aspettavamo braccia e sono arrivate persone” si diceva in Svizzera dei migranti italiani e nelle nostre scelte deve dunque pesare anche la nostra storia recente di paese d’emigrazione.
Non dimentichiamoci che l’immigrazione è da considerarsi anche fattore di crescita per il nostro Paese.
settembre 9th, 2008 at 11:47
Resto sempre perplessa dalla viziosità con cui si inseguono gli obiettivi in Italia, in particolare, e nel mondo. L’articolo 19 (8 B) del trattato CE prevede il diritto di voto e di eleggibilità nelle elezioni al Parlamento europeo e in quelle comunali per ogni cittadino dell’Unione residente in uno Stato membro, indipendentemente che ne abbia o meno la cittadinanza, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato.
Tali diritti costituiscono un’applicazione del principio di uguaglianza e di non discriminazione tra i cittadini e non cittadini dell’Unione…ecc. ecc.
L’articolo 19 (8 B) mira essenzialmente a sopprimere l requisito della cittadinanza che era precedentemente prescritto nella maggior parte degli Stati membri ai fini dell’esercizio del diritto di voto e di eleggibilità.
Migliore integrazione? Quale la differenza fra elezioni comunali e elezioni del Parlamento europeo?
Cosa c’è di nuovo nelle proposte dei nostri governanti (opposizione compresa) che non sia stato già deciso in sede europea? Perché non chiamare le cose con il loro nome? Le nuove riforme estensive al suffragio universale europeo aboliranno le distinzioni o la partecipazione attiva delle popolazioni che non saranno più in grado di cementare il sentimento di appartenenza alla loro cultura?
Nonostante il fallimento della politica liberista americana noto con profondo dolore che l’indirizzo socio-economico guarda incessantemente verso l’indirizzo scellerato degli operatori dell’alta finanza intrapreso nell’indebolimento (sotto tutti gli aspetti) delle masse. Sua santità Ratzinger, ossia Papa Benedetto XVI, ha rammentato ai fedeli la necessità e l’urgenza di politiche “NO PROFIT” come principio secondo il quale tutti i cittadini possono considerarsi cittadini di una società vigile ed attenta alla crescita ed al sostegno dell’uomo.
Non abbiamo bisogno di elementi straordinari per interpretare lo stato dei fatti (decadenza dello spirito e della giustizia) come conseguenze di politiche incostituzionali e discriminanti.
Anche se si versano parole di imbellimento in realtà i cittadini vengono sottoposti a criteri censitari che tutto hanno meno del sapore della libertà e della creatività evolutiva.
Fondamentale è che ci rendiamo consapevoli di dove stiamo andando e dei conti che pagheremo in nome di un sistema globalizzante che non ha regole ma solo profitti…a discapito delle fasce deboli ed ignoranti (purtroppo sempre più ignoranti).
Anna Rossi (“Scienze sociali-i cittadini dell’unione e l’unione dei cittadini”).
Bologna 05/09/2008
settembre 9th, 2008 at 12:21
Cara Francesca,
amica di pensiero e di cuore, ti faccio presente che nel dovere, che con te ed altri io condivido, di far luce e chiarezza fra le chiacchiere che confondono…sarebbe regola sacrosanta avere come punti di rifewrimento le direttive europee che obbligano (con dovizia di linguaggio e puntualità tempistica) ai cambiamenti volti a dare un volto omologato (specie al drenaggio tributario e societario) a tutti gli Stati membri. Se non perdiamo di vista gli obiettivi dell’Unione possiamo individuare in modo accellerato le iniquità travestite da nobili operazioni.
L’Osservatorio nazionale ed europeo per le pari opportunità ha come missione irriducibile il dovere di guardare i fatti e scavalcarli in una sorta di elaborazione che riconduca all’uguaglianza ed alla legalità.
Soffiare sul fuoco e predicare di volerlo spegnere è fatto che deve andare oltre lo sdegno al quale ogni individuo deve fare corporazione ribelle.
Puntare il dito contro crimini riconducibili a culture immigrate e non spiegarne le cause “importate”…non può che alimentare la diffidenza.
Solo l’istruzione può abbattere le barriere della tradizione che colpisce a morte.
Solo l’istruzione può liberare dalle catene dell’ignoranza e dei luoghi comuni.
Al momento siamo spettatori di una guerra contro l’istruzione…a qualcuno l’idea evolutiva non piace affatto.
Meglio poveri, brutti e cattivi.
settembre 10th, 2008 at 09:17
il sapere delle donne è avanti sull’orizzonte e gli uomini poveri di spirito lo sanno e lo temono.
enrico
settembre 10th, 2008 at 10:48
Guardate cosa ho trovato! Un senso profondo della verità partecipativa.
Risposta ad un militante politico deluso:
“Tommaso caro, tu sei una persona “no profit” come direbbe Papa Benedetto XVI.
Vedi il familismo italiano nasce dalla boria di dover imperare a tutti i costi anche quando non sarebbe opportuno. A questo si è aggiunta la mancanza di decoro davanti all’incapacità o alle connivenze discutibili. Pur di apparire, di contare, di affemare il proprio Ego…si farebbe di tutto.
Sai perchè la meritocrazia è una parola messa sotto il tappettino delle persone con la responsabilità di imporla?
Perchè il virus della corruzione e della tirannia si è insediato nel profondo dei cuori…o forse gli italiani lo hanno sempre conservato fino a materializzarlo.
Finchè non si rimuoveranno le regole del gioco nulla può far pulizia di intenti e di accadimenti.
“Mi manda Picone” funziona perchè noi permettiamo che funzioni.
Gli italiani e le italiane sono ingabbiati in circuiti che fanno ancora strage di buona fede e non tirano mai la somma. Per fortuna a parlare sono i fatti che, per quanto travisati, lasciano spazio all’insoddisfazione e soffiano sull’intolleranza. Alla fine il piattino sarà puntualmente servito.
Noi ci dobbiamo rallegrare dei buoni propositi e pazientemente attendere l’esito delle parole trasformate in concretezza, positiva o negativa che sia.
La società civile è lontana dalla percezione vera dello scivolone in cui è inciampata e lo attribuisce a banalità indotte.
La verità è che solo il riordino dei valori e la scelta delle persone che li incarnano visceralmente può essere l’antibiotico a questa caduta di stile della politica nei suoi misfatti.
La mia non vuole essere polemica ma una constatazione che senza oggettivo riscontro di risultati di rinascita e ripristino della democrazia ogni parola, ogni faziosità, ogni interesse personale, ogni demagogia ossidata, ogni opposizione a metà…lascia il tempo che trova…e lì troverà NOI.
L’Italia è un paese di affabulatori ma è anche il paese di chi parte con la valigia e costruisce, vuole costruire il futuro, un futiro dove la fatica non mette paura e la bravura dell’altro è stimolo imprenditoriale e non fallimento personale.
Chi ha dato può dire di averlo fatto chi lo dice prendendo con l’altra mano è così scollato dalle leggi universali che prima o poi farà il tonfo”.
settembre 10th, 2008 at 14:15
bene, è il minimo prevedere l’ottenimento del il diritto di cittadinanza solo per chi dimostra di avere rispetto delle donne.
Le regole vanno scritte in forma elementare e comprensibile, e anche le conseguenze di chi si comporta male devono essere inculcate per prevenire violenza di qualsiasi genere.
Come si dice: patti chiari, amicizia lunga.
Loredana
settembre 10th, 2008 at 15:49
Loredana Says:
Settembre 10th, 2008 at 14:15
Come previsto dall’articolo 19 (8 B) del trattato CE è già tutto previsto.
Le regole sono dettate ed ai governi (per il momento ancora in piedi) dei singoli Stati membri è lasciata la libertà di far digerire le grandi svolte…che passo dopo passo (dalla giustizia all’istruzione, dall’universalità dei servizi – privatizzati senza vere regole – ai tagli del sociale che peserà solo su quel che rimane del concetto di Stato, dal reclutamento del frazionamento bancario all’inglobamento degli asset delle multinazionali…ecc.ecc.)
L’economia liberista senza vere regole e senza controlli è funzionale al grande controllo mondiale alimentare, energetico e culturale.
Senza l’indebitamento sistematico non può accadere nessuna forma di controllo globale.
Non cadiamo nella trappola di seguire i percorsi indotti senza chiederci il perchè ed illudendoci di poter dare voce ai cambiamenti disegnati in altre stanze..
La nostra costituzione è sistematicamente aggirata da tutti i governi…chiediamoci il perchè.
Quel che dovrebbe essere nota stonata alle nostre orecchie è la dissonanza che c’è fra i fatti reali e le proposte buoniste.
In realtà non c’è niente di salubre nel veder falciati i diritti umani con la scusa della sicurezza che costantemente è alimentata dalla violenza impunita e dall’assoluta incapacità di ribellarci ai soprusi dando la colpa ai poteri forti.
Noi siamo la storia. Dal nostro pensiero è generato il presente. Noi abbiamo il dovere di lottare per restare immuni dalla corruzione e dalle richieste infinite del nostro Ego.
Noi siamo il popolo, la terra, le generazioni future.
Da noi e sempre e solo da noi la speranza che un mondo migliore sia il mondo dell’uguaglianza e della libertà.
Quante volte facciamo finta di non vedere e di non sentire?
Quante volte preferiamo il male minore ad un sogno infinito?
Quante volte ci accontentiamo di viaggiare fra prima e seconda per paura della velocità?
La violenza si elimina da sola quando sente di non essere tollerata.
Le regole ci sono…sono tutte già state scritte da illustri anime ricche di buon senso.
Qualcuno fa finta che non ci siano e quando ci sono le complica per riscriverle.
La storia del rispetto delle donne è scritta fra le culture che credono nella comunione dei generi come elemento fondamentale di ricchezza…è scritta da pochi popoli di cui ancora oggi facciamo fatica ad accettarne i modelli.
Nessuna legge potrà imporre il rispetto per le donne se non ce lo conquistiamo e non lo pretendiamo.
Siamo una parte di serpente mozzato che ancora si dimena ma presto dovremo cambiare pelle…e questo avverrà quando in gioco ci sarà, ancora una volta la pelle dei nostri figli.
Cìè un momento nella storia di ogni storia in cui l’uomo dicendo “basta” mette la parola fine…e mettendo la parola “fine” si tira su le maniche perchè pronto a ricostruire.
Molti sono già partiti, altri si preparano, altri ancora non sanno del viaggio.
E’ solo una questione di tempo.
settembre 10th, 2008 at 18:07
GLI STRANIERI SONO SEMPRE SOTTO RICATTO PERCHE’ NON HANNO I DIRITTI. QUANDO SI RISPETTANO LE LEGGI E NON SI OFFENDONO LE TRADIZIONI CULTURALI DELL’ITALIA PERCHE’ NON SI DEVE AVERE LA CITTADINANZA?
settembre 10th, 2008 at 19:29
“Noi siamo della stessa materia di cui sono fatti i sogni e la nostra
breve vita è circondata da un sonno.”
diceva Prospero ne “La Tempesta”
di Shakespeare
Di miserando ci sono solo i padroni e i loro servi.
Eppure io spero, io lotto, io credo nel riscatto.
So che quando c’è
calma piatta viene la tempesta.
Non so quando verrà, la storia ha i
suoi tempi, ma l’annuso nell’aria,
al mio orecchio giunge il brontolio
del tuono che precede il fulmine.
Sento il tuo odore , cara tempesta,
e spero che tu venga a sconvolgere le mie ossa sotto terra.
Scorrono
le vite fiere di chi non si piega a ricatti e umiliazioni,
splendide
nella loro consapevolezza.
Il vostro gioco e’ finito. Gli attori, come
dissi, erano spiriti,
e scomparvero nell’aria leggera.
Come l’opera
effimera del loro miraggio, dilegueranno le torri che salgono su alle
nubi,
gli splendidi palazzi, i templi solenni, la terra immensa e
quello che contiene;
e come la labile finzione, lentamente ora svanita,
non lasceranno orma.
la Tempesta Shakespeare
settembre 11th, 2008 at 11:54
“Prodi è proprio l’antitesi di Berlusconi, persino le intercettazioni delle sue telefonate sono di una noia mortale.”
(Jena)
settembre 12th, 2008 at 16:17
PERCHE’ TANTO ACCANIMENTO NEL VOLER RIFORMARE QUELLE PARTI DELLA NOSTRA COSTITUZIONE CHE SONO SCRITTE CON L’INTENTO DI RENDERE PIU’ DIFFICILE IL RIPRESENTARSI DI UNA TIRANNIA????
PERCHE’ L’ACCANIMENTO GIUNGE AL PUNTO DI IGNORARE PERSINO LA VOLONTA’ POPOLARE ESPRESSA CON IL REFERENDUM????
MENTRE PARLIAMO DI DIRITTI NE PERDIAMO I PEZZI GIORNO DOPO GIORNO.
RESTEREMO A GUARDARE O PRENDEREMO UNA POSIZIONE IN PROPOSITO????
settembre 12th, 2008 at 16:23
Il popolo italiano mendica una libertà che non sa riconoscere e le donne nel frattempo non si mettono d’accordo.
settembre 12th, 2008 at 16:24
Quanti Borsellino e Falcone e altri dovranno incarnarsi per smuovere le coscienze????
settembre 12th, 2008 at 16:28
…ho la nausea ma devo resistere!
Siamo al capolinea ma non si riesce a reagire.
settembre 12th, 2008 at 18:20
la nausa di rebecca è contagiosa. Nausa e repulsione, ma devo reagire…dobbiamo… aprire battaglie frontali.
silvia
settembre 13th, 2008 at 00:10
Penso che la gente abbia le tasche piene di apporre firme che poi sono assolutamente inutili per un possibile cambiamento. Ricordate il referendum contro il finanziamento ai partiti? E’ vero, non ci sono più perchè ora si chiamano: rimborsi elettorali. Qualcuno mette in conto lo spreco di denaro impeganto per quel referendum?
Per cambiare significanti e non significati non servono referendum
Le raccolte firme, oggi come oggi, a chi fa cinismo populista, servono solo come pretesto per farsi un po’ di pubblicità, specchietto per le allodole. Così si impegnano risorse umane che possibilmente vengono anche prese a calci nel s… Ma la gente si stufa!
Il rispetto dovrebbe essere il primo valore di chi i valori li predica!
Penso che le leggi siano tutte scritte, basterebbe farle applicare, ma alcuni potenti sono più potenti di altri e quindi tutto risulta essere pretesto per un utile tornaconto.
settembre 13th, 2008 at 22:38
Caro Ivan R..a
Invece di mobilitare (strumentalizzare) gli iscritti IdV e Grilli x la raccolta firme x il lodo Alfano, al solo scopo di aumentare la visibilità del partito, ben guardandosi dal far modifiche o proposte che tocchino interessi di notabili e privilegi di casta.
IdV farebbe meglio a raccogliere le firme x eliminare le province, ridurre il numero di parlamentari, ridurre lo stipendio dei parlamentari e consiglieri regionali, inserire il test antidroga x parlamentari e consiglieri regionali, procedere ad un accertamento finanziario d’ufficio x tutti i parlamentari e consiglieri regionali e garantire trasparenza che in questo “Golf Club” ( come ebbe a definirlo la nostra cara Wanda ) esiste (se esiste) solo a parole.
Questo sarebbe buon senso, ma nessuno di voi, alla luce dei fatti, mi sembra sia portatore di questo nettare che persino gli insetti possiedono.
P.S.: Non gridare nel Web (usando l’upper case), ti ascoltiamo lo stesso
Un caro saluto Ivan dei Marinai
settembre 15th, 2008 at 19:10
ivan hai ragione e come! Facciamo cose utili facciamo!
Facciano un partito vero.
gabri