.
Da nord a sud, da molti anni e sotto ogni governo imperversa la cultura del crimine facile. Una volta i malviventi si nascondevano, una volta cercavano posti isolati e occasioni senza rischio. Ora sono sfacciati. Dipende da noi dare “la percezione di pericolosità” nell’infrangere la legge e le regole morali. Anche da noi donne se ce lo concedono.
E’ un fattore di cultura. L’assimilazione di notizie sul paese di bengodi per i criminali pare senza freni. E in questo ognuno di noi è complice.
Sembra che si stia spargendo la voce che l’Italia è terra di nessuno. Un posto dove chi vuole si accomoda, si impone, infrange le leggi, stupra le donne, rapisce i bambini, accoltella la fidanzata o il vicino di casa per motivi banali, e tutto è compiuto impunemente. Non solo. La percezione di impunità è arrivata al punto tale che i crimini si compiono in pubblico, tra la gente, in pieno giorno, nelle piazze, sulle spiagge, sotto il portoni chiusi o aperti non importa.
Che immagine hanno degli italiani i criminali nostrani e stranieri? Che idea si son fatti della nostra capacità di reagire?
Tengo a chiarire che in quello che scriverò non c’entrano il razzismo o le ideologie. Cerco di fare un’analisi del buon senso. Come qualsiasi persona oggi fa, essendo preoccupata per la sfrontatezza e la sfacciataggine dei criminali. Ragioniamo. Perché questo succede? E cosa possiamo e dobbiamo fare perché l’arroganza criminale abbia fine?
Non è strano che in pieno sole, sulla spiaggia Faber beach di Ostia Lido, stabilimento balneare del litorale laziale in cui è impossibile nascondere qualcosa, tra campi da beach volley, attrezzature per sport acquatici, bar all’aperto, e un asciugamani steso ad ogni metro, qualcuno rapisca una bambina? Il posto è vicinissimo a casa mia. Il Faber Beach mi piace perché grazie al sistema in concessione comunale qualcuno tiene pulita la spiaggia. Questo credo aggiunga servizi utili, oltre che opportunità di lavoro per tanti ragazzi, occupati a dare un volto nuovo ad una zona di Ostia una volta piuttosto degradata. Quando anni fa notai che si ponevano a dimora palmizi laddove fino ad un po’ di tempo prima c’erano cartacce e siringhe di drogati, ho pensato che fosse ora. Dare in concessione a cooperative di ragazzi un tratto di spiaggia pubblico toglieva all’amministrazione l’onere di mantenere pulito e sicuro un tratto di mare e spiaggia. Hanno iniziato con una baracchetta, poche sdraio, e… grande intuizione, un bel po’ di piante e fiori.
Ho scritto che mi piace Faber beach, non ho detto che ci vado, ed il motivo è uno solo. E’ impossibile passare inosservati. Ti trovi, sì al mare, ma nel centro della città, con la strada confinante, i palazzi di fronte, a poca distanza dal presidio medico S. Agostino, a un metro dai negozi e con la sabbia delimitata da un muretto basso, oltre il quale c’è l’asfalto su cui autobus vanno e vengono pieni di viaggiatori che osservano cosa fa la gente in spiaggia.
Come si fa in un posto così a rapire un bambino?
Giorni fa una mamma lasciava la spiaggia tra “La Buca Beach” e “Faber” quando un uomo le ha strappato dalle mani la bimba per darsi poi immediatamente alla fuga. Era un algerino un po’ alticcio catturato dagli stessi bagnanti e mancato al linciaggio per poco grazie all’intervento della polizia lidense che lo ha arrestato.
E’ vero, i bagnanti hanno reagito, ma non è questo il punto. Il punto è: “Chi ha messo in testa ai malviventi che in Italia si può fare azioni criminali senza rischi anche il pieno giorno? Chi ha così allentato i freni inibitori?“. Qualche birra bevuta in più?
Credo che il punto sia la “percezione del non rischio”.
Non sarà la considerazione che siamo mollicci, disattenti, che ci facciamo gli affari nostri e non aiutiamo il prossimo? Che la Polizia può contare su pochi componenti, che le leggi ci sono ma se pure ti arrestano esci dopo poco? Cosa è? Cosa fa pensare loro di farla franca?
Forse il fatto che la fanno franca davvero?
Torre Annunziata a Napoli, Ponte Galeria a Roma. Donne stuprate e aggredite dal branco, da un ragazzo napoletano di sedici anni in Campania, da due stranieri nel Lazio dove una coppia di ciclisti olandesi aveva deciso di pernottare in una tenda su un prato antistante un casale. Anche lì c’è l’errore di fondo di fermarsi a dormire dentro una canadese. Mi illudo. Mi piacerebbe sapere che una coppia che gira il mondo in bicicletta possa dormire sui nostri prati. Non è così. Ma anche nel caso dei rumeni cosa gli ha fatto credere che nessuno avrebbe aiutato i campeggiatori per tutto il tempo della loro aggressione? Passano macchine e camion poco distante da lì.
C’è un programma su Rai Tre “Amore criminale”, presentato il lunedì sera dalla brava Camila Raznovich. L’aspetto che sconcerta di più, oltre all’efferatezza dei crimini, è che per ogni storia si ha la certezza che si sarebbe potuto intervenire non una, ma decine di volte, per porre fine alle persecuzioni nei confronti della vittima. Per impedire il crimine.
Al fidanzato che accoltella la sua ragazza. Diritto di proprietà coniugato a quello di impunità, che gli dice la testa ? Che uno può assassinare la sua donna e non pagare il conto alla giustizia?
Cosa è che gli fa credere di farla franca?
Forse il fatto che non se ne trova uno di colpevole?
Tra tutti i femminicidi chi ha pagato?
Una volta esistevano il rimorso, i sensi di colpa, il bisogno di confessare.
Oggi esiste il gioco perverso di dimostrarsi più furbi degli inquirenti e non pagare.
Alla Casa Internazionale delle Donne di Roma c’è un’intera parete con effigi di donne assassinate il cui aguzzino resta sconosciuto. L’argomento è continuamente dibattuto dalle associazioni femminili e l’Udi sta organizzando le staffette contro la violenza in ogni luogo d’Italia. La volontà di trovare ferme soluzioni a questo gravissimo problema ci contraddistingue per tanti propositi messi in atto. Ma se fossimo di più nei luoghi delle decisioni avremmo accorciato le distanze e migliorato la nostra qualità di vita.
Vorremo poter dire noi donne qualcosa sulla sicurezza. Avanzare proposte. Credo che un gruppo di studio sulla sicurezza delle città con la presenza di donne a metterci buon senso e risoluzione potrebbe funzionare. Vorremmo poter organizzare la nostra autodifesa. Con corsi di prevenzione rivolti alle donne e con l’impostazione di una vera campagna culturale, difficile da esprimersi in poche parole ma con l’obiettivo di cambiare la mentalità dei criminali, a partire dal fatto che possono scegliere di non esserlo fino all’attimo prima di compiere il delitto.
In aggiunta a questo c’è la necessità di diffondere la cultura dell’inesorabilità “del prezzo da pagare” quando si decide di essere infami. L’efficienza della legge sullo Stalking, la cultura del rispetto inviolabile di ogni essere umano, per il suo diritto a vivere e decidere di se stesso senza sopraffazione alcuna. La scuola, la famiglia, devono trasmettere concetti morali parallelamente a tutto il virtuale che ci circonda: tv, spot pubblicitari, commedie comiche, soap opera, giochi a quiz, videogame, tutto. Tutto deve concorrere a mettere semi di buon senso nella vita di ogni persona; a infondere l’idea che c’è un’opzione di salvezza in fondo al viale grigio dell’incertezza. Chance che è in mano nostra come l’asso nel poker.
Il problema è culturale di informazione corretta, persuasione attraverso i mezzi di comunicazione individuali e di massa. Conoscere se stessi, le persone che abbiamo accanto. Rifuggire dal pericolo, e, trovandolo implacabilmente davanti, avere imparato che esistono alcune opzioni per non morire. Conoscere l’autodifesa, avere a portata di mano mezzi e strumenti per chiedere aiuto, contare sui fulminei interventi della forza pubblica. Non lasciare zone buie e scoperte da sorveglianza, e quando l’occhio umano non arriva… affidarsi al grande fratello. Che ce lo abbiamo a fare? Solo per farci controllare se paghiamo o no le tasse? Basta dare un’occhiata ai nostri scontrini per stabilire dove trascorriamo il tempo ora dopo ora. Il telefonino è il nostro controllore quotidiano, il video dell’Ufficio postale ci riprende, ma che ci importa se non abbiamo nulla da nascondere. Utilizziamo allora il grande fratello per trarne vantaggi e sicurezza.
Il problema è di messaggi mediatici. E’ di lavorare di psicologia sulla mentalità e la deterrenza alla delinquenzialità. Si sono vinte le elezioni per la “percezione” di insicurezza. Si può sconfiggere il crimine divulgando “percezioni di civiltà” e di legalità che sempre hanno un conto e un bilancio da cui nessuno è esente. Per infondere ideali di libertà rigore e bellezza, e immagini dei prati liberi di casa nostra nel filmato finale di una vita migliore.
26 agosto 2008 Wanda Montanelli
Agosto 27th, 2008 at 07:47
Ciao Wanda, complimenti e grazie per le Tue lotte…
Visita il mio Blog è capirai perchè molti si consentono di fare reati sperando di non essere perseguiti…
La mia famiglia è vittima di gravi reati e nessuno sembra avere intenzione di indagare…, eppure i fatti sono stati accertati…
Grazie.
Il Blog è all’indirizzo
http://www.luigiiovino.it
Luigi Iovino
Agosto 27th, 2008 at 08:34
condividere le tue idee è dire poco carissima Wanda, sulla cultura di basso livello dei valori morali che assorbiamo dalla televisione, e sul dovere di intervenire come donne consapevoli dei problemi e delle soluzioni.
Donatella
Agosto 27th, 2008 at 10:48
La sicurezza è anche un modo di sentire, un feeling, che si basa sulle nostre reazioni psicologiche ai rischi ed alle misure di protezione. Sentirsi minacciati dal terrorismo senza necessariamente sentirsi minacciati da esso è per esempio una percezione di tipo indotto, al contrario del furto in appartamento, rischio in cui si ritrova ancheil nostro vicino.
I meccanismi che ci guidano nella percezione della sicurezza hanno una fonte di partenza che va ad influire sulla nostra “razionalità innata” che si occupa di come vengono prese le decisioni.
Sensazione o percezione della sicurezza e la sua effettiva realtà sono spesso divergenti a causa della sovrastima e della sottostima dei rischi.
Lungo i millenni i nostri cervelli hanno sviluppato meccanismi complessi per affrontare le minacce e le scelte intuitive sono centrali per la vita del pianeta. Eppure spesso sembriamo portati naturalmente a commettere errori e si tratta quasi sempre di errori ripetuti.
Tendiamo a sovrastimare i rischi che non possiamo controllare e a sottostimare i rischi personali che non rientrano nella realtà quotidiana.
Molta gente è meno impaurita dei rischi che sono naturali rispetto a quelli che sono artificiali.
Improvvisamente con l’11 settembre, al di là delle realtà statistiche sul rischio reale di terrorismo “di massa” (di cui bisognerebbe conoscerne i meccanismi scatenanti)tutto è cambiato globalmente.
Valutare e reagire correttamente ad un rischio è una delle cose più importanti che un essere vivente deve saper gestire distinguendo il pericolo teorico e latente da quello alimentato per scopi di controllo delle masse e dei territori.
Il discorso occupa un tempo di studio ampio in cui i pregiudizi hanno un ruolo determinante per la creazione di condizioni e di precauzioni che dipendono dal singulo e non dalla rinuncia della libertà del singolo a favore di divieti penalizzanti che statistricamente non hanno fatto che alimentare in maniera più cruenta i crimini.
Molto può…la cooperazione e la solidarietà civile. Fondamentale è credere nell’altro e sentirlo potenziale vittima, proprio come ognuno di noi, di un attentato alla sicurezza.
Capire culturalmente che un passaporto per il crimine non può circolare alle frontiere umane e ribellarsi all’impunità a prescindere.
Chiedersi a chi conviene, con il beneficio del dubbio, alimentare un malcostume e far scorazzare il crimine indisturbato, è chiedersi chi è il regista del degrado e dell’abbando e soprattutto del perchè: ossia a chi conviene?
La verità è che siamo incapaci di operare sulla nostra sicurezza perchè la affidiamo, in tutto e per tutto, ad un’entità X ed a comportarci come se il problema fosse solo altrui.
I comuni rischi risentono della mancanza di partecipazione comune…proprio come tutti i fattori della vita ai quali prendiamo parte solo un pezzettino senza mai metterci sul piatto con coraggio, consapevolezza, dignità e generosità.
Essere cittadine e cittadini del mondo vuol dire essere del mondo e non attraversarlo come ospiti saltuari.
L’appartenenza alla vita è l’appartenenza all’altro e chiunque offende l’altro è come se offendesse noi stessi e va controllato e messo in condizione di non nuocere.
Il lascia passare dell’ABUSO è un malcostume sottile che ritroviamo non solo nell’uomo della strada, ma anche nelle politiche amministrative e sociale.
Spesso la percezione dell’abuso di “stato” è accettato per ignoranza e assoggettamento ad un potere riconosciuto o al qual ci rapporta debolmente…al contrario l’abuso personale trova reazioni forte quando ci colpisce direttamente e non colpisce l’altro.
IL SILENZIO FA PIU’ DANNI DI UN’ESPLOSIONE.
Agosto 27th, 2008 at 12:35
Complimenti anche da parte mia a Wanda imperterrita lottatrice dai modi gentili. Le donne devono possedere energia e garbo come te.
Ti auguro di vincere in tutto.
Renato
Agosto 27th, 2008 at 13:21
PARITA’
Giudice: “Io non faccio differenza tra donne e uomini. Ho liberato i 4 ragazzi che hanno violentato una donna e avrei fatto lo stesso se 4 donne fossero state violentate da un ragazzo!”.
Agosto 27th, 2008 at 13:46
non ho parole!
Silvia
Agosto 27th, 2008 at 14:04
Condivido l’analisi. Mi ricordo che anni fa c’era il timore anche a buttare una carta per terra, perché chi ti vedeva poteva riprenderti. C’erano gli alunni che andavano a scuola e si comportavano bene perché in caso contrario i genitori si sarebbero arrabbiati.
Oggi si svuotano i posacenere dell’auto quando ci si ferma al semaforo, perché tanto c’è qualcuno che pulisce.
Oggi i ragazzi sono maleducati e “bulli” a scuola perché i genitori li difendono nei confronti degli insegnanti.
Se andiamo avanti così e non cambiamo il modo di fare, arriveremo allo sfascio, all’anarchia, alle guerre civili, alla mancanza di regole, ecc.
Agosto 27th, 2008 at 14:31
Oliviero Says:
Agosto 27th, 2008 at 14:04
…Se andiamo avanti così e non cambiamo il modo di fare, arriveremo allo sfascio, all’anarchia, alle guerre civili, alla mancanza di regole, ecc.
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…come ci ha ricordato Wanda è una questione di cultura che divide spesso l’Italia in due parti nette.
La maniera di porgersi civilmente e di comportarsi altrettanto rivendica inevitabilmente un atteggiamento civile ed educato dagli altri.
La vedo dura a gettare un pezzo di carta o un pacchetto vuoto di sigarette o un sacchetto dell’immondizia fuori dai bidoni o semplicemente far finta di nulla davanti ad un aggressioni in certe zone del nostro territorio.
Quando si arriva in certi paradisi terrestri…e ci si scontra con la maleducazione e l’arroganza si capisce subito che qualcosa non è in sintonia con il senso civico e l’appartenenza alla stessa cultura.
Questo la dice lunga sul lavoro che al più presto occorre intraprendere cominciando nuovamente dall’educazione scolastica (non a caso fatta decadere).
Le regole ci sarebbero pure, forse anche troppe a mio avviso, quel che manca è il senso di appartenenza alla collettività.
Le sanzioni che si gonfiano davanti all’indisciplina e l’inadeguatezza dei controlli sono spesso meccanismi per far cassetta…anche abusando della buona fede delle persone.
Sistemi rigidi che tradiscono i deficit comunali con viziosi percorsi di difesa in cui il contribuente onesto inciampa sempre più spesso.
Nessuna sensibilizzazione sociale per conservare comportamenti degni di un paese civile ed una tolleranza inaudita al sud verso chi delle regole se ne frega altamente.
Allo sfascio ci stiamo avvicinando da un pezzo, basta dare un’occhiata ai dati del turismo e dell’esportazione.
Il caos civile senza punti di riferimento collettivi è una spada di damocle che impera in qualsiasi realtà in cui il diritto processuale e l’impunità albergano indisturbati.
L’anarchia? Non ci credo. L’anarchia è il concetto utopico mai realizzato dell’autogoverno ed in una società intrisa di indifferenza e mal costume non potrebbe neppure tentare di essere sperimentata.
La guerra civile è l’ultimo step di un malessere incontenuto al quale viene tolto l’ossigeno per il solo respiro…e l’Italia (stando agli economisti mondiali) ha ancora da dare in termini di beni solidi e oro).
Per difendere i nostri risparmi investiti in infrastrutture pubbliche e servizi dobbiamo solo PRETENDERE che siano ben gestiti…anzichè accettare in SILENZIO lo sperpero e l’abuso.
Le leggi marziali non hanno mai prodotto cultura ed evoluzione ma solo ostacolato l’accellerazione di processi involutivi altresì dannosi per gli assetti politici programmati.
C’è molto da fare e lo faremo insieme…anzi molti sono già partiti: Wanda è una di loro.
Agosto 27th, 2008 at 20:11
IL SISTEMA ITALIA GIRA, GIRA E GIRA …….
La società italiana gira a vuoto, in parecchi settori. Gira, da anni, attorno ad una grande stele, su cui é scritto a grandi lettere : « INEFFICIENZA, CASINO, CONDIZIONI DI VITA ». Il terreno su cui gira é un pantano melmoso, vischioso, talvolta nauseabondo.
Lontano da tale pantano c’ é un terreno speciale, riservato a gente speciale, i Commedianti dell’ Arte Politica. Anche loro girano in tondo, vorticosamente, attorno ad un’ altra stele, su cui é scritto: “Lotte di potere, in tutte le direzioni. Parole al vento, in direzione degli elettori, che ci credono…”.
I due terreni sono separati migliaia di km, né sono connessi da servizi postali o informatici. Quando sei stato cooptato nel terreno speciale dei venditori di fumo, non accetti di mischiarti col volgo. Né senti l’ opportunità di collegarti o ascoltarli, quelli del volgo. Tanto quelli, il voto te lo danno lo stesso…
Per avere un’ idea: fra le cause di inefficienze c’ é anche, soprattutto nel sociale:
- insufficiente riflessione, basta l’ intuito;
- inadeguata programmazione e strutturazione delle attività (preferiamo reagire alle emergenze ….); il testo “Metodi e risultati” va in dettaglio.
- handicaps sostanziali nella discussione/costruzione del consenso e nella gestione di programmi complessi, di macrosistemi, causa la mancanza di metodi adeguati;
- accettazione della confusione come quadro di attività.
E da questi “fattori di sottosviluppo” che derivano due cose: a) lo sforamento del tetto da parte dei conti pubblici; b) il calo di competitività.
Davanti a voi due strade:
- vi fidate dei politici; la destinazione finale del sistema Italia sarà il terzo mondo;
- aprite gli occhi; in tal caso fatevi aiutare da valutazioni realistiche, che troverete su:
http://angrema.blogspot.com
http://www.accademiaonline.net (argomento “società”, testi di A. Greco)
Si tratta delle Lettere (e del Blog) dall’ Europa di Antonio Greco. Il quale ha lavorato in giro per l’ Europa per trenta anni e vive in Francia da venti anni.
Antonio Greco
angrema@wanadoo.fr
(disponibile per una presentazione delle cause del degrado italiano)
———————
P.S. Un invito. Provate a copiare ai vs amici questo testo ? Ho raggiunto la convinzione, sulla base dei contatti numerosi e frequenti in Italia, che:
- gli Italiani non hanno la capacità di uscire dai loro guai; infatti non
sanno quali ne sono le cause primarie (i loro costumi, un tantino deviati);
- le nuove abitudini fan si che gli Italiani abbiano spesso VISIONI DISTORTE SU UNA
GRAN PARTE DEI PROBLEMI SOCIALI. NON hanno cioé la VISIONE LUCIDA….; si
limitano alle verità di parte, che sono cangianti a seconda del clan…
- tali condizioni sono perfette per un viaggio sicuro e rapido verso il
terzo mondo.
- una via di uscita esisterebbe: farsi aiutare dagli emigrati in Paesi
avanzati…..
Agosto 27th, 2008 at 20:14
ANNUNZIO SUL SISTEMA ITALIA
Vi annuncio che il sistema Italia ha adottato il modello sociale latino-americano.
Per raggiungere tale traguardo, gli Italiani nell’ ultimo decennio hanno eseguito (o accettato) profonde evoluzioni, con continuità, con perseveranza, con un po’ di stoltezza e con molta insipienza. E senza alcuna reazione negativa (ma si sa, gli Italiani sono abituati da molti decenni ad essere abusati…).
Col nuovo modello del sistema Italia:
- chi ha contribuito alle evoluzioni, e ne è colpevole? tantissimi Italiani, la grossa maggioranza;
- chi subirà delusioni e sopraffazioni ? potenzialmente ogni cittadino;
- chi ne approfitterà ? molti, troppi padrini, che nella confusione solita ne trarranno qualche vantaggio;
- chi perderà opportunità ? potenzialmente ogni cittadino (specie i giovani) potrà perdere opportunità.
Di questa grossa evoluzione negativa, i politici talora sostengono che la colpa è…… del mercato globale.
Più svegli, i cittadini dicono che la colpa è dei politici.
E se la colpa fosse di ambedue (politici colla bacchetta di maestri; e cittadini colla rassegnazione di sempre) ?
Conclusione
L’Italia è il primo Paese latino-europeo ! ! Essere un Paese dal modello latino-americano e non avere banane da vendere, ………. è un bel pasticcio !
Antonio Greco
P.S. Valutazioni di dettaglio sul perché e percome sono su:
http://angrema.blogspot.com
http://www.accademiaonline.net (argomento “società”, testi di A. Greco)
Questa comunicazione sembra necessaria. Infatti gli Italiani non amano guardarsi allo specchio.
Di conseguenza non hanno ben visto i contorni del proprio deragliamento sociale. E non sono percio’ stati in grado di adottare le contromisure necessarie ed urgenti. Pertanto il deragliamento è continuato, incontrastato, per decenni !
Antonio Greco
angrema@wanadoo.fr
Agosto 28th, 2008 at 08:45
la critica costruttiva e i progetti alternativi ci salvano da questo disastro.
Donatella
Agosto 28th, 2008 at 12:41
Per essere rappresentati in Europa si è protestato oggi davanti a Montecitorio. Repubblicani, Liberali, Sinistra Democratica, Socialisti, Prc, contro o sbarramento del 4% alle europee. Grazia Francescato ha detto che i piccoli partiti sono visti come delle zanzare da schiacciare e invece sono come il lievito nella torta: piccoli ma fanno grandi battaglie” . Non è giusto lo sbarramento per la legge elettorale europea, perché i piccoli partiti devono esserci e non c’e’ nessuna motivazione e per semplificare. Strasburgo non dovrà essere come il nostro attuale Parlamento monco di una parte dell’opposizione. A noi donne serve che la legge elettorale rimanga così com’è. Facciamoci sentire scrivendo ai parlamentari.
livia
Agosto 28th, 2008 at 13:21
Lo sbarramento è deterio per la poltiglia informe che è un governo chiuso alle aperture a piccoli partiti. Noi italiani acquisiamo autorevolezza nelle rappresentanze di particolari categorie, per esempio dei lavoratori che come si è visto non contano in nessunsa delle due coalizioni.
Saverio
Agosto 28th, 2008 at 14:03
Per favore visitate e diffondete anche questo blog:
http://pariopportunita.wiki.zoho.com/
Difendiamo le PARI OPPORTUNITA’ PER TUTTI
Grazie.
Giorgio Galofaro
Agosto 28th, 2008 at 20:27
mancano i mediatori familiari ad alto livello professionale, che siano in consulenze gratuite per coniugi separati. Lo Stato risparmierebbe fiumi di denaro perché eviterebbe i processi in Tribunale, i litigi e le angosce per i figli minori. Urgono professionisti in grado di ascoltare e trovare il punto di incontro tra la coppia e ottenere Transazioni e accordi invece che sentenze. Non è facile, ma nemmeno è impossibile.
Tiziana
Agosto 28th, 2008 at 23:55
Difendiamo le PARI OPPORTUNITA’ PER TUTTI
Grazie.
Giorgio Galofaro
“La violenza esercitata sugli uomini. Una complessa realtà tabù” è questo il titolo di un libro scritto da uno psicologo canadese: Yvon Dallaire. In America, di questo argomento, se ne parla di più perché i movimenti dei diritti maschili sono più organizzati, inoltre i media danno maggior risalto a tale tematica.
Denis Laroche ha condotto un’inchiesta per l’Istituto nazionale statistico del Quebec nel 1999, ed è emerso che 62.700 donne e 39.500 uomini si sono detti vittime di violenza. In Canada la violenza delle donne verso gli uomini è in aumento.
Sophie Torrent è una ricercatrice svizzera e in uno dei suoi lavori del 2000, “L’uomo picchiato, un argomento intimamente tabùndr”, spiega che l’uomo maltrattato prova un enorme senso di colpa e perde il suo status di uomo, finendo per restare isolato e ridicolizzato.
Una donna picchiata può trovare sostegno più facilmente, perché per lei esistono strutture che diano accoglienza e sostegno.
Ritorna dunque la questione culturale: la donna che si batte è considerata forte ed entra in contraddizione con lo stereotipo culturale di dolce e materna; l’uomo che denuncia la violenza subita è considerato debole ed entra in contraddizione con lo stereotipo culturale che lo vuole “macho” e forte.
Gli uomini devono proporre la loro immagine di maschi forti, le donne devono proporre la dolcezza. La differenza di genere la si esercita e si percepisce fin da piccoli. Spesso ho sentito mamme dire ai bambini: “Non piangere, gli uomini non lo fanno è roba da femminucce”.
Vi ricordate Hillary che piange davanti alle telecamere? Dimostrazione di debolezza e criticata a non finire: un futuro capo di stato non deve farsi vedere debole…
L’emozione deve essere relegata al ruolo femminile e di conseguenza alla debolezza – alla mezza forza, perché da sempre è considerata così la figura femminile.
Un capo di stato non deve mostrare nessuna debolezza, mica si metterà a piangere se schiaccia il “bottone”.
E se quel pianto anticipasse invece quello di madri e padri? Sarebbe solo un maggior segno di umanità e non certo di debolezza.
Agosto 29th, 2008 at 13:51
E’ antropologicamente indiscusso il fatto che il moto maschile ed il moto femminile della percezione e delle attività connesse ai due generi sono radicati in strutture primordiali.
Io non credo che ribaltarne i comportamenti insiti nella così detta “sfera del corteggiamento” (ossia quelle pratiche in cui due esseri viventi tendono a mostrarsi “vittima o preda” di un gioco il cui obiettivo finale è l’accoppiamento degli stessi).
Le analisi sui fenomeni di violenza (al maschile o al femminile che siano) tradiscono una società tendente ad autoaffermarsi con la prepotenza a causa della pressione costante di dare e mostrare ad altri un valore X.
Ecco apparire sotto traccia la richiesta compulsiva di una falsa autoimprenditorialità a tutti i costi.
Quando l’insuccesso è ovvio si scatena inevitabilmente un azione di copertura crudele.
Il gioco dell’apparire per dimostrare di essere e colpire il debole per alimentare le proprie forze è atavico e umano.
Sono cambiati gli scenari ma la sostanza è sempre la stessa.
una donna che maltratta un uomo fisicamente è solo una degenerazione di un modello conosciuto e perpretato dal genere “forte”.
na donna che lo persegue con la forza del potere è la già vista rappresentazione del potere maschile.
…e così via.
A tutto questo si deve rispondee con l’obbligo del rispetto per gli altri e tutto ciò che di per sè già è contemplato chiaramente nel diritto evoluto.
Agosto 29th, 2008 at 14:43
Un capo di stato non deve mostrare nessuna debolezza, mica si metterà a piangere se schiaccia il “bottone”.
E se quel pianto anticipasse invece quello di madri e padri? Sarebbe solo un maggior segno di umanità e non certo di debolezza.
Francesca Costa Says:
Agosto 28th, 2008 at 23:55
Mi trovo a condividere questa osservazione e non solo questa
Agosto 30th, 2008 at 13:56
Hanno candidato Sarah Palin alla vicepresidenza del partito repubblicano. Una donna contro un uomo di colore, una madre di cinque figli e Obama stesso ha riconosciuto che ha un curriculum notevole. Non c’è mai stato un presidene di colore come non c’é mai stata una presidente donna. E’ in gioco la vicepresidenza per Sarah. Si tenta di cambiare ma che si è ancora millenni indietro rispetto alla vera parità. E’ il bicchiere che per me è mezzo vuoto.Chi vince vince non si dimostra niente.
Paola Cesarini
Agosto 30th, 2008 at 15:05
il presidente nero,ilpapa nero, una donna presidente sono auspicabili al fine di dare dimostrazione di modernità. Ma non dimostrerebbero effettivi passi avanti. Il bicchiere sarà pieno solo quando la società in ogni piega e sfaccettatura avrà accettato che non è il colore,il sesso o la religione a stabilire il merito. Anche se appare scontato e superfluo il ribadirlo non è rispondente alla mentalità media della popolazione globale. Salvando i paesi scandinavi per la parità uomo-donna, e apprezzando gli sforzi dei presidenti di Francia e Spagna, è palese l’indierggiamento a mo’ di gambero che la società sta compiendo.
Lisa
Settembre 1st, 2008 at 08:09
LA TRASPARENZA NELLE SEDUTE PUBBLICHE, PERCHE’ PROIBIRLA?
Non accettiamo il principio del tutto cambi purchè nulla cambi: da soli o in pochi non si va lontano, ma se siamo tutti uniti il cambiamento è a portata di mano, basta crederci!
i video sono un valido approfondimento e chi può, dia risposta alle ns domande:
http://it.youtube.com/watch?v=O6f7-qZTcSA&feature=related
http://it.youtube.com/watch?v=cHMWEA1vb9M
Settembre 1st, 2008 at 08:16
TRASPARENZA DI GESTIONE DELLA COSA PUBBLICA
Chi lo ritiene giusto ed opportuno si unisca a noi nel tentativo di sollecitare le amministrazioni comunali.
Non accettiamo il principio del tutto cambi purchè nulla cambi: da soli o in pochi non si va lontano, ma se siamo tutti uniti il cambiamento è a portata di mano, basta crederci!
I video sono un valido approfondimento e chi può, dia risposta alle ns domande:
http://it.youtube.com/watch?v=O6f7-qZTcSA&feature=related
Settembre 1st, 2008 at 15:14
e se volassimo più alto?
dettare dall’alto le regole dev’essere il nostro punto all’orizzonte.
Silvia
Settembre 1st, 2008 at 16:06
non sono d’accordo perchè la nostra presenza vigile deve esistere nei consigli comunali come nelle commissioni parlamentari e al governo. Capillare presenza e controllo della gestione sono punti necessari alla trasparenza.
Donatella
Settembre 1st, 2008 at 17:05
Ed Europarlamento, aggiungerei a quanto sostenuto da Donatella, dove si è disattesa la regola del voto all’unanimità, molti europarlamentari hanno protestato perchè sta scomparendo l’autodeterminazione degli Stati.
Quindi, viene vietato di filmare anche in Europarlamento… ovviamente.
Tutti gli eletti ed a tutti i livelli devono dar conto al proprio elettorato, ma forse troppe sono le cose da nascondere, troppi gli interessi da salvaguardare, il tutto molto lontano da obiettivi che dovrebbero perseguire il bene/ssere comune.
http://it.youtube.com/watch?v=I0ldy6g8jEM&feature=related
Settembre 2nd, 2008 at 09:16
Un uomo che afferma di voler essere governato dalle donne non è una novità anche se raro, e se a dirlo è un attore famoso come Alessandro Gassman è un messaggio importante per tanti che invece non credono al valore femminile. Gassman intervistato a Venezia, alla mostra del Cinema, dice che nella sua terza età vorrebbe diventare uomo oggetto e occuparsi dell’intrattenimento di meravigliose creature. Fin qui niente di nuovo, però prosegue dicendo che se il mondo fosse governato dalle donne oggi ci troveremmo in una situazione migliore perché le ritiene superiori ai maschi in tutto, tranne che nella capacità di raccontare favole.
Non male, poiché ha il coraggio di dire quello che gli altri sanno ma non ammettono per complessi di inferiorità. Sentirsi alla pari è dare valore a chi ne ha senza problemi.
Livia
Settembre 2nd, 2008 at 12:47
IO NON VOGLIO ESSERE UN UOMO OGGETTO, MA IL DISCORSO DI GASSMAN E’ INTERESSANTE E LE DONNE IN DEFINITIVA DEVONO AVERE LA POSSIBILITA’ DI FARCI VEDERE CHE COSA SANNO FARE AL GOVERNO. FERMO RESTANDO CHE NON DEVONO FAR SENTIRE LA LORO MANCANZA ALLA FAMIGLIA E AI FIGLI.
FRANCO BARZAGHI
Settembre 2nd, 2008 at 13:32
Penso che con le donne al potere molti interessi verrebbero salvaguardati invece che scendere sempre a continui compromessi.
Il limite della donna è uno, non iniziare a costituire una vera rete che possa parallelamente mettersi in competizione.
Credo di base la donna riesca a gestire meglio tutti i settori.
Donne perchè non formare un partito? aperto anche agli uomini ma con le donne dirigenti e in ogni settore fino ad oggi precluso?
Settembre 2nd, 2008 at 13:33
Franco vale lo stesso per i padri e mariti
Settembre 2nd, 2008 at 14:43
La consuetudine fa la norma e nel caso specifico della storia femminile il buon senso ha preservato la specie.
Negli Stati Uniti l’evidenza “palcoscenica” delle donne di successo ha una caduta di stile perchè poggia sul modello maschile…assistiamo quindi palesemtente a comportamenti che condanneremmo serenamente negli uomini.
Nei paesi arabi nessuna donna, proveniente da una famiglia importante, sottorcriverebbe un matrimonio che dia la possibilità al futuro marito di avere la seconda, terza e quarta moglie.
Nei paesi nordici il problema dei ruoli neppure si pone tanto è radicato il rispetto per la persona e la missione imposta da madre natura.
Come vedete il fattore culturale è travolto dall’economia “personale” quando alla base mancano i principi ed i valori che rendono possibile un equilibrio fra i generi.
Essere “mantenuti” (il termine stesso è esaustivo) dovrebbe rappresentare una vergogna morale per chiunque sia consapevole della necessità di una sua utilità nella società.
La mercificazione ( di qualsiasi mercificazione umana si parli) è la decadenza della persona per eccellenza.
Nelle società mondiali la stragrande maggioranza delle persone stanno tanto in piedi quanto le opportunità della vita lo permettono loro.
Ci sono poi esseri umani che esistono già di per sè e sono gli incorruttibili che non cedono ai vizi del materialismo o del potere perchè non in difetto di quell’essere mancante agli arrivisti, ai poveri mentali, ai senza valori, agli arrampicatori, agli ingori, agli avidi, agli inutili.
Credo fermamente che nessun modello made in USA o in quel che sia possa essere un modello di riferimento se non tradisce correttezza, dignità e decoro.
Lo so, non è facile, a volte correndo dietro al futuro scambiamo le esigenze per necessità inevitabili…ed è fra questa fessura che s’infila la corruzione…magari travestita da amore, da un dovere tradizionale, da un’ideologia portante o in nome di Dio…MA SEMPRE CORRUZIONE E’.
L’evoluzione femminile è un dovere perchè trascina con sè l’evoluzione maschile ed entrambe danno un volto al fututro, il quale inesorabilmente non cede un passo alla storia più o meno rallentata delle’evoluzione umana.
Un partito che rappresenti uomini e donne del futuro?
perchè no?
Facce nuove portatrici di un vecchio ricordo: quando gli uomini erano “dei” giusti e grandi.
Non è un’utopia è la missione che già da milleni è condivisa fra le madri dei tempi verso i figli e che gli uomini tutti dovrebbero all’argare all’umanità.
Settembre 2nd, 2008 at 17:47
non illudiamoci, gli uomini non c permetteranno mai di governare.
è 1 traguardo che dobbiamo raggiungere da sole e ha ragione matilde quando dice ke dobbiamo comprendere l’importanza del nn essere competitive a tutti i costi.
se mai arriveremo 1 giorno al potere (ma per davvero, non come le politiche che ci sono oggi in parlamento e nei governi, costrette a recitare il ruolo di belle statuine) lavoreremo anche per gli uomini, ne sono sicura, xke’ noi siamo + responsabili e - egoiste di loro.
Settembre 2nd, 2008 at 17:57
cristina Says:
Settembre 2nd, 2008 at 17:47
Io non mi illudo affatto. Sono profondamente convinta che lo step femminile del mondo passa attraverso l’evoluzione dei generi (e non solo).
So perfettamente che la storia ci inchioda ad un passaggio obbligato che faremo…ma voglio guardare lontano…proprio come farebbe una madre (e lo fa) con un figlio.
Un progetto parte da uno status per modificarsi in virtù di un obiettivo finale.
Pensare in grande facendo piccoli passi.
Piccoli passi per lunghe distanze.
Settembre 3rd, 2008 at 14:58
la modifica della legge elettorale per le europee è una vera truffa. lo scopo è di affossare la rapprsentanza elettorale per omlogare al gran pastone “predere o lasciare” che c’è in parlamento italiano. Come donne dovreste partecipare alle manifestazioni per mantenee la legge attuale.
Saverio
Settembre 4th, 2008 at 10:44
ho saputo della manifestazione fatta a Roma dai piccoli partiti. Andrebbe fatta in ogni città per dare agli elettori il diritto di scegliere da chi essere rappresentati, e voi così attive proponetevi che io vi voterò. Ho sempre votato verdi, ma mi fido di voi per quello che ho capito sulle vostre idee per l’ambiente.
grazia
Settembre 4th, 2008 at 13:05
i due partiti di maggioranza e opposizione non hanno interesse a lasciare la legge elettorale attuale per le prossime europee. Al posto di Veltroni ci penserei poichè l’aver privilegiato un solo partito non gli ha portato niente di buono.
Silvia
Settembre 4th, 2008 at 13:26
Penso sia il caso di fare due importanti distinzioni, la prima riguarda l’attività delle donne e il futuro delle pari opportunità in politica e sul lavoro, la seconda la situazione in essere di Wanda.
Allo stato delle cose penso che non si possa parlare di un partito delle donne capitanato dalla sig. Wanda o forse si?
Vorrei domandare dopo aver visto di recente un sito di un partito capitanato da una donna di polso, ma ho poi constatato che non lo è cosi come gli altri partiti che nel loro organigramma hanno una quantità elevata di uomini. Quello che mi domando è
se ci sono molte valide donne, e ci sono, come mai non si riesce a mettere in piedi un movimento del genere che porterebbe avanti i discorsi di cui più volte parliamo?
Grazie
Matilde
Settembre 4th, 2008 at 22:02
Wanda Montanelli! E’ un’idea no?! Lei non molla mai e potrebbe incarnare la rinascita dell’Italia e degli italiani, che ne dite?
http://beppegrillo.meetup.com/459/messages/boards/thread/4957386/20#20865376