SESSO FORTE A PECHINO PER LE OLIMPIADI 2008: AUSPICI PER IL NUOVO CORSO IN SOCIETA’

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Grazie a Valentina Vezzali, Giulia Quintavalle,
Federica Pellegrini, Tai Aguero

Emozioni per il medagliere gonfio delle azzurre rosa. Ancora una volta i colori per distinguere ma è solo per non ripetere le parole donna e uomo che nulla aggiungono o tolgono al valore individuale. Si voleva che gli atleti rinunciassero a Pechino. Rispettiamo tutti i pareri, ma giustamente l’inerzia della politica in tema di diritti umani non deve ripercuotersi sul mondo sportivo. A ognuno il suo compito. Quello degli atleti è di dimostrare il valore dell’impegno e portare a casa il risultato. Meno male che il medagliere è anche d’oro in questa umida estate dalle cattive notizie. La crisi giorgiana con l’occupazione di Gori da parte delle forze armate russe, il clima da guerra fredda tra Mosca e Washington che si ripete come nel passato; Bush, che chiede a Mosca di fermare l’escalation di violenza drammatica e brutale, e Putin che non ne vuol sapere Il premier Berlusconi parla con lui dalla Sardegna per convincerlo ad accettare la proposta di ritiro dalla Georgia formulata dal G7. Questa crisi è la più grave tra Russia e Stati Uniti dalla fine della Guerra Fredda ad oggi. Ma questioni più quotidiane ci danno pensiero in un paese del precariato vissuto erroneamente come ormai ineluttabile, mentre è errore e concausa della crisi economica. Capire che l’investimento sul futuro di ogni lavoratore è il motore principale del rilancio di acquisti e produzione è a questo punto fondamentale, perché se pure è vero che nel nostro Paese c’è una percentuale di vendita di telefonini al primo posto in Europa, è altrettanto vero che l’effimero che costa mezzo stipendio da precario gratifica quel tanto che basta per giustificare il fatto che si lavori. Nel tema di solitudine e incomunicabilità caro a Pavese il Lavoro che stanca e l’alienazione sono concetti esistenziali di sofferenza in cui è arduo il compito di capire e aiutare. La diretta conseguenza della crisi al precariato e al precipitarsi del potere di acquisto nella maggioranza degli italiani non è invece un concetto filosofico di difficile comprensione. La globalizzazione degli stipendi ha fatto sì che si globalizzasse la povertà. Invece di avvicinare il terzo mondo a noi, ci stiamo avvicinando noi ai loro livelli di paghe al minimo, ricatti sui posti di lavoro, e quel che è più tragico, all’altissima percentuale di morti nei cantieri. Contro lo stillicidio delle morti bianche le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm dei lavoratori metalmeccanici proclamano scioperi e proteste Di fronte al ripetersi delle tragedie, il presidente della Repubblica Napolitano esorta con forza a mettere in atto azioni concrete al di là delle parole. Ma le notizie si susseguono: carpentieri, vignaioli, metalmeccanici, danno il loro contributo in vite umane a questa società dell’opulenza per settori ristretti che si arricchiscono sempre di più, distanziandosi dal grande mare del disagio che quotidianamente le persone affrontano: rate di mutuo pressoché raddoppiate, vacanze fatte in casa alla Totò, qualche giornata all’Idroscalo o nelle poche spiagge libere rimaste, con la frittata e la bottiglia d’acqua nel portavivande caricato in auto insieme all’ombrellone. Ma va bene così., perché il carovita rende problematica l’incombenza di far la spesa. L’allarme Istat sull’inflazione a luglio la notifica al 4,1%, punta massima dal ’96. Forse possiamo considerare fortunati quelli che hanno i venti euro di benzina per andare dal centro di Roma alle spiagge litoranee, o da Napoli a Licola, perché molti rinunciano anche al pendolarismo vacanziero.
Ci meravigliamo poi se in un’estate così ci sentiamo più vivi se quattro magnifiche ragazze ci regalano emozioni e lezioni di coraggio? Trascrivo dalla Stampa l’articolo di Massimo Gramellini di oggi 12 agosto 2008:
“Prendano nota i catastrofisti, i lagnosi, gli assuefatti al peggio. Ciò che distingue i fuoriclasse dagli atleti normali è che nell’istante in cui stanno per perdere essi estraggono dal cuore la magia che li farà vincere. Ma ciò che distingue anche il meno atletico degli umani da una patata lessa è sempre la capacità di rimontare…”.
Ecco, pubblichiamo come augurio generalizzato al sociale ed al politico-istituzionale queste parole. Si parla in fondo di donne, i miracoli possono accadere. Sì è vero, anche per gli uomini, ma per la parte femminile sarebbe un doppio miracolo dati i presupposti. Francesca Costa scrive su questo Blog a proposito di un qualcosa che sta cambiando nello sport : “(…) La spinta è venuta dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale), che ha il suo Gruppo dalla I Conferenza su Donna e Sport a Losanna nel 1996 e che, in Anita De Franz, membro di Giunta, ha trovato un elemento catalizzatore di iniziative a favore delle pari opportunità.. (…). La donna risulta spesso criptata – continua Francesca nel suo testo – all’interno di categorie solitamente riportate “al maschile”, neutro-universale, esattamente come succede alla Storia dalla “esse” maiuscola, che si trova a ricercare l’immagine della donna in categorie funzionali alla storia politica, per definizione maschili. In esse, la donna, se compare, è sempre moglie, o madre o figlia di qualcuno, e la sua immagine è spesso ritratta nelle funzioni che le sono attribuite come tradizionali, nascita, matrimonio, morte”. A questa ricerca è seguito l’invito del CIO ad impiegare entro il 2005 il 20% di donne nei quadri sportivi di tutte le nazioni che ne fanno parte. Lo scopo era che dovunque come in Italia potessero crescere la sensibilità nei confronti della donna sportiva e della sua storia, di conseguenza dei suoi archivi della memoria. Le donne – conclude Francesca – non sono una specie all’interno di un’altra specie, bensì frammento di umanità a cui apparteniamo tutti/e uomini e donne indistintamente.

L’emozione e l’auspicio per nuovi corsi storici in cui si comprenda meglio la forza delle donne ci derivano anche dall’articolo della Stampa:
“Sono contento di essere un connazionale di Valentina Vezzali – scrive Massimo Gramellini – perché ieri mi ha fatto piangere…, e prosegue con lo stresso incipit per Federica Pellegrini e Tai Aguero di cui spiega lo sconquasso emotivo per una madre che le stava morendo in una patria lontana mentre lei era all’Olimpiade.
Trovo significative per i nostri convincimenti in tema di donne queste parole:
“Sono contento di essere un connazionale di Giulia Quintavalle perché ieri mi ha fatto ridere. E’ successo quando la prima judoka italiana a vincere l’oro in un’Olimpiade si è messa a ballare l’inno di Mameli, saltellando sul podio con la medaglia che le sbatteva da una parte all’altra del collo come un pendolo. Fino a metà mattina ignoravo la sua esistenza. Poi l’ho vista dentro un kimono azzurro, contorcersi sul tatami dopo una botta al gomito. Le telecamere avevano inquadrato il gomito e io avevo pensato: questa si ritira. Dopo però le avevano inquadrato gli occhi. Erano di bragia e ho immediatamente cambiato pensiero: questa il gomito piuttosto se lo mangia, ma non scenderà da quel tappeto finché le altre non la buttano fuori a calci. Infatti le ha buttate fuori lei…”
Gli occhi di bragia…Non ho visto quella scena, ma ce l’ho davanti come un film. Gramellini si appassiona e trasmette immagini con parole appropriate; e come dargli torto quando cita Kipling?
“Valentina, Giulia, Federica, Tai. Sono contento di essere un connazionale, maschio, di quattro femmine così. Femmine con dei valori che non sono soltanto quelli quotati (sempre meno) in Borsa. Femmine che non si lamentano e non si rassegnano. E non lamentandosi e non rassegnandosi, indicano a noi, maschi e femmine, la strada. Ricordate la poesia If di Kipling? “Se saprai assistere alla distruzione di ciò per cui hai dato la vita e, chino, ricominciare con i frantumi rimasti. Se saprai forzare il tuo cuore e i tuoi tendini affinché ti servano anche se sono già sfiniti, tuo sarà il mondo e quanto esso contiene. E quel che più conta tu sarai finalmente un uomo”. Ma ieri ho capito che Kipling intendeva dire: “una donna”.

12 agosto 2008, Wanda Montanelli

59 Responses

  1. Paola Says:

    Un pensiero per condividere con Wanda e tutti gli italiani la soddisfazione, e per dire alle altre arrivate seconde terze o ultime che sono meritevoli di stima e di una stretta di mano virtuale.
    Complimenti a tutte, e a tutti gli atleti italiani.
    Paola Cesarini

  2. Matilde Says:

    Lo riposto qui, magari di la sfugge:
    Se già in questo contesto non si riesce ad avere un dialogo, immaginiamole al governo?
    Donne, non avete capito nulla di politica, la necessità di saper fare politica è saper ascoltare, saper confrontarsi anche su temi che non vi piacciono. Al governo troppi temi scomodi capitano e voi non siete in grado di interragire dal web figuriamoci…..altrove.
    Quindi Franco ha perfettamente ragione nel dire che la politica è altro, bisogna saperla fare.
    Il cittadino non lo è solo quando una donna si siede in parlamento, il cittadino c’è anche prima. Non sapete ascoltare, non siete in grado di confrontarvi.
    La persona più sbagliata in poltica è la persona polemica, ci vuole moderazione, calma, in ogni circostanza, solo con queste caratteritiche si può lavorare senza compromettere la parte istintiva nelle decisioni.
    Vi invito a rinunciare dal momento che mi dispiace dirlo ma non siete tagliate per ricoprire alcunche in parlamento ne altrove.
    Prima si dimostra con i fatti poi si può sperare di potersi sedere anche al governo.
    Lo si è dimostrato qui ripetutamente.
    Matilde

  3. Gae Says:

    Anch’io mi sono commossa nel vedere il coraggio e la determinazione delle nostre atlete. Il sesso debole dimostra d’essere ben forte e d’aver fatto tesoro di tante umiliazioni del passato e d’averle superate alla grande. Sto scrivendo un saggio sulla lotta per il suffragio femminile del primo Novecento e del contributo dato da giornaliste impegnate per la causa. Lo pubblicherò appena avrò trovato un editore adeguato. Gae

  4. Matilde Says:

    Quello che le donne non dicono:

    franca marzella Says:
    Agosto 12th, 2008 at 13:01
    AGOSTO, tempo di zanzare inutili e fastidiose…. si dice che in Giappone abbiano inventato uno speciale ultrasuono che , silenziosamente , e definitivamente, le induce al suicidio. L’ultrasuono si attiva automaticamente quando la zanzara passa e ronza …che ne dite? potrebbe essere un’idea?
    FRANCA

    eh signora Franca, chi sarebbe la zanzara? hahahahah

    si occupi di altre questioni non degli insetticidi ad ultrasuoni. E’ un consiglio.. ma ovviamente parlo con il muro, meglio parlare con le quote azzurre che con certe definiamole “donne”.

    Matildina

  5. gianni Says:

    con mia moglie seguiamo le olimpiadi e facciamo il tifo naturalmente per l’Italia. Il grande risutato di ieri è un esempio per gli atleti che a costo di sacrifici e rinunce aspettavano questo momento. Il momdo del calcio arricchisce i giocatori e li rende famosi, ma non c’é paragone con le olimpiadi e il valore di una medaglia d’oro, argento o bronzo alle olimpiadi. Siamo fieri delle nostre e dei nostri atleti.
    Gianni

  6. Sandra Gargiulo Says:

    Un’altra bella notizia in Georgia è passata la paura e la folla festeggia per òe strade, sembra che la Georgia abbia vinto il Mondiale invece di aver perso la guerra. “I russi non ci hanno calpestato, se ne vanno”, urla la gente. La folla si riversa di fronte al Parlamento ad ascoltare il suo Presidente Mikhail Saakashvili. Migliaia di persone scandiscono Georgia Georgia, applaudono e sul palco la bandiera georgiana, condivide la scena con quella statunitense.
    Meno male che le pressioni internazionali sortiscon il loro effetto.
    Sandra Gargiulo

  7. franca marzella Says:

    RICOMINCIARE CON FRANTUMI RIMASTI ….quante donne hanno dovuto fare i conti con ciò che rimane , frantumato , dopo una esperienza di vessazione , di violenza , di sopraffazione , di ingiustizia…dopo una delusione cocente , dopo una separazione da qualcosa o qualcuno che le teneva in vita e le distruggeva allo stesso tempo….
    Vorrei che il coraggio che spesso le donne dimostrano, individualmente, nel raccogliere i frantumi , nel rimetterli insieme e nel renderli VITA, si trasformasse in una energia collettiva e condivisa , non più “esperienze di donne” , ma contributo concreto individuale alla creazione di un movimento trasversale, capace di tutelare la nostra diversità e, contemporaneamente, imporre la nostra capacità , quando ciò si riconosca come necessario e giusto .
    Nello sport , in politica , nella vita professionale , nella vita familiare , noi paghiamo sempre un prezzo doppio, e prima di pagarlo dobbiamo anche chiedere il permesso , a volte ad altre donne, a loro volta impaurite per quanto hanno dovuto pagare per raggiungere quelli che credono essere i loro obiettivi.
    Dovremmo avere , invece, in quanto donne, l’obiettivo comune di cancellare le diversità di opportunità , in ogni campo, e, nello stesso tempo, di conservare e difendere le nostre diversità biologiche , psichiche e morali , che sono ,a volte dimenticate e calpestate da noi stesse, per paura o per opportunismo .Per fare ciò ci vuole coraggio, e voglia di cambiare le cose….
    FRANCA

  8. Francesca Costa Says:

    Tiro a segno: pistola da 10 metri. Oro di Guo Wenjun , cinese – argento di Natalia Paderina, russa – bronzo di Nino Salukvadze, georgiana, come dire i “padroni di casa” dei giochi olimpici e i due stati “in guerra”. Dopo l’esplosione del conflitto in Ossezia del Sud due atlete di Georgia e Russia si trovano sullo stesso podio olimpico insieme alla Cina in occasione di una cerimonia di premiazione. Un podio assai particolare.

    L’abbraccio della russa e della georgiana.
    La Salukvadze commenta: “È una vittoria per lo sport perché lo sport è amicizia. Abbiamo vissuto molte grandi guerre nel ventesimo secolo, abbiamo bisogno di pace. I politici possono imparare dallo sport». E la Paderina rafforza: “Grazie allo sport ho avuto molti amici, non solo in Russia ma in tanti altri paesi. La Salukvadze ha gareggiato per l’Unione Sovietica per molti anni. Siamo amiche e il nostro abbraccio dovrebbe dimostrare che la politica ha molto da imparare dallo sport”

    I giochi olimpici diventano un INNO ALLA PACE e si tingono di rosa!

    Per quanto riguarda il medagliere italiano su 9 medaglie 4 sono rosa.
    Gli ori italiani sono tre (due conquistati da donne): Matteo Tagliarol, scherma (spada), Giulia Quintavalle, judo (57 chilogrammi), Valentina Vezzali, scherma (fioretto).
    Gli argenti sono 4: Davide Rebellin, ciclismo (strada – prova in linea), Giovanni Pellielo, tiro a volo (trap), Marco Galiazzo, Ilario Di Buò e Mauro Nespoli, tiro con l’arco (squadre), Francesco D’Aniello, tiro a volo (double trap)
    I bronzi (tutti femminili) sono due: Tatiana Guderzo, ciclismo (strada – prova in linea), Margherita Granbassi, scherma (fioretto)
    Record mondiale per Federica Pellegrini che si e’ qualificata per la finale dei 200 stile libero.

    I giochi olimpici fanno diventare più rosa l’azzurro italiano che dopo tre giorni di gara risulta quarto nel medagliere olimpico.

  9. Francesca Costa Says:

    E così Federica Pellegrini (prima nuotatrice italiana a conquistare una medaglia d’oro alle olimpiadi), scrive un’altra pagina dello sport femminile, con il suo nuovo record (ha migliorato anche quello che aveva fatto in batteria) di 1’54″82 nei 200 metri stile libero.
    Il medagliere italiano ora è composto da 4 ori, 4 argenti e due bronzi.
    In tutto sono 10 le medaglie (3 ori e 2 argenti per le donne, 5 in tutto). Vorrei anche far notare che gli atleti sono in netta maggioranza numerica rispetto alle atlete.

    Per ora l’Italia è 50&50 e non si potrebbe più chiamare azzurro il colore, almeno per il momento, perchè “l’altra metà del cielo” (parole quanto mai appropriate visto che i giochi si svolgono in Cina) ha mostrato il suo valore!

    Rigurado la questione femminile e lo sport, inserisco un articolo da Repubblica.it, datato 11 agosto.

    Sport e affari, la rivoluzione femminile in un paese storicamente maschilista

    Cina superpotenza dello sport comanda “l’altra metà del cielo”

    Quattro donne nelle prime sei medaglie conquistate dalla Repubblica Popolare: in un’Olimpiade solo al femminile sorpassati gli Usa.
    dal nostro inviato FEDERICO RAMPINI

    La Guo Wenjun, ora nell’arco

    PECHINO- Quattro donne, due uomini: nelle prime sei medaglie d’oro conquistate dalla Cina è confermato un trend in atto da tempo. Sono le donne la risorsa decisiva per l’ascesa della Repubblica Popolare nel campo sportivo. In verità, se esistesse un’Olimpiade soltanto femminile il sorpasso Cina-Usa sarebbe avvenuto da tempo. Le performance delle atlete sono un indicatore interessante per capire la funzione della donna nel decollo della Cina come superpotenza dell’economia globale.
    “L’altra metà del cielo”, così Mao Zedong battezzò le donne. Su molti terreni il bilancio storico dell’azione del leader comunista è controverso, spesso nefasto e tragico. Ma almeno sull’emancipazione delle donne, il fondatore della Repubblica Popolare ha lasciato al suo paese un’eredità positiva. Se nelle campagne più povere e arretrate la condizione femminile resta segnata dalla subalternità, nella società urbana (quasi mezzo miliardo di persone) la donna ha fatto passi da gigante all’epoca di Mao, quando il comunismo cominciò con l’abolire i “piedi fasciati” e decretò il lavoro per tutte. La tradizione dei piedi fasciati – dettata dall’attrazione erotica che gli uomini provavano per i piedi piccoli – era in voga soprattutto negli ambienti della borghesia. (Nelle campagne infatti quel terribile handicap avrebbe impedito alle contadine i lavori nei campi). Comunque quella tortura inflitta alle bambine accentuava l’immagine del “sesso debole”, visto che effettivamente con i piedi costretti in quella forma le donne avevano una mobilità ridotta. La vittoriosa campagna di Mao contro i piedi fasciati ha quindi affrancato “l’altra metà del cielo” da una menomazione fisica. E da allora la lunga marcia delle cinesi non si è più fermata.
    Lo sport segue un percorso parallelo all’economia. Oggi ci sono più imprenditrici ai vertici del capitalismo cinese che in quello giapponese. Ai tempi di Mao l’egualitarismo comportava dei prezzi pesanti da pagare, anche per l’identità femminile: vestiti unisex, grigiore, un puritanesimo spinto fino alla sessuofobia, il ripudio radicale e ossessivo di ogni vanità personale. Forse non è un caso che l’unica donna emersa come una leader in quell’epoca fu la diabolica quarta moglie di Mao, Jiang Qing. Faceva parte della famigerata banda dei Quattro che ispirò le violenze della Rivoluzione culturale, fu processata e condannata a morte nel 1980. Una figura sinistra, intrigante e manipolatrice, alla fine comunque una perdente in un sistema di potere prevalentemente maschile. Anche oggi nel partito comunista gli uomini comandano. Il presidente Hu Jintao, il premier Wen Jiabao sono attorniati da un Politburo maschile. Nella politica le cinesi devono accontentarsi di ruoli minori. La loro rivincita se la sono presa nel business. Il mondo delle imprese, più flessibile e aperto all’innovazione, si è rivelato meno ostico per la scalata dell’altra metà del cielo.
    A trent’anni da quando iniziò il suo “esperimento” con l’economia di mercato, nella Cina capitalista la parità si misura inevitabilmente con il denaro. Secondo la banca americana Merrill Lynch, sui circa 350 mila milionari (in euro) cinesi, un terzo sono donne.

  10. Antonietta Buccolini Says:

    Ricevo le vostre notizie con molto interesse per i temi che affrontate. Sono un’impiegata della pubblica amministrazione di Salerno (che lavora e molto).
    Visti i risultati sono convinta che se lasciassero fare di più alle donne sarebbe meglio. Intanto sono stati arrestati a Pechino, 8 manifestanti pro-Tibet, fermati vicino al National Stadium Pechino. Due sono membri di un gruppo di attivisti per i diritti umani che avevano esposto uno striscione con la scritta “Free Tibet”, mentre altri sei si sono ammanettati tra loro e sono andati in giro in bicicletta . Tra gli otto portati via dalla polizia, ci sarebbe anche un giornalista britannico. La polizia non ha rilasciato commenti, ma c’è ancora molto da fare per i diritti civili in Cina. Senz’altro queste olimpiadi aiutano, per la visibilità agli occhi del mondo. Speriamo che finita la festa non sia gabbato lu santu.
    Antonietta Buccolini

  11. ETTORE Says:

    non sono solo rose e fiori e c’é qualcuno che lo rappresenta, tante grazie . Le medaglie e i festeggiamenti non si prestano a prendere atto che c’è tutta un’altra Cina, quella che i giornali non scrivono. Sono convinto che ne sentiremo parlare spesso ma non per le olimpiadi.
    ETTORE

  12. Matilde Says:

    Questo sito mi pare sia uno schieramento totalmente femminista. Penso sia più produttivo non essere cosi di parte. Si legge solo: donne.le donne. la donna. Esistono anche gli uomini senza di loro non ci sarebbero figli, quindi non c’è uno senza l’altro.
    Se è una sezione femminista vi avverto che non ho più intenzione di leggere.
    Inoltre non trattate temi molto importanti riguardanti i problemi dell’Italia siete troppo concentrate sull’estero e soprattutto sulla femmina.
    Matildina

  13. Nadia T. Persichetti Says:

    Un’altre medaglia d’oro a Pechino per la strepitosa Federica Pellegrini record del mondo nei 200 stile libero. Ha trionfato con il tempo di 1’54″82, che vale per il recordo mondiale. E’ la prima donna al modo a scender sotto il muro dell’1’55”.
    C’é la polemica per la richiesta di detassazione. Per la medaglia d’oro sono 140.000 euro, per l’argento 75.000, per il bronzo 50.000. Sono pubblicati i redditi dei campioni, si va da un minimo di 16mila euro l’anno a un massimo di 150mila.
    L’errore credo sia nel tassare troppo, perché se le tasse fossero meno pesanti tutti gli italiani le pagherebbero più volentieri, ma finché ci sono tanti carrozzoni da mantenere e tante caste da servire le decurtazioni saranno indigeste.
    Nadia

  14. Livia Says:

    L’errore è nel promettere il premio comprese tasse. Si dovrebbe annunciare il premio già detassato. Cuore non duole se tassa non vede. In definitiva come Nadia penso che siamo supertassati in Italia, e i primi a pagare e non lamentarsi sono i lavoratori a reddito fisso con la trattenuta alla fonte.
    Si parla di risparmio e nessuno fa niente, io prevedo che le donne al governo in breve sapranno come far tirare la cinghia agli spreconi.
    Livia

  15. silvia Says:

    anche noi paghiamo le tasse, tutti le pagano. Le tasse servono per i servizi,. per l’istruzione, la sanità. i trasporti, i doppi incarichi in Parlamento e Governo, e auto blu e benefit e viaggi aerei gratis…i soldi servono.
    Silvia

  16. Sandra Gargiulo Says:

    Far pulire le scarpe ai bambini Rom è l’idea del prefetto di Roma Carlo Mosca. Voglio sperare che il prefetto si sia espresso male e che intendeva dire di voler dare del lavoro ai ragazzi iscritti alla Camera del Lavoro qualunque sia la loro razza. Voglio sperare in un difetto di espressione verbale, perchè in caso contrario direi di far tornare a scuola, insieme con i bambini Rom anche il Prefetto, a studiare materie umanistiche, educazione civica, e un ripasso generale della Costituzione italiana.
    Sandra Gargiulo

  17. Francesca Costa Says:

    Mi chiedo se sia giusto che ancora oggi nel 2008 possano esistere discriminazioni di genere per lavorare!

    A “soffrire” questa condizione è un uomo questa volta: Massimiliano Cordeddu.
    Dopo aver lavorato per l’emittente Sky, è rimasto disoccupato ed ha cercato di partecipare alle selezioni alla RAI per poter lavorare come annunciatore televisivo, cosa che gli è stata negata, in quanto uomo. E ora lui ha intrapreso una battaglia per poter essere un “Signorino Buonasera”.

    Questo il suo appello:
    «La prego, signora ministro, lei che ha lavorato in Rai e può capire il mio sogno, mi dia una possibilità. Anzi, una pari opportunità. Interceda per me e dimostri che diventare “signorino buonasera” non è impossibile».

    Un uomo si sta battendo per poter fare l’annunciatore, ruolo che siamo stati sempre abituati a veder assegnare alle donne. Qualcuno – non è un caso se ho lasciato la parola al maschile – afferma che le sue energie potrebbero essere rivote ad argomenti più interessanti, come se il diritto al lavoro non lo fosse.

    Vorrei anche ricordare che le P.O. nacquero in America ed erano riferite proprio al tipo di selezione (considerata discriminatoria) per poter lavorare in una fabbrica in qualità di magazziniere.

    E pensare che il 2007 è stato “Anno europeo delle pari opportunità per tutti”, in linea con l’impegno a promuovere l’uguaglianza e la non discriminazione all’interno dell’UE.

    Mi piacerebbe far notare anche che, a “diffondere” la notizia su Massimiliano Cordeddu, siano proprio le voci femminili: forse perchè più sensibili alle discriminazioni?

  18. Livia O. Says:

    ma sì e vero, basta discriminazioni. Gli annunci di ricerca del personale devono essere per legge privi di qualsiasi discriminazione, e se ci sono caratteristiche che si possono distinguere vanno nella sfera delle doti fisiche o professionali. Si può infatti scrivere: “Cercasi Avvocato con conoscenza di cause assicurative, oppure cercasi ragioniere con esperienza sportello bancario, o scaricatore di camion fisico robusto adeguato al movimento casse”. Dopodichè resta inteso che ogni annuncio scritto intende estendere a ricerca a donne e uomini, e se si trova una muscolosa scaricatrice alta e robusta ben venga, come ben venga l’annunciatore tv con una buona dizione e il sorriso accattivante. Ben vengano donne numericamente adeguate agli uomini in ogni alta dirigenza, in politica, nei governi italiani ed esteri. Ben venga finalmente la parità.
    Livia

  19. FRANCO BARZAGHI Says:

    CARE SIGNORE IO IL SIGNORINO BUONASERA NON CE LO VEDO CON PIACERE, MI PIACE UNA BELLA FIGLIOLA GARBATA, E CON MOLTI IMPIEGHI CHE POSSONO SCEGLIERE I MASCHI NON CAPISCO COSA GLI INTERESSA DI FARE L’ANNUNCIATORE.
    FRANCO BARZAGHI

  20. Donatella Says:

    Quando si dice inefficienza si legge “incendi nei boschi”. Il numero di incendi aumenta e non si fa tutto quello che sarebbe indispensabile per mettere la parola fine alla distruzione programmata. Succede anche fuori dall’Italia, però 126 incendi di Ferragosto sono un fenomeno nostro: in Calabria 46 roghi, in
    Puglia 22, In Campania 28, nel Molise 8, nel Lazio idem, e così via dappertutto.
    Perché invece di buttare via tanti soldi in squadre aeree, rimboschimemti, calcolo dei danni e studi di settore non si assumono GUARDIE – ANCHE DONNE -
    SUFFICIENTI A TENERE CONTROLLATI I BOSCHI NOTTE E GIORNO. Il risultato sarebbe migliaia di posti di lavoro e ci scommettiamo, anche un notevole risparmio.
    Manca il buon senso femminile.
    Donatella

  21. Grazia Says:

    chi ci ridà il potere d’acquisto dei soldi? chiacchiere estive sugli italiani sempre più poveri e i fatti?
    dove vanno in vacanza i responsabili delle nuove povertà?
    Capalbio, Mauritius, Cortina?
    Il Ministro Bossi ripropone l’ICI, perchè invece non riproporre l’adeguamento automatico degli stipendi all’inflazione?
    I nostri politici vivono in un mondo a parte, sarebbe il caso che come impegno elettorale ogni candidato facesse la solenne promessa di vivere almeno sei mesi, nel corso del proprio mandato, con mille euro. Cifra che è comunque più del doppio della paga di un precario.
    Grazia

  22. Saverio Says:

    Sono uno studente universitario in crisi e rinuncerò agli studi perchè pur arrangiandomi con dei lavoretti non ce la faccio a pagare le tasse. Mio padre ha un reddito di 1500 euro e questo fa alzare l’Isee al punto da tartassarmi, e da non poter ottenere l’esenzione. Vorrei chiedere a chi ha predisposto le tabelle di tasse universitarie di dirmi come fare a pagare l’università, e sapere dove vivono queste cime di intelligenza, e se pagano affitto, luce, gas, benzina, assicurazione, ecc. , forse vivono gratis, anzi certamente questa è gente che vive gratis a spese di qualcuno.
    Saverio

  23. Francesca Costa Says:

    In generale, non solo per le tasse universitarie, ma anche per il ticket sanitario per esempio, i limiti di reddito considerati sono assolutamente non idonei.
    Come denuncia Saverio non esiste quindi considerazione di vera equità sociale e molto dipende dai singoli enti e/o istituzioni a seguito dell’autonomia.
    Così si parla di diritto di istruzione e prevenzione. La verità è in realtà molto diversa: ci saranno sempre più ragazzi/e che non potranno continuare il loro ciclo di studi, anche se meritevoli e cittadini/e che non potranno attuare una vera prevenzione a tutela della loro salute.
    Forse sarebbe prorpio il caso di rivedere le tabelle dei redditi: sappiamo bene che il potere di acquisto sta diminuendo sempre più.

    Inoltre vorrei concludere con una riflessione: quante persone anziane saranno in grado di adoperare in modo appropriato la social card? Ci dimentichiamo che gli anziani fanno fatica a destreggiarsi con la tecnologia. Non sarebbe stato più semplice/corretto attuare un metodo più diretto?
    Forse è stato tutto calcolato, considerando che così gli anziani non adopereranno tutti i benefit messi a loro disposizione, senza quindi muovere nulla dalle casse dello stato…

  24. silvia Says:

    penso a quanto ci costerà il federalismo e a quante altre tasse graveranno sugli italiani. Non la trovo una strada percorribile dato che la coperta è già troppo corta e tirata da più parti. Ho un brutto presentimento e il detto che il peggio non è ancora nato potrebbe essere coincidente con quello che ci sta per piombare sulla testa: una brutta tegola di stampo maschile.
    Silvia

  25. Francesca Costa Says:

    Stiamo vedendo le conseguenze dell’autonomia: ogni comune (territorio assai ristretto) può adottare regole diverse e far assumere stili comportamentali assai diversi.
    In alcuni comuni non si può circolare con bottiglie di alcolici, in altri sì, ma senza sostare. Nelle spiagge di alcuni comuni i/le bambini/e non possono cortruire castelli di sabbia… http://notizie.it.msn.com/topnews/articolo.aspx?cp-documentid=9249081

    Mi pare una cosa esagerata e per esagerazione vorrei dire che si è fatto tanto per abolire le frontiere nei paesi della U.E. e si fa di tutto per introdurle nuovamente in Italia. Si ritorni allora alle Signorie e si smembri tutto quanto è stato fatto fino ad ora.

    Una considerazione ancora: è stato istituito il Ministero della Semplificazione…? ed è stato abolito quello della Salute – che implica la delga alle regioni in materia sanitaria.
    La salute è bene pubblico, diritto di tutti i/le cittadini/e e come tante altre tematiche dovrebbe avere l’attenzione che merita a livello nazionale.

  26. Saverio Says:

    Come al solito all’italiana ogni iniziativa nasce per migliorare e si rivela peggiorativa delle coindizioni dei cittadini, per il semplice fatto che invece di ottimizzare le spese e eliminare gli sprechi, si moltiplicano i soggetti che chiedono finanziamenti, e il risultato è che diventano in mille a mangiare laddove erano cento, e diecimila laddove erano mille. questo è il federalismo made in Italy.
    Saverio

  27. Francesca Costa Says:

    Al check-in dell’Air China si sono presentate le ragazze del fioretto femminile, pronte ad imbarcarsi sul volo delle 13,30. Valentina Vezzali, Margherita Granbassi, Giovanna Trillini e Ilaria Salvatori, reduci dalla medaglia di bronzo nel torneo a squadre, si sono avvicinate al gate coi loro biglietti di classe economica, per scoprire che sullo stesso volo viaggiava la nazionale di calcio eliminata malamente dal Belgio nei quarti di finale.
    ……….
    Discriminazione sportiva o di genere?
    Comunque sia sempre di discriminazione si tratta!!!
    …………..
    Il Coni precisa che non ci sono trattamenti diversi: “Noi garantiamo il volo in classe economica per tutti gli atleti, poi le rispettive federazioni possono integrare il costo del biglietto per passare in business.”
    …………..
    Perchè non si può dare valore anche ad altri sport, sempre e comunque mai considerati a sufficienza?
    Addirittura i commenti televisivi hanno dato la maggior parte dello schermo intero al calcio (quarti di finale), piuttosto che alla conquista della medaglia di fioretto femminile (quasi sempre relegato ad un quadratino di schermo).

    Non sono qui a disquisire sul genere, ma al fatto che sembrerebbe che in Italia esista solo e sempre e solo il calcio! Bisognerebbe dare risalto agli/lle atleti/e anche degli altri sport!

  28. Enrico Says:

    gli sprechi non sono solo in parlamento e al governo, nei municipi e province, gli sprechi sono in enti e consorsi e municipalizzate e dappertutto. Informatevi meglio.
    Enrico

  29. Francesca Costa Says:

    Gli sprechi sono ovunque. Che dire dei referendum allora? Quanto costa un referendum? Come viene presa in giro la gente?
    Vi ricordate quello contro i finanziamenti ai partiti?
    I/le cittadini/e dissero NO AI FINANZIAMENTI: “ebbero la meglio”. Infatti ora i finanziamenti si chiamano rimborsi elettorali! Serviva fare un referendum per cambiare il nome e non il senso?

  30. Livia Says:

    trovato l’inganno! I politici nostrani fanno così. Il costo della politica è destinato ad aumentare e non ci sono altre prospettive perchè non conviene a nessuno. Verrà da noi donne una nuova era di pulizia, ma sarà difficile, difficile e doloroso.
    Livia

  31. Matilde Says:

    Finchè si continua a fare politica in qualunque ambiente non solo al governo con l’unico scopo di prendere fior fior di mazzette a discapito del cittadino pagante, non ne usciremo mai!
    Finchè non cambiano le persone che ci dovrebbero rappresentare anzichè mettere coloro con un curriculum cospicuo di atti illeciti, non cambierà mai niente.
    L’Italia non cambierà mai perchè ad ogni elezione trovano il modo di fare il bello e il cattivo tempo, quello che resta invariato è: che il cittadino continuerà a cacciare soldi per queste porcate.

  32. Francesca Costa Says:

    Incidenti stradali, incidenti sul lavoro, ma… chi parla degli INCIDENTI DOMESTICI?

    Questi rappresentano un rilevante problema di sanità pubblica e diversi Paesi (anche extraeuropei) hanno avviato politiche di sicurezza e prevenzione in proposito.

    Desumo che l’Italia sia allora un paese extraterrestre: di questa problematica ne sento parlare pochissimo, per non dire mai.

    La U.E. ha avviato un programma di monitoraggio a cui è seguita una banca dati europea.

    I dati? Eccoli: 20 milioni di persone sono state vittime di incidenti domestici (7% della popolazione), ricoveri 5 milioni e morti 56 mila – 56.000 morti.

    In Italia sono 8.000 i morti in questo ultimo anno (1.170 è il numero delle morti bianche e 5.669 le vittime della strada) però pochissimi ne parlano. Un fenomeno sottovalutato, quindi.

    Fra le principali vittime degli incidenti domestici figurano gli anziani e le donne che rappresentano i 2/3 delle vittime (ciò è dovuto alla percentuale maggiore di tempo passato in casa).

    Perchè sottovalutare questo fenomeno che fa più morti di incidenti sul lavoro e/o sulla strada?
    Perchè non fornire delle linee guida per rendere la vita domestica più sicura?

  33. Francesca Costa Says:

    Stefano Semeraro scrive su La Stampa.it:

    PECHINO
    Legate, imbavagliate, prigioniere di un burka nerissimo che scopre giusto le scarpe da ginnastica. Davanti un pallone, sullo sfondo una porta di calcio. In sottofondo la mielosa “One moment in Time” di Whitney Houston. Una foto che una metafora della società reale che permane, nobilmente, religiosamente tollerante, ma soffocata solo il velo nero dell’ipocrisia e della discriminazione sessuale – uno dei pilastri politici e sociali della nazione araba. Finché la donna resta sottomessa e non si ribella, lo status quo è garantito. Il mondo dei maschi può prosperare, non deve temere menadi e sacerdotesse, figuriamo poi quelle di confessione Beckham.

    L’immagine è in realtà un frame di un video realizzato dall’attivista Wajeha Al Huwaider, una intellettuale saudita che dirige la Società per la difesa dei diritti delle donne. Anche delle donne che vorrebbero correre, saltare, misurarsi su un campo, dentro uno stadio. Qualificarsi per le Olimpiadi. Niet. La trionfante teocrazia al governo in Arabia bandisce gare di corsa, maratone, qualsiasi attività ginnica in pubblico, arrivando a espellere lo sport dai programmi scolastici femminili. Figuriamoci le Olimpiadi. Wajeah non è la prima a scontrarsi con il muro del maschilismo. Anche alle prime edizioni delle olimpiadi moderne le donne furono prima bandite, poi tollerate, dal 1908, purché non corressero più di duecento metri, per non affaticarsi e rovinarsi la vita. Hassiba Boulmerka nel 1922 divenne la prima atleta algerina a vincere una medaglia d’oro, nel 92 a Barcellona, e un mondiale sui 1500 a Tokyo che scatenò proteste serie dei parrucconi di casa sua: perché Hassiba correva a gambe scoperte, indossando i classici shorts da pista. Capirete il sacrilegio. Si arrivò alle minacce, e Hassiba dovette emigrare in Europa per allenarsi. Un po’ come ha fatto di recente Sania Mirza, campionessina indiana e musulmana che in patria è stata tante volte censurata per le sue mise che rivelano molto delle sue forme generose.

    In Arabia esiste anche una squadra semiclandestina di basket, “Jeddah United”, mentre Arwa Mutabagani è stata eletta – una donna – amministratrice della federazione sport equestri. Aperture, squarci che non sono quelli invocati da tempo da Sepp Blatter per i pantaloncini aderenti delle pallavolisti. Aperture che si allargheranno con il tempo. Chissà cosa ha pensato Wajeha la pasionara del corpo quando ieri una velista tedesca si è fatta fotografare culetto all’aria durante una minzione d’emergenza a bordo della barca. «Aisha, la moglie preferita di Maometto, andava a cavallo e sapeva combattere», è il motto di Wajeha.

  34. Nadia T. Persichetti Says:

    l’emersione degli sprechi è il primo passo per capire come alleggerire l’Italia di spese che gravano sui bilanci. Le parecipazioni locali sono uno dei punti più pesanti da digerire. Consorzi, enti, aziende emanate da amministrazioni locali, sono sistemi con cui i politici ottengono ricchi introti ed estendono il loro predominio sulla società civile. In questo modo aumentano le clientele, occupano ambiti al di fuori dell’attività politica, inventano collocazioni di prestigio per parenti e affiliati. Il fatturato di questo mondo, che la politica gestisce, è di 40 miliardi l’anno circa, con più o meno settemila tipi di attività varie. Questi sistemi derivano e prolificano dalle politiche nazionali di contenimento della spesa. I tetti alle spese pubbliche delle finanziarie fanno si che, per ovviarvi, si danno all’esterno i servizi, per farli gestire da enti controllati dai partiti. Enti finanziati con la forma dellr partecipazioni. Il tetto di spesa stabilito dallo Stato ad un comune è mantenuto nel saldo di bilancio, tuttavia lo stesso comune può investire in una società controllata che è libera nei sui parametri di spesa. E così si apre la voragine incontrollata della spesa pubblica.
    Una curiosità, per il tema femminile, è che il momdo delle consorziate e affini è gestito quasi totalmente da uomini.
    Nadia T. Persichetti

  35. Enrico Says:

    agli sprechi si deve aggiungere l’inefficienza e incompetenza. esempio tra tanti la TAV,perchè è stato fatto poco e niente ed è costato 4 volte di pià della Francia. I 124 chilometri della Milano-Torino doveva costare 8 milioni di lire a chilometro e invece è costata 63 milioni di euro al chilometro. Per la Milano-Roma stessa cosa. Le fette di torta si moltiplicano chilometro dopo chilometro. Ecco il perchè degli sprechi.
    Enrico

  36. Grazia Says:

    se noi cerchiamo di essere informate e non abbiamo gli strumenti per intervenire che cosa ci importa di sapere, è meglio vivere all’oscuro e rassegnarsi all’impossibilità di fare di esserci e di contare.
    Grazia

  37. Matilde Says:

    Grazia ciò che tu dici la ritengo una sconfitta, ma imagino sia una reazione provocatoria. A mio parere è vero il contrario, informazione e unione nella lotta, no sessista ma uniti.
    Matildina

  38. Nadia T. P. Says:

    l’elettorato ha mutazioni profonde e continue, adesso non ha un parere a stare a sentire Nanni Moretti. Il bombardamente devastante della tv in cui la realtà è sostituita dal reality porta alle urne giovani e meno giovani robotizzati. Ne derivano speciazzazioni politiche nel voto di scambio e della redistribuzione in ambito clientelare di postazioni di potere.
    Che fare?
    Nadia T. Persichetti

  39. A proposito di precarietà - per Aldo e Caterina Says:

    Riceviamo da Aldo Santoro e Caterina Franchina:

    “Gli altoparlanti in difesa dei cittadini” esprimono la loro solidarietà ed il loro sostegno ai lavoratori della Molini Gazzi S.p.a..
    La loro storia, insieme a quelle di una precarietà senza senso, avranno sempre uno spazio di rilievo nel ns forum, sperando che, chi può fare davvero qualcosa per loro, si faccia finalmente avanti.
    Di seguito il link al video del ns incontro:
    http://beppegrillo.meetup.com/459/messages/boards/thread/5262191#20468641, noi siamo con voi!

  40. Paola Cesarini Says:

    il video ci rende evidente uno spaccato sociale che in Sicilia come in qualsiasi altra città emargina i lavoratori buttandoli tra la schiera dei disoccupati. Per impedirlo bene le firme. L’ho già scritto noi dobbiamo essere di più per strada con tavoli, striscioni a raccogliere firme a gridare al megafono. Nessuno ci regalerà niente e la riconquista dei diritti, quello al lavoro prima di ogni altro, dipende da quanto tempo saremo in strada o in piazza: Alzare la voce, farsi sentire, lottare.
    Paola

  41. Sivia Says:

    Sono con Paola, restando fermi non si cambia e il precariato si trasformerà in indigenza, il lavoro in omologazione ai salari più bassi e competitivi per far arricchire sempre di più la classe predominante.
    Silvia

  42. Anna Rossi Says:

    Mercoledì 20 agosto 2008
    Fai di Affaritaliani.it la tua homepage

    Vota l’atleta olimpica più sensuale/ Le Olimpiadi stanno per terminare, ma continuano su Affaritaliani.it con il gioco più caldo dell’estate. Vota l’atleta più sexy di Pechino 2008: dalla Beard a Jenny Finch, passando per la calciatrice Heather Meats…
    Partecipa al sondaggio e guarda la hot gallery

    ANCORA UNA VOLTA LA STAMPA OFFRE IL FIANCO ALLA MERCIFICAZIONE DELL’IMMAGINE FISICA.

    E’ PIU’ FORTE DI UNA PASSIONE IL VIZIO DI SPINGERE L’ATTENZIONE DI UN PUBBLICO, NATURALMENTE MASCHILE, NELL’IMMAGINARIO SESSISTA.

    LA DISCREZIONE E LA DEONTOLOGIA SONO ELEMENTI CHE NON FANNO AUDIENCE ED EVOLVONO LA SENSIBILITA’ ED IL RISPETTO DEL SINGOLO…QUINDI DEVONO ESSERE OFFUSCATI DA MERCATO DELLA DECADENZA.

    MI AUGURO CHE LE ATLETE SI RISENTANO DEI RIFLETTORI FORZATI SULLE LORO GRAZIE E PRETENDANO DI RESTARE IN CAMPO CON LE LORO CAPACITA’ SPORTIVE.

    PERCHE’ LE ATLETE APPARTENGONO ALLO SPORT E LA SPONSORIZZAZIONE DEL SEX-APPEAL AI PROFITTI DI BASSA LEGA CHE VENGONO ALIMENTATI DALL’INFORMAZIONE “SCOTTEX”.

    “SE SEI BELLO SI VEDE MA SE SEI BRAVO SI SA”

  43. Anna Rossi Says:

    Grazia Says:
    Agosto 21st, 2008 at 09:55
    se noi cerchiamo di essere informate e non abbiamo gli strumenti per intervenire che cosa ci importa di sapere, è meglio vivere all’oscuro e rassegnarsi all’impossibilità di fare di esserci e di contare.
    Grazia

    A QUESTO PUNTO POSSIAMO ANCHE INCEROTTARCI LA BOCCA, OFFRIRCI GRATUITAMENTE, FRUSTARCI DI NOTTE ED ATTENDERE CON IMPAZIENZA IL GIORNO DEL RITORNO A CASA DAL “PADRE NOSTRO”.

    IL NOSTRO VIAGGIO SULLA TERRA…SARA’ COSI’ UN TESTAMENTO SPIRITUALE PER CHI VERRA’ DOPO DI NOI…PER CHIUNQUE VOLESSE ARRIVARE SULLA TERRA CON SPIRITO EVOLUTIVO E CORAGGIO DA VENDERE.

    QUESTA SI’ CHE E’ UNA PROSPETTIVA!!!!

    AUGURI E…FIGLI MASCHI!!!

  44. Loredana Says:

    coraggio. D’ora in avanti la lotta si farà più dura, ma anche più facile perchè sulla piazza sono pochi quelli con le mani pulite. C’è poco da scegliere e vincerà chi potrà metterci la faccia senza arrossire. Coraggio la concorrenza diminuisce.
    Loredana

  45. Wanda Montanelli Says:

    Chiudiamo in bellezza. La straordinaria vittoria nella categoria dei super massimi nell’incontro di finale contro il cinese Zhilei Zhang, ci rende orgogliosi come italiani. Come per le ragazze, eccezionali e già citate sul post di apertura.
    La medaglia conquistata dall’atleta di Cinisello Balsamo arriva dopo 20 anni dall’ultima vittoria olimpica di Giovanni Parisi. Cammarelle… dal cognome ho pensato che fosse del sud. “E’ di Cinisello Balsamo”, mi hanno detto. Allora è del Sud, ho pensato rammentando l’alta preenza di meridionali nell’hinterland milanese di Cinisello, Sesto San Giovanni e Cusano Milanino. L’assonanza con il cantautore Cammarere, calabrese doc, mi fa pensare che sia meridionale. Piccola ricerca su Google e si trova la sua derivazione Lucana. Bene. Un legame tra nord e sud. E’ suo il merito di aver fatto suonare l’inno di Mameli, come chiusura di tutte le competizioni olimpiche dei XXIX Giochi Olimpici Estivi. Si va ad aggiungere ad un medagliere ricchissimo conquistato in queste olimpiadi dal Gruppo Sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato.
    In totale l’Italia chiude le Olimpiadi di Pechino con un bilancio di 28 medaglie: otto ori, dieci argenti ed altrettanti bronzi.
    Ottimi risultati tra donne e uomini. Bravi singolarmente e nei giochi di squadra, come ci ha ricordato Valentina: “Nella vita si lavora in team – ha detto la fiorettista jesina – vincere è sempre un gioco di squadra. E’ giusto ricordarselo sul podio”.
    Sono frasi, queste, su cui concentrare pensieri e propositi. Sana ambizione, giusto equilibrio e considerazione di sé e degli altri. Senza perdere il valore degli affetti.
    Valentina Vezzali ha vinto tre ori individuali, più due a squadre. E’ una dei giganti dello sport azzurro di tutti i tempi. I suoi obiettivi sono chiari da sempre. Voleva la vittoria olimpica di Atene, e l’ha raggiunta. Si è detta che voleva un marito, e l’ha trovato. Scesa dal podio, il 18 agosto 2004 disse che voleva un figlio prima del Mondiale: nel 2005 nasceva Pietro. Quattro mesi dopo il parto Valentina vinceva l’ennesimo Mondiale. In questi giorni ha dichiarato che sogna di diventare Commissario ed ha aggiunto: “Voglio proprio vedere se nel 2012 a Londra non mi fanno fare la portabandiera!”.
    Brava Valentina, così si fa. Nessuno ti ha regalato nulla e allora chiedi. Le donne devono imparare a farlo. Come da manuale… le brave ragazze non fanno carriera:

    LE BRAVE RAGAZZE NON FANNO CARRIERA
    Wanda

  46. Anna Rossi Says:

    Quando il target di un prodotto di successo è rappresentato da consumatori esigenti in termini di qualità ed affidabilità, l’immagine di un prodotto non può essere vittima di pregiudizi che ne ostacolino la sponsorizzazione.

    Essere apprezzati all’estero è una prospettiva del made in Italy ed i fattori del successo sono dovuti alla lungimiranza dell’offerta culturale (pensiamo alla cucina, alla moda, al design, alla competenza distintiva divenuta una sorta di passaporto per il nostro mercato di nicchia…e non solo).

    Se applicassimo lo stesso ragionamento nell’esportazione del modello femminile italiano non saremmo certo esempio di autoreferenzialità.

    Alla mancanza di un’identità nazionale femminile, in grado di imporsi orgogliosamente come modello, corrisponde, e questo è un paradosso, un sistema di informazione e di educazione che ostacola e propaganda una competenza che non distingue l’efficienza che le donne offrono quotidianamente nel mercato Italia.

    Non abbiamo offerta culturale da imporre se non si ripristina, al più presto, la catena del valore femminile.

    Fra le fila delle quote celesti e di quelle rosa nelle celesti, persiste una limitata propensione all’innovazione.
    I paesi che più pronti all’innovazione sono quelli dove c’è fiducia nel futuro e dove è alta la capacità di assumersi rischi ed assecondare i cambiamenti.

    La fiducia o la paura nel futuro sono conseguenza di due atteggiamenti legislativi: quello in cui tutto è permesso tranne quello che è vietato e quello in cui tutto è vietato tranne quello che è permesso.

    Il secondo è tipico del nostro paese e rappresenta una barriera insormontabile al cambiamento.

    L’affermazione femminile è preclusa quindi anche dall’incapacità di darsi visibilità.
    Un progetto strategico deve partire dalla percezione chiara che all’interno della comunità del Paese esiste una banalizzazione dell’autonomia femminile ed una scarsa attività di comunicazione diretta fra le donne tutte.

    Naturale risulta pertanto fare alleanze che possano dar vita ad esaltare il ruolo della donna e renderlo competitivo in modo sano e ineluttabile.

    Le donne dovranno affrontare la necessità di dover cambiare anticipando trend e tendenze tradizionali.

    Rimettersi in gioco e pretendere le opportunità negate è l’unica via che farà emergere le competenze distintive.

    Per quanto tempo potremmo andare ancora ognuna per la propria strada e restare distratte davanti agli abusi che finora questo tipo di società ha perpretato???

  47. Anna Rossi Says:

    “TUTTO CIO’ CHE E’ NECESSARIO PER IL TRIONFO DEL MALE, E’ CHE GLI UOMINI BUONI NON FACCIANO NIENTE “.

    Edmund Burke

  48. Gloriko Says:

    Forse non ci sentiamo umiliate abbastanza e siamo talmente allenate alla convivenza con la precarietà che non riusciamo a manifestare un dissenso vero.

    Restiamo immobili come statue di sale e cominciamo ad agitarci quando è messa a rischio la sopravvivenza.

    Non è così che funziona…dovremmo sentire il dovere di dire la nostra a favore degli ultimi ed agire di conseguenza.

    Anche noi siamo state aggreite dal virus che attacca e uccide l’idea democratica.

    I nostri sono deboli senza il lavoro e il bisogno di qualcuno che faccia finta di proteggerci.

    Manifestiamo talvolta una solidarietà che non è seguita da posizionamenti e ci accontentiamo delle ultime categorie con la speranza di farla franca in barba ai maschi dei partiti e del potere costituito.

    POSSIAMO RICMINCIARE DA NOI?

    E’ urgente ricostruire un pensiero e una pratica autonomi per conquistare spazie impropriamente occupati e spesso mal rappresentati.

    Il patto comune che andrebbe fatto è quello del reciproco valore.

    La politica delle donne va ricostruita collettivamente.

    Le protagoniste di questo nuovo percorso devono essere le donne che disobbediscono al modello preconfezionato che sono state costrette ad indossare (con scarso successo o con fatica immane).

    Non si tratta di costruire un luogo separato delle donne, si tratta di imporre il confronto di genere e non di subirlo.

    Perchè non provarci?

  49. Ivan r. Says:

    Voi donne non avete una personale predisposizione dell’una verso l’altra e questo principio vi ha penalizzato.
    credo che se aveste solo l’intuizione del vostro valore sareste già ricorse ad alleanze fuori dai circuiti conosciuti.
    Sfruttate per la vostra capacità umana restate in attesa di riconoscimento a tutti i costi, finendo per accontentarvi della ciliegina.
    Se eliminerete la speranza romantica dal primo posto della graduatoria dei sogni, il vostro libero pensiero sarà contagioso e capace di rovesciare “il disordine costituito”.
    Pensateci!

  50. Rebecca Mais Says:

    E’ interessante scoprire la differenza fra le donne italiane e le anglosassoni. Le prime sono sempre timorose del loro dire e difficilmente tendono a mettere ordine negli affari altrui. Le seconde promettono di aderire ai principi dell’operosità in favore del prossimo.
    Alla base di questa diversità c’è un coinvolgimento civile differente che da un lato difende la libera scelta dall’altro la considera un’opportunità.
    l’emancipazione non può essere un fatto secondario nè può essere data per scontata quando i ruoli delle donne sono invece ostacolati nei luoghi decisionali ed avallati in quelli rappresentativi della natura stessa femminile.
    Dal nord al sud delle isole italiane c’è bisogno di un’ondata di associazionismo costruttivo che permetta di far crescere le piccole realtà e di far viaggiare le nuove idee a dispetto degli ostacoli e delle tradizioni che ghettizzano.

  51. Marcello Genovesi Says:

    Donne e uomini per il cambiamento

    I processi umani, i più grandi, sono spesso lenti e solo apparentemente improvvisi,

    L’emergere di nuovi soggetti aprono brecce ed orizzonti nuovi e con l’azione politica consapevole ed orientata, spiazzano l’esistente.

    Noi uomini del progresso paritario siamo contro la volontà di potenza e ci alleiamo con il concetto di liberazione umana che le donne attivano.
    LE CONTRADDIZIONI SENZA FINE CHE STRENUAMENTE FANNO RESISTERE IL PATRIARCATO NON OSTACOLERANNO IL PROCESSO DI ROTTURA DI MODELLI VIOLENTI E PENALIZZANTI della società “incivile”.
    Le esclusioni femminili dal mercato del lavoro e la tenace opposizione dei poteri maschili stanno per incontrare un’azione di COMPLICITA’ TRASVERSALE, COMPIACENTE, MASCHILE.
    La desolazione e le forme di conflitto nei rapporti uomo-donna deve finire perchè non rappresenta il mondo del futuro ma è solo una barbara rappresentazione dell’incapacità a rendersi consapevoli di appartenere l’uno a all’altra senza supponenze di sorta.

    Saremmo grati alle donne dei nostri territori se si attivassero attraverso la forza della legittimità per un’azione di cambiamento vero.
    Noi saremo con voi.

  52. Ivan r. Says:

    Anche noi uomini -degni- vogliamo prenderci il posto occupato dai mediocri che strisciano al cospetto dei potenti “economicamente”.
    Promozioni di finanziamenti, prostituzione, prestazione lavoro che tradisce l’arroganza di chi si vuole solo arricchire sulla pelle altrui.
    Anche noi uomini -degni- vogliamo spazzare via queste larve umane che vivono alle spalle di chi genera energia.
    Vogliamo donne equilibrate e giuste alle quali affidare la casa e le regole sociali. Vogliamo onne ovunque poichè solo le donne libere di scegliere sanno restare al fianco di un uomo e farlo sentire orgoglioso di appartenere al genere -umano-

    Ivan

  53. Matilde Says:

    Sono completamente in linea con il pensiero di Ivan R. nei suoi due commenti.
    Penso che la donna non riesca ad essere davvero solidale con altre donne e fare un gruppo costruttivo, la maggior parte delle volte si creano delle alleanze che in fondo fanno si da escludere invece di allargare le vedute.
    Ho analizzato il problema che unisce in parole il gruppo di questo sito, ripeto e sottolineo, PAROLE.
    Questo gruppo cerca alleanze per una sola lotta non per l’umanità, se fosse per l’umanità ci si renderebbe conto che anche alcuni uomini vengono estromessi da cariche elevate.
    Quindi emerge ancora il gruppo solidale fra uomo e donna che dovrebbe essere e per far questo autonomamente organizzare delle iniziative poichè non è necessario essere rappresentativi di una bandiera per portare avanti dei principi.
    Da questo post voglio vedere chi sa recepire il giusto consiglio. (L’invito è esteso anche alla Signora Wanda).
    Aspetto un confronto serio, costruttivo e una serie di iniziative che coinvolga le donne per le P.O. e anche gli uomini.
    Saluti
    Matilde

  54. Ivan r. Says:

    Mi rendo conto che non si possono abbracciare le bandiere di tutte le lotte umane per la dignità del pianeta. Ad ognuno il suo compito. Se dalle donne viene sviluppato il desiderio di uscire dalla condizione frustrante di sempre seconde lo trovo naturale. noi uomini viviamo la nostra parte in un mondo che calpesta i diritti umani di tutti, uomini, donne, vecchi e bambini, ma non possiamo dire di non avere l’accesso -indisturbato- alle opportunità.
    Con questo credo che le parole -dette- siano meglio di quelle non dette.
    Mi dissocio da chi intende questi interventi privi di vedute.
    E’ un blog ricco d contenuti in cui noi dovremmo fare la nostra parte senza competere.
    Quando si sta male ci si aiuta.

  55. Ivan r. Says:

    …….un’altra cosa vorrei aggiungere poi devo scappare: non conosco la signora Wanda ma per caso sono inciampato nella storia e nei suoi post. Trovo straordinaria la sua capacità di mettere a fuoco gli elementi della lotta paritaria e quella di far ragionare e smuovere le coscienze. Ho fatto attenzione alle penne che partecipano e fanno la differenza per sentimenti e spessore.
    Sono certo che con donne così si può attraversare il mondo e lasciare belle orme.

  56. Matilde Says:

    Ho sempre sollevato nelle varie discussioni su questi temi il fatto che una donna può aggrapparsi al fatto della discriminazione sessista, mentre un uomo quando subisce non può farlo, è per questo che credo anch’io come te Ivan, che non è giusto parlare di donne,ma di donne uomini bambini ed anziani.

  57. Matilde Says:

    Sono certo che con donne così si può attraversare il mondo e lasciare belle orme.

    Le donne cosi possono lasciare orme significative se non si fermano alle parole ma organizzano delle vere iniziative utili alla società.
    Sai Ivan con le parole non si arriva affatto lontani..
    Te lo dimostrano i media ai quali non importa nulla di queste cose.
    Saluti
    Matilde

  58. lucia manzoni Says:

    …”.Te lo dimostrano i media ai quali non importa nulla di queste cose.
    Saluti
    Matilde

    L’informazione italiana è considerata spazzatura per l’assetività GRATUITA che troppi giornalisti hanno nei confronti del padrone.
    La censura è pane quotidiano quando non fa conodo a questo o quello.
    Lo sciopero della fame della Dott.ssa Montanelli che rivendica cittadinanza politiche alle donne italiane è stato “DOVERE DI CRONACA” per la Spagna, il Canada, e altri ancora.
    Quindi a volte quel che è volutamente ignorato è perchè vuole essere emarginato e si spera che non venga mai fuori…un pò come nascondere lo sporco sotto al divano.
    Ma il tempo è signore è porterà il conto anche di questa prepotenza e strapotere.
    Siamo divenuti lo zimbello dell’osservatorio straniero per il deficit democratico che incombe sul Paese.
    Devo aggiungere altro?

  59. Anna Rossi Says:

    Anna Rossi Says:
    Agosto 25th, 2008 at 17:20

    “TUTTO CIO’ CHE E’ NECESSARIO PER IL TRIONFO DEL MALE, E’ CHE GLI UOMINI BUONI NON FACCIANO NIENTE “.

    Edmund Burke

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