L’apartheid nostrana senza voce
Tutto quello che è fuori dai canoni viene guardato con sospetto. Siamo così. Consuetudini, colori, misure, devono esistere nei nostri codici di riconoscimento per apparirci rassicuranti. Stiamo però esagerando con le misure della forma estetica femminile. Sempre più asciutte. La pubblicità impone taglie al risparmio di stoffa degli abiti succinti in dimensioni minime. Così si va. Fino al punto che in una discoteca di Londra (notizia di ieri) viene negato l’ingresso alle donne in sovrappeso.
Ansa, 30 luglio 2008: “Nel tentativo di selezionare meglio l’affezionata clientela e renderla esteticamente più attraente una discoteca nell’isola di Jersey ha messo al bando le donne grasse, ma, dopo furiose polemiche finite su Internet, i titolari sono ritornati in fretta e furia sui loro passi ammettendo che l’iniziativa era discriminatoria”.
Potere di Internet. Il proprietario della discoteca Martin Sayers ha fatto marcia indietro non perché pentito, ma solo dopo aver capito che la clientela gli voltava le spalle. Il passaparola per il boicottaggio attraverso Internet aveva infatti attivato in breve tempo migliaia di adesioni E l’Havana, discoteca anoressica, rischiava di trovarsi con persone sottili, e con la cassa ancora più inconsistente. Vuota di denaro e qualche secca spaventapasseri al ritmo di musica.
Due cose si deducono da questa notizia.
a) Internet come agenzia di aggregazione di lotta per o contro qualcuno. Pensiamoci.
b) La persuasione, più di ogni altro argomento morale, si ottiene toccando le tasche della gente (la cassa in questo caso)
Come conciliare due istanze così antitetiche?
Ma sono davvero contrapposte?Agire in senso etico ci permette di lottare per una giusta causa.
Nel caso di Londra contro l’Havana a favore delle persone in sovrappeso.
La linea di principio ci fa agire pro o contro qualcosa senza entrare nel particolare della questione, nel dettaglio della conoscenza intima di fatti, individui e cose.
Immaginando di seguire con una videocamera una delle persone a cui fu impedito di entrare in discoteca, potremmo descrivere stati d’animo, frustrazioni, lacrime e insonnie notturne.
Gli esseri umani sono complessi e per ognuno si possono scrivere libri. Basta decidere di farlo.
Il fronte di liberazione delle persone in sovrappeso ha avuto Internet come strumento e arma. Ricordiamolo, si tratta di risorse umane.
Dei pomodori che si può dire?
Un giudizio avventato può ledere la reputazione di un vegetale?
Confesso. Ho discriminato il pomodoro nero.
Una delle rubriche di GR Parlamento ne ha parlato qualche giorno fa. Subito ho pensato che fosse frutto di ricerche OGM e l’ho considerato una schifezza. Conosco i miei limiti. Tra un mondo surriscaldato dall’effetto serra e la scelta di tornare tutti ad usare solo biciclette scelgo la seconda opzione. Tra il sun black e i perini di San Marzano, scelgo il pomodoro da pelati. Tra la pescanoce e la bianca originaria, scelgo la succulenta e ormai rara pesca veneziana.
Il sun black è invece buono. Pelle nera e cuore rosso. E’ il risultato di una ricerca che non ha fatto ricorso a tecnologie OGM. Il “sun black” è stato concepito nell’ambito del progetto interuniversitario “Tom-Anto” coordinato dal professor Pierdomenico Perata ordinario di fisiologia vegetale alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Hanno partecipato le Università di Pisa (dottor Fernando Malorgio e professor Alberto Pardossi), di Modena e Reggio Emilia (professor Nicola Pecchioni) e della Tuscia di Viterbo (professor Andrea Mazzucato).
Sun black ha i benefici dell’ortaggio e dei frutti di montagna che contengono elevate dosi di antiossidanti. Quando matura la sua buccia assume una colorazione viola tendente al nero, grazie alla presenza degli antociani, pigmenti che si trovano in alcuni vegetali, come l’uva nera e i mirtilli. Gli antociani sono potenti antiossidanti, utili a contrastare la formazione dei radicali liberi e, quindi, a rallentare il processo di invecchiamento. Questo pomodoro nero oltre ad essere supernutriente e garantire benefici alla salute conserva una polpa di colore rosso che mantiene inalterato il sapore. Perché l’ho discriminato?
L’ho considerato un pericolo.
Invece fa bene. Il pomodoro nero fa bene.
Torno al mio vezzo di adolescente. Cantare la pelle nera.
Come Nino Ferrer in do maggiore:
“Hey hey hey dimmi Wilson Pickett / hey hey hey dimmi tu James Brown,
questa voce dove la trovate / signor King, signor Charles, signor Brown…”
Erano tempi quelli in cui la discriminazione toccava l’anima con gli scontri di Soweto che sfociarono nella caduta del regime dell’apartheid in Sud Africa.
Nelson Mandela abitava in quelle baraccopoli. Era facile distinguere chi aveva ragione. Il bene e il male avevano connotati inconfondibili.
“Io faccio tutto per poter cantar come voi / ma non c’e’ niente da fare non ci riuscirò mai,
e penso che sia soltanto per il mio color che non va…
Ecco perché io vorrei…Vorrei la pelle nera…
Vorrei la pelle nera…”
31 luglio 2008 Wanda Montanelli
Luglio 31st, 2008 at 11:54
Anche io vorrei tante cose, come più stabilità economica e meno lassismo nel far valere i diritti dei cittadini e delle minoranze, ma questi qui son sordi, a sinistra e a destra - ormai uguali - forse x via della loro età media piuttosto alta… ma temo non sia un problema di natura acustica…
Luglio 31st, 2008 at 12:06
internet ha molti benefici, ma anche effetti collaterali. la democtratcità indiscutibile con cui ognuno vi accede, infatti, in qualche modo polverizza la notizia, rendendo tutto immediatamente vecchio, irreale, contorto come le mail a catena su cui tutti - pur non credendoci- rassicurano di crederci.
inoltre, internet è un bellissimo porto privo di solide dogane, dove si entra disperdendo l’ ‘io’, o dove questo io viene enfatizzato fino a raggiungere deliranti annullamenti reali, come se cioè non si esista oltre la rete.
se ne facciamo un buon uso - comunicativo, divulgativo, qualitativo - è davvero una formidabile risorsa di aggregazione e informatizzazione immeediata, ma se l’assenza di barriere e di “vis a vis” permette l’eccesso, lo squallore e la degenerazione sociale, allora tanto vale tornare al calamaio!
lo stesso per le notizie politiche: le news su wanda montanelli ad esempio viaggio quasi quanto la luce, eppure, costantemente, vengono censurate, negate, o sottotaciute…
Luglio 31st, 2008 at 12:54
Wanda siamo sinceri, l’elemento discriminante non è il colore della pelle, ma l’accettazione passiva di azioni di prepotenza. Se tutti reagissero come tu e le donne che ti seguono avete reagito(ma anche uomini come me) ci sarebbe la parità in pochi anni, non in duecento come previsto dagli studiosi di genere.
A noi uomini conviene. E’comprensibile la paura, ma a noi uomini conviene affidarvi il futuro.
Buon proseguimento.
Renato
Luglio 31st, 2008 at 14:04
A noi uomini conviene. E’comprensibile la paura, ma a noi uomini conviene affidarvi il futuro.
Buon proseguimento.
Renato
Gli uomini meravigliosi ( e le donne aggiungerei) che hanno capito che l’opportunità unica di rispetto globale viene dall’affermazione del diritto paritario sono molti.
Darwin direbbe che sono il frutto di una selezione naturale inevitabile poichè inarrestabile (naturalmente lungi da me l’idea di sentirmi inserita nella teoria del razzismo scientifico).
Quando sento certi discorsi e certe proposte leghiste, quando l’io impaurito degli uomini che non hanno il coraggio di affrontare la diversità con intelligenza e senno sociale, quando i figli del caos si aggirano per il mondo con la presunzione di essere portatori di ordine…beh! il mio pensiero ritorna indietro.
Non dovremmo permettere che attraverso l’ingordigia e tutti gli altri vizi capitali l’uomo si annulli in questo scempio.
Non è vero che non ci sono colpevoli. Non è vero che non esiste il senso del peccato.
Il secolo scorso ha tenuto a battesimo la più grande persecuzione umana della storia. La consapevolezza che ha contraddistinto i genocidi è stata senza pari.
Neppure il sangue versato dai romani è contrassegnato da tanta ignoranza e tanto odio.
Le guerre di occupazione era congeniali alle terre di conquista. Un’altra storia.
Oggi l’obiettivo è il governo mondiale attraverso la concertazione operativa di grandi blocchi di territori e di umani.
Il margine di confronto è diminuito, nonostante il libero scambio delle merci e delle persone,e la povertà e le guerre aumentano oltre i propositi pacifisti e il volontariato umanitario.
Eppure, nonostante queste grandi manovre dissolutorie, sono convinta che possiamo ancora salvare l’anima che vorrebbero estirparci.
Io non sono una praticante ma ho rispetto per il cielo del solo Dio che appartiene a tutti gli uomini, bianchi, gialli, neri e rossi.
Non starò a guardare senza muovere un dito davanti all’ingiustizie.
Non mi girerò sorda ai richiami di chi soffre.
Non starò zitta (e davvero non ci sto) nel denunciare i soprusi.
Non chiuderò gli occhi per non mettermi in gioco.
Oggi come mai la promozione del singolo deve andare sottobraccio alla creazione di gruppi sociali in grado di levare la voce all’ingiustizia.
In Parlamento non stanno rappresentando i fratelli che li governano…stanno svendendo, pezzo per pezzo, il patrimonio che ci appartiene.
La nostra forza deve alimentarsi con la promozione dei deboli..delle donne, dei giovani,degli umiliati.
Non vedo l’ora di assaggiare questo SUN BLACK!!!
Luglio 31st, 2008 at 14:20
Si dice che nel centrosinistra, da Oscar Luigi Scalfaro fino a Furio Colombo (entrambi strenui oppositori del lodo Alfano) sia tutto un vociare sulla prima vera cantonata presa da Antonio Di Pietro. Il leader dell’Italia dei Valori si è presentato ieri in Cassazione per depositare il testo del quesito referendario abrogativo del lodo Alfano.
“E’ una strada sbagliatissima - commenta apertamente l’ex procuratore generale di Milano Gerardo D’Ambrosio - perché Berlusconi vincerebbe la partita”.
“Se per caso il quesito dovesse fallire, anche per mancanza di quorum - ammette Scalfaro - tutta l’opposizione ne uscirebbe male”.
Spia
Luglio 31st, 2008 at 14:41
la ciambella senza buco non mi riguarda. Poco serve ai problemi della gente che non sa come più come sopravvivere.
Ci stiamo atrofizzando su questioni di lana caprina e il paese va in malora.
Una cura ricostituente di superpomodoro non sarebbe male per tanti cervelli addormentati.
Si dovrebbe iniziare dal chiedere al popolo quali sono le priorità, e agire di conseguenza.
Pensare al futuro dei nostri figli che per adesso non ne hanno.
Mariella
Luglio 31st, 2008 at 15:24
Pensare al futuro dei nostri figli che per adesso non ne hanno.
Mariella
Aggiungo che se si pensa al tipo di discriminazioni di cui sotto, altro che futuro per i figli, non c’è nemmeno presente…
Infatti, alla Camera è esplosa la guerra con i senatori. Ad accendere la miccia delle polemiche il deputato del Pdl Emerenzio Barbieri: “Oggi i senatori - ha sostenuto - percepiscono non meno di 700-800 euro al mese in più rispetto ai deputati. All’Assemblea parlamentare della Nato si va alle riunioni con i senatori in classe business e i deputati in classe economica! E poi noi per telefonare all’esterno abbiamo bisogno di fare tutta una lunga trafila, le telefonate dei senatori vengono fatte senza problemi. Quindi, o ribadiamo che i parlamentari sono tutti uguali, sia che siano senatori sia che siano deputati o c’é è qualcosa che non quadra”.
Luglio 31st, 2008 at 18:15
spesso la modernità viene considerata, a torto, l’origine di tutti i mali della nostra società.
in realtà non è così.
l’onestà intellettuale di wanda, che ha ammesso di essere partita da una posizione preconcettuosa (a proposito dei sunblack, ritenendo che fossero ogm)ci rende perfettamente l’idea di questo fenomeno.
il progresso è sempre buono, la sua faccia negativa, il rovescio della medaglia, deriva invece dagli errori nell’uso che se ne fa.
prendete internet: può essere un’arma pericolosa di diffusione di cose sbagliate, ma allo stesso tempo è anche uno straordinario strumento di democrazia, come mai ve ne sono stati nella storia dell’umanità (superiore perfino all’invenzione della stampa, perché accessibile a tutti).
Luglio 31st, 2008 at 18:33
CONDIVIDO PIENAMENTE!!!!!
ANZI, SECONDO SARA’PROPRIO GRAZIE A INTERNET CHE NOI DONNE RIUSCIREMO A CONQUISTARCI FINALMENTE LA PARITA’.
SE NON FOSSE STATA INVENTATA COME FAREMMO OGGI A CONOSCERCI E A SCAMBIARCI LIBERAMENTE LE NOSTRE IDEE?
Luglio 31st, 2008 at 20:51
Scusatemi ma stiamo fuori dalle stanze dei bottoni…non lo siamo solo fisicamente lo siamo anche con l’immaginazione.
Mentre tonavo a casa sentivo rdio radicale…i senatori che si alternavano..alcuni sembrano covare un odio immenso per tutti gli Untermenschen (i sottouomini), ossia coloro che appartengono a popolo che non ce la fa più a tirare avanti.
Ci sono emendamenti e nuove norme che fanno accapponare la pelle…e nonostante internet nessuno li ferma.
Stanno raggirando la costituzione e noi non abbiamo proferito che parole di sdegno…su internet.
I fatti parlano chiari. Non ci sarà un domani se non uniamo le nostre convinzioni democratiche ed il gusto smodato per l’uguaglianza a tutti i costi.
Qualcuno va molto di fretta con le riforme che affossano il paese e noi siamo ancora molto lenti nel non unire i nostri spiriti intorno ad un nuovo pomodoro dalla buccia violacea.
Wanda è l’esempio della ponderatezza e della fattibilità di programmi di gruppo coesi fra loro e tesi a liberarci da schemi ghettizzanti.
Al di là di come va il mercato c’è la volontà solidale di uscire da questa melma e solo tirandoci su e maniche all’inno dei nstri credo sociali potremo ridare un volto decoroso alla convivenza civile.
Smettiamola di parlarci addosso sapendo che nessuno ci ascolterà.
Chiunque è interessato può partecipare ai tavoli di lavoro di Onerpo e presentare progetti ed idee.
Benvenuti coloro che trasformeranno in fatti le miriadi di parole tese a confrontarci.
Tirare le somme serve a contarci e decidere.
Agosto 1st, 2008 at 09:48
ogni forma di comunicazione è bene accetta per far sentire la nostra voce, specie internet che non è o non dovrebbe essere controllata. Allora usiamo la rete, aggreghiamoci, diamo lancio alle nostre idee!
Agosto 1st, 2008 at 09:58
Il sottile senso dell’humor che si capta non ci discosta dai gravissimi problemi dell’esistenza qui affrontati. La distinzione del modo di fare di noi donne è nel tocco leggero.
Sapremo con stile conquistare il diritto di governare, e governeremo bene senza le urla a cui stiamoo cercando di non abituarci.
Gina Loversi
Agosto 1st, 2008 at 10:10
Solo chi conosce il lavoro svolto da alcune persone sa la verità e non è quella che si dice qui.
Non si prendono contatti con le persone se non autorizzati - forse qui qualcuno non conosce la legge sulla privacy?
Si cercano persone chesi uniscano ad una voce quando al tempo questa voce era molto diversa dal coro.
Quando al tempo questa voce diceva in giro di poter avere tutto perche era “la prediletta” e la “predestinata”.
Ho capito ora cosa vi brucia!
Ciao Ciao
Agosto 1st, 2008 at 11:51
Ascoltiamo il tormentone politico di di questi giorni tra bisticci e rinfacci non tiene in considerazione che il il costo della pasta è aumentato del 25% e il latte e il pane e la benzina sono rincarati. Di che cosa si parla se pensionati, lavoratori monoreddito e giovani precari non hanno più come campare.
La maggior parte dei parlamentari ha doppio lavoro, i benefit e i lauti compensi li fanno esistere nel lusso senza capire i veri problemi del vivere, o sopravvivere quotidiano.
Donatella
Agosto 1st, 2008 at 12:50
La maggior parte dei parlamentari devono avere una base di lavoro dal momento che l’eventuale loro riconferma non è certa. I costi della vita sono sempre aumentati e la storia ce lo ricorda. La famosa forbice. Si devono effettuare molti interventi per la salvaguardia del cittadino prima che la povertà si imponga e già è abbastanza estesa.
Forse un giorno qualcuno di maggioranza prenderà in considerazione il fatto di diminuire davvero la spesa pobblica gli annnessi e i connessi.
Matilde
Agosto 2nd, 2008 at 17:09
Partecipare ai tavoli di lavoro ONERPO è sicuramente il primo indispensabile passo per rendere concreta l’aggregazione di chi vuole davvero tentare di cambiare qualcosa.
E’ vero , basta parlarci addosso sui prezzi che aumentano e sugli uomini che non ci danno quanto ci è divinamente dovuto.Quando avremo terminato di elaborare i vari progetti finora in corso (e ne aspettiamo sicuramente di nuovi , anche da parte di chi non è potuto intervenire alla riunione di luglio), spero che ci saranno interventi mirati al buon funzionamento e al miglioramento dei progetti stessi.
Suggerimenti e adesioni concrete , di quelle che partono da internet , è vero, ma poi fanno davvero incontrare le PERSONE, per discutere apertamente, senza nascondersi dietro eventuali pseudonimi.
Che la situazione sia molto grave non è una novità, chi crede di poter ancora cambiare tutto , dopo questa esperienza governativa , si sbaglia, chi crede di avere ancora strumenti democratici efficaci da adoperare per il dissenso si sbaglia….e non perchè si debbano adoperare strumenti non democratici , ma perchè occorre difendere la democrazia da chi , dopo essersene appropriato , la sta demolendo pezzo per pezzo….perchè la democrazia potrebbe , se ancora viva , toglierlo dal posto che ora occupa.
Penso che l’unico modo valido per cercare di modificare le cose sia diffondere nuovi messaggi di aggregazione, centrati su bisogni reali e su diritti calpestati della popolazione…per fare questo dobbiamo incontrarci , su internet e personalmente , spesso, dobbiamo LAVORARE tutti alle idee e alle proposte.
Franca
Agosto 3rd, 2008 at 19:18
franca marzella Says:
Agosto 2nd, 2008 at 17:09
Ciao Franca! Hai perfettamente centrato il primo step di consolidamento delle idee progettuali.
Incontri per tavoli di lavoro ed obiettivi concreti.
Piccoli passi per lunghe distanze.
A presto!
Agosto 3rd, 2008 at 20:24
L’iniziativa di istituire un bollino “blu” per le migliori produzioni delle emittenti televisive locali è una idea che trovo veramente buona per educare i giovani e eliminare la tv spazzatura. La produzione televisava che incide sull’educazione è un argomento che alle donne dovrebbe stare a cuore, però non lo affrontate.
Ettore
Agosto 4th, 2008 at 09:43
Fra di noi ci sono molte educatrici: maestre, insegnanti, docenti universitari e professioniste del recupero e della formazione in campo sociale.
Il grande dramma della TV spazzatura è da inserire in quel processo dissolutorio che spazia a 360 ° nel tentativo di invertire la rotta evolutiva e la capacità di risposta e di affermazione dell’essere umano.
Gli anni 60 hanno fotografato, per es. con la trasmissione del maestro Manzi, un’Italia alfabeta da istruire. La televisione è stato uno strumento eccellente per la crescita culturale del paese.
Al contrario oggi si assiste ad un’attività di squalificazione della centralità dell’individuo per i motivi che già negli anni 80 e 90 attraversarono gli USA.
Le persone non devono pensare, o meglio pensare quel che viene loro indotto attraverso modelli sociali che tendono a regimentare l’attività dei singoli.
Le dittature in fondo si sono mosse sempre attraverso questi canali di propaganda prima e costituzione di modelli comportamentali poi.
Credo che l’idea del bollino blu sia buona ma non sufficiente.
Questa società non ha più bisogno di segnali ma di un vero e proprio recupero dei valori della vita.
L’indebitamento coatto, al quale siamo sottoposti da parte dei poteri forti internazionali…dovrebbe farci meditare sul ciclope contro il quale dovremo scontrarci.
Ecco che fondamentale è il lavoro capillare che va al più presto restaurato affinchè nuove correnti ribelli di pensiero possano regnare su un’economia sempre più precaria e meno affidabile.
Occorre ripartire dalle piccole piazze, dalle piccole comunità,dal singolo elevato all’unicità e meraviglia dell’essere.
Occorre recuperare la forza dello spirito, che poi si traduce in ideali, solidarietà e concretezza di intenti.
Fondamentale è il riappropriarsi del territorio che ci nutre e ci sostiene.
Il volontariato fino ad oggi ha dimostrato una grossa capacità di produttività…ma non basta.
Le formiche non saranno mai sconfitte.
I granelli di sabbia non possono essere ignorati…a meno che non si decida di spazzare via le spiagge dallo scenario terrestre…cosa che ritengo improbabile.
Dunque libertà di pensiero, di penna e di comunicazione…un sottofondo di fruscii veritieri capaci di far risorgere quel sano dubbio che rovescia le mistificazioni.
Agosto 4th, 2008 at 17:56
Con la modernizzazione dei messaggi tv i giovani sono divenuti invisibili nell´ambiente sociale mentre appaiono appariscenti sui media. Sono consumatori ed essi stessi consumo. Protagonisti di reality televisivi, bersagli e attori di ogni campagna pubblicitaria. Politicamente, si sono spostati al centro o si disinteressano della vita politica. Si sono allontanati spesso dalla sinistra quella dei loro genitori sessantottini. C’è un diffuso disinteresse quando non un’inquietudine. Dai sondaggi demos ( http://www.demos.it) si legge che i giovani amano le utopie e pensano che sia possibile afferrare i sogni e cercano di definire la propria identità talvolta a qualsiasi costo.
La classe politica alla maggioranza dei giovani risulta perdente di professione
Chiunque si affacci nella vita pubblica dovrà saper conquistare la loro fiducia con facce pulite e nuovi linguaggi. La fiducia nel futuro e il contrasto alla paura sono le parole chiave. Consideriamo che volti di donne di ogni età e storie di esistenze pulite potranno fare da garanti e rassicurare come un approdo verso l’isola ideale.
Gina
Agosto 4th, 2008 at 21:44
Non vorrei qui fare un corso accelerato su quello che i media (giornali, riviste, televisione, internet, radio) rappresentano, vorrei solo scrivere di quanto l’era industriale assoggetti la società allo spettacolo che non vuole riuscire a nient’altro che a se stesso con conseguente degradazione dell’essere in avere. Avere = apparire
Nella società digitalizzata conta solo e farlo in ciò che si crede di .
Crollati i muri ed i blocchi e, insieme con essi, i valori e le ideologie di una volta, il Paese s’arrampica sugli specchi, annaspa nel vuoto, s’aggrappa al futile, all’effimero ed ad ogni nonnulla.
Ai “grandi” serve soltanto scoprire il loro percorso del “chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo”. È una missione interiore e segreta. Oggi per “piccoli” il successo – o meglio la visibilità – è dato da numeri ed è accessibile, la ricetta è l’esagerazione.
Che dire di quei ragazzi che, ormai abituati e desensibilizzati all’idea di morte “spettacolarizzata” hanno filmato e messo in internet le loro risate davanti alla ragazza decapitata a seguito di un incidente? Erano sicuri di apparire, di avere molte visite, che c’era di male in fondo? Pazzesco!
Che dire del dipinto la “Verità svelata dal Tempo” dove il seno è velato? Ma non si chiama censura in questo caso, bensì ritocco per non creare suscettibilità. Per un dipinto del Tiepolo quando quello che si vede a tutte le ore e anche per le pubblicità è davvero molto più di questo?
Che dire del fatto che nel corridoio che sta davanti alla sala del Consiglio di Sicurezza dell’ONU si trova un arazzo che riporta il famoso quadro di Picasso, Guernica, che viene riprodotta alle spalle dei relatori (Kofi Annan, ambasciatori, etc..). Quindi, ogni qual volta escono a fare dichiarazioni per la stampa l’arazzo viene inquadrato in secondo piano. Ma nei mesi in cui si discuteva di un eventuale guerra “preventiva” in Iraq, i vertici ONU hanno ritenuto che non fosse poi così opportuno farsi riprendere con un tale manifesto dello scempio della guerra. Fatto sta che l’arazzo è stato coperto da un drappo blu. La risposta di Fred Eckhard (portavoce ONU) in merito è stata che il misto di bianchi, neri e grigi dell’arazzo producevano un effetto di confusione visiva (Wikipedia) E tutta la violenza gratuita che ogni giorno “assimiliamo” dai media?
Ma l’arte non in vendita si può censurare e/o nascondere, per ciò che si deve commercializzare invece, tutto deve essere spinto ad una esagerazione che produce effetti non controllabili e tutto è giustificabile nel nome del commercio che, in fin dei conti, non ha regole. Il Dio Denaro deve avere soddisfazione e ad esso tutto deve essere sacrificato e si ritorna così al fatto che l’apparire conta più dell’essere: tutto lo dimostra.
Agosto 4th, 2008 at 21:51
Ho usato della punteggiatura che non mi ha permesso di pubblicare in modo corretto la frase:
Nella società digitalizzata conta solo e farlo in ciò che si crede di .
Riporto quindi la frase che volevo scrivere:
Nella società digitalizzata conta solo apparire e bisogna farlo in ciò che si crede di essere.
Così penso a Obama, la cui discriminazione ora sta nel suo peso!!! 5 chili in meno di media rispetto ai Presidenti americani. Il 66% della popolazione americana è sovrappeso e non si potrebbe sentire rappresenta da Obama, per l’appunto.
Come dire che non c’è fine al peggio e mi chiedo: non è questa la società globalizzata dell’apparire?
Agosto 5th, 2008 at 09:14
su Marte non c’è vita, lo afferma la Nasa. L’Ente spaziale Americano ha pubblicato le foto del pianeta rosso e il gioco ottico che ci fa intuire l’ombra di una donna inginocchiata. Si tratta di una strana creatura marziana? . Le immagini catturate dalla sonda spaziale Spirit sono visibii da chiunque può dare interpretazioni personali. La piccola insenatura di roccia sembra una donna che prega, e vorremmo essere in grado di aumentare l’orizzonte umano, anche sapendo che uscire dai nostri confini non sempre restituisce risultati che migliorano la nosra vita. Per esempio il processo di globalizzazione doveva livellare verso l’alto l’esistenza dei paesi poveri, è accaduto invece che i paesi ricchi si sono livellati verso il basso e la precarietà, come un contagio, ha infettato popolazione occidentale.
Nadia P. Torresi
Agosto 5th, 2008 at 09:54
Abbiamo l’esigenza di sognare e cercare l’isola che non c’è anche su Marte, ma come scrive Francesca la società dell’apparire è vincente, sta a noi apparire per quello che siamo e dare al mondo l’esempio che l’essere e l’apparire quando coincidono sono rassicuranti e durevoli. La gente non vuole sorprese, noi possiamo mantenere ciò che promettiamo, ed è per questo che siamo osteggiate. Non si vuole che noi donne diamo prova di noi stesse, sarebbe la catastrofe per i tapini che hanno distanze siderali all’apparire e l’essere.
Gina
Agosto 5th, 2008 at 11:36
ho saputo che Veltroni raccoglie le firme per salvare l’Italia, ma dico io non ci poteva pensare prima?
Silvia
Agosto 6th, 2008 at 12:24
I diritti dei popoli
In occasione della Giornata Mondiale dei Popoli Indigeni (9 agosto) l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) punta il dito contro la corsa verso nuove fonti di energia che minaccia circa 90 milioni di indigeni in tutto il mondo. L’APM chiede con forza che le autorità e le
multinazionali implicate nell’estrazione di nuovi giacimenti di petrolio, gas e uranio, nella produzione dei cosiddetti biocarburanti e
nella costruzione di dighe tengano conto delle esigenze delle popolazioni colpite dai loro progetti.(continua)
http://www.gfbv.it/2c-stampa/2008/080806it.html
Saverio
Agosto 6th, 2008 at 12:58
sono a favore dei popoli minacciati e certa che la globalizzazione dovrebbe fare meno disastri contro indigeni che si trovano coinvolti i interessi che favoriscono solo le multinazionali.
Un governo nazionale lungimirante opera in aiuto dello sviluppo locale dei popoli, onde evitare impoerimenti che poi li fanno fuggire via dalle loro terre. Lamentarsi per i troppi clandestini quando è troppo tardi non serve a nulla. Pensiamo oltre i nostri confini per aiutare le popolazioni a stare bene nelle loro paesi.
Donatella
Agosto 6th, 2008 at 13:22
“Oggigiorno insistiamo affinchè le donne siano trattate esattamente come gli uomini. Ma siamo certe di voler essere trattate come la maggior parte degli uomini nella nostra società? O forse entrambi i sessi meritano qualcosa di meglio?”
Kay Keeshan Hamod
Agosto 6th, 2008 at 13:25
” grazie alla loro millenaria esperienza nelle relazioni umane, l’intuito femminile è questo in realtà, le donne hanno uno speciale contributo da offrire in ogni impresa di gruppo…”
Margaret Mead
Agosto 6th, 2008 at 13:39
Apparire per quello ch siamo, interessate e da mettere in pratica. Quello che mi preoccupa è la persona che dice ad altri ciò che giò si è definita da sola “predestinata” ebbene cosi non è stato, ne prendesse atto.
Ricordo a legge sulla privacy, semmai qualcuno non ne è informato metto tutta la legge sul vostro blog per rinfrescare le idee.
Si invitano le persone che ignorano tale legge a documentarsi e non usare tabulati di dati sensibili allo scopo di accaparrare gente in suo favore al fine di…
Molti si sono lamentati di ciò ne prenda atto.
Ho letto la rettifica su nuovi orizzonti, quindi non siete del partito come invece qualcuna ha sostenuto?
Bello leggere i commenti su altre sezioni per capire molto.
Ma la Silvia che scrive qui è colei che scrive altrove: bla blabla bla bla come la pubblicità della vodafone?
interessante e profonda persona.
Evviva le donne!!! ma non tutte.
Scrivete dei libri che è meglio
kiss
Matildina
Agosto 6th, 2008 at 13:40
La predisposizione delle donne alla condivisione, la loro capacità di donarsi e agire seguendo l’istinto non sono mai state così necessarie come in quest’epoca in cui dobbiamo lottare per rispondere alle sfide culturali e ambientali del presente.
Essere buttate fuori dalla vita vedendo ignorata la nostra individualità è il supruso più assurdo che si possa subire.
Non dobbiamo farci impressionare da ciò che è stato costruito intorno a noi ma dobbiamo capire cosa sta succedendo e prendere parte agli eventi del mondo che gravando su di noi precipiteranno sulle persone a noi care.
Non c’è nente che non si possa fare se sufficientemente determinate e dotate e coese.
C’è un’esigenza che ci sta richiamando tutte ed è quella che ci vuole meno modeste e più progettuali.
Dobbiamo osare ed agire di più.
Noi possiamo fare la differenza perchè capaci di creare cambiamento.
Dobbiamo essere una voce in grado di dare forma al futuro.
La prospettiva necessaria per il mondo è la presenza delle donne nei processi decisionali.
Come sosteneva già nel 1933 Joan Collins: IL MONDO NON PUO’ FARCELA SENZA LE DONNE…IL FUTURO SPETTA A NOI.
Agosto 6th, 2008 at 14:27
l’ambiente è uno degli elementi fondamentali e anche questo blog va verso quella direzione. L’intuito femminile ha puntato alla salvaguardia della natura e di conseguenza nella salvezza del genere umano. Su Marte non c’é vita ed è sbagliato correre incontro a alternative che possano accoglierci dopo che avremo distrutto la terra.
Teniamoci ciò che oggi abbiamo. Affrettiamoci a incidere sui governi per rispettare la natura e i popoli.
Anche per questi motivi dobbiamo essere in prima fila noi donne.
Gaia L.
Agosto 6th, 2008 at 14:48
Apparire per quello ch siamo, interessate e da mettere in pratica. Quello che mi preoccupa è la persona che dice ad altri ciò che giò si è definita da sola “predestinata” ebbene cosi non è stato, ne prendesse atto.
Ricordo a legge sulla privacy, semmai qualcuno non ne è informato metto tutta la legge sul vostro blog per rinfrescare le idee.
Si invitano le persone che ignorano tale legge a documentarsi e non usare tabulati di dati sensibili allo scopo di accaparrare gente in suo favore al fine di…
Molti si sono lamentati di ciò ne prenda atto.
Ho letto la rettifica su nuovi orizzonti, quindi non siete del partito come invece qualcuna ha sostenuto?
Bello leggere i commenti su altre sezioni per capire molto.
Ma la Silvia che scrive qui è colei che scrive altrove: bla blabla bla bla come la pubblicità della vodafone?
interessante e profonda persona.
Evviva le donne!!! ma non tutte.
Agosto 6th, 2008 at 15:12
LA DONNA CHE STA AL MINISTERO DEI GIOVANI E QUELL’ALTRA CHE STA AL MINISTERO DELLA SCUOLA STANNO COMPORTANDOSI BENE. UNA HA STANZIATO SOLDI PER FARE SCUOLE DI MUSICA E PALESTRE PER I GIOVANI. IL SETTE IN CONDOTTA A SCUOLA E’ UNA BUONA IDEA. QUANDO CI SONO LE BUONE IDEE DELLE DONNE IO LO RICONOSCO.
CONTINUATE COSI’ CHE ANDATE BENE.
FRANCO BARZAGHI
Agosto 6th, 2008 at 17:40
L’ appartenenza di un elemento “a” ad un insieme “X” è la relazione che stabilisce se a è compreso tra gli elementi di “X”.
…Una semplice formula matematica che tenta di spiegare che essere una comunità online si traduce spesso in senso d’appartenenza in quanto identità condivisa.
Tutto il resto lascia il tempo che trova…anche lo scrivere dei bei libri per la comunità tutta.
Agosto 7th, 2008 at 10:03
ho visto la missiva e condivido tutto anche se avrei scritto di più e di peggio. L’informazione non deve mancare e ti seguo sulla volontà di non permettere che false notizie attecchiscano su chi non ha gli strumenti per capire che enorme schiacciasassi è stata messa in moto contro di te e le donne del partito che in questi anni hanno dato prova del loro impegno e intelligenza. Penso che ti temono, ci temono e i muscoli che mettono in mostra a noi non fanno impressione.
Siamo nel giusto e chi ormai è informato sappia che “l’inerzia è considerata ostilità”.
Sandra Gargiulo
Agosto 7th, 2008 at 10:24
ho rivisitato il sito censurato e farò una lettera di protesta alla stampa. la distruzione dell’iniziativa femminile come orde di barbari non si può tacere. Si deve scrivere a tutti i nostri conoscenti e amici di blog e di testate stampa per notificare l’indignazione che sentiamo. Telefoniamo a Grillo a Travaglio a Santoro, a tutti, e chiediamogli cosa ne pensano
Come Sandra ribadisco: L’inerzia è considerata ostilità.
Nadia P.Torresi
Agosto 7th, 2008 at 14:43
Il maggior impegno della nostra vita è del tipo descrittivo, per farsi capire, per dare la corretta informazione e usare le parole appropriate, ma non c’é peggior sordo di chi non vuol sentire. Dobbiamo imparare a infischiarci di chi ha i tappi nelle orecchie e proseguire. davanti a noi la libertà, dietro i blocchi e i legacci.
Andiamo oltre.
Donatella
Agosto 8th, 2008 at 10:01
seguendo la politica e tastando il polso della gente emerge un bisogno estremo di moralizzazione. I libri sono scritti letti e venduti, ma passiamo oltre e rinnoviamo la società di praticità, trasparenza, cuore femminile.
Da noi e solo da noi arriverà la pulizia che i cittadini vogliono.
Gli umini intelligenti ci seguiranno.
Silvia
Agosto 8th, 2008 at 11:17
che c’entriamo noi con il nuovo?
Il nuovissimo, il mai sperimentato: Le donne al comando.
Barbara
Agosto 8th, 2008 at 11:21
Sono d’accordo con te Silvia. La sfida che andiamo a proporre è che dobbiamo vincere per fondere armoniosamente il dinamismo economico al rispetto della persona umana.
Siamo responsabili socialmente delllo strappo che daremo alle politiche che desertificano il principio morale ed il dovere fondamentale degli individui tutti di rappresentare il processo paritario.
La società che le donne del futuro pretendono è il valore inestimabile che rappresentano (ancora per poco) nell’ombra più assoluta e che non hanno mai smesso di generare in nome del benessere di tutte le società.
Un agosto sereno a tutti!
Anna Rossi
Agosto 8th, 2008 at 15:09
Molto spesso trovo che l’eccessiva retorica del “femminismo” sia un potenziale rischio per le stesse donne, almeno per le donne “del fare”. Nascondersi dietro gli slogan o semplicemente inorridire perchè le presenze femminili nella vita socio-politica in Italia si ferma agli slogan è un esercizio che rischia di diventare pedante e poco proficuo. Non è più, credo, il tempo di una massiccia metabolizzazione del tema femminile, ormai sentito in tutto il Paese, e quindi non si tratta di metterci in fila a urlare “dateci spazio”. Per me si tratta di lottare per “prenderci spazio”, perchè di sicuro nessuno è pronto a concedercelo. L’iniziativa, di qualsiasi natura, paga molto ma molto più della propaganda verbale e spesso aulica.
In questo, credo, che noi donne dobbiamo esser più grezze e meno levigate. Occorre non solo far vedere che esistiamo, ma esistere. Occorre alzare le maniche per agire e accaparrarci spazi vitali in questa giungla del 2000.
Agosto 8th, 2008 at 15:17
Le istituzioni (dominate dagli uomini) in questo paese sono contro l’approdo paritario delle donne alla carriera politica. Non pensate che servano leggi nuove, con regole più dirette, per porre un rimedio alle discriminazioni?
Agosto 8th, 2008 at 15:48
Manuela Says:
Agosto 8th, 2008 at 15:09
Precisare per capirsi:
Il femminismo ha segnato un tempo che ne ha incalzato un altro senza dare dilazioni.
La globalizzazione ha velocizzato tutti i processi e l’assenza di regole comuni, non solo ai mercati ma anche nel campo dei diritti umani, fa riflettere creando inevitabilmente sacche di malcontento.
Si inciampa in uno slogan quando l’espressione ripetitiva conferma un’idea ed il proposito di tradurla in fatti…un grido di battaglia, appunto, e per dirla alla scozzese uno SLOGORM.
In un precedente intervento veniva sottolineato il dovere delle donne di andarsi a prendere quel che è loro dovuto anche se talvolta viene presentato come confezione regalo con tanto di fiocco.
Proprio per restare in tema di metabolizzazione è dato di fatto che la propaganda verbale e spesso aulica dei mistificatori e mistificatrici, che remano contro un processo ormai inarrestabile come quello paritario, non fa più breccia su nessun orecchio.
Che le donne siano come siano, grezze o levigate non fa nessuna differenza, a destra e a sinistra o palla al centro è giunto il tempo di fare squadra.
L’iniziativa è partita seminando un campo immenso.
Le maniche sono già oltre i gomiti e non sarà questa giungla a fermare un lavoro al quale siamo allenate da millenni e di cui vogliamo vedere la fine.
Agosto 8th, 2008 at 21:19
mi piace la frase di Sandra L’inerzia è considerata Ostilità.
Non si può stare al guado. decidete donne da che parte stare. qui c’è una lotta per i diritti che reclamiamo da troppo tempo. Non possiamo aspettare che nasca un Zapatero italiano. Usciamo dallo stallo e prendiamoci i diritti.
livia
Agosto 9th, 2008 at 11:57
Luigi Says:
Agosto 8th, 2008 at 15:17
… Non pensate che servano leggi nuove, con regole più dirette, per porre un rimedio alle discriminazioni?…
Le leggi ci sono, bisognerebbe che fossero applicate
Agosto 9th, 2008 at 18:10
le leggi ci sono e una sentenza esemplare per chi non le rispetta farà la differenza. Mentre aspettiamo inventiamo nuove forme di lotta perchè la fantasia non manca a noi donne e si può fare di più, molto di più.
Come per esempio occupare sedi strategiche, o usare il megafono per la strada, o fare punti di raccolta adesioni con tavoli in ogni angolo. Se da settembre partiamo con iniziative tasteremo il polso de paese sui temi di tanti soprusi che la gente sopporta.
Paola Casarini
Agosto 10th, 2008 at 14:38
Vedo solo parole fino ad ora, pensate di farvi valere cosi?
Sembra che vi piaccia la situazione cosi com’è tanto per avere qualcosa su cui lamentarvi. Se avete forza agite, fatevi sentire, fatevi vedere attive e PRODUTTIVE.
BASTA LAMENTARVI.
Che noia!
Agosto 10th, 2008 at 14:44
Ho notato su questo sito un link che porta al giornale dove si chiede rettifica di una dichiarazione, la signora Wanda Montanelli sostiene che ancora oggi sarebbe (almeno cosi si firma) detentrice di ruoli all’interno del partito con tutto che ha una causa in corso. Mi piacerebbe avere delucidazioni in merito oppure agite per conto vostro quindi non potete firmarvi con incarichi che non vi competono.
Saluti
Matilde
Agosto 10th, 2008 at 22:49
possiamo gioire per Federica Pellegrini che si qualifica per la finale dei 400 stile libero con il nuovo record olimpicoe e domani è la favorita per l’oro. Invece Tatiana Guderzo nella prova individuale di ciclismo su strada ha preso il bronzo, Sotto una pioggia battente, è stata protagonista dell’azione decisiva nella prova di 126,4 km.
Vive le nostre brave atlete, ma anche nella scherma il primo oro grazie a Matteo Tagliariol Rebellin nel ciclismo e Giovanni Pellielo nel trap maschile hanno preso l’argento.
Qando c’é competizione paritaria i risutati ci sono per donne e uomini.
Sandra Gargiulo
Agosto 11th, 2008 at 10:37
è risaputo che quando la competizione è leale le donne emergono.
Silvia
Agosto 11th, 2008 at 14:40
Buona prosecuzione, inutile parlare con chi non è in grado di argomentare. Non è dimostrazione di donne valide quindi dopo questo avallo il mio insindacabile giudizio che le donne non sono affatto migliori degli uomini ma bensì nescondono la testa sotto la sabbia quando non sono i grado di replicare.
Vorreste pure andare al governo?
huahauhauhauhauhauha hauhauahauahu hauauhaha
bblah bla bla bla bla bla blablablabla blabla blabla bla
(alla Silvia)
Agosto 11th, 2008 at 14:44
da Vantina Pezzali che oggi porta a casa l’oro, che è il terzo della sua carriera, riconsideriamo che è la disciplina a portare i risultati. Il rapporto tra il maestro e l’allievo non si falsa da rapporti diversi dall’autostima e disciplina. Vale anche per Margherita Granbassi il bronzo che è sulla scia di un tratto della gara olimpica di cui inorgoglirsi.
Per noi va bene, e magari il riconoscimento individuale fosse sempre così ben basato sull’impegno, perché questo è un campo dove non si fanno favori.
Entusiasta per queste olimpiadi vi saluto.
Gina
Agosto 11th, 2008 at 15:05
IO MI INCHINO SULLA MEDAGLIA D’ORO DELLE DONNE ITALIANE. LO SAPEVO CHE CE LA FACEVAMO, E SE VI DICO CHE LE BRAVE NON DEVONO ESSERE OSTACOLATE DIMOSTRO CHE ALLA FINE DEL DISCORSO VI DO RAGIONE. BRAVE SIETE PURE VOI, MA NELLA POLITICA E’ UN’ALTRA QUESTIONE.
FRANCO BARZAGHI
Agosto 11th, 2008 at 15:25
Bravo Franco
La politica è altra questione.
Agosto 11th, 2008 at 16:10
un’altra vittima dell’indulto. una donna anziata uccisa per 10 euro. alla casa internazionale delle donne una parete intera è dedicata ai femminicidi. Si permette che deliquenti pericolosi, invece di essere rieducati in carcere escano a esprimere la loro mai sopita aggressività, e tutto ciò è un altro segno della superficialità di parlamento e governo che approvano leggi antisociali. Non si va a fondo delle cause criminogene non si proteggono gli inermi dalla violenza.
Lisa
Agosto 11th, 2008 at 18:17
L’indulto, che non approvo, prevede i reati commessi fino al 2 maggio del 2006
non oltre.
Matilde
Agosto 11th, 2008 at 23:11
La storia dello sport della donna, non è stata ancora scritta in Italia in maniera compiuta. Un pò perché la storia dello sport, in generale, si è sempre occupata di questo fenomeno dal punto di vista maschile, ma anche perché la storia dello sport femminile è stata finora circoscritta, avendo considerato le vicende di qualche atleta illustre, o di qualche disciplina, o di qualche episodio eclatante, senza una visione d’insieme. E’ anche mancato il materiale su cui indagare, perché la donna, solo di recente, ha avuto una propria storia, relegata però in quella del costume.
Infine non bisogna dimenticare il contesto in cui ha vissuto per secoli la donna nel nostro Paese, soggetta a pregiudizi di tipo culturale di difficile superamento, condizionata, come negli altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, dalle sue prerogative di madre e sposa, prerogative che la hanno relegata ad un ruolo secondario della vita civile.
Ma che spazio è concesso alla ricerca sulla donna e al suo impegno sportivo? Ben poco, anche se di recente pare che qualcosa stia cambiando, come testimonia la nascita nel novembre 2002, in Italia, di un Gruppo di lavoro sulla donna in seno al CONI. La spinta è venuta dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale), che ha il suo Gruppo dalla I Conferenza su Donna e Sport a Losanna nel 1996 e che, in Anita De Franz, membro di Giunta, ha trovato un elemento catalizzatore di iniziative a favore delle pari opportunità. I tempi , dunque, paiono maturi.
La donna risulta spesso criptata all’interno di categorie solitamente riportate “al maschile”, neutro-universale, esattamente come succede alla Storia dalla “esse” maiuscola, che si trova a ricercare l’immagine della donna in categorie funzionali alla storia politica, per definizione maschili. In esse, la donna, se compare, è sempre moglie, o madre o figlia di qualcuno, e la sua immagine è spesso ritratta nelle funzioni che le sono attribuite come tradizionali, nascita, matrimonio, morte.
La speranza è che, a seguito dell’invito del CIO ad impiegare entro il 2005 il 20% di donne nei quadri sportivi di tutte le nazioni che ne fanno parte, anche in Italia cresca la sensibilità nei confronti della donna sportiva e della sua storia, di conseguenza dei suoi archivi della memoria.
Da Ministero per i Beni e le Attività Culturali Soprintendenza Archvistica per il Lazio (Angela Teja)
Agosto 11th, 2008 at 23:25
E’ dunque forse per l’interessamento del CIO che possiamo gioire oggi per le medaglie rosa?
E’ dunque per l’interessamento di Zapatero che possiamo gioire oggi per le Ministre in Spagna?
Qualcosa sta cambiato nello scenario femminile: la consapevolezza di non essere inferiori a nessuno.
Le donne non sono una specie all’interno di un’altra specie, bensì frammento di umanità a cui apparteniamo tutti/e uomini e donne indistintamente.
Sport, lavoro, politica… i tempi stanno cambiando davvero: nascita, vita e morte sono sempre più condivise anche dall’uomo che era tenuto fuor
Agosto 12th, 2008 at 00:35
Pierluigi Saccullo Russello, l’uomo accusato di avere provocato la morte della pensionata di Desio Antonietta Mariani, aggredita per uno scippo, aveva da pochi mesi beneficiato dell’indulto, uscendo dal carcere dove stava scontando una pena per rapine e sequestro di persona (reati commessi per l’appunto prima del 2 maggio 2006 - altrimenti non avrebbe potuto beneficiare dell’indulto). Uscito dal carcere, l’uomo era stato ricoverato in una comunità terapeutica per tossicodipendenti dalla quale era poi scappato, ripiombando nel tunnel dell’eroina. Noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, all’uomo potrebbero essere riconducibili almeno altri sette scippi commessi nell’ultimo mese e mezzo. L’Unione Sarda.it
La violenza nei confronti delle persone anziane è ormai da tempo una vera e propria emergenza.
Inoltre, una indagine Istat informa che “6 milioni 743 mila sono le donne italiane da 16 a 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita. 5 milioni le donne che hanno subito violenze sessuali. 3 milioni 961 mila violenze fisiche. Circa 1 milione di donne ha subito stupri o tentati stupri”.
Agosto 12th, 2008 at 09:38
Il problema della violenza è tra i più impellenti. Ieri sera su Raitre il programma Amore criminale presentava l’intervista ad una ragazza sopravvissuta per miracolo alle pugnalate del suo fidanzato carnefice, che dopo averla barbaramente picchiata per tanto tempo, quando lei ha deciso finalmente di laciarlo l’ha colpita più volte e lo ha fatto in pubblico con cattiveria e v9olontà di farla morire. L’egoismo di certi elementi è tale che considerano la donna un oggetto di propria appartenenza, quindi o resta con loro a subire botte calci lividi e denti rotti, oppure, al minimo cenno di libertà riconquistata la uccidono. Ebbene la ragazza è viva perché in ospedale c’era la sala operatoria pronta per un altro intervento e si è potuto agire con velocità. Trascorso un lungo tempo di coma si è salvata. La ragazza è a pezzi, non osa andare al mare per le troppe ferite che ha sul corpo, ma non riesce a fare una vita normale per le troppe ferite che ha nell’anima, e per le enormi paure che non riesce a vincere. Lui invece è uscito dal carcere ed è agli arresti domiciliari a pochi passi da casa sua.
Come si può permettere in uno stato civile che nessuno impedsca ai violenti di fare del male e continuare a farne?
Noi dobbiamo, come donne, difenderci e pretendere leggi severe e sentenze durature del tipo buttare via la chiave. Tanto questi una volta usciti rifanno le stesse violenze se non di peggio.
Lisa
Agosto 12th, 2008 at 12:32
Se già in questo contesto non si riesce ad avere un dialogo, immaginiaole al governo?
Donne, non avete capito nulla di politica, la necessità di saper fare politica è saper ascoltare, saper confrontarsi anche su temi che non vi piacciono. Al governo troppi temi scomodi capitano e voi non siete in grado di interragire dal web figuriamoci…..altrove.
Quindi Franc ha prefettamente ragione nel dire che la politica è altro, bisogna saperla fare.
Il cittadino non lo è solo quando una donna si siede in parlamento, il cittadino c’è anche prima. Non sapete ascoltare, non siete in grado di confrontarvi.
La persona più sbagliata in poltica è la persona polemica, ci vuole moderazione, calma, in ogni circostanza, solo con queste caratteritiche si può lavorare senza compromettere la parte istintiva nelle decisioni.
Vi invito a rinunciare dal momento che mi dispiace dirlo ma non siete tagliate per ricoprire alcun che in parlamento ne altrove.
Prima si dimostra con i fatti poi si può sperare di potersi sedere anche al governo.
Matilde
Agosto 12th, 2008 at 13:01
AGOSTO, tempo di zanzare inutili e fastidiose…. si dice che in Giappone abbiano inventato uno speciale ultrasuono che , silenziosamente , e definitivamente, le induce al suicidio. L’ultrasuono si attiva automaticamente quando la zanzara passa e ronza …che ne dite? potrebbe essere un’idea?
FRANCA
Agosto 12th, 2008 at 16:12
ahahahahahaahah poverinaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!
Agosto 12th, 2008 at 17:57
La Franca suggerisce addirittura il suicidio!!! Uddiooooooooooo che devo sentire …………….
si commenta da sola.
Lo so le zanzare sono molto fastidiose quando continuano a sollevare lo stesso rumore, lo stesso, sempre lo stesso!
Ben venga la realtà delle persone, solo in caso di stress emerge la loro vera natura…
uddio..la zanzara dovrebbe suicidarsi, insidiosa e fastidiosa che parole da una signora.
Matildina
Agosto 12th, 2008 at 20:23
Il Giappone è un grande paese…in quella terra sono nate e vivono da millenni tradizioni , culture , espressioni poetiche e letterarie che sono sopravvissute a guerre, epidemie, disastri ambientali .
L’ estrema gentilezza , la calma e la capacità di ascolto interiore, qualità che caratterizzano l’anima del popolo giapponese, insieme alla acuta e costruttiva intelligenza, hanno fatto si che gli scienziati , inventassero il ZANZHARAKIRI.
In questo modo , le piccole zanzarine (e i zanzarini), pur mantenendo la loro dignità e , senza senrirsi schiacciati da violenti colpi di mani o di gas, prendono consapevolezza della loro inutilità sulla terra , e , finalmente felici, non più arrabbiati con gli esseri viventi a sangue caldo , se ne vanno a cercare un mondo migliore per loro , altrove, con i propri mezzi …..
Ciao, Franca