FAZZOLETTI DI CARTA, TAXI E BAOBAB NELLA TEORIA DELLA CONSULTA OMBRA

Jean Léonard Touadi. Non lo conosco. Ha fama di essere bravo. Nel senso umano del termine. Si dice che Veltroni lo abbia imposto a Di Pietro. E il presidente dell’IDV all’ex assessore della giunta capitolina: “Prego, si accomodi. I nostri attivisti e dirigenti del Lazio saranno felici di farsi da parte per fare spazio a lei!”
Anche quelli del nord d’Italia, aggiungerei io. Per carità! E i meridionali? Non vedono l’ora!
Per questo sono nati, per preparare seggi elettorali a persone speciali; per servire, riverire e farsi da parte al momento buono. Esistono o no ruoli e caste? Ad ogni livello esistono, e c’è chi nasce per far star comodi gli altri come scopo di vita. Alcuni esseri “particolarmente predisposti al sacrificio” non aspettano che questo e finalmente un certo giorno arriva il tempo di realizzare il loro sogno. Dopo momenti in spasmodica attesa, riescono ogni tanto (certo bisogna attendere i tempi elettorali per avere queste adrenaliniche soddisfazioni) a offrire uno scranno in Parlamento in un piatto d’argento a qualcuno scelto da qualcun altro. Altrimenti che immolazione sacrificale sarebbe? Niente di personale. Tutto sommato, potrebbero anche apprezzare la scelta. Vede… monsieur Touadì, potrebbero essere affascinati da frasi del tipo “Il lussureggiante albero flamboyant testimonia meglio del baobab la vitalità del continente africano”. C’é infatti tutto un mondo che si apre davanti ai loro occhi nel leggere il suo curriculum: la mensa di Colle Oppio, i pomodori che raccoglieva a villa Literno. Come non avere simpatia per lei che si è plurilaureato nonostante tutto?
Bravo docteur Touadi.
Lei è per adesso l’ultimo della serie. Di quelli che poi se ne vanno. Ma non è colpa sua.
Parlerei così anche a Pardi, a Giulietti, e a tutti gli altri bravi (nel senso umano del termine si capisce) se se ne andassero.
Vanno spiegati alcuni semplici concetti. A loro ed a tutti coloro i quali sanno (si è sparsa la voce ormai) che qualsiasi cosa faccia uno nella vita, di bello, brutto, meraviglioso o poco interessante, è disponibile un luogo politico dove gente (strana in fondo) si impegna fino allo spasimo per costruire un partito-taxi per poi attendere proprio come scopo sociale che un certo giorno arrivi “il predestinato” che proprio perché prescelto dal destino, supera trecento persone in attesa e in fila, e con un semplice gesto del pollice alzato fa spalancare le porte del veicolo davanti a sé.
I trecento restano lì. Giovani e forti. Restano forse un po’ storditi se non alquanto morti (dentro). Per loro quel veicolo era una specie di barca a vapore che alzava una bandiera tricolore. Per lui, il predestinato, è solo un taxi. Tutta qui la differenza. Non è poco. E’ la difformità che c’è tra chi ha ricamato cifre d’oro sulla tela dopo averla tessuta, e chi l’ha scarabocchiata e buttata via come un fazzoletto di carta, un kleenex appunto.

“Usa e getta” . Si fa questo delle persone. No, non tra voi.
Tra noi..
Chi è stato usato e gettato nel breve contratto tra Touadi e Di Pietro?
Mah…nessuno dei due ha buttato via l’altro. Entrambi hanno avuto la loro convenienza, non c’è da preoccuparsene.
Piuttosto… come stanno quelli della barca a vapore?
Certo alcuni andranno via, altri resisteranno e ricominceranno a costruire un altro taxi per il prossimo prescelto o la prossima predestinata; perché è bene sapere che in infinitesimale “quota rosa” anche qualche eletta ogni tanto trova aperte le porte della batmobile, e si accomoda per il tempo necessario ad andare in Piazza Colonna,o in via della Dogana. Poi scende come hanno fatto Gasparrini e Rame.
In situazioni rinunciatarie di soavi presenze chi incolpare?
Stessa risposta. Come si fa a misurare chi ha avuto più vantaggi? Una mano lava l’altra. Non c’è da preoccuparsene.
Piuttosto come stanno quelle della barca a vapore?
Beh…erano trecento.. giovani e forti e sono…
No, non si può dire così. E’ errato e non fa neanche rima. Porta male…
Morte non sono, l’assonanza non tiene.
Le Donne della barca a vapore hanno ancora la bandiera tricolore.
Eh si. Loro ci credono al tricolore e alla Costituzione. Articoli 51. 3, 2, ed ora fortemente anche il 21 sul diritto all’Informazione e contro le censure. Ne sa qualcosa Beppe Giulietti. Ma non si pronuncia se si tratta di donne. L’argomento è di quelli che non interessa. Due siti censurati alle donne nel partito che lo ospita e lui “articolo 21, bla, bla, bla..” non spende una parola o un rigo. Che non sappia nulla? La sua mail è nel nostro indirizzario. Lo sanno tutti in Spagna, Canada, e America Latina. Mah…! Facciamo allora un po’ di auto-promozione.
E’ un ottimo lavoro quello fatto nell’Italia dei Valori dalle donne eccellenti che l’hanno edificato come movimento-partito si dall’inizio. Chi dal 1997, chi dal ‘98, chi qualche anno più tardi.
Sono persone di qualità culturali, umane, professonali, talento politico, grinta.
Meritano di avere giustizia.
E si fa giustizia già divulgando notizie e descrivendo persone e fatti.
Ad aprile 2008 (due mesi fa) ho scritto ad ADP un documento ufficiale (seguito da molti lanci d’agenzia) per chiedere che 7 magnifiche donne Idv fossero candidate in testa di lista. Il Tonino nazionale se ne è guardato bene. Ed era l’ennesima volta che negava i diritti di cittadinanza alle donne (art. 3 art. 51 e modifiche). La eletta del Molise fino a 15 giorni prima era nella Margherita. Anche con lei, niente di personale. E’ solo una precisazione.
Trasparenza e precisione sono elementi di forza per me.
Ne è seguito il mio secondo sciopero della fame. La divulgazione a mezzo stampa in tante parti d’Europa e del mondo. Le lettere del Presidente Napolitano, la causa in Tribunale a Milano per chiedere conto di tante cose.
Ci sono circa cento pagine nell’atto presentato al giudice a Milano, con 170 testimoni e nove fascicoli di documenti, tra cui le tessere di iscrizione al partito, che qualcuno falsamente manda a dire in giro che io non ho.
Tutte balle.

Secondo questi bugiardi io non sarei quella che sono, e probabilmente non sono mai esistita. Forse sperano e si augurano che io un giorno o l’altro possa sparire come neve al sole. Così come il 21 maggio di quest’anno (2008) hanno fatto sparire dal portale nazionale il sito della Consulta Donne.
Chi sono io dunque? una specie di maga che come una novella Houdini ha incantato tutti con una forma di ipnosi collettiva facendo persino credere di essere la responsabile della Consulta nazionale Donne, e del Dipartimento Pari Opportunità Idv? Dicendo in giro di avere due siti nazionali con 51mila ingressi e 60 persone impegnate a lavorarvi. Che cosa ho potuto inventare dunque? Di aver ideato e sostenuto due uffici stampa come responsabile della comunicazione; di aver ideato e gestito anche due siti regionali; di aver organizzato la prima festa nazionale dei Valori, il primo circolo Idv per l’Ulivo, la prima Associazione di base territoriale ad Ostia, la prima associazione tematica in Roma. La prima rete di donne a partire dal 1998, raggiunta in camper regione per regione?
Che altro ho inventato con la mia fantasia malata? Ah, sì di avere incarichi scritti del Presidente del Partito e promesse di un futuro ricco di…Pari Opportunità!.

In questa sortilegio politico-mediatico-istituzionale avrei incantato tanti anche presenti in alti ruoli istituzionali: dai presidenti delle Camere, ai Segretari di partiti politici (compresi i due che nel 2006 mi offrirono un seggio in Parlamento che io educatamente rifiutai per restare a lottare dall’interno). Dal Presidente del Consiglio, al Presidente della Repubblica, dalle donne e gli uomini iscritti all’Idv ai dirigenti di altri partiti, dai giornalisti di agenzie e quotidiani alle referenti di associazioni e istituzioni. Tutta queste gente avrei affatturato?
Sarei un fenomeno unico nella storia.
Se loro non fossero dei bugiardi.

La verità è che dopo le strenue lotte che la componente femminile del partito ha fatto per ottenere i diritti che sono alla base della democrazia, si sta cercando di epurare la Consulta Donne esistente; per cercare di soppiantarla con persone che magari di recente appartenenza, o comunque non bene informate di come stanno i fatti, credono a vecchie parole e fresche chiacchiere.
Dico loro che sono dieci anni che riceviamo le stesse promesse che oggi vengono reiterate al solo scopo di mettere una toppa sull’immensa voragine dei mancati diritti alle pari opportunità nell’Italia dei Valori. Le donne di questo partito sono ricche di volontà, capacità, talento, serietà, motivazione, passione civile. In cambio hanno ricevuto: offese, umiliazioni, desertificazione delle opportunità, emarginazione, allontanamento dai luoghi delle decisioni, divieto di esprimersi durante le pubbliche assemblee, collocazioni in posizioni di non eleggibilità nelle liste. Stenti, miseria e povertà di mezzi. Povertà di mezzi economici
Di questo si chiede conto. Con la certezza di avere ragione. Perché solo con la forza di prove documenti e testimoni si può affrontare una causa civile di tale portata, contro una gestione accentratrice, antidemocratica e privatistica di un partito. Si chiede conto di ogni azione fatta contro le donne e la democrazia paritaria. Anche di questa Consulta “B” , o “Consulta Ombra” che si tenta in fretta e furia di mettere in piedi.
Sono uomini che la stanno facendo. Costruendo un luogo delle donne al posto di quello già esistente
O almeno ci provano a fare una zona rosa in quota celeste. La consulta Ombra appunto. Perché quella vera si vuole cancellarla.
Direi per fare una facile battuta che non essendo riuscito Di Pietro ad essere nel Governo ombra, sta provando a fare la Consulta ombra.
Ci sarebbe da sorridere se tutto questo non fosse indecente.
Ci sarebbe da piangere se fosse così facile liberarsi di persone, documenti, fatti e storia.
C’è invece da essere fiduciosi nella giusta causa che ci muove. Nell’intelligenza delle donne e nel decoro morale che le sorregge e contraddistingue. Credo che nessuna si presterà ad essere strumento di uomini in mala fede. Sono certa che nessuna donna e nessun uomo dei valori si renderanno complici di vestire un re ormai nudo.
Leggete Google digitando Wanda Montanelli. C’è molto da capire ancora, e poi decidere chi aiutare se voi stesse o i prepotenti in “quota celeste” al 90% di tutti i posti in cui si decide. Quelli che vi stanno chiamando a copertura delle loro malefatte.
15 luglio 2008 Wanda Montanelli

76 Responses

  1. roberto nacci Says:

    BRAVA WANDA,
    PER COME SEI RIUSCITA A SPIEGARE LE COSE, RENDENDOLE COMPRENSIBILI, ANCHE AI PIU’ OTTUSI!
    BRAVA WANDA PER IL TUO COMPORTAMENTO IN QUESTI ANNI “DIFFICILI”!
    SPERO TANTO CHE IL TEMPO SIA GALANTUOMO, E TU SIA RIPAGATA DEI SACRIFICI CON UNA SODDISFAZIONE DELLE TUE ISTANZE, CHE SAREBBE ANCHE LA VITTORIA DI TUTTE LE DONNE CHE LOTTANO CON TE, ED, ANCHE, DI QUELLA MAGGIORANZA SILENZIOSA CHE, NON PER SUA COLPA, SOPRAVVIVE IN UN LIMBO BEOTA.

  2. Rosanna ex IDV Says:

    BRAVA WANDA,
    HAI SPIEGATO PERFETTAMENTE QUELLO CHE ABBIAMO FATTO, QUELLO CHE ABBIAMO SUBITO E SOPRATTUTTO QUELLO CHE STANNO FACENDO CONSAPEVOLI DI TUTELARE SOLO I LORO INTERESSI PERSONALI A DISCAPITO DELLA COLLETTIVITA’. SPERO TANTO CHE UNENDO LE FORZE SI POSSA OTTENERE UNO SPAZIO TUTTO FEMMINILE E NON SOLO, VISTO CHE CON NOI CI SONO MOLTI UOMINI PERFETTAMENTE D’ACCORDO CON NOI. CIAO.

  3. donatella Says:

    hai una capacità di far arrivare al cuore i concetti può difficili da digerire. Il fenomeno della cooptazione spiegato in modo così semplice e nello stesso tempo toccante è stato da me letto con emozione.
    Mi aggiugo ai “Brava Wanda” che precedono.
    Donatella

  4. Nevio Tonelli Says:

    A Wanda, che oggi (finalmente) scopre la vera natura del partito-taxi messo su da Di Pietro, l’11/7/2007 scrissi il seguente messaggio e-mail:
    “Wanda, non dubito della tua buona fede, ma ho più di un motivo di dubitare di quella di coloro che stanno più in alto. Ancor più adesso che si sono seduti sulle agognate poltrone, inclusi i transfughi e parvenus dell’ultima ora, alla faccia dei vecchi militanti portatori di borracce che fanno tanto comodo quando c’è da rimboccarsi le maniche, fare la claque o distribuire volantini. E questo mi è bastato, mi basta. “”

    Le delusioni e le frustrazioni bruciano quando si vivono in prima persona sulla propria pelle, ma bisognerebbe sempre ricordarsi (con maggiore umiltà) che quelle stesse delusioni sono appartenute ad altri prima di noi, vissute con discrezione e coerenza, ma non per questo meno laceranti.
    Comunque, per aprire gli occhi è meglio tardi che mai.
    Ben ritrovata Wanda !

  5. Sandra Gargiulo Says:

    Come Roberto Nacci ti faccio i complimenti per la saggezza e lo stile di scrittura. In un vociare becero e scomposto che mette in piazza fatti privati che poi non interessano se non per lo scalpore creato a bella posta, tu esponi discorsi altissimi di diritti costituzionali che sono senza tempo, attuali ed eterni, purtroppo irrisolti nella loro applicazione.
    La causa civile che hai fatto contro il maschiismo in politica avrà una sentenza, io ci conto, che segnerà il confine dal periodo dell’enunciazione di principi a quello dell’obbigo a realizzarli con azioni concrete (le azioni positive) e dimostrare che può esistere la parità tra gli esseri umani.
    Sandra Gargiulo

  6. saverio Says:

    la delusione che esprime Wanda è comune in tanti dell’idv che vedono questi taxi passare sapendo già che chi c’è dentro non è doc e scenderà alla prima o alla seconda fermata.
    Siamo stanchi di essere sacrificati per accordi di potere che non portano vantaggi che a pochi calpestando tutti i meritevoli del partito.
    Saverio

  7. Maria Says:

    fai bene a scrivere quello che sta accadendo alle donne nel partito Idv, perchè è un sistema di divulgazione che parte dai blog e va lontano. Si accorgeranno presto che proprio chi reclama diritti in piazza poi invece tratta da merce la gente che lo ha sostenuto e fatto avanzare nella politica. La stima va mantenuta non per le battaglie contro Berlusconi, ma per quello che un esponente politico e il suo partito dimostrano di essere a 360 gradi. E qui non ci siamo. Manco pe’ niente.
    Maria

  8. roberto nacci Says:

    SUL SITO DELL’ITALIA DEI VALORI LA SENATRICE PATRIZIA BUGNANO HA POSTATO “UN GRANDE MOMENTO DI CONFRONTO” PRODUCENDOMI UN ATTACCO DI BILE. HO CONTATO FINO A DIECI ED HO INVIATO UN COMMENTO SFORZANDOMI DI ESSERE URBANO. NON SONO RIMASTO CONTENTO: E’ UN MURO DI GOMMA.
    MA NON ERO IN I.D.V. PER COMBATTERE I NUMEROSI MURI DI GOMMA CHE CI SONO IN ITALIA?…………… SONO RIMASTO IMPANTANATO……..!

  9. Francesca Costa Says:

    Santo cielo, ma come faccio a non scrivere e replicare a certi post messi alla senatrice Bugnano, nel suo “spazio personale”? Di certo chi scrive… OH NO COMMENT…
    Io faccio veramente fatica a reggere :(

    Ciò che posto qui è l’originale. Quello postato nello “spazio” della senatrice è ridotto leggermente a causa delle battute massime consentite

    M. L. scrive alla senatrice Bugnano e io replico in “urlato”, ovvero in stampatello!
    …Sarebbe stato secondo me la cosa migliore dividere il partito per aree tematiche e non con aree legate al sesso o all’età,… LE AREE TEMATICHE ESISTONO E SI CHIAMANO DIPARTIMENTI TEMATICI, UNO DI QUESTI RIGUARDA PER L’APPUNTO POLITICHE DI GENERE. ANCHE QUESTA TEMATICA COSTITUISCE UNA “EMERGENZA”, PER QUANTO RIGUARDA LA POLITICA ITALIANA. MONIA MA COME SI FA AD ADERIRE AD UN PARTITO E NON LEGGERE IL PROGRAMMA. OGNI AREA CORRISPONDE A UN DIPARTIMENTO TEMATICO (D.T.)
    … sono convinta che sia più utile nel mio caso affrotare ad esempio questioni che riguardano le imprese e i dipendenti (settore su cui ho ampia esperienza e quindi competenza) è per questo che dissi no al coordinamento donne. FORSE NON AVEVA UN CURRICOLO ABBASTANZA NUTRITO PER LE TEMATICHE CHE VOLEVA AFFRONTARE E QUINDI LE AVEVANO OFFERTO QUELLO PER CUI PENSAVANO POTESSE APPORTARE QUALCOSA.
    Non sono femminista e non vedo in IdV del maschilismo… ma non è cosi, perché… la donna troppo spesso se non accontentata (anche con cariche-tipo essere eletta in parlamento con lista bloccata in un posto sicuro) dice che le viene impedito in quanto donna anzichè mostrare come tutti (uomini e donne) le proprie capacità sia nel tema della competenza sia di rapporto con l’elettore. CHE COSA NE SA DELLE DONNE CHE HANNO MILITATO NEL PARTITO SE E’APPENA “ENTRATA” E NON SA NEMMENO DEI DIPARTIMENTI TEMATICI? NON PENSO CHE SU 43 PARLAMENTARI (OPS, ORA 41) CI FOSSERO SOLO 4 DONNE DEGNE DI ESSERE CANDIDATE IN POSTI DI ELEGIBBILITA’
    Abbiamo avuto quest’anno le elezioni Amministrative a Roma con il voto di preferenza diretta, e sebbene molte donne sono state candidate dal partito al Comune come al Municipio, come risultato abbiamo avuto solo uomini e non per scelta di partito ma per personali capacità. SI E’ CHIESTA, PRIMA DI FARE QUESTA AFFERMAZIONE, QUANTO SPAZIO E’ STATO DATO ALLE DONNE PER LA LORO CAMPAGNA ELETTORALE? QUANTE IMMAGINI DI DONNE ERANO PROPOSTE NEI CARTELLONI E QUANTO SPAZIO TELEVISIVO ERA STATO RISERVATO ALLE DONNE?
    Quindi leggendo le contestazioni e accuse di maschilismo si riferivano solo a posti di prestigio e senza preferenze. APPUNTO PER QUESTO DOVEVANO ESSERE POSTE PIU’ DONNE IN CONDIZIONE DI ELEGIBBILITA’
    E’ proprio per questi motivi che ritengo che la parola pari opportunità conprende che la donna lavori alle stesse condizioni e negli stessi luoghi dove si svolge la politica normalmente. ALLORA AMMETTE CHE LE DONNE NON NE HANNO AVUTE DI P. O. NEMMENO IN QUESTA TORNATA ELETTORALE!
    Metto in evidenza che non esiste il coordinamento uomini… NON ESISTE NEMMENO IL CORSO “UOMINI POLITICA E ISTITUZIONI”
    Resto cmq a disposizione per il bene del partito e del cittadino con il mio ruolo… e chi ritiene può utilizzarmi. PENSAVO CHE “ULTILIZZARE” FOSSE USATO SOLO PER OGGETTI, NON PER PERSONE. AH, MA E’ UNA DONNA CHE PARLA!

  10. Silvia Says:

    Ecco tali sono le domande a cui la miracolata Bugnano non sarà mai in grado di rispondere. Francesca la mette all’angolo, ma lo stupore non ci coglie in certi atteggiamento di connivenza con il maschlismo. Questo è il classico esempio di “propagine maschile” per usare un termine di Wanda. E’ duro da digerire ed è ilpeggior torto che le donne possono fae a se stesse e alla democrazia.
    Sivia

  11. loredana Says:

    stiamo dando un esempio di civiltà e porteremo a buon fine le lotte per i diritti anche di chi oggi ci avversa perché non capisce il marcio che c’é sotto.
    Il tempo, e neanche troppo lontano, ci darà ragione.
    Loredana

  12. FRANCO BARZAGHI Says:

    GENTILE DOTT.SSA, HO SAPUTO CHE C’E’ UNA RIUNIONE A ROMA, ALLA CASA DELLE DONNE.
    SE NON SONO INDISCRETO POSSO PARTECIPARE COME ASCOLTATORE O SOLO LE DONNE SONO AMMESSE?
    SE PER PIACERE MI RISPONDETE SU QUESTO BLOG OPPORE ALLA POSTA ELETTRONICA DEL MIO INDIRIZZO.
    FRANCO BARZAGHI

  13. franca marzella Says:

    Cara Wanda, le ferite sono aperte e qualcuno/a non esita , nelle sua infinita livida falsa ingenuità a spargere sale.
    Adesso più che mai , però, penso che le donne e gli uomini che credono nelle P.O.debbano rimboccarsi le maniche e costriure qualcosa di alternativo e forte , una nuova base , che si occupi dal punto di vista legale , amministrativo , pubblicitario, sociale , politico, di Pari Opportunità….ciò che è accaduto nelle scorse elezioni con IdV accade ogni giorno ovunque in Italia . Occorre sviluppare un discorso ampio e comprensivo di tante realtà .
    Cerchiamo di usare questa esperienza , non facciamoci seppellire dall’amarezza , non facciamoci stringere all’angolo della situazione “specifica e particolare”.
    Da tempo penso che i dipartimenti tematici e chi ci ha lavorato sodo, in questi anni, siano stati uno strumento inconsapevole nelle mani di chi mirava a creare, per mezzo del lavoro di ricerca , di studio , di organizzazione di gruppo dei dipartimenti, una base elettorale per raggiungere obiettivi politici di comodo. Le Menti dei Dipartimenti non potevano a questo punto più essere utili , anzi….come si è visto , sono stati considerati molto più utili donne (e uomini)con una scarsa capacità di coinvolgimento e di pensiero di gruppo , perchè più facilmente controllabili, secondo i CAPI. Allora…dimostriamo che non siamo imprigionabili all’angolo del risentimento puro…andiamo avanti per una strada nuova , quella vecchia è piena di sassi e sta anche franando .
    Sabato spero di sentire voci di proposte che riguardino progetti concreti , per costruire il futuro delle P.O. come le intendiamo noi, senza IdV e , se possiamo, senza il sentimento di lutto e di abbandono che da troppo tempo ormai , ci portiamo dentro. Un abbraccio FRANCA

  14. Nadia Says:

    Evviva Franca.
    Concreta e determinata nel suo commento. Sono di questo tipo le donne che sanno voltare le spalle alla volgarità della prepotenza.
    Ci vediamo sabato per guardare al futuro.
    Nadia

  15. loredana Says:

    Non è facile riprenderci i nostro sogni chiusi nel sacco di tanta immondizia politica. Non è facile ma noi lo faremo e prenderemo consensi di tanti delusi e disgustati. Colmeremo il vuoto di lealtà e costruttività dello scenario ripetitivo di governi che copiano se stessi e i loro errori. E’ arrivato il tempo di girare l’angolo e incamminarsi per vie nuove.
    Loredana

  16. SAVERIO Says:

    il nostro peggior nemico può essere domani il nostro migliore amico, perciò non chiudiamo con l’eventuale ripensamento di Tonino, che potrebbe meditare e fare i passi giusti.
    Mi sento di scrivere questo perché ho ascoltato tanti che stanno perorando la causa di Wanda e delle donne Idv. Teniamoci una porta aperta, o perlomeno uno spiraglio.
    saverio

  17. franca marzella Says:

    Penso che il problema non sia allargare il carro per far salire qualcun’altro , perchè ci si è resi conto di averlo trattato male e la pubblicità negativa che ne è derivata è, appunto, negativa…. Se ‘Tonino’ ci “ripensa” che facciamo ? Un bel pianto liberatorio e poi ci abbracciamo tutti? C’è bisogno di pulizia ,di trasparenza , di giustizia, anche in IdV…. ex elettori ed ex iscritti sono incazzati , non solo delusi… ma lo state vedendo quello che sta succedendo in Italia ?
    Franca

  18. Silvia Says:

    sì è troppo comodo dire, mettiamoci una pietra sopra, questo è già successo. Sono stati mandati messaggi, messaggeri fatte promesse. Nulla di fatto poi. L’interesse momentaneo era quello di distogliere l’attenzione dal problemsa, e successivamente accantonarlo nel dimenticatoio.
    E’ una cosa diversa pentirsi e fingere di farlo. Sappiamo come si agisce per fini di informazioni all’esterno. I ultima analisi la strada è segnata ed è lontana da chi ci ha deluso.
    silvia

  19. Loredana Says:

    La partecipazione e la condivisione delle decisioni è l’elemento che di più manca nei partiti politici, specie se piccoli e autocratici. Si sente il bisogno di una nuova formula che getti le basi di una autentica fede politica, per impegnarsi senza timori di essere traditi quando si vanno a fare scelte che sono di interesse di tutti. Donne e uomini, piccoli e grandi.
    Noi dobbiamo mirare a questo piccolo grande risultato. basta incominciare. Poi non ci fermeràpiù nessuno.
    Loredana

  20. saverio Says:

    che cosa stanno facendo alle donne in questo Paese. L’arretratezza culturale si nota con l’assenza di donne intelligenti in Tv e sulla stampa. L’apparire ha sovrastato l’essere. Appaio dunque sono. Scollacciata è meglio, oca ancora di più.
    Povera Italia.
    Saverio

  21. Matilde Says:

    Se la politica ed i politici attuali, passati e futuri non vi piacciono, perchè non aprite un vostro movimento?
    Matilde

  22. loredana Says:

    cara Matilde il Paradiso può attendere.
    Loredana

  23. Matilde Says:

    Se fosse cosi semplice non ci sarebbe necessità di attendere a meno che non si attendano migliori proposte.
    Matilde

  24. Matilde Says:

    Mi riferisco a questo:
    SAVERIO Says:
    Luglio 18th, 2008 at 10:00
    il nostro peggior nemico può essere domani il nostro migliore amico, perciò non chiudiamo con l’eventuale ripensamento di Tonino, che potrebbe meditare e fare i passi giusti.
    Mi sento di scrivere questo perché ho ascoltato tanti che stanno perorando la causa di Wanda e delle donne Idv. Teniamoci una porta aperta, o perlomeno uno spiraglio.
    saverio

  25. ANNIUSKAR Says:

    Io non credo alla pecorella “smarrita” dei Vangeli sinottici…credo piuttosto a quella “ardita” del così detto V° Vangelo (S.Tommaso).

    Qui non si tratta di spiragli e fessure…chi fa politica è sempre pronto al dialogo.

    Non si tratta neppure di pensare ad un eventuale movimento…è già nato di fatto.

    Non ve ne siete accorti?
    Vuol dire che non partecipate e non avete aderito al 100% .

    Siate vigili..

  26. Anna Rossi Says:

    …lorsignori, tacete per grazia di fatti antichi di cui neppur la SPEME sopravvisse.

    andare avanti si deve senza voltarsi…

  27. Gina Loversi Says:

    Andare avanti senza voltarsi indietro e portare il bagaglio delle esperienze come monito a non fidarsi delle false promesse.
    Noi frequentemente si muore d’amore per aver commesso l’errore di esserci fidate e aver concesso l’ultimo appuntamento che si rivela fatale. Ci uccidono fidanzati ed ex fidanzati, mariti ed ex mariti, amici ed amanti (o aspiranti tali). Noi donne ci fidiamo troppo delle promesse anche in politica. La bontà che risulta letale deve essere trasmutata in bontà per noi stesse e in tagli di cordoni ombelicali che ci stritolano nella morsa dell’egoismo altrui.
    Gina

  28. Matilde Says:

    Quanto vi piace parlare non comprensibili

  29. Gina Loversi Says:

    Cosa c’è di più chiaro dei sacrifici delle donne?
    La storia ne è piena.
    Gina

  30. Matilde Says:

    La donna anche se definita “il sesso debole”, fa cose che l’uomo non farà mai, come ad esempio, la gravidanza ed il parto, la donna è più sensibile dell’uomo, ma la donna senza l’uomo non può esistere così com l’uomo senza la donna, è per questo che ritengo giusto che debba esistere un equilibrio fra i due.
    Per la politica come per il lavoro la donna deve ancora essere considerata all’altezza, purtroppo esistono forti limiti dati dall’uomo, forse per paura di sentirsi inferiore.
    Quello che mi sento di dire è che non bisogna imporsi con la forza ma con la giusta capacità, se in un partito si crede che non ci siano spazi ben vengano delle aggregazioni uniche di donne e di chi le supporta, quindi anche uomini, così facendo, prima cosa si viene considerate nella giusta misura, seconda cosa, si da forza alla voce di rappresentare le donne battendosi su quei punti.
    Matilde

  31. Anna Rossi Says:

    Oh uomo! Bello di core e di incarnato

    Non sovrastar di forza il desiderio
    ma dona lui l’equilibrio della speme e della beltà

    che la grazia dell’altrui sesso sia la mano tesa alla quale inchioderai la tua…

  32. Sandra argiulo Says:

    Matilde afferma una verità imprenscindibile che è il fattore “uomo”. Nella lotta per l’indipendenza della donna è indispensabile che uomini illuminati capiscano che non è più il caso di dover fare resistenza attiva contro l’emergere del femminile.
    Non occorrono agevolazioni né strade preferenziali, sarebbe sufficiente che lasciassero abbattere i muri senza costruirne sempre di nuovi.
    Capire questo significa trovarsi sintonia con i tempi.
    I complessi e le paure degli uomini, perchè di questo poi si tratta, li fanno ancora purtroppo restare nel medioevo arroccati ai loro rassicuranti privilegi di potere. Ma non tutti per fortuna. Sembra che una lieve inversione di tendenza si registra in rapporto alla crisi. Si vorrà sperimentare un nuovo modo di governare, che può giungere solo dalle donne. I tempi stanno maturando.
    Sandra Grargiulo

  33. FRANCO BARZAGHI Says:

    CARE DONNE, I VOSTRI IDEALI SONO AMMIREVOLI IO VE L’HO DETTO, MA VEDETE CHE COSA STA SUCCEDENDO CHE POI NON VI FANNO PASSARE. SE NOI SAPPIAMO CHE LA FAMIGLIA E’ PIU’IMPORTANTE NON VOGLIAMO CHE RIUSCITE NELLA CARRIERA. IO SONO DI UNA CERTA ETA’ E PENSO DA ANTICO, PER’ VI DICO CHE GLI UOMINI MODERNI CHE VI MANDANO A LAVORARE VI SFRUTTANO DUE VOLTE, PERCHE’ IN CASA FATE TUTTO VOI, E SUL LAVORO VI TENGONO IN SOGGEZIONE, E POI NON VI FANNO MAI AVANZARE ANCHE SE SIETE DI CULTURA MAGGIORE DI QUELLA DEI MASCHI. VALE LA PENA?
    CONTENTE VOI. AUGURI.
    FRANCO BARZAGHI

  34. Anna Rossi Says:

    Franco Barzaghi mi mancavi…davvero…non scherzo.

    Il tuo punto di vista è perfettamente allineato al substrato culturale che ci trasciniamo da secoli.

    Ricordo, circa trent’anni fa (avevo sedici anni), di essere stata ospite a Dublino di una famiglia irlandese.

    Lui, camionista, lei, giornalista televisiva + 8 figli.

    Già il primo risveglio fu scioccante : il marito(camionista) passava l’aspiravolvere ovunque e la moglie si preparava a caricare l’attrezzatura subacquea per un immersione.

    Per settimane ho assistito a scambi di ruoli nella più soave delle tranquillità.

    Quel che contava è stare insieme e promuovere quello stare insieme eliminando le difficoltà.

    Questa storiella personalle è datata trent’anni fa.

    Qui ancora parliamo di chi lavora fuori e dentro casa come se fosse cosa buona e giusta caricarsi di due oneri così invasivi.

    Caro Franco…ma chi l’ha detto che deve essere per forza così?

    Carriera o non carriera, famiglia sì famiglia no, ma per scelta non per diktat sociale.

    Credo che la categoria attuale femminile è quella che pur di lavorare si sobbarca il lavoro in casa e zompa come un jolly ovunque.

    Presto non ci saranno questi problemi…e chi rispetterà l’altro dovrà capire che a pari diritti equivalgono pari doveri…le modalità degli accordi lasciamoli alla fantasia ed alla libertà d’espressione…come peraltro madre natura impone.

    Un saluto

  35. Francesca Costa Says:

    Il nostro caro Franco scrive:

    SE NOI SAPPIAMO CHE LA FAMIGLIA E’ PIU’IMPORTANTE NON VOGLIAMO CHE RIUSCITE NELLA CARRIERA…
    A mio padre certo interessava la famiglia, ma gli faceva anche più “comodo” avere tutto pronto a puntino.

    …GLI UOMINI MODERNI CHE VI MANDANO A LAVORARE VI SFRUTTANO DUE VOLTE…
    Spesso il lavoro di entrambii coniugi è dettato anche da necessità.

    …E POI NON VI FANNO MAI AVANZARE ANCHE SE SIETE DI CULTURA MAGGIORE DI QUELLA DEI MASCHI…
    E’ conosciuto il fenomeno che il maschio, nella maggior parte dei casi, mal si adatta qualora sia la donna a gudagnare di più.

    Nota allegra? Mio figlio, a nove anni, disse che aveva trovato una soluzione al suo futuro lavorativo. Aveva pensato ad un impiego che non richiedesse sudio: avrebbe sposato una donna ricca (anche lui capisce che non sempre è possibile che sia solo uno a lavorare in famiglia)e fatto i lavori domestici. I tempi stanno cambiando? :)

    Passaggio a Nord Ovest - Rai Uno.
    Nel mercato del pesce della capitale giapponese le donne stanno alla cassa, gli uomini… preparano il pesce e “puliscono”. Come dire… questione di cultura? :)

  36. Gina Loversi Says:

    Un anziano signore che esprime la cultura del maschischilismo con candore e convinzione non è da condannare. Barzaghi dice quello che gli altri fanno asserendo invece di essere democratici e rispettosi dei diritti delle donne. L’ipocrisia per lo meno non l’addebitiamo a chi spiega come stanno le cose e come la pensano gli uomini che hanno una faccia dell’apparire ed una dell’essere. La seconda è mille volte più oscura di quella che ingenuamente Barzaghi mostra. Non il pensionato di mentalità arretrata dobbiamo temere, ma chi si nasconde dietro il sipario di una guerra dichiarata alle donne, mostrando davanti al sipario immagini sorridenti e strette di mano di una democrazia fasulla.
    Gina

  37. Loredana Says:

    quello che è esatto è esatto. Noi abbiamo doppio lavoro, e la idilliaca situazione che scrive Anna da noi difficilmente si vede. Salvo eccezioni da noi si fa così: carico pesante alle donne (interno e esterno alla famiglia) e unico impegno lavorativo per l’uomo.
    Però sbaglia Barzaghi a pensare che se le cose stanno così non si deve fare nulla per cambiare. Stiamo cercando di diventare europei anche noi.
    Loredana

  38. Matilde Says:

    Mi raffronto con delle mie preferenze elementari nel rapporto uomo donna, mi piace quando esco con un uomo che sia lui a pagare se ti porta fuori, che passi a prenderti con la macchina e non che si faccia passare a prendere, che ti corteggi come si faceva una volta, non che sia la donna a farlo.
    La parità va bene, il rispetto lavorativo anche, l’aiuto in casa pure, ma per me la differenza tra uomo e donna nei ruoli basilari deve esserci
    Come donna mi piace avere un uomo più forte accanto e ho questo rispetto anche sul lavoro, pur considerando che esistono anche donne di elevato spessore, ma se questo va a contrastare la figura dell’uomo è ovvio lo scontro, come si scontrano uomini nella stessa misura e nello stesso contesto.
    La donna per me non è una schiava, ma a parità di oppurtunità trovi gli stessi problemi di competizione.
    Quindi siatene consapevoli.
    Matilde

  39. Sandra Gargiulo Says:

    sono convinta che sia più forte la donna che non ha complessi di fronte all’uomo e lo dimostra con la calma e cortesia nei rapporti. Non è in discussione la diversità tra umo e donna, ma nemmeno devono esserci dubbi sul principio di egualità, che poi è sancito dalla nostra costituzione. Gli scenziati che siano donna o siano uomini devono avere gli stessi mezzi di ricerca scientifica. Chi è è bravo fa poi la scoperta del secolo. Il modo di procedere può essere diverso tra i due, i tempi di lavoro altrettando, ma tutti e due devono poter scoprire una nuova medicina o leggi della fisica o dell’astronomia.
    Sandra Gargiulo

  40. Anna Rossi Says:

    La leva culturale, letti gli interventi, deve essere più che mai incentrata sulle opportunità che l’emisfero femminile può dare all’uomo che non invade le corsie.

    Nei paesi nordici neppure si chiederebbero se cosa buona e giusta sia la cena galante o l’apertura dello sportello dell’auto…il costume che contraddistingue la grazia dalla virilità è fatto naturalmente accettato che esula dal concepire una sudditanza sociale del genere femminile.

    L’elemento umano non inciampa nel sessismo e vive con naturalezza le competizioni al di là di gonne e pantaloni.

    Il modello nordico ha migliaia di anni a radice di un’antica formula matriarcale (va ricordato che le nascite femminili sono da sempre inferiori a quelle maschili)…ed in quei paesi c’è anche il numero più alto di persone che si risposano con il compagno/a del primo matrimonio.

    Fa pensare molto l’indice di rispetto nei confronti dell’altro ed il senso civico inattaccabile sotto qualsiasi punto di vista.

    Sono certa che le donne siano state portatrici di organizzazione senza speculazioni trasversali…per secoli.

    Affrontare una crescita in ambito di conquiste paritarie, qui, in Italia, significa partire da una profonda conoscenza delle tradizioni, passare per il tessuto sociale che investe le tipologie del territorio, uscire allo scoperto con regole di aggregazione che siano anche di ausilio all’impatto indipendente.

    E’ un percorso non facile perchè incontra la resistenza delle fasce conservative, ma può essere snellito da opportunità di lavoro cooperativo e nuove formule di alloggio.

    Pretendere il rispetto nella formulazione del linguaggio è il primo passo che una donna deve fare per mettere un freno all’incipit della violenza.

    Credo che dovremmo pian piano lasciare scivolare gli angeli del focolare, che pur sempre amiamo e rispettiamo quando la scelta è serena e non imposta, ed entrare nell’ottica di un mondo domestico che non gravi sull’eroismo di una persona che nel mentre deve anche contribuire all’economia fuori casa.

    Non si può essere cuoco e ciabattino…a meno che a tempo perso non si voglia fare l’uno e l’altro.

    Servire due padroni è il falso storico che li delude entrambe.

    Un cordiale saluto alle donne della generazione evolutiva.

    Anna Rossi

  41. Loredana Says:

    cosa è meglio per una donna dall’inizio non è possibile saperlo. La vita ci pone davanti a strade che si biforcano davanti a noi: una va verso la tranquillità, l’altra incontra problemi e patemi. Le donne che non si accontentano della vita impostata tendono a dare un’impronta femminile trovano sempre impedimenti iniziano anche inconsapevolmente la strada dei problemi e dei patemi.
    Loredana

  42. Matilde Says:

    Dopo aver controllato su google le diverse situazioni riferite a più soggetti interessati, ho deciso di sostenere il 90% della quota celeste, sono più pacifici - fatta eccezione per qualche esaltato- di alcune donne un pò troppo fuori le righe. Matilde

  43. Nadia Says:

    che lotte si fanno da queste parti, prendete esempio dai parlamentari,loro sì che sanno cosa sono i grandi temi per cui battersi. Ma che questione femminile! C’è altro in ballo per fare la rivoluzione.

    Riporto da Libero di oggi 25 luglio: “Mercoledi, tardo pomeriggio. L`aula è semideserta eppure qualcuno vi lavora, si fa per dire. Si tratta di approvare il bilancio della Camera. I questori spiegano e illustrano dati; voci monocordi, che tradiscono svogliatezza, recitano una specie di litania. Nessuna eccitazione tra i banchi. Ma a un certo punto la noia è fugata dall`intervento dell`on. Emerenzio Barbieri. Con tono solenne egli attacca: ingiustizia, ingiustizia! Ullallà cosa è successo? Un fatto sconvolgente viene rivelato da Emerenzio: gli emolumenti dei deputati non sono equiparati a quelli dei senatori, i quali percepiscono ben 700, se non 800, euro di più al mese.Un dramma, una tragedia, un`emergenza.
    Come si fa ad andare avanti in un Paese in cui i senatori guadagnano 700 euro più degli onorevoli? Mentre gli astanti dicevano fra sé e sé qui se non si pone riparo a questa catastrofe si va in malora,`, Barbieri introduceva un altro tema spinoso riguardante la discriminazione di PROMESSA NON MANTENUTA Ahi ahi Brunetta. La Camera approva la manovra Commedia e realtà sui tagli alle spese cui sono vittime lui e i colleghi di Montecito-rio: la questione dei viaggi aerei.
    Ecco la coraggiosa denuncia di Emerenzio:
    «In occasione della trasferta per recarmi all`assemblea Nato, ho costatato - e in questa sede rendo testimonianza - un trattamento privilegiato riservato esclusivamente…
    eccetera… (si tratta della classe aerea businnes per i senatori che discrimina i deputati che invece stanno in quella economica, tra la gente normale, senza distinzione di casta….)
    Emerenzio Barbieri è noto però anche per iniziative FORTI a favore delle donne. Leggete,preso
    da Wikipedia: “Emerenzio Barbieri è noto per aver fatto una interrogazione parlamentare lamentandosi che alla Camera dei deputati manchi un parrucchiere gratuito per le parlamentari”.
    Che si vuole di più?
    Sono convinta che in gni formazione politica, da qualsiasi lato la si osservi (destra o sinistra )esista la coscienza del TORNACONTO PERSONALE, mentre l’Italia sta attraversando una crisi delle più gravi, la gente vive con pochi euro e questi ancora una volta dimostrano che sono lì per gli affaracci loro e basta. Noi donne abbiamo la dote del pudore…Loro no….
    Rimbocchiamoci e maniche e cerchiamo di mandarne qualcuno a casa al prossimo giro.
    Nadia T. Persichetti

  44. Nadia Persichetti Says:

    Padrona di sostenere i celesti Matilde, però i risutati sono negativi. Siamo in piena crisi e ci sono errori madornali in ogni ambito. Da troppi anni ci sono errori madornali e hanno sempre governato i celesti di destra e di sinistra. Le donne mai.
    Perseverare nell’errore e non provare il nuovo non è salutare. Ma è un mio parere. Libera di pensarla a favore dei celesti.
    Noi faremo di tutto per mandarne qualcuno a casa, come ho appena scritto a proposito delle interrogazioni parlamentari perché i deputati si sentono doscriminati rispetto ai senatori. E’ il pudore che gli manca e quando manca il pudore si arriva a non accorgersi dell’oscenità..
    Nadia

  45. Anna Rossi Says:

    Grande Nadia! Approvo e sottoscrivo.

  46. Matilde Says:

    Ci sono modi e modi di esprimere i propri pensieri e alcune persone (donne, come uomini) non sanno usare il giusto metodo. Ci sono persone che si sentono talmente elevate culturalmente da screditarne altre, da permettersi dei giudizi a mio avviso sindacabili. Questo mi fa andare a favore dei celesti. Sai come la penso io? che chi non ha peccato scagli la prima pietra. Invece proprio navigando ho avuto modo di constatare che alcune donne di questo spazio non sono per niente umili quindi dando loro del potere (parlamentare) sarebbero addirittura peggiori dei celesti. Sostengo quindi che uomo o donna non cambia, mentre tutt’altro fa la differenza. Le persone incazzate agiscono male e questo nei blog si ha modo di notarlo. Spesso gli uomini con il potere sono meno pericolosi delle donne con lo stesso potere. Matilde

  47. Nadia T.- Persichetti Says:

    dove sono le persone incazzate? Non ne notiamo. Caso mai amareggiate, deluse, ma non incazzare. Matilde cara dovresti incontrarci per accorgerti che siamo sì determinate e con le idee piuttosto chiare, ma non incazzate.
    Il paragone con i turpiloqui, gli sgambetti, le carognate che si fanno gli uomini in politica non regge con noi. L’amabiità che ci contraddistingue merita di essere da te presa in considerazione. Ognuna di noi ha degli impegni nel sociale in cui è conosciuta per cortesia e dolcezza. Ma essere dolci ed educate non vuol dire essere deboli e lasciarsi sopraffare.
    Chi è senza peccato, scagli… Noi come ogni essere umano di peccati ne commettiamo tanti,ma siamo senza peccato (neanche originale) perché NON ABBIAMO MAI GOVERNATO. Possiamo scagliare pietre, ma vorremmo invece anziché pietre lanciare il programma di un mondo nuovo e più giusto, perché questo non ci piace. E a te?
    Sai che penso cara Matilde? Che sei così spaventata della forza delle donne (bada: forza, non incazzatura, nè maleducazione) che mi viene un dubbio.. ma non lo esprimo. Potrei sbagliarmi e saggiamente ci voglio pensare su.
    Nadia

  48. FRANCO BARZAGHI Says:

    GENTILE SIGNORA MATILDE, MI PIACE LEGGERE QUELLO CHE VOI DONNE VI DITE PERCHE’ SONO CURIOSO DI QUESTA BATTAGLIA E SONO SEMPRE DELL’IDEA CHE TANTE DONNE STANNO MEGLIO A CASA CON I MARITI CHE CI PENSANO A PORTARE LO STIPENDIO E FARE I LAVORI PESANTI. SONO MERAVIGLIATO CHE LEI PREFERISCE I CELESTI, CIOE’ GLI UOMINI A GOVERNARE. IO NON TROVO GIUSTO QUESTO E DICO CHE SE LA DONNA CI RIESCE A FARSI STRADA BEN VENGA. IL PROBLEMA E’ CHE NON CI RIESCE E ALLORA NASCONO LE BATTAGLIE.
    LA MIA FAMIGLIA E’ GOVERNATA PRATICAMENTE DA MIA MOGLIE, SOPRATTUTTO ECONOMICAMENTE. LEI SA FARE ECONOMIA E SI FA BASTARE I SOLDI CHE IO PORTO A CASA. A NOI NON CI MANCA NIENTE. DONNE COME LA MIA SIGNORA POSSONO FARE UN BUON GOVERNO. IO NON DICO CHE NON SAREBBE MEGLIO CON LE DONNE A GOVERNARE, DICO CHE SE MIA MOGLIE VA A GOVERNARE ALLA CASA E AI FIGLI CHI CI PENSA?
    FRANCO BARZAGHI

  49. Mariella Says:

    sono una donna che ha messo in primo piano la famiglia e i figli, non trovo giusto però che il lavoro di cura sia un’obbligo solo per le donne. Se la donna fa carriera e poi in casa chi ci pensa non è un buon motivo per frenare l’ingegno delle donne. Mi chiedo quante sono le donne che se avessero fatto questo ragionamento non sarebbero arrivate a essere scienziate, artiste, imprenditrice, ecc.
    La cura della famiglia deve essere una libera scelta, e quando un uomo si accorge di avere vicino a sè una donna di valore deve aiutarla a progredire nella carriera anche lavando i piatti.
    Mariella

  50. grazia Says:

    mio marito lava i piatti. io aggiusto il rubinetto rotto se lui è assente e i nostri compiti sono intercambiabili. non accettei di vivere con un uomo che si mette davanti alla tv mentre io sfacchino per casa. sporchiamo in due e puliamo in due. la sera se correggo i compiti dei miei alunni, lui finisce di rassettare la cucina. il mio stipendio fa comodo come il suo e ci divertiamo insieme quando siamo entrambi liberi da impegni. mio marito mi aiuterebbe a fare cose importanti nella carriera se ne avessi l’occasione. noi siamo in accordo perche sappiamo che il peso dei lavori e delle preoccupazioni è ben distribuito.
    mi rendo conto però che spesso nelle famiglie c’è uno sbilanciamento dei pesi a sfavore della donna, e il tal caso non se parla nemmeno di un’eventuale carriera femminile. Lo trovo però ingiusto perché l’uomo deve coadiuvare le aspirazioni della donna e non avere complessi se la sua compagna o moglie o sorella è più brava di lui.
    grazia

  51. Francesca Costa Says:

    Finlandia: terra delle pari opportunità, il paese dove al vertice della piramide istituzionale c’è una presidentessa della Repubblica, Tarja Halonen, ebbene anche lì le donne non se la passano poi così bene

    Italia: un’analisi statistica dell’Università di Roma Tre mostra che nel nostro paese le donne non solo guadagnano meno degli uomini, ma hanno anche molta difficoltà a partecipare alla vita lavorativa e politica. E anche quando l’accesso all’istruzione universitaria è paragonabile a quello maschile, la loro presenza nel mondo del lavoro resta comunque inferiore.

    A conferma di quanto dice Grazia: uno spiraglio di ottimismo è aperto da Francesca Zajczyk, che nel suo libro “La resistibile ascesa delle donne in Italia” dà voce alla nuova coppia, dual career, in cui i mariti, impegnati in famiglia quanto la moglie, sono i primi sostenitori della carriera della donna

  52. Francesca Costa Says:

    Ops, mi ero dimeticata la frase che si riferiva alla Finlandia, anche lì le retribuzioni nel settore privato non sono affatto equivalenti tra i due sessi.

    Ma le donne si stanno dando da fare per l’attuazione di una vera democrazia paritaria. Stanno cercando di portare in essere ciò che per il momento rimane solo a livello di parole: scritte o parlate che siano.

  53. Sandra Gargiulo Says:

    pensando come qualcuno che è intervenuto su questo blog le donne sarebbero ferme aspettando il consenso di chi non ha interesse a lasciare che dimostrino quanto valgono. Un esempio tra tanti è questa pagina del sito di Margherita Hack, lei stessa supercervello femminile, che scrive la storia di donne eccellenti:

    “Fra le matematiche va ricordata Ipazia (370-415 d.C.), figlia del matematico e filosofo Teone. Diventò capo di una scuola platonica di Alessandria d’Egitto frequentata da molti giovani. Fu uccisa barbaramente da monaci, forse anche perché tanta genialità matematica in una donna poteva sembrare indice di empietà. Nel 1700 Maria Gaetana Agnesi (1718-1799) fu la prima donna ad essere chiamata a ricoprire una cattedra universitaria, all’Università di Bologna, e Sophie Germain (1 776-183 1) fu una riconosciuta esperta di teoria dei numeri e di fisica. Nel XIX secolo ci sono numerose grandi matematiche, fra le quali emergono soprattutto Sofia Kovaleskaja (1850-1891), professore all’Università di Stoccolma, e Emmy Noether (1882-1935), fondatrice dell’Algebra moderna. Fra le matematiche italiane di questo secolo ricordo Pia Nalli (1866-1964) professore ordinario di analisi matematica all’università di Cagliari e poi di Catania; Maria Pastori (1895-1975) ordinario di Meccanica Razionale all’università di Messina, Maria Cibrario Cinquini (1905-1992), ordinario di Analisi matematica a Cagliari e professore emerito dell’università di Pavia, Maria Biggiogero Masotti ordinario di geometria presso il Politecnico di Milano.

    Fra le fisiche e le astrofisiche vanno ricordate, naturalmente Marie Sklodwska Curie (1867-1934), premio Nobel per la fisica nel 1903 e per la chimica nel 1911, e prima donna professore alla Sorbona e la figlia Irene Curie (1897-1956) premio Nobel per la chimica nel 1935; Lise Meitner (1878-1856) premio Nobel per la chimica nel 1935 la quale scopre il fenomeno della fissione nucleare ed è la prima donna ad avere una cattedra universitaria di fisica in Germania; Marie Goeppert Mayer (1906-1972) premio Nobel per la fisica nel 1963 per la sua teoria sui “numeri magici” che determinano la stabilità degli atomi; Wu Chieng-Shiung (1913-1997), professore di fisica alla Columbia University, scopritrice della non conservazione della parità nelle interazioni deboli.

    Fra le astronome e astrofisiche va ricordata Caroline Herschel (1750-1848) che insieme al fratello William iniziò lo studio fisico del cielo, occupandosi di quello sfondo di stelle fino allora considerato poco più di uno scenario su cui si muovevano i pianeti. A loro si deve lo studio delle nubi interstellari, la scoperta di regioni apparentemente prive di stelle, che oggi sappiamo essere regioni ricche di polveri che ci nascondono le stelle retrostanti, e lo studio della distribuzione delle stelle sulla volta celeste.

    Maria Mitchell (1818-1889) è stata la prima famosa astronoma americana, docente di astronomia al Vassar College e direttrice di quell’osservatorio, che ha preso il suo nome”.
    Il resto continua sul sito:
    http://italya.net/hipparcos/donnescienziate.htm

    Ci sarà qualcuno che avrà lavato i piatti per loro?
    Sandra

  54. Francesca Costa Says:

    Sandra hai fatto bene a riportare quanto scritto da Margherita Hack. Storie di eccellenza, purtroppo non “all’ordine del giorno”. Non fanno parte della normalità e della condizione di donna.

    Perché ho fatto questa premessa? Prima di tutto per ringraziare Sandra per aver portato in luce ciò che spesso non viene preso nella sua giusta considerazione, in quanto fa comodo parlare solo per concetti stereotipati del tipo: lasciala stare è isterica, è esaurita… (mai sentito dire di un uomo isterico e/o esaurito) e che dire dei proverbi?

    Donne al volante pericolo costante
    Donne e motori gioie e dolori
    Chi dice donna dice guai
    Chi donna pratica giudizio perde
    La donna, il fuoco e il mare fanno la donna pericolare
    Donna, padella e lume sono un gran consumo
    …………………………

    Come dire che le donne non hanno valenza alcuna, tutti detti che, a mio avviso, vogliono denigrare la figura femminile che comunque doveva rimanere sottomessa.

    Così , prendendo spunto dagli esempi di eccellenza riportati da Sandra, vorrei raccontarvi una storia di vita “opposta”, di una donna nemmeno quarantenne, l’ho conosciuta in ospedale dove suo marito era ricoverato a causa di una fortissima forma di alcolismo.

    Esile e minuta, lo sguardo sempre basso non una parola. Giorno e notte sempre riversa al capezzale del marito o sempre a suo fianco per spingere l’asta delle medicine e sorreggerlo nelle sue faticose camminate.
    Remissiva. Quando il marito dormiva spesso le lacrime le solcavano le guance. Un giorno trovò la forza di raccontarmi la sua triste storia:
    sposata da 15 anni, il marito operaio, ogni giorno, finito l’orario di lavoro si “fiondava” nei bar e nei supermercati e rimaneva sempre con la bottiglia in mano fino alle 23.00 orario in cui andava a letto. Gli alcolici che comprava erano così costosi che alle volte non aveva denaro sufficiente per dare da mangiare ai suoi figli (14 e 8 anni). Bastonata lei e i suoi figli…
    Lei non usciva mai nemmeno dalla camera di ospedale, se non per chiedere qualcosa in guardiola per il marito. Non poteva permettersi nemmeno il caffè delle macchinette e mangiava solo le poche cose che il marito le lasciava del pasto e non sempre succedeva che le lasciasse qualcosa (saputo questo, la mattina le portavamo noi da mangiare – anche latte e una brioche che le piacevano tanto – e che divorava durante i brevi momenti di sonno del marito). Ci spiegò che non poteva nemmeno raggiungere nessuno dei suoi parenti, troppo lontani: il viaggio troppo costoso. Comunque era troppo devota a quel marito … (non trovo un aggettivo – mettetene uno voi che leggete) per scappare, ma ci confessò che forse una volta avrebbe preso quella decisione. Ovviamente ci siamo attivate/i tutte/i per starle vicino, ma la sua “dignità” (o paura)non lo ha permesso più dopo la dimissione del marito.
    Spesso le lacrime erano anche per i figli che erano a casa da soli. Sapete a quella donna chi “lavava i piatti” la sua vicina del piano di sopra che aveva anche la bontà di “curare” quei due ragazzi che, per sempre porteranno dentro di loro i segni di quelle violenze fisiche e psicologiche.

    Storie di eccellenza e storie di sottomissionie: storie di donne!

  55. Donatella Says:

    Toccante la testimonianza di Francesca. Una storia come tante che le mogli vivono senza chiedere niente nè far sapere la frustrazione di un’intera esistenza. Teniamolo in mente quando parliamo di diritti e di donne.
    Donatella

  56. alemacri Says:

    - Di Pietro ricorda oggi il femminicidio di Ciudad Juarez.
    - Gli mancano solo il sombrero e il poncho…

    - Mamma, cosa fanno i misogini?
    - Ultimamente si occupano di vigilanza Rai

  57. Anna Rossi Says:

    L’evoluzione non vuole forzature.
    Il moto evolutivo è naturale come lo scorrere di un fiume che conosce anse e rallentamenti, corsi regolari ed impetuose cascate.
    Il punto inequivocabile che salda le donne in un comune senso di sdegno e le avvia verso l’era della riconquista del diritto ad essere, è il punto in cui sono inciampate le donne del mondo : la discriminazione.

    Poichè le faccende del pianete sul fronte femminile sono evidenti anche agli occhi di un cieco…il tifo celeste è pura propaganda per far perdere tempo su argomenti triti e ritriti.

    Nessuno può più fermare il processo paritario.
    Le donne più significative dell’Africa hanno testimoniato e denunciato lo scandalo patriarcale e sottolineato i punti di forza dell’insostituibili macchina femminile a difesa dell’umana progenie e non solo.

    Anche dalle Filippine si è levata una voce…e presto altre se ne aggiungeranno.

    Dobbiamo lavorare con chi ha sofferto per aver sempre in mente che i deboli vanno sostenuti e messi in condizioni di partire da una linea di decoro praticabile per chiunque.

    La povertà e la miseria non possono relegare 3/4 di pianeta a cittadini di serie B quando al loro posto dovrebbero esserci i cittadini della volgarità e della malvagità.

    Questo va detto e promosso…altro che potere celeste e streghe di Benevento!

  58. Gina Loversi Says:

    Con Nadia condivido la convizione che manca il pudore in questo potere che va dalla politica al mondo accademico e abbraccia tutte le posizioni di prestigio. Vi sono coinvolti uomini e donne, ma vorremmo debellare dal nostro domani le caste di qualsiasi tipo.
    Gina Loversi.
    L’articolo del mio copia incola è del Riformista:

    PARENTOPOLI: TUTTI I FIGLI,NIPOTI ED AFFINI DEI BARONI E DEI PROFESSORI:

    PARENTI DOCENTI – TUTTI I FIGLI DI… DELLA PARENTOPOLI DELL’UNIVERSITÀ – DALLA SARDEGNA ALL’EMILIA, DAL LAZIO ALLA SICILIA, IL FAMILISMO AMORALE DELLE CATTEDRE DILAGA IN TUTT’ITALIA…
    Paolo Posteraro per “Il Riformista”

    Vedere i figli sistemati, con un posto di lavoro sicuro, è una legittima ambizione di tutti i genitori. Anche dei professori universitari, ovviamente. Quello che è meno ovvio è che sono innumerevoli i casi di figli o familiari di professori che vincono un concorso nella stessa materia, magari nella stessa università e spesso nella stessa facoltà dei genitori.

    SARDEGNA. Antonella e Cinzia Balestrieri, figlie di Angelo, già preside della facoltà di Medicina di Cagliari, sono sistemate nella stessa facoltà un tempo presieduta da papà.

    DALLA SARDEGNA ALLA PUGLIA. Antonio Quaranta, preside della facoltà di Medicina dell’Università di Bari, ha il figlio Nicola tra i suoi professori. Ma non è nulla in confronto a quanto succede a Economia. Giovanni Girone, professore di statistica, ha tra i suoi colleghi la moglie Giulia Sallustio Girone e i due figli Gianluca e Raffaella e il di lei marito Francesco Campobasso. Una riunione della famiglia Massari, poi, non può che farsi in facoltà. Dove ce ne sono già sei Il professor Giovanni Tatarano, dal canto suo, a Economia forse ci passa anche il Natale: lui e i suoi due figli, Marco e Maria Chiara, sono già lì: basta far arrivare la signora…

    Anche la famiglia Dell’Atti sta messa bene: 4 rappresentanti, mentre i Caputi Jambrenghi, poveretti, sono solo due. E le cose non vanno molto meglio a Veterinaria. Sempre a Bari, poi, c’è l’università privata Lum-Jean Monnet, il cui rettore, Emanuele Degennaro, dal padre ha ereditato la proprietà dell’ateneo e il titolo di Magnifico, nonostante sia solo un professore a contratto. Sul sito della Crui - sarà solo una coincidenza - il suo curriculum appare non disponibile. I maligni potrebbero sospettare che sia inesistente. Uno degli allievi del professor Girone, Corrado Crocetta, poi ha superato il maestro. Era da poco diventato professore a Foggia che la moglie Laura Antonucci Crocetta ha vinto un posto di ricercatore nella sua stessa facoltà. Pare che abbiano le scrivanie nella stessa stanza.

    CALABRIA. L’ex rettore dell’Università della Calabria, Giuseppe Frega, ha il figlio ricercatore nella sua stessa facoltà, mentre l’ex preside di Lettere, Franco Crispini, da poco pensionato, ha lasciato all’Università non solo i ricordi di una vita, ma anche le due figlie, Ines e Alessandra.

    EMILIA ROMAGNA. Non si salva neanche l’antico ateneo bolognese, dove il figlio del rettore Calzolari ha trovato posto come professore straordinario, anche se, pare, sia stato solo danneggiato dall’essere “il figlio di”. A sostenerlo, però, non sono i colleghi o una commissione di esperti, ma l’illustre genitore. Il rettore di Modena, Gian Carlo Pellacani, certo non sente la mancanza dei figli anche se vivono fuori di casa: può incontrarli quando vuole all’università.

    DALL’EMILIA ROMAGNA ALLA TOSCANA. Il passo è breve e le assonanze molte. I figli del rettore e del prorettore dell’Università di Firenze, Marinelli e Surrenti, sono ricercatori nella stessa facoltà dei genitori. Ed è ricercatrice nella facoltà di papà anche la figlia del preside di Medicina Gensini.
    Le cose non vanno meglio a Siena: Gian Paolo e Federica Pessina, padre e figlia, insegnano a Farmacia, dove si nota anche la presenza, come dottorandi, dei figli del professor Maurizio Botta. La cattedra di anatomia della facoltà di Medicina, poi, è da tre generazioni in mano alla famiglia Bertelli e il professor Sergio Mancini ha nel suo stesso dipartimento il figlio. L’ex rettore Piero Tosi e il figlio Gian Marco, invece, lavorano in due diversi dipartimenti. Tranquilli, la facoltà è la stessa.

    LAZIO. Alla Sapienza lavorano le due figlie del rettore Renato Guarini. Il collega che guida Tor Vergata, Alessandro Finazzi Agrò, ha in facoltà il figlio e qualche nipote. Sempre a Tor Vergata, il preside di Medicina, Renato Lauro, e il professore di biochimica Giorgio Federici, poveretti, si devono accontentare di godere della compagnia di un solo discendente diretto.

    DAL LAZIO ALLA CAMPANIA. Anche qui il passo è breve e la realtà molto simile. A Napoli, infatti, sono stati addirittura gli studenti a denunciare la situazione, organizzando il “Barone day”. Secondo una Confederazione di studenti sarebbero 105 i casi di legami familiari tra enti all’interno della Federico II. I professori Sciarelli, padre e figlio, insegnano economia aziendale, Stefano Ecchia, beato lui, può seguire passo per passo la carriera della figlia Bruna, ricercatrice nel suo dipartimento. Gaetano Motta, invece, ha ereditato la cattedra di otorinolaringoiatria un tempo di papà Giovanni, nel 2001 condannato proprio per avere favorito il figlio, diventato ordinario a soli 32 anni. E, nonostante ciò, ancora al suo posto. Un altro figlio, Sergio, almeno ha cambiato dipartimento. A Caserta le cose vanno un po’ diversamente: alla Jean Monnet, spopolano i figli di politici. Ma questa è un’altra storia.

    SICILIA. A Messina l’ex preside della facoltà di veterinaria Battesimo Macrì ha in facoltà il figlio Francesco. Mentre a Palermo la facoltà di Agraria è tutta una grande famiglia. Al dipartimento di Economia dei sistemi agroforestali, 10 professori su 19 sono parenti o affini. Il preside della facoltà, Salvatore Tudisca, ha tra i suoi professori la moglie Anna Maria Di Trapani, mentre Antonino Bacarella, ordinario di economia agroalimentare, guarda al futuro, ai giovani, e ha tra i suoi colleghi la figlia Simona e il nipote.
    Questa è l’Italia e l’elenco potrebbe essere molto molto più lungo… 14 Luglio 2008

  59. Anna Rossi Says:

    E per i poveri mortali???

    Se la possono cavre solo se conoscono un “Picone”…un tempo funzionava oggi ho il dubbio che nessuno raccomanda trasversalmente.
    Questo spiegherebbe l’incapacità di un barone a piazzare i figli altrove.

  60. barbara Says:

    i poveri mortali sono tutti destinati a fare i co co co se si continua così. Ma speriamo di no e molto dipende da noi.
    Barbara

  61. Matilde Says:

    Se non ci fossero persone che approfittano di alcuni diritti che tali dovrebbero essere senza invece passare all’abuso, i co.co.co. (che non esistono più da tempo) non servirebbero.

  62. Matilde Says:

    Nuovi inserimenti non ce ne sono su questo blog? Ci siamo arenati su Jean Leonard Touadì?
    Ciao Matilde

  63. ANNIUSKAR Says:

    LE DONNE NON SI ARENANO MAI…RESTANO LONTANE DALLE SPIAGGE E SE PROPRIO DEVONO AFFOGARE PREFERISCONO IL MARE PROFONDO CEI SOGNI INFINITI.

    CARA MATILDE
    NON TEMERE I SILENZI
    DIETRO OGNI SILEZIO C’E’ UN’OFFENSIVA LATENTE.

  64. Francesca Costa Says:

    I pregiudizi sono DURI a morire. Inutile che sia io a ricordare che “si pensava” le menti rosa non fossero adatte alla matematica e così, si è dovuta adoperare la scienza (che strano però che questo nome si a di genere femminile) a mettere le cose in chiaro, stabilendo che: per le prestazioni matematiche non c’è differenza fra maschi e femmine.
    Tale conferma è venuta dai ricercatori dell’Università del Wisconsin a Madison e della California a Berkeley che hanno effettuato uno studio su un esteso campione di studenti/esse.
    Il risultato è che:
    “Semplicemente, non esistono differenze di genere nelle prestazioni matematiche” ha commentato Janet Hyde, docente di psicologia, che ha coordinato lo studio, ora pubblicato sulla rivista “Science”. “Genitori e insegnati dovrebbero rivedere le loro convinzioni sull’argomento.”
    Sebbene le ragazze abbiano accesso ai corsi avanzati di matematica con la stessa probabilità dei colleghi maschi e rappresentino - negli Stati Uniti - il 48 per cento dei laureati in materie scientifiche, lo stereotipo è ancora duro a morire, argomentano gli autori/trici.
    Pensate che molti accademici utilizzano questo stupidissimo stereotipo per spiegare la penuria di matematici, fisici e ingegneri di sesso femminile ai più alti livelli. Chissà se è un caso… ai più alti levelli…niente donne! Anche se l’intelligenza e le capacità non mancherebbero!
    E le donne continuano ad andare avanti per la loro strada, i risultati degli studi per il riconoscimento dei loro talenti non servono: sanno bene quanto valgono!!!
    Francesca Costa

  65. webmaster Says:

    Il contatore interno di visite segnala ancora molto interesse e letture, che sono il quadruplo di chi lascia il commento. Si cambia post quando gli ingressi cominciano a diminure.
    il webmaster

  66. alemacri Says:

    Il boia di Teheran è stanco, ma felice.

    (Adriano Sofri)

  67. Anna Rossi Says:

    ” ESISTONO COINCIDENZE STORICAMENTE SIGNIFICATIVE, TALI DA FAR SUPPORRE L’AZIONE DI FORZE ORGANIZZATRICI NON DEFINITE ” (Paolo Cortesi)

    ” Il razionalismo delle zucche vuote”: stigmatizzava così Shopenauer la presunzione di molti intellettuali che vorrebbero darsi ragione di ogni cosa.

    Mi impazientiscono quei sapientoni che proclamano di essere certi della “vacanza” di Dio. parimenti mi urtano coloro che scrivono nelle strade e sui muri “Dio c’è”.
    Naufraghi in un mare in tempesta, siamo tutti immersi nel mistero.
    Da dove veniamo, chi siamo, dove andiamo: c’è qualcuno che sa darmi una risposta sicura?

    Spero che Dio ci sia perchè su di lui ho scommesso la vita. Sarebbe bello alla fine della lunga e incessante ricerca, poter dire: QUAESIVI ET INVENI. E’ la speranza che mi accompagnerà nell’ultimo giorno.

    (Felice Scipioni)

  68. Matilde Says:

    Ciao Webmaster (nome ignoto)
    non siamo molte a scrivere, i contatore non può differenziare le persone che accedono, magari siamo sempre le stesse per vedere se c’è qualcosa di interessante da commentare, ma noto solo citazioni di giorni lontani piuttosto che esperienze reali italiane di donne attualmente emerse. Il fatto reale è uno solo, che le donne sanno solo lamentarsi e non a fare qualcosa di concreto anche nei discorsi. Permettetemi di dire che l’uomo agisce la donna ci mette troppo tempo, sta li a sperare che la strada si apra per diritto acquisito e non per volontà personale.
    Ciao Matilde

  69. mgfolino80 Says:

    scusate, in questo sito dicono che antonio di pietro, colto in flagrante da un fotografo con una ragazza (bruttina cmq) è sposato e ha ben tre figli.
    ma è vero? se si, perche’ quando succedono queste cose ad altri politici vi incavolate e con tonino fate finta di nulla?

    grazie

    http://dagospia.excite.it/esclusivo.html

  70. alemacri Says:

    Un pool di ricercatori del CNR esamina tutti gli interventi e gli articoli di Beppe Grillo e stabilisce che un certo Ermes Piagoni, un venditore di angurie di Cesenatico, risulta essere l’unico essere umano che non è stato mai mandato affanculo da Beppe Grillo. Piagoni viene chiuso in una teca ed esposto alle Scuderie del Quirinale.

  71. Lavinia Says:

    Io non credo che al dottor Touadi (o docteur Touadi, come scrive la Montanelli) si possa imputare nulla di nulla.
    Io non mi sento un’amorale nel confessarvi, in tutta onestà, che se ciò che è capitato a lui fosse capitato a me avrei fatto la stessa identica cosa.
    Facciamoci un esame di coscienza: chi di noi non avrebbe accettato un posto da parlamentare piovuto dal cielo?
    Il problema semmai sta a monte, visto che poi il docteur ha, come preventivato da tutti e tutte, lasciato il partito e che questa cosa si ripete da anni con tantissimi altri deputati (da Mennea in poi, passando per Occhetto, Franca Rame, De Gregori e tanti altri che sicuramente dimentico).

  72. barbara Says:

    Wanda non ha detto niente contro Touadi. Ha fatto pure i complimenti al suo successo.
    E’il via vai dei taxi a dare fastidio.
    barbara

  73. Matilde Says:

    Pensa se ne parlava male. Ho letto che la signora Wanda lo ha definito “il predestinato”.

  74. Spia Says:

    I soliti bene informati dicono che Walter sia esasperato dalla storia della Vigilanza Rai e - visto che in Pdl si ostinano a fare ostruzionismo su Orlando - abbia deciso da tempo di far convergere i voti dei veltrones sul nome di Giuseppe Giulietti. La qualcosa spiegherebbe perché l’uscita di Giulietti da Idv, data per certa poche settimane fa, abbia subito un brusco e improvviso stop nelle ultime ore. Almeno formalmente Walter vuol mantenere fede al patto siglato con Tonino per l’assegnazione della presidenza della Commissione di Vigilanza all’Italia dei Valori…

    Spia

  75. Anna Rossi Says:

    Le presunte frequentazioni femminili non interessano a nessuno se non coinvolgono palesemente le parti in inciuci a danno dei cittadini.

    Le provocazioni (sempre presenti quando la verità partorisce odio) sono ignorate a suon di trombetta…chi ha tempo da perdere si accomodi pure…come Dante non ci curerem di loro ma guarderemo e passeremo.

    Quel che è fondamentale è la lotta per il diritto paritario .
    Ogni aspetto che coinvolge la società civile in situazioni di disiguaglianza e discriminazione è motivo di impegno per noi tutte/i che pretendiamo un’altra forma di confronto e il via libero all’evoluzione pacifica e serena degli esseri umani.

    I drammi che attraversano la vita di moltissime donne in primis sono i drammi che ricadono sull’intera società mondiale.

    L’impegno profuso da chi imputa ad una deformazione strutturale di tipo patriarcale questo imbarbarimento del vivere nei contesti più disparati, non cadrà alle ortiche.

    Non ci mancherà nè il tempo nè la passione per promuovere un modello in cui non solo le rivendicazioni possano trovare spazio ma anche i progetti e le aspirazioni dei singoli e dei gruppi.

    Al contrario di quel che sostiene l’on. Frattini (parlando del trattato di Lisbona)in cui ogni singolo cittadino potrà rivendicare, appunto singolarmente, i propri diritti…io sostengo che in una società, sempre più globalizzata e in mano ai poteri forti, i cittadini indeboliti dall’assenza di una tutela giuridica effettiva, DEVONO associarsi e fare numero.

    Chi sta portando avanti il disegno di soffocamento del singolo non ha rispetto per il singolo, inestimabile oatrimonio del disegno divino (per chi crede) e inequivocabile affermazione della centralità dell’individuo (tanto predicata da alcuni scrittori della destra riguardo all’immigrazione/terrorismo).

    Certo è che non si vuol fare la fine di parlare senza ottenere cambiamento (un pò come è accaduto per la povertà o le guerre nel mondo).

    Un saluto cordiale

  76. Epurazioni, parole al vento, nuove prese in giro | Wanda Montanelli Blog Says:

    […] *ERA TUTTO PREVISTO il 15 luglio : scrivevo sulla “Teoria della Consulta ombra“: […]

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