Non ci posso far niente, mi si rizzano i capelli sulla testa a sentir parlare di quote. Non che ci sia nulla di scandaloso. Alcuni le considerano il male minore, nel senso di “meglio le quote che nulla” e pensano che siano un mezzo per aiutare le donne ad entrare nelle stanze dei bottoni.
Mi viene da sorridere pensando a questa frase, perché già dieci anni fa un nostro anziano associato del circolo di Ostia-Casalpalocco, il signor Catello, venendo a trovarmi in sede nazionale in via del Corso mi diceva con compiacimento: “Ho piacere, che lei dottoressa è arrivata nella stanza dei bottoni”.
Invece i bottoni non solo non li ho mai maneggiati, ma nemmeno li mai li ho visti. Lui pensava di sì, per il fatto che li convocavo in centro per parlare anche di questioni del circolo, e così conciliavo l’utile con il dilettevole, e mandavo avanti la rete di donne nazionale e i comunicati stampa.
Leggo tra i commenti di oggi qui sul blog che Hillary Clinton non ce l’ha fatta e che se non ci è riuscita lei in America, da noi è desolante pensare che dovremo aspettare intorno a centocinquanta anni per avere la parità.
Non lo so. Vedremo se è vero che per così lungo tempo non sapremo prenderci quello che ci spetta.
In effetti io stessa non ho preso, non ho chiesto, non ho preteso.. Davo tutto per scontato. Poi mi sono accorta che nulla è scontato, neanche i diritti costituzionalmente garantiti, e allora è iniziato il mio disagio, soprattutto per il fatto che i conti non mi tornavano perché se il mio compito era quello di promuovere le pari opportunità che cosa mi stavano facendo fare? Sono un lavoro di vetrina? Solo chiacchiere e distintivo?
Il cinema, con le citazioni, mi torna in mente nei momenti seri per sdrammatizzare. Talvolta con persone a me vicine evitiamo interi discorsi e trasmettiamo i nostri pensieri per battute e titoli di film e commedie.
Gli esami non finiscono mai per esempio è la citazione eduardiana che contraddistingue noi donne in politica, altro che quote. Sempre verifiche nuove, e rimetterci in gioco, e sostenere prove su prove, a dare il meglio di noi stesse. Poi vederci sorpassare da chi sta nelle quote.
Quali?
Le reiterate, inamovibili, durature “Quote celesti”.
Non è forse vero che esistono quote di potere, sedie nelle stanze dei bottoni, poltrone di comando, e luoghi delle decisioni di immutabile colore celeste ?
Sì celeste. Quote celesti in Parlamento, al Governo, nelle Commissioni, nei Consigli di Amministrazione, nelle direzioni generali di Enti, e dappertutto. Quote di colore celeste. E allora perché dovremmo noi avere la balzana idea di chiedere quote rosa? Per confermare le quote celesti?
No, no! Le quote mi fanno venire i capelli dritti. Quelle rosa poi perché? Per dare ai “quotati” celesti l’alibi di usare le quote rosa per sistemare donne di loro scelta?
Non sarà troppo?
Il 70-80% sono quote celesti, il restante diventa “quotarosa-in-quotaceleste“. E le persone che camminano con le proprie gambe e ragionano con la propria testa di che colore sono?
Davvero. Scusate se mi irrito, ma è più forte di me. Vorrei sentire solo frasi del tipo:
Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza…Tutti.. hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione…
Sono frasi semplici della nostra Costituzione. Significano che a parità di merito, donne o uomini che siano, devono potersi fare avanti senza trovare ostacoli al loro progresso. Chiaro no? I colori non c’entrano. C’entrano l’onestà e la correttezza contrapposte all’ingordigia e alla prepotenza.
Per questo ho dato inizio ad una causa. E mercoledì vi invito a Milano.
Senza colori. Donne e uomini con l’onestà intellettuale di ritenersi pari davanti alla legge e a Dio.
Wanda Montanelli
giugno 7th, 2008 at 22:33
CONDIVIDO OGNI PAROLA QUI SCRITTA DA WANDA. CONDIVIDO ANCHE LA LEGITTIMA IRRITAZIONE.
MI DISPACE NON POTER ESSERE A MILANO, MA SARO’ LI’ COL CUORE E CON LA MENTE.
IN BOCCA AL LUPO, WANDA!
SONO SICURO CHE L’11 GIUGNO INIZIERA’ LA RISCOSSA!
giugno 8th, 2008 at 10:18
Sono in piena sintonia con Wanda e capisco cosa la spinge a fare anche un’azione legale nei confronti di Di Pietro che si proclama garantista, ma le garanzie e le cautele non le applica, anzi le stravolge, come con la chiusura del sito delle donne. Brava Wanda è stata una buona idea tenerti la “copia conforme” così lo scopo di farti sparire non è riuscito. Documenti e testimoni ho visto che ne hai una caterva e in ogni buon conto il tentativo di “strappare” il sito come carta straccia non è riuscito. Uno smacco non male per questi che senza pensarci due volte fanno uso della gente che per Idv si danno l’anima e poi la strappano via. Con te gli sta riuscendo difficile il giochetto. E di nuovo brava, resisti!
Saverio
giugno 8th, 2008 at 10:28
Colore, status sociale, conto in banca, sesso… è inutile dirci che tutte queste forme di “diversità nell’uguaglianza” non rappresentino più barriere pù o meno insormontabili.
Ho letto, qui e altrove, che la legge non basta. Che, nell’applicarla, serve una condivisione piena, inequivocabile da parte dei soggetti a cui è rivolta. E’ vero. In Italia, più che in altri posti, il razzismo dilaga.
E’ vero, molti reati sono commessi da stranieri senza permesso di soggiorno. Ma quanti italiani hanno fatto lo stesso, nelle aree più disparate del globo, nel corso dei millenni? Non eravamo noi, allora, immigrati senza permesso di soggiorno?
E’ vero, le donne devono scontare per natura il clamoroso errore di essere portatrici di vita, genitrici di tutti noi. Ma chi lo ha detto che debbono limitarsi a questo? Chi dice che una donna non può essere moglie, madre, e anche soggetto attivo nela vita socio-politica?
“Vai a fare la calza”, si diceva un tempo.
Si diceva un tempo?
Si dice ancora.
Il razzismo dilaga. Non appena una donna alza la voce, pretende di imporsi nell’esercizio di un diritto costituzionalmente garantito, ecco che il razzismo pregiudiziale di un certo tipo di “cultura-non cultura” divampa tutto intorno a noi.
Non fare agli altri ciò che non vuoi che ti venga fatto, si suol dire.
Mi piacerebbe pensare a cosa proverebbero i tanti misogini del nostro bel-paese, se per una volta sola, un giorno solo, fossero donne, e non uomini.
E, mi piace pensare che, dopo la deprimene frustrazione che immediatamente si prova quando ti viene negato il diritto di “cittadinanza” pieno, senza alcuna ragione se non la decisione di farlo per partito preso, che essi proverebbero un grande orgoglio, una immensa dignità.
Essere donne, semmai tutti noi uomini potessimo di tanto in tanto farlo, ci renderebbe decisamente migliori.
Ma, poichè questa è solo retorica gassosa, occorre balzare alla realtà.
Ben vengano le eroine come Wanda, Ben vengano le cause pilota, il coraggio di provarci.
Se vogliamo abbattere le barriere, i razzismi, e gli ostracismi, bisogna lottare.
Probabilmente due individui su tre si tirerebbero indietro.
Troppo alta la montagna da scalare. Troppo subdolo il gioco delle parti. Troppa potenza e disparità, in campo. Troppe mine, pronte a esplodere per eliminare il problema alla radice.
Allora ecco, che ci si tira indietro.
Non Wanda.
Lei non si ferma. Nel nostro piccolo, se potessimo seguirla (a Milano come altrove) senza sentire troppo il peso della paura sulle ginocchia vacillanti, avremmo fatto un grande passo avanti verso quel compimento della democrazia che, nel nostro paese, è oltremodo irrimandabile.
E allora, per quanto poco varrà, io a Milano ci sarò.
“Tiferò”, se così si pò dire. Se servirà o meno a qualcosa non mi importa. Io ci sarò, anche solo per dire, che ero lì quando Wanda Montanelli ebbe il coraggio e l’orgoglio di sfidare Golia.
giugno 8th, 2008 at 11:46
vengo anch’io Daniele. non mi tremano le gambe. La ragione è ragione e qui c’è poco da dire, è tutto dimostrato! L’ultima malefatta è stato chiudere il sito delle donne!
Alla faccia dell’Art. 21. (Costituzione Italiana)- A Milano! A Milano!
Rita
giugno 9th, 2008 at 08:34
ci scrivono della Clinton in tanti. Non era un’esaltazione di Hillary la mia citazione di risposta a un commento. Ci sta bene che vinca il migliore di qualunque colore sia, e di qualunque genere o appartenenza sociale; il riferimento ad Hillary è un’amara riflessione sul fatto che fino ad ora è dimostrato che una donna per giungere ad essere “quasi” presidente degli Stati Uniti, deve giocoforza provenire da lobby potenti essendo comunque la signora Clinton. Che poi i pantaloni in casa li porti lei, è un altro argomento che forse conferma il ruolo “d’ombra” delle donne.
Si vorrebbe invece che persone libere, indipendenti,con idee in testa e capacità potessero procedere senza ostacoli, a prescindere dal sesso, la religione, lo status, l’appartenenza a congregazioni di potere.
E’ un’utopia? Forse. Ma allora perché i nostri padri costituenti ci hanno voluto dare questa illusione di democrazia?
Wanda Montanelli
giugno 9th, 2008 at 11:09
I nostri padri costituenti hanno sottoscritto un documento a memoria della verità…i nostri falsi padri della patria che si sono succeduti hanno pensato bene di continuare il lavoro che da secoli è disegno malefico.
Le energie femminili sono la vita per natura eccellente.
Quando gli uomini e le donne di buone volontà si ritroveanno nella verità….questo mondo farà un balzo nel futuro che neppure la mente potrà contenere.
Cara Wanda…piccoli passi per lunghe distanze….il tuo è uno di quelli che segnerà una marcia che neppure i ilitari si sono mai sognata.
Uniamoci e contiamoci.
Un abbraccio a tutti
giugno 9th, 2008 at 11:14
Se possibile vedrò di esserci a Milano. Sennò, sarò comunque lì idealmente. E qualunque cosa possa fare, anche in modo virtuale, per rendere omaggio alla causa e favorirla in qualche modo, io ci sono.
giugno 9th, 2008 at 11:29
c’è fibrillazione, in vista di questa udienza. Di Pietro dovrà rispondere dei suoi comportamenti di fronte alla legge. Ed è già una vittoria, questa, non trovate?
giugno 9th, 2008 at 13:49
Anche io sarò a Milano per offrire il mio supporto a Wanda Montanelli. Credo sia un dovere di tutte le persone fare qualcosa per abbattere le ingiustizie. Specialmente noi donne, se davvero vogliamo emanciparci e smettere di lamentarci!
Ci vuole azione, come quella che fa Wanda, e il comitato per Wanda Montanelli, Onerpo e tutte le altre forze sinergiche(femminili e maschili) che ruotano intorno a lei e alla sua battaglia legale/civile.
giugno 9th, 2008 at 13:52
Anche se per motivi personali non posso essere a Milano, vi chiedo comunque di tenere presente che tante persone, come me, sono disposte a collaborare a questo progetto di giustizia. Sono a disposizione.
giugno 9th, 2008 at 14:57
Un sincero in bocca al lupo alla Montanelli per la causa di Mercoledì.
Sembrava lontana, e invece è arrivata. Speriamo che il lupo crepi!
giugno 10th, 2008 at 09:28
sarò a Milano con Wanda per l’importante battaglia di democrazia che ha aperto con coraggio e onestà. Sono convinta che questo primo passo aprirà una breccia sul muro dell’indifferenza e del cinismo politico. Forse non a tutti è chiaro che nonsi tratta di un problema circoscritto alle donne. C’è ben altro in gioco ed è molto molto di più che un problema di genere femminile o maschile.
Loredana
giugno 10th, 2008 at 10:17
La verità non è soggetta alla fortuna…percorre una strada a senso unico e non si arresta neppure davanti alle deviazioni.
Si può rallentare l’evoluzione ma non la si può fermare…noi proseguiamo la marcia…chiunque arrivi a destinazione è portatore di giustizia per tutti coloro che non ce la fanno o non capiscono.
Fa lo stesso.
Andiamo!
giugno 10th, 2008 at 15:07
non so se C riuscirete, ma se vi danno ragione meritate il nobel.
giugno 11th, 2008 at 13:33
inoltro per conoscenza l’articolo pubblicato oggi 11/06 sull’udienza al Tribunale di Milano
Da il “Corriere della Sera” del 11.06.2008
politica – pag. 11
Digiuno e causa. La Montanelli: da Tonino danni esistenziali
MILANO -Non è bastato il cesto di fiori che le ha inviato «Tonino» dopo i 50 giorni di sciopero della fame, interrotti grazie all’appello del Capo dello Stato. Nè le pazienti mediazioni di Leoluca Orlando. Wanda Montanelli, già animatrice del «popolo dei fax» e dipietrista antelitteram, ha deciso di fare causa al suo partito. Questa mattina sarà in tribunale per sostenere l’accusa: «discriminazione delle donne», «distrazione di 600 mila euro destinati alla componente femminile» e una sorta di «mobbing politico» nei suoi confronti. La Montanelli -vincitrice nell’83 di 50 milioni di lire nel quiz di Canale 5 «Flash» e querelante per plagio nell’85, perché sosteneva di aver scritto la canzone «Ma la notte no» – ce la metterà tutta per provare che la giustizia è la continuazione della politica con altri mezzi. Quasi un redde rationem per Di Pietro. L’Idv, spiega lei, «è ormai un club di golf», dove le donne vengono buttate via «come scarpe vecchie». Su 43 parlamentari Idv, sono quattro.
Lei, naturalmente non è tra le quattro. E marcerà sul tribunale: «Abbiamo nove dossier di documenti e 170 testimoni». La Montanelli chiede anche un risarcimento di un milione di euro per «danni esistenziali»: per «la
mancata gratificazione di un ruolo istituzionale», la mancata «evoluzione della carriera politica», il danno «alla serenità, al tempo perso e alla cinestesi lavorativa». Il milione di euro sarebbe un «equo ristoro». La memoria difensiva eccepisce il difetto di giurisdizione della Montanelli, «mai stata socia», che «non risulta iscritta al partito già dal 2007». L’Idv nega il suo diritto di sindacare la destinazione dei fondi e ricorda che «la seconda carica del partito è ricoperta da una donna, Silvana Mura».
Al. T.
giugno 11th, 2008 at 20:05
SIAMO IN ATTESA DI NOTIZIE:
COME E’ ANDATA STAMANI?
giugno 11th, 2008 at 23:23
Un breve resoconto al ritorno da Milano.
Il giudice sentite le parti ha stabilito scadenze con termine di un mese per presentare risposte e memorie. Riguardo alle eccezioni sul difetto di giurisdizione ha posto un altro termine di un mese per controdeduzioni e deposito di documenti. La data d’Udienza successiva è il 17 dicembre 2007, un mercoledì in cui saranno più ampiamente vagliati il merito della causa e la disponibiità dei testimoni.
Erano presenti sostenitori facenti parte del Comitato per Wanda Montanelli con cartelli e bandiere, la presidente dell’Onerpo Aura Nobolo, donne della Consulta Idv, presidenti di associazioni come la Prof.ssa Carla Autelli; la dott.ssa Sorbelli del partito delle Donne Europeo. Esponenti di Myosotis e persone pronienti da varie regioni d’Italia: Emilia, Liguria, Campania, Lazio, Lombardia, abruzzo, ecc.
La giudice Gandolfi ha presentatoalle parti gli aspetti da approfondire con molto equilibrio ed equidistanza.
Ringrazio di cuore chi è venuto, chi ha telefonato e scritto per dare forza alla lotta.
La lotta comunque continua!!
Wanda Montanelli
giugno 12th, 2008 at 07:46
C’E’ UNA GIUDICE A BERLINO…
giugno 12th, 2008 at 09:49
Crediamo a quel giudice. Verrà il tempo della giustizia. Wanda ha ragione e vincerà per se stessa e per noi che le siamo vicine.
Silvia
giugno 12th, 2008 at 15:23
DAL CORRIERE DELLA SERA 11/06/08
L’Idv nega il suo diritto di sindacare la destinazione dei fondi e ricorda che «la seconda carica del partito è ricoperta da una donna, Silvana Mura».
Al. T.
********************************
Chi è l’unica donna fedele a Tonino di Pietro???
Chi è la donna, la sola donna che nei tempi rappresenterebbe le donne di Italia dei Valori lavorando alla promozione delle altre in politica senza però portare successi?
Silvana Mura
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Silvana Mura (Chiari, 22 luglio 1958) è una politica italiana.
Luogo nascita Chiari, (BS)
Titolo di studio Ragioniera
Professione Imprenditrice settore moda
Partito Italia dei Valori
Legislatura XV, XVI Legislatura
Gruppo Italia dei Valori
Coalizione Pd-IdV
Circoscrizione Veneto 2 (XV), Emilia-Romagna (XVI)
Diplomata in ragioneria, è imprenditrice nel campo dell’alta moda, nel 2000 fu tra le fondatrici del nuovo partito Italia dei Valori, di cui tesoriera e segretaria regionale in Emilia-Romagna fino al 2004.
Assessore a Bologna nella giunta Cofferati con delega alle attività produttive, commerciali e turistiche, al termine delle elezioni politiche del 2006 viene eletta alla Camera e viene sostituita nell’incarico di assessore. Eletta segretaria della presidenza di Montecitorio il 30 maggio dello stesso anno, nella XV legislatura fa parte della X commissione (attività produttive) e del comitato per la comunicazione e l’informazione esterna.
Alle ultime elezioni politiche del 2008 è stata eletta deputata nelle file dell’Italia dei Valori in Emilia Romagna (insieme ad Antonio Palagiano).
giugno 12th, 2008 at 16:35
la causa della montanelli va a finire in data invernale, ma da adesso al mese di dicembre altri importanti fattori interverranno per dare risposte ai nostri interrogativi. L’assetto sociale chiuso alla vita di cittadini e cittadine di valore non potrà durare, e chi ha fatto errori di valutanzione si assumerà la responsabilità delle scelte settarie e controproducenti.
non dico di aspettare sulla riva del fiume, ma quasi.
Donatella
giugno 12th, 2008 at 16:46
Wanda dicci che dobbiamo fare per vincere sta guerra. Il prossimo obiettivo dev’essere quello di attaccare. Basta subire! Prendiamoci il nostro. Mi chiedo se tutto il clamore,la stampa, le dichiarazioni servono o no, se è meglio fare le cose in silenzio e presentargli la sorpresa finale.
Nadia Torresi
giugno 12th, 2008 at 16:55
We wage a war to save civilization itself.
We did not seek it, but we will fight it.
And we will prevail.
giugno 13th, 2008 at 09:42
Giammarco Says:
Giugno 12th, 2008 at 16:55
We wage a war to save civilization itself.
We did not seek it, but we will fight it.
And we will prevail.
We use events in our life and we have to play them to our advantage.
Something bad happens and I immediately think:
How can I use this situation?
This is my first conscious reaction. This is the war against tyranny and injustice.
The rest just follows on from it.
….yet go together.
Anna Rossi
giugno 13th, 2008 at 09:48
La femme et son esprit:
Je n’ai pas demandé.
J’ai eté choisie.
Je n’aimerais pas que “l’Italie” puisse me reprocher de l’avoir mal défendue.
Une aventure malheureuse nous tombe dessus et je me demande immédiatement: comment m’en servir?
C’est ma première réaction consciente. C’est la guère contre la tirannie et l’injustice.
Le reste vient se greffer dessus.
Anna Rossi
giugno 13th, 2008 at 10:06
La virata della reazione.
Noi tutti sappiamo che nulla è acquisito se non puntualmente rinnovato.
In virtù di questo elementare principio abbiamo il dovere di riorganizzare e comporre un nuovo assetto alla condizione femminile e giovanile attuali.
Nuove decisioni strategiche ed opportune ci permetteranno di dare vita ad una nuova era umana.
L’obiettivo è quello di sottolineare l’avanzata di nuove dinamiche con elementi di maggiori differenziazioni e progettualità sociale di preferenza duratura all’attuale degrado culturale ed economico.
L’alto contributo sarà l’ennesimo parto di una convinzione comune: “non c’è più tempo nè pazienza per restare in attesa di false promesse”.
Oggi tocca a noi!
giugno 13th, 2008 at 11:25
IL PROCESSO DI LIBERALIZZAZIONE DELLA CONDIZIONE FEMMINILE E’ PARTITO….CHI RESTA CIECO, MUTO E SORDO A TALE EVENTO E’ DESTINATO A FARE BOTTINO E FUGGIRE.
COME IL DEMONIO AFFACCIANDOSI NEL FUTURO…SI CERCHERA’…MA NON CI SARA’.
Anna Rossi
12.06.2008:
La voce dalla quale arriva il lasciapassare al mondo femminile islamico è influente: si tratta della massima autorità religiosa della Siria, il Gran Mufti Sheikh Ahmed Badriddin Hassun. La decisione storica, destinata di certo a far discutere, riguarda una vera e propria rivoluzione nel mondo religioso: anche le donne potranno svolgere una funzione di guida nell’islam ed emettere editti religiosi ufficiali.
Il proclama è arrivato direttamente dai canali della tivù satellitare Al Arabiya. Il Gran Mufti ha scelto un mass media di grande impatto per segnare questo passaggio importante non solo in campo religioso ma anche sociale. Il privilegio di emettere la fatwa (secondo il diritto islamico è una sorta di sentenza emessa, solitamente, da un esperto religioso e generalmente vincolante per l’individuo e per tutti) finora era una prerogativa riservata ai soli imam maschi. Ma il Gran Mufti non ha dubbi: «Il Profeta stesso ha permesso ad alcune madri e discepole di recitare lezioni di fede di fronte a migliaia di uomini», per questo sovrintenderà personalmente a questo importante progetto che porterà alcune donne a diventare membri effettivi del Consiglio della fatwa.
Rimane però una cosa da dire: gli editti religiosi emessi dalle donne riguarderanno solo questioni femminili. E se gli uomini storcono il naso, temendo che questa “concessione” faccia perdere loro potere sul mondo femminile, le donne accolgono l’editto con entusiasmo. La predicatrice Huda Habash, che insegna il Corano alle 5mila studentesse della moschea di Al Zahra a Damasco, ha commentato: «Benvenuto questo editto, finalmente toglierà dall’imbarazzo le donne nell’andare a chiedere lumi sulle loro vicende a imam maschi».
giugno 13th, 2008 at 11:39
I GIOVANI DI PAPA WOITYLA
E’ proprio della condizione umana e, in particolar modo della gioventù cercare l’Assoluto, il senso e la pienezza dell’esistenza. Cari giovani, nulla vi accontenti che stia al di sotto dei più alti ideali! Non lasciatevi scoraggiare da coloro che, delusi dalla vita, sono diventati sordi ai desideri più profondi e più autentici del loro cuore. Avete ragione di non rassegnarvi a divertimenti insipidi, o mode passeggere e ai progetti riduttivi. Se conservate grandi desideri per il Signore, saprete evitare la mediocrità e il conformismo, così diffusi nella nostra società….. L’uomo ha radicata nel profondo del suo essere la tendenza a ” pensare a se stesso”, a mettere la propria persona al centro degli interessi e a porsi come misura di tutto. Chi va dietro a Cristo rifiuta, invece questo ripiegamento su di sé e non valuta le cose in base al proprio tornaconto.
GIOVANNI PAOLO II
giugno 13th, 2008 at 12:24
A proposito di meritocrazia…
“Esercitare liberamente il proprio ingegno, ecco la vera felicità”.
Aristotele
A proposito di doveri…
“Rendere la vita sopportabile è il primo dovere dell’essere vivente”.
Sigmund Freud
A proposito di ingiustizia…
“E’ duro soggiacere al comando di chi val meno di noi”. Demostene
A proposito di idee…
“Tutte le idee che hanno enormi conseguenze sono idee semplici”. Lev Tolstoj
A proposito di cambiamenti…
“Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiar se stesso”.
Lev Tolstoj
A proposito del tempo…
“Dum differtur, vita transcurrit. La vita passa mentre si rimanda”.
Seneca
DIAMOCI DA FARE DUNQUE!
giugno 13th, 2008 at 15:11
Il nostro interesse primario è rivolto a modificare lo stato di NON DIRITTO che peremette l’esistenza di una società cieca e sorda alle esigenze di chi è emarginato. Si può esserlo per molti motivi, per essere costretto a morire su un’impalcatura, per dover fare il cinese ed accontentarsi di un precariato imposto e generalizzato con la scusante del mondo globalizzato; per trovarsi donne senza opportunità come Wanda Montanelli dimostra a più riprese; per non avere la forza contrattuale di fermare il disastro ecologico, nucleare compreso. Per essere nullità in un globo mondiale che risuta in mano a poche persone che fanno il bello e cattivo tempo. Sempre più cattivo per la massa, sempre più bello per l’elite. Fino a quando la massa critica insorge e li manda in esilio.
Lisistrata per sempre
giugno 13th, 2008 at 15:49
i volontari per raccogliere l’immondiazia sono l’ultima trovata di Berlusconi. Il problema si risolve secondo me dall’interno delle case e con l’iniziativa femminile di far sparire gli scarti di ogni prodotto con il riciclo o rinunciando agli acquisti di cose non riciclabili.
La montagna di immondizia sparirà solo se gli arraffatori e i collusi saranno scacciati. Va fatto pagare il danno a chi ha tratto profitti da questa anarchia. Bertolaso va bene, ma con lui una squadra di donne con fiuto e senso pratico è l’avrei prevista. Non per raccattare i rifiuti, ma per gestire l’operazione. Il tempo si dimezzerebbe. Il risultato sarebbe garantito. Mancano le persone veloci e pratiche. Si perde troppo tempo in chiacchiere.
In ultima analisi attendo le prove generali sul governo femminile.
Renata
giugno 13th, 2008 at 17:09
…”In ultima analisi attendo le prove generali sul governo femminile”.
Renata
…”Fino a quando la massa critica insorge e li manda in esilio”.
Lisistrata per sempre
Che ne dite?
Io non saprei da quale asserzione cominciare tanto sono fedeli allo spirito ed al desiderio forti di concretizzare la voglia di fare delle donne.
E’ compressa la volontà delle donne di intervenire in squadra per fermare lo scempio sociale patinato a festa.
E’ latente l’ira ingoiata a forza ma che come ogni boccone insano ritorna su imponendo la nausea.
E’ improrogabile la volontà di agire (e reagire) in nome dei figli al quale viene proposto un futuro desolante e privo di valori.
Quando incontro o leggo il pensiero di uomini e donne provati ma decisi a dar battaglia…i polmoni si riempiono di un’aria fina e frizzante…l’aria della libertà.
Grazie
giugno 14th, 2008 at 14:23
Esprimo i miei forti dubbi sull’utilità di ratifica della Costituzione europea. Così come formulata non convince e il risultato dell’Irlanda è motivato per tanti motivi. Il primo dei quali per la minaccia ai diritti sociali conquistati in Europa in anni di lotte. Il paventato Stato di benessere, non è altro che un tornare indietro con forme di individualismo sociale.
Il Movimento femminista e le sue conquiste è messo il pericolo
nonostante le leggi che risultano inapplicate in quanto mancano sanzioni e deterrenti.
Una relazione di Ana Hernando e Luisa Acevedo all’Assemblea Femminista di Madrid ha messo in chiaro che “problematiche nell’esercitare i diritti individuali come il divorzio e l’aborto sono reali
L’”uguaglianza formale” che apparentemente funziona negli stati dell’Unione, impedisce molte volte di percepire la relazione di potere che si stabilisce su di noi e che per esempio si manifesta nella scarsa partecipazione delle donne nella vita pubblica, l’insufficiente autonomia economica e la mancanza di riconoscimento sociale delle attività che ci sono assegnate culturalmente.
Una delle manifestazioni più chiare di questa realtà la vediamo nella violenza maschile. Questa costituisce uno dei problemi più gravi che ci sono nell’UE (più del 20% delle donne in Europa soffre o ha sofferto di qualche maltrattamento al meno una volta nella vita). Senza dubbio la Costituzione non tratta delle cause di detta violenza, di fatto la tratta come violenza domestica”.
Pensiamo bene a dove l’europa intende arrivare e prima di accettare poniamo sul tavolo, o in piazza, le contraddizioni enormi e inaccettabili.
Nadia Persichetti
giugno 14th, 2008 at 16:23
Ero lì con Wanda, a Milano. Lì, magliette pro-comitato e cartelli alla mano, tutti noi abbiamo provato a dare il nostro contributo. In una Milano frenetica e distratta, decine di persone mi hanno fermato, fuori e dentro il tribunale, chiedendomi: “chI è Wanda Montanelli?”, oppure “per che cosa sta lottando?”
Tutte le volte che ho spiegato loro i perchè, le loro risposte sono state identiche: sgomenti, si chiedevano come fosse possibile nel 2008 un caso così grave di discriminazione.
“Ha citato davvero Di Pietro in giudizio?” mi ha chiesto una avvocatessa all’interno del tribunale.
“Sì, certamente. Siamo qui per questo.”, ho risposto.
“Ma questa Wanda ha davvero le palle.”, si è lasciata scappare la avvocato senza nome.
E io, tra me e me, non ho potuto evitare di pensare che, semmai Wanda le avesse (fisicamente) avute, tutta questa lotta non ci sarebbe stata.
Se fosse stata uomo, adesso sarebbe stata in Parlamento, a far valere le proprie doti.
E invece è donna. Ma, come sappiamo, non basta essere uomini per esser dotati di attributi.
E quindi, sì, questa donna ha davvero le palle, nel citare in giudizio Di Pietro, proprio lui.
E io sono orgoglioso di aver fatto questo pezzo di strada della vita, accanto a lei.
Ai quattro angoli dei tribunale di Milano, capeggiavano scritte inneggianti alla giustizia.
Quando giustizia sarà fatta, allora tante donne spunteranno, come funghi, nel chiedere diritti e udienza.
Per ora c’è Wanda Montanelli. Perlopiù sola, se escludiamo le persone coraggiose che lottano con lei.
E quando verrà la giustiza, quella sarà la sua giustizia. Ma anche un calice da cui tutti, anzi tutte, potranno bere.
E allora, brindiamo fiduciosi alla giustizia. Ubriachiamoci di speranza, e di azioni concrete in suo sostegno, e non solo di parole retoriche e promesse vacue.
Il tempo è galantuomo, come si dice. Ma va scandito da azioni di rottura, cambiamento, rinnovamento, innovazione… altrimenti, lui se ne resta così, immobile, e per niente garbato nella sua iniqua, gattopardesca stasi.
giugno 14th, 2008 at 16:54
non sono partita per Milano e fino al giorno prima ero convinta che ci sarei riuscita. In queste occasioni noi madri di famiglia dobbiamo lasciare tutto a puntino nell’organizzazione della casa e del nucleo familiare. E’ bastato un mancato permesso a mio marito, che doveva seguire i figli dopo la scuola, che ha fermato la mia partenza con rammarico e delusione per non essere stata lì con voi. Wanda sa che la seguo e sa bene che poi alla fine siamo sempre noi a dover rinunciare. Siamo spesso sole di fronte ai problemi ed anche una semplice malattia di un collega di mio marito, che non gli ha permesso di uscire dal lavoro tre ore prima è un grosso impedimento. Ma non è sola Wanda, io ci sono come Daniele, gli altri e le altre. Vinceremo noi alla fine.
Loredana
giugno 14th, 2008 at 18:07
La conosco. E’ dolcissima, non si scompone, è tollerante, minimizza i difetti di chi le sta vicino, è propositiva e guarda sempre avanti, non parla mai delle sue delusioni, dei sui problemi, delle amarezze che la vita non le ha risparmiato. Costruisce, costruisce, costruisce. Una parola gentile e un gesto d’affetto non li fa mancare mai. Sembra dolce. E’ dolce, ma un’altra con le palle come lei, Wanda Montanelli, non l’ho mai conosciuta.
Silvia
giugno 15th, 2008 at 10:19
condivido il commento sulla costituzione europea e sui motivi che ne hanno fermato l’approvazione. In punto importante è che non si sa dove stiamo andando e si svendono valori e tradizioni culturali in nome di un globalismo deleterio quanto inutitile alla crescita delle nazioni.La globalizzazione va accettata se rende migliore e più dignitosa la vita dei cittadini, e se il livellamento ci fa andare verso l’alto e portare molte più persone a fare un salto di qualità economico, morale e culturale. Invece avviene un livellamento verso il basso,portando ad allargare a macchia d’olio la precarizzazione, l’abitudine alla violenza, il non rispetto delle regole, delle civiltà distinte, delle donne, e dei bambini. Sono centinaia di milioni i bambini che lavorano ridotti in schiavitù. Sono milioni le donne che subiscono violenza anche nell’avanzata Europa. L’avanzamento è fittizio perché in verità si torna indietro a passi da gigante. Tutto questo va capito prima di fare l’insalata del “mal comune mezzo gaudio”. Se non si riesce a migliorare la qualità della vita ed dare valori e imporre impegni di comportamenti di correttezza e rispetto è meglio attendere la maturazione dei popoli. Ogni cosa a suo tempo. Non si può e non si devono imporre né la democrazia, né le regole europee del vivere civile. E’ meglio probabilmente che si inizi ad approvare la Costituzionre con un numero limitato di nazioni e poi gli altri potranno aderire quando pronti e convinti, appunto, su dove si va a finire.
Nadia Torresi
giugno 16th, 2008 at 09:24
se per avere diritto di presenza nelle istituzioni è stato necessario fare una causa siamo messi proprio male in Italia. Ho letto la storia e mi pare incredibile chiedere tanto impegno senza riconoscere nulla. A Wanda un In bocca al lupo, ma anche a noi che negli impieghi viviamo vessazioni e limiti alle progressioni che dovrebbero essere semplicemente riconosciute.
Barbara
giugno 16th, 2008 at 09:28
Ci accorgiamo in periodo post elettorale che mancando l’opposizione di sinistra e ecologista andiamo a una deriva che ci porterà verso un mondo rovesciato e svuotato dei principi che tenevano in vita i propositi di realizzazione di società giuste. E’una prospettiva in cui l’incidenza e il potere delle donne sarà minimale e si risolverà ai consueti ambiti di responsabilità della famiglia e delle cure dei figli. Il che non è sbagliato, ma e contro l’autodeterminazione della donna, il potere decisionale nelle grandi questioni, il vero confronto ad armi pari. La sociètà socializante ha ora le armi spuntate, le donne sono addirittura prive di armi e di mezzi. E’ d’obblico comprendere che vanno fatti passi in avanti per contrastare la triste e pericolosa deriva.
Sandra Gargiulo
giugno 16th, 2008 at 10:13
SE NON CI RIUSCITE ANCORA A FARE UN VOSTRO PIANO E’ DA CAPIRE CHE LA POLITICA NON E’PER VOI. SIETE PIU’ UTILI NELLA FAMIGLIA, LO DICO PER IL VOSTRO BENE. IO RISPETTO LE DONNE CHE SONO REGINE, MA SE VANNO IN CERTI AMBIENTI SOFFRONO PER L’EGOISMO DEL MASCHIO.
FRANCO BARZAGHI
giugno 16th, 2008 at 10:38
che mentalità retrograda! Barzaghi le donne non sono regine, sono COMANDANTI, e non devo essere protette da finto buonismo. Lasci stare i consigli che non ne abbiamo bisogno, sapendo dove andiamo anche senza sbandierarlo. Il nostro destino è chiaro e tracciato. Non dubiti.
Silvia
giugno 16th, 2008 at 13:04
F. BARZAGHI Says:
Giugno 16th, 2008 at 10:13
SE NON CI RIUSCITE ANCORA A FARE UN VOSTRO PIANO E’ DA CAPIRE CHE LA POLITICA NON E’PER VOI. SIETE PIU’ UTILI NELLA FAMIGLIA, LO DICO PER IL VOSTRO BENE. IO RISPETTO LE DONNE
…e meno male che le rispetta altrimenti tutte a mettere sampietrini per terra.
Ascolti bene…
nessuno vuole cancellare la naturale legittimità femminile a dar grazia e componenza all’elemento che madre natura peraltro impone….
ammetterà che la libertà di scegliere se chiudersi nel riccio, partecipare al nucleo, deliberare un programma familiare/sociale/politico, sentirsi parte integrante con diritto meritocratico (e non di scambio come va di moda anche fra gli uomini)….è un salto nella vivibilità sociale?
Ammetterà che sarebbe il caso di non perdere più tempo in frenate troglodite all’evoluzioe in spirito di scambio e non di protesta?
Ammetterà che schiavi si può anche nascere ma non si deve diventare?
Ammetterà che all’ira degli attacchi ghettizzanti è subentrata la noia della retorica ben più pericolosa dell’attivismo?
Sia bravo! E’ vero che stiamo ricalcando l’Italia che va dal 1923 al 1936….è vero che gli italiani sono ciechi e sordi…e muti..e anche molti scemi per non capire quel che sta accadendo….ma che noia!
Il potere assoluto a tutti i costi?
Altro sangue si metterà di traverso a questi disegni tirannici…anche quello di molte donne…
e poichè i conti tornano a casa…qualcuno godrà…ma altri pagheranno la goduria degli scaltri….la storia DOCET.
Leggere è un dovere.
Pensare un’opportunità.
Cordialmente
Anna Rossi
giugno 16th, 2008 at 13:09
Il numero dei deputati deve diminuire…naturalmente lo hanno gonfiato per arrivare a questo.
Gli stipendi non giustificano la corruzione e la preparazione culturale di troppi parlamentari….bisogna fare qualcosa.
NON CAPIRE CHE MUSSOLINI SALI’ AL POTERE CON GLI STESSI MECCANISMI E’ LA COLPA DELL’IGNORANZA.
C’E’ INTERNET..CHI PUO’ LEGGA… ALTIMENTI PROVVEDO IO A FARE UN SUNTO.
SALUTI A TUTTI
giugno 16th, 2008 at 17:05
HA RAGIONE IL BARZAGHI.
LE DONNE DEVONO STARE IN FAMIGLIA, NON PRETENDERE DI LAVORARE.
E’ PER QUESTO CHE LA SOCIETA’ E’ IN CRISI, PERCHE’ NON SI DISTINGUONO PIU’ I RUOLI.
UNA VOLTA L’UOMO ERA UOMO E LA DONNA ERA DONNA.
E QUANDO C’ERA LUI CERTE COSE NON SUCCEDEVANO.
IN FONDO SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO.
E NON C’E’ PIU’ LA MEZZA STAGIONE: SI PASSA DAL CALDO CALDO AL FREDDO FREDDO.
I NERI HANNO LA MUSICA NEL SANGUE.
VI RICORDATE? QUANDO PASSAVAMO DI QUI ERA TUTTA CAMPAGNA.
VENEZIA E’ BELLISSIMA MA NON CI ABITEREI.
ARRIVERA’ IL GIORNO IN CUI IL COMPUTER DOMINERA’ L’UOMO.
UNA VOLTA IL CALCIO ERA PIU’ GENUINO, OGGI CON TUTTI QUESTI MILIARDI…
giugno 16th, 2008 at 21:22
Sempre peggio per i troppo poveri..
Parliamo per luoghi comuni, diciamo frasi scontate, ed è un modo per rassicurarsi perché in fondo la paura delle novità fa questo effetto. Solo le donne sono il nuovo che incombe.
Ho saputo da poco della lotta di Wanda, e sono con lei in tutto e per tutto.
Grazia
giugno 16th, 2008 at 23:41
alemacri Says and Francesca Replies:
HA RAGIONE IL BARZAGHI.
LE DONNE DEVONO STARE IN FAMIGLIA, NON PRETENDERE DI LAVORARE.
Poveri uomini, sempre loro a lavorare, a tirare la caretta. Bisogna fare qualcosa per rimediare a questa situazione: meglio che ora sia l’uomo a stare in famiglia e non pretendere di lavorare. Un po’ di cambio (di genere) ci vuole… Aiutiamo gli uomini a “riposare”!
E’ PER QUESTO CHE LA SOCIETA’ E’ IN CRISI, PERCHE’ NON SI DISTINGUONO PIU’ I RUOLI.
L’unica speranza per uscire dalla crisi è quella di mantenere almeno gli “status” di padri-padroni.
UNA VOLTA L’UOMO ERA UOMO E LA DONNA ERA DONNA.
Non mi risulta che questo sia cambiato. Anche oggi l’uomo è uomo e la donna è donna, o mi sono persa qualche passaggio scientifico significativo?
E QUANDO C’ERA LUI CERTE COSE NON SUCCEDEVANO.
Concordo. Sono stata molto dispiaciuta alla notizia della di lui dipartita!
IN FONDO SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO.
Il passare del tempo è un nostro grande amico: sfuma ed annebbia gli accadimenti negativi lasciandoci solo la nostalgia del bel tempo andato.
E NON C’E’ PIU’ LA MEZZA STAGIONE: SI PASSA DAL CALDO CALDO AL FREDDO FREDDO.
Colpa dell’inquinamento: la salvaguardia dell’ambiente deve essere una delle priorità. Grazie per averlo ricordato!
I NERI HANNO LA MUSICA NEL SANGUE.
Infatti, per i prelievi del sangue si usano le chiavette!
VI RICORDATE? QUANDO PASSAVAMO DI QUI ERA TUTTA CAMPAGNA.
Nooo! Hanno rovinato anche Qui? Non ci credo, tutta colpa dell’urbanizzazione selvaggia che non ha rispetto dell’ambiente.
VENEZIA E’ BELLISSIMA MA NON CI ABITEREI.
La volpe e l’uva è una delle più celebri favole attribuite a Esopo.
ARRIVERA’ IL GIORNO IN CUI IL COMPUTER DOMINERA’ L’UOMO.
Arriverà il giorno in cui gli uomini saranno estinti: questione di DNA (quello ricavato dal midollo delle donne).
UNA VOLTA IL CALCIO ERA PIU’ GENUINO, OGGI CON TUTTI QUESTI MILIARDI…
Una volta i cibi erano più genuini, oggi con tutti questi concimi chimici e pesticidi…
giugno 17th, 2008 at 08:01
DICONO CHE SONO UN MISOGINO.
E’ TUTTA INVIDIA…
giugno 17th, 2008 at 10:12
QUANDO LA TIRANNIA SI MATERIALIZZA
La nostalgia degli emulatori del passato è raccapricciante.
L’incapacità di essere migliori e l’ambizione di scalare la vita sulla pelle degli altri genera avversari e fintanto che quest’ultimi non diventano pericolosi val la pena affondare la lama della tirannia.
Da quel lontano 18 Novembre 1923, giorno in cui il Parlamento d’Italia approvava la legge elettorale (legge Acerbo) voluta dal PNF (partito nazionale fascista), l’anima degli italiana non ha subisto grandi modifiche in ambito di democrazia.
1) Il listone nazionale (con tutti i candidati in Parlamento scelti dal compilatore della lista)
2) Il premio di maggioranza (riservato al primo partito o coalizione con il raggiungimento del 25% dei voti validi nel collegio unico nazionale)…Il restante terzo dei posti ai “perdenti”
ALLA FACCIA DELLA VOLONTA’ POPOLARE!
In realtà Mussolini, grazie a questo sistema del listone, si garantì il predominio all’interno del Parlamento.
Grazie a questa legge il vincolo fra eletto ed elettori non esisteva più.
La domanda però è un’altra: Come potè e come può oggi un Parlamento far approvare delle leggi che sono un suicidio per un’assemblea rappresentativa?
L’aiuto deduco che se all’epoca venne dai popolari e dai liberali che fecero appello alla cieca considerazione del “male minore”….oggi l’aiuto arriva da quella sinistra corrotta e svuotata che sotto braccio ai centristi collusi stanno lavorando per l’abolizione della democrazia mascherati da opposizione.
Arriverà il giorno in cui la maggioranza non dovrà più trattare, neppure formalmente come fa ora, con la minoranza, e il plebiscito siciliano di ieri è un annuncio a grandi lettere del plebiscito nazionale.
Le liste bloccate di cui oggi tanto parliamo sono storia del 1928.
La volontà di scalzare il Presidente della Repubblica accentuando il ruolo del capo del governo eliminirà la fiducia parlamentare….e cosa ancor più triste è storia fascista.
Il sistema dei decreti legge come leggi provvisorie….magari elimendo l’effetto retroattivo della mancata conversione….non è un invenzione odierna…già visto 80 anni orsono.
Lavoreranno solo i giudici ed i magistrati che daranno garanzie di fedeltà al prossimo regime o la società civile ha bisogno di altro sangue nostrano da versare in nome di una libertà che ci stiamo facendo sottrarre come pecore al macello?
I compromessi parlamentari tra forze diverse sono ormai evidenti e poichè il monito di incostituzionalità espresso da molti costituzionalisti e dallo stesso <Presidente Napolitano non raggiunge i destinatari….credo che pagheremo cara questa sottovalutazione del pericolo.
I praticanti degli attacchi indisturbati alla Costituzione restano indisturbati e continuano il lavoro di indebolimento della stessa.
Tolto il potere ai cittadini i pochi trionferanno.
CHE FACCIAMO? RESTIAMO A GUARDARE O CI TIRIAMO SU LE MANICHE?
giugno 17th, 2008 at 11:06
Ci vuole organizzazione. Io credo che la chiave sia questa. In tutta italia siamo tante, se riusciamo a coordinarci e ad avere una visione d’insieme, alcuni obiettivi in comune, possiamo sicuramente far fronte a questo fenomeno. E’ chiaro invece che se non incontrano alcuna resistenza continueranno a fare “bene mio, bene mio” di tutto e tutti.
Stimo la dottoressa Montanelli per ciò che fa e per l’intuizione che ha avuto di portare i nostri problemi di democrazia in un aula di tribunale. Se avrà ragione, se il giudice riconoscerà i suoi diritti e quelli delle altre donne che la seguono, si sarà segnata una svolta politica tra le più rilevanti degli ultimi 30 anni.
Però non può neanche bastare solo questo. Una volta ottenuta ragione (speriamo!) e riconosciuto il diritto femminile ad avere spazi in politica e nella società, dovrete, e dovremo, fare anche un passo in avanti e guadagnarceli materialmente questi spazi. Proporci politicamente al corpo elettorale in modo organizzato e coordinato. Una volta rimosso l’ostacolo, cioè, bisognerà anche camminare (anzi, correre) in direzione della piena parità. Chiedo quindi alla dottoressa Montanelli di tenere conto anche di questi aspetti e di iniziare a definire un percorso democratico che tutte noi si possa seguire e condividere.
Solo stando unite possiamo sperare di venire fuori dalla pesante emarginazione in cui ci hanno ricacciate.
Sabrina (Livorno)
giugno 17th, 2008 at 11:28
Mentre la società politica fa ostruzionismo alle donne…ed a fatti e numeri….noi dobbiamo organizzarci.
Condivido con sabrina la necessità di incontrarci e discutere i termini di una nuova grande organizzazione civile.
A quando?
giugno 17th, 2008 at 12:09
-L’informazione censura Wanda Montanelli.
-Questa è una notizia che non doveva trapelare.
giugno 17th, 2008 at 13:49
l’organizzazione che attendiamo la faremo per divenire un nucleo autonomo e per gestire da noi la cosa pubblica senza più chiedere che ce lo lascino fare. Noi donne abbiamo troppo spesso timori infondati tanto che chiediamo l’approvazione di chi non ha alcun interesse a lasciare qualche poltrona libera. Per noi non è in gioco l’occupazione di posti, ma il darsi da fare per eliminare e modificare tutto quello che non va e si trova lontano dalla nostra visione dell’esistente ideale.
Nadia T. Persichetti
giugno 17th, 2008 at 17:20
L’articolo 21 della Costituzione e all´articolo 10 della Convenzione europea sui diritti dell´uomo e le libertà fondamentali stabiliscono che Ogni persona ha diritto alla libertà d´espressione, che Tale diritto include la libertà d´opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche. La censura al sito della Consulta Donne come la giustificano in un partito che si scaglia contro l’imbavagliamento dei giornalisti. Vale ogni tanto o vale sempre l’art. 21 ?
O le donne “se stanno zitte è meglio?”.
Il Barzaghi della situazione lo troviamo in ogni partito e in ogni espressione dipotere. Malcelando il maschilismo sono in troppi a desiderare ciò che Barzaghi scrive: donne a casa. Bavaglio alle donne. E come si dimostra dalle censure subite da Wanda Montanelli. E Il garantisca Giulietti l’ha capito cosa sta succedendo nel partito che l’ha candidato?
Carla
giugno 17th, 2008 at 18:47
preoccuparsi per il petrolio e l’economia serve a far passare poi decisioni che limitano la libertà e i diritti. I governi hanno il mandato a governare e le opposizioni hanno il dovere di fare sentire il dissenso. Con questa opposizione monca per la sinistra assente la voce è fiacca, e manca la nota autorevole, bassa, alta, squillante, anche stridula se serve, delle donne. Il femminile assente saprebbe trovare i toni giusti per farsi ascoltare. Invece sentiamo solo parole ripetitive e monocordi. Come di chi recita una parte imparata a memoria di cui non è convinto. Finzione scenica, apparenza, gioco delle parti, ma nemmeno con talento artistico pirandelliano. Solo stanchi affaristi ormai paghi di essere lì a tentare di governare o a fingere di fare opposizione.
La pièce non ci piace.
Si può azzerare e ricominciare daccapo?
Gina Loversi
giugno 18th, 2008 at 07:04
i governi che cambiano non portano novità quanto a diritti della massa precaria. Il risultato della Sicilia è una dimostrazione che l’onda lunga delle politiche avvolge anche le elezioni amministrative e chi lo sa se l’autocoscienza dei partiti di centrosinistra sarà risvegliata al punto di fare un mea culpa con l’evidenza degli errori anche in merito alla scarsa partecipazione femminile. Questo risutato deve farci pensare su dove stiamo andando e su dove stiamo permettendo di condurci forzatamente.
Non è più tempo di proclami e interviste. E’ tempo di agire. Sono d’accordo con la maggior parte di chi commenta in questo blog. Diamoci da fare. Il mio indirizzolo avete per convocarmi.
Marta
giugno 18th, 2008 at 09:54
Giocando a chiamarlo inciucio non sono andati lontani dalla verità.
Grazie alla legge “porcata” che rompe il vincolo fra eletti ed elettori…sono saliti al potere (perchè di questo si tratta) le persone di fiducia di un regime.
Non me ne abbiano gli italiani che con un plebiscito hanno creduto che il male minore fosse la delega ad instaurare un regime che apparentemente non viola la legalità formale.
Non si lamentino quelle regioni che hanno decretato il suicidio culturale della nazione Italia.
Attuate le condizioni giuridiche di un regime che cura solo gli interessi privati e che propagandisticamente cavalca i temi che la sinistra ha sottovalutato o forse ha svenduto massonicamente all’opposizione….addio assemblee rappresentative.
Perchè tanto accanimento nel voler riformare quelle parti della nostra Costituzione che tutelano la CIVILTA’ DEMOCRATICA?
Perchè questo accanimento giunge addirittura ad ignorare la volontà popolare espressa dal referendum che ha bocciato le modifiche costituzionali?
Non mi sdegno più poichè la sensazione di sgomento l’ho lasciata nel cassetto….ora sono davvero irritata e preoccupata.
Sono madre…sono italiana…sono sorella e amica fedele del rispetto e della libertà.
Sono certa che è giunto il momento di una nuova rivoluzione culturale che va al di là dei dogmi economici e che offra a tutti quella solidarietà di cui abbiamo da troppo tempo perso il senso.
Cordialmente
giugno 18th, 2008 at 10:48
Viviamo in un paese completamente assurdo, dove i conflitti di interesse hanno legittimità di esistere e dove la parità tra i sessi è uno scoglio da circumnavigare. E’ assurdo che i quattro cantoni del potere debbano essere sempre occupati dalle stese facce, appartenenti allo stesso sesso, alla stessa casta, e alla stessa cerchia di amici degli amici.
Questo è un paese fermo, come un castello medievale auto-sufficiente.
SERVE, come a quei tempi, un movimento riformista, azioni di rottura, e cambiamento. Secondo me, Wanda Montanelli pò rappresentare questo, con la sua causa.
giugno 18th, 2008 at 11:43
- E se l’Italia d’improvviso divenisse come la Finlandia?
- Le donne verrebbero discriminate alla memoria.
giugno 18th, 2008 at 11:59
Vorrei chiedervi se, al momento, sono previsi passaggi / azioni / iniziative per sensibilizzare sulla lotta politica della Montanelli.
giugno 18th, 2008 at 12:13
Carissimo Antonio Di Pietro,
abbiamo capito benissimo l’iter di regime che sta attraversando l’Italia ed in tanti percepiamo il pericolo e soprattutto l’umiliazione del fallimento dell’idea democratica.
L’ignoranza e la propaganda sono un coKtail micidiale.
Plebiscitare la tirannia è un vizio di famiglia che evidentemente è insito nel DNA di un popolo a cui la seconda guerra mondiale non ha insegnato niente.
Uomini e donne veri ce ne sono tanti.
Il serbatoio italiano è gonfio di gente decorosa e capace.
Inchiodati da una superiorità intellettuale o da valenze sociali solidali con i principi democratici si stanno dissociando e restano in attesa di tempi migliori.
Il consenso non è tutto…specie se avviene con l’avallo dell’opposizione.
La invito a ridimenzionare le orde familistiche che attraversano anche IDV.
Gli scontenti esisteranno sempre meglio se il numero resta contenuto grazie alla correttezza di chi è rappresentativo del partito.
E’ un vero peccato che non possiamo contarci più numerosi..!
Chi crede nel suo programma e nell’uomo che lo incarna meriterebbe molto di più.
Instaurare un regime senza violare la legalità formale è storia..una storia che ricalca i comportamenti dei singoli che incarnano il suicidio della politica.
Paghi il conto con chi crede in Lei onestamente e poi gli altri conti li tireremo tutti insieme…con la passione di sempre .
In un mondo corruttibile .non capire che non si può solo prendere è un suicidio.
Dio ci conservi saggi!
Postato da: Anna Rossi | 18.06.08 13:10
giugno 18th, 2008 at 12:20
alemacri Says:
Giugno 18th, 2008 at 11:43
- E se l’Italia d’improvviso divenisse come la Finlandia?
- Le donne verrebbero discriminate alla memoria
———————–
LEI CONFONDE LA FINLANDIA CON IL PAESE DEI BAU BAU.
SI INFORMI E COME DICEVA TOTO’:
“Ma mi faccia il piacere!”
Le donne finlandesi sono decisamente più comunicative degli uomini.
L’eguaglianza dei sessi è una realtà che in Finlandia funziona.
Il livello di educazione compete e supera quello di altre nazionalità europee e non solo.
In Europa stanno giocando un ruolo di relazione importantissimo sotto il profilo giuridico ed organizzativo.
ALLA FACCIA DELLA DISCRIMINAZIONE!!!!!!!
giugno 18th, 2008 at 12:54
il senso della freddura era proprio quello. l’interrogativo era:
ma se l’Italia divenisse improvvisamente evoluta come la finlandia, come si potrebbe fare per discriminare comunque le donne?
beh, si potrebbe discriminarle alla memoria…
giugno 18th, 2008 at 15:17
Non è più tempo di freddure.
Presto saranno chiamate a rapporto le donne italiane e non solo quelle.
Resterà ben fissato nella “memoria” il tempo in cui non troveremo mai fine nella conta…
giugno 18th, 2008 at 17:14
ALLE ORE 17,08 ODIERNE, SUL SITO DELL’ITALIA DEI VALORI, HO FATTO UN COMMENTO AL POST “LA POLITICA AL FEMMINILE”.
giugno 18th, 2008 at 21:08
Nacci ho letto e c’é da ridere se non ci fosse da piangere.
La politica al femminile! E’ inconcepibile che c’é chi si presta a tali prese in giro. Non so dove credono di andare e mi chiedo se sono solo consenzienti a coprire malefatte o se l’intento è quello di confondere le idee di quelli che non sanno dei maltrattamenti subiti dalle donne e da Wanda Montanelli soprattutto.
Informiamoli con commenti sul sito Italia dei Valori e Wanda farebbe bene a scrivere a costoro per cantargliere. Non meritano discrezione e signorilità ma quattro improperi ben detti.
E’ una vergogna!!
barbara
giugno 18th, 2008 at 22:04
ho fatto un giro su italiadeivalori.it è esilarante!
andateci andateci anche voi.
la politica al femminile ah! mi scompiscio!! direbbe totò.
eduardo
giugno 18th, 2008 at 22:11
DAL SITO ItaliadeiValori.it
Ma che cosa racconti ?
“Le donne non fanno strada perchè arrivano solo quelle che passano dai letti (e il nostro Parlamento ne è un’ emblema) e …non sono certo le migliori !!!
Ben che vada arrivano perchè sono le mogli di qualcuno (che magari se ne vuole liberare tenendole occupate..”
Non male no? Ma continua ancora con argomenti che si possono anche condividere. Quanno ce vo’ ce vo’.
Maria
giugno 18th, 2008 at 23:12
BRAVA SILVIA!
VISTO CHE L’IPOCRISIA NON HA LIMITI, GLIELE HAI CANTATE SENZA MEZZE MISURE. BRAVA.
giugno 19th, 2008 at 02:09
Gent. Sen. Bugnano,
a dire il vero non avrei posto l’accento su quante donne IdV ha portato in Parlamento. Non ne viene fuori un bel ritratto per una “politica al femminile” (4 su 43). Inoltre, vorrei ricordare che l’organizzazione femminile sul territorio è già esistente e molto efficiente tanto che molte sono state le azioni significative, che hanno riscosso notevole successo, promosse dalle donne che possiedono “importanti capacità”, una per tutte Wanda Montanelli. Peccato che molte di esse non siano state prese in considerazione per le candidature, di sicuro “sarebbero state un punto forte del nostro partito” ed avrebbero già potuto costituire quel “folto numero” che avrebbe potuto incidere sulla politica del nostro Paese, come lei auspica. Poteva essere una realtà del presente, invece si tratta di un auspicio per il futuro.
Molte sono le tematiche scottanti che riguardano la figura femminile: non esiste solo la famiglia “giovane” in Italia, infatti, risolti i problemi di baby-sitter, asili,…, arrivano quelli delle badanti, case di riposo,… . poveri i nostri anziani (dimenticati da tutti, soprattutto se ammalati – tanto non votano). Anche loro sono a carico della famiglia e, trattandosi di cura, inutile dire a chi spetta il peso maggiore. I dati statistici che si riferiscono al lavoro sono eloquenti e sotto gli occhi di tutti. Nel suo intervento non ho letto nulla che fosse riferito alle violenze subite dalle donne ed alla loro sicurezza. Le problematiche sono ampie ed irrealizzabile è uno degli Obiettivi del Millennio riferito al genere femminile. Ritengo che la cultura della parità di genere debba essere cambiata in tutti i sensi e non solo in riferimento alla paternità (come da lei auspicato)che riveste solo uno egli aspetti che portano alla condizione di discriminazione femminile.
giugno 19th, 2008 at 09:46
C’è da chiederci se la politica al femminile sia qualcosa di leggermente diverso dalla solita fanfara priva di contenuti di cui, di tanto in tanto, i leaders politici si riempiono la bocca. Vanno bene le crociate contro gli abusi di potere, le illegittimità negli ambiti processuali e per l’onorabilità degli onorevoli. Ma idv dovrebbe anche chiedersi seriamente cosa fa a favore delle pari opportunità, cosa in favore delle donne in politica, cosa in merito ad una concreta paritaria eleggibilità tra uomo e donna.
E dovrebbe chiedersi come mai una esponente del livello di Wanda Montanelli è dovuta ricorrere a tanto (scioperi della fame, denunce, blog di protesta) per far sentire la propria voce sottotaciuta con disarmante facilità.
giugno 19th, 2008 at 11:22
La politica al femminile! In Italia dei valori? Dove lo mandano in onda questo film comico?
giugno 19th, 2008 at 12:07
SENTITE QUESTE….
DAL POST:
“Ci stiamo organizzando sul territorio, vogliamo che ci sia una presenza delle donne dell’Italia dei Valori forte ovunque. Stiamo strutturando un organismo che possa fare politica e che possa fare delle azioni concrete in tutti i livelli, dagli enti locali al Parlamento…
Mi scusi Senatrice…ma Lei si affaccia ora ad Italia dei Valori o cosa sta dicendo?
Il territorio è già organizzato…molte donne valide sono state sostituite dall’amica dell’amico…altre ignorate….altre ancora mortificate…
Forse vuole dire che state organizzando qualcosa di alternativo a chi protestava per l’ingiustizia di vedersi puntualmente scalzare da chi ha pre il partito IDV come un taxi…o che grazie a corsie preferenziali rivendica solo se stesso e se ne frega di chi onestamente e con passione ci lavora.
Quale occasione migliore della legge “porcata” per imporre un gruppo coeso di donne?
Non è stato fatto! Non solo…ma si fa il lavaggio del sangue a quell’humus che sottolinea falle e brogli comportamentali.
Forse al senato si è persa la percezione della verità. Peccato!
Si guardi in giro…legga in rete…mi manda PICONE ha nauseato ed annoitato e troppo danneggiato.
Mio marito…che era genovese soleva dire (mi perdoni il termine “bagascia”:
“Se in un reparto d’ospedale c’è una caposala che fa la bagascia…non è cosa buona…e forse il morale degli ammalati sarà più alto.
Se in un reparto d’ospedale c’è una bagascia che fa la caposala…allora è la fine per tutti (ammalati e reparto)”
Facciamo attenzione ! Le grandi trasformazioni sono il risultato di un sforzo collettivo quasi affettivo teso, nell’obbiettivo della parità di genere, nell’affermazione della propria incontestabile individualità.
QUEL CHE MANCA ALLE DONNE SONO DONNE CAPACI DI CAVALCARE IL LORO GENERE E TRASCINARNE ALTRE IN UN PROGETTO DI RIEQUILIBRIO ED AFFERMAZIONE E CRESCITA.
AGLI UOMINI NON CHIEDIAMO PIU’ NIENTE POICHE’ MOLTI DI LORO STANNO AVVERTENDO LA NECESSITA’ DI UN CONFRONTO VERO E DI PARI DIGNITA’…UOMINI CHE NON SI ACCONTENTANO DELLA TRADIZIONE CHE DISCRIMINA MA CHE SOLO NEL CONFRONTO POSSONO ABBRACCIARE IL VERO SENSO DI SCAMBIO DELLA VITA.
CHI ATTACCA LA BUONA FEDE, L’ONORABILITA’, L’ONESTA’, IL BUON NOME, IL DECORO E LE TASCHE…
all’inizio può creare un mare di vittime….a lungo andare un oceano di eroi.
Le auguro un buon lavoro con la speranza che un’immensa onestà intellettuale si riversi su chi grato si ciba del pane italiano.
Postato da: ANNIUSKAR | 19.06.08 11:59
L’ITALIA HA BISOGNO DI GENTE VERA E CORAGGIOSA.
QUESTO PAESE NECESSITA MILLE FALCONI E MILLE BORSELLINO E MILIONI DI DONNE RAPPRESENTATE DA DONNE CHE LE VOTANO.
Solo affrontando seriamente le politiche di genere e controllando i subdoli e le arriviste si vedranno risolti i problemi della carenza dei servizi….che tanto complicano la vita quotidiana dei cittadini.
Il vero freno al dinamismo del paese sono gli incapaci ed i collusi.
Lei sostiene che saremo un folto numero di donne….ma noi siamo già un folto numero di donne….DONNE pronte ad affiancarsi come in un grande esercito. DONNE stanche delle prepotenze delle logiche personalistiche.
ISTRUZIONE, LAVORO, MERITOCRAZIA sono in prima linea TUTTO IL RESTO SONO SOLO CHIACCHIERE.
Cordialmete
p.s. LA CULTURA SI IMPONE CON LA LEGALITA’.
SE SI SONO PERSI DI VISTA I VALORI DELLA SOCIETA’ CIVILE E’ ANCHE COLPA DI CHI NON HA SAPUTO VIGILARE SUL PICCONAMENTO DEGLI STESSI.
Postato da: ANNIUSKAR | 19.06.08 11:32
Cara Senatrice,
c’è qualcosa di retorico ed involutivo che richiama il problema della partecipazione femminile alla politica ed ai gangli vitali della società civile.
Sembrerebbe che l’emergenza “femminile” sia puntualmente rispolverata da un’ipocrisia senza confini.
Ma i numeri parlano chiaro, gli scioperi della fame della Responsabile Nazionale delle Politiche di genere, Wanda Montanelli, parlano chiaro, l’attivismo a creare un secondo canale organizzativo interno al partito per coprire le “distrazioni” e non assumersi le responsabilità di tanto sfregio e lassismo, parla chiaro, l’ironia di tante donne IDV che Le hanno risposto a questo Suo POST…parla chiaro…
Se davvero non si fosse perseguita una repressione sottile , viscida e trasformista nei confronti di chi ha in mano la vera rete organizzativa delle donne del partito…oggi in Parlamento si farebbe numero e gruppo…saldo e coeso.
La verità è che la politica familistica che attraversa, appunto, LA POLITICA ha sottovalutato il serbatoio di donne capaci, motivate ed oneste che per anni hanno dedicato all’affermazione femminile il loro tempo a discapito di spazi più comodi.
NOI ORA ABBIAMO FAME DI GIUSTIZIA!
Molte lettere sono state inviate in merito alla non attenzione se non ghettizzazione femminile in IDV aal Presidente Antonio Di Pietro…lettere di cui anche un bambino ne avrebbe capito il senso, lettere che non prendevano distanza dal programma di partito ma rivendicavano un attento esame di come la percezione di molti elettori fosse quella di sentirsi dei cleanex…e nulla più.
Le donne che cavalcano la loro causa personale e discriminano il genere a cui appartengono non interessano ma stia certa che il loro operato sarà chiamato con il nome che rappresenta.
LAVOREREMO affinchè i posti presieduti da uomini e donne, di dubbia lealtà nei confronti dei cittadini italiani, siano liberati al più presto. Gli addetti ai lavori che predicano bene e razzolano male non producono più sdegno ma ira.
I MIGLIORI E LE MIGLIORI SONO FUORI DAI CIRCUITI E QUANDO CI SONO NON FANNO GRUPPO.
Le volpi del marketing politico non dormono mai ma Le garantisco che saremo altrettanto vigili.
Non capire che Merito-Rigore-Efficienza-Virtù civiche si sintetizzano nel coinvolgimento di gruppi dinamici che non incontrano l’opposizione di chi è arrivato in Parlamento con i punti miralanza è un suicidio….CONTINUA
Postato da: ANNIUSKAR | 19.06.08 11:27
giugno 19th, 2008 at 12:51
IL POST DELLA SEN.BUGNANO SUL SITO ITALIA DEI VALORI…richiede la partecipazione sentita sull’argomento della promozione della politica femminile rispolverato quanto obsoleto nei termini in cui viene proposto.
SCRIVETELE! Quel che sentite e denunciate qui va sottolineato nelle sedi che vengono offerte….affinchè non si abbia a dire che il silenzio è nostro compagno di viaggio.
Un abraccio a tutti
giugno 19th, 2008 at 13:02
Chi ha coraggio parla!!!
Ecco dal POST della Bugnano sulla politica delle donne la risposta di un uomo IDV:
Commenti
Veramente interessante che lei stessa affermi di essersi meritata il posto in parlamento. E magari porta solo tre voti!
Si ricordi che tutti quanti voi di idv che siete in parlamento siete lì grazie alla raccomandazione di Di Pietro, che ha messo tutti i suoi uomini-zerbini ai primi posti, gente che all’interno del partito non aveva la stima della maggior parte degli iscritti.
Quanto alle donne, lei vive in un altro mondo. Idv è il partito personale di Di Pietro. Se non c’è neanche la democrazia interna per gli uomini, come fa ad ipotizzare uno spazio per le donne? Il militarismo dell’idv mal si concilia con i principi democratici. Come mai non sento mai una voce, non sul blog, ma tra i parlamentari, in dissenso dal padre padrone Di pietro? Eppure mica le azzecca tutte.
Sul caso di Giuseppe Basile, a cui va dato tutto l’onore che merita per la fine che ha fatto, come mai nessuno ha detto che il partito e quelli che ora si stracciano le vesti lo hanno sempre trattato a merd…. perchè non aveva il titolo di studio?
Democrazia, legalità e onestà intellettuale nell’idv non hanno mai abitato.
Per questo voi parlamentari unti dal signore (tutti indistantamente) siete veramente convinti che quel posto l’avete meritato.
Postato da: uomo idv | 19.06.08 12:52
giugno 19th, 2008 at 13:03
Chi ha coraggio parla!!!
Ecco dal POST della Bugnano sulla politica delle donne la risposta di un uomo IDV:
Commenti
Veramente interessante che lei stessa affermi di essersi meritata il posto in parlamento. E magari porta solo tre voti!
Si ricordi che tutti quanti voi di idv che siete in parlamento siete lì grazie alla raccomandazione di Di Pietro, che ha messo tutti i suoi uomini-zerbini ai primi posti, gente che all’interno del partito non aveva la stima della maggior parte degli iscritti.
Quanto alle donne, lei vive in un altro mondo. Idv è il partito personale di Di Pietro. Se non c’è neanche la democrazia interna per gli uomini, come fa ad ipotizzare uno spazio per le donne? Il militarismo dell’idv mal si concilia con i principi democratici. Come mai non sento mai una voce, non sul blog, ma tra i parlamentari, in dissenso dal padre padrone Di pietro? Eppure mica le azzecca tutte.
Sul caso di Giuseppe Basile, a cui va dato tutto l’onore che merita per la fine che ha fatto, come mai nessuno ha detto che il partito e quelli che ora si stracciano le vesti lo hanno sempre trattato a merd…. perchè non aveva il titolo di studio?
Democrazia, legalità e onestà intellettuale nell’idv non hanno mai abitato.
Per questo voi parlamentari unti dal signore (tutti indistantamente) siete veramente convinti che quel posto l’avete meritato.
Postato da: uomo idv | 19.06.08 12:52
giugno 19th, 2008 at 14:10
Sui diritti delle donne Di Pietro ha dei pensieri che non condivide.
giugno 19th, 2008 at 14:29
Accidenti che lucidità!
Sempre in risposta alla sen. Bugnano…
Cara senatrice,
il suo Post si potrebbe catalogare (e archiviare) nella sezione dei cattivi esempi della politica. Infatti, sembra strappato alla serie: “prima di me il deserto, dopo di me il diluvio”.
La informo che le donne in Idv ci sono da tanto tempo e si sono organizzate nei territori molto prima che lei apparisse all’orizzonte, per grazia ricevuta.
Lei dice di voler organizzare le donne ma non spiega come e con chi, visto che, a quanto pare, non ha nessun dialogo o confronto con le donne Idv. Sarebbe curioso sapere con chi si rapporta nei territori e se, per caso, i suoi principali e unici interlocutori siano sempre e comunque i dirigenti maschi del partito.
Se così fosse, lei ci rappresenterebbe ben poco: emergerebbe a chiare lettere la sua volontà di consolidare una cultura maschilista incentrata sulla logica della sopraffazione sulla donna. Una donna che deve essere usata come portatrice d’acqua per gli uomini e poi buttata se non risponde a ogni piè sospinto: “signor sì!”
Postato da: Stefania | 19.06.08 14:03
giugno 19th, 2008 at 16:57
Non prendiamocela troppo (un po’ sì) con la Bugnano, ricordiamoci che chi sino ad oggi ci ha discriminate non è lei ma Di Pietro e gli altri ottocenteschi personaggi maschili del partito ( + eventualmente la Mura).
Questa qui è appena arrivata, l’unica colpa che ha è di essere diventata senatrice per concessione “pontificia” del signor Tonino Di Pietro.
Ma quante di noi, si fossero trovate al suo posto, avrebbero rifiutato un posto in Parlamento pur se miracoloso?
giugno 19th, 2008 at 17:29
IN RISPOSTA ALLA RISPOSTA
Sono infinitamente lieta che le critiche vengano raccolte e spero vivamente che siano anche interpretate con il senso dovuto che tanta protesta ha solo timidamente messo in rete.
Se fossimo stati attenti al passato e avessimo mantenuto viva la memoria oggi l’Italia non sarebbe ridotta all’emergenza democratica.
Non chiamerei “recriminazioni” le sottolineature che sono state scritte sul Suo post …ma denuncie di un malessere che nel tempo si è trasformato in nausea.
Chi ha sposato il programma del Presidente ed ha lavorato senza scalzare gli altri (per un potere non condivisibile dalle brave persone) è fatto di una pasta tenace e duratura e le lamentele non appartengono loro.
Il consenso non è tutto come non lo è il voto d’opinione.
Sì, si possono cavalcare i temi che fanno opposizione ma …mia nonna diceva:
SE SEI BELLO SI VEDE…SE SEI BUONO SI SA! Qualcuno si è truccato ed è risultato pessimo.
Noi siamo talmente fiere dei nostri valori che vogliamo riconsegnarli al partito, magari passando un po’ dell’idea democratica che qualcuno ha cestinato regalandoLe oggi tanto sdegno.
Provi a rivedere i primi passi di coinvolgimento che ha intenzione di fare..è dalla creta che la qualità dell’arte durerà nel tempo.
Certa della Sua viva attenzione e dello spirito evolutivo che l’accompagna Le invio cordiali saluti
Postato da: Anna Rossi | 19.06.08 17:26
giugno 19th, 2008 at 18:56
senso del ridicolo, pudore, buona politica, dove si trovano se neanche in questo sfacelo generale si capiasce cosa dobbiamo fare per mandare a casa gli abusivi. Gli abusivi di una legge porcata che ha dato i risultari peggiori per il movimento femminista e manda l’Italia allo sbaraglio in braccio a recrudescenze dittatoriali.
Il peggio deve ancora arrivare. stiamo attente.
Sandra G.
giugno 20th, 2008 at 08:03
La servitù, in molti casi, non è una violenza dei padroni, ma una tentazione dei servi.
(Indro Montanelli)
giugno 20th, 2008 at 08:57
Cara Wanda,
seguo sempre le tue attività, i tuoi commenti e i tuoi interventi anche sulla rete. Condivido molte delle tue “perplessità” (chiamiamole così solo per educazione) e devo dire che l’atteggiamento dei vertici di IDV su questi temi, come su altri attinenti le scelte organizzative interne, non sono sempre condivisibili (continuo a parlare così per educazione). In questi tempi in cui molti di noi sono stati messi in un “ripostiglio” senza alcuna spiegazione, l’impressione è stata quella dello scollamento completo fra base e vertici, di improvvisazione, di opportunismo cui personalmente ho reagito dedicandomi al mio lavoro e alla mia vita personale visto che il mio contributo è apparso quantomeno inutile. Il mio impegno lo svolgo a livello “micro” con tante piccole iniziative all’interno della comunità rurale in cui vivo raccordandomi con quelle persone “senza potere” di buona volontà con le quali è possibile fare qualcosa di buono per la gente. Questo perchè dall’alto non arriva nulla (di buono): quindi è meglio organizzarsi per conto proprio. Avrei voluto dedicarmi silenziosamente alle mie cose anche perchè della ribalta non me ne importa nulla e perchè quello che leggo sui blog francamente non lo riesco più a capire; certe cose mi sono talmente estranee che non le riesco a seguire e tantomeno a commentare. Tuttavia dopo aver constatato l’oscuramento del sito della consulta femminile di IDV, i post di certe parlamantari che francamente sono da censurare per la scarsa intelligenza politica e per (forse) ingenuità (non voglio parlare di malafede), di tanto proclamati radicamenti sul territorio che non si capisce cosa vogliano dire visti questi chiari di luna e tanti altri esempi, allora viene la voglia di perdere 5 minuti e mettersi a scrivere qualcosa. Devo dire che sono molto confuso e spero che, grazie anche all’aiuto di tante altre persone (il potere dei senza potere), si riesca ad accendere un piccolo barlume di luce in questo periodo di tenebra.
Carmelo Cannarella
giugno 20th, 2008 at 13:31
HO VISTO LA RISPOSTA DELLA BUGNANO DOPO IL CLAMOROSO AUTOGOL DEL POST: PEGGIO CHE MAI, NESSUNO SLANCIO NE’ IDEE,
NON RISPONDE AI QUESITI POSTI, PROBABILMENTE NON E’ NEMMENO BRAVA COME AVVOCATO!
ottobre 5th, 2008 at 20:21
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ottobre 5th, 2008 at 22:22
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ottobre 5th, 2008 at 23:12
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