Questa è la storia di Annarita, una donna impegnata da molti anni nell’Italia dei Valori, identica nella sostanza a tante altre nel vasto territorio italiano in cui donne e uomini si sono messe in azione cedendo all’attrazione politica del progetto di cambiamento di Antonio Di Pietro.
La lettera di dimissioni di Annarita da Idv ha tratti interessanti che con pochi cenni riferiscono più di mille righe scritte talvolta senza costrutto. Lei scrive: “Sono entrata nell’Italia dei Valori affascinata dall’entusiasmo di mio marito nei confronti dell’allora movimento dell’On. Di Pietro”.
Donna energica e con le idee chiare Annarita ha compiuto nel tempo, e fino ad oggi, un lavoro di costruzione politica sul territorio del Lazio mettendo in piedi una postazione Idv da cui accrescere i consensi al partito e realizzare un’ eccellente attività di servizi alla cittadinanza.
E’ capace Annarita; in grado di passare dal pensiero all’azione con fulminea velocità. Una perla per chiunque abbia un po’ di intelligenza politica e lungimiranza, ma non per chi ha sindromi da cuculo come taluni personaggi che abbiamo avuto la sfortuna di incontrare nella nostra vita.
Non vi posso raccontare tutto perché l’impegno di anni non si narra in poche righe, vi assicuro pertanto che Annarita ha reso moltissimo al nostro partito. Il suo contatto con me è iniziato quando, anni fa, le fu data dal Sindaco della sua città la delega alle pari opportunità. Lei si è riferì a me affinché da responsabile nazionale del Dipartimento dessi un’occhiata al suo progetto. Devo dire che non c’è stato bisogno di aggiungere nulla ai documenti programmatici che aveva preparato e il lavoro sulle pari opportunità partì subito. Ma un altro compito, ancora più gravoso e importante è stato realizzato da Annarita, ed è quello inerente la delega per la lotta all’Usura.
Coordinando ben cinque comuni lei realizzò lo “Sportello Intercomunale Antiusura della Provincia di Roma”; e poi, visto il successo riscontrato e i risultati tangibili, nel gennaio 2006 ha inaugurato il “Secondo Polo Territoriale delle Sportello Antiusura della Provincia di Roma”.
Oltre a questo Annarita di cose ne ha fatte molte. Ha gestito una campagna di solidarietà, organizzata a Roma dalla Caritas Diocesana come Responsabile dello Sportello e componente del Consiglio direttivo, e in questa funzione ha erogato alle famiglie bisognose ed piccole imprese, molte centinaia di migliaia di euro.
Sul tema della lotta all’usura ha partecipato ad incontri ed eventi e presentato relazioni pubblicate dal Ministero dell’Interno-Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione.
Tutto questo in nome e per conto di Italia dei Valori.
Che altro?Vogliamo parlare della sede Idv di zona che con grossi sacrifici personali Annarita ha aperto insieme al marito, entusiasta fautore delle politica dipietrista?
Qui si aprirebbe un capitolo a valanga, con sedi, tante sedi, dalle alpi alle Piramidi. Sezioni di partito auto-finanziate dagli stessi attivisti per anni ed anni.
Lasciamo perdere… l’argomento è impegnativo.
Che parli chi è dentro tali situazioni… Vado al sodo, perché la faccenda che mi preme è l’uso strumentale delle donne e delle nostre lotte per le pari opportunità. Avviene questo nella sindrome da cuculo. Poiché la razza di uccelli in habitat naturale non è gradita al prepotente di turno, un giorno si mettono in cova elementi estranei.
O come scrive Gianluca Perini dalle Marche “si inseriscono virus estranei in cellule sane…”* .
Ma allora la faccenda riguarda uomini e donne?
Chiudo per dire che per Annarita è stato posto il veto riguardo ad un possibile assessorato, che la stessa è stata umiliata con frasi dimostranti quanto poco il lavoro sul territorio e sui bisogni della cittadinanza sia apprezzato. E dulcis in fundo è arrivata l’amica di un nostro parlamentare, una certa
C. M che ha scavalcato, con l’incarico politico che le è stato assegnato, la nostra intrepida referente di zona alla quale è stato detto tout-court che dovrà prendere “disposizioni” da questa C.M., ultima arrivata e amica del potente Idv di turno (…si fa per dire tutto è relativo..) .
Ed Annarita, impegnata da tanti anni a costo enormi di sacrifici personali, ha ritenuto che non le resta altro da fare che dimettersi.
Allora io mi domando…”la lotta per le pari opportunità, gli appelli per le leggi paritarie, le istanze a Ciampi e a Napolitano, i presidi davanti al Parlamento, i convegni, le tavole rotonde i dibattiti, il triplo salto mortale per conciliare famiglia-lavoro- politica, i refendum, i tavolini per raccolta firme per i candidati, le assemblee permanenti, i verbali, il volantinaggio, insomma l’impegno l’investimento emotivo, l’idealità, l’esborso economico.. tutto questo è finalizzato a che cosa…?
Ah, sì…a fare spazio a tutti coloro quali arrivano sul carro in corsa, diventano assessori, parlamentari, sottosegretari, consiglieri, e occupano ogni posto occupabile (tutti tranne che quelli di manovalanza). Poi gli stessi hanno di solito due modalità comportamentali:
a) decidono dopo poco “Idv no-bbuona” e se ne vanno (nel Gruppo misto, da Berlusconi, ovunque d tiri vento favorevole. “Dove va la barca va baciccia” – ricordate lo sketc di Gilberto Govi? )
b) Restano e meditano come fare ancora danno.
Dopo questo andirivieni, chi da decenni osserva lo scenario magari pensa..”Quando tutti saranno sistemati finirà l’occupazione..” Invece no. Non è così! C’è la seconda tornata, quella delle amiche! Ecco in che consistono le Pari Opportunità per certi soggetti senza imbarazzi.
Una volta sistemati loro diventa doveroso trovare una collocazione “paritaria” per le amiche, le fidanzate, le figlie del preside della scuola di quando erano piccoli, la nipote dello zio a cui devono un favore, tutte e tutti, fuorché la gente che se lo merita, come Annarita.
Il primo passo è la sostituzione. Sostituzioni di donne referenti ne avvengono in ogni luogo: dalle isole al centro, da nord a sud, dal Manzanarre al Reno.
Alle donne in gamba vien detto di farsi da parte perché in virtù delle lotte per i diritti delle donne, si collocano persone che pur di genere femminile, non contribuiranno al raggiungimento dei diritti paritari poiché non sono altro che propaggini di uomini con l’abitudine a prevaricare sugli altri.
La cosa che mi dispiace di più è che ci siano donne che si prestano a questo gioco infame. Nulla contro di loro quando sono strumenti inconsapevoli di astuti volponi della politica (attenzione ho scritto astuti non intelligenti perché l’intelligenza politica è un’altra cosa).
Annarita scrive di non aver nulla di personale contro la nuova arrivata C. M. Solo vorrebbe, come logico che sia, che chi arriva all’ultimo minuto si metta in coda.
Queste e altre sono le discriminazioni subite da Annarita e profonda amarezza si riscontra in una frase della sua dettagliata lettera di dimissioni: ” Non è un comportamento che ci si aspetta dal Segretario Regionale, né da un vecchio amico, né da un Senatore: non è giusto, non è leale, non è accettabile, non è corretto, né sul piano umano né su quello politico”.
Sono dispiaciuta e amareggiata anch’io per questa ennesima percossa verso una persona di valore che merita considerazione e rispetto..
La consolazione è nell’attestazione di stima che il Sindaco ha dato ad Annarita, rispondendole che non accetta le sue dimissioni e che le lascia le deleghe perché in lei ha fiducia a prescindere dal partito dal quale si è dimessa. Non male, no?
Ecco. Sono storie di donne, uomini e soggetti invadenti e irrispettosi.
In tante/i e tanti mi scrivete. Annarita mi ha dato il consenso di pubblicare la sua vicenda.
Dovremmo fare la conta di quante uova di cuculo sono in cova..
Roma 29 maggio 2007 Wanda Montanelli
* “Quest’ uomo è come un virus, s’introduce nel partito “ospite” poi si replica inserendo con ogni mezzo i suoi uomini in più posti possibile, distrugge le cellule buone, i tuoi coordinatori di ogni livello, finché l’ospite schioppa ed il partito muore. Allora, da bravo virus, aspetta qualcun altro e poi ci si attacca..” (dal blog di Di Pietro: Postato da: Gianluca Perini | 16.05.08 14:59)
maggio 30th, 2008 at 14:03
Quel che accade nella casa del vicino mi è difficile capirlo, anche se potrebbe essere intuibile attraverso uno studio .
Quel che accade in casa mia è invece oggettivamente più chiaro per il pane quotidiano e l’intimità che rappresentano fatti e pensieri.
Deduco che è doveroso occuparsi di quel che accade in “casa nostra” e poi…a tempo perso mettere il naso altrove…anche perchè non si può “esportare” democrazia se non la si pratica.
La storia di Annarita è l’ennesima storia che in questa regione (e non solo) lancia un grido d’allarmne (non di stanchezza) verso l’operato identificato e denunciato di chi gestisce facendo terra bruciata lì dove la capacità, la passione, la professionalità e l’ONESTA’ imperano GRATUITAMENTE.
E intanto viene scritta la storia del “piccolo Nerone che cresce”…una storia che finora ha l’avallo del CAPO (non posso pensare che non legga il blog o le lettere che gli sono state personalmente inviate (oppure qualcuno le filtra per ripulirsi l’immagine?).
Un esercito di trafficoni e traffichini che saliti sul treno anti/berlusconiano si sentono al sicuro e viaggiano spediti dietro una facciata di trasparenza che non posseggono.
In verità l’incapacità ad essere seri ed imparziali come un giudice, a questi personaggi è familiare ed istintiva.
Non avendo le carte dei politicanti al servizio dei cittadini (poichè da loro pagati) ma non votati (legge porcata e tiri mancini in passato)allontanano la verità alla faccia della meritocrazia e della buona fede.
Una sindrome dittatoriale che per precedenti ha poco a che fare con i veri grandi della storia…sono dei poveretti gonfi di potere…che vivono con il timore che le chiappe si possano mangiare la camicia…quindi azzannano il prossimo con astuzia e cinismo senza pari.
Sono i lupi vestiti d’agnello al primo incontro che ti sbranano all’improvviso se intuiscono che puoi mettere in difficoltà la loro incapacità a parlare, confrontarsi, crescere.
A proposito di crescita…per crescita intendono solo il loro portafoglio e come idrovore risucchiano l’operato altrui e lo fanno loro.
Nessuno li ferma?
Per ora no. Sono una razza protetta…e più salgono più godono di protezione.
Io non ho simpatia per Berlusconi…ma devo dire…che ha sempre pagato i conti a chi prestava servizio e fede alla sua logica partitica. Si può essere d’accordo oppure no…di fatto fra chi paga e parla e chi non paga quel che è di Cesare e pretende di parlare comincio a preferire il primo.
Chi non è in grado di testimoniare democrazia in casa sua non può criticare chi non la possiede.
Sia chiaro un concetto…che peraltro altre volte ho sottolineato…la truffa è peggio dell’omicidio…colui che ruba lo rifarà…l’assassino è più probabile che si penta…e su questo concetto Gesù fu chiaro…chi meglio di Lui?
Queste uova di cuculo vanno cercate e schiacciate…prima che altri innocenti ne facciano le spese.
Cordialmente
Anna Rossi
maggio 30th, 2008 at 16:52
da non credere!! L’insulto alle donne dimostrato con dovizia di particolari e con la evidenza di prove non ci sconforteranno se mettiamo in programma la vendetta che può essere fredda meditata e… inesorabile.
Maria Elena
maggio 30th, 2008 at 19:02
non so se dovrà trattarsi di vendetta, importante è invece imparare i metodi della politica senza guardare in faccia a nessuno, e agire senza esclusione di colpi, e soprattutto si deve imparare a fare coesione tra donne con patti di ferro per vincere, sapendo dalla partenza che ad ogni vittoria c’é qualcuno che soccombe.
Il grido di guerra ci deve contraddistinguere non più il grido di dolore.
Loredana
maggio 30th, 2008 at 21:03
SOLIDARIETA’, TANTA SOLIDARIETA’, AD ANNARITA, ED A TUTTE LE VITTIME DEL CUCULO, UOMINI E DONNE!
CHE RABBIA MONTA LEGGENDO QUESTE RIGHE.
PERO’, COME HO GIA’ DETTO ALTRE VOLTE, NON SONO DACCORDO CHE “NON RESTA ALTRO DA FARE CHE DIMETTERSI”.
IL PARTITO NON E’ NE’ DI UNO, NE’ DI 3, NE’ DI 100, IL PARTITO E’ DI TUTTI COLORO CHE HANNO ADERITO E CONTRIBUITO A FARLO ESISTERE E CRESCERE.
CERTO NON AVREMMO MAI PENSATO, CHE SAREBBE DIVENTATO IL PARTITO DELLE POLTRONE ED I VALORI MESSI DA PARTE, E, SPESSO, DIMENTICATI DEL TUTTO. I FURBI NON ASPETTANO ALTRO CHE CHI TIENE AI VALORI E, SOPRATUTTO, CHI HA SUBITO PREVARICAZIONI, SE NE VADANO SIA PER AVERE MANO LIBERA, SIA PER NON AVERE IMBARAZZI NEL CASO QUALCUNO METTESSE A FUOCO CERTI COMPORTAMENTI.
E NO, DOBBIAMO RIMANERE, E DARE DEL FILO DA TORCERE AGLI OPPORTUNISTI: E’ UNA LOTTA IMPARI? ORA, SEMBRA DI SI’, MA IL TEMPO E’ GALANTUOMO, E, CHISSA’, CHE NON ARRIVI LA NOSTRA RIVINCITA.
maggio 31st, 2008 at 08:36
Roberto Nacci ha deciso di combattere dall’ìnterno, tuttavia rispettiamo le decisioni di chi stanco di camminare nel deserto non si aspetta più oasi.
Silvia
maggio 31st, 2008 at 09:04
se pure qui gli interessano solo le poltrone e i soldi non capisco dove gli elettori devono andare a parare, fatevi le donne oneste un partito per conto vostro e lasciatre perdere sta gente, tanto vogliono solo comadandare e essere potenti, tutto il resto va in malora, VEDI A NAPOLI, VEDI IL CAROVITA, VEDI LA MALASANITA’.
Vincenzo
maggio 31st, 2008 at 10:50
Carissime e carissimi,
credo che ogni forma di resistenza contro le discriminazioni sia utile e necessaria.
Quindi ben vengano tutte le idee di lotta (sempre pacifica)!
maggio 31st, 2008 at 10:52
Le censure e gli insulti di proposito che certi ambienti politici fanno alle donne, nonostante tutto il lavoro e i sacrifici, non sono più sostenibili!
E’ tempo di ottenere quello che ci garantisce la costituzione.
maggio 31st, 2008 at 11:04
L’esigenza che il procedimento civile che avrà inizio l’11 giugno funga da apripista di una nuova fase di riconsiderazione dello squilibrio uomo/donna in politica è oltremodo netto, e improrogabile.
Non è più accettabile che una donna debba fare il triplo lavoro o scendere a compromessi per ottenere ciò (o meno di ciò) che gli uomini ottengono per nascita!
maggio 31st, 2008 at 13:16
E’ proprio vero, bisogna imparare a fare coesione e fronte comune, per invertire una situazione di stallo e di censura che non merita vendette perchè non siamo vendicative, ma solo azioni di rinnovamento sociale.
maggio 31st, 2008 at 13:21
Ci sono troppe sindromi di cui dovremmo parlare.
Nel modo più sbrigativo possibile, quella che le racchiude tutte è la sindrome della poltrona.
Non so, sarò qualunquista, ma penso che è questo l’unico cancro che impedisce alla nostra società di evolversi.
maggio 31st, 2008 at 17:59
le nostre madri davano per scontato il dover essere succubi e al servizio degli altri. Noi che siamo emancipate restiamo lo stesso al servizio di tutti senza averne i vantaggi. Ci siamo caricate di mille responsabilità che le nostre madri non avevano, e stando alle statistiche sono pochissime le donne che riescono a trovare riscontri ai loro sforzi. Allora mi viene da domandarmi se le nostre madre erano più furbe di noi, o meno illuse.
Non è una critica all’iniziativa di Wanda Montanelli,prerchè l’ammiro per quello che fa, ma è una meditazione su cosa pensano le donne, cosa desiderano e cosa ottengono. Purtroppo poco, meno che nel passato, quando si doveva pensare alla casa, ai figli e ci si ammazzava meno di lavoro.
La nostra emancipazione ci costa cara e qualcuna mi dica se il gioco vale la candela.
Annamaria
maggio 31st, 2008 at 18:42
Se per emancipazione assumo il significato di “liberazione della condizione di inferiorità” allora sì, il gioco vale la candela. Perché, in qualità di donna, devo vivere in condizione di inferiorità?
Perché si deve rinunciare ad incidere su quanto viene fatto? Che le donne non vivono su questo mondo? Che le donne non producono reddito? Non pagano le tasse? Non si assumono tutti gli oneri di cura? Che le donne non sono persone?
Perché dobbiamo essere considerate inferiori, perché dobbiamo essere sfruttate, perché dobbiamo essere a servizio, perché dobbiamo curare, perché dobbiamo…. e mi chiedo perché allora non possiamo agire in modo paritario rispetto agli uomini?
Eppure le donne fanno parte del genere umano e non costituiscono uno scarto dello stesso!
maggio 31st, 2008 at 21:37
Condivido con Francesca tutto quanto ha scritto, ma soprattutto con la domanda: Perché si deve rinunciare ad incidere su quanto viene fatto?
Il tempo di rassegnare le dimissioni dalla vita è finito. E’ LA NOSTRA VITA, SIAMO PIU’ DELLA META’ e non si può ancora dare il mondo in mano a uomini che lo modellano come la creta a loro immagine e somiglianza. Vogliamo un mondo che assomigli anche a noi e a quanto di buono le donne hanno in sé.
Silvia
giugno 1st, 2008 at 10:13
Parliamoci chiaro: non è pù in discussione il concetto della parità tra sessi. A chiunque domandi – a meno che non abbia senno – tutti quanti considerano la mentalità di superiorità maschile ormai superata.
Poinon seguono i fatti, però.
Poichè i politici devon rappresentarci, allora sono i primi a a doversi dare una mossa.
giugno 1st, 2008 at 10:25
Se il centrosinistra affonda è anche perchè tra i valori di cui si dovrebbe far portatore c’è il femminismo, e però tranne qualche sporadico caso, nessuno veramente si prende la briga di farne un cavallo di battaglia.
Forza Wanda, prosegui così!
giugno 1st, 2008 at 10:36
Sono stufa di sentire dai politici in tv o altrove che bisogna affrontare il problema delle donne. Casomai, è il problema degli uomini: che non vogliono rinunciare a tutto il potere e non lo dividono con le donne
giugno 1st, 2008 at 20:48
PUBBICHIAMO LA SOLIDARIETA’ DI TELEFONO ROSA FACENDOLA NOSTRA
Il Telefono Rosa del Piemonte con la famiglia di Maria Campana, la piccola di Robbiate morta in auto proprio nel giorno del suo secondo compleanno.
Il Telefono Rosa di Torino anche in questa tragica occasione vuole esprimere vicinanza e solidarietà a una donna sofferente. Ogni persona ha il proprio limite di vulnerabilità, e le donne conoscono bene la difficoltà e il peso di grandi, quotidiane fatiche e responsabilità, alle quali può aggiungersi la crudeltà cieca delle circostanze che divengono destino spietato. Il nostro pensiero va alla piccola vittima, ai suoi fratelli, al loro padre. Ma specialmente a una donna che non tentiamo di consolare, immaginandola inconsolabile, che si è condannata alla solitudine di fronte alla colpa di aver cagionato, senza volontà, la morte della sua piccola creatura. Vorremmo abbracciarla perchè, ne siamo certe, non tutti penseranno alla fatica dei suoi ruoli e alla possibilità che nella sua storia esistano anche motivi validi che potrebbero aiutarla a perdonarsi: ma neppure lei lo farà. Forse possiamo indurla a non cedere alla disperazione: soprattutto perchè in questa vicenda non ci sono follie da decifrare, ma solo l’amara constatazione, che è una lezione per tutti, che riconoscere quando si rischia il limite o si sta andando oltre a volte non è solo prevenzione. E’ vita.
Il Telefono Rosa – Piemonte
Torino, 01 giugno 2008 h. 16,40
giugno 1st, 2008 at 23:47
Può capitare…non dovrebbe capitare…che una donna perda di viste la sua soglia di vigilanza.
Capita che le energie subiscano un calo di produzione e che la mente si annebbi. Colpa delle troppe incombenze che non ci sembrano più tali tanta la routine nello svolgerle.
Mi associo al Telefono Rosa/Piemonte.
Cara Wanda, certe volte mi chiedo come tu resista a tanta ingiustizia.
Sapessi quante volte nell’ascoltarti mi sono domandata: ma chi glielo dà tutto questo coraggio, questo ardire, questa fedeltà ai principi naturali della buona convivenza?
A me sale un’ira che per contenerla devo fare appello ai pugni stretti ed ai denti serrati.
Poi , capisco la differenza che fa un maestro da chi non lo è.
Un maestro indica la strada senza vantarsi di conoscerla.
Un maestro ha sempre una parola in più per aiutare.
Un maestro ha la saggezza innata e non inciampa in contraddizioni.
Davanti ad un maestro le debolezze scendono come veli poichè non ci sarà nessun giudizio ma solo consiglio.
Chi ha oscurato il sito…chi calunnia…chi è dimentico di fatti e non sente che le ragioni della sua piccola anima (ammesso che ne possegga una)…è un poveretto o una poveretta pieni di un potere che gli è stato dato e per cui dovranno rispondere.
Il tempo porta i conti a ciascuno di noi..e c’è da crederci che saranno perfetti…non un soldino di più non uno di meno.
Buonanotte a tutti
giugno 2nd, 2008 at 11:53
Mi associo a te, Anna. Le tue parole , se mi passate il termine, suonano come un vangelo. Sono vere, e perfino troppo evidenti.
E purtroppo non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire,
giugno 2nd, 2008 at 11:57
Spesso nella politica il tempo è come un drappo di catrame, che copre ogni cosa, annullando perfino le realtà più evidenti.
La speranza è che ne restino cicatrici. Così da ricordarci sempre la verità.
E come quando, tutti i giorni, ti passi le dita su un taglio sul viso, e ti ricordi da dove è venuto.
La discriminazione femminile è un taglio sul volto perfetto della democrazia.
Sentirne il bruciore ci sostiene nei tentativi, numerosi, di cicatrizzarlo.
giugno 2nd, 2008 at 12:03
E’ vero, ma ricordiamo anche che il tempo è galantuomo, mette sempre le cose a posto.
Bisogna essere ottimisti quando si inizia una lotta. Nessuno gioca per perdere,no?
giugno 2nd, 2008 at 12:42
nessuno gioca per perdere e la vittoria verrà e con essa un’impronta nuova nei rapporti sociali e nei doveri dei partiti rispetto alle leggi vigenti.
Stabilire che i partiti non sono un mondo a se stante senza obblighi ma devono rispettare leggi e regolamenti è la base per modificare l’attuale vecchiume autorefeenziato e proiettarsi nel futuro dell’efficienza, della modernità della giustizia a tutto campo.
Silvia
giugno 2nd, 2008 at 19:48
cara Vanda
grazie per le puntuali informazioni della Tua battaglia per la parità dei
diritti che si esprime,in concreto, nelle pari opportunità che bisogna preparare e conquistare,azione per azione, come stai facendo.
Solo nel confronto reale e succesivo dei rapporti costituiti si può andare avanti per il più che, nell’utopia, è fuori ma nel concreto dentro
i valori della persona.
Donna ,uomo, persona che non è solo una maschera risonante nel teatro ma la spinta sonora (la maschera)per andare avanti.
La comunicazione si veste allora come ora del mezzo dell’azione.
Buon lavoro.
In questa campagna che fai ci sono i valori primari della vita oltre l’implosione del mondo che si sta delineando, questo ti dico, nel mio
piccolo,come futurologo
Giovanni
giugno 3rd, 2008 at 10:29
ABBIAMO FAME DI GIUSTIZIA
La presenza del Presidente della Repubblica islamica dell’Iran, Ahmadinejad, nell’ambito del vertice FAO è la presenza, per eccellenza, della testimonianza di una forma di totalitarismo che si manifesta in alcune società mondiali e che, nella sostanza, non si differenzia da quello patinato a “democrazia” e che sforna quotidianamente barboni, detenuti, pornografia, pedofilia, antifemminismo…e altrettante pene di morte.
I diritti umani sono negati ovunque ci sia monopolio dell’informazione, alimentare, finanziario, economico, culturale, sanitario, militare…anche se le società sono vestite a festa e l’opposizione resiste come farsa.
La politica dell’odio e della repressione è sottile, viscida e trasformista.
Parlare di sicurezza e risorse alimentari, quando l’interesse di alcuni è proiettato nell’ottica della spartizione mondiale del controllo umano attraverso la tecnologia e l’omologazione dei processi mentali, è quanto di più ipocrita possa sopravvivere ad una lotta piena di contraddizioni ed ingiustizie.
L’Iran è una delle tante facce dell’altra parte della medaglia.
Il mondo islamico è oggetto di quel processo di divisione (sciiti, sunniti ed altre minoranze) che fece di Roma il più vasto impero della terra.
La Regione mediorientale è vittima armata di repressioni perpetue.
Le chiusure diplomatiche non servono a nulla quando il potere decisionale è quello di negoziare solo virtualmente.
Se davvero avessimo fame di libertà non tollereremmo , in casa nostra, che la stessa venga puntualmente negata: nei ghetti periferici, nella censura del diritto di cronaca, nella dilagante tratta di schiavi, nella bugia del lavoro che non c’è, nella lentezza del diritto processuale , nella certezza della pena alla quale sfuggono i ricchi ed i collusi, nella tassazione selvaggia ai danni dei contribuenti/cittadini, nell’espressione “civile” dell’identità nazionale, nel rispetto delle differenze altrui, nelle truffe amministrative che delegittimano lo Stato, nei morti ammazzati per mafia, nella qualità scadente dei servizi, negli stipendi da fame delle forze dell’ordine, nell’urbanizzazione selvaggia ai danni delle campagne, ecc. ecc. ecc.
La lotta contro qualsiasi forma di tirannia è prima di tutto la lotta a quella violenza sottile che si chiama ipocrisia e che continua a farci puntare il dito sulla pagliuzza dell’occhio altrui invece di guardare la trave nel nostro.
Se l’Iran rappresenta una minaccia per la democrazia…che dire della Cina?
Nessun appello nel mendicare per altri una giustizia che non possediamo!
Anna Rossi
Roma, 03/06/2008
giugno 3rd, 2008 at 14:09
Mi sento di sostenere pienamente la lotta civile della Montanelli, in qualsiasi forma adesso e in futuro voglia esercitarla. Sono con te,
Marcella.
giugno 3rd, 2008 at 14:33
Brava Silvia, hai ragione: anche i partiti devono rispettare le leggi, è questo il punto!
Se esistono – o se esisteranno – leggi concrete sulle pari opportunità, allora tutti i soggetti devono essere tenuti a rispettarle. E anche in questo caso, come in tutti gli altri, deve esserci, in caso contrario, certezza della pena.
giugno 3rd, 2008 at 14:34
Concordo con voi. Ormai l’unica strada percorribile è la legge. Non c’è più spazio per gli accomodamenti, se i partiti non si adeguano è giusto considerarli contrari alla legge. Fuorilegge.
E’ un termine un pò forte, ma corretto dal punto di vista lessicale.
giugno 3rd, 2008 at 15:01
In un paese civile una causa come quella che è stata costretta a intraprendere Wanda non sarebbe mai capitata!
Ad esempio in Spagna ormai le pari opportunità sono sostanziali, mentre da noi…
giugno 4th, 2008 at 09:44
Il diritto affonda le sue radici in una giustizia sostanziale e naturale.
La dilatazione del significato di giustizia è però evidente a tutta la comunità italiana che non si riconosce nel vincolo legale a causa delle manipolazioni normative che permettono la confutazione delle leggi stesse.
E’ un delirio.
Se si aggiunge a questo dramma sottile il blocco del diritto processuale (ingorghi nei tribunali e mancanza di giudici e di personale e di cancelleria) si capisce perfettamente che le prossime chiusure di alcune procure sono ad immagine e somiglianza del processo riorganizzativo che in Francia è stabilito dalla muova “Carte de justice”.
La vigenza della legalità perde essenza (ma non fondamento) per permettere, a mio avviso, il nuovo servizio “universale” giudiziario.
Trattasi di una sorta di riorganizzazione, in ambito europeo, tesa ad omologare ed organizzare i prossimi capitoli che imporranno un modello giuridico per tutti gli stati membri.
E’ il caso di dire che il diritto è ciò che piace al più forte…il quale lo modella abilmente contro il “diritto delle genti”.
Superfluo dire che rimettere la fiducia nelle mani dei giudici e dei magistrati, unici garanti contro i compromessi del momento, è fondamentale (spiegati gli attacchi alla magistratura).
La causa “Wanda Montanelli” sarà significativa se procurerà consensi a macchia d’olio per un’ingiustizia che ha recato vantaggi ad un’organizzazione approssimativa e goffa che attinge dal voto d’opinione senza servire costituzionalmente il cittadino/elettore.
Lo so,funziona così anche altrove, ma questo non è un attenuante.
Dobbiamo sapere se la comunità condivide o non l’atteggiamento tirannico dell’organizzazione dei partiti che in vent’anni hanno ridotto l’Italia ad una sorta di caricatura…sfregiandola nelle sue parti più belle e depotenziando le capacità di chi possiede vera passione politica e rivendica un vero ruolo esecutivo.
E’ il caso di dire: buona fortuna!
giugno 4th, 2008 at 10:30
Io credo che la comunità condivide pienamente l’odio verso l’atteggiamento tirannico dei partiti.
Però credo che lo condivide in modo teorico. Se poi andiamo a analizzare uno per uno i soggetti di questa comunità, troviamo solo un grande unico egoismo di base, che ti fa dire: “morte tua, vita mia”.
Dovremmo cambiare prima questo modo di pensare, credo. E poi, partire alla volta della emancipazione definitiva.
giugno 4th, 2008 at 10:54
Il modo di pensare della gente è vario, e si dice che il mondo sia bello per questo. Non credo che sia possibile cambiare questo stato delle cose. Se esiste una diversità, più che combatterla sarebbe il caso di provare un confronto. So che è illusorio crederlo ma anche la differenza tra uomini e donne può anzi deve essere una fonte di ricchezza per la nostra società.
giugno 4th, 2008 at 12:38
La mentalità maschilista, le barriere, e tutte queste forme di discriminazioni possono cambiare solo se tutti gli esponenti politici si mettono intorno a un tavolo e decidono di cambiare le regole e le leggi che organizzano il sistema dell’inserimento femminile nella politica.
giugno 4th, 2008 at 14:35
Imma Says:
Giugno 4th, 2008 at 12:38
La mentalità maschilista, le barriere, e tutte queste forme di discriminazioni possono cambiare solo se tutti gli esponenti politici si mettono intorno a un tavolo e decidono di cambiare le regole e le leggi che organizzano il sistema dell’inserimento femminile nella politica.
No cara Imma, le regole le dobbiamo cambiare noi.
Non ti sei stancata di aspettare un treno che non passerà mai?
E perchè mai dovrebbe passare se i posti sono già allegramente occupati?
Dobbiamo noi andarcelo a cercare e farci riassegnare i posti occupati attraverso i sistemi patriarcali che uccidono l’equità.
Finchè le donne ed i giovani continueranno a rimettere a terzi quel che è loro dovuto sentiremo affievolirsi la voce degli innocenti oppressi dal personalismo e dall’egoismo degli inaffettivi.
Dobbiamo contarci. Fare numero.
Senza questo presupposto non accade niente se non il martirio di pochi come Wanda Montanelli e chi la sostiene.
Ora fate voi…
giugno 4th, 2008 at 14:47
A WANDA TUTTA LA
SOLIDARIETA’ DELLE DONNE
DELL’UDI DI BOLOGNA.
giugno 4th, 2008 at 16:48
sapere che una donna nel contesto sociale porta qualcosa di utile farebbe scegliere di averne molte in attività, ma cosa porta di buono e giusto una donna ancora non si è afferrato.
Marcello
giugno 4th, 2008 at 17:07
voglio manifestare il mio sostegno a wanda montanelli e ai diritti delle donne in politica di cui lei è fiera difensora
antonella cocchiara
(università di messina)
giugno 4th, 2008 at 20:46
Wanda,ho seguito tutta la tua commovente storia. Resisti! Sono con te e con tutte le donne che combattono una dura battaglia di sopravvivenza.Con simpatia.
Gae Sicari Ruffo
giugno 4th, 2008 at 21:08
L’associazione “Donne nelle arti figurative” sostiene la vostra iniziativa sui diritti delle donne.
Laura Fidenzi,
vice presidente
giugno 4th, 2008 at 23:44
sapere che una donna nel contesto sociale porta qualcosa di utile farebbe scegliere di averne molte in attività, ma cosa porta di buono e giusto una donna ancora non si è afferrato.
Marcello
Ritengo che nel contesto sociale le donne siano già molto presenti, anzi è una delle poche sfere in cui possono esercitare i loro saperi e la loro professione senza problemi – o quasi. Parliamo di istruzione, assistenza, cura, famiglia,…?
Sempre a uno dei soliti mercatini a cui ero presente con i “miei” banchetti per la raccolta di firme per la proposta di legge 50&50 – norme di democrazia paritaria – un signore mi disse: “Sa che metto volentiri la mia firma! Da sempre mi chiedo come faccia mia moglie a far quadrare i conti di casa e penso che se ci fossero più donne in politica… ho sentore che le cose funzionerebbero meglio!”
giugno 4th, 2008 at 23:54
Carissime … carissimi(spero),
Wanda Montanelli conosce molto bene il mio pensiero e sa che più volte mi sono apertamente schierata contro la violenza sulle donne- su Internet si può leggere ancora il mio appello-dissenso verso i massacratori del Circeo- e che altrettante volte ho parlato a voce alta a favore della presenza forte delle donne all’interno delle istituzioni culturali, politiche, delle diverse strutture sociali.
Anche nel processo di Milano contro Di Pietro manifesto la mia adesione; nonchè il consenso verso la forma di non-violenza usata da Wanda nel condurre la sua battaglia per i diritti del genere-donna.
Elisabetta Capurso compositrice pianista
giugno 4th, 2008 at 23:56
Università: centro depositario del sapere – potere.
Spesso le studentesse superano gli studenti, molte sono le docenti, ma… quasi mai si sente parlare di donne alla guida degli atenei.
Cristiana Compagno, già preside vicario di economia, è stata eletta rettrice all’Università di Udine.
Bravura, merito e competenza, per una volta, hanno prevalso sulla distinzione di genere.
Quando non si farà più caso a notizie di questo tipo (poiché diventate normalità)… allora vi sarà vera democrazia!
giugno 5th, 2008 at 00:44
Il 26 aprile 1986 ci fu l’esplosione del reattore numero 4 presso la centrale di Černobyl’.
In F.V.G. ce ne ricordiamo molto bene. Personalmente ricordo tutte le avvertenze che ci furono date. Ricordo anche che fra gli avvertimenti c’era anche il “consiglio” di abortire e ricordo la disperazione di molte giovani donne che presero tale decisione.
Oggi si rincomincia a parlare di nucleare. Questo povero vecchio Stivale non ce la fa, deve comprare da altri l’energia e poi… le centrali sono vicine ai nostri confini, quindi un incidente, arrecherebbe comunque danno anche sul nostro territorio… Allora, aumentiamo il rischio nella nostra terra e incominciamo con attività che altri paesi cercano di dismettere? Ma non c’era stato anche un referendum per cui la gente si era espressa contro le centrali nucleari?
Solita storia, infatti la volontà della persone non conta.
Ebbene oggi, c’è stato l’ennesimo incidente, questa volta in Slovenia (Krsko 130 chilometri da Trieste).
Studi hanno rilavato che la centrale, essendo posta in una zona sismica, non reggerebbe un terremoto del VI grado Richter.
Certo non si tratta di una tragedia come Černobyl’, ma il ricordo di quella sciagura è ancora vivo in molti! Krsko ci “vuole mettere in guardia” e ci vuol far ricordare che il pericolo è sempre in agguato?
giugno 5th, 2008 at 08:18
siccome l’influenza ce l’hanno in molti è meglio averla tutti. Con questa idee si pensa di riportare il nucleare in Italia, quando è già risaputo che risolverebbe solo un venti per cento di fabbisogno con costi enormi e pericoli indicibili.
Gli italiani non sono per il nucleare, il referendum ha dato questa risposta in alta percentuale. Francesca Costa sono d’accordo con te, e poi consideriamo che dall’inflenza si resta vaccinati, dalle contamoinazioni si resta DISTRUTTI.
Silvia
giugno 5th, 2008 at 08:45
NON C’E’ SOLO IL CUCULO…
In autunno le oche selvatiche puntano verso sud in formazione di volo a V. Perché? Quando ciascun uccello sbatte le ali, crea una spinta dal basso verso l’alto per l’uccello subito dietro. Volando in formazione a V, l’intero stormo aumenta l’autonomia di volo di almeno il 71% rispetto a un uccello che volasse da solo. Coloro che condividono una direzione comune e un senso di comunità arrivano dove vogliono andare più rapidamente e facilmente, perché viaggiano sulla spinta l’uno dell’altro. Quando un’oca si stacca dalla formazione, avverte improvvisamente la resistenza aerodinamica nel cercare di volare da sola, e rapidamente si rimette in formazione per sfruttare la potenza di sollevamento dell’oca davanti. Se avremo altrettanto buon senso di un’oca, rimarremo in formazione con coloro che procedono nella nostra stessa direzione. Quando la prima oca si stanca, si sposta lateralmente e un’altra oca prende il suo posto alla guida. E’ sensato fare a turno nei lavori, che si tratti di persone o di oche in volo verso sud. Le oche gridano da dietro per INCORAGGIARE quelle davanti a mantenere la velocità. Quali messaggi mandiamo quando gridiamo da dietro? Infine (e questo è importante), quando un’oca si ammala o viene ferita da un colpo di fucile ed esce dalla formazione, altre due oche ne escono insieme a lei e la seguono giù PER PRESTARE AIUTO E PROTEZIONE. Rimangono con l’oca caduta finché non è in grado di volare oppure finché muore; e soltanto allora si lanciano per conto loro, oppure con un’altra formazione, per raggiungere di nuovo il loro gruppo.
Se avremo il buon senso di un’oca, ci sosterremo a vicenda in questo modo.
giugno 5th, 2008 at 09:14
Marcello Says:
Giugno 4th, 2008 at 16:48
sapere che una donna nel contesto sociale porta qualcosa di utile farebbe scegliere di averne molte in attività, ma cosa porta di buono e giusto una donna ancora non si è afferrato.
Marcello
Si è afferrato…si è afferrato…
si è afferrato a tal punto che per salvaguardare l’egemonia maschile si emargina il genere femminile con un despotismo inaudito.
Alla faccia della democrazia!!!!
Il bello è che si permettono di ficcare il naso altrove e tacciare gli altri di tirannia.
La discriminazione che impera in Italia come la vogliamo chiamare???
Caro Marcello
io sono una donna qualunque…
1)mi alzo prestissimo al mattino e preparo il pranzo..nel mentre la colazione.
2)un’ora di tempo in cui infiliamo una lavatrice e ci si lava e veste.
3)esco…vado al lavoro
nell’ora di pausa finisco alla posta o vado dal parrucchiere o telefono a parenti o amici (ho anch’io qualche affetto)o ricevo gli studenti o…mi mangio un tramezzino.
4)tornando faccio la spesa, passo in tintoria, ritiro la posta, preparo le bollette, stendo i panni, rimetto in ordine casa, mi occupo della cena e dei compiti di mia figlia…
5)quando tutti sono a letto preparo il lavoro del giorno dopo, scrivo progetti ed articoli, consulto libri, archivio articoli…m’informo.
6)Appena appena stanca mi metto a letto…accendo la tv, la spengo, leggo qualche pagina di un libro, dico un padre Nostro e mi addormento.
7)Mi capita di sognare…un mondo diverso dove tutte queste cose possano essere chiamate per nome con il giusto merito della la fatica che richiedono…
8)fuori dalla routine (piena sempre di interessi e con mille varianti) ci sono convegni, incontri, progettualità, amore per il prossimo…così se ne vanno i giorni di riposo e anche quelli di ferie.
Di buono in tutto questo c’è l’utile di una macchina che produce ricchezza in termini di organizzazione e responsabilità sociale….
di giusto…molto poco…quando ti mettono i piedi in testa e ti lasciano intendere:
SCHIAVO LAVORA!
Potrei dirtene altre mille…per ora mi mantengo asciutta e piena di energia…spero di crollare come un atleta al traguardo in un gioco di squadra.
Cordialmente
giugno 5th, 2008 at 15:28
Mettetevi il cuore in pace. Non c’è spazio in politica per chi non scende a compromessi. Per chi non trama, non imbroglia, non trucca. Sono anni che discuto animatamente con amici sulla figura di Di Pietro. Sono sempre stato convinto che fosse come tutti gli altri. E i fatti mi stanno dando ragione (purtroppo!).
Peggio per voi che ci siete cascate e non avete capito da subito chi fosse Tonino.
Bastava chiedere a Lucibello…
giugno 5th, 2008 at 16:28
Io credo che i diritti e i doveri sono legati alla “persona” senza distinzioni di “sesso, lingua, religione, età, e quant’altro”; Per quanto riguarda la risposta ad Orlando , la condivido per quanto riguarada “tutto il resto”!
Aggiungo solo che, per chi ha fatto della legalità, la sua bandiera politica, è una grave contraddizione gestire il partito con metodo “non democratico”, in quanto la primaria “legalità” da rispettare è quella Costituzianale e l’art. 49, all’uopo, testualmente recita: ” Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.
Cara amica, è mia convinzione che, rispetto a qualche collega di sesso femminile, io sono stato discriminato; Ciò non mi autorizza a generalizzare la questione e affermare che noi uomini siamo discriminati rispetto alle donne!!!!
Il Tuo valore lo hai dimostrato con la Tua tenacia e con la tua capacità che si evidenzia non dalla Tua battaglia “di genere” ma dalla qualità che si desume dalla tuo scritto!!!!
Un caro saluto.
Salvatore Carboni
giugno 5th, 2008 at 16:30
VUOI VEDERE IL SITO DELLA CONSULTA DONNE OSCURATO?
Sì, l’ho visto! Evidentemente non si trattava di acqua fresca. Un bel bravo a Tonino ed alle sue efficienti spugne.
A te un abbraccio e in bocca al lupo per Milano.
Luciana
giugno 5th, 2008 at 16:42
Aderisco
Floriana Esposito
Dipartimento di Informatica
Università degli Studi di Bari
:
giugno 5th, 2008 at 17:09
Sono la vicepresidente dell’associazione “Futuro mediterraneo” e vi dò la mia adesione per la battaglia che state conducendo.
Francesca Liberati
giugno 5th, 2008 at 17:12
Sostengo le donne ed in particolare Wanda Montanelli
Marisa Valleri
ordinario di economia dei trasporti dell’Università di Bari
giugno 6th, 2008 at 09:17
Se i rapinatori fossero dei ragionieri sarebbero ricchi…se poi avessero lo spirito di un commerciante sarebbero ricchissimi!
Parole non mie…ma di chi lamentava la condizione di escluso destinato alla galera e null’altro.
Invece in politica la ragioneria di partito è monodirezionale e gli altri si arrangiano con i margini di “lavoro” che tirano fuori con gli extra che gli inciuci propongono.
La corruzione è frutto di un atteggiamento mafioso che tende a concentrare qualsiasi tipo di potere e di gestione economica.
Distribuire investendo e controllare vuole dietro di sè un lavoro progettuale ed una capcità di suervisione che solo le persone oneste possono portare avanti con la passione che la politica pretende.
E’ un sentire a tutti evidente che le cose non stanno così…anzi stanno molto peggio di come stanno.
Sono sempre più convinta che solo un esorcismo ci tirerà fuori dalla fogna in cui ci hanno rinchiuso.
Non è stato facile e non lo è tirar fuori la parte migliore di noi quando ti spingono altrove…non è facile neppure stare a scrivere e parlare di pulizia intellettuale quando il marcio ci accerchia.
Credetemi non è facile.
Nel mentre teniamo duro…continuiamo ad alimentare la speranza di quel mondo migliore che i nostri figli, probabilmente, non erediteranno…ma che solo con gli strumenti che noi daremo loro potranno ricostruire.
Buona giornata!
giugno 6th, 2008 at 10:38
Con affetto e stima, offro la mia solidarietà e disponibilità per la vostra battaglia contro le discriminazioni.
giugno 6th, 2008 at 10:45
Il mio augurio è che a partire dall’11Giugno, si possa aprire una nuova pagina nel campo delle lotte femminili in Italia. Per adesso, in politica. Poi, ad ampissimo raggio.
Ammiro molto le donne coraggiose e di attributi come Wanda, Aura, Anna, Francesca, e mi scuso se dimentico le tantissime di voi.
Chi ha il coraggio di sfidare i titani, ne uscirà in ogni caso vittorioso.
C’è tutto da guadagnare, e nulla da perdere. Sono semmai i Di Pietro di turno a dover iniziare a considerare l’idea di archiviare un certo tipo di fare-politica.
giugno 6th, 2008 at 11:41
Dispiaciuta per questa inverosimile, ma vera vicenda di discriminazione tengo a dare il mio personale sostegno come donna , ma di più come cittadina di un paese che si pensa sempre migliore di quello che è.
Maria Santella
giugno 7th, 2008 at 00:24
I ruoli nella vita politica economica, sociale e familiare sono rigidi perché basati su aspettative predeterminate ed è su questo che si basa la discriminazione di genere divenuto tema importante in materia di diritti umani. La capacità ed il talento delle donne vengono ostacolati e ciò riduce, inevitabilmente, lo sviluppo personale di ambedue i sessi. La crescita professionale, se congiunta alla funzione di madre, risulta essere ostacolata. I percorsi di cambiamento (che incidono sulla cultura) sono inevitabilmente lunghi e difficili, poiché determinati da “credo” che hanno radici culturali e religiose profonde.
A questo riguardo mi piacerebbe fare una piccola digressione: in passato, per veicolare le informazioni, veniva usata l’iconografia. In pochissime immagini vediamo la Madonna con Giuseppe e meno ancora con Gioacchino suo padre (molto più presente nella cristianità dei paesi del nord). Maria ci viene presentata principalmente da sola (Ascensione), con il bimbo piccolo (natalità/accudimento) e poi con il figlio morto (massima espressione di “accettazione” del dolore). Quello che veniva trasmesso era che la donna doveva capire, ed accettare, che la sua vita sarebbe trascorsa principalmente da sola (gli uomini erano spesso in guerra) e che suo compito era quello di accudire i figli che, se maschi, potevano anch’essi morire in combattimento.
È dimostrato che le donne si dimostrano più disponibili nei confronti del cambiamento, hanno risorse che favoriscono l’acquisizione del sapere per raggiungere condizioni di parità. C’è la consapevolezza che un ruolo più incisivo migliorerebbe il futuro di tutti/e. Tuttavia, nonostante i molti cambiamenti avvenuti, il percorso di emancipazione rimane di difficile attuazione e questa causa pilota risulta essere l’evidenza dei fatti. Non dimentichiamoci che la parità di genere è uno degli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite.
Le donne non si scoraggiano, sono tenaci e di sicuro non si abbattono davanti alle difficoltà, convinte di agire per un interesse, non certo personale, bensì comune. Solo con il compimento di una società duale agita, vi potrà essere vera democrazia.
giugno 7th, 2008 at 09:28
Cara Francesca…un’analisi così precisa ci ha fatto attraversare i secoli in fretta e con dolore.
Condivido con te la trasversalità di questa discriminazione e sempre con te ricondivido altrettanta trasversalità nel mettere a fuoco le matrici nefaste che ci respingono nell’angolo angusto della società.
Mi rattrista sapere che altre donne, che magari hanno sofferto in egual misura, ma che accarezzate da un successo ed un potere da condividere coercitivamente con il potere stesso…queste donne siano elemento di ostacolo e di sottile odio nei confronti di chi si adopera per il genere femminile e la sua presenzialità sociale e politica.
Queste donne sono la spina al fianco delle lotte infinite che ci vorrebbero indipendenti ed unite.
Noi ricordiamo a se stesse quanto sia alto il prezzo da pagare anche se vestito a festa da soldi e lustrini.
Noi rappresentiao il coraggio e l’altruismo che loro hanno dimenticato nel cassetto per paura di non farcela….a causa dell’ego che ha impedito loro di condividere la libertà con gli esseri che la ricercano senza sosta.
Queste donne sono le madri che hanno tradito i figli anche se hanno procurato loro ricchezza.
Li hanno traditi nell’intimo per aver passato il compromesso gratuito.
Non punto il dito sulle miserie umane…sottolineo solo che coloro che coprono ruoli di responsabilità, coloro che possono ma non fanno, coloro che sanno ma non parlano….queste persone sono il cancro oscuro dell’uomo…un cancro innestato da chi usa potere come un cavallo di Troia.
Il potere dei collusi non è il vero potere…anche se decide ed uccide…è il braccio armato del male. Null’altro.
giugno 7th, 2008 at 11:27
E’ importante, fondamentale che il procedimento civile che si aprirà a Milano l’11 Giugno, si sviluppi senza pressioni politiche.
La mia paura è questa. Perchè la legge è uguale per tutti, ma per qualcuno è più uguale degli altri…
giugno 7th, 2008 at 12:36
Ma ADP ci sarà all’udienza dell’11 giugno?
giugno 7th, 2008 at 12:44
Mettiamoci in testa che la lotta in tribunale sarà lunga, faticosa, e non in discesa.
Solo Wanda poteva avere il coraggio di fare una cosa del genere.
Sono con lei!
giugno 7th, 2008 at 13:24
TRA POCHI GIORNI, A MILANO, SI APRIRA’ UNA FASE STORICA NON SOLO DEL PERCORSO DI WANDA MONTANELLI O DI ANTONIO DI PIETRO (VOLENTE O NOLENTE) MA DI TUTTE LE DONNE IN ITALIA.
DI TUTTE LE DONNE CHE IN ITALIA NON VOGLIONO RIDURSI A OGGETTO, MA ASSURGERE A SOGGETTO (AUTONOMO).
FORZA WANDA, IO SARO’ SEMPRE DALLA TUA PARTE… DALLA PARTE DELLE DONNE.
giugno 7th, 2008 at 15:17
Il primo pensiero di chi segue le cose della politica riguarda le occasioni per le donne che vogliono partecipare all’azione sociale da persone libere nei pensieri e nel cuore.
Non più “appartengo, dunque sono” perché il valore dei soggetti politici è nel programma e nelle idee che sviluppano.
Nadia Torresi
giugno 7th, 2008 at 15:34
Fiducia, e ottimismo.
In questi termini, almeno per me, dovremmo attendere e poi vivere la causa che inizierà l’11 giugno prossimo.
Non è detto che sempre i più forti vincano.
In bocca al lupo, Wanda!
giugno 7th, 2008 at 18:32
Hillary non ce l’ha fatta. Donna con carattere, aveva portato il marito alla Casa Bianca. Lei non ci è riuscita però ad essere la presidente degli stati Uniti d’America.
Le anonime donne che non hanno un marito ex Presidente non potrebbero nemmeno sognare di fare la strada che ha portato Hillary Clinton fin qui. Dopo 17 mesi di tenace campagna elettorale, lei si arrende, formalizza il suo sostegno a Barack Obama. Chissà forse la prossima tornata potrebbe vederla vincente, o forse no. Due lustri per una sorta di eguaglianza negli States, da noi centocinquanta anni (In Europa) secondo le stime di politologi.
C’è di che essere allegre?
Wanda Montanelli e la causa per i diritti delle donne. Se un giudice giusto prununcerà la sentenza in cui noi sostenitrici speriamo, le distanze che ci dividono dalla democrazia applicata e paritaria sarebbero accorciate di centinaia d’anni. Wanda ci sta proponendo un viaggio nel tempo in avanti che non abbiamo compreso in tutte le sfaccettatture e ripercussioni civili e politiche.
Sarà storia.
La tua e nostra vittoria sarà il segno di una nuovs era. Potremo dire io c’ero e l’ho sostenuta.
Silvia
giugno 8th, 2008 at 19:17
Gli Stat Uniti d’America registrano una percentuale di elettorato pari al 17%. Sono numeri che fanno onore ad una farsa. La Signora Hillary, fa parte di una lobby che tutto fa pensare meno che alla riscossa del genere femminile…ed il matriarcato non è merce protestante. I suoi 18.000.000 di voti sono una risata davanti al mezzo miliardo di cittadini americani. Cifra peraltro che moltiplicata per nove (tante sono le unità di voto) porta a quel 17% ridicolo iniziale.
Che succede negli USA da anni?
Perchè la stampa non dice le cose fino in fondo?
Ancora davvero crediamo che Hillary e Obama siano i fenomeni partoriti dalla democrazia americana?
Non c’è foglia che si muova che Dio non voglia!
Qui sulla terra mettiamoci d’accordo su chi fa il padreterno e tutti i conti tornano a casa.
giugno 8th, 2008 at 19:22
…Dimenticavo che le lunghe campagne politiche non sono altro che i tempi necessari per prendere accordi nei regimi di mecato.
La filosofia è nata in Grecia….ci sono territori che ragionano a suon di dollari, petrolio, risorse minerarie, controllo militare terrestre ed extraterrestre, controllo del grano e dell’acqua, controllo (non lo sapevate?) delle menti…ma questa è un’altra storia.
giugno 10th, 2008 at 15:04
gira che ti rigira ci vorrà una donna x mettere a posto questi politikanti.
siamo 1 gruppo di 4 persone, tutte cn voi.
giugno 12th, 2008 at 07:48
Se negli Usa hanno Hillary e da noi abbiamo Ilary vorrà pur dire qualcosa?
f.m.
giugno 12th, 2008 at 14:19
noi abbiamo solo una vocazione sfrenata per le P1, P2, P3, P4….siamo degli innocenti ai quali si parla di intercettazioni come abuso esistenziale…negli altri paesi non se ne parla neppure…anche le mosche sono intercettate lel loro zzzz…zzzz…senza neppure che ci sia una magistratura a sottoscriverlo.
Il più pulito ha la la rogna…noi il merito di personificarla alla meglio.
Ossequi
giugno 12th, 2008 at 14:22
francymar70 Says:
Giugno 12th, 2008 at 07:48
Se negli Usa hanno Hillary e da noi abbiamo Ilary vorrà pur dire qualcosa?
f.m.
Vuoi mettere Ilary con Hillary?
“La bellezza salverà il mondo” diceva sant’Agostino…ho i miei dubbi sull’operato di una iena.
giugno 17th, 2008 at 10:00
- Per Veltroni il dialogo tra gli esponenti della maggioranza e quelli dell’opposizione è a rischio.
- Speriamo che le deputate-mogli mettano d’accordo i mariti.