A TUTTI VOI, CON GRATITUDINE
Leggo nei tanti commenti, anche quelli un po’ critici, che in fondo ognuno di voi ha compreso che i motivi della mia protesta politica sono, oltre che sinceri, finalizzati a raggiungere risultati a breve, medio e lungo termine.
L’immediatezza ci dovrebbe restituire una visibilità mediatica degna di un paese democratico, in Italia culla di civiltà, per la quale nel passato tanti eroi si sono spesi mettendo in campo anche il rischio di perdere la propria vita. Quello che abbiamo oggi lo dobbiamo a loro, soprattutto a chi nelle lotte per l’uguaglianza sociale e la democrazia, la vita l’ha davvero persa.
Non è più tempo per fare battaglie cruente, ed oggi chi intende perseguire obiettivi di perfezionamento dei dettami democratici costituzionali, (ma basterebbe mantenere vivi e applicati quelli che già abbiamo) cosa può fare?
La cosa più ovvia è entrare in un movimento o partito che abbia nel suo statuto e nel programma i fini e progetti che attengono alla sfera delle aspirazioni in campo generale di qualità della vita pubblica, simili e vicini, se non proprio identici ai propri.
Cosa che io ho fatto. Cosa fa una donna che si vuole impegnare nel sociale?
O fonda un partito proprio, o si iscrive ad un partito esistente che ispira la sua fiducia.
Ho fatto l’ingresso ufficiale in Idv nel 1998, ma ancor prima avevo contatti epistolari con ADP.
Sapete sono tutt’altro che giustizialista, come credo la maggior parte degli iscritti ad Idv. L’aspetto che mi faceva sperare in un momento propizio a cambiare le cose era la fiducia nella scritta che si trova in ogni aula di Tribunale “La legge è uguale per tutti”, che è un assoluto modo per misurare la eguaglianza sociale. Più del costo della spesa, più del diritto al lavoro, alla salute, alla casa. Sopra a tutto esiste questo inviolabile diritto uguale per tutti che ci dà prova se esistono o no cittadini di prima serie tutti uguali di fronte alla legge o se invece si discrimina. Io ho una fiducia massima nella magistratura, inesauribile. Credo che il compito di un magistrato sia uno dei più elevati per compiere un lavoro di restituzione alla cittadinanza di diritti negati, o messi in discussione. Ammiro i ragazzi che studiano giurisprudenza con lo scopo di fare il magistrato. Meglio se di frontiera, come il mio giovane amico Aldo Pecora che già immagino nell’espletamento delle sue funzioni con la passione civile che lo contraddistingue
La dimensione delle pubblicazioni nella stampa estera, specie spagnola ci ha lasciato piacevolmente sorpresi. Alcuni giornalisti veramente attenti a cosa sta succedendo da noi in tema di diritti delle donne, hanno non soltanto pubblicato un numero incredibile di articoli, ma si sono attivati a divulgare l’informazione organizzando una conferenza stampa allo scopo.
In Italia la libertà dei mass media è messa alla prova. Come nei film che narrano di un film (il film nel film) noi stiamo compiendo un lavoro di studio di verifica di come i vari soggetti, politici, istituzionali, mediatici reagiscono ad una protesta civile che ha per tema la eguaglianza di trattamento tra uomini e donne.
L’abitudine a monitorare e osservare anche me stessa come altri soggetti in itinere è una curiosità politico-culturale che non mi lascio sfuggire. Abbiamo già dei risultati e se pure l’analisi completa richiederà tempo c’è ad oggi la dimensione della freddezza (scetticismo?) nei confronti di una donna in sciopero della fame. Abbiamo assistito a una trasmissione tv che ha chiamato un uomo (tra l’altro un mio caro amico, che stimo, fondatore di uno dei primi circoli Idv in Roma) dopo 4 giorni di sciopero della fame per il problema Alitalia. La stessa redazione ha rifiutato invece la nostra partecipazione in un programma fatto apposta per le donne calpestate in politica.
Abbiamo la misura di cosa avviene in caso di ricovero d’urgenza. Qualche quotidiano comincia a interessarsene. Prima di questo un altro passo importante è stato il lancio di agenzie, soprattutto l’Agenzia Italia (AGI), ma pure Ansa, Adnkronos, Dire, Prima, Il Velino, Deltanews. Conseguentemente ha avuto risonanza il passaggio al Tg2 dell’invito rivoltomi dal presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano a smettere il digiuno. Devo dire grazie per un lavoro di sensibilizzazione in questo senso alla cara amica Daniela Brancati, che si sta impegnando in questa promozione del diritto paritario con passione e impegno professionale. Lei è stata la prima donna in Italia direttore di TG nazionale (TG3) , giornalista e scrittrice, e come molte del gruppo che mi segue ha fiducia nel cambiamento impostato a partire da noi stessi e dal nostro impegno
Aura Nobolo, presidente Onerpo, non ho sufficienti parole per esprimerle la mia gratitudine, e come tutte le altre che nominerò fa parte di una squadra di cui vado fiera. Aura ha una sua società di comunicazione e dalla prima mia manifestazione di dissenso politico ha iniziato a seguirmi con fiducia, convinzione della giustezza dei nostri obiettivi. E’ metodica nell’impostazione del lavoro, saggia e preparata, oltre che instancabile. Anna Rossi, della consulta nazionale Idv, docente universitaria, di grande passione politica, generosa, piena di risorse. Griselda Lagostena, figlia della mitica Tina, che intende proseguire nei progetti e realizzazioni così efficacemente messi in atto dalla madre. E ultima, ma non ultima, perché di fatto vicinissima a me (non c’è sera che non ci mandiamo l’ultima mail della buona notte) Francesca fa parte della Consulta nazionale Idv, si è messa parecchio in gioco chiedendo in sintonia con me diritti paritari. Fa un gran lavoro di divulgazione stampa, con i blog, tra cui il suo. E’ una forza della natura e non so come abbia fatto a prendere migliaia di firme, raccoglierle, autenticarle tutte, fare la ricerca nell’ufficio elettorale e spedirle per tempo alla sede dell’Udi a Roma. Mi riferisco alle firme per la legge di iniziativa popolare “50e50…ovunque si decide”, che dovrà riandare in discussione al Senato, speriamo in tempi brevi.
C’è anche a mio conforto il blog di Giovanna Giugni della CDD/IDV, un’altra coraggiosa che mi sostiene con convinzione e che ha sempre avuto chiarezza d’intenti e talento politico; quello della giornalista Flavia Amabile che propone l’argomento con intelligenza e curiosità, Maddalena del Re più che avvocato, alleata di percorso, Megan William, Eulàlia Blanchart, Irene Velasco, Kristina Kappelin, Emanuela Fontana, Francesca Ottaviani, Chiara Benotti, Gloria Moreno, Lia Gambino, Lucilla Salerno, Eleonora Selvi e tutta la redazione di Donna TV, la redazione del “Paese delle Donne”. Tutte le altre donne della Consulta e le amiche più vicine tra cui Elisabetta Capurso , Olga Orzatesi, Valeria Masutti, Anna, Nay, Caterina, la piccola Gloria, Francesca, Nelia, Loredana, Cristina, Lanfranca, Silvia, Rafaela, Giusy, Luigia, Laura, Gabriella, Vittoria, Maura Marini, Luciana Basilicò, Franca, Angela Maria, Rosy, Rita e Aldo, Ornella, Silvana, Carolina, Rita, Katia, la piccola Elena, Roberta da Verona, Maria Incamicia, Michela Adrenelli, Anna Panarello, Armida Vitale, Martina Battistich, Amalia Schirru, Raffaella Bianco, Silvia Clai, Rita Bernardini, Annamaria Carloni, Lidia Menapace, Loredana, Rita, Antonella, Federica, Francesca, Germana, Rina, Alessandra, Simonetta, Luisa, Carolina, Nadia, Maria Cristina, Daniela, Rosanna, Caterina e Aldo, Giovanna Sorbelli, Luciana Abate, Pina, Milena e Stefania dell’Udi nazionale, Laura dell’AFFI, Ileana Alesso, Piera, Annamaria, Ada dell’Udi Livorno, Laura Moschini, Giuseppina Scotti, le donne della Casa Internazionale, Laura Tussi, Maria Cristina, Nancy e Antonella Barzan, Carmela di Bresso, Elena Trufò e Andrea Clara Be dall’Argentina, la piccola Alice. Tutte, anche quelle che non nomino, abbraccio con affetto. Vi dico che siete speciali, nell’aiuto che mi date in questa sfida. Tra gli uomini, Pietro Tansini, Roberto Nacci, Angelo Minguzzi, Valentino Roiatti, Paolo Carbone, David Portaleone, Roberto Ambrogi, Stefano Figus, Renato Pigliacampo, Enrico Della Gatta, Zeno Panearai, Antonio D’Andrea, Riccardo Iacona, Giovanni Lombardi e poi Carlo, Ignazio, Valerio, Pasquale, Faustino, Lorenzo, Antonio Bianco, Antonio Greco, Saverio Benedetti, Rosario, Daniele, Aldo, William, Antonino, Gennaro, Gianni, Michele, Heber, Ennio, Elio, Mattia, Gabriele, Luigi, Ezio, Franco Chiumera, Fabrizio, Vittorio, Felice, Mario, Michele, Toty, Cesare, ma anche Gianmarco Cesari, ultimo e primo con Maddalena per il ruolo che ha nella vicenda.
Dicevo all’inizio degli obiettivi a breve, medio e lungo termine. Dei primi due ho scritto (il monitoraggio sulla comunicazione e lo studio e analisi politica). Il terzo è un progetto di apertura ai sogni che non moriranno all’alba, ma dovranno essere realizzati, per un mondo più autenticamente libero, a misura dei bisogni delle donne e degli uomini, e in cui la democrazia sia il punto di partenza e arrivo irrinunciabile come la luce di ogni giornata che dà il segnale già dall’alba di muoverci per il mondo. A questo scopo, tra le altre iniziative che metteremo in atto, c’è la causa civile che non durerà poco, ma il tempo necessario ad avere ragione. Sarà una conquista di tutti, in una sentenza pilota che stabilirà che ognuno deve rispettare, tra le altre, le regole della nostra bella Costituzione, senza sconti per nessuno.
Wanda Montanelli
Aprile 25th, 2008 at 12:12
L’importante che ora sta bene.
Anche io come te sono disgustata della poca considerazione che abbiamo noi donne in italia, indossiamo un burqa invisibile che ci rende invisibili, soltanto oggetti di una campagna elettorale, oggetti sessuali, e ammortizzatori sociali. tutto ciò è triste!
Ti ho dedicato anche un articolo sul blog i giorni che ero preoccupatissima per la sua salute.
Un abbraccio
Rosa.
Aprile 25th, 2008 at 12:14
Wanda un contenuto come il tuo messaggio di apertura è una delle cose migliori da leggere il giorno 25 aprile.
Grazie a te perché ci dai speranza e alimenti i nostri sogni sul futuro migliore per noi e i nosri figli. No, “non moriranno all’alba” i sogni che noi ormai ultracinquantenni da anni coltiviamo. Credevamo di aver raggiunto libertà e democrazia ma ora tutto è opinabile e si rimette in discussione. Facciamo perciò il punto, con te e con le cittadine e i cittadini che come noi stanno con gli occhi aperti su dove ci hanno portato e di dove di peggio ci potrebbero portare.
Noi non ci muoviamo con il paraocchi e faremo resistenza.
Loredana
Aprile 25th, 2008 at 13:33
Wanda Montanelli non ha iniziato lo sciopero della fame per guadagnare un posto o per la ricerca di inutili personalismi. Lei, responsabile delle donne di Idv (ricordiamolo: il solo partito che Veltroni ha accodato al carrozzone del Pd) ha iniziato anzi ripetuto (a distanza di due anni) lo sciopero per sensibilizzare l’opinione pubblica, gli organi di informazione, i cittadini, gli ambienti della politica e della vita istituzionale sul grave tema della desertificazione della presenza femminile nella vita politica attiva. Non è ammissibile che un movimento politico (che pure fa dei “valori”e dell’uguaglianza di fronte alla legge il principale suo elemento portante) rifiuti di venire incontro alle più elementari e doverose regole delle pari opportunità tra uomo e donna in quanto a rappresentanza politica. Non bisogna nascondersi dietro al dito della “legge porcata”, perchè anzi, è proprio la natura di questa legge elettorale a incrementare, aggravare la posizione del leader di questo partito. E’ lui, come tutti i leader del resto, ad aver l’ultima parola sulla candidatura, visto che non sono previsti strumenti per la nomina “dal basso” o del voto nominale. Un segretario di un partito che decidere di rendere (se non equa) quantomeno lievemente accettabile (e non umiliante) la presenza di donne in posizione di eleggibilità, ha compiuto un buon lavoro ma pur sempre e solo il suo lavoro. Un “capo” che, a fronte di numerose richieste rifiuta di rendere omogenee e trasversali le candidature ed è sordo al richiamo del ruolo della donna in politica (e in società) e rigetta rispedendole al mittente tutte le istanze che la responsabile delle pari opportunità si è indefessamente fatta carico di proporgli, non solo non ha compiuto il suo lavoro ma è venuto meno a una regola che dovrebbe essere ovvia e scontata in democrazia. Ovvero, sè come la legge anche la democrazia vale per tutti, allora anche le donne hanno diritto ad essere rappreentata in politica.
Wanda Montanelli non chiedeva un posto al sole. Fino all’ultimo ha cercato di mediare (ma senza compromessi) con la dirigenza di un partito tra le loro indifferenze e la propria urgenza di essere ascoltata come responsabile donne idv. Chiese, all’alba della fase pre-campagna elettorale, che “7 magnifiche donne” venissero poste in posizioni utili per la eleggibilità. Nulla di fatto. Il partito, per bocca della sua classe dirigente, tacque. Allora Wanda attese l’uscita definitiva delle liste elettorale: e a fronte della pressappoco nullità delle figure femminili, si impose un rigoroso e grave sciopero della fame. Se avesse voluto salire sul carro dei vincitori, Wanda avrebbe potuto farlo decine di volte in questa decina d’anni in cui è in Idv. E invece no. I suoi sacrifici sembreranno un pò biblici e un pò anacronistici agli occhi di chi (a ragione, probabilmente) non vede i politici in altra veste che non quella di famelici arrivisti ancorati alle poltrone. Ma nella vita occorrono le persone come Wanda. Occorre sperare e credere che tutto non si esaurisca nel denaro, nel potere e nella cinica indifferenza. Occorre forse anche illudersi che giustizie eque esistono, che la democrazia ancora sopravvive. Che non basta l’omertà con cui una viene affrontata dai mass-media la lotta pacifica ma durissima come quella della Montanelli, a sconfiggere la volontà-velleità di costruire se non un mondo nuovo, almeno cantucci di mondo dove cementificare uno stato di diritto funzionante.
Nessuno parla poi del procedimento civile che inzierà a Giugno e che vede Di Pietro contrapposto a Wanda stessa. Ma anche nel silenzio, la terra continua a muoversi. Rotea, come le cose della vita, che si inseguono e si ripetono. C’era chi diceva, eppur si muove. E allora, non tocca che sperare che le cose si muovano davvero, ma in un senso diverso.
Aprile 25th, 2008 at 13:36
il solo motivo per cui sono andata a votare è per il senso del dovere che mi hanno inculcato sin da quando ero piccolo.
Non c’era neanche un partito che mi dava completa fiducia.
Deve ancora nascere infatti e Wanda ha il dovere di pensarci.
Ezio L.
Aprile 25th, 2008 at 14:49
esprimo la mia ammirazione a Wanda Montanelli e alle donne che la sostengono.
Siete tutte da ammirare.
Luigi G.Marino
Aprile 25th, 2008 at 20:16
Militare in un partito e fare scelte di andare a votare con i referendum di grillo, che ne prensa Wanda sui referendum che sono in molte piazza d’Italia ?
Pasquale
Aprile 26th, 2008 at 09:24
Diamo il tempo a Wanda di ripredere le forze e cominciamo a pensare come contrastare l’ormai insostenibile predominio di ogni spazio di libertà. Non c’é più nulla di svincolato dal potere politico corrotto, è perciò indispendabile scardinare il sistema e mandare via chi s’è convinto che lo stato attuale di occupazione abusiva (con legge elettorale anticostituzionale) possa durare. Sta a noi reagire.
Wanda attendiamo quando vorrai, direttive.
Loredana S.
Aprile 26th, 2008 at 11:12
Ho idea che ne vedremo delle belle nei mesi in avanti. Il fermento sociale darà esiti che spero utili alla convivenza civile. Sappiate che è questo il momento di seminare per poter raccogliere da qui a un anno minimo.
Silvia
Aprile 26th, 2008 at 12:19
oRA CHE WANDA E’ TORNATA A ALIMENTARSI, SONO PIU’ SERENA. NON HO MAI SMESSO DI CREDERE IN LEI E NELLA BONTA’ DELLE SUE INIZIATIVE, MA SAPERLA SULLA STRADA DELLA GUARIGIONE MI AIUTA A GUARDARE AVANTI CON MAGGIORE OTTIMISMO
Aprile 26th, 2008 at 12:24
Il pensiero del digiuno di Wanda mi ha spaventata per una lunga quarantena. Sono lieta che a scegliere di smettere e a indirizzare le proprie lotte verso altre strade meno nocive, sia stata proprio lei. Certo il decadimento delle sue condizioni fisiche la hanno praticamente costretta a non andare oltre: e per fortuna. Perchè Wanda non ha paura proprio di nulla.
Ora, però, saranno altri forse ad avere paura della sua sete di giustizia.
Aprile 26th, 2008 at 12:28
Finalmente siamo liete di poter commentare una notizia su Wanda con meno gravità del solito. In questa storia anormale, sapere che una donna torna ad alimentarsi è quasi la anomalità finale. Forse qualcuno sperava che la testardaggine di Wanda la potesse spingere oltre il limite del non ritorno… per la sfortuna di queste persone, Wanda si riprenderà presto, prestissimo spero.
Aprile 26th, 2008 at 12:33
Si! Questa notizia è proprio una “liberazione”, da 25 Aprile!
Sono felice.Ora pensa a riprenderti fisicamente, cara Wanda.Poi viene il resto
Aprile 26th, 2008 at 12:46
Bentornata Wanda, buona convalescenza, promettici: digiuni mai più.
Beppe Grillo sul suo blog sfotte il presidente Napolitano, per me è un sacrilegio, mi stupisce ancor di più Dipietro.
Scherza coi fanti ma lascia stare i Santi.
Per noi le Istituzioni sono sacre. Beppe Grillo mi ha deluso.
Valentino Roiatti
Aprile 26th, 2008 at 13:04
Spero che le regole sancite dalla Costituzione valgano anche per i leader politici
Aprile 26th, 2008 at 13:35
Ci sono confini che in una democrazia non andrebbero mai valicati.
La referenzialità del nostro caro Presidente è una storia personale che impone quella riflessione necessaria, se non altro, a capire quanto sia fondamentale, in una repubblica parlamentare, la posizione della pi alta carica dello Stato.
Nessuno è portatore di verità in toto e gli estremismi servono a scuotere gli animi dormienti e confusi.
Credo che ci siano situazioni in cui le esternalizzazioni i un concetto passano a volte con l’aggressività che la nostra epoca produce.
Quel che conta è il contesto.
Lo stessovale per coloro che dietro ad infioccamenti e belle parole perseguono solo logiche utilitaristiche sulla pelle dei cittadini.
Il plebiscito popolare è vittima di una pessima informazione e di luoghi comuni che come tarli si stanno mangiando la demograzia sulle onde di slogans.
Tem che la fase di immobilismo stia per esaurirsi e come vuole la logica comportamentale da una parte si creeranno volontà prive di reazione e dall’atra circuiti reazionari.
Questo è un pericolo che ci stanno servendo sotto il naso e che la storia ell’America Latina ha già sottoposto alle comunità mondiali.
Napolitano ha ricordato ieri, a Genova, la resistenza civile, sottolineando la fondatezza delle istituzoni costituzionali per il patrimonio in essere dell’unità d’Italia.
In quest’ottica e fin quando il diritto lascierà parola ai risentimenti dovremo adoperarciper ricostruire quel che in vent’anniè stato distrutto o regalato dei risparmi e della cultura italiani.
Wanda è un esempio di assoluta maturità civile in cui l’impegno personale non è frutto di una compulsa emotività.
La sua causa è la causa di tutti poichè raccoglie le istanze di una percezione profonda ed umiliante che è quella della discriminazione e dell’ingiustizia fra le donne italiane.
PICCOLI PASSI PER LUNGHE DISTANZE.
Anna Rossi
CDD/IDV
Aprile 26th, 2008 at 13:47
Diamo atto a Wanda della sua coerenza. Diamole atto della forza e del coraggio che ha avuto nell’affrontare una prova così immensa e dura per un ideale. Chi lo farebbe, oggi?
Aprile 26th, 2008 at 14:16
Il caso ha voluto che nei giorni della liberazione del nostro paese, anche Wanda si è liberata del fardello del digiuno.
Ma quante altre lotte occorrono per liberarci della prigione della discriminazione femminile?
Aprile 26th, 2008 at 15:43
che vuol dire pasto frugale di sopravvivenza? Che si mangia?
Vincenzo
Aprile 26th, 2008 at 16:07
Diamo una mano seria a Wanda, adesso che lo sciopero è finito. Uniamo le nostre forze, energie, idee. Io ad esempio proporrei un effetto-catena, e.mail a ripetizione nelle sedi dei giornali, tv, radio, per chiedere come mai non passano notizie su questo caso così clamoroso che pure, all’estero, è ampiamente discusso, dalla Spagna al Canada, tanto per collegare i due mondi!
Aprile 26th, 2008 at 17:10
Cara Wanda, purtroppo il mio timore è che il tuo sciopero della fame sia il primo di una lunga serie. Se vorrai essere pura nel partito di Di Pietro, rischi di diventare anche …. un angelo (diverso da quello che già sei). Come saprai, infatti, il caro giudice si è schierato, oltre che dalla parte dell’incenerimento e quindi contro la salute ambientale, anche dalla parte del SI’-TAV, contraddicendo la sua stessa posizione iniziale. Ebbene, credo che nè tu nè alcun’altra donna possa essere favorevole alla realizzazione dell’alta velocità, soprattutto in Val di Susa, dove con un decimo della spesa prevista per la TAV si protebbe attivare un servizio identico sulla vecchia linea. In modo particolare, nessuno, nemmeno un uomo, può essere favorevole allo scempio di operai e ed eco-sistemi che il progetto, ad esclusivo appannaggio di politici e multinazionali, si prepara a sacrificare sull’altare del prestigio, del potere e dell’apparire; nemmeno un Caino potrebbe accettare che, penalizzando ancora di più la dura vita dei pendolari, si usino come traversine dei binari della speculazione i corpi di padri che, disperati per la mancanza di lavoro, accettano di soccombere all’asbestosi pur di nutrire la famiglia per qualche altro anno. Allora, non vorrei chiudere il sillogismo con la figura di Di Pietro, ma è proprio il caso di dire che la legge uguale per tutti non passa dalle sue sentenze. E poi la legge è fatta per l’uomo, non viceversa, cosicchè “summa justitia, summa injuria”, dicevano i romani: già applicando la stessa legge ad un ricco e ad un indigente l’injuria è summa, si pensi poi se, come oggi avviene, i termini di valutazione vengono rovesciati a favore dei potenti!
Sono comunque dalla tua parte, cara Wanda, poichè io stesso sono un candidato … alle ali!
Ora ti lascio, con l’esortazione di concedere a te stessa un’altra occasione di sciopero, magari per una causa a favore del “Bene Comune”, attraverso i comitati di lotta cittadina, anzichè spenderti per chi tiene la sinistra in tasca, serrata sul manico di un coltello maramaldico, mentre va predicando di giustizia e di pace.
Saverio
Aprile 26th, 2008 at 17:39
INGRAZIO RITA BERNARDINI, SEGRETARIA POLITICA DEL PARTITO RADICALE, CHE MI HA TELEFONATO POCO FA PER DIRMI PAROLE DI APPREZZAMENTO E DI SOSTEGNO IN QUESTA LOTTA CONTRO LA DISCRIMINAZIONE DELLE DONNE, DOPO AVERLO FATTO PUBBLICAMENTE CON UN LANCIO DI AGENZIA.
I RADICALI HANNO UNA DIRIGENZA IN CUI LE DONNE SONO NUMEROSE, E IN PARLAMENTO NE HANNO ELETTE PIU’ DELLA META’. ECCO COSA HA DICHIARATO RITA OGGI:
“Quello della presenza delle donne nelle istituzioni e nella politica e’ un gran problema, molto serio: nei partiti e’ ancora piu’ serio, qui c’e’ davvero qualcosa di patologico. La composizione del prossimo Parlamento, evidenzia come la presenza delle donne sia passata dal 17 ad appena il 20% e questo nonostante il forte apporto dato dal Pd. Da noi radicali: su 9 candidati eletti 5 sono donne e 4 uomini”. Le elette nell’Idv come nell’Udc e nella stessa Pdl sono davvero poche a dimostrazione di quanto serio sia il problema: e di quanto giusta, corretta e apprezzabile sia l’iniziativa della Montanelli”. (AGI)
Aprile 26th, 2008 at 17:56
Rispondo a Vincenzo
Il pasto frugale è un modo di nutrirsi senza eccesso e in maniera semplice: un pugno di riso, oppure un pane, un po’ di formaggio.
Lo spiego perché vorrei fosse chiaro che la lotta non è finita. Il disagio rimane per questa Italia democratica a metà.
Sarebbe già una bella conquista ottenere risultati di evidenza nell’informazione che restituiscano dignità ad una lotta politica di una donna che ha documentati motivi per attuarla.
Chiediamoci come mai all’estero hanno divulgato la notizia in modo così ampio: Dal Perù, all’Argentina, Al Messico, alla Spagna, ai paesi scandinavi.
Mi piace aggiugere qui il collegamento a un file che domanda:
DI CHE PAESE E’ W.M.?
http://www.comitatoperwandamontanelli.com/DI_CHE_PAESE2.htm
Chiudo precisando che ogni risultato nella comunicazione è una conquista difficile a cui tanti professionisti-amici che hanno abbracciato la mia causa si impegno giorno dopo giorno.
Si dice che chi la dura la vince..
Wanda Montanelli
Aprile 26th, 2008 at 20:48
Wanda cara, la gente non capisce, è confusa e rinsecchita…disperata dall’incalzare di una miseria che non tarderà a colpire in larga scala.
La soglia della media borghesia si è assottigliata…il divario che divide le fascie deboli dai nuovi ricchi è sempre più ampio.
Manca il contante. Manca il lavoro. Uno stordimento che sta rendendo la società sempre più aggressiva.
Sono attonita.
Qui non si tratta di mettere in moto l’economia di un paese.
Stiamo consumando energie dietro a coloro che lo stanno picconando.
Sono due processi diversi.
Ovunque si respira aria di non consapevolezza.
La maggior parte della gente comune mette al primo posto la sopravvivenza.
Nella miseria non c’è tempo per gli ideali.
Miseria nella miseria.
Arrivo da un incontro con studenti di discipline antitetiche: dal mondo delle humanities a quello delle sciences.
Sono meravigliosi e persi in questa guerra fra poveri.
Il prezzo del riso e del pane è quasi raddoppiato….nuove masse sono in tumulto.
C’è bisogno della chiamata alle armi delle donne.
Io non sono una femminista e trovo il termine decoroso se inserito nel contesto storico al quale appartiene.
Io sono una donna convinta di fare la differenza.
Noi facciamo i figli e non vogliamo vederceli uccidere in guerra come non li vogliamo arrestati perchè bruciati dalla droga o costretti a delinquere per fame.
Noi amiamo i nostri uomini e continuiamo a sognarli eroi, generosi, liberi e saggi.
Non potremmo mai amare la violenza che ci infliggono coloro ci temono e nono concepiscono il confronto, lo scambio, la crescita, l’appagamento.
C’è un vuoto che riempie questa voragine umana di disperazione al quale dobbiamo dare indicazioni serie.
Piccoli passi, elementari, un codice dialettico che indichi con esattezza una cosa, un pensiero, un fatto.
Non ho mai smesso di alimentare la mia anima guerriera anche se i tempi chiedono lavoro a cottimo.
A tutti gli uomini di buona volontà chiedo di valutare attentamente ogni azione quotidiana.
Dal nostro fare di oggi c’è l’allineamento ad un nuovo mondo.
Il lavoro troverà fine in un futuro che non vedremo solo se saremo in grado di seminare bene e lavorare meglio.
Wanda chiama all’appello tante Wande poichè, io la conosco, Lei non tiene nulla per sè se non l’audacia di gridare sul campo l’inizio della battaglia.
Con affetto cara
Anna
Aprile 27th, 2008 at 09:20
hola compani wanda , soy argentina ,vivo en buenos aires y vengo de abuelos italianos de Catanzaro,de la Sicilia mezcla con españoles ,pero me hierve la sangre contra el autoritarismo de izquierda ,porque el de derecha debe ser.
Estoy contigo.Soy periodista y trabajo hace 30 años en esto ,claro soy feminista desde los 22 años de edad,pero es muy dificil ejercer los derechos politicos y humanos .Ademas soy paciente de cancer mamario , con lo cual estoy mucho en internet y mandando correos a todas y todos colegasperiodistas y academicos de Universidades. Queria que cuentes conmigo ,aqui tu nota salio en el diario Critica .Te lo adjunto . Un abrazo fuerte.Resistiremos . Besos.Andrea Bevacqua (aqui es un nombre solamente de mujer) Clara es mi nombre de guerra.
Dolores Álvarez,
desde Milán
25.04.2008
Una mujer periodista desde Argentina Buenos Aires
Aprile 27th, 2008 at 15:40
dato che scrivono dall’Argentina, Wanda facciamo un movimento mondiale e diamoci delle regole universali.
Rita
Aprile 27th, 2008 at 19:36
Che piacere Wanda sapere che stai meglio! Chi meglio di me può capire le tue motivazioni, come te in IDV ho dovuto subire molto ed a lungo, con il risultato che sono uscita dal gruppo insieme a 50 persone a seguito delle angherie subite e dopo essere stata messa in disparte. Da notare che nel mio gruppo c’erano molte donne ed è ovvio che la cosa disturbasse. Solo alcune “protette” potevano essere prese in considerazione anche se noi avevamo validi motivi per proseguire, con scopi ben precisi nel pieno rispetto della carta dei valori. I nostri principi erano e sono sani e vorremmo risolvere con proposte concrete e costruttive i tanti problemi della collettività partendo dalle cose di altissima priorità. Ma le nostre idee non piacciono ai “capi maschi” perchè non provengono da loro le idee. Hanno creato un muro di gomma che non permette nessun tipo di infiltrazione, quindi non abbiamo speranze in IDV. Dovremmo veramente creare qualcosa di nostro ed unico nel suo genere, anche a livello internazionale e cominciare ad unirci e lavorare insieme. Io sono comunque a disposizione, sai dove trovarmi. Ciao.
Aprile 27th, 2008 at 19:59
Il ballottaggio di oggi porterà Alemanno o Rutelli a fare il sindaco. Roma città mondiale non è donna? Veda che cosa le auguro dottoressa che lei sia sindaca di Roma la prossima volta. Stia bene. Vincenzo
Aprile 27th, 2008 at 20:29
la critica di grillo alla stampa è fatta con cognizione di causa, io non approvo il suo metodo, però non trovo che dica cose sbagliate, tutt’altro. I giornalisti dovrebbero fare un esame di quanto sono poco liberi e cominciare a scrivere verità anche scomode. Invece di predersi le pesanti critiche è meglio fare autocritica.
Loredana
Aprile 28th, 2008 at 09:08
Inaccettabile lo sfottò di Beppe Grillo al Presidente della Repubblica, diseducativo, dissacrante, ignobile insomma.
Di Pietro dovrebbe dissociarsi come leader dell’Italia dei Valori . Il rispetto per il massimo rappresentante delle Istituzioni è un valore fondamentale.
Valentino Roiatti
Aprile 28th, 2008 at 09:27
HA DELL’INCREDIBILE!
Apprendo solo qualche giorno fa che la nostra Wanda Montanelli è stata ricoverata e che il nostro Presidente Napolitano l’ha invitata con molta comprensione a sospendere il digiuno.
Da qui, ho anche saputo da amici e parenti del Brasile che la loro RAI “GLOBO” si è interessata della protesta intrapresa da Wanda solidarizzando, e, poi, ho saputo anche che altrettanto hanno fatto molte altre testate giornalistiche di altri Paesi.
Tutti Paesi che hanno un gran rispetto per le Donne in politica e che, in particolare, per questo ruolo hanno fatto anche convegni itineranti a cui, l’anno scorso, feci invitare l’on Silvana Mura, unica parlamentare rosa dell’IdV eletta, ma che, purtroppo, non vi partecipò.
La questione di Wanda, purtroppo, ha dell’incredibile perché sui nostri siti di partito, sul blog di Di Pietro o su altri collegati, tranne Orizzonti Nuovi, nulla si è detto e si dice sulla situazione di Wanda e della scelta che ha fatto per essere ascoltata dal Presidente e dal Partito, di cui è anche Dirigente Nazionale, per sostenere nel 21° secolo il valore, prima umano e poi politico, dell’essere Donna all’interno, sia della Comunità dell’IdV che della Società.
Tutto questo ha un sapore strano!
O forse non se ne può parlare perché il nostro Presidente Di Pietro è stato citato in giudizio civile da Wanda per un risarcimento?
Credo che, come sempre, la via giudiziaria deve fare il suo corso e a noi del partito,credo, interessi solo conoscerne le motivazioni e, poi quando sarà, la sentenza dei giudici, come bagaglio di conoscenza e di crescita.
Ciò che accade, però, nei riguardi di Wanda deve aiutarci a capire la composizione della nostra Comunità di Partito IdV, cioè chi siamo, cosa stiamo diventando, cosa vogliamo fare e dove vogliamo andare.
Credo che molte sono le domande per rispondere a questi quattro quesiti esistenziali fondamentali e, forse, vorremmo tutti, se non lo abbiamo ancora fatto in qualche altra occasione, voglia di formularne qualcuna e avere, certamente, delle risposte da coloro che stanno per il Partito tracciando una strada su cui incamminarlo, ma che, forse mi sembra di capire, non convince tutti o non è condivisa da molti.
Giustamente, sono convinto che nessuno sia costretto a camminare su questa strada tracciata e che questa la si possa lasciare in qualsiasi momento: questo assioma, però, non può costituire un alibi ed il rafforzamento dell’impedimento a conoscere le risposte a quelle domande di cui vi ho detto, altrimenti si rischia di sentirsi solo dei viaggiatori occasionali che utilizzano un mezzo, da considerarsi altrettanto occasionale, per percorrere una strada, ricevendo un servizio che non si riesce a connotare, dietro il pagamento di un alto prezzo morale ed etico, di cui, però, ovviamente si chiede conto.
Questo mi sembra essere un concetto fondamentale del vivere nella nostra Comunità partitica, in cui ognuno di noi, uomo o donna che sia, ha il Diritto di far domande, ma ha anche il Diritto di ricevere risposte motivate, non secche; cosa questa che si trasforma in un Dovere, quando queste ci vengono rivolte.
Molte volte siamo portati a giustificare molti nostri compagni di viaggio che non rispondono, Presidente compreso, perché impegnatissimi su temi nevralgici e scottanti del nostro vivere politico e sociale, ma il tema di Wanda, credo, non potesse e non dovesse arrivare a simili manifestazioni di protesta in un partito che predica il Rispetto dei Diritti Umani e l’importanza delle pari opportunità oltre il rispetto del Ruolo della Donna all’interno della nostra Società, visto che è anche contenuto nel nostro Statuto.
Credo si avverta in queste poche righe un mio profondo imbarazzo e, forse indignazione, nell’aver appreso queste notizie su Wanda e anche che questa vicenda si sia verificata proprio all’interno dell’IdV. Molti conoscendomi, però, come ad esempio il nostro Presidente, possono ben comprendere il mio stato d’animo nei confronti dei conflitti e dei disagi che toccano il benessere del vivere insieme per lottare nell’affermazione di Valori Umani e Sociali che rappresentano la forza del nostro Partito, che non a caso, credo, si chiami ancora ITALIA DEI VALORI.
Spero, in fine, che Wanda riesca ad avere l’ascolto che merita da noi tutti per gli argomenti che ci pone all’attenzione e, soprattutto, si riprenda il suo benessere fisico per continuare a lottare con noi su temi sociali e culturali di grande rilievo visto che oggi l’IdV si trova, aimè, ha rivestire un ruolo delicato perché tra quei pochi partiti che potranno fare opposizione in Parlamento anche sulle questioni che investono i diritti delle Donne.
Roma, 27 aprile 2008
Dirigente Nazionale
Ing. Enrico Della Gatta
Aprile 28th, 2008 at 10:49
Roma, 27 aprile 2008
Dirigente Nazionale
Ing. Enrico Della Gatta
Lei si e’ fatto domande ed in parte ha risposto a molti di coloro che da questa storia escono attoniti.
Mi chiamo Anna Rossi e faccio parte della Consulta nazionale delle donne di IdV. L’attivismo femminile nel partito e’ vivo grazie a Wanda che sempre ha coordinato brillantemente incontri e lavori.
Le donne sono una sorta di bolla d’acqua che naviga da sola nel mare di IdV.
Naturalmente io parlo di questo nostro partito ma credo che a mettere il naso fuori la realta’ non sia diversa.
E’ una sorta di oscurantismo che oltre a non lasciare opportunita’ rema contro.
Quel che e’ accaduto durante lo sciopero della fame di Wanda Montanelli e’ fatto serissimo.
L’assoluta indifferenza nei confronti della protesta e il black out della stampa nazionale dovrebbe farci fermare a riflettere tutti.
Non ci sono piu’ portatori di valori quando si ha paura di affrontare delle situazioni che coinvolgono una sfera di elettorato determinante le donne.
Ai personalismi della politica e’ sfuggito che un pezzo di cuore si e’ staccato…quel cuore che ha sempre sopportato le nefandezze di chi prende il partito per un taxi, di chi ci guadagna un posto al sole.
Alla direzione politica di IdV e’ sfuggito che qualcuno li guarda e da oggi li guarda doppiamente per aver sottovalutato le persone che portavano acqua al mulino ma che ci hanno rimesso anche la farina loro dovuta.
Con le donne bisognerebbe essere dei galantuomi e non degli arraffoni che si fanno affiancare da galoppine dimentiche della loro gonnella mentale.
Questo sentire che tento di comunicare resta comunque il tacco dell’essere.
Da oggi il ruolo delicato che IdV deve ricoprire dovra’ andare in Parlamento senza macchia…e poiche’ e’ un partito di uomini…dubito che ne abbiano le p..e.
Staremo a vedere
Cordiali saluti
Aprile 28th, 2008 at 11:14
Ing. Della Gatta,
apprezzo la sua sorpresa per tale comportamento, ma non ha pensato che il fatto che Wanda abbia promosso un’azione legale non è il motivo principale, anzi, Wanda aveva già fatto altre proteste tempo addietro e come me e tante altre non siamo mai state ascoltate, anzi, per loro noi eravamo e siamo pericolose in quanto validamente motivate, con principi solidi e proposte serie e concrete. Purtroppo non apparteniamo alla stretta cerchia delle “protette”, quindi non abbiamo angeli difensori e possiamo costituire un ostacolo perchè siamo intelligenti, serie e determinate per questo ci invidiano ed agiscono di conseguenza. Questo è IDV e tutti gli altri partiti. Hanno creato un sistema (muro di gomma) invalicabile per chi non è disposto a tutto come loro. Per questo la nostra politica si è allontanata dai cittadini ed è per questo che i cittadini sono schifati. Grillo ha ragione, il suo è un modo provocatorio, ma se non ci fosse lui pensate che a noi darebbero ascolto? Solo una persona come lui poteva ergersi a portavoce della moltitudine che non ne può più di questo sistema falso, ipocrita e dannoso in tutti i sensi. Speriamo che il resto degli “imbrigliati” aprano gli occhi, anche se tardi, sarebbe ora. Saluti. Rosanna.
Aprile 28th, 2008 at 12:31
brava “gli imbrigliati” termine più che corretto per spiegare il modo di accettare lo stato delle cose senza reagire. E’ che si attende sempre “restando nell’imbriglio” che qualcosa si muova a migliorare le cose. Ci si prospetta possibilità, sussulti di coscienza, spiragli di chi invece non ha occhi per considerare gli altri, ma ragiona in maniera egoistica considerando il partito come qualcosa di privato.
Se il partito che è considerato uno dei migliori si regola così che possiamo sperare degli altri?
Grillo esagera attaccando le istituzioni, ed in questo ha ragione Roiatti, ma se la febbre da nausea della maggior parte di noi ha un’espressione nelle esclamazioni di grillo la colpa non è del comico ma del virus dovuto a sfacciataggine e prepotenza che questa febbre ce l’ha fatta venire.
Serve l’antibiotico. La lotta di Wanda dà inizio alla produzione di un forte antidoto. Quindi sbrigliamoci e manifestiamo il nostro disappunto, indignamoci, scriviamolo qui, ai giornali. Non durerà ancora molto la finzione che tutto va bene, perchè non va bene per niente e non se ne può più.
Silvia
Aprile 28th, 2008 at 12:38
Voglio testimoniarle la mia più alta solidarità per il coraggio da lei dimostrato. Sono profondamente delusa dal comportamento di Antonio Di Pietro,che ha dimostrato vigliaccheria intellettuale e morale proprio su un tema ,quello della presenza femminile in politica, che avrebbe potuto contribuire ad allargare e consolidare il consenso attorno ai temi della giustizia e della democrazi non formale (cioè economica e sociale) che sembrava essere un punto di forza del idv. Apprezzo l’azione di denuncia da lei portata avanti presso la procura della repubblica ,per la quale le auguro il massimo successo. Spero di poter essere utile alla sua causa, che è poi quella di tutte le donne libere e consapevoli. Grazie per la grande lezione di coraggio e umanità che con il suo gesto a voluto trasmettere al mondo: gesto che ha reso ancora più visibile e grottesca la illibetrà dell’informazione di un paese senza giustizia quale è realmente l’italia odierna. Un’abbraccio,
Massili Maria Cristina
Aprile 28th, 2008 at 13:31
mi incuriosiscono le testimonianze di persone che dall’esperienza del partito muovono in direzioni diverse. L’igegner Della Gatta è convinto di poter portare i responsabili del partito a predere coscienza del grave problema sollevato da Wanda per risolverlo insieme, mentre Rosanna (si firma ex Idv) è disamorata, delusa, parla di cittadini schifati della politica in linea generale. Forse Rosanna ne ha dovute sopportare troppe per avere ancora un briciolo di speranza in un partito e in un presidente che si regola come un padre padrone.
Chi dei due avrà ragione solo il tempo lo stabilirà.
A noi interessa che la lotta di wanda che sosteniamo abbia ragione fino in fondo.
Loredana
Aprile 28th, 2008 at 15:59
seguo lo spoglio elettorale. se anche Roma sarà lasciata alla destra ho idea che le domande di grillo non basteranno ma i partiti di centrosinistra dovranno farsi domande su come sono riusciti a scontetare tutti.
Luigi.
Aprile 28th, 2008 at 18:47
Carissimi e carissime,
credo che le promesse riciclate negli anni e mai mantenute dai finti padri di questa terra ,oramai, non interessino piu’ nessuno…
Il sistema e’ al collasso per corruzione….
e sta trascinando con se’risparmi e sogni.
Solo un fiume di gente perbene, determinata e solida nei valori puo’ incrinare questa discesa all’inferno della societa’ civile.
Si puo’ imbrogliare per un po’ ma non per sempre.
Ci fu un tempo in cui gli schiavi venivano messi all’asta….anche oggi ci sono gli schiavi…per ogni schiavitu’ c’e’ sempre uno SPARTACO pronto a nascere.
Accade quando l’uomo e’ chiamato alla vita, alla sua vita.
Cosi’ sara’ per le donne, sara’ per gli umiliati, gli sfruttati, i raggirati, i morti ammazzati, i poveri “cristi”.
Il buon senso mi infonde questa certezza. La matematica energetica me la conferma.
Nulla viene tolto che non debba essere restituito.
Sono secoli che soffriamo, sembriamo dei saltimbanchi alle prese con le operazioni impossibili…garantiamo ilfuturo a questo pianeta pagando un prezzo altissimo, esageratamente alto.
Per quanto tempo ancora?
Ci sono uomni stupendi che soffrono con noi di questa violenza sottile e continua, uomini che si allineano ad una nuova visione del mondo…ma non e’ facile.
Abbiamo donne che militano al servizio di questi falsi padri per paura, mancanza di consapevolezza, di decoro di orgoglio…remano contro.
Aspettare stanca, sfinisce.
Il tempo del nostro tempo non trova logica…ma so che a piccoli passi la giustizia rientra prepotentemente dalla porta di casa.
Nulla va lasciato al caso.
Credo che l’assenza di pubblicita’ mediatica giochi addirittura a favore della lotta.
Le idee non si sradicano con uno spot o un porta a porta….le idee hanno radici profonde nel cuore.
Non m’importa se nessuno si fara’ un esame di coscienza.
Non m’importa se continueranno a predicar bene e razzolare male.
Le risposte ai tanti perche’ dobbiamo andarcele a cercare con le nostre gambe.
Wanda ha cominciato un lavoro epocale.
Approfittiamone…non sempre nella storia di un paese passa un treno cosi’.
Aprile 29th, 2008 at 07:50
che batosta per la sinistra dottoressa Wanda. Io sono contento e a Roma ci sarà ordine e pulizia morale, la cosa che la gente vuole, sentirsi sicuro a casa propria, e le donne devono essere rispettate, di questo lei potrà essere certa.
Vincenzo
Aprile 29th, 2008 at 10:27
Dopo la sconfitta di Rutelli, credo che tutto il centrosinistra debba interrogarsi sul perchè di una debacle così clamorosa. Nel loro piccolo, idv ha incrementato consensi, complessivamente, ma ha comunque perso. Sotto tutti i punti di vista. In credibilità, soprattutto: sostenere la confluenza nel Pd (in campagna elettorale) per poi scendere dal carrozzone e prendere le distanze a livello di gruppi parlamentari non appena la prima alba del neo-berlusconismo si è affacciata, è il primo vero errore dela nuova fase politica. Ma il più grande è quello di ignorare le istanze del paese, e ancorarsi alle poltrone. Italia dei Valori non rispecchia l’italia dei valori che viviamo oggi: un paese che chiede giustizia ma non giustizialismo, equità e non discriminazioni, libertà di espressione ma non abuso della privacy. E, soprattutto, l’idea che tutti (uomini e donne) possano anche solo in teoria avere le stesse possibilità nei vari campi dell’economia, della politica, delle istituzioni e della società in generale.
Di Pietro ha creato un partito a sua immagine e somiglianza, cavalcando l’onda lunga di mani pulite. Quell’epoca è finita, e Di Pietro non rappresenta i numerosi cittadini che, come me, credevano in lui e che però hanno preferito votare altrove, perfino tradendo antiche coerenze, pur di alimentare ancora una fiammella di speranza.
Da donna, infine, mi sento tumefatta nella mia identità se solo penso che, per anni, ho seguito con coraggio ogni passo di Antonio Di Pietro per poi trovarmi a scoprire con amara depressione che l’esponente principale del filone femminile del partito è stata schiacciata per un decennio dalle logiche maschiliste, machiste e accentratrici di quelli che mantengono le redini.
Ci tengo a offrire a Wanda il mioo supporto, la mia solidarietà e la mia parola: semmai lei decidesse di affrontare un viaggio politico da sola, in indipendenza, io le farei compagnia lungo la strada.
Aprile 29th, 2008 at 11:27
Dal mio punto di vista, per la lotta delle donne questa batosta della sinistra non è per forza un cattivo segno. E’ vero che storicamente, la forze moderatrici di sinistra sono state più vicine al grido di solitudine del mondo femminile, però il deserto che c’è adesso, in Italia, è anche merito di questo centrosinistra arruffone, litigioso e confuso. Non c’è chiarezza e c’è crisi su tutti i settori. Se avessimo avuto una sinistra contemporanea a illuminata, come ad esempio qella spagnola e se questo tipo di sinistra avesse perso, allora si che avremmo dovuto leccarci le ferite. Allo stato attuale invece per me pare che destra o sinistra sono uguali: nessuno dei due grossi carrozzoni si interessa veramente al problema della desertificazione delle donne in politica, o della discriminazione femminile in generale.
Quindi credo che non sia il caso di fasciarci la testa, ma rimboccarci le maniche e agire direttamente, invece si.
Aprile 29th, 2008 at 13:34
Ing Della Gatta, scusi in che partito milita? Non si capisce bene.
Valentino Roiatti
Ex-IDV Friuli
Aprile 29th, 2008 at 17:31
siamo in molte a pensarla come Paola, le decisioni vanno maturate con ponderazione però seguire Wanda è per me un modo per conquistare i diritti che fino ad ora ci sono negati. E’ un esempio da seguire senza indugi.
Silvia
Aprile 29th, 2008 at 19:21
vedo gli inserimenti in Parlamento e non sono nello spirito giusto per considerare legittimamente accomodati sugli scranni i parlamentari nominati da questo o l’altro leader di partito. E’ spiacevole ammetterlo ma è un Parlamento anticostituzionale. Hanno più diritto i vincitori di concorsi che sono nell’impiego conquistato con una regolare gara pubblica che questi sconosciuti spuntati da chissà dove e chissà perchè.
Rita
Aprile 29th, 2008 at 20:29
calma piatta dopo le elezioni e speranza che qualcosa cambi purchè sia anche se di destra. Io da donna impegnata e disillusa sono sempre convinta che una diversa impostazione sociale l’avremo solo se andremo a prenderci quello che ci spetta.
Laura
Aprile 30th, 2008 at 10:18
le nostre speranze vanno a cozzare con il cattivo lavoro degli incapaci che hanno voluto perdere scegliendo ogni opzione a rischio con noncuranza e faciloneria.
Ce lo ricorderemo per dare fiducia a chi i calcoli elettorali li sa fare bene, poiché la politica è fatta anche di schemi e di matematica, oltre che di programmi.
Sempre di più sono convinta che dobbiamo sbarazzarci di tanti imbelli per far avanzare chi ha idee e sale in zucca.
Barbara
Maggio 1st, 2008 at 08:34
la meditazione sulla batosta durerà il tempo necessario per capire che il prossimo giro deve comprendere un numero decente di donne presenti nella vita pubblica. non c’é che dire è nelle cose e nella storia.
Mariella
Maggio 1st, 2008 at 16:21
Dopo il ricovero in ospedale di Wanda che mi aveva causato non poca preoccupazione e mi aveva “gettata” nello sconforto, ma soprattutto dopo la notizia che si era ripresa, mi sono catapultata nell’oblio degli avvenimenti sia pubblici che privati che sto vivendo in questi giorni.
Solo oggi mi rendo conto che il mondo continua ad andare avanti: avevo chiuso gli occhi per non vedere quanto stava capitando e mi sarebbe piaciuto riaprirli pensando che tutte le “nefandezze” fossero state solo un brutto sogno. Ahimè, mi sveglio e nulla è cambiato: giochi di potere, inciuci e tutto continua come prima e peggio di prima.
Insomma avevo aperto solo un po’ il coperchio della pentola a pressione ed essendomi ustionata, nemmeno io volevo credere a quanto stava capitando, volevo perdermi in un oblio fittizio che corrispondeva solo ad una pura illusione.
Percepisco il malumore della gente, tutti scontenti di tutto, rassegnati ad un destino che sarà molto difficile cambiare. Solo per poter richiedere uno stage da parte di una scuola, bisogna passare dai “potenti” per poter essere ascoltati ed ottenere qualcosa: ma io non ci sto! Lavorerò perché questo non succeda. Tuttavia mi rendo conto che sarà molto difficile cambiare il malcostume che si è instaurato. Solo per aver fatto valere i diritti di una paziente in ospedale mi sono sentita chiedere: “Ma lei chi conosce?” Ho risposto: “Il dolore, se ritiene glielo presento!”
Si parla di meritocrazia, ma ahimè non riesco a vederla applicata nella maggior parte dei casi. Basta per esempio controllare i nomi di chi siederà in quelle “posizioni tanto ambite”, ma non per ridare a questo nostro paese il rispetto che merita.
Mi piacerà anche leggere i nomi che saranno a capo delle nuove dirigenze.
Personalmente non credo più a nessuno, ma solo a quelle che sono le vere e giuste cause. È molto facile strumentalizzare le masse, di questo me ne sono accorta (basta raccontare i fatti che sono sotto gli occhi di tutti), è molto facile navigare seguendo il vento (le vele si gonfiano), molto facile accelerare i tempi per “meriti” di parentele e conoscenze.
Barbara dice: “…Ce lo ricorderemo per dare fiducia a chi i calcoli elettorali li sa fare bene, poiché la politica è fatta anche di schemi e di matematica, oltre che di programmi”.
Ritengo che la politica sia fatta poco o per nulla dai programmi che rimangono solo sulla carta, per fare bella mostra e catturare elettorato.
Di fatto poi vengono affrontati solo i temi di emergenza che fungono da paravento per avere la scusa pronta di non poter pensare nemmeno a medio termine. Cade un bimbo in un tombino – si fa male con danno irreversibile: gridiamo allo scandalo, viene fatta (forse) una legge sulla chiusura dei tombini, che sarà raggirata facilmente da qualcuno che conosce qualcun altro e nessuno penserà più a quel poveretto che ci era cascato dentro a cui non verranno erogate nemmeno tutte le attenzioni del caso. Ai tombini bisognava pensarci prima, ma c’erano altre cose che meritavano priorità: i rifiuti per esempio. Eppure da che mi ricordo questa è stata sempre un’emergenza, anche se mai risolta. Forse a qualcuno fa comodo tenere questo paravento?
Insomma credo sia facile inseguire gli “ideali” di chi urla gli scandali del momento, qualcuno però ci aveva pensato prima, ma non era stato ascoltato: il suo nome era persino finito nell’oblio.
Vorrei che questa protesta di Wanda (che è la protesta di quanti credono di poter realizzare un futuro migliore) incominciasse davvero a far aprire gli occhi di coloro che sono caduti nell’oblio e/o di coloro che avevano perso le speranze. Da qui si rincomincia per costruire la normalità che non deve essere fatta solo di emergenze, ma che pensi in una giusta ottica di sviluppo e di crescita culturale che siano riferiti a tutti i settori. La mia fiducia è riposta in Wanda che è stata una voce fuori dal coro e che ha dimostrato davvero e con i fatti di essere vicina alla gente e per la gente. Il suo modo di spendersi è encomiabile e da sempre mi sono chiesta dove possa trovare la forza di lottare ancora e come faccia ad essere così vicina a quanti si rivolgono a lei.
Grazie Wanda!
Maggio 1st, 2008 at 20:18
Francesca e le altre che conoscono Wanda direttamente sono vicinissime a lei perchè hanno capito che è di una grande sensibilità umana e a parte le valutazioni e la stima della sua intelligenza politica, è una persona di cui ci si fida ed a cui ci si affida senza indugio.
Silvia
Maggio 2nd, 2008 at 10:14
l’assemblea di Chianciano che inizia oggi ha lo scopo di capire che cosa è successo alla sinistra liberale e anche a quella radicale, se ho capito. Ma queste riunioni non era meglio che le facevate prima?
Ormai ha vinto la destra e lasciamo stare.
Vincenzo
Maggio 2nd, 2008 at 12:35
Vincenzo “ha perso la sinistra” perchè un regalo così neanche babbo natale lo avrebbe fatto. E’ fuori discussione che la responsabilità ce l’ha Veltroni che ragiona senza saper contare quando sono i numeri che poi danno la vittoria. Come mai l’uomo della strada sa prevedere una sicura sconfitta e un esperto uomo politico invece no?
Ci sono domande apparentemente semplici a cui rispondere, senza fare dietrologia, ma con una motivazione accettabile che faccia capire perché qualcuno ha voluto far succedere tutto questo.
Mario
Maggio 2nd, 2008 at 12:58
Leggo di solidarietà, di gratitudine per Wanda, ma più ci penso e più mi chiedo come mai siamo tutti molto bravi a chiacchiere, e meno a fatti.
Vorrei che la sig.ra Wanda mi chiedesse di agire, e che lo facesse con tutti quelli che gli sono vicini. PERCHè LA SITUAZIONE IN ITALIA sta sfuggendoci di mano e tocca agire!
Maggio 2nd, 2008 at 13:58
E’ senza dubbio ragionevole che l’istanza di Wanda, la causa contro Di Pietro e I mesi che seguiranno necessitino di un grande seguito. Di persone. Di solidarietà. Di eventi organizzativi. Per aver voce in capitolo è necessario prima di tutto contarsi. Dopo di che ci si conosce affinchè ci sia chiarezza di intenti e di conseguenti azioni. L’andare a Chianciano non è inutile. In realtà Wanda in quanto donna rappresenta uno dei motivi principali di questa disfatta elettorale
Maggio 2nd, 2008 at 14:29
C’è da chiedersi come mai, tranne rari esempi di oasi giornalistica nel deserto dell’indifferenza, in Italia ancora dopo la fine delle elezioni non si da spazio alle battaglie che Wanda Montanelli sta portando avanti.
Maggio 2nd, 2008 at 14:33
Cara Anna,
Mi spiaca ma come dici tu, viviamo nel deserto, e non sto certo parlando della pur grave crisi dell’acqua di cui si parla in questi giorni. Purtroppo le idee e le iniziative della Montanelli non trovano spazio sufficiente negli organi di informazione non perchè non meritevoli di attenzione, anzi, proprio perchè gli argomenti che toccano scottano abbastanza, forse troppo.
Come vedi, all’estero la situazione è molto meno controllata.
Sono comunque del parere che per quanto lavoro di omertà ci possa essere, alla fine il filone “legale”, quello che porterà alla causa civile che inizierà a Giugno tra Montanelli e Di Pietro, non potrà essere ignorato.
Maggio 2nd, 2008 at 14:45
Aura ha ragione, e come lei tutte quelle che chiedono azione, seguito, e vicinanze concrete alle iniziative di Wanda.
Se ci dimentichiamo facilmente che lei ha rischiato la vita con un digiuno per la causa della emancipazione femminile e non per prendersi un posto nella politica a prescindere, allora non abbiamo capito proprio niente.
Volevo fare sapere alle donne vicine alla Montanelli che qualsiasi iniziativa mi vedrà pronta a rimboccarmi le maniche.
Maggio 3rd, 2008 at 22:20
Scusate un fuori tema ma ci tengo:
Un interessante articolo di Panorama svela i retroscena dell’enorme Business che sta dietro al successo del comico Beppe Grillo. La gente che va in piazza ad osannarlo forse non sa che il comico ha dichiarato 4.000.000 di euro di reddito nel 2006. Dico e ripeto 4.000.000 di euro in un anno! Paga regolarmente le tasse, questo sì ma il suo guadagno di un anno corrisponde a 100 anni di lavoro di un professore di matematica. E a 200 anni di lavoro di una commessa. Guadagni legittimi, regolari, però Grillo si scaglia contro gli sprechi della politica, i tanto vituperati parlamentari al suo confronto sono dei poveri diavoli e i giornalisti dei morti di fame. Il comico, è sostenuto incredibilmente da centinaia di migliaia di precari, disoccupati, lavoratori che percepiscono 5 euro l’ora e che hanno visto in lui il paladino della riscossa sociale. Che abbiano sbagliato indirizzo?
Maggio 4th, 2008 at 08:57
Non vorrei che la fine dello sciopero della fame affievolisse l’importanza della lotta di Wanda nei riguardi di tutte le donne! Non è che una deve rischiare sempre e solo la vita per ottenere un minimo riscontro…
Maggio 4th, 2008 at 09:01
Sento dire spesso, in giro, che il problema della discriminazione femminile in politica è illusorio, che siamo noi donne a crearcelo perchè vogliamo “rubare spazio” agli uomini, o che noi non possiamo tenere il ritmo di due lavori, dentro e fuori casa. Non è affatto così: prima di tutto, parlano i dati di fatto. Le donne sono perfettamente in grado di avere una vita professionale in perfetta armonia con quella sentimentale e familiare. Seconda cosa, in politica siamo tutte vergini: eccetto qualcuna -cooptata, o davvero fortunata, nella maggior parte dei casi, per non voler scendere a parlare di eufemismi - tutte le altre donne capaci, abili e arruolabili (come Wanda, ad esempio, che non a caso lotta per noi tutte) vengono scavalcate, schiacciate e setacciate di “personalismo”.
Maggio 4th, 2008 at 09:03
In risposta a Elena e agli altri: nessuno ha intenzione di ignorare le lotte di Wanda, nè ne stiamo dando riscontro minore ora che lo sciopero della fame è finito ed è in atto la protesta “francescana”.
Il problema vero è che tranne alcuni organi di informazione illuminati, tutti gli altri invece ignorano il caso esattamente come prima.
E’ piuttosto deprimente combattere contro i fantasmi, perchè non li vedi, agiscono nel buio, favoriti dalla traparenza.
Maggio 4th, 2008 at 09:07
Notizie su Chianciano?
Maggio 4th, 2008 at 09:14
MA COSA VI ASPETTATE DA QUESTO CAMBIO POLITICO? GUARDATE CHE E’ SALITA LA DESTRA, DEI VARI LEGHISTI, DI AN, E DEI BERLUSCONIANI CHE TRATTANO LE DONNE O COME MASSAIE A CUI VENDERE ASPIRAPOLVERI E PANNOLINI PER L’INFANZIA, O DONNE DA OSTENTARE AGLI STAND O AI MEETING A FORZA DI GIARRETTIERE E ACCONCIATURE FULVE E FIAMMANTI.
MA SCHERZIAMO?
QUI SI RISCHIA CHE DOPO LO ZERO DELLA RAPPRESENTANZA POLITICA FEMMINILE, SI FINISCA SOTTO LO ZERO! E’ INUTILE CHE METTANO DONNE A CAPO DEI MINISTERI, SE POI LA PRESENZA FEMMINILE NON E’ ESTESA A MACCHIA D’OLIO.
NOI VOGLIAMO DONNE CHE CI RAPPRESENTINO E DECIDANO, NON FIGURINE IN ABITO FIRMATO CHE SGAMBETTANO E DANNO ALLA SOCIETA’ L’ILLUSIONE DI UN VENTO NUOVO. PERCHè UN VENTO NUOVO NON C’E', GUARDATE CHE QUI TORNANO QUELLI DEL ‘94, NON E’ CHE SIAMO MOLTO LONTANI DALLA REALTA’ POLITICA CHE CI HA GOVERNATO PER 50 ANNI FINO A TANGENTOPOLI.
SE POI IL PROTAGONISTA STESSO DI TANGENTOPOLI E’ A CAPO DI UN PARTITO POLITICO DOVE SI CONSUMA IL CASO DI WANDA MONTANELLI…
SIAMO PROPRIO MESSI MALE.
Maggio 4th, 2008 at 10:05
AVEVAMO PERSO
C’E’ POCO da commentare anche roma in mano al centro destra a silvio berlusconi ad alleanza nazionale…ma avevamo perso e perso da tempo …troppo tempo
QUANDO per la palestina non si vede una manifestazione ne un leader cosi’ detto… che scende in piazza a contestare un siluro israeliano che uccide una mamma e tre figli mentre facevano colazione…e si organizzano fiere di libri tutte in vantaggio del massacro…e colazione palestinese continua a significa niente… quando in afghanistan dove si smercia la droga mondiale ci si lascia nuovamente un nostro plotone per un finta sicurezza…
ABBIAMO PERSO !
Abbiamo perso perche’ in tutte le periferie romane vedi soltanto GAZEBO di destra …e se e’ vero come dice bertinotti che si puo’ stare da comunista nello stesso tavolo e accanto alla moglie di almirante e’ vero anche che si deve stare in quei quartieri…
PERSO perche’ si imita la comunicazione spicciola…perche’ non si ha il coraggio di dire che chi e’ di sinistra non puo’ risolvere il problema dell’immigrazione con la galera ma semmai con una ridistribuzione mondiale dell’economia…se i popoli stanno bene nel proprio paese difficilmente prendono le valige per andarsene…ma nessuna voce abbiamo sentito da tanti anni levarsi contro chi sfrutta i paesi altrui.
PERSO perche’ un partito non puo’ nascere da una richiesta di un grande imprenditore e il politico non deve accettare ma mediare nei limiti del possibile altrimenti si dimetta.
ABBIAMO PERSO – perche’ se proprio non vogliamo immigrati riprendiamoci i nostri che hanno esportato mafia in america – riprendiamoci i nostri che hanno esportato fame e guerre in africa… la fame…quella che avevamo in una italia che mai e’ riuscita a risolvere le proprie nefandezze culturali.
ABBIAMO PERSO … perche’ la comunicazione quella del DRIVE IN ora e’ il punto di riferimento chiaro dentro la testa di tutti – perche’ si corre al consumo – perche’ tutti vogliono tutto per dimenticarlo un attimo dopo averlo avuto…
ABBIAMO PERSO DA TEMPO – perche’ la sinistra non si e’ mai schierata in favore dei deboli – perche’ ha fatto casta – perche’ si e’ ritagliata la sua parte di borghesia pensando che bastasse quella per poter riuscire a navigare nella barchetta del potere sballottato come le borse mondiali.
ABBIAMO perso perche’ non vedo manifestazioni per la pace – perche’ abbiamo lasciato morire gli operai a vantaggio degli industriali come costituzione europea vuole e quindi banche e quindi economia chiedono.
Perche’ si e’ stati incapaci di capire cosa privatizzare e cosa no…perche’ avete creduto che svendere avrebbe creato corsa al ribasso e invece dopo aver comprato hanno fatto cartello e i prezzi sono saliti. Non e’ vero che se cedi due licenze coloro che l’acquistono poi faranno gara a chi vende meno cari i suoi prodotti… piu’ facile che si facciano una telefonata per vendere allo stesso esagerato prezzo.
ABBIAMO PERSO perche’ non avete mai voluto una economia trasparente perche’ siamo stati piu’ macchinosi della russia burocratica – perche’ non si e’ detto e fatto nulla sull’energia alternativa lasciandoci pensare che il problema sia napoli e non coloro che l’hanno inquinata.
ABBIAMO perso perche’ i giornali parlano solo di assassini…quando ce ne sono tanti che ti uccidono giorno per giorno ma non vengono citati …perche’ non si dice che la criminalita’ e’ diminuita ma si parla di indulto di novi ligure delle perugine questioni drammatiche… e tutti pensano che il mondo sia cosi’ che dietro ogni angolo ci sia l’omino nudo coperto da trench che cerca di violentarti…
ABBIAMO PERSO perche’ la sinistra e’ incapace di fare una sana comunicazione ed e’ scesa sullo stesso piano della destra per prendere voti che ha da tempo dimenticato perdendosi anche quelli che aveva… e’ questo non altro il risultato delle varie trasformazioni attuate.
Perche’ si dice che contro la violenza alle donne ci serve un braccialetto e magari per lo stesso si sono fatti accordi con industrie… un braccialetto…ma nessuna parola contro un sistema sottoculturale…per una educazione sessuale…contro la violenza che toglie i diritti alle donne…si rimane li…incastrati e violentemente incapaci di raccontare la fonte… che non e’ il rumeno …e’ la non cultura e’ la fame e’ la disperazione e qualche volta anche la testa.
Dov’era la sinistra quando tutto questa reale strage imperava nel nostro paese ? quando FREGA TE PER PRIMO … diventava una parola d’ordine … dov’e’ la sinistra quando i portatori di handicap continuano a restare in casa e le prostitute malmenate e sfruttate…. i prezzi al mercato che aumentano …il razzismo dilagante…cosa vuoi parlare poi della violenza.
Certo dira’ … eravamo a sistemare i conti disastrosi a ritoccare l’economia…come ? svendendo case ? facendo un cartolarizzazione maledetta ? facendo un piano regolatore per roma che prevede un millesimo di edilizia popolare e in cambio lascia costruire supermercati ristoranti e industrie ai super potenti ?
AVEVAMO PERSO perche’ la sinistra quel poco che rimaneva doveva essere sinistra e invece ha bollato gli operai estremisti e si e’ messa a cincischiare sul welfare lasciando la legge trenta non ridistribuendo salari… tutta per le banche e la privatizzazione…tanto vale si sara’ detto colui che si alza alle sei del mattino per accendere il fumo in fabbrica…votare a destra cosi’ forse capiranno … capiranno che correre al centro non serve a nessuno che ha fatto piu’ disastri il buon valter che mille anni di repressione… che servono idee vere e una identita’ vera. Che quando la destra applaude una tua idea vuol dire che quella idea e’ sbagliata…tanto e’ vero che berlusconi si e’ alleato e i diessini si sono sfasciati.
AVEVAMO PERSO … da quando avete lasciato le bandiere rosse in casa e il primo maggio – per voi e’ uguale ad altre feste…da quando sfruttare e’ un diritto di tutti… da quando l’ideologia e’ diventata una cosa penosa e non si puo’ cambiare squadra di calcio… ma partito si…ne siete stati l’esempio dalle lacrime di occhetto a quelle di fassino.
DA QUANDO non abbiamo espresso la nostra cultura e dato alla stessa ampio respiro con la quale si potevano creare migliaia di posti di lavoro a svantaggio di appalti e rientri di spese inutili per far esistere il precariato.
AVEVAMO PERSO…da quando non si riesce piu’ a contattare…noi voi voi noi… tutti nei salotti a mangiare pasticcini tutti sotto le coperte a prendere stipendioni… avevamo perso perche’ non rappresentate che il nulla e le persone non lo sono … siamo altra cosa…siamo ciccia idee … abbiamo bollette arretrate da pagare…siamo sfruttati e sembriamo esistere solo per questo…e fare anche un pranzo per invitarvi a mangiare sotto elezioni… ci sembra veramente troppo cosi’…semmai doveva essere il contrario…tutti a mangiare una pizza paga d’alema… come e’ troppo sentir parlare tremonti dei no global con la truffa di allearsi agli usa per una guerra mondiale senza sentirvi dire una frase in merito.
AVEVAMO PERSO non ve ne siete resi conto ? ditemi te lui voi…a cosa serve ora contare i voti capire chi e’ andato e dove…era ovvio
AVEVAMO PERSO ANCHE SE VINCEVAMO.
Luana de rossi
Niente altro da aggiungere - ma se vuoi dire la tua scrivimi a - giornale@namir.it - pubblichero’ tutte le risposte in namir… come sempre.
Maggio 4th, 2008 at 10:50
Io credo - con tutto il rispetto per i vari commenti - ma non credo che preoccupandoci di quanto la sinistra abbia perso e della vittoria della destra risolveremo il problema della scarsa (per non dire inesistente) rappresentanza politica delle donne.
Destra centro o sinistra è uguale: al punto in cui siamo meglio un pò pù di donne di “colore” politico diverso, che zero donne in un governo a noi amico!
Maggio 4th, 2008 at 13:48
Concordo pienamente con Luana De Rossi. Destra? sinistra? e che c’entra con le donne? C’entra e come, non può esserci un femminismo (nel senso buono del termine) di destra, non può esserci un ambientalismo di destra, non può esserci un socialismo di destra.
A destra c’è lo sfruttamento, la disuguaglianza,il business, il profitto,i padroni, la guerra, etc.etc. e questo per motivazioni profonde storiche ed ideologiche.
Altro che…
Valentino Roiatti
Maggio 4th, 2008 at 18:50
Caro Valentino se è vero ciò che dici della destra, ne segue che l’inverso dovrebbe dirsi della sinistra, giusto? Se la sinistra è la sponda opposta alla destra allora però perchè nel partito IdV che pure si schiera accanto al Pd si è aperta questa crepa di discriminazione, maschilismo e sfruttamento con la Montanelli?
Maggio 4th, 2008 at 18:54
E’ confortante che Wanda sia tornata ad alimentarsi, ma questo silenzio dei mezzi di comunicazione continua. Per esempio, quanti sono i giornali che ne hanno parlato? Lasciamo perdere lo sciopero, che magari a tanti cinici può sembrare una scelta privata e non politica. Ma la causa civile?
Voglio vedere quando inizierà a Giugno se ne parlano.
Maggio 4th, 2008 at 18:59
E’ proprio come dite voi in vari commenti. Italia dei valori non rispechia i valori dell’italia: confonde la giustizia con il giustizialismo, la certezza della pena con la persecuzione, e si nasconde dietro retaggi della cultura maschilista per non ammettere che ormai il tempo del timore delle gonne è finito. Non regge più la scusa della donna casalinga/madre di famiglia: abbiamo ampiamente dimostrato di meritare l’esercizio di funzioni che di fatto già esercitiamo (in politica) in una condizione però di sottomissione e di assenza di potere decisionale. Non vogliamo più essere le sguattere di chi gestisce un partito come un affare di famiglia, cooptanto e potando lì dove più conviene, circondandosi dei soliti noti e amministrando quello che è un organo preposto alla “cosa comune” come una “cosa propria”.
Maggio 4th, 2008 at 19:23
Perchè Di Pietro non riconsidera l’intero assetto del suo partito? Magari seguendo l’esempio di Zapatero. Tanto, avendo perso, non può governare, quindi di tempo Tonino ne ha eccome per rimescolare le carte.
Sarebbe un gesto importante,anche per dimostrare che non è poi così cinico nei confronti delle donne…
Maggio 4th, 2008 at 21:25
Enrico come sai l’Italia dei Valori era nata come una lista civica intorno a DiPietro. Io socialista non tesserato schifato da Craxi mi sono catapultato era giusto in quegli anni. Ora che ADP sta con Grillo cavalca il qualunquismo populista e si sente una star non lo sopporto più.
A sinistra dovrebbe esserci meno discriminazione,quindi l’Italia dei Valori non è un partito di sinistra.
Valentino Roiatti
Maggio 5th, 2008 at 09:58
sono milioni le persone amareggiate dalla politica. Il clima non è dei migliori e come spesso avviene, dalla delusione nascono idee nuove per chi ha ancora un barlume di speranza per la modifica dell’esistente che non ci soddisfa. Idee e progetti da realizzare con le nuove forze che nasceranno.
silvia
Maggio 5th, 2008 at 10:26
Qualcuno può pensare che la sconfitta di tutta la sinistra sia un passo indietro per il tema delle donne in politica. E’ vero solo in parte, per me, perche se era un problema di schieramento politico, allora dentro italia dei valori non doveva esplodere un caso come quello di Wanda
Maggio 5th, 2008 at 10:41
Sono d’accordo con Valentino, Italia dei Valori non è un partito di sinistra. La sinistra come la si intende nei volumi in cui ti insegnano politologia è tutt’altra cosa rispetto a un partito come quello messo in piedi da ADP.
Maggio 5th, 2008 at 10:44
Mi associo a Silvia. Le persone amareggiate dalla politica e dai politici son troppe: bisogna andare alla ricerca di nuove idee, nuovi spazi vitali, nuove forme di rappresentanza. Specialmente noi donne, sole e mal rappresentate: perchè non spingiamo in favore di un nuovo movimento politico neo femminista?
Forse sogno troppo?
Maggio 5th, 2008 at 10:48
I passi da compiere sono segnati, scaglionati secondo una tabella di marcia che una timoniera come Wanda ha salda in mente: dopo l’atto di coraggiosa protesta del digiuno, all’alba della presentazione di liste elettorali prive di donne idv se non rare eccezioni, adesso è il momento di nuove fasi: analisi politica, raccolta di segnali di solidarietà vera, e una vera fase di semina. Poi da Giugno, quando la causa entrerà nel vivo, si provedderà, si spera, a raccogliere..
Maggio 5th, 2008 at 11:01
Le scelte di idv mi hanno sempre deluso in questi anni. Fin da quando si allearono con Occhetto… mi sembra ogni volta che ADP si diverta a fare un rimpasto di tutti i valori del partito pur di guadagnarci qualche consenso in più. E poi una volta era più coerente.
Non mi piace più, mi rammarica questa certezza, ma rimpiango di aver dato tutta questa fiducia a un partito che fondamentalmente si rinnega ogni giorno.
Io che sono donna, ad esempio, e che come tanti ho subito ingiustizie alivello morale e giuridico e non mi sento affatto rappresentata da un movimento come idv, perchè dovrei continuare a sostenerli?
Maggio 5th, 2008 at 11:07
in una reatà politica seria, in questo paese ITALIA DEI VALORI starebbe a destra, a braccio con AN. Hanno già fatto, del resto, alcune cose insieme, uniti da identiche ideologie.
Maggio 5th, 2008 at 11:10
Concordo con voi. l’IDEALE, per noi donne, al momento, è una politica apolitica. E’ vero che temi come la sicurezza e la giustizia non sono di proprietà della destra (così come il femminismo e il progressismo nelle emancipazioni tutte non sono merci private della sinistra), ma visto che non esiste uno zapaterismo in questo momento in Italia, allora tanto vale aprire gli occhi: ADP è semplicemente un uomo politico dal cinismo accentuato e affinato da oltre un decennio di attività di maturazione politica e istituzionale col coltello tra i denti. Chi si scontra un giorno si e l’altro pure con Mastella e Berlusconi e ottiene trattamenti di favore da WV e sopravvive allo tsunami di tutta la sinistra va certamente apprezzato come crescita politica, ma anche a preso con le molle. E’ un TITANO.
Non è accodandosi ai titani accentratori che una donna responsabile della rappresentanza politica femminile può ottenere giustizia. I titani mangiavano le proprie creature…
Maggio 5th, 2008 at 11:16
Non sottovalutiamo Wanda Montanelli. Lei sa che mettersi contro un lupo di mare (agitato) come ADP è un atto di coraggiosa utopia, ma io spero proprio come spera lei, che per una volta, andare nudi all’attacco senza trinceee o trappole per topi ai quattro angoli della coscienza,, aiuti il debole, e non il piu forte.
Forza Wanda!
Maggio 5th, 2008 at 11:21
Sento il dovere di dire a Wanda grazie di aver fatto e continuare a fare tutto questo per noi donne. Ricordiamoci che non sono state poche, anzi, le occasioni in cui avrebbe potuto fregarsene delle pari opportunità e prendersi un posto di potere e influenza come merita. Un posto al sole per sè. Lei non l’ha fatto, e anzi si è presa la briga addirittura di DENUNCIARE DI PIETRO!
Chi avrebbe mai il coraggio di farlo?
Maggio 5th, 2008 at 11:27
Volevo sapere se la causa civile tra Wanda e ADP sarà possibile seguirla attraverso qualche organo di informazione.
Credo che qui in questo blog sì, ma giornali o radio o tv?
Maggio 5th, 2008 at 11:50
Guardandola dall’estero, la mia piccola grande Italia è un pezzo di terra molto frammentato. Un parco naturale con tanti zoo sparsi ovunque ed in cui si affacciano, di tanto in tanto, cittadini non in cattività che fanno sberleffi ai poveretti costretti in gabbia.
L’apoteosi delle “caste”.
Il delirio degli strozzini mai sazi che usano il linguaggio dei truffatori.
Lo stesso cielo per una terra in cui convivono schiavi e padroni.
Nulla di anomalo se la storia non ci avesse donato un passato di eroi ed il presente un abito di civiltà.
Ed invece siamo il paese membro dell’Europa Unita più corrotto e venduto…parlo naturalmente dei paesi membri industrializzati.
A questo punto, dopo un’attenta analisi dei fatti, lo scenario deplorevole è allarmante.
Il popolo italiano ha dimostrato di essere ignorante e portatore di un buonismo che non possiede.
Ha dimostrato anche di essere affetto da una sindrome opportunistica con devianze schizofreniche…convinto di farla franca e di galleggiare oltre le nefandezze commesse fuori dalla porta di casa sua.L’italiano medio non vede l’ora di delegare un’entità (qualsiasi essa sia) nella risoluzione di ciò che dà lui più fastidio.
Mentre dormivamo sulla speranza che qualche altro genio gonfiasse il nostro io patriottico…un esercito di incapaci ma farabutti si organizzavano per depredarci.
Il dio danaro ha spazzato via ogni virtù e l’ha rimpiazzate con i valori dissolutori del sistema progresso.
Due ostacoli pericolosi andavano abbattuti perchè il processo accellerato della disgregazione sociale fosse attuato : la distribuzione del reddito impazzita e l’informazione omologata.
Fatto.
Gli attacchi violenti all’istruzione sono stati la pennellata finale.
In tutto questo divenire però c’è un “MA”.
E’ il ma delle donne, un universo sconosciuto di cui sempre si percepisce la forza e la pericolosità latente…per questo vilipese ed ignorate.
L’elemento femminile, nel corso dei secoli, si è lasciato modellare come creta ed una volta indurito, se troppo imponente, è stato spazzato via a colpi di martello.
Per evitare l’inevitabile le donne si sono organizzate in taciti comportamenti rivolti alla conservazione della specie.
Incredibile ma umano…gli albori di questi comportamenti li ritroviamo nel mondo animale.
Questo tempo che appare per l’Europa francese, inglese, italiana, svizzera…il tempo della destra…in realtà è il tempo del vuoto occupato da un presunto potere assoluto che la storia ci racconta esaurirsi spesso nel sangue.
In realtà si stanno formando nuove figure politiche di giovani e di donne…una nuova consapevolezza sta prendendo forma nel sottobosco vitale degli individui saldi ed in sintonia con le leggi dell’universo.
Presto nuovi personaggi si affacceranno sullo scenario quando l’humus del sopruso sarà distribuito ovunque.
Il fetore dell’arroganza è insopportabile anche ai morti ma questo il potere lo sottovaluta.
Non conosco la soglia di sopportazione della società italiana ( è imprevedibile) ma so per certo che si sta muovendo un fiume di stanchezza verso il grande risveglio.
Noi donne italiane saremo il segno rinnovatore di questa terra.
Ci accomuna una sofferenza ed uno spirito di sacrificio infiniti.
Siamo le più allenate d’Europa.
Amiamo i nostri uomini e i nostri figli senza fare conti…come accade invece altrove.
Abbiamo il coraggio di scendere in piazza contro la droga e Stakanov ci fa ridere con le nostre 16 ore di lavoro al giorno.
Un’ultima cosa…se per indebolirci senza ritorno ci hanno ridotto i figli a degli zombi….noi li risveglieremo…e nulla sarà più come era.
Io non sono un’utopista…ma, come tante guerriere di una nuova era, sono convinta del lavoro di coesione ed organizzazione intrapresi.
Metteremo il naso dapperttutto fino a ripulire la casa degli italiani (lavoro peraltro che sappiamo fare benissimo).
C’è bisogno di donne e di giovani..
uniti sotto un unico sogno.
Cordialmente
Maggio 5th, 2008 at 15:41
Fermare il digiuno non è stata certo una sconfitta per Wanda anzi, come molte di noi dicevano, è stata una mossa doverosa e opportuna. Adesso, infatti, può concentrarsi nelle sue lotte contro le discriminazioni con maggiore energia
Maggio 5th, 2008 at 17:18
Non capisco come mai, ora che Wanda ha smesso il digiuno, molte di noi si sentono così in dovere di rilassarsi. Semmai dovrebbe essere Wanda a prendersi un pò di tempo per riprendersi in salute, e invece è li, sempre, al lavoro per tutte noi. Ma non è che il fatto che sia tornata ad alimentarsi (seppure in modo francescano) significa che abbiamo vinto la nostra battaglia.
L’emergenza dicriminatoria delle donne esiste sempre.
Maggio 5th, 2008 at 17:26
Chiediamoci pure se è stato giusto o sbagliato che Wanda digiunasse o meno, perchè per me lei ha seriamente rischiato la propria salute per un uomo, capo di un partito di “valori” che non meritava un gesto così estremo.
Avessimo detto Berlinguer…
Maggio 5th, 2008 at 17:46
Anna, e le altre.
Le vostre, perdonatemi, sono belle aspettative, belle esisgenze, ma anche belle parole. E le parole sono destinate a volare. Perdonatemi ancora, ma troppe donne ho visto consumarsi l’ugola nel parlare parlare, e poi non concludere. Forse la differenza tra uomo e donna che l’uomo agisce, la donna dice di agire.
E’ un qualunquismo che io stesso scaccio, perchè non è vero. So che voi, da te in primis senza dimenticare Wanda Montanelli, siete donne del “fare.”
Allora mi unisco a voi e vi dico: facciamo qualcosa, non limitiamoci alla parola. La parola serve come collante, come coesione di idee, ma in politica come altrove se vuoi conquistarti uno spazio, devi farlo con i fatti.
Maggio 5th, 2008 at 17:52
La parità dei diritti tra uomo e donna è ancora lontana.
Se Wanda Montanelli vorrà portare avanti lotte estreme ancora a lungo, anche dopo aver finito di digiunare, io sarò con lei.
Maggio 5th, 2008 at 17:54
Per quanto tempo ancora ci illuderemo che i politici faranno qualcosa per noi? Se non iniziamo ad accettare che loro se ne fregano delle donne, non inizieremo mai a cambiare questa realtà ambigua e discriminatoria.
Maggio 5th, 2008 at 17:58
E’ vero che le donne devono forse agire con più determinazione, ma cosa devono fare più di lavorare per una vita per far ingrossare gli uomini? Piuttosto, se è vero che le rivoluzioni si facevano dal basso, è anche vero che però di questi tempi il “basso” non ha alcuna possibilità di interagire con la politica attiva, visto che possiamo solo votare e neanche il nome del candidato. aLLORA quali soluzioni possono mai prendere queste donne per superare l’ostacolo della mancata rappresentazione politica?
Maggio 5th, 2008 at 18:30
Diamo una mano a Wanda, facciamo qualcosa per contribuire un pò tutti a rendere le sue battaglie legali un pò più diffuse a livello mediatico! Voi che suggerimenti avete?
Maggio 5th, 2008 at 18:37
A CHIANCIANO “MISSIONE IMPOSSIBILE”
E’ definita così dalla stampa, l’assemblea garibaldina di Pannella il cui esito è tutto in divenire. In politica invece anche l’impossibile si può realizzare, specie se giudichiamo da come è cambiato il panorama in questi ultimi tempi.
Mauro Del Bue, storico socialista con tessera anche radicale, ha il compito di coordinare un nuovo soggetto politico di vasta natura, cioè radicale socialista laico e liberale. All’assemblea dei mille di Cianciano sono stati chiamati i “disorientati” dagli ultimi accadimenti per analizzare che cosa è successo nell’ultimo mese, e in tre giorni di interventi (dal 2 al 4 maggio), i più hanno cercato di proporre una via d’uscita al momentaneo stallo di tanta componente politica di sinistra.
C’è da dire che i Radicali sanno sempre anticipare i momenti di discussioni, così come sanno organizzarli in fretta e bene. Anche se già da prima delle elezioni l’incontro di Chianciano era in programma.
I desaparecidos del 13 e 14 aprile sono stati invitati alla discussione. Tutti hanno avuto in consegna la ciambella di salvataggio e alcuni l’hanno afferrata, altri sono rimasti tiepidi all’invito come la sinistra Arcobaleno, con il Verdi e Bertinotti.
Romano Prodi presente venerdì ha denominato radicali “ultimi giapponesi” e nel suo intervento di 25 minuti li ha ringraziati per la fedeltà al programma dell’Unione precisando che la sua duplice vittoria elettorale (che per ad altri non c’è stata) è durata poco, ma il tempo necessario per aver fatto alcune importanti riforme (sicurezza sul lavoro, welfare, liberalizzazioni) e risanando i conti pubblici si è salvato il Paese che era lo zimbello dell’U.E.
Il mio intervento ha dato una descrizione della lotta politica per le pari opportunità, con analisi del comportamento dei mezzi di Comunicazione di Massa. E’ stato un momento utile per aggiungere, ad una platea così attenta, consapevolezza del problema. Tanti erano gli addetti ai lavori e molti i giornalisti presenti.
Nel disorientamento generalizzato è bene fare il punto dello stato delle cose e l’aspetto della discriminazione femminile non è un argomento del quale si possa parlare con vera cognizione di causa. Anche chi ritiene che l’istanza di democrazia paritaria non lo tocchi da vicino, probabilmente erra, se valuta che il corso della storia può essere cambiato anche in rapporto alla presenza delle donne nei luoghi in cui si prendono decisioni.
Mi riferisco fra tante forme di presentazione in pubblico della campagna elettorale, a quale potrebbe essere stata una modalità scelta dal pragmatismo femminile. Sulla “percezione” dell’insicurezza sociale per esempio. Se è vero che i crimini sono diminuiti in percentuale, è pur dimostrato che i pochi hanno un’efferatezza insolita. Allora bisognava lavorare sulla percezione di sicurezza e dare messaggi di forza e determinazione. I messaggi che raccontavano una specie di film attraverso una superficiale visione di benessere che non toccava i tasti sensibili dei bisogni quotidiani delle persone, sono stati rifiutati dall’elettorato, che non dimentichiamolo, è in prevalenza femminile ed abituato a toccare con mano la realtà delle cose.
Wanda Montanelli
Maggio 5th, 2008 at 22:47
“Tasti sensibili dei bisogni quotidiani delle persone” dice bene Wanda.
Questo è ciò che auspicherebbe una società che vive svariate problematiche. Invece, come più volte ho scritto, si parla tanto per parlare, si discute solo delle criticità senza mai pensare a medio e lungo termine e di conseguenza, quello che viene a mancare sono proprio le progettualità che volgano a una linea guida per il futuro. La sfiducia della gente è totale, i miglioramenti non si vedono e c’è la percezione di una caduta libera all’interno di un imbuto, da cui è difficile uscire.
La società che ci si auspica è di collaborazione fra tutti i soggetti, ma soprattutto con coloro che fino ad oggi si sono sentiti sbattere le porte in faccia. Forse perché troppo bravi e partecipi, forse perché le idee brillanti danno fastidio o forse perché se si eliminano le criticità….
Quello di una maggior rappresentanza femminile sembrerebbe essere un argomento di poco conto, all’interno del panorama politico italiano, dove i problemi sono molteplici e tutti di estrema urgenza. Questo è proprio il nodo cruciale, in questo modo c’è il pretesto per poter dire: zitte voi che stiamo lavorando a “cose più serie”.
Ritengo Wanda una vera donna del fare, una persona che si è presa a cuore l’incarico per cui era stata nominata, ma allora che si dica chiaramente che la questione femminile, all’interno dei partiti, viene affrontata solo per l’audience che può sollevare.
Di fatto la dualità non esiste e questo va a discapito di tutta la società perché la sensibilità femminile potrebbe apportare notevoli vantaggi. Tuttavia il problema viene sottaciuto e nascosto il più possibile. Non è così che si dovrebbe agire. Tanti sarebbero i nodi che bisognerebbe portare al pettine. Dare voce e fiducia anche alle donne, vorrebbe dire capire degli aspetti anche da un’altra angolazione. Prospettive diverse delineano un quadro più completo e porterebbero portare a soluzioni di sicura efficacia.
Maggio 5th, 2008 at 22:58
Dare fiducia e voce alle donne, certo. Ma come? In concreto, cosa possiamo inventarci per cambiare lo stato attuale delle cose?
Maggio 5th, 2008 at 23:03
Secondo me ci vuole meno raffinatezza, meno eleganza nel porci e nel ritenere che il mondo è quello che vediamo coi nostri occhi. C’è troppa poca cultura, troppa poca percezione di quello che noi possiamo vedere con sguardi figli di una mente femminile e, dunque, più aperta alla analisi, al dialogo, alle valutazioni mentali.
La politica è il prodotto dell’arrivismo, e l’arrivismo è qalcosa di animalesco e istintivo. L’istinto e la tendenza al piccolo bene privato è una peculiarità maschile.
Tocca dirlo: fa male dirlo, ma dobbiamo forse mascolinizzarci un pò. Non è cancellare la nostra realtà, nè scendere a compromessi. Ma non sempre tutto quello che noi facciamo o diciamo è migliore, e non sempre possiamo ignorare quelo che è il metro del paese.
Se il paese va in un certo modo e la gente ragiona in un certo modo e noi pretendiamo di avere un ruolo di potere su questo paese e su questa gente, allora dovremmo fare come gli uomini. Ovvero, assomigliargli.
Maggio 5th, 2008 at 23:04
Cara Wanda, io e i miei familiari siamo sempre piu orgogliosi di te, e delle tue lotte!
Maggio 6th, 2008 at 09:57
Da quando Wanda Montanelli ha iniziato lo sciopero c’è stata una crescita a livello mediatico internazionale che non spiega (oppure lo spiega troppo) il silenzio informativo che è in atto in questo paese.
E’ possibile che da noi le notizie siano così controllate e filtrate?
Maggio 6th, 2008 at 10:18
Serenità per Wanda, e il suo lento ritorno alla normalità, alle forze fisiche dilapidate dopo un lunghissimo digiuno. Ora è il tempo di raccogliere i primi frutti, e di una attenta valutazione dei prossimi passi da seguire. Io consiglierei a Wanda di guardare molto in là, verso un progetto politico indipendente.