SONO TORNATA E VI SPIEGO

A TUTTI VOI, CON GRATITUDINE

Leggo nei tanti commenti, anche quelli un po’ critici, che in fondo ognuno di voi ha compreso che i motivi della mia protesta politica sono, oltre che sinceri, finalizzati a raggiungere risultati a breve, medio e lungo termine.
L’immediatezza ci dovrebbe restituire una visibilità mediatica degna di un paese democratico, in Italia culla di civiltà, per la quale nel passato tanti eroi si sono spesi mettendo in campo anche il rischio di perdere la propria vita. Quello che abbiamo oggi lo dobbiamo a loro, soprattutto a chi nelle lotte per l’uguaglianza sociale e la democrazia, la vita l’ha davvero persa.
Non è più tempo per fare battaglie cruente, ed oggi chi intende perseguire obiettivi di perfezionamento dei dettami democratici costituzionali, (ma basterebbe mantenere vivi e applicati quelli che già abbiamo) cosa può fare?
La cosa più ovvia è entrare in un movimento o partito che abbia nel suo statuto e nel programma i fini e progetti che attengono alla sfera delle aspirazioni in campo generale di qualità della vita pubblica, simili e vicini, se non proprio identici ai propri.
Cosa che io ho fatto. Cosa fa una donna che si vuole impegnare nel sociale?
O fonda un partito proprio, o si iscrive ad un partito esistente che ispira la sua fiducia.
Ho fatto l’ingresso ufficiale in Idv nel 1998, ma ancor prima avevo contatti epistolari con ADP.
Sapete sono tutt’altro che giustizialista, come credo la maggior parte degli iscritti ad Idv. L’aspetto che mi faceva sperare in un momento propizio a cambiare le cose era la fiducia nella scritta che si trova in ogni aula di Tribunale “La legge è uguale per tutti”, che è un assoluto modo per misurare la eguaglianza sociale. Più del costo della spesa, più del diritto al lavoro, alla salute, alla casa. Sopra a tutto esiste questo inviolabile diritto uguale per tutti che ci dà prova se esistono o no cittadini di prima serie tutti uguali di fronte alla legge o se invece si discrimina. Io ho una fiducia massima nella magistratura, inesauribile. Credo che il compito di un magistrato sia uno dei più elevati per compiere un lavoro di restituzione alla cittadinanza di diritti negati, o messi in discussione. Ammiro i ragazzi che studiano giurisprudenza con lo scopo di fare il magistrato. Meglio se di frontiera, come il mio giovane amico Aldo Pecora che già immagino nell’espletamento delle sue funzioni con la passione civile che lo contraddistingue
La dimensione delle pubblicazioni nella stampa estera, specie spagnola ci ha lasciato piacevolmente sorpresi. Alcuni giornalisti veramente attenti a cosa sta succedendo da noi in tema di diritti delle donne, hanno non soltanto pubblicato un numero incredibile di articoli, ma si sono attivati a divulgare l’informazione organizzando una conferenza stampa allo scopo.
In Italia la libertà dei mass media è messa alla prova. Come nei film che narrano di un film (il film nel film) noi stiamo compiendo un lavoro di studio di verifica di come i vari soggetti, politici, istituzionali, mediatici reagiscono ad una protesta civile che ha per tema la eguaglianza di trattamento tra uomini e donne.
L’abitudine a monitorare e osservare anche me stessa come altri soggetti in itinere è una curiosità politico-culturale che non mi lascio sfuggire. Abbiamo già dei risultati e se pure l’analisi completa richiederà tempo c’è ad oggi la dimensione della freddezza (scetticismo?) nei confronti di una donna in sciopero della fame. Abbiamo assistito a una trasmissione tv che ha chiamato un uomo (tra l’altro un mio caro amico, che stimo, fondatore di uno dei primi circoli Idv in Roma) dopo 4 giorni di sciopero della fame per il problema Alitalia. La stessa redazione ha rifiutato invece la nostra partecipazione in un programma fatto apposta per le donne calpestate in politica.
Abbiamo la misura di cosa avviene in caso di ricovero d’urgenza. Qualche quotidiano comincia a interessarsene. Prima di questo un altro passo importante è stato il lancio di agenzie, soprattutto l’Agenzia Italia (AGI), ma pure Ansa, Adnkronos, Dire, Prima, Il Velino, Deltanews. Conseguentemente ha avuto risonanza il passaggio al Tg2 dell’invito rivoltomi dal presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano a smettere il digiuno. Devo dire grazie per un lavoro di sensibilizzazione in questo senso alla cara amica Daniela Brancati, che si sta impegnando in questa promozione del diritto paritario con passione e impegno professionale. Lei è stata la prima donna in Italia direttore di TG nazionale (TG3) , giornalista e scrittrice, e come molte del gruppo che mi segue ha fiducia nel cambiamento impostato a partire da noi stessi e dal nostro impegno
Aura Nobolo, presidente Onerpo, non ho sufficienti parole per esprimerle la mia gratitudine, e come tutte le altre che nominerò fa parte di una squadra di cui vado fiera. Aura ha una sua società di comunicazione e dalla prima mia manifestazione di dissenso politico ha iniziato a seguirmi con fiducia, convinzione della giustezza dei nostri obiettivi. E’ metodica nell’impostazione del lavoro, saggia e preparata, oltre che instancabile. Anna Rossi, della consulta nazionale Idv, docente universitaria, di grande passione politica, generosa, piena di risorse. Griselda Lagostena, figlia della mitica Tina, che intende proseguire nei progetti e realizzazioni così efficacemente messi in atto dalla madre. E ultima, ma non ultima, perché di fatto vicinissima a me (non c’è sera che non ci mandiamo l’ultima mail della buona notte) Francesca fa parte della Consulta nazionale Idv, si è messa parecchio in gioco chiedendo in sintonia con me diritti paritari. Fa un gran lavoro di divulgazione stampa, con i blog, tra cui il suo. E’ una forza della natura e non so come abbia fatto a prendere migliaia di firme, raccoglierle, autenticarle tutte, fare la ricerca nell’ufficio elettorale e spedirle per tempo alla sede dell’Udi a Roma. Mi riferisco alle firme per la legge di iniziativa popolare “50e50…ovunque si decide”, che dovrà riandare in discussione al Senato, speriamo in tempi brevi.
C’è anche a mio conforto il blog di Giovanna Giugni della CDD/IDV, un’altra coraggiosa che mi sostiene con convinzione e che ha sempre avuto chiarezza d’intenti e talento politico; quello della giornalista Flavia Amabile che propone l’argomento con intelligenza e curiosità, Maddalena del Re più che avvocato, alleata di percorso, Megan William, Eulàlia Blanchart, Irene Velasco, Kristina Kappelin, Emanuela Fontana, Francesca Ottaviani, Chiara Benotti, Gloria Moreno, Lia Gambino, Lucilla Salerno, Eleonora Selvi e tutta la redazione di Donna TV, la redazione del “Paese delle Donne”. Tutte le altre donne della Consulta e le amiche più vicine tra cui Elisabetta Capurso , Olga Orzalesi, Valeria Masutti, Anna, Nay, Caterina, la piccola Gloria, Francesca, Nelia, Loredana, Cristina, Lanfranca, Silvia, Rafaela, Giusy, Luigia, Laura, Gabriella, Vittoria, Maura Marini, Luciana Basilicò, Franca, Angela Maria, Rosy, Rita e Aldo, Ornella, Silvana, Carolina, Rita, Katia, la piccola Elena, Roberta da Verona, Maria Incamicia, Michela Adrenelli, Anna Panarello, Armida Vitale, Martina Battistich, Amalia Schirru, Raffaella Bianco, Silvia Clai, Rita Bernardini, Annamaria Carloni, Lidia Menapace, Loredana, Rita, Antonella, Federica, Francesca, Germana, Rina, Alessandra, Simonetta, Luisa, Carolina, Nadia, Maria Cristina, Daniela, Rosanna, Caterina e Aldo, Giovanna Sorbelli, Luciana Abate, Pina, Milena e Stefania dell’Udi nazionale, Laura dell’AFFI, Ileana Alesso, Piera, Annamaria, Ada dell’Udi Livorno, Laura Moschini, Giuseppina Scotti, le donne della Casa Internazionale, Laura Tussi, Maria Cristina, Nancy e Antonella Barzan, Carmela di Bresso, Elena Trufò e Andrea Clara Be dall’Argentina, la piccola Alice. Tutte, anche quelle che non nomino, abbraccio con affetto. Vi dico che siete speciali, nell’aiuto che mi date in questa sfida. Tra gli uomini, Pietro Tansini, Roberto Nacci, Angelo Minguzzi, Valentino Roiatti, Paolo Carbone, David Portaleone, Roberto Ambrogi, Stefano Figus, Renato Pigliacampo, Enrico Della Gatta, Zeno Panearai, Antonio D’Andrea, Riccardo Iacona, Giovanni Lombardi e poi Carlo, Ignazio, Valerio, Pasquale, Faustino, Lorenzo, Antonio Bianco, Antonio Greco, Saverio Benedetti, Rosario, Daniele, Aldo, William, Antonino, Gennaro, Gianni, Michele, Heber, Ennio, Elio, Mattia, Gabriele, Luigi, Ezio, Franco Chiumera, Fabrizio, Vittorio, Felice, Mario, Michele, Toty, Cesare, ma anche Gianmarco Cesari, ultimo e primo con Maddalena per il ruolo che ha nella vicenda.
Dicevo all’inizio degli obiettivi a breve, medio e lungo termine. Dei primi due ho scritto (il monitoraggio sulla comunicazione e lo studio e analisi politica). Il terzo è un progetto di apertura ai sogni che non moriranno all’alba, ma dovranno essere realizzati, per un mondo più autenticamente libero, a misura dei bisogni delle donne e degli uomini, e in cui la democrazia sia il punto di partenza e arrivo irrinunciabile come la luce di ogni giornata che dà il segnale già dall’alba di muoverci per il mondo. A questo scopo, tra le altre iniziative che metteremo in atto, c’è la causa civile che non durerà poco, ma il tempo necessario ad avere ragione. Sarà una conquista di tutti, in una sentenza pilota che stabilirà che ognuno deve rispettare, tra le altre, le regole della nostra bella Costituzione, senza sconti per nessuno.
Wanda Montanelli

322 Responses

  1. Rosa Says:

    L’importante che ora sta bene.
    Anche io come te sono disgustata della poca considerazione che abbiamo noi donne in italia, indossiamo un burqa invisibile che ci rende invisibili, soltanto oggetti di una campagna elettorale, oggetti sessuali, e ammortizzatori sociali. tutto ciò è triste!

    Ti ho dedicato anche un articolo sul blog i giorni che ero preoccupatissima per la sua salute.

    Un abbraccio
    Rosa.

  2. Loredana Says:

    Wanda un contenuto come il tuo messaggio di apertura è una delle cose migliori da leggere il giorno 25 aprile.
    Grazie a te perché ci dai speranza e alimenti i nostri sogni sul futuro migliore per noi e i nosri figli. No, “non moriranno all’alba” i sogni che noi ormai ultracinquantenni da anni coltiviamo. Credevamo di aver raggiunto libertà e democrazia ma ora tutto è opinabile e si rimette in discussione. Facciamo perciò il punto, con te e con le cittadine e i cittadini che come noi stanno con gli occhi aperti su dove ci hanno portato e di dove di peggio ci potrebbero portare.
    Noi non ci muoviamo con il paraocchi e faremo resistenza.
    Loredana

  3. DANIELE Says:

    Wanda Montanelli non ha iniziato lo sciopero della fame per guadagnare un posto o per la ricerca di inutili personalismi. Lei, responsabile delle donne di Idv (ricordiamolo: il solo partito che Veltroni ha accodato al carrozzone del Pd) ha iniziato anzi ripetuto (a distanza di due anni) lo sciopero per sensibilizzare l’opinione pubblica, gli organi di informazione, i cittadini, gli ambienti della politica e della vita istituzionale sul grave tema della desertificazione della presenza femminile nella vita politica attiva. Non è ammissibile che un movimento politico (che pure fa dei “valori”e dell’uguaglianza di fronte alla legge il principale suo elemento portante) rifiuti di venire incontro alle più elementari e doverose regole delle pari opportunità tra uomo e donna in quanto a rappresentanza politica. Non bisogna nascondersi dietro al dito della “legge porcata”, perchè anzi, è proprio la natura di questa legge elettorale a incrementare, aggravare la posizione del leader di questo partito. E’ lui, come tutti i leader del resto, ad aver l’ultima parola sulla candidatura, visto che non sono previsti strumenti per la nomina “dal basso” o del voto nominale. Un segretario di un partito che decidere di rendere (se non equa) quantomeno lievemente accettabile (e non umiliante) la presenza di donne in posizione di eleggibilità, ha compiuto un buon lavoro ma pur sempre e solo il suo lavoro. Un “capo” che, a fronte di numerose richieste rifiuta di rendere omogenee e trasversali le candidature ed è sordo al richiamo del ruolo della donna in politica (e in società) e rigetta rispedendole al mittente tutte le istanze che la responsabile delle pari opportunità si è indefessamente fatta carico di proporgli, non solo non ha compiuto il suo lavoro ma è venuto meno a una regola che dovrebbe essere ovvia e scontata in democrazia. Ovvero, sè come la legge anche la democrazia vale per tutti, allora anche le donne hanno diritto ad essere rappreentata in politica.
    Wanda Montanelli non chiedeva un posto al sole. Fino all’ultimo ha cercato di mediare (ma senza compromessi) con la dirigenza di un partito tra le loro indifferenze e la propria urgenza di essere ascoltata come responsabile donne idv. Chiese, all’alba della fase pre-campagna elettorale, che “7 magnifiche donne” venissero poste in posizioni utili per la eleggibilità. Nulla di fatto. Il partito, per bocca della sua classe dirigente, tacque. Allora Wanda attese l’uscita definitiva delle liste elettorale: e a fronte della pressappoco nullità delle figure femminili, si impose un rigoroso e grave sciopero della fame. Se avesse voluto salire sul carro dei vincitori, Wanda avrebbe potuto farlo decine di volte in questa decina d’anni in cui è in Idv. E invece no. I suoi sacrifici sembreranno un pò biblici e un pò anacronistici agli occhi di chi (a ragione, probabilmente) non vede i politici in altra veste che non quella di famelici arrivisti ancorati alle poltrone. Ma nella vita occorrono le persone come Wanda. Occorre sperare e credere che tutto non si esaurisca nel denaro, nel potere e nella cinica indifferenza. Occorre forse anche illudersi che giustizie eque esistono, che la democrazia ancora sopravvive. Che non basta l’omertà con cui una viene affrontata dai mass-media la lotta pacifica ma durissima come quella della Montanelli, a sconfiggere la volontà-velleità di costruire se non un mondo nuovo, almeno cantucci di mondo dove cementificare uno stato di diritto funzionante.
    Nessuno parla poi del procedimento civile che inzierà a Giugno e che vede Di Pietro contrapposto a Wanda stessa. Ma anche nel silenzio, la terra continua a muoversi. Rotea, come le cose della vita, che si inseguono e si ripetono. C’era chi diceva, eppur si muove. E allora, non tocca che sperare che le cose si muovano davvero, ma in un senso diverso.

  4. Ezio Laurenzi Says:

    il solo motivo per cui sono andata a votare è per il senso del dovere che mi hanno inculcato sin da quando ero piccolo.
    Non c’era neanche un partito che mi dava completa fiducia.
    Deve ancora nascere infatti e Wanda ha il dovere di pensarci.
    Ezio L.

  5. Luigi - Marino Says:

    esprimo la mia ammirazione a Wanda Montanelli e alle donne che la sostengono.
    Siete tutte da ammirare.
    Luigi G.Marino

  6. Pasquale Says:

    Militare in un partito e fare scelte di andare a votare con i referendum di grillo, che ne prensa Wanda sui referendum che sono in molte piazza d’Italia ?
    Pasquale

  7. Loredana S. Says:

    Diamo il tempo a Wanda di ripredere le forze e cominciamo a pensare come contrastare l’ormai insostenibile predominio di ogni spazio di libertà. Non c’é più nulla di svincolato dal potere politico corrotto, è perciò indispendabile scardinare il sistema e mandare via chi s’è convinto che lo stato attuale di occupazione abusiva (con legge elettorale anticostituzionale) possa durare. Sta a noi reagire.
    Wanda attendiamo quando vorrai, direttive.
    Loredana S.

  8. silvia Says:

    Ho idea che ne vedremo delle belle nei mesi in avanti. Il fermento sociale darà esiti che spero utili alla convivenza civile. Sappiate che è questo il momento di seminare per poter raccogliere da qui a un anno minimo.
    Silvia

  9. Silvana Says:

    oRA CHE WANDA E’ TORNATA A ALIMENTARSI, SONO PIU’ SERENA. NON HO MAI SMESSO DI CREDERE IN LEI E NELLA BONTA’ DELLE SUE INIZIATIVE, MA SAPERLA SULLA STRADA DELLA GUARIGIONE MI AIUTA A GUARDARE AVANTI CON MAGGIORE OTTIMISMO

  10. Paola Says:

    Il pensiero del digiuno di Wanda mi ha spaventata per una lunga quarantena. Sono lieta che a scegliere di smettere e a indirizzare le proprie lotte verso altre strade meno nocive, sia stata proprio lei. Certo il decadimento delle sue condizioni fisiche la hanno praticamente costretta a non andare oltre: e per fortuna. Perchè Wanda non ha paura proprio di nulla.
    Ora, però, saranno altri forse ad avere paura della sua sete di giustizia.

  11. Enrica Says:

    Finalmente siamo liete di poter commentare una notizia su Wanda con meno gravità del solito. In questa storia anormale, sapere che una donna torna ad alimentarsi è quasi la anomalità finale. Forse qualcuno sperava che la testardaggine di Wanda la potesse spingere oltre il limite del non ritorno… per la sfortuna di queste persone, Wanda si riprenderà presto, prestissimo spero.

  12. Francesca Says:

    Si! Questa notizia è proprio una “liberazione”, da 25 Aprile!
    Sono felice.Ora pensa a riprenderti fisicamente, cara Wanda.Poi viene il resto

  13. Valentino Roiatti Says:

    Bentornata Wanda, buona convalescenza, promettici: digiuni mai più.
    Beppe Grillo sul suo blog sfotte il presidente Napolitano, per me è un sacrilegio, mi stupisce ancor di più Dipietro.
    Scherza coi fanti ma lascia stare i Santi.
    Per noi le Istituzioni sono sacre. Beppe Grillo mi ha deluso.
    Valentino Roiatti

  14. Valeria Says:

    Spero che le regole sancite dalla Costituzione valgano anche per i leader politici

  15. Anna Rossi Says:

    Ci sono confini che in una democrazia non andrebbero mai valicati.
    La referenzialità del nostro caro Presidente è una storia personale che impone quella riflessione necessaria, se non altro, a capire quanto sia fondamentale, in una repubblica parlamentare, la posizione della pi alta carica dello Stato.
    Nessuno è portatore di verità in toto e gli estremismi servono a scuotere gli animi dormienti e confusi.
    Credo che ci siano situazioni in cui le esternalizzazioni i un concetto passano a volte con l’aggressività che la nostra epoca produce.
    Quel che conta è il contesto.
    Lo stessovale per coloro che dietro ad infioccamenti e belle parole perseguono solo logiche utilitaristiche sulla pelle dei cittadini.
    Il plebiscito popolare è vittima di una pessima informazione e di luoghi comuni che come tarli si stanno mangiando la demograzia sulle onde di slogans.
    Tem che la fase di immobilismo stia per esaurirsi e come vuole la logica comportamentale da una parte si creeranno volontà prive di reazione e dall’atra circuiti reazionari.
    Questo è un pericolo che ci stanno servendo sotto il naso e che la storia ell’America Latina ha già sottoposto alle comunità mondiali.
    Napolitano ha ricordato ieri, a Genova, la resistenza civile, sottolineando la fondatezza delle istituzoni costituzionali per il patrimonio in essere dell’unità d’Italia.
    In quest’ottica e fin quando il diritto lascierà parola ai risentimenti dovremo adoperarciper ricostruire quel che in vent’anniè stato distrutto o regalato dei risparmi e della cultura italiani.
    Wanda è un esempio di assoluta maturità civile in cui l’impegno personale non è frutto di una compulsa emotività.
    La sua causa è la causa di tutti poichè raccoglie le istanze di una percezione profonda ed umiliante che è quella della discriminazione e dell’ingiustizia fra le donne italiane.
    PICCOLI PASSI PER LUNGHE DISTANZE.

    Anna Rossi
    CDD/IDV

  16. Anna Says:

    Diamo atto a Wanda della sua coerenza. Diamole atto della forza e del coraggio che ha avuto nell’affrontare una prova così immensa e dura per un ideale. Chi lo farebbe, oggi?

  17. Germana Says:

    Il caso ha voluto che nei giorni della liberazione del nostro paese, anche Wanda si è liberata del fardello del digiuno.
    Ma quante altre lotte occorrono per liberarci della prigione della discriminazione femminile?

  18. Vincenzo Says:

    che vuol dire pasto frugale di sopravvivenza? Che si mangia?
    Vincenzo

  19. Teresa Says:

    Diamo una mano seria a Wanda, adesso che lo sciopero è finito. Uniamo le nostre forze, energie, idee. Io ad esempio proporrei un effetto-catena, e.mail a ripetizione nelle sedi dei giornali, tv, radio, per chiedere come mai non passano notizie su questo caso così clamoroso che pure, all’estero, è ampiamente discusso, dalla Spagna al Canada, tanto per collegare i due mondi!

  20. Saverio Benedetti Says:

    Cara Wanda, purtroppo il mio timore è che il tuo sciopero della fame sia il primo di una lunga serie. Se vorrai essere pura nel partito di Di Pietro, rischi di diventare anche …. un angelo (diverso da quello che già sei). Come saprai, infatti, il caro giudice si è schierato, oltre che dalla parte dell’incenerimento e quindi contro la salute ambientale, anche dalla parte del SI’-TAV, contraddicendo la sua stessa posizione iniziale. Ebbene, credo che nè tu nè alcun’altra donna possa essere favorevole alla realizzazione dell’alta velocità, soprattutto in Val di Susa, dove con un decimo della spesa prevista per la TAV si protebbe attivare un servizio identico sulla vecchia linea. In modo particolare, nessuno, nemmeno un uomo, può essere favorevole allo scempio di operai e ed eco-sistemi che il progetto, ad esclusivo appannaggio di politici e multinazionali, si prepara a sacrificare sull’altare del prestigio, del potere e dell’apparire; nemmeno un Caino potrebbe accettare che, penalizzando ancora di più la dura vita dei pendolari, si usino come traversine dei binari della speculazione i corpi di padri che, disperati per la mancanza di lavoro, accettano di soccombere all’asbestosi pur di nutrire la famiglia per qualche altro anno. Allora, non vorrei chiudere il sillogismo con la figura di Di Pietro, ma è proprio il caso di dire che la legge uguale per tutti non passa dalle sue sentenze. E poi la legge è fatta per l’uomo, non viceversa, cosicchè “summa justitia, summa injuria”, dicevano i romani: già applicando la stessa legge ad un ricco e ad un indigente l’injuria è summa, si pensi poi se, come oggi avviene, i termini di valutazione vengono rovesciati a favore dei potenti!
    Sono comunque dalla tua parte, cara Wanda, poichè io stesso sono un candidato … alle ali!
    Ora ti lascio, con l’esortazione di concedere a te stessa un’altra occasione di sciopero, magari per una causa a favore del “Bene Comune”, attraverso i comitati di lotta cittadina, anzichè spenderti per chi tiene la sinistra in tasca, serrata sul manico di un coltello maramaldico, mentre va predicando di giustizia e di pace.
    Saverio

  21. GRAZIE A RITA BERNARDINI Says:

    INGRAZIO RITA BERNARDINI, SEGRETARIA POLITICA DEL PARTITO RADICALE, CHE MI HA TELEFONATO POCO FA PER DIRMI PAROLE DI APPREZZAMENTO E DI SOSTEGNO IN QUESTA LOTTA CONTRO LA DISCRIMINAZIONE DELLE DONNE, DOPO AVERLO FATTO PUBBLICAMENTE CON UN LANCIO DI AGENZIA.
    I RADICALI HANNO UNA DIRIGENZA IN CUI LE DONNE SONO NUMEROSE, E IN PARLAMENTO NE HANNO ELETTE PIU’ DELLA META’. ECCO COSA HA DICHIARATO RITA OGGI:
    “Quello della presenza delle donne nelle istituzioni e nella politica e’ un gran problema, molto serio: nei partiti e’ ancora piu’ serio, qui c’e’ davvero qualcosa di patologico. La composizione del prossimo Parlamento, evidenzia come la presenza delle donne sia passata dal 17 ad appena il 20% e questo nonostante il forte apporto dato dal Pd. Da noi radicali: su 9 candidati eletti 5 sono donne e 4 uomini”. Le elette nell’Idv come nell’Udc e nella stessa Pdl sono davvero poche a dimostrazione di quanto serio sia il problema: e di quanto giusta, corretta e apprezzabile sia l’iniziativa della Montanelli”. (AGI)

  22. Rispondo a Vincenzo Says:

    Rispondo a Vincenzo

    Il pasto frugale è un modo di nutrirsi senza eccesso e in maniera semplice: un pugno di riso, oppure un pane, un po’ di formaggio.
    Lo spiego perché vorrei fosse chiaro che la lotta non è finita. Il disagio rimane per questa Italia democratica a metà.
    Sarebbe già una bella conquista ottenere risultati di evidenza nell’informazione che restituiscano dignità ad una lotta politica di una donna che ha documentati motivi per attuarla.
    Chiediamoci come mai all’estero hanno divulgato la notizia in modo così ampio: Dal Perù, all’Argentina, Al Messico, alla Spagna, ai paesi scandinavi.

    Mi piace aggiugere qui il collegamento a un file che domanda:
    DI CHE PAESE E’ W.M.?
    http://www.comitatoperwandamontanelli.com/DI_CHE_PAESE2.htm

    Chiudo precisando che ogni risultato nella comunicazione è una conquista difficile a cui tanti professionisti-amici che hanno abbracciato la mia causa si impegno giorno dopo giorno.
    Si dice che chi la dura la vince..
    Wanda Montanelli

  23. Anna Rossi Says:

    Wanda cara, la gente non capisce, è confusa e rinsecchita…disperata dall’incalzare di una miseria che non tarderà a colpire in larga scala.
    La soglia della media borghesia si è assottigliata…il divario che divide le fascie deboli dai nuovi ricchi è sempre più ampio.
    Manca il contante. Manca il lavoro. Uno stordimento che sta rendendo la società sempre più aggressiva.
    Sono attonita.
    Qui non si tratta di mettere in moto l’economia di un paese.
    Stiamo consumando energie dietro a coloro che lo stanno picconando.
    Sono due processi diversi.
    Ovunque si respira aria di non consapevolezza.
    La maggior parte della gente comune mette al primo posto la sopravvivenza.
    Nella miseria non c’è tempo per gli ideali.
    Miseria nella miseria.
    Arrivo da un incontro con studenti di discipline antitetiche: dal mondo delle humanities a quello delle sciences.
    Sono meravigliosi e persi in questa guerra fra poveri.
    Il prezzo del riso e del pane è quasi raddoppiato….nuove masse sono in tumulto.
    C’è bisogno della chiamata alle armi delle donne.
    Io non sono una femminista e trovo il termine decoroso se inserito nel contesto storico al quale appartiene.
    Io sono una donna convinta di fare la differenza.
    Noi facciamo i figli e non vogliamo vederceli uccidere in guerra come non li vogliamo arrestati perchè bruciati dalla droga o costretti a delinquere per fame.
    Noi amiamo i nostri uomini e continuiamo a sognarli eroi, generosi, liberi e saggi.
    Non potremmo mai amare la violenza che ci infliggono coloro ci temono e nono concepiscono il confronto, lo scambio, la crescita, l’appagamento.
    C’è un vuoto che riempie questa voragine umana di disperazione al quale dobbiamo dare indicazioni serie.
    Piccoli passi, elementari, un codice dialettico che indichi con esattezza una cosa, un pensiero, un fatto.
    Non ho mai smesso di alimentare la mia anima guerriera anche se i tempi chiedono lavoro a cottimo.
    A tutti gli uomini di buona volontà chiedo di valutare attentamente ogni azione quotidiana.
    Dal nostro fare di oggi c’è l’allineamento ad un nuovo mondo.
    Il lavoro troverà fine in un futuro che non vedremo solo se saremo in grado di seminare bene e lavorare meglio.
    Wanda chiama all’appello tante Wande poichè, io la conosco, Lei non tiene nulla per sè se non l’audacia di gridare sul campo l’inizio della battaglia.
    Con affetto cara
    Anna

  24. Dolores Álvarez - Andrea Be - Solidaridad con wanda Says:

    hola compani wanda , soy argentina ,vivo en buenos aires y vengo de abuelos italianos de Catanzaro,de la Sicilia mezcla con españoles ,pero me hierve la sangre contra el autoritarismo de izquierda ,porque el de derecha debe ser.
    Estoy contigo.Soy periodista y trabajo hace 30 años en esto ,claro soy feminista desde los 22 años de edad,pero es muy dificil ejercer los derechos politicos y humanos .Ademas soy paciente de cancer mamario , con lo cual estoy mucho en internet y mandando correos a todas y todos colegasperiodistas y academicos de Universidades. Queria que cuentes conmigo ,aqui tu nota salio en el diario Critica .Te lo adjunto . Un abrazo fuerte.Resistiremos . Besos.Andrea Bevacqua (aqui es un nombre solamente de mujer) Clara es mi nombre de guerra.
    Dolores Álvarez,
    desde Milán
    25.04.2008
    Una mujer periodista desde Argentina Buenos Aires

  25. Rita Says:

    dato che scrivono dall’Argentina, Wanda facciamo un movimento mondiale e diamoci delle regole universali.
    Rita

  26. Rosanna ex IDV Says:

    Che piacere Wanda sapere che stai meglio! Chi meglio di me può capire le tue motivazioni, come te in IDV ho dovuto subire molto ed a lungo, con il risultato che sono uscita dal gruppo insieme a 50 persone a seguito delle angherie subite e dopo essere stata messa in disparte. Da notare che nel mio gruppo c’erano molte donne ed è ovvio che la cosa disturbasse. Solo alcune “protette” potevano essere prese in considerazione anche se noi avevamo validi motivi per proseguire, con scopi ben precisi nel pieno rispetto della carta dei valori. I nostri principi erano e sono sani e vorremmo risolvere con proposte concrete e costruttive i tanti problemi della collettività partendo dalle cose di altissima priorità. Ma le nostre idee non piacciono ai “capi maschi” perchè non provengono da loro le idee. Hanno creato un muro di gomma che non permette nessun tipo di infiltrazione, quindi non abbiamo speranze in IDV. Dovremmo veramente creare qualcosa di nostro ed unico nel suo genere, anche a livello internazionale e cominciare ad unirci e lavorare insieme. Io sono comunque a disposizione, sai dove trovarmi. Ciao.

  27. Vincenzo Says:

    Il ballottaggio di oggi porterà Alemanno o Rutelli a fare il sindaco. Roma città mondiale non è donna? Veda che cosa le auguro dottoressa che lei sia sindaca di Roma la prossima volta. Stia bene. Vincenzo

  28. Loredana Says:

    la critica di grillo alla stampa è fatta con cognizione di causa, io non approvo il suo metodo, però non trovo che dica cose sbagliate, tutt’altro. I giornalisti dovrebbero fare un esame di quanto sono poco liberi e cominciare a scrivere verità anche scomode. Invece di predersi le pesanti critiche è meglio fare autocritica.
    Loredana

  29. Valentino Roiatti Says:

    Inaccettabile lo sfottò di Beppe Grillo al Presidente della Repubblica, diseducativo, dissacrante, ignobile insomma.
    Di Pietro dovrebbe dissociarsi come leader dell’Italia dei Valori . Il rispetto per il massimo rappresentante delle Istituzioni è un valore fondamentale.
    Valentino Roiatti

  30. HA DELL’INCREDIBILE! - di ENRICO DELLA GATTA Says:

    HA DELL’INCREDIBILE!

    Apprendo solo qualche giorno fa che la nostra Wanda Montanelli è stata ricoverata e che il nostro Presidente Napolitano l’ha invitata con molta comprensione a sospendere il digiuno.
    Da qui, ho anche saputo da amici e parenti del Brasile che la loro RAI “GLOBO” si è interessata della protesta intrapresa da Wanda solidarizzando, e, poi, ho saputo anche che altrettanto hanno fatto molte altre testate giornalistiche di altri Paesi.
    Tutti Paesi che hanno un gran rispetto per le Donne in politica e che, in particolare, per questo ruolo hanno fatto anche convegni itineranti a cui, l’anno scorso, feci invitare l’on Silvana Mura, unica parlamentare rosa dell’IdV eletta, ma che, purtroppo, non vi partecipò.
    La questione di Wanda, purtroppo, ha dell’incredibile perché sui nostri siti di partito, sul blog di Di Pietro o su altri collegati, tranne Orizzonti Nuovi, nulla si è detto e si dice sulla situazione di Wanda e della scelta che ha fatto per essere ascoltata dal Presidente e dal Partito, di cui è anche Dirigente Nazionale, per sostenere nel 21° secolo il valore, prima umano e poi politico, dell’essere Donna all’interno, sia della Comunità dell’IdV che della Società.
    Tutto questo ha un sapore strano!
    O forse non se ne può parlare perché il nostro Presidente Di Pietro è stato citato in giudizio civile da Wanda per un risarcimento?
    Credo che, come sempre, la via giudiziaria deve fare il suo corso e a noi del partito,credo, interessi solo conoscerne le motivazioni e, poi quando sarà, la sentenza dei giudici, come bagaglio di conoscenza e di crescita.
    Ciò che accade, però, nei riguardi di Wanda deve aiutarci a capire la composizione della nostra Comunità di Partito IdV, cioè chi siamo, cosa stiamo diventando, cosa vogliamo fare e dove vogliamo andare.
    Credo che molte sono le domande per rispondere a questi quattro quesiti esistenziali fondamentali e, forse, vorremmo tutti, se non lo abbiamo ancora fatto in qualche altra occasione, voglia di formularne qualcuna e avere, certamente, delle risposte da coloro che stanno per il Partito tracciando una strada su cui incamminarlo, ma che, forse mi sembra di capire, non convince tutti o non è condivisa da molti.
    Giustamente, sono convinto che nessuno sia costretto a camminare su questa strada tracciata e che questa la si possa lasciare in qualsiasi momento: questo assioma, però, non può costituire un alibi ed il rafforzamento dell’impedimento a conoscere le risposte a quelle domande di cui vi ho detto, altrimenti si rischia di sentirsi solo dei viaggiatori occasionali che utilizzano un mezzo, da considerarsi altrettanto occasionale, per percorrere una strada, ricevendo un servizio che non si riesce a connotare, dietro il pagamento di un alto prezzo morale ed etico, di cui, però, ovviamente si chiede conto.
    Questo mi sembra essere un concetto fondamentale del vivere nella nostra Comunità partitica, in cui ognuno di noi, uomo o donna che sia, ha il Diritto di far domande, ma ha anche il Diritto di ricevere risposte motivate, non secche; cosa questa che si trasforma in un Dovere, quando queste ci vengono rivolte.
    Molte volte siamo portati a giustificare molti nostri compagni di viaggio che non rispondono, Presidente compreso, perché impegnatissimi su temi nevralgici e scottanti del nostro vivere politico e sociale, ma il tema di Wanda, credo, non potesse e non dovesse arrivare a simili manifestazioni di protesta in un partito che predica il Rispetto dei Diritti Umani e l’importanza delle pari opportunità oltre il rispetto del Ruolo della Donna all’interno della nostra Società, visto che è anche contenuto nel nostro Statuto.
    Credo si avverta in queste poche righe un mio profondo imbarazzo e, forse indignazione, nell’aver appreso queste notizie su Wanda e anche che questa vicenda si sia verificata proprio all’interno dell’IdV. Molti conoscendomi, però, come ad esempio il nostro Presidente, possono ben comprendere il mio stato d’animo nei confronti dei conflitti e dei disagi che toccano il benessere del vivere insieme per lottare nell’affermazione di Valori Umani e Sociali che rappresentano la forza del nostro Partito, che non a caso, credo, si chiami ancora ITALIA DEI VALORI.
    Spero, in fine, che Wanda riesca ad avere l’ascolto che merita da noi tutti per gli argomenti che ci pone all’attenzione e, soprattutto, si riprenda il suo benessere fisico per continuare a lottare con noi su temi sociali e culturali di grande rilievo visto che oggi l’IdV si trova, aimè, ha rivestire un ruolo delicato perché tra quei pochi partiti che potranno fare opposizione in Parlamento anche sulle questioni che investono i diritti delle Donne.
    Roma, 27 aprile 2008
    Dirigente Nazionale
    Ing. Enrico Della Gatta

  31. Anna Rossi Says:

    Roma, 27 aprile 2008
    Dirigente Nazionale
    Ing. Enrico Della Gatta
    Lei si e’ fatto domande ed in parte ha risposto a molti di coloro che da questa storia escono attoniti.
    Mi chiamo Anna Rossi e faccio parte della Consulta nazionale delle donne di IdV. L’attivismo femminile nel partito e’ vivo grazie a Wanda che sempre ha coordinato brillantemente incontri e lavori.
    Le donne sono una sorta di bolla d’acqua che naviga da sola nel mare di IdV.
    Naturalmente io parlo di questo nostro partito ma credo che a mettere il naso fuori la realta’ non sia diversa.
    E’ una sorta di oscurantismo che oltre a non lasciare opportunita’ rema contro.
    Quel che e’ accaduto durante lo sciopero della fame di Wanda Montanelli e’ fatto serissimo.
    L’assoluta indifferenza nei confronti della protesta e il black out della stampa nazionale dovrebbe farci fermare a riflettere tutti.
    Non ci sono piu’ portatori di valori quando si ha paura di affrontare delle situazioni che coinvolgono una sfera di elettorato determinante le donne.
    Ai personalismi della politica e’ sfuggito che un pezzo di cuore si e’ staccato…quel cuore che ha sempre sopportato le nefandezze di chi prende il partito per un taxi, di chi ci guadagna un posto al sole.
    Alla direzione politica di IdV e’ sfuggito che qualcuno li guarda e da oggi li guarda doppiamente per aver sottovalutato le persone che portavano acqua al mulino ma che ci hanno rimesso anche la farina loro dovuta.
    Con le donne bisognerebbe essere dei galantuomi e non degli arraffoni che si fanno affiancare da galoppine dimentiche della loro gonnella mentale.
    Questo sentire che tento di comunicare resta comunque il tacco dell’essere.
    Da oggi il ruolo delicato che IdV deve ricoprire dovra’ andare in Parlamento senza macchia…e poiche’ e’ un partito di uomini…dubito che ne abbiano le p..e.
    Staremo a vedere
    Cordiali saluti

  32. Rosanna ex IDV Says:

    Ing. Della Gatta,
    apprezzo la sua sorpresa per tale comportamento, ma non ha pensato che il fatto che Wanda abbia promosso un’azione legale non è il motivo principale, anzi, Wanda aveva già fatto altre proteste tempo addietro e come me e tante altre non siamo mai state ascoltate, anzi, per loro noi eravamo e siamo pericolose in quanto validamente motivate, con principi solidi e proposte serie e concrete. Purtroppo non apparteniamo alla stretta cerchia delle “protette”, quindi non abbiamo angeli difensori e possiamo costituire un ostacolo perchè siamo intelligenti, serie e determinate per questo ci invidiano ed agiscono di conseguenza. Questo è IDV e tutti gli altri partiti. Hanno creato un sistema (muro di gomma) invalicabile per chi non è disposto a tutto come loro. Per questo la nostra politica si è allontanata dai cittadini ed è per questo che i cittadini sono schifati. Grillo ha ragione, il suo è un modo provocatorio, ma se non ci fosse lui pensate che a noi darebbero ascolto? Solo una persona come lui poteva ergersi a portavoce della moltitudine che non ne può più di questo sistema falso, ipocrita e dannoso in tutti i sensi. Speriamo che il resto degli “imbrigliati” aprano gli occhi, anche se tardi, sarebbe ora. Saluti. Rosanna.

  33. Silvia Says:

    brava “gli imbrigliati” termine più che corretto per spiegare il modo di accettare lo stato delle cose senza reagire. E’ che si attende sempre “restando nell’imbriglio” che qualcosa si muova a migliorare le cose. Ci si prospetta possibilità, sussulti di coscienza, spiragli di chi invece non ha occhi per considerare gli altri, ma ragiona in maniera egoistica considerando il partito come qualcosa di privato.
    Se il partito che è considerato uno dei migliori si regola così che possiamo sperare degli altri?
    Grillo esagera attaccando le istituzioni, ed in questo ha ragione Roiatti, ma se la febbre da nausea della maggior parte di noi ha un’espressione nelle esclamazioni di grillo la colpa non è del comico ma del virus dovuto a sfacciataggine e prepotenza che questa febbre ce l’ha fatta venire.
    Serve l’antibiotico. La lotta di Wanda dà inizio alla produzione di un forte antidoto. Quindi sbrigliamoci e manifestiamo il nostro disappunto, indignamoci, scriviamolo qui, ai giornali. Non durerà ancora molto la finzione che tutto va bene, perchè non va bene per niente e non se ne può più.
    Silvia

  34. Maria Cristina Massili Says:

    Voglio testimoniarle la mia più alta solidarità per il coraggio da lei dimostrato. Sono profondamente delusa dal comportamento di Antonio Di Pietro,che ha dimostrato vigliaccheria intellettuale e morale proprio su un tema ,quello della presenza femminile in politica, che avrebbe potuto contribuire ad allargare e consolidare il consenso attorno ai temi della giustizia e della democrazi non formale (cioè economica e sociale) che sembrava essere un punto di forza del idv. Apprezzo l’azione di denuncia da lei portata avanti presso la procura della repubblica ,per la quale le auguro il massimo successo. Spero di poter essere utile alla sua causa, che è poi quella di tutte le donne libere e consapevoli. Grazie per la grande lezione di coraggio e umanità che con il suo gesto a voluto trasmettere al mondo: gesto che ha reso ancora più visibile e grottesca la illibetrà dell’informazione di un paese senza giustizia quale è realmente l’italia odierna. Un’abbraccio,
    Massili Maria Cristina

  35. Loredana Says:

    mi incuriosiscono le testimonianze di persone che dall’esperienza del partito muovono in direzioni diverse. L’igegner Della Gatta è convinto di poter portare i responsabili del partito a predere coscienza del grave problema sollevato da Wanda per risolverlo insieme, mentre Rosanna (si firma ex Idv) è disamorata, delusa, parla di cittadini schifati della politica in linea generale. Forse Rosanna ne ha dovute sopportare troppe per avere ancora un briciolo di speranza in un partito e in un presidente che si regola come un padre padrone.
    Chi dei due avrà ragione solo il tempo lo stabilirà.
    A noi interessa che la lotta di wanda che sosteniamo abbia ragione fino in fondo.
    Loredana

  36. Luigi Says:

    seguo lo spoglio elettorale. se anche Roma sarà lasciata alla destra ho idea che le domande di grillo non basteranno ma i partiti di centrosinistra dovranno farsi domande su come sono riusciti a scontetare tutti.
    Luigi.

  37. Anna Rossi Says:

    Carissimi e carissime,
    credo che le promesse riciclate negli anni e mai mantenute dai finti padri di questa terra ,oramai, non interessino piu’ nessuno…
    Il sistema e’ al collasso per corruzione….
    e sta trascinando con se’risparmi e sogni.
    Solo un fiume di gente perbene, determinata e solida nei valori puo’ incrinare questa discesa all’inferno della societa’ civile.
    Si puo’ imbrogliare per un po’ ma non per sempre.
    Ci fu un tempo in cui gli schiavi venivano messi all’asta….anche oggi ci sono gli schiavi…per ogni schiavitu’ c’e’ sempre uno SPARTACO pronto a nascere.
    Accade quando l’uomo e’ chiamato alla vita, alla sua vita.
    Cosi’ sara’ per le donne, sara’ per gli umiliati, gli sfruttati, i raggirati, i morti ammazzati, i poveri “cristi”.
    Il buon senso mi infonde questa certezza. La matematica energetica me la conferma.
    Nulla viene tolto che non debba essere restituito.
    Sono secoli che soffriamo, sembriamo dei saltimbanchi alle prese con le operazioni impossibili…garantiamo ilfuturo a questo pianeta pagando un prezzo altissimo, esageratamente alto.
    Per quanto tempo ancora?
    Ci sono uomni stupendi che soffrono con noi di questa violenza sottile e continua, uomini che si allineano ad una nuova visione del mondo…ma non e’ facile.
    Abbiamo donne che militano al servizio di questi falsi padri per paura, mancanza di consapevolezza, di decoro di orgoglio…remano contro.
    Aspettare stanca, sfinisce.
    Il tempo del nostro tempo non trova logica…ma so che a piccoli passi la giustizia rientra prepotentemente dalla porta di casa.

    Nulla va lasciato al caso.
    Credo che l’assenza di pubblicita’ mediatica giochi addirittura a favore della lotta.
    Le idee non si sradicano con uno spot o un porta a porta….le idee hanno radici profonde nel cuore.
    Non m’importa se nessuno si fara’ un esame di coscienza.
    Non m’importa se continueranno a predicar bene e razzolare male.
    Le risposte ai tanti perche’ dobbiamo andarcele a cercare con le nostre gambe.
    Wanda ha cominciato un lavoro epocale.
    Approfittiamone…non sempre nella storia di un paese passa un treno cosi’.

  38. Vincenzo Says:

    che batosta per la sinistra dottoressa Wanda. Io sono contento e a Roma ci sarà ordine e pulizia morale, la cosa che la gente vuole, sentirsi sicuro a casa propria, e le donne devono essere rispettate, di questo lei potrà essere certa.
    Vincenzo

  39. Paola Says:

    Dopo la sconfitta di Rutelli, credo che tutto il centrosinistra debba interrogarsi sul perchè di una debacle così clamorosa. Nel loro piccolo, idv ha incrementato consensi, complessivamente, ma ha comunque perso. Sotto tutti i punti di vista. In credibilità, soprattutto: sostenere la confluenza nel Pd (in campagna elettorale) per poi scendere dal carrozzone e prendere le distanze a livello di gruppi parlamentari non appena la prima alba del neo-berlusconismo si è affacciata, è il primo vero errore dela nuova fase politica. Ma il più grande è quello di ignorare le istanze del paese, e ancorarsi alle poltrone. Italia dei Valori non rispecchia l’italia dei valori che viviamo oggi: un paese che chiede giustizia ma non giustizialismo, equità e non discriminazioni, libertà di espressione ma non abuso della privacy. E, soprattutto, l’idea che tutti (uomini e donne) possano anche solo in teoria avere le stesse possibilità nei vari campi dell’economia, della politica, delle istituzioni e della società in generale.
    Di Pietro ha creato un partito a sua immagine e somiglianza, cavalcando l’onda lunga di mani pulite. Quell’epoca è finita, e Di Pietro non rappresenta i numerosi cittadini che, come me, credevano in lui e che però hanno preferito votare altrove, perfino tradendo antiche coerenze, pur di alimentare ancora una fiammella di speranza.
    Da donna, infine, mi sento tumefatta nella mia identità se solo penso che, per anni, ho seguito con coraggio ogni passo di Antonio Di Pietro per poi trovarmi a scoprire con amara depressione che l’esponente principale del filone femminile del partito è stata schiacciata per un decennio dalle logiche maschiliste, machiste e accentratrici di quelli che mantengono le redini.
    Ci tengo a offrire a Wanda il mioo supporto, la mia solidarietà e la mia parola: semmai lei decidesse di affrontare un viaggio politico da sola, in indipendenza, io le farei compagnia lungo la strada.

  40. Maria Says:

    Dal mio punto di vista, per la lotta delle donne questa batosta della sinistra non è per forza un cattivo segno. E’ vero che storicamente, la forze moderatrici di sinistra sono state più vicine al grido di solitudine del mondo femminile, però il deserto che c’è adesso, in Italia, è anche merito di questo centrosinistra arruffone, litigioso e confuso. Non c’è chiarezza e c’è crisi su tutti i settori. Se avessimo avuto una sinistra contemporanea a illuminata, come ad esempio qella spagnola e se questo tipo di sinistra avesse perso, allora si che avremmo dovuto leccarci le ferite. Allo stato attuale invece per me pare che destra o sinistra sono uguali: nessuno dei due grossi carrozzoni si interessa veramente al problema della desertificazione delle donne in politica, o della discriminazione femminile in generale.
    Quindi credo che non sia il caso di fasciarci la testa, ma rimboccarci le maniche e agire direttamente, invece si.

  41. Valentino Roiatti Says:

    Ing Della Gatta, scusi in che partito milita? Non si capisce bene.
    Valentino Roiatti
    Ex-IDV Friuli

  42. Silvia Says:

    siamo in molte a pensarla come Paola, le decisioni vanno maturate con ponderazione però seguire Wanda è per me un modo per conquistare i diritti che fino ad ora ci sono negati. E’ un esempio da seguire senza indugi.
    Silvia

  43. Rita Says:

    vedo gli inserimenti in Parlamento e non sono nello spirito giusto per considerare legittimamente accomodati sugli scranni i parlamentari nominati da questo o l’altro leader di partito. E’ spiacevole ammetterlo ma è un Parlamento anticostituzionale. Hanno più diritto i vincitori di concorsi che sono nell’impiego conquistato con una regolare gara pubblica che questi sconosciuti spuntati da chissà dove e chissà perchè.
    Rita

  44. Laura cerruti Says:

    calma piatta dopo le elezioni e speranza che qualcosa cambi purchè sia anche se di destra. Io da donna impegnata e disillusa sono sempre convinta che una diversa impostazione sociale l’avremo solo se andremo a prenderci quello che ci spetta.
    Laura

  45. Barbara Says:

    le nostre speranze vanno a cozzare con il cattivo lavoro degli incapaci che hanno voluto perdere scegliendo ogni opzione a rischio con noncuranza e faciloneria.
    Ce lo ricorderemo per dare fiducia a chi i calcoli elettorali li sa fare bene, poiché la politica è fatta anche di schemi e di matematica, oltre che di programmi.
    Sempre di più sono convinta che dobbiamo sbarazzarci di tanti imbelli per far avanzare chi ha idee e sale in zucca.
    Barbara

  46. mariella Says:

    la meditazione sulla batosta durerà il tempo necessario per capire che il prossimo giro deve comprendere un numero decente di donne presenti nella vita pubblica. non c’é che dire è nelle cose e nella storia.
    Mariella

  47. Francesca Costa Says:

    Dopo il ricovero in ospedale di Wanda che mi aveva causato non poca preoccupazione e mi aveva “gettata” nello sconforto, ma soprattutto dopo la notizia che si era ripresa, mi sono catapultata nell’oblio degli avvenimenti sia pubblici che privati che sto vivendo in questi giorni.

    Solo oggi mi rendo conto che il mondo continua ad andare avanti: avevo chiuso gli occhi per non vedere quanto stava capitando e mi sarebbe piaciuto riaprirli pensando che tutte le “nefandezze” fossero state solo un brutto sogno. Ahimè, mi sveglio e nulla è cambiato: giochi di potere, inciuci e tutto continua come prima e peggio di prima.

    Insomma avevo aperto solo un po’ il coperchio della pentola a pressione ed essendomi ustionata, nemmeno io volevo credere a quanto stava capitando, volevo perdermi in un oblio fittizio che corrispondeva solo ad una pura illusione.

    Percepisco il malumore della gente, tutti scontenti di tutto, rassegnati ad un destino che sarà molto difficile cambiare. Solo per poter richiedere uno stage da parte di una scuola, bisogna passare dai “potenti” per poter essere ascoltati ed ottenere qualcosa: ma io non ci sto! Lavorerò perché questo non succeda. Tuttavia mi rendo conto che sarà molto difficile cambiare il malcostume che si è instaurato. Solo per aver fatto valere i diritti di una paziente in ospedale mi sono sentita chiedere: “Ma lei chi conosce?” Ho risposto: “Il dolore, se ritiene glielo presento!”

    Si parla di meritocrazia, ma ahimè non riesco a vederla applicata nella maggior parte dei casi. Basta per esempio controllare i nomi di chi siederà in quelle “posizioni tanto ambite”, ma non per ridare a questo nostro paese il rispetto che merita.
    Mi piacerà anche leggere i nomi che saranno a capo delle nuove dirigenze.

    Personalmente non credo più a nessuno, ma solo a quelle che sono le vere e giuste cause. È molto facile strumentalizzare le masse, di questo me ne sono accorta (basta raccontare i fatti che sono sotto gli occhi di tutti), è molto facile navigare seguendo il vento (le vele si gonfiano), molto facile accelerare i tempi per “meriti” di parentele e conoscenze.

    Barbara dice: “…Ce lo ricorderemo per dare fiducia a chi i calcoli elettorali li sa fare bene, poiché la politica è fatta anche di schemi e di matematica, oltre che di programmi”.
    Ritengo che la politica sia fatta poco o per nulla dai programmi che rimangono solo sulla carta, per fare bella mostra e catturare elettorato.

    Di fatto poi vengono affrontati solo i temi di emergenza che fungono da paravento per avere la scusa pronta di non poter pensare nemmeno a medio termine. Cade un bimbo in un tombino – si fa male con danno irreversibile: gridiamo allo scandalo, viene fatta (forse) una legge sulla chiusura dei tombini, che sarà raggirata facilmente da qualcuno che conosce qualcun altro e nessuno penserà più a quel poveretto che ci era cascato dentro a cui non verranno erogate nemmeno tutte le attenzioni del caso. Ai tombini bisognava pensarci prima, ma c’erano altre cose che meritavano priorità: i rifiuti per esempio. Eppure da che mi ricordo questa è stata sempre un’emergenza, anche se mai risolta. Forse a qualcuno fa comodo tenere questo paravento?

    Insomma credo sia facile inseguire gli “ideali” di chi urla gli scandali del momento, qualcuno però ci aveva pensato prima, ma non era stato ascoltato: il suo nome era persino finito nell’oblio.

    Vorrei che questa protesta di Wanda (che è la protesta di quanti credono di poter realizzare un futuro migliore) incominciasse davvero a far aprire gli occhi di coloro che sono caduti nell’oblio e/o di coloro che avevano perso le speranze. Da qui si rincomincia per costruire la normalità che non deve essere fatta solo di emergenze, ma che pensi in una giusta ottica di sviluppo e di crescita culturale che siano riferiti a tutti i settori. La mia fiducia è riposta in Wanda che è stata una voce fuori dal coro e che ha dimostrato davvero e con i fatti di essere vicina alla gente e per la gente. Il suo modo di spendersi è encomiabile e da sempre mi sono chiesta dove possa trovare la forza di lottare ancora e come faccia ad essere così vicina a quanti si rivolgono a lei.

    Grazie Wanda!

  48. silvia Says:

    Francesca e le altre che conoscono Wanda direttamente sono vicinissime a lei perchè hanno capito che è di una grande sensibilità umana e a parte le valutazioni e la stima della sua intelligenza politica, è una persona di cui ci si fida ed a cui ci si affida senza indugio.
    Silvia

  49. Vincenzo Says:

    l’assemblea di Chianciano che inizia oggi ha lo scopo di capire che cosa è successo alla sinistra liberale e anche a quella radicale, se ho capito. Ma queste riunioni non era meglio che le facevate prima?
    Ormai ha vinto la destra e lasciamo stare.
    Vincenzo

  50. mario Says:

    Vincenzo “ha perso la sinistra” perchè un regalo così neanche babbo natale lo avrebbe fatto. E’ fuori discussione che la responsabilità ce l’ha Veltroni che ragiona senza saper contare quando sono i numeri che poi danno la vittoria. Come mai l’uomo della strada sa prevedere una sicura sconfitta e un esperto uomo politico invece no?
    Ci sono domande apparentemente semplici a cui rispondere, senza fare dietrologia, ma con una motivazione accettabile che faccia capire perché qualcuno ha voluto far succedere tutto questo.
    Mario

  51. mariella Says:

    Leggo di solidarietà, di gratitudine per Wanda, ma più ci penso e più mi chiedo come mai siamo tutti molto bravi a chiacchiere, e meno a fatti.
    Vorrei che la sig.ra Wanda mi chiedesse di agire, e che lo facesse con tutti quelli che gli sono vicini. PERCHè LA SITUAZIONE IN ITALIA sta sfuggendoci di mano e tocca agire!

  52. aura nobolo Says:

    E’ senza dubbio ragionevole che l’istanza di Wanda, la causa contro Di Pietro e I mesi che seguiranno necessitino di un grande seguito. Di persone. Di solidarietà. Di eventi organizzativi. Per aver voce in capitolo è necessario prima di tutto contarsi. Dopo di che ci si conosce affinchè ci sia chiarezza di intenti e di conseguenti azioni. L’andare a Chianciano non è inutile. In realtà Wanda in quanto donna rappresenta uno dei motivi principali di questa disfatta elettorale

  53. Anna Says:

    C’è da chiedersi come mai, tranne rari esempi di oasi giornalistica nel deserto dell’indifferenza, in Italia ancora dopo la fine delle elezioni non si da spazio alle battaglie che Wanda Montanelli sta portando avanti.

  54. Paolo Says:

    Cara Anna,
    Mi spiaca ma come dici tu, viviamo nel deserto, e non sto certo parlando della pur grave crisi dell’acqua di cui si parla in questi giorni. Purtroppo le idee e le iniziative della Montanelli non trovano spazio sufficiente negli organi di informazione non perchè non meritevoli di attenzione, anzi, proprio perchè gli argomenti che toccano scottano abbastanza, forse troppo.
    Come vedi, all’estero la situazione è molto meno controllata.
    Sono comunque del parere che per quanto lavoro di omertà ci possa essere, alla fine il filone “legale”, quello che porterà alla causa civile che inizierà a Giugno tra Montanelli e Di Pietro, non potrà essere ignorato.

  55. Lina Says:

    Aura ha ragione, e come lei tutte quelle che chiedono azione, seguito, e vicinanze concrete alle iniziative di Wanda.
    Se ci dimentichiamo facilmente che lei ha rischiato la vita con un digiuno per la causa della emancipazione femminile e non per prendersi un posto nella politica a prescindere, allora non abbiamo capito proprio niente.
    Volevo fare sapere alle donne vicine alla Montanelli che qualsiasi iniziativa mi vedrà pronta a rimboccarmi le maniche.

  56. Valentino Roiatti Says:

    Scusate un fuori tema ma ci tengo:
    Un interessante articolo di Panorama svela i retroscena dell’enorme Business che sta dietro al successo del comico Beppe Grillo. La gente che va in piazza ad osannarlo forse non sa che il comico ha dichiarato 4.000.000 di euro di reddito nel 2006. Dico e ripeto 4.000.000 di euro in un anno! Paga regolarmente le tasse, questo sì ma il suo guadagno di un anno corrisponde a 100 anni di lavoro di un professore di matematica. E a 200 anni di lavoro di una commessa. Guadagni legittimi, regolari, però Grillo si scaglia contro gli sprechi della politica, i tanto vituperati parlamentari al suo confronto sono dei poveri diavoli e i giornalisti dei morti di fame. Il comico, è sostenuto incredibilmente da centinaia di migliaia di precari, disoccupati, lavoratori che percepiscono 5 euro l’ora e che hanno visto in lui il paladino della riscossa sociale. Che abbiano sbagliato indirizzo?

  57. Elena Says:

    Non vorrei che la fine dello sciopero della fame affievolisse l’importanza della lotta di Wanda nei riguardi di tutte le donne! Non è che una deve rischiare sempre e solo la vita per ottenere un minimo riscontro…

  58. Ornella Says:

    Sento dire spesso, in giro, che il problema della discriminazione femminile in politica è illusorio, che siamo noi donne a crearcelo perchè vogliamo “rubare spazio” agli uomini, o che noi non possiamo tenere il ritmo di due lavori, dentro e fuori casa. Non è affatto così: prima di tutto, parlano i dati di fatto. Le donne sono perfettamente in grado di avere una vita professionale in perfetta armonia con quella sentimentale e familiare. Seconda cosa, in politica siamo tutte vergini: eccetto qualcuna -cooptata, o davvero fortunata, nella maggior parte dei casi, per non voler scendere a parlare di eufemismi – tutte le altre donne capaci, abili e arruolabili (come Wanda, ad esempio, che non a caso lotta per noi tutte) vengono scavalcate, schiacciate e setacciate di “personalismo”.

  59. Paolo Says:

    In risposta a Elena e agli altri: nessuno ha intenzione di ignorare le lotte di Wanda, nè ne stiamo dando riscontro minore ora che lo sciopero della fame è finito ed è in atto la protesta “francescana”.
    Il problema vero è che tranne alcuni organi di informazione illuminati, tutti gli altri invece ignorano il caso esattamente come prima.
    E’ piuttosto deprimente combattere contro i fantasmi, perchè non li vedi, agiscono nel buio, favoriti dalla traparenza.

  60. Teresa Says:

    Notizie su Chianciano?

  61. MARTA Says:

    MA COSA VI ASPETTATE DA QUESTO CAMBIO POLITICO? GUARDATE CHE E’ SALITA LA DESTRA, DEI VARI LEGHISTI, DI AN, E DEI BERLUSCONIANI CHE TRATTANO LE DONNE O COME MASSAIE A CUI VENDERE ASPIRAPOLVERI E PANNOLINI PER L’INFANZIA, O DONNE DA OSTENTARE AGLI STAND O AI MEETING A FORZA DI GIARRETTIERE E ACCONCIATURE FULVE E FIAMMANTI.
    MA SCHERZIAMO?
    QUI SI RISCHIA CHE DOPO LO ZERO DELLA RAPPRESENTANZA POLITICA FEMMINILE, SI FINISCA SOTTO LO ZERO! E’ INUTILE CHE METTANO DONNE A CAPO DEI MINISTERI, SE POI LA PRESENZA FEMMINILE NON E’ ESTESA A MACCHIA D’OLIO.
    NOI VOGLIAMO DONNE CHE CI RAPPRESENTINO E DECIDANO, NON FIGURINE IN ABITO FIRMATO CHE SGAMBETTANO E DANNO ALLA SOCIETA’ L’ILLUSIONE DI UN VENTO NUOVO. PERCHè UN VENTO NUOVO NON C’E', GUARDATE CHE QUI TORNANO QUELLI DEL ’94, NON E’ CHE SIAMO MOLTO LONTANI DALLA REALTA’ POLITICA CHE CI HA GOVERNATO PER 50 ANNI FINO A TANGENTOPOLI.
    SE POI IL PROTAGONISTA STESSO DI TANGENTOPOLI E’ A CAPO DI UN PARTITO POLITICO DOVE SI CONSUMA IL CASO DI WANDA MONTANELLI…
    SIAMO PROPRIO MESSI MALE.

  62. da Katia, l'intervento di Luana de Rossi Says:

    AVEVAMO PERSO

    C’E’ POCO da commentare anche roma in mano al centro destra a silvio berlusconi ad alleanza nazionale…ma avevamo perso e perso da tempo …troppo tempo
    QUANDO per la palestina non si vede una manifestazione ne un leader cosi’ detto… che scende in piazza a contestare un siluro israeliano che uccide una mamma e tre figli mentre facevano colazione…e si organizzano fiere di libri tutte in vantaggio del massacro…e colazione palestinese continua a significa niente… quando in afghanistan dove si smercia la droga mondiale ci si lascia nuovamente un nostro plotone per un finta sicurezza…

    ABBIAMO PERSO !
    Abbiamo perso perche’ in tutte le periferie romane vedi soltanto GAZEBO di destra …e se e’ vero come dice bertinotti che si puo’ stare da comunista nello stesso tavolo e accanto alla moglie di almirante e’ vero anche che si deve stare in quei quartieri…
    PERSO perche’ si imita la comunicazione spicciola…perche’ non si ha il coraggio di dire che chi e’ di sinistra non puo’ risolvere il problema dell’immigrazione con la galera ma semmai con una ridistribuzione mondiale dell’economia…se i popoli stanno bene nel proprio paese difficilmente prendono le valige per andarsene…ma nessuna voce abbiamo sentito da tanti anni levarsi contro chi sfrutta i paesi altrui.
    PERSO perche’ un partito non puo’ nascere da una richiesta di un grande imprenditore e il politico non deve accettare ma mediare nei limiti del possibile altrimenti si dimetta.
    ABBIAMO PERSO – perche’ se proprio non vogliamo immigrati riprendiamoci i nostri che hanno esportato mafia in america – riprendiamoci i nostri che hanno esportato fame e guerre in africa… la fame…quella che avevamo in una italia che mai e’ riuscita a risolvere le proprie nefandezze culturali.
    ABBIAMO PERSO … perche’ la comunicazione quella del DRIVE IN ora e’ il punto di riferimento chiaro dentro la testa di tutti – perche’ si corre al consumo – perche’ tutti vogliono tutto per dimenticarlo un attimo dopo averlo avuto…
    ABBIAMO PERSO DA TEMPO – perche’ la sinistra non si e’ mai schierata in favore dei deboli – perche’ ha fatto casta – perche’ si e’ ritagliata la sua parte di borghesia pensando che bastasse quella per poter riuscire a navigare nella barchetta del potere sballottato come le borse mondiali.
    ABBIAMO perso perche’ non vedo manifestazioni per la pace – perche’ abbiamo lasciato morire gli operai a vantaggio degli industriali come costituzione europea vuole e quindi banche e quindi economia chiedono.
    Perche’ si e’ stati incapaci di capire cosa privatizzare e cosa no…perche’ avete creduto che svendere avrebbe creato corsa al ribasso e invece dopo aver comprato hanno fatto cartello e i prezzi sono saliti. Non e’ vero che se cedi due licenze coloro che l’acquistono poi faranno gara a chi vende meno cari i suoi prodotti… piu’ facile che si facciano una telefonata per vendere allo stesso esagerato prezzo.
    ABBIAMO PERSO perche’ non avete mai voluto una economia trasparente perche’ siamo stati piu’ macchinosi della russia burocratica – perche’ non si e’ detto e fatto nulla sull’energia alternativa lasciandoci pensare che il problema sia napoli e non coloro che l’hanno inquinata.
    ABBIAMO perso perche’ i giornali parlano solo di assassini…quando ce ne sono tanti che ti uccidono giorno per giorno ma non vengono citati …perche’ non si dice che la criminalita’ e’ diminuita ma si parla di indulto di novi ligure delle perugine questioni drammatiche… e tutti pensano che il mondo sia cosi’ che dietro ogni angolo ci sia l’omino nudo coperto da trench che cerca di violentarti…
    ABBIAMO PERSO perche’ la sinistra e’ incapace di fare una sana comunicazione ed e’ scesa sullo stesso piano della destra per prendere voti che ha da tempo dimenticato perdendosi anche quelli che aveva… e’ questo non altro il risultato delle varie trasformazioni attuate.
    Perche’ si dice che contro la violenza alle donne ci serve un braccialetto e magari per lo stesso si sono fatti accordi con industrie… un braccialetto…ma nessuna parola contro un sistema sottoculturale…per una educazione sessuale…contro la violenza che toglie i diritti alle donne…si rimane li…incastrati e violentemente incapaci di raccontare la fonte… che non e’ il rumeno …e’ la non cultura e’ la fame e’ la disperazione e qualche volta anche la testa.
    Dov’era la sinistra quando tutto questa reale strage imperava nel nostro paese ? quando FREGA TE PER PRIMO … diventava una parola d’ordine … dov’e’ la sinistra quando i portatori di handicap continuano a restare in casa e le prostitute malmenate e sfruttate…. i prezzi al mercato che aumentano …il razzismo dilagante…cosa vuoi parlare poi della violenza.
    Certo dira’ … eravamo a sistemare i conti disastrosi a ritoccare l’economia…come ? svendendo case ? facendo un cartolarizzazione maledetta ? facendo un piano regolatore per roma che prevede un millesimo di edilizia popolare e in cambio lascia costruire supermercati ristoranti e industrie ai super potenti ?
    AVEVAMO PERSO perche’ la sinistra quel poco che rimaneva doveva essere sinistra e invece ha bollato gli operai estremisti e si e’ messa a cincischiare sul welfare lasciando la legge trenta non ridistribuendo salari… tutta per le banche e la privatizzazione…tanto vale si sara’ detto colui che si alza alle sei del mattino per accendere il fumo in fabbrica…votare a destra cosi’ forse capiranno … capiranno che correre al centro non serve a nessuno che ha fatto piu’ disastri il buon valter che mille anni di repressione… che servono idee vere e una identita’ vera. Che quando la destra applaude una tua idea vuol dire che quella idea e’ sbagliata…tanto e’ vero che berlusconi si e’ alleato e i diessini si sono sfasciati.
    AVEVAMO PERSO … da quando avete lasciato le bandiere rosse in casa e il primo maggio – per voi e’ uguale ad altre feste…da quando sfruttare e’ un diritto di tutti… da quando l’ideologia e’ diventata una cosa penosa e non si puo’ cambiare squadra di calcio… ma partito si…ne siete stati l’esempio dalle lacrime di occhetto a quelle di fassino.
    DA QUANDO non abbiamo espresso la nostra cultura e dato alla stessa ampio respiro con la quale si potevano creare migliaia di posti di lavoro a svantaggio di appalti e rientri di spese inutili per far esistere il precariato.
    AVEVAMO PERSO…da quando non si riesce piu’ a contattare…noi voi voi noi… tutti nei salotti a mangiare pasticcini tutti sotto le coperte a prendere stipendioni… avevamo perso perche’ non rappresentate che il nulla e le persone non lo sono … siamo altra cosa…siamo ciccia idee … abbiamo bollette arretrate da pagare…siamo sfruttati e sembriamo esistere solo per questo…e fare anche un pranzo per invitarvi a mangiare sotto elezioni… ci sembra veramente troppo cosi’…semmai doveva essere il contrario…tutti a mangiare una pizza paga d’alema… come e’ troppo sentir parlare tremonti dei no global con la truffa di allearsi agli usa per una guerra mondiale senza sentirvi dire una frase in merito.
    AVEVAMO PERSO non ve ne siete resi conto ? ditemi te lui voi…a cosa serve ora contare i voti capire chi e’ andato e dove…era ovvio
    AVEVAMO PERSO ANCHE SE VINCEVAMO.
    Luana de rossi

    Niente altro da aggiungere – ma se vuoi dire la tua scrivimi a – giornale@namir.it – pubblichero’ tutte le risposte in namir… come sempre.

  63. Alberta Says:

    Io credo – con tutto il rispetto per i vari commenti – ma non credo che preoccupandoci di quanto la sinistra abbia perso e della vittoria della destra risolveremo il problema della scarsa (per non dire inesistente) rappresentanza politica delle donne.
    Destra centro o sinistra è uguale: al punto in cui siamo meglio un pò pù di donne di “colore” politico diverso, che zero donne in un governo a noi amico!

  64. Valentino Roiatti Says:

    Concordo pienamente con Luana De Rossi. Destra? sinistra? e che c’entra con le donne? C’entra e come, non può esserci un femminismo (nel senso buono del termine) di destra, non può esserci un ambientalismo di destra, non può esserci un socialismo di destra.
    A destra c’è lo sfruttamento, la disuguaglianza,il business, il profitto,i padroni, la guerra, etc.etc. e questo per motivazioni profonde storiche ed ideologiche.
    Altro che…
    Valentino Roiatti

  65. Enrico Says:

    Caro Valentino se è vero ciò che dici della destra, ne segue che l’inverso dovrebbe dirsi della sinistra, giusto? Se la sinistra è la sponda opposta alla destra allora però perchè nel partito IdV che pure si schiera accanto al Pd si è aperta questa crepa di discriminazione, maschilismo e sfruttamento con la Montanelli?

  66. Lina Says:

    E’ confortante che Wanda sia tornata ad alimentarsi, ma questo silenzio dei mezzi di comunicazione continua. Per esempio, quanti sono i giornali che ne hanno parlato? Lasciamo perdere lo sciopero, che magari a tanti cinici può sembrare una scelta privata e non politica. Ma la causa civile?
    Voglio vedere quando inizierà a Giugno se ne parlano.

  67. Giovanna Says:

    E’ proprio come dite voi in vari commenti. Italia dei valori non rispechia i valori dell’italia: confonde la giustizia con il giustizialismo, la certezza della pena con la persecuzione, e si nasconde dietro retaggi della cultura maschilista per non ammettere che ormai il tempo del timore delle gonne è finito. Non regge più la scusa della donna casalinga/madre di famiglia: abbiamo ampiamente dimostrato di meritare l’esercizio di funzioni che di fatto già esercitiamo (in politica) in una condizione però di sottomissione e di assenza di potere decisionale. Non vogliamo più essere le sguattere di chi gestisce un partito come un affare di famiglia, cooptanto e potando lì dove più conviene, circondandosi dei soliti noti e amministrando quello che è un organo preposto alla “cosa comune” come una “cosa propria”.

  68. Ramona Says:

    Perchè Di Pietro non riconsidera l’intero assetto del suo partito? Magari seguendo l’esempio di Zapatero. Tanto, avendo perso, non può governare, quindi di tempo Tonino ne ha eccome per rimescolare le carte.
    Sarebbe un gesto importante,anche per dimostrare che non è poi così cinico nei confronti delle donne…

  69. Valentino Roiatti Says:

    Enrico come sai l’Italia dei Valori era nata come una lista civica intorno a DiPietro. Io socialista non tesserato schifato da Craxi mi sono catapultato era giusto in quegli anni. Ora che ADP sta con Grillo cavalca il qualunquismo populista e si sente una star non lo sopporto più.
    A sinistra dovrebbe esserci meno discriminazione,quindi l’Italia dei Valori non è un partito di sinistra.
    Valentino Roiatti

  70. silvia Says:

    sono milioni le persone amareggiate dalla politica. Il clima non è dei migliori e come spesso avviene, dalla delusione nascono idee nuove per chi ha ancora un barlume di speranza per la modifica dell’esistente che non ci soddisfa. Idee e progetti da realizzare con le nuove forze che nasceranno.
    silvia

  71. Manuela Says:

    Qualcuno può pensare che la sconfitta di tutta la sinistra sia un passo indietro per il tema delle donne in politica. E’ vero solo in parte, per me, perche se era un problema di schieramento politico, allora dentro italia dei valori non doveva esplodere un caso come quello di Wanda

  72. Elio Says:

    Sono d’accordo con Valentino, Italia dei Valori non è un partito di sinistra. La sinistra come la si intende nei volumi in cui ti insegnano politologia è tutt’altra cosa rispetto a un partito come quello messo in piedi da ADP.

  73. Renata Says:

    Mi associo a Silvia. Le persone amareggiate dalla politica e dai politici son troppe: bisogna andare alla ricerca di nuove idee, nuovi spazi vitali, nuove forme di rappresentanza. Specialmente noi donne, sole e mal rappresentate: perchè non spingiamo in favore di un nuovo movimento politico neo femminista?
    Forse sogno troppo?

  74. Daniela Says:

    I passi da compiere sono segnati, scaglionati secondo una tabella di marcia che una timoniera come Wanda ha salda in mente: dopo l’atto di coraggiosa protesta del digiuno, all’alba della presentazione di liste elettorali prive di donne idv se non rare eccezioni, adesso è il momento di nuove fasi: analisi politica, raccolta di segnali di solidarietà vera, e una vera fase di semina. Poi da Giugno, quando la causa entrerà nel vivo, si provedderà, si spera, a raccogliere..

  75. Rosa Says:

    Le scelte di idv mi hanno sempre deluso in questi anni. Fin da quando si allearono con Occhetto… mi sembra ogni volta che ADP si diverta a fare un rimpasto di tutti i valori del partito pur di guadagnarci qualche consenso in più. E poi una volta era più coerente.
    Non mi piace più, mi rammarica questa certezza, ma rimpiango di aver dato tutta questa fiducia a un partito che fondamentalmente si rinnega ogni giorno.
    Io che sono donna, ad esempio, e che come tanti ho subito ingiustizie alivello morale e giuridico e non mi sento affatto rappresentata da un movimento come idv, perchè dovrei continuare a sostenerli?

  76. Stefania Says:

    in una reatà politica seria, in questo paese ITALIA DEI VALORI starebbe a destra, a braccio con AN. Hanno già fatto, del resto, alcune cose insieme, uniti da identiche ideologie.

  77. Federica Says:

    Concordo con voi. l’IDEALE, per noi donne, al momento, è una politica apolitica. E’ vero che temi come la sicurezza e la giustizia non sono di proprietà della destra (così come il femminismo e il progressismo nelle emancipazioni tutte non sono merci private della sinistra), ma visto che non esiste uno zapaterismo in questo momento in Italia, allora tanto vale aprire gli occhi: ADP è semplicemente un uomo politico dal cinismo accentuato e affinato da oltre un decennio di attività di maturazione politica e istituzionale col coltello tra i denti. Chi si scontra un giorno si e l’altro pure con Mastella e Berlusconi e ottiene trattamenti di favore da WV e sopravvive allo tsunami di tutta la sinistra va certamente apprezzato come crescita politica, ma anche a preso con le molle. E’ un TITANO.
    Non è accodandosi ai titani accentratori che una donna responsabile della rappresentanza politica femminile può ottenere giustizia. I titani mangiavano le proprie creature…

  78. Ilaria Says:

    Non sottovalutiamo Wanda Montanelli. Lei sa che mettersi contro un lupo di mare (agitato) come ADP è un atto di coraggiosa utopia, ma io spero proprio come spera lei, che per una volta, andare nudi all’attacco senza trinceee o trappole per topi ai quattro angoli della coscienza,, aiuti il debole, e non il piu forte.
    Forza Wanda!

  79. Rita Says:

    Sento il dovere di dire a Wanda grazie di aver fatto e continuare a fare tutto questo per noi donne. Ricordiamoci che non sono state poche, anzi, le occasioni in cui avrebbe potuto fregarsene delle pari opportunità e prendersi un posto di potere e influenza come merita. Un posto al sole per sè. Lei non l’ha fatto, e anzi si è presa la briga addirittura di DENUNCIARE DI PIETRO!
    Chi avrebbe mai il coraggio di farlo?

  80. Tiziana Says:

    Volevo sapere se la causa civile tra Wanda e ADP sarà possibile seguirla attraverso qualche organo di informazione.
    Credo che qui in questo blog sì, ma giornali o radio o tv?

  81. Anna Rossi Says:

    Guardandola dall’estero, la mia piccola grande Italia è un pezzo di terra molto frammentato. Un parco naturale con tanti zoo sparsi ovunque ed in cui si affacciano, di tanto in tanto, cittadini non in cattività che fanno sberleffi ai poveretti costretti in gabbia.
    L’apoteosi delle “caste”.
    Il delirio degli strozzini mai sazi che usano il linguaggio dei truffatori.
    Lo stesso cielo per una terra in cui convivono schiavi e padroni.
    Nulla di anomalo se la storia non ci avesse donato un passato di eroi ed il presente un abito di civiltà.
    Ed invece siamo il paese membro dell’Europa Unita più corrotto e venduto…parlo naturalmente dei paesi membri industrializzati.
    A questo punto, dopo un’attenta analisi dei fatti, lo scenario deplorevole è allarmante.
    Il popolo italiano ha dimostrato di essere ignorante e portatore di un buonismo che non possiede.
    Ha dimostrato anche di essere affetto da una sindrome opportunistica con devianze schizofreniche…convinto di farla franca e di galleggiare oltre le nefandezze commesse fuori dalla porta di casa sua.L’italiano medio non vede l’ora di delegare un’entità (qualsiasi essa sia) nella risoluzione di ciò che dà lui più fastidio.
    Mentre dormivamo sulla speranza che qualche altro genio gonfiasse il nostro io patriottico…un esercito di incapaci ma farabutti si organizzavano per depredarci.
    Il dio danaro ha spazzato via ogni virtù e l’ha rimpiazzate con i valori dissolutori del sistema progresso.
    Due ostacoli pericolosi andavano abbattuti perchè il processo accellerato della disgregazione sociale fosse attuato : la distribuzione del reddito impazzita e l’informazione omologata.
    Fatto.
    Gli attacchi violenti all’istruzione sono stati la pennellata finale.
    In tutto questo divenire però c’è un “MA”.
    E’ il ma delle donne, un universo sconosciuto di cui sempre si percepisce la forza e la pericolosità latente…per questo vilipese ed ignorate.
    L’elemento femminile, nel corso dei secoli, si è lasciato modellare come creta ed una volta indurito, se troppo imponente, è stato spazzato via a colpi di martello.
    Per evitare l’inevitabile le donne si sono organizzate in taciti comportamenti rivolti alla conservazione della specie.
    Incredibile ma umano…gli albori di questi comportamenti li ritroviamo nel mondo animale.
    Questo tempo che appare per l’Europa francese, inglese, italiana, svizzera…il tempo della destra…in realtà è il tempo del vuoto occupato da un presunto potere assoluto che la storia ci racconta esaurirsi spesso nel sangue.
    In realtà si stanno formando nuove figure politiche di giovani e di donne…una nuova consapevolezza sta prendendo forma nel sottobosco vitale degli individui saldi ed in sintonia con le leggi dell’universo.
    Presto nuovi personaggi si affacceranno sullo scenario quando l’humus del sopruso sarà distribuito ovunque.
    Il fetore dell’arroganza è insopportabile anche ai morti ma questo il potere lo sottovaluta.
    Non conosco la soglia di sopportazione della società italiana ( è imprevedibile) ma so per certo che si sta muovendo un fiume di stanchezza verso il grande risveglio.
    Noi donne italiane saremo il segno rinnovatore di questa terra.
    Ci accomuna una sofferenza ed uno spirito di sacrificio infiniti.
    Siamo le più allenate d’Europa.
    Amiamo i nostri uomini e i nostri figli senza fare conti…come accade invece altrove.
    Abbiamo il coraggio di scendere in piazza contro la droga e Stakanov ci fa ridere con le nostre 16 ore di lavoro al giorno.
    Un’ultima cosa…se per indebolirci senza ritorno ci hanno ridotto i figli a degli zombi….noi li risveglieremo…e nulla sarà più come era.
    Io non sono un’utopista…ma, come tante guerriere di una nuova era, sono convinta del lavoro di coesione ed organizzazione intrapresi.
    Metteremo il naso dapperttutto fino a ripulire la casa degli italiani (lavoro peraltro che sappiamo fare benissimo).
    C’è bisogno di donne e di giovani..
    uniti sotto un unico sogno.
    Cordialmente

  82. Francesca Says:

    Fermare il digiuno non è stata certo una sconfitta per Wanda anzi, come molte di noi dicevano, è stata una mossa doverosa e opportuna. Adesso, infatti, può concentrarsi nelle sue lotte contro le discriminazioni con maggiore energia

  83. Daria Says:

    Non capisco come mai, ora che Wanda ha smesso il digiuno, molte di noi si sentono così in dovere di rilassarsi. Semmai dovrebbe essere Wanda a prendersi un pò di tempo per riprendersi in salute, e invece è li, sempre, al lavoro per tutte noi. Ma non è che il fatto che sia tornata ad alimentarsi (seppure in modo francescano) significa che abbiamo vinto la nostra battaglia.
    L’emergenza dicriminatoria delle donne esiste sempre.

  84. Antonella Says:

    Chiediamoci pure se è stato giusto o sbagliato che Wanda digiunasse o meno, perchè per me lei ha seriamente rischiato la propria salute per un uomo, capo di un partito di “valori” che non meritava un gesto così estremo.
    Avessimo detto Berlinguer…

  85. Ugo Says:

    Anna, e le altre.
    Le vostre, perdonatemi, sono belle aspettative, belle esisgenze, ma anche belle parole. E le parole sono destinate a volare. Perdonatemi ancora, ma troppe donne ho visto consumarsi l’ugola nel parlare parlare, e poi non concludere. Forse la differenza tra uomo e donna che l’uomo agisce, la donna dice di agire.
    E’ un qualunquismo che io stesso scaccio, perchè non è vero. So che voi, da te in primis senza dimenticare Wanda Montanelli, siete donne del “fare.”
    Allora mi unisco a voi e vi dico: facciamo qualcosa, non limitiamoci alla parola. La parola serve come collante, come coesione di idee, ma in politica come altrove se vuoi conquistarti uno spazio, devi farlo con i fatti.

  86. Giorgia Says:

    La parità dei diritti tra uomo e donna è ancora lontana.
    Se Wanda Montanelli vorrà portare avanti lotte estreme ancora a lungo, anche dopo aver finito di digiunare, io sarò con lei.

  87. Maria Says:

    Per quanto tempo ancora ci illuderemo che i politici faranno qualcosa per noi? Se non iniziamo ad accettare che loro se ne fregano delle donne, non inizieremo mai a cambiare questa realtà ambigua e discriminatoria.

  88. Riccardo Says:

    E’ vero che le donne devono forse agire con più determinazione, ma cosa devono fare più di lavorare per una vita per far ingrossare gli uomini? Piuttosto, se è vero che le rivoluzioni si facevano dal basso, è anche vero che però di questi tempi il “basso” non ha alcuna possibilità di interagire con la politica attiva, visto che possiamo solo votare e neanche il nome del candidato. aLLORA quali soluzioni possono mai prendere queste donne per superare l’ostacolo della mancata rappresentazione politica?

  89. Carla Says:

    Diamo una mano a Wanda, facciamo qualcosa per contribuire un pò tutti a rendere le sue battaglie legali un pò più diffuse a livello mediatico! Voi che suggerimenti avete?

  90. RITORNO DA CHIANCIANO - L'ASSEMBLEA DEI MILLE Says:

    A CHIANCIANO “MISSIONE IMPOSSIBILE”
    E’ definita così dalla stampa, l’assemblea garibaldina di Pannella il cui esito è tutto in divenire. In politica invece anche l’impossibile si può realizzare, specie se giudichiamo da come è cambiato il panorama in questi ultimi tempi.
    Mauro Del Bue, storico socialista con tessera anche radicale, ha il compito di coordinare un nuovo soggetto politico di vasta natura, cioè radicale socialista laico e liberale. All’assemblea dei mille di Cianciano sono stati chiamati i “disorientati” dagli ultimi accadimenti per analizzare che cosa è successo nell’ultimo mese, e in tre giorni di interventi (dal 2 al 4 maggio), i più hanno cercato di proporre una via d’uscita al momentaneo stallo di tanta componente politica di sinistra.
    C’è da dire che i Radicali sanno sempre anticipare i momenti di discussioni, così come sanno organizzarli in fretta e bene. Anche se già da prima delle elezioni l’incontro di Chianciano era in programma.
    I desaparecidos del 13 e 14 aprile sono stati invitati alla discussione. Tutti hanno avuto in consegna la ciambella di salvataggio e alcuni l’hanno afferrata, altri sono rimasti tiepidi all’invito come la sinistra Arcobaleno, con il Verdi e Bertinotti.
    Romano Prodi presente venerdì ha denominato radicali “ultimi giapponesi” e nel suo intervento di 25 minuti li ha ringraziati per la fedeltà al programma dell’Unione precisando che la sua duplice vittoria elettorale (che per ad altri non c’è stata) è durata poco, ma il tempo necessario per aver fatto alcune importanti riforme (sicurezza sul lavoro, welfare, liberalizzazioni) e risanando i conti pubblici si è salvato il Paese che era lo zimbello dell’U.E.

    Il mio intervento ha dato una descrizione della lotta politica per le pari opportunità, con analisi del comportamento dei mezzi di Comunicazione di Massa. E’ stato un momento utile per aggiungere, ad una platea così attenta, consapevolezza del problema. Tanti erano gli addetti ai lavori e molti i giornalisti presenti.
    Nel disorientamento generalizzato è bene fare il punto dello stato delle cose e l’aspetto della discriminazione femminile non è un argomento del quale si possa parlare con vera cognizione di causa. Anche chi ritiene che l’istanza di democrazia paritaria non lo tocchi da vicino, probabilmente erra, se valuta che il corso della storia può essere cambiato anche in rapporto alla presenza delle donne nei luoghi in cui si prendono decisioni.
    Mi riferisco fra tante forme di presentazione in pubblico della campagna elettorale, a quale potrebbe essere stata una modalità scelta dal pragmatismo femminile. Sulla “percezione” dell’insicurezza sociale per esempio. Se è vero che i crimini sono diminuiti in percentuale, è pur dimostrato che i pochi hanno un’efferatezza insolita. Allora bisognava lavorare sulla percezione di sicurezza e dare messaggi di forza e determinazione. I messaggi che raccontavano una specie di film attraverso una superficiale visione di benessere che non toccava i tasti sensibili dei bisogni quotidiani delle persone, sono stati rifiutati dall’elettorato, che non dimentichiamolo, è in prevalenza femminile ed abituato a toccare con mano la realtà delle cose.
    Wanda Montanelli

  91. Francesca Costa Says:

    “Tasti sensibili dei bisogni quotidiani delle persone” dice bene Wanda.
    Questo è ciò che auspicherebbe una società che vive svariate problematiche. Invece, come più volte ho scritto, si parla tanto per parlare, si discute solo delle criticità senza mai pensare a medio e lungo termine e di conseguenza, quello che viene a mancare sono proprio le progettualità che volgano a una linea guida per il futuro. La sfiducia della gente è totale, i miglioramenti non si vedono e c’è la percezione di una caduta libera all’interno di un imbuto, da cui è difficile uscire.
    La società che ci si auspica è di collaborazione fra tutti i soggetti, ma soprattutto con coloro che fino ad oggi si sono sentiti sbattere le porte in faccia. Forse perché troppo bravi e partecipi, forse perché le idee brillanti danno fastidio o forse perché se si eliminano le criticità….

    Quello di una maggior rappresentanza femminile sembrerebbe essere un argomento di poco conto, all’interno del panorama politico italiano, dove i problemi sono molteplici e tutti di estrema urgenza. Questo è proprio il nodo cruciale, in questo modo c’è il pretesto per poter dire: zitte voi che stiamo lavorando a “cose più serie”.

    Ritengo Wanda una vera donna del fare, una persona che si è presa a cuore l’incarico per cui era stata nominata, ma allora che si dica chiaramente che la questione femminile, all’interno dei partiti, viene affrontata solo per l’audience che può sollevare.
    Di fatto la dualità non esiste e questo va a discapito di tutta la società perché la sensibilità femminile potrebbe apportare notevoli vantaggi. Tuttavia il problema viene sottaciuto e nascosto il più possibile. Non è così che si dovrebbe agire. Tanti sarebbero i nodi che bisognerebbe portare al pettine. Dare voce e fiducia anche alle donne, vorrebbe dire capire degli aspetti anche da un’altra angolazione. Prospettive diverse delineano un quadro più completo e porterebbero portare a soluzioni di sicura efficacia.

  92. Roberta Says:

    Dare fiducia e voce alle donne, certo. Ma come? In concreto, cosa possiamo inventarci per cambiare lo stato attuale delle cose?

  93. Teresa Says:

    Secondo me ci vuole meno raffinatezza, meno eleganza nel porci e nel ritenere che il mondo è quello che vediamo coi nostri occhi. C’è troppa poca cultura, troppa poca percezione di quello che noi possiamo vedere con sguardi figli di una mente femminile e, dunque, più aperta alla analisi, al dialogo, alle valutazioni mentali.
    La politica è il prodotto dell’arrivismo, e l’arrivismo è qalcosa di animalesco e istintivo. L’istinto e la tendenza al piccolo bene privato è una peculiarità maschile.
    Tocca dirlo: fa male dirlo, ma dobbiamo forse mascolinizzarci un pò. Non è cancellare la nostra realtà, nè scendere a compromessi. Ma non sempre tutto quello che noi facciamo o diciamo è migliore, e non sempre possiamo ignorare quelo che è il metro del paese.
    Se il paese va in un certo modo e la gente ragiona in un certo modo e noi pretendiamo di avere un ruolo di potere su questo paese e su questa gente, allora dovremmo fare come gli uomini. Ovvero, assomigliargli.

  94. Ennio Says:

    Cara Wanda, io e i miei familiari siamo sempre piu orgogliosi di te, e delle tue lotte!

  95. Nicoletta Says:

    Da quando Wanda Montanelli ha iniziato lo sciopero c’è stata una crescita a livello mediatico internazionale che non spiega (oppure lo spiega troppo) il silenzio informativo che è in atto in questo paese.
    E’ possibile che da noi le notizie siano così controllate e filtrate?

  96. Anna Says:

    Serenità per Wanda, e il suo lento ritorno alla normalità, alle forze fisiche dilapidate dopo un lunghissimo digiuno. Ora è il tempo di raccogliere i primi frutti, e di una attenta valutazione dei prossimi passi da seguire. Io consiglierei a Wanda di guardare molto in là, verso un progetto politico indipendente.

  97. Davide Says:

    Poichè ci aspettano 5 anni di destra, e in questa sede di parla di donne in politica e noi sappiamo la destra come considera le donne (stendiamo un velo pietoso), allora mi chiedo: Wanda, che è un pò la nostra leader, semmai questo blog fosse l’inizio di un percorso nuovo, cosa pensi di fare dal momento che il partito in cui credi, idv, non solo ha perso ma ti ha ampiamente deluso?

  98. Elisa Says:

    Io volevo solo sapere se erano previste azioni di protesta immediata, dopo lo sciopero e dopo le elezioni, da parte delle persone che seguono questa vicenda legata alla discriminazione delle donne in idv.

  99. Silvia ct Says:

    Poichè, da attivista politica sono stata più volte delusa, sento la causa della Montanelli a me molto vicina: mi hanno illusa, usata, e abbandonata ma non ufficialmente. Un pò come fanno i mariti con le mogli quando passano dalle amanti. E infatti, ADP con Wanda ha fatto uguale: non ha espulso Wanda nonostante ci sia una causa in corso tra loro, nè ha lasciato dichiarazioni ufficiali. Come tutti gli uomini, ADP si lascia le porte aperte; sa di avere il coltello dalla parte del manico, e la sua aspettativa è che o la cosa si ricucisca, o che Wanda alla fine molli. Credo anzi che alla fine a lui sarebbe andato perfino bene un decadimento definitivo della salute della povera Wanda.
    E invece io a lei dico: come tuttele donne, che hanno da sempre il coraggio di “lasciare” i mariti fedifraghi o falsi o bugiardi o illusori, fallo anche tu. Lascia quella selva oscura.

  100. Paolo Says:

    Anna, Aura, Francesca, amiche e sostenitrici instancabili di Wanda, dove siete? Dateci notizie sia sulla situazione personale e di salute di Wanda, sia riguardo ai prossimi obiettivi da raggiungere.

  101. Daniele Says:

    Se non erro, tra qualche mese ci saranno elezioni amministrative e politiche. Consiglierei a Wanda, nel mio piccolo,di iniziare a pensare a un suo movimento politico alternativo a idv, non a una corrente, proprio a un simbolo nuovo. Saremmo in tanti a collaborare con te. A sostenerti. Ma questo è un disegno complesso a cui occorre tempo, riflessione, e a cui per nascere servono persone motivate e pronte a muoversi con largo anticipo rispetto ai tempi.
    Perchè qui, se stiamo ad aspettare Di Pietro e Idv…

  102. Anna Rossi Says:

    Leggo negli interventi una sorta di gap nella scelta di comportamento modello maschile/femminile nell’eventuale interagire politico.
    Per prima cosa non sono d’accordo con chi taccia le donne di troppa analisi e pochi fatti. Credo piuttosto che l’unica colpa è la discrezione esagerata che mettiamo nell’operare e forse questo aspetto dovrebbe essere rivisti attraverso la rivendicazione di ogni contributo effettivo che portiamo.
    Ad ognuno di noi è chiaro che faremo di tutto per occupare gli spazi di responsabilità visibili.
    Ad Ugo vorrei rispondere che le belle parole che le donne pronunciano sono la linfa di cui si nutrono i soldati quando cantano andando a combattere.
    Due diverse forme di esternazione che s’incontrano perfettamente nel compito.
    Se vuoi un programma dettagliato del “fare” credo che lo step incisivo sarà l’udienza a Milano in cui verranno portate in causa gli inadempimenti giuridici che tagliano fuori le “donne” dalla possibilità di una partecipazione “concreta” rd “organizzata” alla vita politica.
    Distrarre fondi destinati alla promozione del deficit paritario non va bene…è un attentato alla crescita del paese.
    Questo è accaduto per i termini di legge…ma c’è di più…esiste un sottobosco di presunzione che monopolizza incontri e potere decisionale togliendo la parola alle donne italiane e lasciandola a qualche solitaria rappresentante investita di onnipotenza se non del dono dell’ubiquità…pur di non far lavorare i preposti.
    Non è così che funziona e speriamo di dimostrarlo ampiamente nelle sedi giuste.
    Un secondo step è la concertazione di progetti per la creazione e lo sviluppo di produttività al femminile.
    Oggi l’offerta lavoro è concentrata, come si sa, nelle mani di pochi e l’attenzione si è catalizzata in categorie che spesso non soddisfano neppure la sussistenza (call centers).
    Prendiamo ad esempio categorie importanti che solitamente sono il sostegno della comunità sociale come le badanti, le collaboratrici domestiche, le operaie aziendali, le operatrici aeroportuali ed alberghiere, le stagionali delle raccolte…e mille altre figure che come insetti impazziti occupano un buco quando lo trovano…queste categorie e nuove altre vanno risettate al fine di imporsi sul mercato con profili ben definiti…..
    Dunque le donne vivono nella confusione più totale la loro appartenenza al mondo del lavoro.
    Sappiamo bene che questa confusione ha generato schiavi moderni e uno spreco di laureati inaudito (anche qui le donne pagano il prezzo più alto).
    Poichè la legge elettorale ha tagliato fuori il popolo italiano dalla scelta dei rappresentanti…gli stessi hanno pensato bene di buttare fuori le donne dall’opportunità di esistere.
    Ebbene Ugo, la mia non è una speranza, la mia è la volontà fattiva di partecipare ad un nuovo ordine sociale in cui si perseguano i discriminatori e si attesti una nuova volontà collettiva di crescita.
    Il potere contrattuale di ogni individuo nasce dalla capacità di riconoscersi in un compito “che lo accomuna agli altri”.
    Le donne invisibili non hanno bisogno di apparentamenti poichè istintualmente conoscono la strada della solidarietà nel dolore e nel sacrificio…da oggi questa strada va percorsa alla luce del sole e non più al buio.
    Cordialmente
    Anna Rossi
    CDD/IDV

  103. Anna Rossi Says:

    Paolo Says:
    Maggio 6th, 2008 at 11:04
    Anna, Aura, Francesca, amiche e sostenitrici instancabili di Wanda, dove siete? Dateci notizie sia sulla situazione personale e di salute di Wanda, sia riguardo ai prossimi obiettivi da raggiungere.

    Come puoi ben leggere gli obiettivi ci sono.
    La causa che ha innescato la “causa” è concreta perchè risponde a comportamenti distratti che hanno inibito la possibilità di coinvolgere le donne in politica “fattiva” o del “fare” come direbbe Di Pietro.
    Ad ognuno il suo e non ai soliti tutto.
    Wanda ci ha trasmesso, con il suo ultimo intervento sul blog, la sua piena operatività a far crescere, grazie ad ONERPO ed alle tante organizzazioni con Lei solidali e fattive, un numero sempre più coeso di persone disposte ad attivarsi per una politica partecipata.
    Noi siamo tutt’altro che disorientati e devo dire che, per quel che mi riguarda, neppure delusi.
    Le omissioni possono essere discusse ma gli sfregi no.
    C’è il mondo “di chi non conta” che ha voglia di mettersi in gioco e dimostrare che invece c’è e conta pure lui e forse meglio di qualcun altro.
    Se la stampa si chiude a riccio noi la riapriremo magari per fatti nostri.
    Prima o poi i messaggi arrivano e la verità buca.
    Un abbraccio a tutti
    Anna Rossi

  104. Valentino Roiatti Says:

    L’idea giusta sarebbe costituire un’Italia dei Valori parallela con un altro nome, senza DiPietro che raccolga tutte le persone che si sono in questi anni avvicinate all’Italia dei Valori e sono andate vie schifate. Io sono socio fondatore del Movimento Italia Onesta siamo a Udine siamo di area socialista. Il nome proprio bello per un movimento nazionale ce l’avrei se non esiste già.
    Valentino Roiatti

  105. Eleonora Says:

    A CHIANCIANO, Wanda, cosa hai trovato di diverso? Hai trovato sensibilità per il tema femminile?

  106. Franca Says:

    Concordo con Anna. Stiamo agendo, anche se per molti questo significa farlo sottotraccia, va bene lo stesso. Gli step, come dice Anna, sono ormai prossimi. Lentamente apriremo anche delle falle del buio della comunicazione, e con l’avanzare del processo, diventerà ormai evidente che la questione femminile, in Italia, non può essere più accantonata.

  107. Giulia Says:

    Wanda Montanelli al centro di un movimento nuovo, di ideali trasversali e che non consideri la femminilità un’ostacolo ma un vanto. E’ questo che mi piacerebbe vedere realizzato a breve.

  108. Lucia Says:

    Spero che gli organi di stampa e informazone, quando la causa civile tra Wanda a Di Pietro entrerà nel vivo, non siano così ermeticamente chiusi come è stato per il digiuno.

  109. Luisa fe Says:

    Dopo la sconfitta della sinistra – di tutta la sinistra – mi sembra di sentire un’aria di depressione generale, anche sul tema delle discriminzioni femminili. E’ vero che alcuni partiti di sinistra erano e sono sensibili al tema, ma altri, come lo stesso idv, se ne fregano altamente. Ecco perchè dico che questa sorta di anno zero può aiutare le donne operative (Wanda in primis) ad occupare uno spazio rimasto vuoto in politica: quello della richiesta, forte, proveniente da tutti gli strati sociali, di voce e rappresentatività femminile nella vita politica e sociale e civile.
    Forti donne con forti ideali e idee e coraggio, come Wanda Montanelli) è ciò che serve a questo paese perso nell’emergenza democratica più penosa di tutto il mondo cosiddetto progredito.

  110. A CHIANCIANO COM' ERA - RISPONDO A ELEONORA Says:

    A Chianciano ho potuto parlare e accorgermi che l’ascolto era attento da parte della platea che lo sappiamo per lo più era composta di addetti ai lavori, cioè politici di varia proveninza, giornalisti, attivisti di partito, parlamentari. Al termine del mio intervento in molti hanno manifestato il loro aperto sostegno, altri si sono dichiarati sconcertati per lo stato incredibile delle cose, o si sono detti disponibili a scrivere a redazioni e blog. In molti mi hanno chiesto i riferimenti telefonici e l’indirizzo email.
    Il consenso e l’attenzione si ottiene spiegando con pazienza i vari passaggi che mi hanno portato alla decisione di iniziare una lotta politica così impari.
    Certamente sgomberato il campo dalle quote rosa, che è una delle prime cose che dico (ormai da anni) resta il punto nodale che è il mancato rispetto dei dettami costituzionali.
    Abbiamo prova di questo mancato rispetto e ci affidiamo ad una terza via, quella giudiziale per l’ottenimento dei diritti di esistere in politica, a prescindere dal sesso, la razza,lo status, la religione. Discorso semplice ma efficace che al tempo giusto per metabilizzarlo poi arriva.
    I radicali, sono d’accordo sui giusti motivi della mia lotta, anche perché sembra abbiano ben risolto l’equilibrio della presenzA femminile,in quanto la segretaria nazionale è Rita Bernardini, come anche un interessante numero di donne ai vertici del loro partito.In più le parlamentari fatte da loro eleggere sono 5 su 9 totali. Se in Idv avessimo usato lo stesso metodo avremmo 24 donne elette del nostro partito. Che meraviglia! Sapete che gran lavoro avrebbero potuto fare? Certo non da sole, ma con 20 uomini scelti tra quelli migliori che sono tra le nostre fila.
    E’ questa l’anomalia grande. Tutto è alla rovescia di come avrebbe potuto e dovuto essere.
    Wanda Montanelli

  111. Francesca Costa Says:

    “E infatti, ADP con Wanda ha fatto uguale: non ha espulso Wanda nonostante ci sia una causa in corso tra loro, nè ha lasciato dichiarazioni ufficiali.”
    Cara Silvia, prendo spunto da questa tua frase per constatare e chiedere: se una persona in un’azienda fa il proprio lavoro con passione, dedizione, facendo super-volontariato puro, che succede? Avrà le invidie dei colleghi, ma il “capo” che motivo ha di far uscire una persona che agisce in modo indefesso? Wanda sta lottando proprio in forza dell’incarico che ha all’interno di IdV e come fa ADP a dirle: “grazie hai finito vai fuori!” Certo ora, con questa sua “vittoria mutilata” avrà modo di rimpiazzare i responsabili nazionali dei dipartimenti tematici, ma come fa a dire a Wanda: non sei più dei nostri? IMPOSSIBILE! Non farebbe altro che ammettere le sue colpe. NON LO PUO’ FARE. Nel frattempo i media sono “congelati”, ma fino a quando?
    Io ho grande stima di Wanda. Lei è nel giusto e tutti lo sanno.
    Bene allora, veniamo alle elezioni in Friuli dove è stato eletto un giovane di 28 anni come consigliere regionale IdV. Lui già consigliere per il comune di Pordenone scrive (secondo i principi di IdV) nel suo blog, di cui ovviamente non voglio nemmeno fare pubblicità per la nomina degli scrutatori:

    “…Ma il punto interessante è un altro: questa selezione, fino a prima che la legge n. 270 del 2005 cambiasse la normativa, veniva fatto tramite il metodo del sorteggio che garantiva una certa casualità e quindi imparzialità nella selezione dei candidati a scrutatore, che dovevano -e devono tutt’ora- essere iscritti nell’albo comunale depositato presso l’ufficio elettorale (qualunque cittadino può iscriversi, comunicando la propria volontà, entro precisi termini temporali).
    Oggi invece non è più così, ma in pochi lo sanno. E allora lo dico io.
    Oggi è la Commissione elettorale comunale che sceglie i nominativi tra le persone presenti nell’albo e le nomina scrutatrici. Una cosa che non garantisce affatto l’imparzialità degli scrutatori, visto che la Commissione, salvo diversa intesa, per legge decide….

    Peccato che pochi giorni prima scriveva in un sito ora “cancellato” (di cui, povero lui è rimasta traccia) di PNews – la mailing list delle informazioni dal Comune di Pordenone curata dal Consigliere comunale Alesssandro Corazza – quanto segue:

    Ciao a tutti,
    il 13 e 14 Aprile si voterà per le elezioni politiche nazionali e regionali.
    Se siete iscritti alle liste degli scrutinatori del Comune di Pordenone e
    volete impegnarvi in quei giorni scrutinando, fatemelo sapere al più presto
    scrivendomi su: scr…@alessandrocorazza.it perchè quest’anno faccio anch’io
    quelle nomine in quanto membro della commissione elettorale comunale. ;-)
    Ciao,
    Alessandro Corazza
    Qualcuno parlava di arrivismo: la politica mi pare molto più di arrivismo, in questi casi oserei chiamarlo cannibalismo e mi tocca dire bravi a quei GIOVANI di IdVALORI che si comportano in questo modo? A posto siamo!!! W i valori e W i giovani!

    E poi… qualcuno si lamentava che al telegiornale davano notizia che ci sono 9 ministre in Spagna e che in Australia c’è una governatrice. A me parevano notizie degne di un telegiornale, molto di più di quanto sia il chiodo di Marlon Brando di cui a me, personalmente non interessa un bel fico secco.
    E intanto è di oggi la notizia di altre donne stuprate. BASTA!!!! NON SE NE PUO’ PIU’!!!!!! DI QUESTA VIOLENZA. Come quel ragazzo di Verona ucciso per non aver dato una sigaretta,
    MA IN CHE MONDO VIVIAMO!!!
    Allora, come qualcuno ha dichiarato in questo blog, siamo semplicemente animali evoluti. Ma io non sono disposta ad accettare il pensiero che “Alcuni animali sono più uguali di altri” (Owell): IO NON CI STO!!!
    E Wanda rappresenta il mio Major, l’unica persona retta e leale che agisce e che mette in pratica la politica del fare!

  112. Franco Says:

    In quanti sono gli uomini disposti a farsi da parte per dare un posto in politica alle donne?
    Diciamo la verità. O si cambiano le regole istituzionali delle candidature, o i leader politici non faranno mai un passo indietro.

  113. Ciro Says:

    MA DI PIETRO STA SEMPRE IN TELEVISIONE? DI COSA DEVE PARLARE? E NESSUNO CHE GLI FA UNA DOMANDA SUL CASO DELLA MONTANELLI!

  114. Francesca Costa Says:

    L’altra sera ADP era presente ad una trasmissione dove si parlava di dirigenze.
    Poi è andato via per impegni.
    Dopo la pubblicità, il programma è ripreso sul tema della discriminazione delle donne.
    ???
    Saranno stati veri gli impegni?
    Inoltre mi chiedo: gli altri partiti fanno parlare anche altri rappresentanti, in IdV la voce è pressochè unica. Come dire che non ci si fida di nessuno o quasi?

  115. Raffaella Says:

    Secondo me l’improvvisa fuga per “impegni” di Di Pietro significa chiaramente che lui di donne discriminate non ne vuole proprio parlare…

  116. Eleonora Says:

    Antonio di Pietro fa un uso privatistico e personalistico del ruolo politico che riveste. Il prezo della notorietà lo ha talmente investito che, come dice Francesca Costa, non si vede mai da nessuna parte altro esponente idv che parla ai microfoni.

  117. Alberta Says:

    Wanda ha ragione, quando parla di mondo alla rovescia. Non capisco su quali basi ormai, in questa epoca in cui appare chiaro la totale uguaglianza tra uomo e donna, ancora oggi le donne devono fare il triplo lavoro per dimostrare di valere qualcosa.
    Ancora si sente ogni giorno un caso di stupro o di abuso, o di cooptazione, o di sottomissione femminili.

  118. Valentino Roiatti Says:

    Sichiama Lista Di Pietro mi pare…E allora che pretendete? decide lui, chi vuole lo segue alle sue condizioni.
    Valentino Roiatti

  119. Daniela Says:

    Un minimo di concertazione delle nomine… un minimo di equilibrio nella scelta degli incarichi, più giustizia e pari opportunità o, se non altro, rispetto delle leggi costituzionali e minori che garantiscono alle donne “pari opportunità” per l’accesso alle cariche. Ecco cosa pretendiamo. OVVERO,il rispetto delle regole.

  120. Anna Rossi Says:

    Valentino Roiatti Says:
    Maggio 7th, 2008 at 12:34
    Sichiama Lista Di Pietro mi pare…E allora che pretendete? decide lui, chi vuole lo segue alle sue condizioni.
    Valentino Roiatti

    Si chiama Italia dei Valori.
    I partiti sono la rappresentazione politica della volontà dell’elettorato italiano.
    Se la realtà oggettiva dei fatti che vanno: dalla legge elettorale detta dallo stesso Calderoli “porcata”(e votata da quasi tutte le componenti politiche parlamentari come peraltro l’indulto)alla presenza di condannati nel parlamento italiano a una personalizzazione eccessiva delle figure rappresentative di un’IDEA…ecc.ecc.questa sono questioni che troveranno risposta nei tempi di maturazione e auspicabile discernimento del popolo.
    Non siamo qui per criticare l’operato di Di Pietro a 360°…che, è ovvio, condividiamo.
    Si contesta l’amministrazione alla politica paritaria, di fatto, inesistente.
    La pulizia intellettuale che sottolinea l’azione di protesta è lustro per il partito che ha al suo interno gente che incarna i valori democratici.
    Credo che polemiche generalizzate non siano produttive per la ricerca di quell’equilibrio che si auspica governi qualsiasi comunità libera.
    Quel che appare non sempre corrisponde all’essere…e quel che è sbagliato non sempre appare.
    Siamo qui, riuniti e determinati, volti a costruire nuovi rapporti che coinvolgano anche la società civile che lamenta e percepisce un’incoerenza di fondo fra parole e fatti.
    Lasciamo le polemiche sterili fuori dalla porta e concentriamoci sulle cose serie.
    Cordialmente

  121. NICOLA Says:

    Gli atteggiamenti dei vertici di Idv sono così chiari che, a mio avviso, per Wanda Montanelli non resta che una sola strada: continuare con la causa, ma gettare le basi per un progetto politico indipendente.
    So che è difficile, ma ormai dentro idv non si può più percorrere neanche un metro.

  122. Elisabetta Says:

    Se vogliamo che la politica sia più democratica, più equa e rispettosa delle varie forme di diversità allora dobbiamo innanzitutto imparare a rispettare prima noi le opinioni altrui. Spesso noi donne pensiamo di dover pretendere proprio perchè ci è stato tolto qualcosa, ma nel chiedere con così tale forza, non ci interessa o almeno ignoriamo quanto sottraiamo agli altri. Non sempre le nostre opinioni sono le migliori, non sempre i nostri giudizi, comporamenti o le nostre moralizzazioni sono dovute, o giuste.
    Impariamo a pretentere senza sottrarre, o diventeremo come gli uomini.
    Se c’è una cosa che noi donne non abbiamo, è il braccino corto, ma troppe volte il femminismo esagerato si è trasformato in degenerazioni che ha fatto “spaventare” il mondo maschilista.
    Noi non siamo streghe, ma lavoratrici serie.

  123. Vale Says:

    Non so chi ha citato LA FATTORIA DEGLI ANIMALI, ma purtroppo – tra legge porcata e sudiciumi vari – la politica italiana sembra ideata e scritta da un autore amante delle auto-flagellazioni. Ci mancano le lotte rusticane tra galli da combattimento e i nipotini con le code di Marquez, e il quadro è completo.

    L’idea che una esponente di un partito ormai consolidato(come idv) si prende il rischio di DENUNCIARE il proprio leader per inadempimenti di bilancio e discriminazione, e l’ancor più drammatica realtà per cui i mezzi di informazione non ne danno risalto quanto occorrerebbe a differenza di quanto è successo in tutto il resto del mondo, fa capire inequivocabilmente quanto istinto di sopravvivenza animalesco ci sia nella politica delle poltrone e degli incarichi.
    In un paese in cui i leader e i candidati premier sono sempre gli stesi – riciclati – da venti o venticinque anni, e non si ammettono cambi generazionali nè ci sono regole minime di alternanza alle cariche, come possiamo pretendere che “la fattoria” si popoli di grazie femminili?
    Se ricordiamo qual era l’animale dominante nella fattoria orwelliana, possiamo ben intuire che tipo di alternativa “femminile” possiamo trovare in questo momento, in politica…

  124. Leonardo Says:

    Suvvia! Di Pietro non è il solo testardo incollato al potere, ci sono esempi peggiori. Però lui fa pù scalpore di altri, visto che era un pm che metteva in carcere i politici, ora è un politico citato in giudizio da una sua collaboratrice di rilevanza nazionale, per una cifra enorme, 1,6 mln di euro, di cui 600 per mancato (o presunto mancato) utilizzo della quota del 5% destinato alle pari opportunità, e addirittura un milione come danno esistenziale.
    Questa è roba forte.
    Credo che la stampa estera si sta scompisciando dalle risate. Facciamo solo le solite figure barbine, e ora è tornato l’ottavo nano col suo parque..

  125. Adriana Says:

    Ho l’età sufficiente per averne viste forse anche troppe di lotte femminili dimenticate o taciute dalla stampa.
    Wanda è come quei giapponesi che hanno continuato a combattere la guerra da soli: da ammirare e proteggere, come i panda in estinzione. Quando succederà però che qualcuno la aiuterà nel suo cammino verso la giustizia, quel giorno non ci chiameremmo più Italia.
    Fino ad allora ci tocca remare controcorrente, senza badare a quanto sudore abbiamo già speso invano.

  126. Anna Rossi Says:

    Credo che la stampa estera si sta scompisciando dalle risate. Facciamo solo le solite figure barbine, e ora è tornato l’ottavo nano col suo parque..
    LEONARDO

    Viaggiando all’estero e parlando con giornalisti stranieri, appunto…siamo l’Italietta del dopo guerra…perchè è lì che siamo ritornati, nonostante la cipria che SI danno per andare alla ribalta.

    Ridicoli e disonesti.
    Mafiosi e sudici.
    Un paese in cui le municipalizzate acquistano derivati per 35.000.000.000 di Euro che scadranno fra 30 anni circa…mentre in Europa si sono sa già scottati e sono corsi ai ripari.
    Una volta noi davamo le patacche ora ce le rifilano.
    Certo che questo fa scompisciare.
    Un paese europeo con regioni in mano alle mafie…piene d’immondizia, con la peggior sanità d’Italia ed un degrado fuori dalla grazia di Dio…dove la gente addirittura continua a sentirsi bene nei panni del suddito…
    Altro che scompisciamento!!!!
    Un Paese in cui l’informazione è censurata e non si fa altro che fare copia/incolla….
    Accidenti! Io non ci trovo niente da ridere.

  127. Livia Says:

    Quattro ministri donne (se ho capito bene) del nuovo governo Berlusconi. Voi cosa ne pensate?

  128. Annamaria Says:

    Per me le 4 quattro ministre sono poche, anche se andiamo a valutare le persone che sono state inserite,in parte con troppa poca (se non zero) esperienza politica, e in parte ritorni di fiamma con fiammelle non proprio intense.

  129. Francesca Costa Says:

    2 minstre con Portafoglio
    Tutela ambiente del territorio e del mare:
    Stefania Prestigiacomo
    Istruzione Università e Ricerca:
    Maristella Giannini
    2 ministre senza portafoglio
    Pari opportunità:
    Mara Carfagna
    Politiche Giovanili:
    Giorgia Meloni

    4 ministre, ma, secondo me, non ci si può accontentare del “meglio che niente”. Non c’è comunque rappresentanza femminile in politica!

  130. Anna Says:

    Brava Francesca, hai ragione, anche se 4 ministre sembrano chissà cosa, in realtà non ci basta piu il “Meglio che niente”, e poi se a questo “meglio che niente” si accompagnasse un numero decente di donne parlamentari che ci rappresentassero a tappeto in tutta italia, sarebbe molto meglio!

  131. Loredana Says:

    Saremo un paese regolare quando il premier sarà donna, il presidente della Repubblica sarà donna e il ministero delle pari opportunità avrà un presidente uomo.
    Basta con le elemosine.
    Loredana

  132. Francesca Costa Says:

    Avevo digitato male il nome di una ministra, correggo:

    2 minstre con Portafoglio (12 in tutto i ministri)
    Tutela ambiente del territorio e del mare:
    Stefania Prestigiacomo
    Istruzione Università e Ricerca:
    Mariastella Gelmini

    2 ministre senza portafoglio (9 i ministri in tutto)
    Pari opportunità:
    Mara Carfagna
    Politiche Giovanili:
    Giorgia Meloni

    21 ministri/e in tutto (4 donne e 17 uomini).
    I numeri dicono che ancora non ci siamo come rappresentanza femminile in politica.

  133. Carla Says:

    Non sono i ministri (ma è gia qualcosa), ma i parlamentari che devono colorarsi di rosa in numero maggiore. Ci vuole rappresentanza femminile vera!

  134. Anna Rossi Says:

    Stiamo parlando di coriandoli, una parvenza rosa chiaro nel cielo azzurro della politica.
    Resta il fatto che nessun compito che fa leva sui cavalli montati per far leva sull’opinione pubblica come la questione sicurezza o la giustizia sono affidati a donne.
    Vorrei ricordare che l’Italia è il paese in cui si commettono meno omicidi d’Europa…che le nostre città sono le più sicure…e che il sud registra, al contrario del nord, un numero elevato di violenza contro il patrimonio.
    Eppure il nord est ha vinto inseguendo la causa “sicurezza”.
    Lo stesso vale per Roma e Milano.
    Qualcosa non quadra.
    La propaganda, che ha sottolineato le problematiche territoriali, tradisce la carenza dell’affermazione del diritto processuale e della certezza della pena.
    Quest’emergenza giuridica ha innescato un meccanismo di impunità che ha richiamato un delinquere da oltre confine.
    Dette così le cose avrebbero acquistato un’altra ottica e puntato il dito sull’incapacità dei legislatori a snellire gli articoli che hanno ingorgato i procedimenti giudiziari e spesso lasciano a casa i colpevoli.
    Ancora una volta ci troviamo davanti ad un’informazione scorretta che allontana dalla verità e pilota verso percezioni elementari prive di sbocco se non quello del ripristino di un ordine pubblico discutibile.
    La giustizia è un filo sul quale scorrono elementi di diritto costituzionale riconosciuti dall’intera comunità sociale democratica.
    E’ di ieri sera un ennesimo filmato, al telegiornale, proveniente dagli Stati Uniti, in cui tre cittadini americani subivano un pestaggio da parte degli agenti della polizia del tutto gratuito…la polizia si è scusata asserendo che i tre erano sospettati di furto.
    La verità è che lo spingere una società nel mare dell’impunità chiama il grido di ordine pubblico.
    Domanda: A chi conviene tutto questo?
    Perchè continuiamo ad alimentare violenza anzichè contrastarla?

  135. Valentino Roiatti Says:

    Anna, scusami ma è importante , ti sei mai chiesta qual’è il profilo psicologico di una persona che segue un leader “padrone assoluto”?
    Io me lo sono chiesto,e ne ho parlato con un luminare della psichiaria. Ci sono seri problemi con la figura paterna, problemi non risolti di ricerca della propria autonomia.Immaturità insomma, rabbia per le carezze non avute e paura di volare.
    Vale sia per i maschi che per le femmine.
    Io (ci ho messo un po’ di anni)sono leader di me stesso, non seguo più un presidente che non sia eletto dall’assemblea.Deve essere un
    Primus inter pares non un despota.
    Oggi che l’ho capito i partiti come l’Italia dei Valori mi sembrano una barzelletta come diceva Gad Lerner.
    Valentino Roiatti

  136. Anna Rossi Says:

    Valentino Roiatti Says:
    Maggio 8th, 2008 at 11:30
    ….. ti sei mai chiesta qual’è il profilo psicologico di una persona che segue un leader “padrone assoluto”?

    Caro Valentino,
    l’emergenza democratica che vive il paese Italia non ha colori nè padroni assoluti.
    Il personalismo politico,imposto dai modelli del processo globalizzante, è una realtà che prima apparteneva alle figure che incarnavano le dittature.
    Oggi, si mistifica la tendenza ad imporre una tirannia di fatto, snellendo la pluralità e dissestando i valori sociali da tutti riconosciuti come democratici.
    Prestigiatori dell’informazione, manipolatori della salute pubblica, picconatori dell’istruzione e del sapere, difensori di un invocato ordine pubblico dopo aver affondato la lama dell’istigazione al delinquere, incentivatori di consumi inutili attraverso pubblicità senza regole, linguaggi di fumettistica, films, video-giochi che annullano la percezione reale del confronto vitale, concentrazione di potere nella gestione dei beni di prima necessità nelle mani di pochi…indebitamento planetario….QUESTI SONO I VIRUS CHE STANNO ATTACCANDO L’UOMO COMUNE.
    La capacità di essere consapevoli si è notevolmente abbassata fino a divenire greggi inermi sorvegliati da cani da guardia agli ordini di qualche pastore.
    Naturalmente il medioevo è lontano ma la sostanza è la stessa.
    Il profilo psicologico di chi segue un leader “padrone assoluto” è l’incapacità di rimettere a se stessi scelte banali come l’autonomia della propria vita.
    Infatti il cittadino medio italiano vive nella precarietà, ha incertezza nel futuro, paga tasse per chi non le paga, ha servizi di bassa qualità, assiste allo spreco dei suoi risparmi, non sceglie chi lo deve rappresentare, convive con un’immigrazione veloce di bassa qualità che delinque e non è punita, vede i suoi figli laureati trattati come schiavi e sbeffeggiati del sapere…ecc.ecc.

    chiediti ora se non invocheresti anche tu un qualche Dio capace di semplificare questo schifo…

    I tempi di Hitler, Franco, Mussolini, Pol Pot…hanno nuove pelli da indossare…e soprattutto un pianeta intero da schiavizzare.

    Quando avrò tempo penserò alle carezze non avute…ora c’è altro a cui pensare.

    Cordialmente
    Anna Rossi

  137. Anna Rossi Says:

    Oggi che l’ho capito i partiti come l’Italia dei Valori mi sembrano una barzelletta come diceva Gad Lerner.
    Valentino Roiatti

    Se fossero davvero una banale barzelletta (e lo sono per chi ha il potere di stabilire che assetto politico dare ad uno Stato nel pianeta) non capisco perchè non far intervenire Wanda Montanelli alla trasmissione sulla presenza femminile in Italia che Gad Lerner ha mandato in onda ad aprile.

    E se fosse una libera scelta sulla tipologia degli ospiti perche non dirlo allora?

    Il problema delle carezze mai avute che crea sindrome di obbedienza ad un padrone riguarda dunque anche le menti preparate e attente?

    Accidenti! E’ più grave di quel che credevo!

  138. Anna Rossi Says:

    “sono leader di me stesso”…dimenticavo Valentino che qualcuno in Italia ha suggerito, a suo tempo, che ognuno deve divenire un imprenditore di se stesso….

    CHE NE FACCIAMO DI TUTTI COLORO CHE CREDONO E SONO CONVINTI CHE UN LAVORO COMPLICE DI UN ALTRO PUO’ COSTRUIRE UNA COMUNITA’DI RISPETTO E SOPRATTUTTO ATTENTA AI PIU’ DEBOLI?

    Dammela tu la risposta..una nuova però perchè gli infornati, i drogati, i barboni, gli handicappati, i miseri del pianeta la stanno ancora aspettando…qualcuno è in attesa anche se è arrivato già all’altro mondo…e magari non ne aveva tanta voglia…quando è partito.

  139. Valentino Roiatti Says:

    Io non ho risposte per la situazione politica, però ho delle idee per fare un bel gruppo, le risposte cerchiamole insieme, tu, Wanda, Francesca e tutti gli altri. Le donne e gli uomini che qui hanno creduto in Dipietro e nell’Italia dei Valori. Proprio come ho fatto io. Poi il dott.M.,il luminare di cui ti parlavo, mi ha detto: Roiatti SVEGLIA!!! lei si rende conto di che abbaglio clamoroso state prendendo seguendo Di pietro? Non è mica re Artù,avete mitizzato un uomo e i miti devono restare nei libri di storia, la persona reale è un altra la guardi con altri occhi . Poi mi ha consigliato letture che avevo già fatto come “Fuga dalla libertà”.Lo rilegga. Cara Anna, Dipietro non è mio padre,Dipietro non è il tipo di leader che ci serve, ci siamo sbagliati . Il leader è chi viene scelto dal gruppo, non chi dice: lasci il partito a chi gli fa una critica.
    Parla con Elio Veltri,conoscitore dell’animo umano, medico soprattutto ti farai una idea. Con questo voglio dire che va smitizzato del tutto.
    Non posso svelarti il profilo psicologico che mi è stato fatto su mia richiesta qui ma se mi scrivi nella mail ti dico tutto.
    langbart@libero.it
    Poi Gad Lerner non mi è tanto simpatico e si sa, sono tutti a libro paga.
    Nell’Italia dei valori in cambio di una nomina, di una candidatura di un momento di gloria riflessa (ecco alcune carezze)perdi il tuo senso critico e la tua libertà.
    Valentino Roiatti

  140. Carmela Says:

    Il governo è fatto, il dado è tratto. Le donne son poche, anzi pochissime. La stampa non lo fa rilevare.”Va tutto bene madama la marchesa”. Andiamo avanti fino al giorno del risveglio.
    Carmela

  141. Sveglia Walter Says:

    Si è svegliato pure Veltroni. Veltroni sveglia hai visto che Di Pietro ti ha preso per fondelli? 5 milioni di euro entrano nelle tasche del suo partito non del tuo.
    Molisano vede lontano..
    Carmine

  142. Valentino Roiatti Says:

    In un partito come l’Italia dei valori le donne possono solo fare da comparsa, prendere o lasciare. Quando il leader sarà eletto dall’assemblea dei delegati e magari sarà una donna, mi ricrederò. Poi perchè chiamarlo ancora Italia dei Valori non ha senso il nome giusto è Lista Dipietro.
    Valentino Roiatti

  143. Anna Rossi Says:

    Stiamo a vedere come saranno gli eventi l’11 giugno a Milano. Va bene tutto…va bene che ne parliamo…va bene Valentino e le bellissime persone di questo blog e fuori dal blog che ci scrivono…Nessuno sta con le mani in mano. Neppure voi ne sono certa. Il vuoto che attraversa la presa di consapevolezza è pieno di fermenti.
    Sappiamo bene che dobbiamo e vogliamo uscire dal tunnel di questa tirannia e siamo convinti che solo i valori costitzionali potranno tenerci saldi alle raffiche che tirano contro la democrazia e la libertà dell’uomo.
    Un abbraccio a tutti
    Ana Rossi
    CDD/IDV

  144. Valentino Roiatti Says:

    Buona fortuna Anna. Gli altri partiti non sono meglio, ma almeno si vota, ogni tanto, ci sono le correnti, le mozioni etc.etc.Un partito costruito attorno ad un uomo è anacronistico e destinato a spegnersi.
    VR

  145. Aura Nobolo Says:

    Carmela, Carmine, Valentino Roiatti, come pure un certo Giacomo sul sito di ADP: avete colto nel segno. Molisano vede lontano, e forse neppure lui sospettava di ricavare da questa elezione oltre 5 milioni di euro. Ma come sempre il diavolo fa le pentole e non i coperchi. Perchè Di Pietro già prima delle elezioni dibatteva per diventare Ministro di Grazia e Giustizia ( e non si sapeva neppure se il PD avrebbe vinto). Poi ha chiesto la Vicepresidenza della Camera, poi il Governo ombra, poi la Rai per Leoluca Orlando. Niet. Non ha ottenuto nulla e se capisco bene, otterrà ben poco dopo lo sgarbo fatto a Veltroni di creare un gruppo parlamentare distaccato alla Camera. Assetato di soldi e di potere. Un uomo così si comprende immediatamente, ma capisco anche che chi è coinvolto faccia fatica a vedere la realtà. E’ come quando ci si innamora di un farabutto o di una donna che sai che prima o poi ti tradirà. Si è sempre gli ultimi a conoscere la verità. Chissà perchè noi italiani dobbiamo essere così viscerali nelle nostre passioni. Chissà perchè cerchiamo nel leader il padre, l’uomo, il gigante che ci salverà.
    A parte questa riflessione, la vicenda di Di Pietro questuante mi mette molta allegria: lui sta facendo esattamente se non peggio di quello che ha stigmatizzato in Wanda. Wanda è stata denigrata in più di una agenzia stampa perchè aveva osato chiedere una poltrona….In realtà Wanda Montanelli aveva richiesto di mettere in lista, in posti eleggibili, 7 magnifiche donne e scusate se fra queste sette risultava anche il suo nome ( io posso tranquillamente parlare di questa vicenda perchè non sono iscritta all’IDV e non ho mai chiesto nulla ) . Orrore! Una donna che osa proporre, chiedere! Ecco perchè l’ex magistrato Di Pietro è una persona che definirlo misogina gli si fa un complimento: perchè se Di Pietro chiede una poltrona per sè è solo in virtù del fatto che se la merita. Se qualcuno fa lo stesso identico ragionamento è una persona indegna di conquistare quel posto.
    Insomma anche qui andrebbe consultato un buon psichiatria.
    Ma poichè non abbiamo molto tempo e l’11 giugno si avvicina, propongo di organizzare un po’ di folklore a Milano davanti al Palazzo di Giustizia, giusto per accontentare anche i giornalisti nostrani che ancora risentono delle carezze mancanti del loro papà ( all’estero invece il rapporto solitamente conflittuale fra padre e figlio si deve essere risolto il secolo scorso visto che la stampa estera continua a citare con professionalità la nostra amata wanda Montanelli).
    Siete d’accordo?
    Se siete d’accordo, dimostratelo a Wanda iscrivendovi all’ONERPO (sono già on line sia il modulo di iscrizione che il numro del conto) . Organizziamoci per preparare una bella sorpresa. Siamo donne. Se vogliamo contare, dobbiamo contarci.
    Aura Nobolo

  146. Corinina Says:

    Ciao,Wanda ,ben tornata!Sono stata in pena per te ed il tuo atto di coraggio. Ma non sarebbe stato meglio fondarlo il partito di sana pianta ,piuttosto che stare in quello prescelto e disattento a certe tematiche ?Avresti avuto un grande riconoscimento da parte di tante donne ,me compresa ,una giornalista pubblicista che è per la causa della promozione femminile a tutti i livelli.Un augurio speciale .Corinina

  147. Valentino Roiatti Says:

    Aura Nobolo: BRAVA !!!
    Vedo che qualcuno comincia a darmi ragione, sveglia, sveglia, sveglia. Non aspettate carezze che non ne avrete, non aspettate riconoscenza per le centinaia di ore di lavoro volontario.
    L’uomo non può dare niente di tutto ciò dato che non rientra nella sua mentalità.Tutto è dovuto.
    Siamo stati tutti membri di una enorme claque (si dice così?)
    Abbiamo sbagliato indirizzo.Io credo che Berlusconi sia molto ma molto più furbo con i suoi, non perde i pezzi per strada, e sa valorizzare.E’ solo un esempio di leader vincente.In ogni caso io a destra non voto e non vado.Ho dei valori e degli ideali.
    Valentino Roiatti

  148. Valentino Roiatti Says:

    C’ è un Italia dei valori da costruire senza il leader maximo. Ma non invito nessun ad andar via sapete bene che il popolo poi sceglie il simbolo e il leader. Agli elettori non interessano le beghe interne. Basta mezza parola di Dipietro e il fuoriuscito viene coperto di ignominia.
    L’Italia dei valori si è persa in mille rivoli poteva essere un partito vero.
    Oggi raccoglie il voto di protesta delle piazze.
    Valentino Roiatti

  149. Giovanni Lombardi Says:

    Cara wanda,buon lavoro, molto è da fare per quel più che può farci rientrare, donne ed uomini, in quel dialogo che non calpesta ,appunto,le pari opportunità e che può costruire dal presente il futuro..diverso
    dall’oggi.
    Parole che hanno bisogno di verifica,tu nel tuo lavoro lo fai,ti allego una nota che puoi utilizzare,utile a te per la seconda parte.
    giovanni lombardi

    “Amore è armonia,questa si verifica nelle opere ed, a tempo a luogo, è il modo con cui coltivare, dare Coltura, ad ogni espressione della realtà in ogni spazio di lavoro.
    In concreto cominciamo in ogni area ,dalla scuola sino ai palazzi, naturalmente, implementando il fare armonioso con il sapere (la scienza che asseconda.)-.
    Riflettiamo sulle architetture inventate per i proletari,Tor Bella Monaca ad esempio, senza amore ed armonia, che indirizzano al peggio il meglio che potrebbero contenere: l’umanità.
    Mi taccio, nella continuità del quadro, complesso,globale e maggiore: è il bello che rivela l’etica per virtù d’armonia .
    In concreto.
    Sarebbe bello !”

  150. Anna Rossi Says:

    GRANDE AURA! HAI FATTO CENTRO….ORA CHI VUOLE SALTARE SUL TRENO….SI ACCOMODI.

  151. Pina Says:

    Non capisco perchè tanto stupore di fronte al cinismo arrivista di Di Pietro: a me sembra che i dati parlano chiaro. Molisano vede lontano certo, ma in questa sede dobbiamo chiederci fin dove vediamo noi. Smettiamoci l’abito della rabbia e della frustrazione. Se guardiamo solo a quello che fa Di Pietro facciamo la fine delle casalinghe disperate. Le donne sono capaci di andare avanti da sole, semmai sono gli uomini che sono grandi quando hanno una grande donna alle spalle.
    Solo che prima o poi queste spalle è anche giusto voltarle.

  152. Pro-Onerpo Says:

    Iscriversi è un primo ottimo passo per dare un segnale di azione di protesta vera e non solo pindarica. Tante donne (tutte quelle che hanno patito una discriminazione basterebbero a cambiare le maree) insieme possono creare i presupposti per la nascita di un fenomeno estraneo alle logica della solita solfa in politica.
    Onerpo può diventare il lancio di campagna di riscossa femminile, ma ha bisogno di adesioni. Non credo che tutte le persone che hanno a cuore il tema (e le battaglie di Wanda) si lascerebbero sfugire una occasione così.

  153. Raffaella Says:

    Di Pietro non ha tradito le aspettative, per quanto mi riguarda i suoi atteggiamenti sono la conferma che la mia opinione su di lui era esatta.

    Credo che se perfino una “santa”, se mi passate il termine, come Wanda perde la pazienza con lui e arriva a denunciarlo, allora vuol dire che il caro Tonino la sta combinando grossissima..

  154. ELIO Says:

    Da comunista convinto, sono amareggiato della scomparsa della sinistra parlamentare. Ma questo mi porta a vecchi ricordi, a quegli anni in cui l’extra-parlamentarismo e il femminismo riempivano le strade e non solo…

    Direi alla gente che fa politica e pretende di gvernarci di fare attenzione, di questi tempi. Non vorrei che si torni indietro. E SE VE LO DICE UN COMUNISTA…

    Se questa gente “Onorevole” pensa al solo proprio orto, ignorando le richieste delle moltitudini (gente di sinistra, e donne) che non sono rappresentate, rischia di imbattersi in pericolosi imbuti.
    Io ve l’ho detto, eh?
    La mia veneranda età mi consente anche questo.

  155. Anna Rossi Says:

    Grazie ELIO! La cecità di chi ci vede benissimo è il primo step da affrontare. Oro i tuoi consigli..

  156. Donatella Says:

    Tempo al tempo: io credo che bisogna solo aspettare l’inizio della causa civile di Giugno e poi… il meccanismo messo in moto da Wanda inizierà a camminare da solo.

  157. Rita Says:

    Reagire all’impulso del silenzio e della indifferenza: è questo che vedo nelle proteste di Wanda, e delle donne al suo fianco, e in Onerpo e nelle forme di azione di ribellione pacifica che verranno. Perchè il silenzio da cui ci avvolgono deprime non solo noi donne, ma anche tutti gli uomini che ci sostengono e credetemi, non sono pochi.

  158. Alessandra Says:

    Ricordiamoci che sono le donne che fanno girare il mondo.La natura stessa è, per antonomasia, femmina.
    Noi partoriamo, garantendo successione alla razza. Noi proteggiamo i nostri cari dal grembo fino all’ultimo giorno, dedicando ogni parte di noi al loro benessere.
    Pensate a cosa farebbero le donne in politica. Sarà il motivo, questo, per cui non ci lasciano governare in modo equilibrato in compagnia degli uomini.

  159. Valentino Roiatti Says:

    Propongo un break: che dire delle tantissime cosce lunghe e delle vanesie della politica italiana ? Ne ho conosciute a livello locale qui in Friuli: mamma mia !
    Ho visto donne di 30 anni concedersi a 70 enni per la carriera: uno schifo immenso. E purtroppo ce ne sono a destra ma anche a sinistra.
    Valentino Roiatti

  160. Francesca Costa Says:

    Caro Valentino, purtroppo non c’è solo il problema delle cosce lunghe, il problema è anche maschile, anche se sono altre le cose a essere “barattate” (schifo immenso anche quello!). Ci sono anche vanesi, quindi.
    Varie possono essere “le merci” di scambio. Chiaramente fa più eco il baratto femminile, anche perché esso magari lascia più traccia di quello maschile.

    Mi sono stufata di dover pensare sempre alle donne “orizzontali”, vorrei invece andare oltre per costruire qualcosa di positivo e che si basi su linee programmatiche del fare.
    Questo è il vero obiettivo: pensare al futuro in modo etico e leale nei confronti dei /lle cittadini/e.

    Comunque sia, all’interno di queste problematiche metterei anche le parentele. Incominciamo a contare i nomi degli/lle eletti/e che siano di “qualche discendenza”, o ci scandalizziamo ed indigniamo solo delle baronie universitarie?

    E che dire della presentazione delle elette? I media le hanno trattate come modelle che sfilavano: si è trattata solo di una “misera” passerella di moda. Per la presentazione delle ministre, sembrava la finale di un concorso di “miss qualcosa” (la più giovane, la più sexy, la più… “). Insomma ancora non ci siamo nemmeno in questo! Non si tratta di modelle bensì di coloro che rappresenteranno noi tutti/e!

    Anche oggi ho incontrato delle persone veramente amareggiate e scontente del panorama politico italiano, ma quello che mi ha fatto più riflettere è che, nei loro occhi, ho visto lo sconforto del non poter essere utili, non poter essere incisivi. Sono persone rassegnate che rifuggono i problemi pur vivendoli pesantemente.
    Però il loro spirito è vivo più che mai e la loro indole è solo sopita. Parlare con queste persone vuol dire far rinascere la speranza di poter almeno levare una voce che dia vita ad una problematica che in realtà non è così unica come si può pensare.
    Un signore (Paolo) mi ha chiesto di accogliere gli “sconfitti”, coloro che si sono sentiti “traditi”, poiché non si sono sentiti tutelati abbastanza, perché la loro voce è rimbalzata senza che nessuno fosse in grado di decodificarla, di comprenderla. Nessuno ha accolto le loro istanze e le loro giuste recriminazioni.

    La realtà è che tutti sono pronti a far promesse, a scrivere programmi che, come ho ribadito più volte, rimangono solo bei discorsi e belle parole su un foglio di carta bianca: quel tanto che basta per creare audience e consensi. Così è successo, per esempio, per quanto riguardava il capitolo della politica di genere in IdV, dove la voce di Wanda Montanelli (che ho il piacere di ricordare essere Responsabile nazionale delle Politiche di genere per IdV), osannata per il lavoro programmatico, di fatto non presa in considerazione nei fatti. Mi chiedo allora a che è servito il suo lavoro indefesso ed indomabile? A nulla se la sua richiesta di candidare 7 magnifiche, non è stato accolto. E il rispetto della Costituzione? Nemmeno quello? Anche quella è cosa solo scritta?

    Auspicherei che si iniziasse a prendere in considerazione il pianto ed il lamento dei più che non si sentono rappresentati. Inizierei a raccogliere le voci di chi avrebbe avuto tanto da dire, ma da sempre è stato zittito per paura della sua voglia di fare o della sua troppa intelligenza.

    Penso che in questo momento Wanda rappresenti tutti coloro che hanno dimostrato grandissima dedizione verso delle cause in cui hanno creduto da sempre e per cui hanno lavorato con amore e dedizione, ma che non hanno avuto i giusti rinforzi, le giuste gratificazioni che spetterebbero a chi ha dedicato parte della sua vita per un progetto in cui aveva riposto tutto il suo credo. Voltando le spalle a costoro, si è voltato le spalle a parte di cittadini/e.

    Wanda è una donna speciale, piena di risorse ed energie ed è colei che, incurante dei suoi problemi, della sua fatica, dei suoi dispiaceri, è sempre stata generosa. Ha sempre messo in primo piano le richieste di consigli e/o aiuto che altri/e le sottoponevano. Ha sempre incoraggiato tutti, senza mai badare a quella che poteva essere la sua sofferenza personale.
    Anche in questo caso lo ha fatto: dopo il rientro a casa, in seguito al suo ricovero dopo 42 giorni e sette ore dall’inizio dello sciopero della fame, debilitata com’era, il suo primo pensiero è stato quello di ringraziare coloro che la sostenevano in questa protesta.

    GRAZIE A TE WANDA!

  161. Domenica in serenità per tutti - Un po' di consumismo, un po' di dolcezza Says:

    BUONA DOMENICA A TUTTE LE MAMME
    ALLE DONNE SAGGE E AGLI UOMINI
    GIUSTI.
    Wanda Montanelli

    11maggio 2008

  162. sivia Says:

    Il nostro destino è quello di donne come Wanda. Se lei riesce a vincere saremo con lei vittoriose.
    silvia

  163. Loredana Says:

    la discussione di Travaglio con Schifani, il chiedere un contraddittorio ogni volta che si parla di argomenti riguardanti pesone assenti è ridicola. Le donne,interessate ad ogni discussione in quanto maggioranza cittadina ed elettorale, sono assenti in maniera costante e nessuno si scandalizza del mancato contraddittorio femminile.
    Si ha paura di chiamarle a dire la loro. questa è la verità.
    Loredana

  164. Valentino Roiatti Says:

    Nell’Italia dei valori le donne fanno da soprammobili.

  165. silvia Says:

    sono brave e capaci, sono tante e non hanno capito che devono coalizzarsi controil sistema prevaricatore che rende sopraqmmobili anche molti uomini.
    silvia

  166. Valentino Roiatti Says:

    Giusto volevo dire proprio questo. Dove c’è un padre padrone, non c’è un partito è solo il suo comitato elettorale.
    Circondato dai fedelissimi gli altri sono dei burattini. Guai se il burattino prende coscienza, comincia a pensare a parlare ad agire.
    Io di fare il burattino mi sono stufato. Qualcuno però ci gode, vedi i lacchè che scrivono sul blog ufficiale.

  167. Lidia, Pavia Says:

    H saputo che si stanno pianificando i gruppi di presenza al Tribunale di Milano il giorno 11 giugno. Abito a Pavia, ma intendo venire con le mie amiche e mia sorella. Scrivetemi per posta elettronica e vi manderò i recapiti telefonici. Inviterò a partecipare anche un giovane avvocato interessato alla causa, e presumo che sia gradita la presenza di donne e uomini.
    Lidia Morabito

  168. Anna Rossi Says:

    I traditi, gli scontenti, gli umiliati dall’apparato politico odierno, che ingoia chi non sfugge alle dinamiche imposte dagli interessi globalizzanti…, non devono sentirsi delusi nè tantomeno non tutelati.
    Che sia a tutti ben chiaro che l’espressione popolare a salire sul treno di questo ultimo governo è stata decisamente maggioritaria. Le risposte che il popolo italiano si attende sono riposte nelle mani riconducibili a soggetti istituzionali conosciuti allo scenario politico italiano e quindi, in caso di fallimento, nessuno potrà rivendicare l’effetto fiducia ad idee pilota sconosciute.
    Non sono stati votati i programmi ma gli uomini.
    Il popolo italiano ha scelto scientemente gli uomini e le idee mandando a casa altri uomini con le stesse idee.
    Perchè dico ciò?
    Perchè ovunque si sono cavalcati il problemi: economico/sicurezza/immigrazione/lavoro/tasse.
    Nessuno di questi è stato raccontato all’inverso di come lo subiamo.
    Esempio:
    economico = alternative energetiche e concorrenza sleale, firmata a suo tempo a Pechino.
    sicurezza = non certezza della pena; danni contro il patrimonio depenalizzati; insufficiente controllo del territorio da parte dello Stato (specie al sud).
    immigrazione = demonizzazione dello straniero a prescindere e mancanza di strumenti efficaci nel controllo della migrazione veloce clandestina e di quella che delinque = assenza di informazione sociale nei confronti delle culture ospitate volontariamente ed involontariamente.
    lavoro = concentrazione delle tipologie dei lavori a largo spettro nelle mani di pochi e ghettizzazione delle capacità professionali attraverso sistemi dequalificanti e anti-meritocratici che hanno ridotto l’Italia alla Taiwan europea.
    tasse = incremento del vizio burocratico e sottrazione perpretata solo ai “danni” dei lavoratori dipendenti (da ricordare il pessimo utilizzo del danaro pubblico che tradotto in termini di servizi non giustifica il gettito delle entrate e gli investimenti di scarsa qualità )

    Aggiungiamo a quanto sopra la radiazione dall’album della società civile la qualifica femminile che paga il prezzo altissimo di questo imbarbarimento culturale e di questa incapacità relazionale che i poteri hanno messo al servizio del futuro prossimo.
    Modelli di differenza di genere stereotipati e ben saldi nella cultura popolare (a proposito ricordo un’affissione pubblicitaria di ieri in cui s’invitava ad una serata divertente i giovani: prezzo per gli uomini 13,00 euro e per le donne 8,00 euro. Perchè? produciamo di meno, contiamo di meno, siamo dunque un meno o la maggioranza?)

    Sottaciute dall’informazione tutta sono invece le strategie di sopravvivenza quotidiana delle donne e dei giovani d’Italia.
    L’impegno etico professionale delle categorie che danno vita ai mezzi di comunicazione è surclassato, troppo spesso, dall’economia del lavoro, di stampa e mass-media, che riduce a scambio di mercanzia il dovere di cronaca e la valorizzazione della notizia veritiera (se non fai come dico io ti caccio).
    Rendiamoci conto che il “posto al sole” ha soppiantato qualsiasi etica.
    Giovanni Paolo II sosteneva che il peccato più grave del XX secolo è stato quello dell’assenza di peccato.
    Oggi assistiamo a personaggi che possono dire tutto ed il contrario di tutto…omettendo tranquillamente di non servire la verità come se fosse un otional interpretativo.
    Nessuno si oppone a questo circuito infernale, in cui la gente si confonde e fugge, al quale le grida degli innocenti vengono soffocate dalla barbarie della violenza economica e culturale.
    Nuovi strumenti sono entrati in campo e giocano un ruolo dissolutorio quanto mistificatore….ad esempio il falso tollerato.
    La povertà del mondo diventa ancora più acuta quando c’è crisi di un bene fondamentale come l’uguaglianza.
    Le donne ed i giovani sono oggi scarsamente visibili perchè dispersi in società sessiste e prive di scrupoli.
    L’offerta di una qualità di vita migliore potrebbe arrivare dall’elaborazione di politiche attive e capillari in grado di creare nuclei intercomunicanti, organizzati e saldi nei principi vitali del rispetto e delle opportunità.
    Diamo corpo alle associazioni che rispondono concretamente alla privatizzazione di tutte le voci che rivendicano il decoro nel lavoro, nella famiglia, nella scuola, nel diritto alla salute, nell’utilizzo dei risparmi dei cittadini, nel ripristino urgente di quelle elementari regole di convivenza civile. Controlliamo il nostro danaro e rivendichiamone un concreto e sano utilizzo.
    Chiediamo i nomi dei responsabili delle inadempienze e del delitto da incapacità gestionale.
    Diamo corpo e senso a quello che ci viene sfilato dalle tasche impropriamente.
    Gli studi di settore devono valere anche per le categorie che offrono manodopera e facilmente riconducibili a qualità di metodo e di professionbalità.
    Agli immigrati che hanno prodotto ricchezza nel nostro paese e che sono il 65% dell’immigrazione ufficiale, dico grazie e spero anche che questo sarà loro riconosciuto in quanto anche da queste tasche escono danari in fila indiana.
    Chi volta le spalle alle persone perbene prima o poi sarà costretto a rigirarsi per il rumore che faranno.
    Gli uomini spesso muoiono e continuano a morire lasciando sul pianeta quel sogno di libertà che qualcun altro incarnerà al loro posto.
    Male senza fine.
    Bene senza fine.
    Nell’ottica di un equilibrio di gestione corretta uniamoci.

  169. Anna Rossi Says:

    Valentino Roiatti Says:
    Maggio 12th, 2008 at 11:42

    Caro Valentino credo sia giunto il momento di darci un taglio…prendo atto delle polemiche che Antonio Di Pietro può aver alimentato per svariati e molti già menzionati motivi…prendo atto dell’esistenza dei troppi “lecchini” che alla Fantozzi plaudono leaders di ogni tipo (peraltro…il lecchino…fa parte di una specie che si riproduce velocemente e come i topi non conosce estinsione)…capisco che le donne sono all’angolo del ring…ma è ora di essere propositivi.
    Protesta, discussione e proposte.
    Smettila di sentirti un burattino, giacchè, come dici, ti sei stufato, e cerca di essere costruttivo.
    Noi donne, dopo il requiem, apparecchiamo la tavola per tutti.
    Cordialmente

  170. Anna Rossi Says:

    silvia Says:
    Maggio 12th, 2008 at 11:31
    sono brave e capaci, sono tante e non hanno capito che devono coalizzarsi controil sistema prevaricatore che rende sopraqmmobili anche molti uomini.
    silvia

    Esatto Silvia! La società dei predatori non risparmia nessuno…tantomeno gli uomini che sempre più spesso rispondono ambiguamente ai dettami che la natura impone.
    Sono figli della convenienza e non più dell’onore…trascinati in una sorta di sopravvivenza, anche loro faticano a sostenere ruoli obsoleti finendo per comprare grazia dove grazia non c’è e rifuggendo quella virilità naturale che tanto piace alle donne di grazia vera.
    …Insomma è un disastro!!!
    Contribuaiamo a ricomporre il puzzle dell’uguaglianza…uniamoci.

  171. Rita Says:

    il senso della lotta femminile ha lo scopo che non è altro che il riequilibrio di una società malata e carente dell’apporto di tutti. Che cosa c’é di difficile in una simile visione della società se non l’incapacità di confrontarsi e dare ascolto ad altri che non siamo noi stessi.
    La sentenza che con l’iniziativa di Wanda otterremo sarà il modello di come ci si deve comportare per ogni partito, e per ogni detentore del potere esclusivo.
    Rita

  172. Valentino Roiatti Says:

    Protesta, discussione e proposte.
    Smettila di sentirti un burattino, giacchè, come dici, ti sei stufato, e cerca di essere costruttivo.

    Nell’Italia dei valori? Cioè la lista Dipietro? Tempo sprecato non ha proprio senso. Credevo davvero che in questo spazio,vista la determinazione di Wanda e viste le potenzialità, nascesse qualcosa di nuovo.
    Prendo atto che non è così, che l’uomo forte,il papà mitizzato, non perde il suo fascino.
    Questo mi rattrista, mi rattrista molto.
    Credevo che il femminismo fosse ben altro.
    Io scendo qui, vi auguro buon viaggio.

    Valentino Roiatti

  173. Loredana Says:

    c’è un tempo per ogni cosa. Il nostro più urgente appuntamento è l’udienza dei primi di giugno. Fare in modo di esserci e dare testimonianza, anche con la sola presenza, alla lotta di Wanda aumenta le possibilità politiche di riuscita.
    Le donne e gli uomini liberi dovrebbero trovarsi presso il Tribunale di Milano l’11 giugno.
    Non serve essere tristi, ma determinati e proiettati sulle possibilità del presente e le progettualità del futuro.
    Loredana

  174. APPUNTAMENTO A MILANO PER CHI INTENDE ESSERCI Says:

    CAUSA CIVILE PER I DIRITTI DI CITTADINANZA IN POLITICA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI SENZA DISCRIMINAZIONE ALCUNA

    La prima udienza si terrà presso la sezione 01 del Tribunale di Milano il 11 giugno 2008 ore 9,30 per la causa iscritta al ruolo generale n. 13773/2008 r.g. .

  175. Anna Rossi Says:

    Maggio 12th, 2008 at 20:50
    Protesta, discussione e proposte.
    Smettila di sentirti un burattino, giacchè, come dici, ti sei stufato, e cerca di essere costruttivo.

    Nell’Italia dei valori? Cioè la lista Dipietro? Tempo sprecato non ha proprio senso. Credevo davvero che in questo spazio,vista la determinazione di Wanda e viste le potenzialità, nascesse qualcosa di nuovo.
    Prendo atto che non è così, che l’uomo forte,il papà mitizzato, non perde il suo fascino.
    Questo mi rattrista, mi rattrista molto.
    Credevo che il femminismo fosse ben altro.
    Io scendo qui, vi auguro buon viaggio.

    Valentino Roiatti

    Caro Valentino se eri in cerca di Hezbollah in gonnella contro Antoniuo Di Pietro credo tu abbia sbagliato indirizzo…
    Da Wanda “è nato” un processo di sensibilizzazione orizzontale che non combatte gli esseri umani forti e non risente della sindrome “paterna” di tipo patriarcale.
    Siamo riuniti intorno ad un tavolo di lavoro in cui siedono tutte le rappresentanze di genere.
    Il termine femminismo mi appare un elemento di nicchia sviscerato e figlio di un dualismo che diveda per far imperare qualcun altro.
    Il diritto paritario colpisce l’equilibrio fra uomini e donne come fra società civile e giovani, fra immigrati e cittadini italiani, fra la società degli adulti e quella dei bambini, fra gli anziani e le giovani generazioni….
    La storia ci permette di rielaborare alcuni processi la cui applicazione non sarebbe più attuabile oggigiorno.
    Le proteste che si levano dalla componente femminile appartengono ad un retaggio culturale che calerà i veli delle menzogne ad uno ad uno…e non solo per l’impegno di molti…ma soprattutto per quel senso malato di ingiustizia e discriminazione che alza la guardia e conduce all’ affermazione della libertà individuale.
    Intorno al gioco delle parti ruotano una serie di interventi tesi alla conservazione di ruoli obsoleti e penalizzanti.
    Intorno al gioco delle parti ruota anche la dignità e l’orgoglio di chi non vuole più essere vittima di violenze e mistificazioni : uomini, donne,bambini, giovani , anziani, giovani.
    Non c’è limite agli spazi occupati dall’ingiustizia mentre deve essere ben chiaro lo spazio delle regole e del rispetto che gli uomini hanno il dovere di far loro.
    Scenderai pure da questo treno virtuale della rete, ma non sarai esonerato dal rappresentare, in qualsiasi sede ed con qualsiasi istanza, la tua scelta di partecipazione ad una società migliore o peggiore che sia.
    La presunzione di ostinarci su pensieri e fatti spesso ci rende poco disponibili a spostarci di angolatura nella prospettiva di una visione diversa.
    Siamo vittime di paure che le umiliazioni infliggono e le ferite rammentano.
    La memoria deve supportare il nostro fare e non seppellirci nel rancore.
    Andiamo avanti uniti nella pulizia intellettuale e nel sogno di un mondo più equo.
    I desideri forti, si sa, si avverano.
    Cordialmente

  176. Valentino Roiatti Says:

    Non mi interessa combattere l’uomo Dipietro, ma il Dipietro “genitore normativo” i suoi modi da macho man e padre padrone. Mi sono occupato di mobbing ho conosciuto donne calpestate che cercavano il principe azzurro contro l’orco cattivo.Una stampella esterna alla propria insicurezza. La risposta giusta è quella di Snoopy: non seguitemi mi sono perso anch’io.
    Lo so rinunciare alla dipendenza psicologica da un PAPA’ fa paura specie alle donne, ma è l’unica strada verso l’autonomia.
    Ho sbagliato indirizzo certo, cerco altrove, grazie dell’ospitalità.

  177. Anna Rossi Says:

    Io non capisco Valentino perchè ti ostini ad etichettare dipendenti croniche le persone già autonome…non facciamo confusione.
    Dante scriveva per Vrgilio: “Non ti curar di loro ma guarda e passa” e noi non imbrigliamo le nostre energie in situazioni ripetitive e sterili.
    Non ci aspettiamo nulla perchè aspettare ha stancato.
    Noi facciamo fatti.
    Andiamo avanti per le strade del diritto e quando quest’ultimo dovesse venire a mancare ne batteremo altre più ardite.
    Sereni e seri nelle intenzioni si raggirano gli ostacoli conosciuti e si va oltre.
    Nessuno si è perso oltre le bende forzate della censura.
    Cadranno i veli uno ad uno e ti garantisco che un’altra visione del mondo apparirà.
    Cordialmente

  178. Alessandra Says:

    Spero che la causa di Wanda sia davvero PILOTA, nel senso di liberare la strada per tante altre simili

  179. Franca Says:

    Giugno potrebbe essere il mese dell’inizio della verità. Si pososno tacere gli scioperi, si può provare a mettere in disparte una donna come Wanda, operosa e generosa, ma non le legge!

  180. Davide Says:

    Non sono d’accordissimo sul “non ti curar di loro ma guarda e passa”. Certo, sarebbe la cosa ideale, ma qualche volta bisogna curarsi dei nemici così approfonditamente da impararne i connotati, scendere al loro livello, sfidarli sul loro stesso territorio.
    Non importa se sia loto, o fango, ma se questo significa vincere, e conquistare la giustizia…

  181. Valeria Says:

    Di Pietro sta continuando ad assumere comportamenti pessimi, eppure un tempo lui rigettava i politicanti come lebbrosi…
    Mah..

  182. Elena Says:

    TANTE PERSONE SPERAVANO DI ABBANDONARE WANDA AL SUO DESTINO, ADESSO PERDONO LE SPERANZE DI FRONTE ALLA INFINITA DETERMINAZIONE DI QUESTA GRANDE DONNA…

  183. Anna Rossi Says:

    Chi sfugge all’allarmismo vero ed è refrattario ad ogni contraddittorio per garantirsi un consenso sempre più ampio va baipassato. Restare a folclorizzare situazioni e comportamenti già individuati nel tempo non servirà a nulla.
    Ridurre a mercato anche la libertà equivale a non pacificare gli animi assetati di giustizia.
    La diffusione dell’idea di parità è un dovere che ha già superato i malumori degli scontenti.
    Per gestire ed orientare il nostro futuro, anche quando ci tagliano le prospettive, dobbiamo far emergere nuove energie che , a mio modesto avviso, risiedono nelle menti e nei cuori delle persone capaci di rendersi conto della dimensione della truffa cui vengono sottoposte.
    Troppe donne e troppi giovani sono oggetto di scempio.
    Noi non possediamo pregiudizi e vogliamo esprimere, attraverso le istanze dovute, una controriforma fedele alla libera circolazione degli uomini…..proprio come il libero mercato impone per le merci.
    L’essere umano non può sottostare alle cose ma sono le cose che devono servirlo.
    La disinformazione mira a dividere e questo è provato nella psicologia collettiva.
    Noi abbiamo il dovere, oggi più che mai, di unirci e liberarci dal morso dell’ingiustizia.
    Noi sappiamo chi siamo e non permetteremo nessuna distrazione in merito.
    La volontà di riscatto è parte integrante di un femminile bistrattato e sfruttato che ricade sulle nuove generazioni in termini di modello.
    Uniti e determinati partiamo per Milano.

  184. Barbara Says:

    Ripetere “Non è vero”, fingere di non vedere, di non sentire, ignorare il problema o illudersi che prima o poi le cose si risolvano da sole è un atteggiamento tipicamente maschile.
    Credo che molti in idv abbiano assunto questo atteggiamento rispetto alle istanze e alle azioni di W.Montanelli.
    Ma prima o poi i conti vanno fatti. E se questi conti riguardano il famoso 5% e leggi specifiche…

  185. Anna, roma Says:

    Brava Anna Rossi, condivido ogni parola, hai ragione.

    Milano aspettaci!
    anna, roma

  186. Manuela Says:

    Il silenzio attorno alla figura di Wanda Montanelli, che pure ha ricevuto la più alta riconoscenza possibile in merito alla legittimità delle sue richieste (il presidente Napolitano le ha scritto, se non lo sapete!), è davvero imbarazzante….

  187. Ugo Says:

    Speriamo che non sia tutta illusione, e che il potere politico non stenda una mano pure sui tribunali…

  188. Valentino Roiatti Says:

    Avete ragione, avete solo sbagliato clamorosamente partito e soprattutto leader. A proposito di leader ieri Dipietro ha fatto una figuraccia a Porta a Porta sugli statali, roba da sprofondare.Non ha saputo spiccicare due parole su una categoria di lavoratori, in gran parte onesti, che Brunetta stava letteralmente massacrando.
    Che squallore.Mi sono vergognato per lui.

  189. Anna Rossi Says:

    I lavoratori onesti sono tanti,siamo tanti.. non ho visto Porta a Porta..è molto tempo che non la seguo più..mi annoia e deprime.
    Mi sono risparmiata Caro Valentino lo straparlare di certi esponenti che della politica circense hanno fatto una bandiera.
    Grazie per l’informazione.
    Vedi?!.. avevo ragione io nel dirti che le migliori energie vanno preservate dallo squallore che imperversa. Grazie ancora.

  190. Anna Rossi Says:

    Ugo Says:
    Maggio 13th, 2008 at 19:03
    Speriamo che non sia tutta illusione, e che il potere politico non stenda una mano pure sui tribunali…

    Ogni cittadino perbene conosce le regole della convivenza sociale.
    Se il potere politico stenderà le mani sui tribunali vorrà dire che la Sovranità dello Stato non esisterà più in quanto espressione di Repubblica parlamentare e quindi di democrazia.
    Giorno dopo giorno, con minuzia di attenzione e incessante lavorio, dobbiamo sciogliere la matassa del sopruso fino a risalire ai mandanti.
    Nessuno può fermare la verità…neppure i morti.
    Occorre individuare grandi e nuovi personaggi capaci di esporsi quanto determinati, nell’applicazione delle leggi, che fanno del diritto latino il migliore nel mondo.
    In questa triste convergenza economica, figlia di una globalizzazione senza regole, si stanno ingrassando le vacche ingorde. I governi europei tradiscono corruzione…uno strumento, si sa, che viene utilizzato da chi destabilisce le società attraverso confusione e attacchi alla capacità di formulare un pensiero libero perchè informato.
    Più volte al giorno ci vengono imposte piccole scelte di vita.
    L’atteggiamento nei confronti della quotidianità deve essere costituito dal buon senso e dal coraggio di osservare le regole elementari dell’onestà.

    Non si chiede molto ma si chiede l’incontrario dell’andazzo attuale che coercizza i comportamenti in nome di una sopravvivenza che ha solo i giorni contati se non risolviamo i problemi alla radice.
    Noi possediamo già un’identità e una cultura ben definita…recuperiamola….recuperiamo la nostra cittadinanza.
    Forza Wanda!

  191. Anna Rossi Says:

    Sono andata sul blog di Di Pietro…come non dare un consiglio a chi “consiglio” si firma????

    Caro On. Di Pietro,
    consiglierei di fare in modo che anche gli altri senatori IDVappaiano in tv ed anche al suo posto.
    POSTATO DA un “consiglio”….

    questa la mia risposta…

    MEGLIO DI PIETRO E BASTA…sarebbe un esercito di maschietti in fila per quattro col resto di due….

    …la Spagna è lontana ragazzi…nuotate!

    Postato da: Anna Rossi | 14.05.08 12:34

  192. Anna Rossi Says:

    Altro intervento sul blog di Di Pietro…

    Il tempo delle “ombre” finirà e la visione di un’Italia viziata dalla corruzione e dalla massiccia miseria di una larga fetta di popolazione apparirà.
    Le belle parole non servono a niente ed incantano come prestigiatori la povera gente.
    C’è una responsabilità da parte di chi fa opposizione e di chi governa che si chiama “modello politico”.
    Non si salva nessuno. L’informazione è censurata da ogni angolo del paese anche da chi la pretende.
    L’unica prerogativa è quella di partecipare agli shows mediatici ed ottenere consensi.
    Il desiderio di impunità politica, che avidamente è alimentato dalla menzogna, è radicato dal malaffare che passa con gli scarponi sulla legalità, dul diritto al lavoro, sulla salute pubblica, sull’informazione, sul diritto allo studio, sulla ricerca, sul rispetto delle minoranze, sul DIRITTO PARITARIO.
    Parliamo pure tutti, caro Presidente, ma finchè non si avrà il coraggio di chiamare le cose con il loro nome e gestirle sapientemente….finchè si farà finta di non sapere e di non vedere….anche le parole lasceranno il tempo che trova.
    Non può esistere un governo ombra solo perchè non si ha il coraggio di fare opposizione alla luce del sole.
    La sintesi creativa di uno scenario destinato a cancellare le verità oggettive ricadrà sul futuro, un futuro già oggi dato in pegno a chi delinque impunemente.
    Se ognuno guardasse la pagliuzza nel suo occhio…le travi degli altri diverrebbero mostri.
    Questo purtroppo non accade.

    Anna Rossi
    CDD/IDV

    Postato da: Anna Rossi | 14.05.08 11:41

  193. Giorgia Says:

    Diamo risposte concrete al male cronico del maschilismo italiano, specialmente in politica. Non lasciamo sola Wanda, e sosteniamola in tutte le forme che ci sembrano possibili.

  194. PAOLA Says:

    Wanda piegherà le ingiustizie finora patite come il vento con gli alberi. Non sembra, ma le donne hanno più forza di quanta fingono di non possedere.

  195. Alberta Says:

    Negli occhi di troppi politici, addetti ai lavori, giornalisti, c’è la pù totale foschia per la causa femminile. Dovremmo dire loro che la pazienza è la virtù dei forti, ma che per ogni cosa c’è un limite.
    Mi auguro che Wanda Montanelli sia l’apripista di una nuova fase. Evidentemente non c’è mai fine al movimento femminista…

  196. Sandra Says:

    Sarebbe bello viver in un mondo con meno ingiustizie, capace di un gesto di pace… ma poichè questo non è possibile, e non è nell’incanto ma nel disincanto che viviamo, allora che guerra sia.
    Pacifica, legale, nel nome della giustizia. Ma non di meno guerra.
    Sandra

  197. roberto massaccesi Says:

    qui o si fa la rivoluzione wandiana o si muore!

  198. Valentino Roiatti Says:

    Wanda ha dato un segnale forte sfidando il vero italiano tuttodunpezzo.

  199. Francesca Says:

    Però neanche noi possiamo semplicemente ridurci a stare alle spalle di Wanda limitandoci a dirle “brava” o “hai fatto bene”… tocca che tutti facciano qualcosa nel loro piccolo.
    Ogni piccola “rivoluzione pacifica” è una rivoluzione che sommata alle altre cambia le rotte.
    Non sono solo le rotte millenarie dei delfini a interrompere le costruzioni dei ponti, ma spesso anche piccoli guanti di sfida femminili possono essere un ponte verso nuovi lidi di democrazia.

  200. Chiara Says:

    Chi usa il silenzio come arma può talvolta nascondere grandi verità, non così piacevoli da svelarsi, e così vengono taciute.
    L’emergenza democratica femminile in italia sta assumendo proporzioni impressionanti, e purtroppo ne parlano in pochi, se non pochissimi.
    Le azioni di Wanda Montanelli sono esemplari, ma occorre pubblicizzarle di più!

  201. Pino Says:

    Cos’è questo mortorio?
    Che c’è?
    Nessuno scrive più poemi se non c’è un digiuno o una vita in pericolo?

  202. Francesca Costa Says:

    La protesta non è sopita, ma “pensierosa”. Attoniti/e molti/e stanno trattenendo il fiato, increduli/e perché qualcosa di sicuro cambierà.
    Da giugno si scriverà un altro capitolo di storia per il riconoscimento dei diritti di cittadinanza.
    La consapevolezza partecipativa sta maturando nell’attesa di veder attese le aspettative di rinnovamento che tutti hanno urlato, ma che pochi hanno attuato.
    Wanda (ovvero ciò che questa donna ormai rappresenta) rimane il perno di questa causa pilota che è oggetto di “censura” da parte della maggior parte dei media nostrani (non certo di quelli stranieri – che l’hanno menzionata anche quando hanno dato informazione della nuova composizione del governo italiano).
    La scomparsa dei fatti è anche questo: aver “censurato” quanto sta avvenendo per il riconoscimento della democrazia paritaria.

  203. Anna Rossi Says:

    CARISSIMI E CARISSIME
    sono reduce dalla lettura di una missiva di Wanda ad un dirigente IDV che tutti conoscono…lasciate la curiosità in un angolo…ed ascoltatemi per favore.
    Wanda non è una persona eccezionale solo perchè agisce fino in fondo per ciò in cui crede.. o per lo sciopero della fame che pochi di noi farebbero…fino al palo della morte…E’ ECCEZIONALE perchè segue una linea di coerenza che cammina dritta fra due margini: quello della verità e quello della salvezza.
    Ebbene…i più di noi sono cristiani, abituati a questi due ultimi termini appena utilizzati dalla sottoscritta, eppure per niente familiari a quei cristiani che negano, oltre che la cittadinanza politica anche l’evidenza dei fatti…continuano a ghettizzare e sottovalutare.
    Furbetti presuntuosi.
    Questi personaggi succhiano energia dal “grande” mondo per sputarla nel loro “piccolo” che gonfiano di quel potere che piace più del “fottere”…(come dicono a Napoli).
    Bene! Poichè ho assistito personalmente a fatti e frasi fuori posto da parte di questi padreterni in miniatura , e non aggiungo altro…spero tanto…ma tanto…ma tanto…che non sia la vita a dare una lezione alla loro ipocrisia…ma noi…uniti e compatti.
    Wanda, avanti tutta!

  204. silvia Says:

    Wanda Ho letto la tua lettera e sono con te per tutto quello che scrivi.
    Silvia

  205. Caterina Says:

    Cara Wanda,
    ho letto con interesse la tua lettera a Orlando: quanta scorrettezza.
    E sono allibita venendo a sapere che stanno preparando una Consulta ombra.
    Dove vogliono arrivare?
    Come sempre hai la mia solidarietà.
    Caterina

  206. Olga Says:

    Carissima Wanda,
    verrò a Milano come ho scritto ad Aura Nobolo, e vorrei sapere, se possibile, come questa valanga di atti e notizie negative da e verso Di Pietro e L’IDV tutta, e le nostre pari opportunità, si sia accumulata e messa in reale linea di combattimento senza che alcun sensato altro esponente, uomo o donna, dell’ IDV, ABBIA, almeno in quest’ anno elettorale, almeno in questi giorni, TENTATO DI RAMMENDARE E RICUCIRE UN BROGLIACCIO DI AZIONI, COMUNICATI, ATTI ECLATANTI, che oggi stanno diventando una bomba ad orologeria nel già sputtanatissimo panorama delle incompetenze e delle menzogne del centro sinistra.
    Mi manca, per capire, qualche tassello di storia nostra, perchè anch’io, che come te sono una tesserata della prima ora, con tanto di biglietto di ringraziamento scrittomi da Di PIETRO a penna nel 1992, non ho chiaro quale gioco al massacro, di chi fra noi, e di chi di loro in pubblico, dovremo fronteggiare e sconfiggere. Quali crepe abbiamo trascurato, quali interventi ufficiali meno ridicoli di quello di Orlando sono stati rigettati. Scusa se ti infastidisco, ma questa vicenda sta diventando surreale.
    Un abbraccio, Olga

  207. Franca.. Says:

    Non so per quali giri di mailing list ho ricevuto i documenti e le lettere relative alla tua situazione , che conoscevo per vie indirette , e sono rimasta esterrefatta!
    Poichè con alcuni amici stiamo creando un movimento di ex-IDV, conoscevo già la sensazione di estrema delusione, di indignazione, di lutto , quasi, che pervade molti ex simpatizzanti , elettori e militanti di IDV….quello che sta succedendo a te mi conferma nella mia volontà di non far più parte di un gruppo di affabulatori pre-elettorali che, senza nessuna vergogna , hanno calpestato e rinnegato parole, promesse , idee, progetti, costati fatica e impegno a tante donne e uomini che ci avevano creduto veramente.
    Io non ho mai avuto la tessera di IDV ma mi ero avvicinata , dopo anni di voto fedele , ai dipartimenti , perchè mi piaceva molto l’idea del fermento creativo , del laboratorio che promettevano di essere: immediatamente , mi sono resa conto nel 2006, all’incirca , che c’era qualcosa che non andava , che forse c’era qualcuno che avrebbe cercato di sfruttare le idee, il lavoro , le competenze , l’entusiasmo dei partecipanti solo per ottenere il posticino(?) in Parlamento o altrove…piccoli ma significativi segnali : bruschi e brevi “richiami ” al rispetto di gerarchie che in un laboratorio creativo avrebbero dovuto essere molto più morbide , silenzi, messaggi e comunicazioni senza anima , scontati e superficiali, appelli e richieste di confronto inascoltati e derisi…
    Tutto questo, ha provocato in me e in altri , una grande amarezza, un senso di vuoto di Valori, e di Valori vuoti…noi ora nel nel nostro piccolo , stiamo cercando di riorganizzarci e, anche se il cammino è appena iniziato, penso che ricostruiremo ciò che è stato distrutto….

    Con la mia lettera volevo solo esprimerti tutta la mia solidarietà e il mio affetto , anche se non ci conosciamo , come donna e come persona che condivide con te i Valori e le Idee per le quali ti sei battuta e hai lavorato per anni.
    Ti auguro di vincere la battaglia contro gli affabulatori.
    Franca

  208. giorgia Says:

    Cara Wanda, apprezzo tua lettera e non sai quanto. Spesso il lavoro di chi se ne intende è sottovalutato e quasi ostacolato a favore di persone duttili al volere dei potere maschile. Ti sostengo. Attendo tue notizie.
    Verrò Milano.
    giorgia

  209. Anna Rossi Says:

    Carissimo Presidente,

    nel confermare solidarietà al suo discorso parlamentare per la fiducia Le rammento che sarebbe fatto eccezionale e di grande coraggio intervenire sulle irregolarità che hanno innescato la protesta delle donne della Consulta di IDV…io non so se sia bene o male la gestione riservata che è stata fatta, da parte del partito, nei confronti dello sciopero della fame della Responsabile per le Pari Opportunità, Dott.ssa Wanda Montanelli. So però, per certo, che l’assoluta mancanza di informazione a riguardo…non è coerente con la pretesa di verità nei riguardi di altre realtà.
    Qui non si tratta di accontentare una brava dirigente, qui si tratta di non permettere ai piccoli padreterni di IDV di boicottare il femminile valido e fedele…Dal Trentino alla Puglia molte responsabili delle consulte regionali possono sottolineare le stesse problematiche, le stesse difficoltà operative, gli stessi fili discriminatori che hanno dimostrato (con 4 elette su 43) un andazzo a dir poco tribale.
    Io non credo che Lei sia il responsabile vero e proprio di questa vitale faccenda deturpata da superficialità, ignoranza ed invidie…ma certo non è vigile.
    A nome di amiche e compagne di ideali, nel nome del Suo programma e nel desiderio calzante di un trattamento paritario in seno (almeno) al partito di cui siamo orgogliosi di aver aderito…La salutiamo cordialmente.
    A presto!
    Anna Rossi
    CDD/IDV

    Postato da: Anna Rossi | 16.05.08 13:21

  210. Pino Says:

    Che cosa è questa storia della consulta ombra?

  211. Anna Rossi Says:

    Caro Pino,
    agli inciuci ed all’arroganza non c’è limite.
    Hai letto la lettera di Wanda inviata a Leoluca Orlando e p.c. le altre dirigenze…e naturalmente migliaia di persone “to involve” ?
    La Consulta nazionale per le relazioni di genere ossia quella più coosciuta come P.O., ha un responsabile nazionale (Wanda Montanelli), delle referenti, nonchè le responsabili regionali e tutte le donne che vi partecipano attivamente.
    Poichè le politiche di genere sono state disconosciute a fatti in IDV per anni…oltre ad incontrare sempre la volontà di essere boicottate, sempre a fatti, da chi non ritiene fondamentali lo statuto del partito, le direttive della politica nazionale e tantomeno europea.
    Questo deserto è avanzato grazie all’incapacità ed all’assenza di lungimiranza di una cultura maschilista di potere assoluto che ha penalizzato le capacità personali di “troppe” iscritte e annullato il concetto di “meritocrazia” di cui tanto si riempiono la bocca i politici.
    Di fatto chi lavora da anni per coordinare e gestire incontri, idee, progetti al fine di avvicinare le donne alla politica e gli uomini al buon senso è violentato ad uscire dalla porta di casa “sua”…ossia la casa di chi ha deciso di aderire al programma IDV.
    Nel frattempo molti hanno pensato di innescare una sorta di P2 al femminile parallela all’organizzazione già esistente e decennale.
    Un modo come un altro per dimostrare che le cose in fondo vanno bene.
    Così non è. Lo testimoniano centinaia di e-mail che sono allibite dell’arrivo di presonaggi nuovi collocati (dai responsabili regionali o chi per loro) improvvisamente in attivitità che non tengono conto della rete territoriale già esistente e preziosa nell’ambito del lavoro intrapreso dalla Consulta ufficiale.
    Manovre che non fanno bene alla salute delle donne che ci hanno dato fiducia e che con noi condividono le proteste e la voglia di giustizia.
    Un’anima nera che tradisce ancora una volta l’attivismo cieco di chi ha preso IDV per un taxi e pensa di fare e disfare come vuole i prefatti e di calpestare il lavoro e la buona fede di chi crede in IDV.
    Comunque il problema non sussiste…questi atteggiamenti giocano in favore di chi è pulito e cerca sintesi e non divisione d’intenti.
    Mia nonna diceva:
    “per quanto si possa dire e confondere….Se sei bello si vede…se sei buono si sa”.
    Un abbraccio
    Anna Rossi

  212. Rita Says:

    l’arroganza è inconcepibile in questa forma, e ancora una volte si usano dei mezzucci al solo scopo di fermare il progresso.
    Rita

  213. Anna Rossi Says:

    Il progresso, mia cara Rita, ha subito, come dici tu, una battuta d’arresto in questo paese. Al di là delle emergenze di cui ci hanno riempito le teste e svuotato le tasche…il danno più grande è stato commesso da una involuzione culturale che è rappresentata oggi da personaggi molto discutibili i quali parlano e decidono per noi (infatti si è visto come siamo avanzati!!!!).
    Siamo gli ultimi fra gli ultimi e viviamo vergogne che paesi, non meno corrotti del nostro, si guarderebbero dal manifestare.
    Non se ne uscirà se non con il riappropriarsi del decoro manifesto che impone comportamenti trasparenti e butta fuori gli “inciuciatori” sul libro paga della mera convenienza privata.
    Ultimamente abbiamo assistito al mettere sotto processo chi racconta i fatti invece di chi li fa…è un fatto gravissimo che non presagisce nulla di buono se non tentiamo di invertire la rotta.
    Stanchi degli scaltri che non amano questa terra uniamoci.

  214. Sandra Says:

    No, scusate, non ho capito bene dove è visibilequesta lettera di cui parlate.

  215. Franca Says:

    Invertire la rotta, cambiare, ma come?
    Non capisco, certe volte, dove finisce l’illusione e dove inizia l’azione. La parola è qualcosa di magico e travolgente, ma i fatti restano fatti, e noi viviamo in una società maschilista, patriarcale, nepotista, corrotta e questo è un fatto.
    Se vogliamo cambiarla, ne servono di altri.
    Ma quali?
    Mi chiedo proprio questo.

  216. Anna Rossi Says:

    APPELLO A DI PIETRO DALLE MARCHE…

    PS. Quando capiti a Senigallia o qui vicino ce le porteresti te le tessere, non ce le hanno mai date. Se ce le consegnassi te, sarebbe almeno una piccola soddisfazione su questi prepotenti, che tanto “sparagna, sparagna, arriva er gatto e se lo magna”

    Postato da: gianluca perini | 16.05.08 14:59

    Allora non è solo nel LAZIO che non ci sono le tessere!!?? E senti un pò Gianluca…che mi dici delle sedi di IDV?? Paga l’affitto qualche generoso o qualche parlamentare al quale si deve dire sissignore perchè non sono le sedi di tutti gli IDV ma hanno un padrone diverso???
    GLI INGORDI NON CAPISCONO CHE CHI PIU’ SPENDE MENO SPENDE…NELL’INTERESSE DI CHI LI MANTIENE…NATURALMENTE.

    Postato da: Anna Rossi | 16.05.08 18:13

  217. Monica Says:

    Cara Wanda,

    da molto tempo non seguo più le attività dell’Italia dei Valori; per la precisione, dalle Elezioni del 2001. Non ti ho scritto prima perché, sinceramente, non sono una grande estimatrice delle lotte politiche condotte con scioperi della fame. Non ti ho manifestato attivamente solidarietà, non sono d’accordo con tutte le tue prese di posizione, ma ho sempre seguito attentamente la tua vicenda e mi sono sempre tenuta aggiornata sulle tue condizioni di salute. Questa, la premessa.

    Adesso, però, voglio offrirti tutta la solidarietà di cui sono capace. Perché mi ricordo le persone e le circostanze che hai citato nella tua lettera. Mi ricordo soprattutto la sede di Piazza Vittorio, fatiscente e triste, forse anche un pò sporca, come hai detto bene tu. Mi ricordo un cartellino sulla tua porta con il tuo nome, e una scrivania e un computer su cui lavoravi per ore. Mi ricordo la pazienza e l’operosità con cui compilavi delle liste, spedivi comunicati, istruivi i nuovi attivisti. Mi ricordo la precisione nel gestire il dipartimento delle Pari Opportunità, il tuo entusiasmo nelle manifestazioni pubbliche e la passione e la dedizione con cui portavi avanti la tua causa politica. Perché senza dubbio quella era la tua causa.

    Ora, poiché ricordo tutte queste cose con tanta esattezza, trovo di pessimo gusto la sortita di Leoluca Orlando: che tu abbia o no un tesserino di partito è cosa davvero irrilevante, dal momento che per L’Italia dei Valori hai lavorato certamente più tu di quanto non abbia mai fatto lui. Chi afferma di battersi par la Giustizia dovrebbe avere il buon senso di non compiere ingiustizie.

    Ti abbraccio.
    Monica

  218. Le firme dei referendum, Wanda c'era e anche io mi ricordo Says:

    Monica si ricorda, ma io pure ho in mente tutte le volte abbiamo raccolto le firme per i referendum dell’ Italia dei Valori. Wanda mi chiamava e io che ho sempre creduto al rispetto della legalità l’aiutavo.
    Non mi aspettavo un simile trattamento per una persona così impegnata come Wanda Montanelli.
    Luigi

  219. Laura Says:

    L’impegno delle donne viene vissuto come ambizione fine a se stessa, invece quasi sempre è passione. L’intervista di
    Tiziana Bartolini a Dacia Maraini pubblicata su dahttp://lists.peacelink.it/nonviolenza/ rileva un’arretratezza costante. “La questione dei ruoli e’ stata messa in discussione e anche risolta teoricamente – scrive la Maraini – ma nella pratica c’e’ ancora una forza molto
    evidente che spinge alla famiglia tradizionale. Se le donne che lavorano in
    Italia sono una percentuale inferiore nella media europea e’ perche’ la divisione dei compiti e’ rimasta quella vecchia e perche’ gli aiuti sociali
    sono minimi. La situazione e’ paradossale: le ragazze italiane escono dalle universita’ con studi brillanti, potrebbero diventare bravissime scienziate
    o eccellenti professioniste e invece si trovano a scegliere se fare figli o impegnarsi ne lavoro fuori casa.
    La parola carriera e’ stata demonizzata, non usiamola per
    favore. Anzi aboliamola del tutto e parliamo di professione che presuppone amore,sacrificio, dedizione. La professione e’ qualcosa su cui la donna investe tempo, studio, energie, passioni ed e’ qualcosa a cui tiene. La
    carriera fa subito pensare ad un’arpia che cerca a gomitate di farsi strada e guadagnare piu’ soldi. Perche’ non pensiamo che una donna che vuole fare la magistrata non sta inseguendo una carriera, ma l’amore per la professione scelta? Il termine carriera e’ usato contro le donne in modo terroristico,
    per far venir loro i sensi di colpa. Le parole attivita’, mestiere, talento,occupazione devono sostituire la parola carriera che e’ deformante. Penso
    che le donne abbiano il diritto di amare il mestiere che hanno deciso di intraprendere e non e’ giusto che siano costrette a scegliere se avere o no una famiglia. Ho visto che nel Parlamento dei paesi del Nord Europa, ma anche nelle aziende, ci sono asili e nidi. E sono gratuiti. Da noi sono le nonne o le zie a dovere provvedere ma quando non ci sono?”
    Il tentativo di denigrare, minimizzare, appiattire su concetti invisi ai più è a bella posta messo in campo contro Wanda Montanelli e la sua operosità politica che invece è portatrice di una ventata di entusiasmo e passione per la “professione politica” come è detto da Dacia Maraini. Non di carriera si tratta perciò, ma di progresso professionale nella politica a cui le donne hanno diritto.
    Laura Velocci

  220. Anna Says:

    Si avvicina Giugno, e con Giugno, l’inizio della causa. Io, come credo tanti altri, mi auguro fortemente che possa davvero significare l’inizio di una nuova fase, e che la causa sia davvero da apripista.

  221. Lina Says:

    Wanda Montanelli ha subito innumerevoli ingiustizie, ma una delle peggiori ha luogo nelle chiacchiere, nelle ciarle prive di fondamento non solo sul suo impegno, ma anche nel suo ruolo all’interno di Idv. Se riescono perfino a cancellare i dati di fatto, allora siamo veramente alla frutta.

  222. Anna Rossi Says:

    I valori tradizionali delle donne, sempre al centro delle analisi sociologiche e statistiche, dovrebbero essere rispettati nell’affermazione che madre natura impone.
    La scelta verso la famiglia è tanto antropologica quanto innaturale se la si considera una gabbia in cui vengono rinchiuse le aspirazioni di affermazione personale.
    Nei tempi passati la famiglia era vissuta dalla donna come unica fonte di realizzazione spesso in alternativa al convento e riconducibile al raggiungimento di uno status sociale che la svincolava dalla ghettizzazione.
    Questa polarizzazione di modello femminile era presente in quase tutte le fascie sociali (lo è ancora in 3/4 di mondo) e rivolgendo la donna verso il privato la precludeva dall’affermazione di nuovi modelli femminili nella struttura sociale/economica/polica.
    Naturalmente la famiglia rappresenta una gioia e non una gabbia e l’uomo è il compagno di viaggio di questa solidarietà umana rivolta al futuro.
    Piccoli nuclei che, in uno scambio paritario di scelte e volontà personali, possono operare proiettate nel futuro.
    La difficoltà nel conciliare “due vite”, quella di donna lavoratrice e quella di madre, è faticoso perchè l’importanza che viene data al mondo del lavoro è dettata dalla necessità economica che allontana (in termini di spazio e tempo) dalla responsabilità genitoriale. Una schizofrenia dettata da una richiesta spropositata di efficienza che distacca i figli dai genitori…a meno che quest’ultimi non rinuncino a se stessi.
    Un controsenso che il processo di globalizzazione ha acuito in modo abnorme.
    Credo che il problema del “carrierismo” femminile siastato mascolinizzato dall’assenza di un modello femminile.
    Se le modalità di comunicazione fra i due sessi non sono equilibrate sul piano emotivo e razionale difficilmente si può giungere a scelte condivise
    riversabili sul quadro costruttivo sociale.
    Il predominare del successo individuale riflette l’incapacità di fondo di amare l’altro e la paura di essere amati.
    Gli uomini sanno di aver perpretato ingiustizie nei confronti delle donne…e le donne sanno di averle subite e di essere sopravvissute.
    Queste verità non detto alimentano carnefici e vittime che in una violenza inaudita soffocano la richiesta latente di un giusto equilibrio.
    Ecco perchè politicamente è necessario un lavoro di nuove regole e nuove proposte in cui l’equilibrio delle parti venga riconosciuto e professato.
    La tradizione è bella dunque quando non discrimina…per il resto ognuno di noi può vivere i suoi valori tradizionali perfettamente allineato al rispetto ed alla volontà di partecipazione dell’altro in ogni contesto comunitario.
    Anna Rossi

  223. Anna Rossi Says:

    Lina Says:
    Maggio 19th, 2008 at 11:10
    Wanda Montanelli ha subito innumerevoli ingiustizie, ma una delle peggiori ha luogo nelle chiacchiere, nelle ciarle prive di fondamento non solo sul suo impegno, ma anche nel suo ruolo all’interno di Idv. Se riescono perfino a cancellare i dati di fatto, allora siamo veramente alla frutta.

    Wanda. cara Lina, è una donna molto capace. La sua attitudine a concretizzare ed organizzare è percepita, in una dimensione impoverita dall’humus politico, come un elemento pericoloso.
    Spesso quel che manca alle “rare” donne di partito è la capacità varigata e molteplice di stare al passo con i tempi….una sorta di sindrome della famiglia che viene riproposta in sede politica.
    Sono modelli di donne brave a curare il loro orto ma difficilmente guardano fuori dalla porta e solidarizzano con il mondo circostante.
    Wanda e le altre non si sono mai arrese nel bussare (quel che io chiamo avere “nocchie” delle mani insanguinate) e dell’affermazione dei valori femminili in ambito politico e sociale ne hanno fatto l’unica strada loro concessa in nome della dignità più elementare di un essere umano.
    Le chiacchiere, le calunnie, la memoria corta…sono tutti mezzi che utilizza chi non vuole riconoscere il vincolo della verità…chi fa del suo personalissimo gioco di potere l’unico motivo di affermazione.
    Pezzetto per pezzetto verrà ricostruito il puzzle delle inadempienze…un lavoro da certosini che non ci vedrà mai stanche neppure se sfinite…un lavoro in cui l’esanime sarà rimpiazzato da un nuovo vigore.
    Ci sono momenti in cui le cose sembrano andar peggio..è un pò come l’albero in autunno…ma è un tempo necessario per rinascere più rigogliosi che mai.
    un abbraccio
    Anna Rossi

  224. PATRIZIA Says:

    E’ BENE CHE CI SI INTERROGHI: LA CAUSA CIVILE DI GIUGNO TRA WANDA E ADP, PUO’ DAVVERO FUNGERE DA VENTO NUOVO PER TUTTE LE ESIGENZE E I DIRITTI REPRESSI DELLE DONNE. MA QUANTO PESO POSSONO AVERE I MEDIA SU QUESTO?
    NON DIMENTICHIAMOCI CHE VIVIAMO IN UNA SOCIETA’ DOVE E’ VERO SOLO QUELLO CHE APPARE IN TV.
    E IO NON SENTO NE’ VEDO MOLTE NOTIZIE SUL CASO DELLA MONTANELLI….

  225. Lina Says:

    Cara Anna Rossi,
    le tue parole mi sono di gran conforto, leggo in te una forza e una convinzione che non possono non derivare dala profonda conoscenza di Wanda e del caso… mi auguro che ogni nostro buon proposito finisca per esaudirsi.

  226. Francesca Says:

    Sarebbe bello che Wanda vincesse questa causa. Vi rendete conto di cosa significherebbe?

  227. Anna Rossi Says:

    PATRIZIA Says:
    Maggio 19th, 2008 at 15:24
    E’ BENE CHE CI SI INTERROGHI: LA CAUSA CIVILE DI GIUGNO TRA WANDA E ADP, PUO’ DAVVERO FUNGERE DA VENTO NUOVO PER TUTTE LE ESIGENZE E I DIRITTI REPRESSI DELLE DONNE. MA QUANTO PESO POSSONO AVERE I MEDIA SU QUESTO?
    NON DIMENTICHIAMOCI CHE VIVIAMO IN UNA SOCIETA’ DOVE E’ VERO SOLO QUELLO CHE APPARE IN TV.
    E IO NON SENTO NE’ VEDO MOLTE NOTIZIE SUL CASO DELLA MONTANELLI….
    ……
    Non c’è foglia che si muova che Dio non voglia.
    Leggetevi lo statuto di ONERPO…e cominciamo a contarci…dobbiamo unirci, essere solidali, propositivi ed innovative.
    Sta già soffiando un vento nuovo…che porterà via tutte le incertezze e l’immobilismo finora presente.
    Muoviamoci!

  228. Daniela Says:

    I proverbi, o le espressioni proverbiali – cioè quelle frasi o quei modo di dire che, pur essendo nati in modo estemporaneo, sono entrati nell’immaginario collettivo con la forza di un “modo di dire” sempre eterno, e sempre valido – sono figli e figlie di chi, nel tempo, si affacciava alla vita, o meglio, alla vita sociale e alla comunità composta dalle altre persone, e sentiva il dovere e il bisogno di liquidare le innumerevoli fandonie, per non dire cazzate, di cui troppo spesso la gente si riempie la bocca, commettendo uno dei più gravi reati morali di cui ci si possa macchiare, ossia quello di non guardare prima a sè, facendosi opportuni bagni di umiltà, prima di giudicare gli altri.
    Proverbi come “la madre dei cretini è sempre incinta”, o frasi proverbiali come “non ti curar di loro, ma guarda e passa”, sono stare partorite proprio per far fronte a questa esigenza: evitare che il genere umano si esaurisse nel giro di qualche decennio, a fronte di una lotta a sangue tra chi spettegola dell’uno, e chi dell’altro.
    Se dovessimo farla pagare a tutti quelli che osano dire qualcosa di sbagliato, falso, ipocrita o pregiudiale su di noi, alla fine o esauriremmo le parole sputando sangue sul veleno gratuito da cui osano rivestirci, oppure ci ammazzeremo l’un l’altro, e come i dinosauri, la nostra specie si estinguerebbe.
    Perchè non c’è mai fine alla cattiveria, e alla miseria umana di chi odia gli altri semplicemente perchè gli altri non sono “loro”, non appartengono alla loro cerchia e, dunque, a discapito di tanti dati di fatto e dell’evidenza della realtà, devono essere per forza di cose schiacciati da giudizi affrettati, critiche gratuite, opinioni avverse, pregiudizi, commenti sarcastici o ironici, accuse prive di fondamento, e presunzioni di superiorità.
    Io, che non ho mai patito il peso di questo cancro di cui tanti, troppi, sono piacevolmente affetti, penso che esistano due strade per poter rivalersi. O la guerra contro la guerra, o la pace.
    Ma c’è una pace che non è pace, ma è guerra.
    E’ una protesta pacifica, è l’onore delle armi senza le armi, ed è il vero senso della reale superiorità. Non ti curar di loro, ma guarda e passa. Appunto.
    Indifferenza.
    Noncuranza.
    Ma anche forza e deteminazione di far valere i propri diritti.
    Non c’è urgenza di replicare alle accuse senza fondamento, è l’indifferenza è l’arma – pacifica – che meglio identifica la bellezza armoniosa di chi vince senza aver alzato una mano.
    Ma una mano, anzi due, vanno alzate a rimboccarsi l’un l’altra quando si tratta di difendersi nella lesione di un diritto che ci appartiene.
    Ecco cosa occorre che facciamo tutti, e non solo per Wanda Montanelli, o non solo per le donne, ma per tutti i diritti violati, per tutti gli abusi.

    Azione, e indifferenza.
    C’era chi diceva che “parlate bene o male di me, purchè ne parliate”, più o meno.
    A noi non interessa chi o cosa dicono: perchè per ogni accusa, per ogni miserevole cattiveria esistono gli strumenti per far valere la verità. E gli strumenti esistono anche contro le iniquità.
    Basta crederci.
    La storia è un appuntamento costante, ciclico forse, ma anche un work in progress. Possiamo credere che tutto sia scritto ma sbaglieremmo: semmai, possiamo pensare e forse osare che potremmo essere noi a scriverla.

    Forza Wanda, forza amiche e amici che credete nella giustizia e nella verità.

  229. Elena Trufò Says:

    Tenendo conto la distanza e le difficoltà economiche, mi riesce impossibile essere presente all’udienza dell’11 giugno a Milano, città natale di mia madre. Come figlia di una donna italiana, mi sento discriminata per non avere la possibilità di acquistare la cittadinanza italiana, pur avendo dedicato la vita all’insegnamento della lingua, alla diffusione della cultura italiana. Credo di avere il diritto di poter pure trasmettere la cittadinanza ai miei cinque figli, nati in Argentina, ma tutti loro italianissimi. Il mio appoggio ed affetto alla cara Wanda Montanelli, l’unica persona che si è occupata di darmi risposta al mio problema.

    Elena Trufò

  230. Paola Says:

    WANDA MONTANELLI E’ COSI’, SEMPRE DISPONIBILE A DARE UNA MANO A TUTTI…
    SAREBBE ORA CHE ANCHE NOI RICAMBIASSIMO.

  231. Daria Says:

    Forse sarebbe il caso di aprire un canale informativo nostro, per evitare che anche la causa ormai prossima ad iniziare venga sottotaciuta!

  232. Elisa Says:

    I tradimenti e le bugie sono all’ordine del giorno, ma alcuni di questi hanno valenza legale. Se davvero quello che dice Wanda è vero, allora ne sentiremo delle belle.

  233. Pasquale Says:

    C’è molta attenzione di noi gente comune intorno a qesta causa, ma non trovo la stessa attenzione da media. Ci risiamo?

  234. Anna Rossi Says:

    Elena Trufò Says:
    Maggio 19th, 2008 at 20:57
    Tenendo conto la distanza e le difficoltà economiche….

    INDIPENDENTEMENTE DALLE OGGETTIVE DIFFICOLTA’ CHE CI IMPEDISCONO DI PARTECIPARE E SOLIDARIZZARE CON L’EMERGENZA “DIRITTO PARITARIO”…PENSATE A QUANTO SI SAREBBE POTUTO TRASFORMARE IN “FATTI” CON L’UTILIZZO DEL 5% DESTINATO ALLA PROMOZIONE DELLE DONNE IN POLITICA E QUANT’ALTRO!!!!!
    LA CARENZA DI ORGANIZZAZIONE TRASPARENTE E DISCIPLINATA, L’ASSOLUTA ASSENZA DI QUALSIVOGLIA MERITOCRAZIA, L’INTRUSIONE MALDESTRA E COERCITIVA DI ELEMENTI, CHE DISORIENTANO E CONFONDONO LA DISCIPLINA CON CUI SI OPERA A LIVELLO REGIONALE NELLE CONSULTE FEMMINILI, I DISSAPORI ALIMENTATI DALL’ARROGANZA DI TALUNI ESPERTI SOLO IN CONCENTRAZIONE AUTONOMA DI POTERE PERSONALE….NON AIUTANO AFFATTO.
    SIAMO GLI ULTIMI DELL’EUROPA CIVILE PERCHE’ MANCA LA SUPERVISIONE…QUELLA ONESTA E RICCA DI CAPACITA’.
    IL SERBATOIO FEMMINILE E’ PIENO ZEPPO DI VALIDI ELEMENTI CHE SI SONO SEMPRE SPESI CON PASSIONE D’INTENTI…E G.R.A.T.I.S
    SE DAVVERO QUALCUNO HA PENSATO CHE LAVORARE TRASVERSALMENTE E CREARE FINTI MONOPOLI CI AVREBBE FATTO ARRENDERE…HA SBAGLIATO.
    SALE DAL PROFONDO DI OGNI ESSERE DIGNITOSO LA GIUSTA IRA CHE PRETENDE GIUSTIZIA.
    IL TEMPO DELLO SDEGNO E’ STATO SUPERATO CON IL PERSEVERARE DELL’ARROGANZA E DELLA CECITA’ DEI FALSI PROMOTORI DELLA GIUSTIZIA.
    CHI STA SOTTOVALUTANDO LA PROTESTA DI UOMINI/DONNE/GIOVANI, CHE SONO PUNTUALMENTE RICACCIATI DAL PARTECIPARE “DEMOCRATICAMENTE” AI PROCESSI DI SVILUPPO DEL PAESE ITALIA, STA SBAGLIANDO.
    MA NON CI SBAGLIEREMO NOI NEL RICORDARE FATTI E NOMI DI CHI HA REMATO E REMA CONTRO L’IIREFRENABILE SPINTA EVOLUTIVA CHE LE COSCIENZE DEI GIUSTI HANNO INNESCATO.
    CORDIALMENTE
    ANNA ROSSI

  235. Loredana Says:

    L’autonomia delle donne fa paura più di quanto si pensi e ci saranno freni inibitori o ostacoli per stoppare le loro iniziative, salvo poi dire che le donne hanno altro da fare che perdere tempo con la politica. Invece il disgusto prende chi capisce che o si sta sotto il tacco di qualcuno o non c’é storia, è il principale motivo di allontanamento delle donne dai partiti.
    Loredana

  236. Nicola Says:

    sono un uomo anziano è se anche ho fatto le mie battaglie in 75 anni di tribolazioni ho la coscienza a posto di avere stima delle donne e a loro ho lasciato fare le regine nella mia famiglia. Mia moglie non ha mai lavorato se non per le faccende di casa, le mie figlie hanno studiato e si sono sposate con bravi marito che le portano sul palmo di mano. Sto a leggere di questa Wanda Montanelli che fa scioperi e si batte per i diritti delle donne, ma non ho capito chi è contro di lei, e contro di voi della politica del gentil sesso, ma penso una cosa e dico non vivevate più felici se lasciavate perdere e che gli uomini da soli si prendevano le preoccupazioni. Chi ve lo fa fare? Se non vi vogliono a comandare vicino a loro mannateli a morì da se stessi con l’egoismo che hanno, e voi pensate a vivere felici con gli uomini bravi.
    Nicola P.

  237. Francesca Costa Says:

    Mio caro Nicola,
    perché allora non facciamo il mondo alla rovescia visto che le donne sono in maggioranza e facciamo in modo che gli uomini si “trastullino con le faccende domestiche” e vivano loro con le donne brave?
    Troverei questa scelta molto più democratica.

  238. Francesca Costa Says:

    Durante la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare 50&50, mi sono imbattuta in una persona che mi aveva posto proprio i quesiti di Nicola e diceva che lui non avrebbe mai messo la sua firma.
    Gli chiesi, dato che aveva delle figlie e nipoti “femmine”, se queste avessero studiato. Disse di sì. Gli chiesi se lavoravano, rispose di sì, gli chiesi il perché e mi rispose che due stipendi sono necessari oggigiorno. Dunque se le donne fanno parte della società civile a tutti gli effetti, perché le donne non possono avere un ruolo attivo anche nella politica? Perché devono subire discriminazioni? Perché devono solo essere al servizio di qualcuno, seppur marito? Mi guardò perplesso, esitò, si allontanò un momento per poi ritornare ed apporre la sua firma. Ringraziai.
    Con mio grande stupore, nel giro di un’ora, portò a firmare tutti i suoi amici e mi disse: ha ragione, non avevo mai fatto queste considerazioni, ho pensato “all’antica”, mi sbagliavo. Lei mi ha fatto capire quanto sia stato “egoista” con mia moglie, il cui lavoro (di casalinga) ho sempre sottovalutato e mi rendo conto di non aver saputo nemmeno apprezzare gli sforzi delle mie figlie, che forse non sono così “appagate” come avrei voluto credere, su di loro gravano un sacco di incombenze: il lavoro in casa, quello fuori casa e quello di cura verso figli/e e suoceri/e. Dovevo arrivare a 79 anni ed avvicinarmi ad un banchetto di raccolta firme per la democrazia paritaria per rendermi conto di non aver saputo dare il giusto merito e gratificazione a chi mi è più vicino: ho sempre dato tutto troppo per scontato.
    Continuò dicendo che sua moglie era stata perfetta a far quadrare i conti e mi disse anche: a pensarci bene se ci fossero più donne in politica, forse le cose andrebbero meglio. Continui a raccogliere le firme e farò il tifo per tutte voi!

  239. Francesca Costa Says:

    Mi ero dimenticata di aggiungere una cosa.

    Anche mia madre è stata la regina della casa per mio padre, per me e mia sorella. Era portata in palmo di mano: era la migliore, la più bella, la più brava e la più buona, oltre che la più felice.

    Tuttavia, attraverso noi, lei ha voluto riscattarsi dalla sua condizione di casalinga che non lavorava. Ha sempre sofferto questo ruolo in silenzio. Ruolo che non le dava diritto a nulla, lei non guadagnava, quindi per la società e non solo, non faceva nulla. Niente se non la casalinga.

    Peccato che ancora oggi dice che se nascesse di nuovo donna… ricorrerebbe allo stagnino! Forse così regina, come faceva comodo pensare, lei non si è mai sentita.

    Cresciuta ho compreso tutta l’amarezza che si nascondeva dietro le sue frasi, i suoi sorrisi ed i suoi silenzi, eppure, quella regina della casa era portata in palmo di mano e “non aveva mai lavorato se non per le faccende di casa”. Mio padre l’adorava, però… peccato che non avesse partorito un figlio maschio (la sua regina).

  240. Anna Rossi Says:

    Nessuna persona serena ed appagata penserebbe di fare una politica anti-uomo. La necessità di individuare degli strumenti che permettano alle donne, soprattutto alle più giovani, di accedere alla politica e non solo in condizioni di uguaglianza, nasce dalla resistenza che la società maschilista fa.
    Noi donne amiamo la casa e ne abbiamo cura, amiamo i nostri uomini e ne abbiamo cura, amiamo i figli che partoriamo e ne abbiamo cura, amiamo cogliere le opportunità di cogliere ruoli ed incarichi di responsabilità…ma ci vengono preclusi od osteggiati.
    C’è chi il problema della presenza femminile nei gangli vitali della nostra società, come Nicola, non lo avverte neppure, e c’è chi lo sottovaluta o addirittura lo teme.
    In realtà non si tratta di un problema ma di una vera emergenza…una delle tante emergenze per cui questo paese ha fatto passi da gambero.
    Per intenderci: le riunioni di partito, i summit aziendali, i luoghi decisionali in generale, sono presidiati da uomini.
    La legge elettorale “porcata”, a mio avviso, è stata come la cartina al tornasole in quanto, se ci fosse stata la volontà e l’intuizione brillante di ridisegnare gli scenari italiani, avrebbe dovuto e potuto “imporre” un numero equo di presenza femminile…niente di più facile che con questo sistema elettorale.
    Al contrario nessun passo indietro è stato fatto da parte del “soliti noti” ed il deficit democratico si è allargato ancor più.
    Sono miopi questi dirigenti istituzionali che, come falchi dell’ultimo minuto, continuano ad occupare I BANCHI DELLA POLITICA pensando che nel sottobosco tutto taccia.
    A Nicola vorrei rammentare che scegliere la propria vita è il frutto di un contesto libero da tradizioni (è la storia di oggi con il suo esercito di piccole mani femminili che nel globo lavorano operosamente ed in silenzio…altro che palmo di una mano!!).
    Le mura domestiche diventano quindi un lusso quando si può contare su dell’altro.
    La precarietà è quindi un concetto che impedisce di tracciare liberamente un percorso dignitoso di vita.
    E’ la precarietà di sentirsi oggi componenti di una società e domani dominati dagli eventi e dai pregiudizi.
    “Che vinca il migliore!”…ma almeno facciamo che gareggino tutti!
    Cordialmente
    Anna Rossi
    CDD/IDV

  241. Anna Rossi Says:

    A Francesca Costa

    Carissima,
    io salto dalla professione alla casa, zompetto come un grillo e non tralascio nulla…come vedi anche la politica della politica…
    mi hai fatto venire in mente, raccontando di casa tua, l’educazione, magari in buona fede, che viene sottilmente imposta al genere femminile….una sorta di percorso alternativo di serie B…dove lo spazio allargato si offre al figlio maschio.
    Anche in famiglia non sempre è il migliore o la migliore a dare soddisfazione di capacità.
    Ricordo che pagarmi gli studi universitari ho sempre lavorato.
    Studiavo di notte con la bambina che dormiva sul divano pur di non perderla di vista.
    Sognavo di dormire anche quando mi addormentavo.
    La mia richiesta era il diritto al futuro.
    Ancora oggi la sento viva più che mai…e sento ancora la voce di mia madre la quale, nonostante una vita per la famiglia ed un uomo meraviglioso per compagno…ripete sempre:” Se potessi rinascere un’altra volta sceglierei l’amore!).
    Questo la dice lunga sulle scelte che impone la mancanza di un’autonomia personale.

    Con questo ti abbraccio e ti auguro un buon lavoro!
    Anna

  242. Carla Nictera Says:

    le regine della casa, o le schiave? Le donne del ciclostile nei partiti o le future ministre?
    Chi deve decidere e perchè?
    Ritenete che un governatore della Campania debba andare a casa o no insieme alla signora Sindaco? Uno è uomo l’altra è donna. Insieme hanno prodotto il grande guaio del mezzogiorno, la spazzatura a Napoli, vergogna d’Italia che resterà nella memoria per centinaia di anni.
    Scegliere le persone senza distinguere il genere e sulle capacità è quello che serve a questa società. Donne in grado di eliminare la spazzatura aNapoli con criteri di scelta intelligenti sono tra noi, però nessuno affida loro questo incarico. Ecco dove sta il difetto, partire dall’ipotesi che le donne non sono all’altezza.
    Carla Nicotera

  243. Anna Rossi Says:

    ….VERISSIMO CARLA!…Specie se a fare la differenza fra le donne sono le appartenenti ad una “casta” ben lungi da rappresentare le altre “valide” donne che giacciono nel serbatoio delle risorse di questo paese.

  244. Enrica Says:

    L’utopia è il propulsore di molte iniziative di noi donne, ma certamente meglio così che nell’immobilità di tante altre che accettano lo status quo senza muovere dito.

  245. Mario Says:

    siamo arrivati alla censura, e sai che ti dico cara Montanelli, che ti temono molto di più di quanto potevamo supporre.
    Ritieniti rafforzata sei una donna tosta che non avendo altro mezzo per mettere a tacere viene censurata. Secondo me è un buon segnale, parola di ex combattente.
    Mario S.

  246. Amtoni Bianco - ex Direttore Orizzonti Nuovi Says:

    Wanda da anni è la responsabile nazionale delle donne dell’Italia dei valori. E da anni si batte per avere una maggiore rappresentatività delle donne sia nel suo partito sia nell’ambito delle istituzioni.
    Mi lega a lei un profondo rapporto di amicizia e collaborazione giornalistica. Insieme abbiamo fondato “Orizzonti nuovi”, organo dell’Italia dei valori. Anch’io – pur riconoscendo la giustezza della sua battaglia – mi sono associato all’appello del presidente della Repubblica Napolitano di sospendere lo sciopero della fame. E le ho espresso tutta la mia solidarietà affinché le sue rivendicazioni trovino ascolto nei piani alti della politica.

    Antonio Bianco

  247. R. ANDREOLI Says:

    MI STUPISCO DI LEGGERE SUL SITO DI ITALIA DEI VALORI L’ON. BELISARIO CHE AFFERMA SU YOU TUBE: “BASTA ALLE CENSURE”, QUANDO CON TANTA ARROGANZA CENSURANO IL SITO DELLE DONNE. E’ UN COMPORTAMENTO INAUDITO!
    VIVIAMO IN UN MONDO DOVE IL BUE DICE CORNUTO ALL’ASINO!!!
    ROBERTO ANDREOLI

  248. Anna Rossi Says:

    Credo che ora sia chiaro a tutti il clima di ostilità che sta chiudendo i rubinetti dell’ossigeno al popolo italiano.
    Conoscendo lo spessore di certi personaggi che si lustrano a festa per apparire decorosi mentre da sotto l’abito sale il fetore dell’arroganza tirannica….non mi meraviglio della censura perpretata ai danni della democrazia.
    Queste sono le anime nere dell’Italia…anime che non hanno mai smesso di indossare le camicie nere…patinate per inneggiare la giustizia e la sicurezza nascondono le armi violente dei suprusi.
    Non c’è confine che possa arrestare il cancro del potere assoluto…se non quello di rispondere numerosi e puntuali alle provocazioni.
    Cosa aspettiamo che ci vengono a prelevare a casa e ci facciano sparire?
    Voi pensate che io stia scherzando…ma le storie tristi di alcune nazioni registrano gli stessi antefatti.
    Quando si oscurano documenti e fatti a libera interpretazione di una realtà che esiste e che nessuno si è inventato…la gravità ha raggiunto il punto del non ritorno.
    Oscureranno anche i siti come in Birmania?

  249. Daniele Says:

    Ogni forma di oscurantismo, e di silenzio come arma di distruzione dei diritti dei cittadini è la peggior atomica che si possa usare, oggi.
    Dovremmo chiederci se è ancora il tempo di nascondere la testa sotto la sabbia di fronte a questi abusi, se siamo ancora inermi e interdetti e intimoriti di fronte ai poteri capaci di zittirci, e reagire fortemente di conseguenza laddove, anche solo alcuni di noi, avessero il coraggio di rispondere NO, fortemente NO, a tutto questo.

  250. Anna Rossi Says:

    L’IMMOBILISMO DI UNA CONSAPEVOLEZZA CONVULSA.

    A Napoli dicono: “Fare la moina” ossia andare da poppa a prua e da prua a poppa facendo sì che un gran movimento dimostri che una grande attività coinvolge tutti i quattro gatti che riempiono la nave.
    Ebbene, questi irresponsabili, oltre ad aver creato la situazione ideale per esasperare il popolo italiano, ora rivendicano la serenità dello stesso.
    Una farsa che purtroppo ha procurato dei danni, sia umani che economici.
    Per coloro che conoscono i presupposti del vivere libero è come respirare con una cannuccia fuori dall’acqua, mezzi affogati e con un margine di sopravvivenza irrilevante.

    Ne vedremo delle belle!
    Siate vigili e coraggiosi e soprattutto…uniamoci!

  251. Franca Says:

    Quello che sta accadendo – in relazione al caso mONTANELLI – è davvero clamoroso. Non credo che potrei definire diversamente da “fascisti” certi metodi con cui viene calpestata la dignità delle sue azioni e dei riscontri di alto valore umano, morale e istituzionale che ne sono conseguiti.

  252. Paola Says:

    E’ uno scandalo! Censurare il sito delle donne di un partito che pretende di rappresentare il popolo italiano (peggio, nei suoi VALORI) è uno scandalo assurdo, e peggio ancora è che in tantissimi fingano che non sia successo nulla!

  253. Paola Says:

    E’ vero che censurare significa TEMERE qualcuno. Ma è anche vero che quando chi ha il coltello dalla parte del manico, come lo hanno quelli che applicano la censura, noi non possiamo fermarci a pensare che Wanda debba ritenersi rafforzata da questa sorta di ambiguo RICONOSCIMENTO insito nel fatto che la temono. Ovvero, è giusto dire: Cara Wanda, se ti censurano vuol dire che fai paura. Ma la paura peggiore è che la censura divori Wanda e le sue lotte di protesta contro le discriminazioni. Quindi dico, non fermiamoci, e continuiamo a lottare!

  254. Germana Says:

    Il coraggio delle azioni delle donne, il potere di iniziativa anche a discapito della censura, del bastone tra le ruote e a discapito anche della dirompente cultura maschilista e misogina: è questo che intimorisce gli uomini – retrogradi – di Idv.

  255. Anna Says:

    Un partito che si professa rappresentante (almeno in teoria) delle espressioni dei “valori”tutte comprese, non può poi, dopo la predica, razzolare così male da raggiungere un livello di sporcizia morale e ancestrale come la censura!

  256. Nicoletta Says:

    Sono d’accordo con tutti voi che la censura in tutte le sue forme sia un demone da scacciare.
    Purtroppo non riesco a vedere come, però, possiamo farlo.

  257. Pia Says:

    Le chiacchiere o i silenzi di censura sono mezzi infimi: come diceva mio padre anni fa, anche se mettere a tacere la verità, o se tenete la bocca chiusa, i fatti parlano uguale. Carta canta, si dice.
    E che voi censurate, a noi non ce ne frega: tanto la causa civile non si basa sulle dicerie, ma sui dati di fatto.

  258. Ennio Says:

    AGI) – Roma, 21 mag. – L’Italia dei Valori di Antonio Di
    Pietro censura il Presidente della Repubblica: e’ un
    intollerabile atto di fascismo mediatico, un vergognoso
    provvedimento oscurantista come tradizione delle peggiori
    dittature asiatiche.
    E’ quanto dice, in una nota, Wanda Montanelli,
    coordinatrice nazionale delle donne Idv, rivolta ai vertici del
    suo partito rei di aver disposto, spiega, “la rimozione” dal
    sito della Consulta delle Donne e del Dipartimento delle
    Politiche di Genere, della lettera di solidarieta’ inviatale
    dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

    PER QUANTO MI RIGUARDA, IN TANTI ANNI CHE CONOSCO WANDA (E IN QUESTI ANNI LEI NE HA SUBITE ECCOME DI INGIUSTIZIE), QUESTA ULTIMA E’ SENZ’ALTRO LA PEGGIORE.
    PERCHE’ QUANDO A TRADIRTI E’ UN AMICO, O UN PRIVATO, O UN ENTE CHE COMUNQUE MIRA AL PROPRIO TORNACONTO, PUO’ STARCI: PUOI SEMPRE ASPETTARTELO, ECCO.
    SE INVECE LO FA IL PARTITO IN CUI CREDI, IN CUI HAI SPESO ANNI E ANNI, E TUTTE LE TUE ENERGIE, E SE QUESTO E’ IL PARTITO DELL’ “ITALIA DEI VALORI”, CHE PARLA DI GIUSTIZIA, DEMOCRAZIA, DIRITTI E EQUITA’, ALLORA IL DOLORE E’ PIU’ FORTE.

  259. rosanna Says:

    Adeso siamo anche alla censura? Bene! Vediamo cosa altro si inventano, perchè tanto a Wanda non spaventa nulla. Non la fermerete, lei va dritta per la sua strada.
    Forza e coraggio cara Wanda, noi siamo con te!

  260. Rosanna Says:

    Adesso siamo anche alla censura. Bene!

    Voglio proprio vedere cosa altro si inventano. Ma tanto Wanda non molla. Non mollera’ mai, e tutti noi crediamo sempre in lei!
    Forza cara Wanda!

  261. Annarita Says:

    Assumersi la responsabilità delle proprie azioni è un atto di coraggio che le donne (e Wanda in particolare) non temomo mai di compiere.
    Sarebbe ora che lo facessero anche altri, in idv specialmente. Censurate? Bene. Avrete tempi e modi per poter motivare le vostre scelte.
    Noi saremmo li, e ovunque, a dare udienza, senza preconcetti. Poi però verra’ anche il tempo in cui i nodi saranno al pettine.

  262. Ornella Says:

    Il profumo della paura è il peggiore in politica. Si sente a distanza di chilometri. Immersi nell’acqua di colonia più costosi, e in capi d’abbigliamento acquistati con scintillanti carte di credito nelle migliori boutiques, gli uomini politici densi di parole al miele o al veleno sono, e restano, sotto tutta questa serie di maschere solo dei semplici uomini.
    E come uomini, in quanto tali, sono abituati a far pipì ai quattro angoli del loro territorio e poi a usare tutte le armi a loro disposizione per difenderlo.
    Quando arrivano a ignorare la realtà, censurare, nascondere il vero con il falso più falso che c’è, e quando rispondo alle civili richieste di RISPOSTE con il più incivile degli atti, ovvero il SILENZIO, significa però che il tempo della raccolta è vicino.
    Forse mi illudo, tutte noi ci illudiamo. Ma il solo fatto che CHI DI DOVERE dovrà rispondere di bilancio e di discriminazione – molto presto – è di per sè una vittoria che nesssuna censura può negare.
    O sbaglio?

  263. Anna Rossi Says:

    Ornella Says:
    Maggio 22nd, 2008 at 11:48

    Non sbagli affatto!!! Credo che sia giunto il momento, come ci ha invitato il Presidente ONERPO – Dott. ssa Aura Nobolo – di contarci.
    Io ho già provveduto.

  264. Lucia Says:

    Un atto di trasparenza sarebbe stato dare libero spazio alla Montanelli e a tutte le sue iniziative. Invece così sembra che abbiano tutti troppe cose da nascondere, o da cui nascondersi che è peggio…

  265. Marco Says:

    E’ la prima volta che scrivo su questo blog, ho saputo di questa incresciosa vicenda per interposta persona, e devo dire che ne sono rimasto molto colpito, ma non per questo stupito.
    Lo stupore è qualcosa che ti succede quando capita qualcosa a cui non sei abituato, che non ti aspetti.
    La discriminazione femminile, purtroppo, è all’ordine del giorno.
    Wanda, e tutte voi, avete tutto il mio appoggio.
    Cordialmente,
    Marco R.

  266. Rita Says:

    Wanda Montanelli ne ha subite troppe, ora basta! Possibile che la sua vita deve essere solo una continua lotta contro gli abusi, le discriminazioni e pure contro le censure?
    Basta leggere le sue biografie per capire di cosa parlo.

  267. angy88 Says:

    datevi una regolata cn di pietro x il futuro
    nn mim sembra 1 molto democratico, forse dovevate già averlo capito.
    nn voglio offendere nessuno, anke xke’ c’è chi ci crede in lui, ma nn vi basta sentirlo parlare per capire ke tipo è?

  268. Adriana Says:

    Contadino, cervello fino.
    E, come diceva quello lì, che tra una siepe e un pastore errante ne diceva parecchie, beato l’ignorante, perchè non sa.
    Ed è forse a questo che mirano, riguardo al caso Wanda?
    Cioè far sì che si ignori ogni cosa di questo caso e dei temi di Wanda, al punto che – ignorando il problema appunto – nessuno se ne occupi?

    Sbagliate di grosso, perchè se anche controllate i media, se anche l’informazione è non libera e anche se gli squilibri dei poteri in gioco sono tantissimi, la verità ha gambe più lunghe delle bugie.
    Meditiamoci sopra.

  269. natasha Says:

    Se pensate di fermare Wanda con la censura, vi sbgalite di grosso!

  270. Serena Says:

    Quando parla il Presidente della Repubblica, bisognerebbe sempre dargli il massimo spazio e risalto.
    Cosa che invece, in questo caso, non è avvenuto. E non certo per colpa della Montanelli!

  271. Enzo Says:

    Qualsiasi sia l’ideale che uno insegue, è comunque molto triste venire a conoscenza di situazioni di emergenza democratica come questa che subisce la Montanelli.
    Poi uno può essere di destra, sinistra e centro, ma l’evidenza dei fatti non ha colore politico. Almeno questa è la mia opinione.

  272. Francesca Costa Says:

    M. Z. scrive una email all’On. Mura – reperibile in un sito IdV non censurato, almeno fino a quando non verrà letto questo commento…:

    “…ti chiedo: come mai sei una delle pochissime donne che sono riuscite a candidarsi con idv? Non pensi che si debba optare per una rappresentanza “rosa” più folta? Non ho nessun problema nel dire che, sempre secondo il mio parere, voi donne siete molto più operose ed efficienti! Ancora in bocca al lupo, sei una grande! Un abbraccio, M.”

    L’Onorevole risponde, nel sito di cui sopra:
    “…Rispondendo alla tua domanda: credo che una rappresentanza femminile più numerosa nelle istituzioni sarebbe sicuramente positiva. Ciò detto le donne candidate con Italia dei Valori non sono state affatto poche. Avevamo scelto di puntare sulle donne, infatti nelle liste di IdV per il Senato ben cinque regioni avevano delle donne capilista. Una scelta che quasi nessun altro partito ha avuto il corggio di fare e della quale siamo orgogliosi”.

    Come mai IdV ha solo 4 donne (di cui due cooptate)? I numeri dimostrano che altri partiti hanno fatto scelte più coraggiose di IdV, al contrario di quanto affermato dall’On. Mura.
    Mi chiedo, come si fa a far scomparire i fatti quando l’evidenza è sotto gli occhi di tutti.
    Ah già dimenticavo: CENSURA, parola chiave di questo periodo!

    LE DONNE SONO STANCHE DI ESSERE PRESE IN GIRO CON CANDIDATURE CHE NON PORTANO A NULLA!!!

  273. Loredana -Basta con le prese per i fondelli Says:

    Concordo pienamente con quello che scrive Francesca. Le chiacchiere sulle candidature ci hanno stancato perché non è di candidature che abbiamo bisogno, ma di ESSERE ELETTE, DI TROVARCI NELLE ALTE SEGRETERIE, DI ESSERE A CAPO DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI, E DI TUTTI I POSTI DOVE SI HA DIRITTO DI SCELTA E DI DETERMINAZIONE.
    BASTA CON LE PRESE IN GIRO.
    Loredana

  274. Anna Rossi Says:

    Silvana Mura sei una grande! Altro che quelli che mentono sapendo di mentire! Tu sì che sei riuscita a riconfermarti il “posto” candidandoti in un terzo dello stivale. Perchè non in tutte le regioni? Considerato il numero esiguo della rappresentanza femminile in IDV a che servono le altre donne? Basti tu e avanzi. Brava! Avanti così!

  275. Rosa Says:

    Se la matematica nonè una opinione (a meno che non si tratta di mate-maghi, che in materia elettorale e/o economico-finanziaria vanno molto di moda sembra), allora i dati sugli eletti Idv parlano chiaro, e lo squilibrio evidente tra il numero di uomini e di donne dimostra quanto ci sia davvero poco fondamento nelle parole della Mura.
    Ovviamente resto disponibile a un confronto, ma che sia un confronto equo, numerico, equilibrato, non fatto a forza di cesoie o alchimie di calcolo!

  276. Daniela Says:

    Bisogna fare chiarezza, sennò si rischia di non capire di cosa stiamo parlando.

    Se la sig.ra Mura afferma che “nelle liste di IdV per il Senato ben cinque regioni avevano delle donne capolista” afferma il vero, ma bisogna chiarire che l’elemento chiave da prendere in considerazione non è il “numero di donne candidate”, ma il “numero di donne poste in condizione di concreta eleggibilità”.
    Mi spiego: se la donna X viene introdotta a capo di una lista in un territorio laddove il partito non ha tutta questa forza espressiva, se questa poveretta donna X si trova al primo o al decimo posto non conta nulla!

    Se invece una donna Y viene inserita comunque in posizione di eleggibilità (non per forza al primo posto) in un territorio in cui Idv è davvero forte a livello di “seguito elettorale”, allora sì che le probabilità di sostanziale eleggibilità crescono!

    C’è poi da considerare il fenomeno della ripetizione delle candidature, quando personaggi a cui è promessa la sicura eleggibilità vengono messe in più posizioni di sicura nomina, come ad esempio in seconda posizione dietro a figure chiave come ADP. Il quale rinuncia al primo posto in tutti i collegi tranne uno, e fa salire chi decide lui.

    Sbaglio?
    La gestione personalistica del partito, favorita dal porcellum e dalla mancanza di reale potere decisionale dei cittadini (perchè non dovremmo decidere noi il nome degli eletti, siano essi al primo, al quinto o al trentesimo posto in lista?), si alimenta dal potere sondaggistico con cui i leader e i loro contabili fanno appunto da “computo” dei concreti riscontri elettorali.
    Si sa che ormai le “forbici” tra i sondaggi e il risultato del voto si stanno riducendo, e così, in clamorosa anteprima, le segreterie dei partiti sanno con percentuali di errore marginali quali “Numeri” il proprio movimento otterrà. In tal senso, è molto facile stabilire chi e come fare eleggere.

    Ecco perchè insisto: se un partito davvero ha a cuore la eleggibilità delle donne, allora potrebbe usare tutti questi strumenti (nomina dall’alto, legge porcellum, sondaggi, formazione delle liste con adeguata e paritaria scelta dei nomi maschili e femminili da mettere in posizione di eleggibilità) per favorire la lotta a quello che Wanda Montanelli chiama “emergenza democratica.”

    E invece, gli stessi strumenti di cui sopra vengono usati come deterrenti per la crescita del numero di donne nella politica attiva.

  277. Carla Says:

    Spiegatemi con quale coraggio un partito politico censura una dichiarazione pubblica del nostro Presidente della Repubblica!
    Non siamo ancora la Repubblica di Salò!

  278. Valentina Says:

    Credo che siamo in una fase di recessione democratica. Evidente, specie in quegli spicchi di politica che, per ideali, dovrebbero avere nell’allargamento democratico una priorità.

  279. Anna Rossi Says:

    Non ci sono scuse di legge porcata…se il partito (ed i partiti in generale) avesse preso in considerazione il grido d’allarme paritario lanciato dall’Europa nei confronti dell’Italia…avrebbe dovuto rivedere le candidature “vincenti”.
    Avrebbe potuto farlo…quale occasione migliore di questa convergenza elettorale?
    Un salto di qualità che oggi gli avrebbe procurato ancora più consensi…invece di vedersi costretto ad un’opposizione di sinistra che al momento sembra svanita nel nulla.
    Comunque rispetto la coerenza che i vari esponenti parlamentari hanno nel negare il diritto di cittadinanza politica alle donne di IDV (esclusa la Mura che a quanto pare è l’unica ad aver acquisito il titolo di fedele e capace nel tempo).
    Non hanno sbagliato un colpo.
    Puntuali e coesi continuano ad ignorare che più della metà dell’elettorato è femminile ed a premiarlo usandolo come si usa un “oggetto”…appunto.
    Ma ho usato un verbo improprio…qui non si tratta di premiare nessuno si tratta di non farla fuori dal vaso ed addirittura mettere in piedi un sistema tribale che nega il diritto di partecipazione ai tavoli dell’esecutivo.
    Ma voi donne…chi di voi, donne si riconosce nelle donne che stanno in Parlamento?
    Se esiste un’emergenza paritaria (e non lo dico io) esiste anche la necessità di portavoce del problema che considerato il pregresso da parte della più che maggioranza maschile…dovrebbe essere appunto femminile…(non che questo ci piaccia…un pò come le quote rosa o il solo 5%)…ma questi sono i fatti.
    Il resto sono chiacchiere che non vendono che imbecillità.

  280. roberto nacci Says:

    RIGUARDO ALLE CENSURE,SONO TALMENTE SCONCERTATO, CHE NON HO PAROLE, PER ESPRIMERE LA MIA INDIGNAZIONE.
    RIGUARDO A QUANTO DICHIARATO DALL’ON. SILVANA MURA DEVO PRENDERE ATTO DELLA ELEVATA ABILITA’ NEL GIOCO DELLE TRE CARTE.
    IN MEZZO A TANTO SCONCERTO C’E’ DI POSITIVO CHE “LESPRESSO” DA NOTIZIA DELL’UDIENZA DELL’11 GIUGNO RELATIVA ALLA VERTENZA TRA WANDA E DI PIETRO. POTEVA ESSERE MESSA MEGLIO MA ACCONTENTIAMOCI COSI’. TANTOPIU’ CHE C’E’ UN TITOLO PROVOCATORIO CHE QUALSIASI UOMO,
    E A MAGGIOR RAGIONE UN UOMO POLITICO, SI SENTIREBBE IN DOVERE DI REPLICARE. DUBITO CHE IL NOSTRO TONINO LO FARA’.
    SAREBBE NORMALE, ANZI, PER IL BENE DEL PARTITO E PER IL PRESTIGIO PERSONALE, DA PARTE DEL PRESIDENTE DI PIETRO, DI TROVARE UN ACCORDO PRIMA DELL’UDIENZA. MA DA BUON MOLISANO, CONTINUERA’ A IGNORARE LA QUESTIONE, COME SE NIENTE FOSSE. QUESTI ATTEGGIAMENTI VANNO TUTTI A CONFERMARE, QUALORA QUALCUNO AVESSE ANCORA DUBBI, CHE WANDA HA FATTO BENE AD INTRAPRENDERE QUESTA STRADA, CHE DI FRONTE A TANTA ARROGANZA ERA ANCHE L’UNICA PERCORRIBILE DA CHI TIENE VERAMENTE AI VALORI IN CUI CREDE.

  281. BEATRICE Says:

    Certo, le ragioni della logica e del diritto sono dalla parte “nostra”: MA COSA POSSIAMO FARE in concreto per ottenere giustizia?

  282. Anna Rossi Says:

    BEATRICE Says:
    Maggio 23rd, 2008 at 14:02
    Certo, le ragioni della logica e del diritto sono dalla parte “nostra”: MA COSA POSSIAMO FARE in concreto per ottenere giustizia?

    LA GUERRA A CHI FA IL GIOCO DELLE TRE CARTE! E’ NOIOSO E CI STA FACENDO PERDERE TEMPO PREZIOSO.

  283. Pina Says:

    E’ uscita notizia tramite l’ESPRESSO? Davvero?

  284. BEATRICE Says:

    E questa guerra, cara Anna, come intendete portarla avanti?
    Se posso fare qualcosa, ditemelo.
    Un abbraccio,
    Beatrice.

  285. Silvia Says:

    Sì Roberto Nacci, Wanda ha scelto l’unica strada percorribile dopo dieci anni di tentativi e propositi di colloquiare con Antonio Di Pietro. Io che la conosco bene so che è abile nel mediare e riconoscere le ragioni degli altri. Nessuno ha voluto valutare il fatto che le sue istanze sono legittime, e allora che sia un giudice a dire come e quanto debbono essere considerate le donne anche se non si fanno spalleggiare da uomini potenti.
    Lei non poteva accettare ancora di trovarsi perdente senza aver realizzato il progetto di portare un congruo numero di donne competenti in Parlamento e nei Consigli regionali provinciali ecc.
    Il suo rammarico è che se il partito avesse condotto delle scelte democratiche attualmente una ventina di donne Idv si troverebbero alla Camera e in Senato, con un’altra ventina di uomini di fiducia dell’Italia dei “Valori” che potevano essere una forza propulsiva per l’istituzione parlamentare.
    Una squadra efficiente di dipietrini doc. che invece sono relegati agli angoli bui dopo aver portato l’acqua con le orecchie.
    Silvia

  286. Francesca Costa Says:

    Il 2007 è stato l’anno delle pari opportunità, peccato che non me ne sia accorta, se non dalle cose scritte perché a fatti…

    Entro il 2015 devono essere raggiunti gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio adottati all’unanimità durante il Vertice del Millennio nel settembre 2000, presso le Nazioni Unite, da 189 capi di Stato e di Governo.

    Uno degli obiettivi fondamentali è quello di promuovere l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne. Fondamentale anche aumentare il numero delle donne nei parlamenti (il nostro Paese è al 50° posto) oltre che ad incrementare la loro visibilità in posizioni di autorità e decisionali.

    Mi chiedo: c’era la rappresentanza italiana a quei tavoli di lavoro?

  287. Carla Nicotera Says:

    la rivoluzione culturale di cui si ha necessità per far comprendere il problema dei problemi avverrà tra alcuni anni. Il processo di Wanda Montanelli anticiperà i tempi per ottenere con un pronunciamento del giudice l’abbattimento degli ostacoli, senza ulteriori indugi.
    E’ un’azione coraggiosa che va non solo sostenuta, ma incoraggiata con la nostra presenza.
    Carla Nicotera

  288. Mariella Says:

    Siamo in mano a un numero esiguo di uomini che decidono per tutte le donne che sono la maggioranza. E’ di fatto risaputo che le elettrici Idv sono moltissime donne.
    Il voto però è soggetto a cambiamento e più si conosce la discriminazione contro Wanda Montanelli meno voti avrà questo partito. Poi se le fregature le hanno prese anche tanti uomini che ci hanno messo l’anima sono convinta che il risultato da qui in avanti non premierà le scelte indifferenti a chi dovrebbe essere considerato e apprezzato.
    Mariella

  289. Francesca Costa Says:

    Non trovando il sito della Consulta delle Donne IdV, questa sera sono qui a chiedermi:
    come si possono adottare degli slogan (Al servizio dei cittadini, Vera informazione,…) se poi si agisce nel modo del tutto contrario? Mi sento presa in giro! :(
    Se poi penso che non più tardi del 25 giugno 2007, IdV ha promosso un convegno dal titolo: “La scomparsa sell’informaizone” a cui ha partecipato anche ADP…

  290. Giulia Says:

    E’ importante capire che tipo di riscontri ci saranno subito dopo l’inizio della causa, che partirà l’11 Giugno, se non erro.
    Dobbiamo fortemente sperare che l’istanza di giustizia di Wanda venga ascoltata.

  291. Tiziana Says:

    Leggo, e condivido,che buona parte dell’elettorato idv sia di sesso femminile. Leggo che secondo molti, una buona fetta di queste donne ne ha fin sopra i capelli, e non voterebbe più idv.
    Eppure (forse anche perchè collegato al Pd), Idv nelle ultime elezioni è andato bene, se non benissimo. Non hanno vinto, ma sono cresciuti come numeri. Mi chiedo qundi dove siano le donne operative e deluse da Italia dei Valori, mi chiedo il perchè, se nel territorio si avverte ormai netta la famosa “emergenza democratica femminile”, alla fine però Italia dei Valori cresce come seguito.
    Non credo che ADP si vota da solo, no?

  292. Sanda Says:

    Care amiche e cari amici,
    anche io credo come molte e molti di voi che la causa innescata da Wanda Montanelli possa accelerare un processo di riformista e permettere alle donne emarginate di prendere più spazio vitale in politica.
    Incrocio forti le dita, sperando che il procedimento civile che si inizierà a Milano l’11 Giugno abbia un pò un ruolo di apripista, anche se non soprattutto di molte coscienze addormentate.

  293. Antonietta Says:

    A mio avviso non basta che si nominano 3-4 ministri donna per tamponare il problema: le donne sono metà elettorato, e devono essere rappresentate almeno paritariamente agli uomini.
    Finchè non succede questo nelle liste elettorali in modo serio e concreto, io non voterò più.
    E poi dicono che la sinistra non vince: per forza.. se tante donne reagiscono come me!

  294. Paolo Says:

    Attenzione a non abbassare la testa di fronte all’avversario, amici. Ricordiamoci che Wanda non ha “sfidato” uno qualunque…
    Io spero solo che la giustizia sia uguale per tutti.

  295. Claudia Says:

    C’è bisogno di regolamentazione, è inutile attaccarsi alle censure, o alle piccole lotte per piccoli lotti di potere.
    E’ tempo che si chiarisca: siamo un paese democratico? Se sì, allora le donne devono avere pari accesso a tutte le forme di esercizio di potere.
    E non a chiacchiere o con cooptazioni o favori personali o sentimentali. Ma con regole chiare, e inviolabili di parità d’accesso alla eleggibilità.

  296. MARTA Says:

    L’augurio che noi donne dobbiamo farci è che Wanda Montanelli ottenga giustizia perchè sarebbe un successo non suo, ma di tutto il panorama femminile. E nonsolo in politica.

  297. Anna Ridolfi Says:

    VIVA WANDA!

    VINCERAI LA CAUSA, VINCERAI LA BATTAGLIA CHE E’NOSTRA E FAREMO UNA GRAN FESTA, PERCHE’ SAREMO ENTRATE NEI LIBRI DI STORIA.

    VIVA LE DONNE CORAGGIOSE!

    Ho letto il trafiletto su l’Espresso. E’ il nostro appuntamento più importante da cento anni a questa parte, bisogna capirlo.
    Anna Ridolfi

  298. Anna Rossi Says:

    L’Italia dei Valori regge su un programma che cavalca l’emergenza democratica…e su questo siamo tutti d’accordo.
    Non dimentichiamo che il voto d’opinione si è allargato e ha investito gli scontenti della sinistra e della destra…ossia tutti coloro che non sapevano a chi votare.
    Fare opposizione, magari costruttiva, trascurando l’unica tangibile organizzazione che permetterebbe di collegare la base ai vertici, boicottando il genere femminile come se fosse un’appendice della società civile, affiancarsi al lavoro che pedissequamente svolgono Travaglio, Grillo e tanti altri, non possedere un’esercito sentito di cittadini costretti a relazionarsi come degli ospiti in sedi offerte da terzi o locate da dirigenti di partito…non credo che sia un’operazione dettata da grande forme di intelligenza e capacità.
    E’ un tempo questo in cui la politica ingoia la gente semplice e promuove gli assetati di potere.
    Gli scontri anti-discarica hanno registrato come lo “stato” intenda procedere con l’antisommossa…anzichè entrare nei quartieri proibiti e fare pulizia…fermano la rabbia della gente a manganellate.
    E se questo accade state pur certi che dietro le quinte c’è molto di peggio.
    In realtà…ogni potere teso al governo assoluto teme la massa che scende in piazza e nel contempo promuove la massa all’applaudirlo.
    Vecchia storia che tutti conosciamo ma che pochi ricordano.
    L’imbarbarimento del pianeta è partito.
    Andiamo a Pechino davanti ad un’epurazione della razza tibetana, parliamo di USA e non raccontiamo le devastazioni del sistema barbaro produttore di un numero spropositato di barboni e detenuti, parliamo, facciamo parlare di Islam a chi serve l’occidente invece di presentarlo nella sua molteplicità e anche bellezza…e così all’infinito.
    Ciò che non viene detto è a chi conviene tutto questo?
    Molti sanno ma non parlano. I più non sanno e non sichiedono niente.
    Siamo regrediti in massa perchè non siamo le pecorelle “ardite” di San Tommaso….siamo pecore e basta.
    Quando la carne brucierà sarà troppo tardi!

  299. Anna Rossi Says:

    P.S. Ho dimenticato di dire che non occorre essere straordinari imprenditori di se stessi, come qualcuno rammenta dimenticandosi che utilizza i risparmi dehli altri e non tocca un centesimo dei suoi, occorre fare attenzione ad ogni gesto della nostra vita quotidiana.
    Impariamo a dire NO, come i bambini, non facciamo i pesci in barile solo per convenienza…mettiamoci in gioco…brilleremo di luce nostra anzichè elemosinare qualche mollica di pane.

  300. Guiso Says:

    Ho la sensazione che il vizio di farla fuori dal vasino ce l’abbiano un pò tutti. Il brutto di una “bella” lotta è che spesso si corre il rischio – allettante – di strabordare.
    Restiamo ai dati di fatto, non facciamo per favore retorica o non sconfiniamo come ho letto qualche volta su temi di politica generica che non toccano se non di striscio l’argomento della “rappresentanza femminile in politica”.

    Come ho giustamente letto qui e altrove, il problema non è più é etico, nè culturale, perchè ormai i tempi sono maturati. Se c’è un buco di rappresentanza politica, se c’è emergenza democratica è soltanto perchè esiste un buco giuridico, prima ancora che istituzionale.
    Se, in presenza di regole ferree che assicurino una piena ed equa rappresentanza politica alle donne dovessero riscontrarsi fenomeni di abuso, sottomissione o maschilismo nella gestione partitica, allora potremmo tornare a parlare di emergenza di carattere culturale o etica o ideologica.
    Per adesso le LEGGI permettono tutto questo, il che vuol dire che il vero cancro è nella mancanza di un sistema giuridico che garantisca inequivocabilmente la parità politica tra uomini e donne.
    Ed è, credo, in questa ottica che va vista la causa tra Montanelli e Di Pietro.

    Non è la guerra dei trent’anni, non è la riscossa del femminino sacro, e nemmeno il ritorno in voga del movimento delle suffragette. Tutte queste associazioni di idee alimentano il mito ancestrale e patetico della differenza tra uomo e donna. Non esiste un 5% da dare come contentino, nè esiste un dovere di sgomitare per prendersi spazi vitali.
    Deve solo esistere una lotta civile e giuridica che consenta all’insieme delle donne di modificare concretamente il sistema giuridico italiano di modo che le regole di rappresentanza politica favoriscano ambo i sessi.
    Se ho offeso qualcuno, mi scuso.

  301. Franca Says:

    Buon inizio settimana a tutti. Sapete, sto contando i giorni, un pò come quando si avvicina natale.E’ un pò infantile, ma io credo fortemente, sul serio, che questa causa possa essere uno spartiacque fondamentale per i diritti delle donne in italia.

    Coraggio Wanda!

  302. Eleonora Says:

    Mi sento ancora una volta di esprimere tutta la mia stima e solidarietà per Wanda Montanelli. Ciò che hai avuto il coraggio di compiere è eroico.

    grazie!

  303. Anna Rossi Says:

    Non era mia intenzione richiamare l’attenzione alle norme internazionali in riferimento alla Convenzione ,per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne, (CEDAW-adottata fin dal 1979 dall’Assemblea delle Nazioni Unite) ratificata dall’Italia il 10 giugno 1985.
    Tra le norme comunitarie si ricordano:
    Il Trattato che istituisce la Comunità europea (modificato dai trattati di Amsterdam e di Nizza) che
    All’art. 13 impegna le istituzioni comunitarie a combattere le discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l’origine etnica, la religione o le convenzioni personali, gli handicap, l’età o l’orientamento sessuale.
    L’articolo 23 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea invece sancisce il principio di parità tra uomini e donne in tutti i campi …e ribadisce la legittimità di azioni positive a favore del sesso “sottorappresentato”.
    In Italia molte regioni hanno presentato dei disegni di legge per l’integrazione delle politiche di pari opportunità ed un richiamo all’articolo 48 del DLGS 11 aprile 2006, n. 198 Codice delle pari opportunità tra uomo e donna impone l’adozione di un piano di azioni positive per la rimozione degli ostacoli (peraltro già noti) che impediscono la piena realizzazione dei principi di uguaglianza contrastati in modo attivo dagli stereotipi di genere.
    Potremmo parlare per ore di leggi e leggine, di fatto,non è sufficiente stabilire divieti e promuovere buone prassi perché a tutti gli individui siano offerte le stesse chances indipendentemente dalla loro appartenenza ad un genere piuttosto che all’altro, proprio come nessuna norma di legge può da sola azzeccare le disuguaglianze sociali.
    Se lo strumento giudiziario appare insufficiente nelle problematiche in esame, che presuppongono mutamenti complessivi e direi per certi aspetti radicali del sistema sociale, culturale ed economico di cui noi donne siamo inserite, se gli organismi istituiti per legge (dal Ministero delle Pari Opportunità al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali…fino ai Comitati di Ente nelle pubbliche amministrazioni, nelle singole e nelle aziende in generale (commissioni miste fra rappresentanti del datore di lavoro e dei lavoratori), se quanto detto non risulta essere all’attivo portatore di riconoscimento della volontà espressa in sede internazionale, europea e dello Stato membro…qualcosa non sta funzionando.
    La lotta civile e giuridica intrapresa è frenata dalle resistenze di una gestione patriarcale che tende a sottomettere.
    Faccio presente che a questa gestione appartengono ambedue i generi e che al contrario fra le fila delle cosiddette “suffragette” pur si contano ambo i sessi.
    La lotta deve strabordare quando la retorica ostacola i processi evolutivi.
    Mi chiedo: in un paese dove le regole ferree vengono assoggettate all’abuso politico e non, al sabotaggio del diritto processuale, ad una giustizia troppo spesso soggetta a leggi, le cui norme aggiuntive travisano il senso della legge stessa….resta ancora lo spazio di colmare i buchi giuridici attraverso una risposta culturale, etica, ideologica..e perché no?… retoricamente al femminile? La differenza patetica fra uomo/donna s’impone purtroppo a livello globale.
    La formazione di persone/personale in grado di far fronte agli aspetti delle problematiche di genere devono essere in grado di promuovere gli obiettivi che prima ancora che sulla carta, sono riposti nelle leggi perfette che madre natura impone e l’essere umano nega.
    Cordialmente
    Anna Rossi

  304. Guido Says:

    Non bisogna prendersela a male se uno esprime una opinione un pò diversa dalle altre, del resto siamo in democrazia. Io dico solo che non è il caso di fare generalizzazioni d’ampio spettro in questo caso, perchè in questo caso non stiamo parlando di linee politiche generiche o delle dicriminazioni in tutte le loro sfaccettature. Qui si parla di discriminazione politica e, nella fattispecie, di discriminazione femminile nella rappresentanza politica.
    E’ ovvio che rigetto le gestioni patriarcali della politica. E’ per questo che presumo che, piuttosto, una regolamentazione ferrea dal punto di vista giuridico, possa garantire una soluzione concreta a questo problema.
    Se tutte le segreterie politiche devono attenersi a regole vaghe e personalistiche in merito alla scelta dei candidati, alle posizioni in liste a alla sostanziale eleggibilità, è ovvio che il problema della discriminazione permane, sopravvive.
    Allora dico, e insisto: facciamo in modo che, a partire dalla causa della Montanelli si apra un dialogo, spingiamo i leader politici a sottoscrivere un documento (magari una proposta di legge) che faccia sì di garantire “Legalmente” l’accesso sostanziale alle donne in politica.
    Ad esempio, un atto in cui ogni movimento politico si auto-obbliga a presentare in posizioni di eleggibilità un numero di donne pari a quello degli uomini posti in posizione di eleggibilità.
    Poi ci possono essere le simpatie e le antipatie, la donna X o l’uomo Z messi in 30° posizione, questo è secondario.
    Se il problema è dare vera rappresentanza femminile, allora ci vogliono le leggi a garantirlo. Se il problema è invece fare in modo che la donna X piuttosto che la donna Y debba essere eletta perchè più capace, simpatica o intraprendenti, è un altro paio di maniche, ed è già un problema secondario che attiene alla sensibilità, alle ragioni di opportunità, coerenza e trasparenza delle direzioni dei partiti.
    Ma mi chiedo: il problema è quello di dare a donne come Wanda, che dopo una vita spesa a far politica per il bene comune, la certezza di poter lavorare su basi di democrazia paritaria?
    E allora scusate! Da che mondo è mondo, la democrazia si fa con gli strumenti che gli si competono. tra questi, lo strumento legiferativo.

  305. Anna Rossi Says:

    La 303 in risposta alla 300.

    * La bellezza salverà il mondo
    St Agostino

  306. Anna Rossi Says:

    La legislazione a riguardo/promozione donne in politica è solo un’allegra groviera.
    Certo che si percorre il minimo consentito dal diritto…infatti eccoci! Siamo qui!
    Convinta resto però dell’idea che all’imposizione di una concretezza che fa fatica a MATERIALIZZARSI (ossia l’obbligatorietà ad attenersi rigorosamente all’imposizioni di legge) occorra ripristinare l’ordine degli addendi anche a colpi di etica, cultura e passione…proprio perchè una legge (come ricorda la storia del diritto)nasce su una convizione comune.

    Un mondo più equo lo vogliono tutti coloro che hanno compreso la ricchezza del confronto e dello scambio. Altri sono indietro, sordi e ciechi (ma ahimè non muti!)ed ignorano che accanto al processo di globalizzazione corre quello della rivendicazione femminile.
    Questo purtroppo accade anche in “DEMOCRAZIA”!
    La discriminazione delle donne nella politica è la sfaccettatura per “eccellenza” della non rappresentanza femminile al Senato ed alla Camera e in tutti i gangli vitali delle istituzioni.
    Un tempo Caligola nominò senatore il suo cavallo…non mi meravigliano certe nomine…che vanno assolutamente rimpiazzate…prima che un altro Nerone dia a fuoco l’Italia.

  307. Guido Says:

    Esattamente come dici tu, cara Anna, una legge nasce da una convinzione comune, ed io non dò per scontato ma quasi per assodato che ormai, a grandi linee, in un paese come il nostro è impossibile che la equità tra uomo e donna non sia una convinzione comune.
    Proprio perchè esistono lidi di disperato maschilismo contro cui abbattersi con tutte le armi della lotta pacifica sostengo l’importanza di un massiccio intervento di regolamentazione giuridica.
    Imporre le cose con la legge (si badi, non con la forza), è un atto che ai più può sembrare perfino fascista, di questi tempi, ma che tuttavia io considero semplicemente un atto di coraggio. Lo stesso che ha Wanda Montanelli.
    Non è lei ad aver citato Di Pietro per il famoso 5% del bilancio dei partiti destinato dalla LEGGE alla promozione delle pari opportunità?
    Ecco la risposta: se gli strumenti esistono, vanno usati.

  308. Donatella Says:

    Frena il progresso l’assenza delle donne e le loro abitudini alla razionalità, le loro esperienze nel trarre l’utilità per la famiglia da ogni possibilità che si presenta, le loro consuetudini a sacrificarsi per il bene di tutti e il senso del risparmio che completamente sconosciuto da chi ci governa è uno schiaffo alla miseria e alle difficoltà della gente che lavora per mille euro o per poche centinaia di euro come i contratti di precariato.
    Mancano le donne purtroppo dallo sfacelo e l’incapacità dimostrata. Speriamo che cambi presto l’assetto di genere.
    Donatella V.

  309. Barzaghi Franco Says:

    Le donne sono di una sprovvedutezza che non permette loro di fare inciuci e imbrogli per la carriera, salvo alcune che sono uniche come nel caso in esame che sono ora in Parlamento.
    Franco Barzaghi

  310. Anna Rossi Says:

    Barzaghi Franco Says:
    Maggio 27th, 2008 at 10:29

    ….il misero numero di donne in Parlamento non rappresenta le donne italiane. Le italiane non le hanno probabilmente neppure votate, loro lo sanno, ed obbediscono alla ragione del partito (ossia del maschietto che le ha portate).
    -Il massimo rispetto per le mosche bianche pensanti- non smetterò mai di lottare sognando la giustizia contro il primato dell’utilità. Wanda docet!

  311. Arianna Says:

    Franco hai pienamente ragione.
    Visto che le donne in politica sono in deserto, c’è da dire che anche nei deserti cresce qualche fiorellino, ma bisogna vedere in che modo è stato piantato…

  312. guglielmo Says:

    fiorellino … non esageriamo!!!
    fiore di cactus da tenere lontano che più lontano non si può.

    Senza esagerare pescare nel torbido frutta, eccome se frutta!
    Le donne vere non stanno llà e sarebbe ora di darsi una svegliata.
    guglielmo

  313. Sandra Says:

    Ho la certezza che la posta in gioco in questa iniziativa delle donne va oltre l’apparenza e se si scadaglia a fondo possono uscire problemi di rilievo che investono il campo della democrazia a tutto tondo.
    Seguire e appoggiare Wanda è di importanza cruciale. Non solo le donne, ma tutti i senza voce dei partiti devono farsene carico e sperare in uno squarcio nel cielo torbido del quadro politico.
    Sandra

  314. Paolo Says:

    Ci sono novità, notizie stampa, sul procedimento che inizierà in tribunale l’11 Giugno?

  315. Alberto Says:

    Non ho condiviso la politica di Di Pietro nell’ultima campagna elettorale. Fra l’altro, in tempi non sospetti avevo letto il suo libro COSTITUZIONE Italiana diritti e doveri che mi aveva convinto poco. Ha sempre avuto un atteggiamento verticistico, poco aperto agli altri e poco democratico.
    Non sono molto contento nemmeno di Veltroni, la minestra riscaldata di Rutelli a Roma e Del Bono a Brescia hanno dimostrato che bisogna passare verso un concreto e reale rinnovamento dove il ruolo femminile deve essere centrale per intercettare sensibilità e istanze che gli uomini a volte non conoscono nemmeno.
    E’, fortunatamente, quasi finito il tempo in cui le mogli votavano quello che dicevano i mariti, oggi insieme alla mobilità del voto ci si è affrancati da concetti ideologici ormai consegnati definitivamente alla storia.
    Parlando di femminile non parlo della politica di Berlusconi che ha messo qualche oca scelta con il criterio tutto Mediaset delle veline…..
    Purtroppo se Sparta piange Atene non ride……..
    La legge elettorale tanto criticata ha fatto comodo a tutti. A Berlusconi per promuovere metà Mediaset e portarla in parlamento, a Veltroni per gratificare amici e affini e cosi sarà per le europee che serviranno per riciclare qualche altro “disoccupato”.
    Non sono pessimista, ma non mi piace mentire a me stesso e poi agli altri.
    Scambiare opinioni è sempre una opportunità che reputo positiva.
    Solo stando in mezzo alla gente si ha il vero termometro della situazione non i soldi buttati per sondaggi fasulli che hanno dimostrato non solo i loro limiti, ma non aver centrato alcun obiettivo.
    Se vi aspettavate trombe e fanfare credo r resterete delusi/e, 5 televisioni su sei sono di Berlusconi e i giornali sono pilotati da interessi industriali per niente orientati a fare cronaca, notizia e tanto meno informazione……..

    Alberto

  316. Loredana Says:

    Permettere a chiunque di decidere per tutti, permettere di mantenere 5 televisioni, ma come osserva Alberto anche agli altri fa comodo questo stato di cose perché diversamente avrebbero fatto in modo di eliminare il conflitto di interessi. Nello stesso tempo fa comodo che le donne siano poche e quelle poche assogettate al capo di turno. Non si vogliono donne politiche ma docili segretarie.
    A quando la presa della Bastiglia?
    Loredana

  317. Mariella Says:

    presto Loredana, prima di quanto si creda le donne faranno i passi giusti per occupare gli spazi che servono a contare sulle decisioni della politica, del governo, della società. Se i tempi devono essere maturi, si tocca con mano il punto giusto di evoluzione (conseguente all’involuzione) e della “presa della BAstiglia” come tu hai scritto.
    Mariella

  318. sandra Says:

    Sono passata da un sottopassaggio e per la prima volta in vita mia ho avuto paura. Non è colpa del criminale di turno, ma dell’amministrazione che tiene nel degrado sottopassaggi, strade senza luce e nessuna sorveglianza. Questo è un mondo che non ci piace e non è fatto per noi perché la città in cui ci piacrebbe vivere dovrebbe essere soprattutto sicura. Purtroppo non credo che il nuovo sindaco potrà fare molto di più. Attendo una giunta con maggioranza di donne, allora sì che il primop osto sarebbe ridare vivibilità alla città di Rona.
    Sandra

  319. Anna Rossi Says:

    sandra Says:
    Maggio 29th, 2008 at 22:10

    Se non trattasi di calamità naturale un’emergenza è sempre dettata da incuria perpretata nel tempo.
    E’ un’idea mia, ma la prima domanda che mi pongo sempre davanti ad un problema indotto è sempre: “A chi conviene”?
    Ebbene la “manutenzione” di un sistema sociale è obbligatoria nelle istituzioni che si rispettino…se questo non è accaduto, fino a far collassare l’Italia, è stato proprio perchè è convenuto trascinarla nella confusione, nella violenza, nella miseria, nella sottrazione lenta dei diritti e nell’amnesia ai doveri (se non quelli di mettere le mani in tasca ai cittadini e derubarli dei loro risparmi).
    Sono sempre più convinta che i padri della Costituzione, pur guardando all’Europa, non avrebbero mai immaginato che coloro che manifestano lo spirito di PATRIA e si sono alternati con governi “ladroni” avrebbero potuto ridurre questo Stato in queste condizioni.
    I poteri forti internazionali si sono sempre serviti dei servitori mercenari, che in questo paese proliferano come funghi, e attraverso il controllo dell’informazione e la sovranità economic/finanziaria hanno appecoronato ed inebetito questa nazione fino a ridurla ad un colabrodo.
    Mettiamoci che nel contempo, per poter fare questo, il livello di civiltà ed i valori che tengono saldi le comunità sono stati picconati attraverso la volontà di far scadere l’istruzione, la qualità dei servizi…insomma di rendere la gente ignorante e riempirla di rabbia.
    ECCO PERCHE’ LE DONNE SONO L’ULTIMA CHANCE AD UNA VISIONE RIPARATRICE DI QUESTA REALTA’.
    Non è puro femminismo il mio…anche perchè non ho mai fatto differenza di genere…ma è la consapevolezza che un genere sottovuoto deve esplodere se vogliamo riequilibrare il pensiero…e “loro” lo sanno e per questo stanno adottando politiche sempre più ghettizzanti.
    Dobbiamo unirci, creare sinergie, sentirci parte integrante di un progetto comune che non ha colori se non quello di rompere i vincoli mafiosi che tengono in pugno i gangli vitali di questa nazione.
    Non mollate!
    Qualcuno dirà che sono solo parole, retorica obsoleta, fantasie al femminile.
    Non è vero! La forza della volontà e dei numeri fa spostare le montagne…e noi davanti ne abbiamo d’immense!!!!
    Cordialmente

  320. qxakiyof fbglpevq Says:

    wcfnzj asmitk vlgzjuh rfzeop woafh gxnazhr vgzmepsyt

  321. vbmoc igseqhl Says:

    ringv olgamn bwlmza plbige vhopj zcba cjdfs

  322. Anna Rossi Says:

    qxakiyof fbglpevq Says:

    Giugno 1st, 2008 at 23:42
    wcfnzj asmitk vlgzjuh rfzeop woafh gxnazhr vgzmepsyt

    vbmoc igseqhl Says:

    Giugno 1st, 2008 at 23:44
    ringv olgamn bwlmza plbige vhopj zcba cjdfs

    risposta ai DEMENTI sopra citati:

    La fotografia dei vostri processi mentali è risultata fedelmente riportata.

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